
L’autunno è il periodo migliore per percorrere i sentieri nordici che si stagliano tra i meravigliosi fiordi norvegesi. Tra vallate panoramiche, fattorie, piccoli centri urbani, isolotti e cascate impetuose, questo paese vale la pena di essere visitato se, oltre alle moto, amate i paesaggi incontaminati. Oggi vi propongo un sentiero davvero memorabile, che attraversa non solo luoghi selvaggi, ma anche attrazioni culturali e storiche indimenticabili. Pronti a partire con TrueRiders?
Percorrere la Ryfylke Scenic Route è una delle esperienze più emozionanti al mondo per un biker. Il percorso, infatti, consente di attraversare alcuni tra i paesaggi più belli della Norvegia. Arcipelaghi, brughiere, fiordi, foreste, passi di montagna e villaggi colorati sono solo una parte delle attrazioni naturalistiche che si ammirano durante lungo e variegato tragitto.
La Ryfylke Scenic Route è lunga circa 260 chilometri e, dunque, è annoverata tra le strade panoramiche più estese della Norvegia. Il sentiero va da Oanes, sul Lysefjord, a Hårå, nella regione di Røldal, e può essere suddiviso in tappe, per conoscere nel dettaglio le meraviglie dei paesaggi nordici. Lungo la strada, inoltre, si può sostare presso una serie di punti panoramici e usufruire delle aree picnic per rifocillarsi. Ma scopriamo nel dettaglio le attrazioni più belle di questo viaggio entusiasmante!
Sono diverse le tappe che consiglio di effettuare durante il tragitto. Una delle più belle è, sicuramente, il distretto di Ryfylke, a nord-est di Stavanger e a est di Haugesund. Si tratta di una zona perfetta se avete intenzione di vedere da vicino i fiordi. L’attrazione principale, infatti, è il fiordo di Lysefjorden, lungo la cui sponda si trova l’incredibile punto panoramico della Preikestolen (la “roccia del pulpito“), una falesia a 604 metri di altezza, a strapiombo sul fiordo. Nelle vicinanze, inoltre, ci sono una serie di percorsi escursionistici adatti agli amanti del trekking.
Sul versante sud, è obbligatoria una sosta presso l’incantevole villaggio di Jelsa, riconoscibile per le sue caratteristiche abitazioni in legno di colore bianco. Nel centro spicca la chiesetta risalente al XIII secolo, ma consiglio una visita anche al Museo della Scuola (Jelsa Skulemuseum). Presso la cascata di Sandsfossen, nel comune di Suldal, c’è l’interessante Salmon Studio. Inaugurato nel 1988, è una struttura che consente di ammirare da vicino la risalita dei salmoni e delle trote lungo il fiume Suldalslågen.
Prima di Saudasjøen, suggerisco di fermarvi anche presso le cascate di Svandalsfossen, mentre a Sauda rimarrete sorpresi dalle miniere di zinco di Allmannajuvet, attive tra il 1881 e il 1899. Nel 2016, grazie al progetto di riqualificazione dell’architetto Peter Zumthor, qui è stata inaugurata una galleria espositiva che mostra la storia mineraria della regione.
Nelle giornate più calde e soleggiate, vale la pena organizzare escursioni sui monti di Reinaknuten e Skomakernibå, che regalano viste mozzafiato su tutta la regione di Ryfylke e, in particolare, sul fiordo di Jøsenfjorden.
Rimarrete a bocca aperta, poi, attraversando il passo montuoso di Saudafjellet, un valico situato a 900 metri di altitudine. Occhio, perché qui alcuni tratti stradali sono molto stretti e, dunque, è necessario prestare massima attenzione alla guida. Il passo, inoltre, è chiuso in inverno, quando le nevicate sono molto abbondanti e il manto nevoso può raggiungere diversi metri di spessore. Per tale motivo, nei mesi più freddi è consigliabile procedere lungo la strada statale 13, che unisce Sand e Røldal.
Per percorrere la Ryfylke Scenic Route si può utilizzare il tunnel di Ryfast da Stavanger a Solbakk. Per chi arriva dal nord del Paese, invece, è consigliabile passare per Røldal. Dalla zona orientale o meridionale della Norvegia, inoltre, è preferibile giungere tramite la Lysevegen (ma in inverno è chiusa), fino a Lysebotn. Per ammirare da vicino i fiordi, ci sono diversi tour in traghetto, che vanno prenotati con largo anticipo. Per quanto riguarda le condizioni della strada, infine, non ci sono particolari perplessità, ma nei tratti montuosi, almeno fino a Røldal, bisogna stare attenti, soprattutto per la presenza di curve e tornanti.
Voglia di altri sentieri norvegesi? Ecco le 18 strade “protette”.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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