Centinaia di curve tra oceano e montagne: Madeira è un gigantesco parco giochi per motociclisti

Fabio Belmonte  | 10 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Guidare a Madeira in moto significa fare i conti con un’isola che funziona su altre scale: chilometri pochi, dislivelli enormi, curve praticamente ovunque. Il tracciato di circa 54 chilometri da Funchal verso São Vicente e la costa nord sembra corto sulla mappa, ma appena si lascia il centro abitato e la strada comincia ad arrampicarsi tutto cambia ritmo.

Si passa dal traffico del capoluogo ai versanti verdi dell’interno, fino a ritrovare l’Atlantico sul lato opposto dell’isola. Nel mezzo ci sono gallerie moderne, tornanti stretti, microclimi che mutano nel giro di poche curve e scorci panoramici che invitano continuamente alla sosta.

Non è un percorso da macinare in fretta: è un itinerario da assaporare con calma, programmando bene soste, equipaggiamento e margini di sicurezza, perché a Madeira è la strada – e non la distanza – a dettare davvero il tempo del viaggio.

Madeira in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

A Madeira le distanze, sulla carta, non raccontano la verità. Un itinerario di circa 54 chilometri da Funchal verso São Vicente e la costa nord sembra un semplice trasferimento, ma su due ruote si trasforma in un viaggio denso di curve, pendenze e cambi di scenario.

Si parte dal capoluogo, affacciato sull’Atlantico in un grande anfiteatro naturale. Pochi minuti dopo aver lasciato il traffico urbano, la strada comincia già a salire, infilando rotatorie, gallerie e rampe che portano rapidamente fuori dal contesto cittadino.

Madeira è un’isola vulcanica e “verticale”: in pochi chilometri si passa dal livello del mare a quote montane, con vallate profonde e dorsali strette. Per chi viaggia in moto questo significa tempi reali molto più lunghi rispetto a quelli indicati dai navigatori, ma anche una concentrazione di paesaggi decisamente rara in uno spazio così ridotto.

Da Funchal a Ribeira Brava e su verso Encumeada: dove cambia il viaggio

 

Uscendo da Funchal in direzione ovest, la moto segue la costa verso Câmara de Lobos e Ribeira Brava. Qui le infrastrutture si incastrano tra mare e pendii ripidi: viadotti e gallerie moderne velocizzano i collegamenti, ma non tutte le strade offrono la stessa esperienza in sella.

Le arterie principali permettono di scorrere relativamente rapidi, mentre i tracciati locali – quando aperti – seguono più fedelmente il disegno della costa e dei versanti, regalando curve, dislivelli e panorami più intensi. Ribeira Brava è il punto naturale in cui lasciare il mare e iniziare la salita verso l’interno.

Da qui il carattere del percorso cambia: l’oceano scompare alle spalle, la temperatura può calare in fretta e il dislivello aumenta nel giro di pochi chilometri. Serve un abbigliamento motociclistico pensato a strati e per tutta l’isola, perché a Madeira bastano poche curve per ritrovarsi dentro una nuvola, con visibilità e aderenza molto diverse rispetto alla partenza.

Boca da Encumeada, São Vicente e la spettacolare costa nord

 

Dalla zona di Ribeira Brava la strada sale decisa verso la Boca da Encumeada, uno dei valichi principali della dorsale montuosa, intorno ai mille metri. L’aspetto più sorprendente non è solo la quota, ma la rapidità con cui la si raggiunge partendo quasi dal livello del mare: curve strette, pendenze importanti, vegetazione che si fa via via più fitta.

Le differenze microclimatiche sono evidenti: il versante sud è di solito più asciutto, quello nord più umido. Attraversare l’interno vuol dire sentire queste variazioni direttamente sul casco, spesso nello spazio di poche curve. Alcuni tunnel permettono di evitare i tratti più esposti, ma chi cerca strade panoramiche deve verificare sul posto eventuali chiusure per frane o lavori.

Superata la dorsale, la discesa porta verso São Vicente, stretto tra valle e Atlantico. La costa nord mostra falesie ripide, vecchie strade costiere sospese tra roccia e mare e collegamenti moderni in galleria più sicuri. Da qui si può proseguire verso nord-ovest, nell’area delle levadas e delle foreste, ricordando che i sentieri lungo i canali d’irrigazione sono percorsi escursionistici, non vie per moto.

Sicurezza, meteo e tempi reali: come pianificare l’itinerario in moto

 

Definire Madeira un paradiso per motociclisti è corretto solo se si ricorda che non è un circuito, ma una rete di strade aperte al traffico. Si attraversano paesi, incroci, gallerie, tornanti ripidi condivisi con auto, autobus, ciclisti e pedoni: servono attenzione, margine e uno stile di guida fluido.

Le pendenze possono superare quelle di molti passi alpini; alcune strade locali impongono marce basse e traiettorie preparate con anticipo. pioggia, nebbia in quota, vento laterale e foglie sull’asfalto cambiano rapidamente il grip. Prima di partire conviene controllare meteo, eventuali chiusure e, se si noleggia, lo stato della moto, di pneumatici e freni, oltre alla copertura assicurativa.

Il tratto Funchal–Ribeira Brava–Encumeada–São Vicente può occupare facilmente mezza giornata, tra soste panoramiche e possibili deviazioni. A Madeira il viaggio non si misura in chilometri, ma in curve, dislivelli e pause davanti a un oceano che continua a riapparire sotto le montagne ogni volta che ci si ferma a guardarlo.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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