Due laghi di colore diverso riempiono un cratere gigantesco: la strada più spettacolare delle Azzorre

Fabio Belmonte  | 08 Nov 2026  | Tempo di lettura: 5 minuti

Quaranta chilometri appena, ma abbastanza per condensare l’essenza selvaggia di São Miguel, l’isola più grande delle Azzorre. L’itinerario in moto da Ponta Delgada a Mosteiros attraversa quartieri storici in pietra lavica, boschi umidi avvolti nella nebbia e una delle caldere vulcaniche più spettacolari d’Europa. È un percorso che alterna curve morbide e salite regolari a brevi camminate verso miradouros panoramici, dove l’asfalto lascia spazio al fango dei sentieri.

Al centro di tutto c’è Sete Cidades, con la Lagoa Azul e la Lagoa Verde, due laghi apparentemente diversi che condividono la stessa enorme conca vulcanica. Qui l’itinerario rallenta, invita a fermarsi, togliere il casco e ascoltare vento e silenzi. Poi, di nuovo in sella, la strada scende verso l’oceano e le scogliere di Mosteiros, tra rocce basaltiche, spiagge scure e tramonti che sembrano disegnati apposta per chi viaggia su due ruote.

Sete Cidades in moto. L’itinerario

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Percorso

Per chi ama viaggiare in moto, le Azzorre offrono un mix raro di curve panoramiche, clima oceanico e paesaggi vulcanici. L’itinerario da Ponta Delgada a Mosteiros è un anello naturale verso ovest, 40,3 km che collegano in sequenza sei tappe: Ponta Delgada, Lagoa do Canário, Miradouro da Grota do Inferno, Miradouro da Vista do Rei, il villaggio di Sete Cidades e infine la costa selvaggia di Mosteiros.

La partenza da Ponta Delgada mette subito in scena il volto più urbano dell’isola: palazzi bianchi bordati di pietra nera, le Portas da Cidade e la chiesa di São Sebastião che fanno da cornice prima di lasciare il lungomare atlantico. In pochi chilometri l’abitato sfuma in pascoli e ortensie, mentre la strada guadagna quota in modo progressivo, ideale per scaldare gomme e sensi.

Man mano che ci si avvicina alla regione di Sete Cidades, la carreggiata entra in un mondo più umido e ombroso, tra boschi e rilievi vulcanici. Il tempo di guida pura è poco più di un’ora, ma chi viaggia in moto dovrebbe considerare almeno mezza giornata: i miradouros richiedono soste lunghe, foto, e brevi camminate per raggiungere i punti di osservazione più scenografici.

Lagoa do Canário, Grota do Inferno e Vista do Rei: le soste panoramiche imperdibili

 

La prima vera immersione nella São Miguel più verde arriva alla Lagoa do Canário. Qui si parcheggia la moto negli spazi consentiti lungo la strada e si prosegue a piedi, entrando nella Mata do Canário. Il piccolo lago, incastonato tra boschi di Cryptomeria japonica, è un ambiente raccolto e silenzioso, spesso avvolto da una luce filtrata, perfetto per una pausa lontano dal rumore del motore.

Pochi minuti di guida separano questo punto dal sentiero per il Miradouro da Grota do Inferno, o Boca do Inferno. È bene ricordarlo: il belvedere non è una piazzola stradale, ma la meta di un breve percorso pedonale che risale il crinale. Dall’alto si domina l’intero sistema vulcanico di Sete Cidades, con più laghi – tra cui la Lagoa Azul, la Lagoa Rasa e la Lagoa de Santiago – incastonati in una caldera complessa, fatta di depressioni, coni e versanti incisi dall’erosione.

Ritornati in sella, la strada prosegue lungo il bordo della caldera fino al Miradouro da Vista do Rei, probabilmente il punto panoramico più iconico delle Azzorre. Da qui la vista si apre sui due laghi gemelli, Azul e Verde, che sembrano di colori diversi ma appartengono allo stesso sistema lacustre. È il classico luogo in cui si arriva in moto e si resta a lungo appoggiati al parapetto, a osservare come luce e nuvole trasformano il paesaggio minuto dopo minuto.

Sete Cidades tra leggenda e vita quotidiana dentro la caldera vulcanica

Dal crinale panoramico la strada scende con decisione all’interno della Caldeira das Sete Cidades, una vasta depressione da collasso vulcanico con un diametro medio superiore ai cinque chilometri. Le curve portano il viaggiatore in moto nel cuore di un anfiteatro naturale dove prati, campi coltivati e case bianche si adagiano sulle sponde della Lagoa Azul.

Il villaggio di Sete Cidades è il volto abitato di questo paesaggio. La chiesa di São Nicolau e il suo viale alberato sono il riferimento visivo più immediato, ma è l’atmosfera complessiva a colpire: un piccolo centro rurale che vive all’ombra delle pareti verdi del vulcano. Lungo le rive si susseguono prati e percorsi pedonali che permettono di toccare l’acqua da vicino, offrendo un punto di vista opposto rispetto ai miradouros.

Qui prende corpo anche la leggenda dei due laghi: una principessa dagli occhi azzurri e un pastore dagli occhi verdi, separati dal divieto del padre, avrebbero creato la Lagoa Azul e la Lagoa Verde con le loro lacrime. Un racconto semplice, ma che aggiunge una nota romantica alle spiegazioni più scientifiche su fitoplancton, profondità e qualità delle acque che influenzano i colori mutevoli dei bacini.

Da Sete Cidades a Mosteiros: strada, clima e consigli pratici per motociclisti

 

Lasciato il villaggio, la strada punta verso nord-ovest e scende progressivamente fino alla costa di Mosteiros. È un tratto che alterna curve dolci a passaggi più stretti, tra pascoli, muretti in pietra vulcanica e scorci improvvisi sull’Atlantico. Per chi guida una moto, è uno dei segmenti più piacevoli: traffico in genere contenuto, contesto rurale e continui cambi di prospettiva sui rilievi della caldera.

Il clima, però, impone prudenza. Alle Azzorre il tempo cambia in fretta: si può partire con il sole da Ponta Delgada, trovare nebbia e pioggia sui crinali e tornare a cieli aperti scendendo verso Mosteiros. Il fondo stradale diventa facilmente umido e scivoloso dopo gli acquazzoni, con raffiche di vento laterale nei tratti più esposti. Meglio quindi adottare una guida fluida, rispettare limiti e attraversamenti dei piccoli centri abitati e prevedere soste extra se la visibilità cala.

Mosteiros accoglie i motociclisti con spiagge di sabbia scura, piscine naturali tra le rocce e gli inconfondibili Ilhéus dos Mosteiros, quattro isolotti basaltici che si stagliano sull’orizzonte, spettacolari al tramonto. Considerando soste, brevi trekking verso i belvedere e imprevisti meteo, l’itinerario merita almeno mezza giornata. Parte del percorso ricade nel Parco naturale di São Miguel: meglio restare sui tracciati autorizzati e godersi, curva dopo curva, uno dei paesaggi vulcanici più iconici dell’arcipelago portoghese.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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