Il grande classico abruzzese: la strada panoramica che vi porta verso il Piccolo Tibet

Il grande classico abruzzese: la strada panoramica che vi porta verso il Piccolo Tibet

La SS80 attraversa il cuore dell'Appennino abruzzese e raggiunge uno dei valichi stradali più conosciuti del Gran Sasso.
Paolo Albera  | 15 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Tra le strade dell’Appennino centrale più belle da fare in moto c’è la SS80 del Gran Sasso d’Italia, una delle direttrici storiche dell’Abruzzo montano. Quello del Passo delle Capannelle, a 1.300 metri di quota, è un itinerario che alterna tratti immersi nel paesaggio dei Monti della Laga e del Gran Sasso a sezioni più aperte, con il valico delle Capannelle come punto centrale del viaggio.

Passo Capannelle: l’itinerario in moto

Mappa

Percorso

Il percorso parte da Montereale e segue la viabilità locale verso Poggio Cancelli e Case Isaia, avvicinandosi progressivamente al Passo delle Capannelle, il punto più caratteristico dell’itinerario. Da qui si imbocca la SS80, la storica Strada del Gran Sasso d’Italia, che attraversa il valico e scende verso Arischia, frazione dell’Aquila. Il rientro segue quindi la stessa direttrice verso Montereale, completando un giro che permette di attraversare una parte particolarmente suggestiva dell’Appennino abruzzese. La SS80 attraversa infatti il territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e, superato il valico, il paesaggio cambia rapidamente, passando dai versanti montani ai pascoli d’altitudine.

Passo delle Capannelle, cosa vedere nell’itinerario

Campo Imperatore, chiamato “il Piccolo Tibet d’Italia”

Il Passo delle Capannelle si trova lungo la SS80, la strada che collega L’Aquila a Teramo attraversando il massiccio del Gran Sasso. Qui la strada raggiunge circa 1.300 metri di quota e il paesaggio diventa quello tipico dell’alta montagna appenninica. Il tratto della SS80 è particolarmente interessante in moto perché permette di attraversare il paesaggio senza abbandonare la strada principale. Nei pressi del valico si incontrano pascoli e ampi spazi aperti, mentre proseguendo verso il versante teramano la strada entra nuovamente in un ambiente più boscoso.

Vicino al Passo delle Capannelle: Amiternum e San Vittorino

Scendendo dal Passo delle Capannelle verso Arischia, una possibile deviazione porta verso San Vittorino, dove si trova il Parco archeologico di Amiternum. L’antica Amiternum fu conquistata dai Romani nel III secolo a.C. e divenne un importante municipium. Nell’area archeologica sono ancora visibili il teatro romano, costruito in età augustea, l’anfiteatro, risalente alla metà circa del I secolo d.C., oltre a resti di terme, acquedotto e una domus con mosaici e decorazioni. Il sito conserva anche parte del tracciato dell’antica Via Caecilia.

Il Gran Sasso e la strada verso Campo Imperatore

Il Passo delle Capannelle è interessante anche per la sua posizione rispetto a Campo Imperatore, il grande altopiano del Gran Sasso spesso soprannominato Piccolo Tibet d’Italia. Il valico rappresenta uno degli accessi alla rete stradale che permette di proseguire verso il cuore del massiccio. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga propone infatti un itinerario turistico che dal Valico delle Capannelle conduce fino a Campo Imperatore, attraversando il territorio aquilano. Per chi vuole allungare il giro, dunque, il Passo delle Capannelle può diventare il punto di partenza per una giornata più ampia alla scoperta delle strade del Gran Sasso.

Santuario della Madonna d’Appari

Un’altra possibile deviazione, soprattutto se decidi di prolungare l’itinerario verso L’Aquila e il Gran Sasso, è il Santuario della Madonna d’Appari, situato tra Paganica e Camarda. Il piccolo santuario è costruito direttamente all’interno di una gola, addossato alla parete rocciosa e affacciato sul torrente Raiale. La sua origine risale al XIII secolo ed è legata alla tradizione della visione della Madonna Addolorata da parte della pastorella Maddalena Chiaravalle. Nel corso dei secoli l’edificio è stato ampliato e modificato, mantenendo però il suo particolare rapporto con la roccia e il torrente. È una tappa che merita soprattutto per la posizione: il santuario appare quasi incastonato nella montagna e offre un’altra prospettiva sul paesaggio dell’Appennino aquilano.

L’immenso spettacolo del Gran Sasso e dei Monti della Laga

Paolo Albera
Paolo Albera

Scrivo di viaggi e musica - che a volte sono la stessa cosa.

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