Il punto strategico e panoramico delle Alpi Cozie: un passo che supera i 2300 metri di altitudine

Il punto strategico e panoramico delle Alpi Cozie: un passo che supera i 2300 metri di altitudine

È il passo cuneese tra le Alpi Cozie particolarmente amato dai bikers per i tratti curvilinei e le vette panoramiche. Tra santuari, musei e specialità gastronomiche, percorrerlo è un’esperienza indimenticabile.
Antonia Festa  | 11 Mar 2026  | Tempo di lettura: 6 minuti

Per i motociclisti che hanno voglia di adrenalina e panorami mozzafiato, questo itinerario sulle Alpi Cozie, in Piemonte, è la soluzione ideale. Il percorso punta verso il Colle d’Esischie, uno dei valichi più alti della zona a 2.370 metri di quota, e mette in comunicazione la Val Grana con il Vallone della Marmora. Può essere un ottimo itinerario per una gita domenicale o, per chi ha più tempo a disposizione, un breve soggiorno durante uno dei primi weekend primaverili.  Partiamo!

Colle d’Esischie in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

L’itinerario proposto interessa il Colle d’Esischie, il Colle Fauniera e il vicino Colle Valcavera. Durante il periodo primaverile, merita una sosta il bellissimo Santuario di San Magno, costruito tra il 1475 e il 1886 e consacrato nel 1873. Posto a 1.761 metri sul livello del mare nel territorio comunale di Castelmagno, è tra gli edifici religiosi più alti d’Europa. Da qui si prosegue in direzione del Colle d’Esischie che, per ben due volte, è stato scalato nel corso del Giro d’Italia (nel 1999 e nel 2003, quest’ultima con Cima Coppi); lungo il sentiero si può ammirare la sorgente del Torrente Grana, un affluente del Maira, a sua volta affluente del Po. Si continua, infine, scendendo fino a Marmora, con i suoi 1.223 metri sul livello del mare; fa parte della Comunità Montana Valli Grana e Maira.

Caratteristiche del Colle d’Esischie e del territorio

Da un punto di vista paesaggistico e naturalistico, le Alpi Cozie hanno una notevole valore, poiché presentano una ricca biodiversità sia floristica sia faunistica e sono caratterizzate da numerosi punti di interesse storico e culturale. Per i Trueriders impavidi, questo itinerario è perfetto per conciliare l’adrenalina della moto con un’escursione alla scoperta di luoghi rilassanti e adatti alle attività all’aria aperta. Questo angolo di Piemonte, non troppo lontano da Torino, racchiude anche diverse aree protette, con parchi naturali e zone salvaguardate che includono sentieri, borghi ed edifici storici. Per questo motivo, nonostante il percorso sia abbastanza breve, potrebbe essere interessante suddividerlo in due giorni.

Tutto quello che c’è da sapere sul Colle d’Esischie

Il comune sparso di Castelmagno, con le sue 15 frazioni, fa parte della regione dell’Occitania, geograficamente compresa fra Alpi, Pirenei, Atlantico e Mediterraneo. L’Occitania è una “nazione proibita“, così definita perché, pur non rappresentando un vero e proprio stato, la popolazione è unita da un punto di vista linguistico, culturale e sociale. Casi analoghi sono rappresentati dai Paesi Baschi, dalla Bretagna e dalla Frisia.

Partenza da Cuneo


[foto @Framarzo/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Per arrivare a Colle d’Esischie e visitare i luoghi d’interesse lungo la via, si può partire da Cuneo, percorrendo circa 45 chilometri fino a destinazione. Chi non conosce la città potrebbe approfittarne per fare un breve tour in questo luogo elegante, ancora fortemente legato al Risorgimento. Dopo aver lasciato la moto, si può iniziare con una piacevole passeggiata lungo via Roma, ammirando i palazzi che vi si affacciano.

Si giunge a Piazza Galimberti, l’aristocratico punto di ritrovo dei cittadini e dei turisti, dove è d’obbligo fermarsi per una golosa sosta presso il Caffè Arione e gustare i cuneesi al rum, tipico dolce cittadino. Se c’è tempo a disposizione, vale la pena visitare anche la Cattedrale di Santa Maria del Bosco e salire sulla torre civica. Da qui, si gode di una vista spettacolare della città dall’alto e, soprattutto, dell’arco alpino.

Castelmagno e il Santuario


[foto @Hari Seldon/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Si riprende la moto e ci si dirige verso Castelmagno, che si trova proprio sulla cima della Valle Grana. Lo si fa, ovviamente, passando per il Colle d’Esischie, lungo una strada panoramica a un’altezza media di circa 2.000 metri, che attraversa paesaggi davvero incantevoli. La zona di Castelmagno è ricca di storia e luoghi da vedere. Vale la pena fermarsi a conoscere meglio i siti di maggior interesse e, perché no, assaporare le specialità enogastronomiche.

Il nome del paese è legato a un antico castello, del quale ora restano solo alcune rovine, ma che doveva essere originariamente di grandi dimensioni. Sicuramente gli antichi Romani conoscevano questi posti; a testimoniare la loro presenza, c’è, infatti, un piccolo altare dedicato a Marte che ora fa parte del Santuario.

Proprio il Santuario di Castelmagno è una delle mete più famose, da non trascurare durante una gita in moto a Colle d’Esischie. Secondo la tradizione, San Magno è stato un eroe della Legione Tebea, vissuto in un periodo imprecisato dell’epoca romana. Il santo, raffigurato con corazza e stendardo, avrebbe predicato la fede cristiana in Svizzera e nel Piemonte prima del martirio. Protettore del bestiame, viene celebrato il 19 agosto durante la tradizionale festa patronale. In questa occasione, numerosi allevatori e pastori si recano presso il Santuario per partecipare alle funzioni religiose. Le prime testimonianze sul sito religioso risalgono al Quattrocento, quando al sua posto era presente una piccola chiesa. La struttura, così come può essere ammirata oggi, fu terminata nel 1716. Oltre a sorgere in una posizione privilegiata, contiene numerosi oggetti e opere d’arte, oltre a essere stata realizzata con marmi e materiali pregiati.

Cosa vedere nei dintorni

La particolarità di Castelmagno è rappresentata dalla presenza di numerose borgate, ognuna delle quali è un piccolo gioiello incastonato nelle montagne. Fra queste, menzioniamo Chiotti (1.542 metri s.l.m.), Chiappi (1.670 metri s.l.m.), Batuira (1.610 metri s.l.m.), Valliera (1.509 metri s.l.m.) e Colletto (1.272 metri s.l.m.).

La zona di Colle d’Esischie non va sottovalutata nemmeno per ciò che riguarda la presenza di sentieri adatti per gli appassionati di trekking. L’escursione verso il villaggio abbandonato di Narbona è particolarmente suggestiva, così come quella verso Batuira, dove si trova una comunità buddista. Sempre nelle frazioni di Castelmagno sono presenti tre interessanti musei che testimoniano la vita contadina dei luoghi, con ricostruzioni fedeli degli ambienti ed attrezzi originali. Si trovano a Campomolino, a Chiappi e a Colletto.

Dopo il Colle d’Esischie e superato Castelmagno, si può proseguire verso Marmora, un grazioso comune dal quale parte un itinerario a piedi fra le borgate, che dura circa 3 ore e permette di fare un giro fra le tipiche architetture rurali e fra le chiese più antiche, alcune delle quali risalenti al Quattrocento. Molte case hanno le facciate affrescate e sono delle vere e proprie opere d’arte a cielo aperto.

Tradizioni enogastronomiche

L’antica tradizione della pastorizia di questo territorio si manifesta nell’eccellenza gastronomica tipica della zona: il Formaggio Castelmagno DOP. La sua produzione, risalente addirittura al 1100, lo colloca fra i formaggi più antichi. Si presenta con una tipica forma cilindrica, dalla sottile crosta rossastra e dalla pasta molle, di colore giallo ocra con venature verdastre che indicano la presenza di muffe. Un prodotto di qualità per veri intenditori.

Consigli per i motociclisti

Il percorso segnalato, di difficoltà media, è di particolare interesse per gli appassionati di motociclismo, per la presenza di strade in cui si alternano rettilinei e curve. Il tratto può essere percorso sempre, ma in inverno potrebbero esserci chiusure a causa di massicce nevicate e ghiacciate. Nella stagione fredda, dunque, il meteo non è sempre adatto per l’attraversamento del valico, soprattutto in moto.

La salita che porta a Castelmagno (circa 15 chilometri) in alcuni tratti è impegnativa, con picchi di pendenza al 14%. Il fondo stradale è abbastanza buono fino al Santuario, ma se si vuole proseguire bisogna fare attenzione. Verso il punto di arrivo, inoltre, sono presenti 4 tornanti su sterrato. Per queste ragioni, se si vuole continuare dopo il Santuario, sono consigliate le Enduro o le Crossover, mentre bisogna avere molta cautela nel caso in cui si viaggi con le Cruiser o le Gran Turismo.

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Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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