Il regno dell’asfalto perfetto: perché i biker di Genova e Parma si sfidano su queste pieghe

Passo del Tomarlo in moto: 137 km tra Liguria ed Emilia-Romagna, 32 tornanti e un asfalto perfetto per le pieghe dei biker di Genova e Parma.
Edoardo Galeani  | 28 Ago 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Oggi andiamo alla scoperta di una strada che sembra disegnata appositamente per essere guidata. Ci troviamo sull’Appennino ligure, sul confine tra la provincia di Parma e la città di Genova. Qui la Val d’Aveto incontra la Val Ceno e la strada sale fino a quota 1.482 metri. Siamo al Passo del Tomarlo, uno dei valichi più alti dell’Appennino ligure e rappresenta uno dei collegamenti più suggestivi di tutto l’entroterra genovese e parmense. Andiamo a scoprire una strada che, curva dopo curva, cambia completamente ritmo e paesaggio.

Passo del Tomarlo in moto. L’itinerario

Percorso

Il nostro itinerario parte da Chiavari e inizia prendendo la SS586 in direzione di SP5586R a Rezzoaglio. Si segue questa strada per 43,4km fino a prendere SP86 in direzione di SS654 a Santo Stefano d’Aveto. Dopo 5,2km si svolta a sinistra e prendiamo SS654. Si percorrono appena 2,6km e si arriva a Santo Stefano d’Aveto in provincia di Genova. Qui procediamo verso via alla Fontana continuando su SS654 per 8km. Eccoci così al Passo del Tomarlo.

Una volta arrivati procediamo in direzione nord su SS654 e svoltiamo a destra per prendere SP81. Seguiamo questa strada per 10,2km, dopo svoltiamo a destra rimanendo su SP81 per altri 4,3km. Da qui si resta su questa strada fino a svoltare a destra per SP359R e la si segue per 7,3km. Svoltando a sinistra prendiamo via Divisione Julia/Sp4 e dopo 300 metri arriviamo a Bedonia in provincia di Parma.

Da qui si procede verso via I. Berni continuando su Via Divisione Julia per 500 metri. Prendendo SP359R per 23km arriviamo a svoltare a destra ed entriamo in SP26bis. Si segue questo tragitto per 18,4km e poi svoltiamo a sinistra per via Mario Ginocchio/SS586 seguendo le indicazioni per Carasco/Chiavari/Autostrada. Così eccoci a Borgonovo Ligure. Ultimo tratto di strada che ci riporta a Chiavari. Si segue SS586 in direzione di via Ponte Vecchio a Carssco. Dopo 6,3km alla rotatoria si svolta destra per via Ponte Vecchio. Continuiamo su SS225 e guidiamo in direzione di SS1 a Chiavari. Dopo 5,7km eccoci tornati. Un percorso che ci ha tenuto impegnati per 137km e 3 ore e 19 minuti alla scoperta del Passo del Tomarlo.

Una storia tra Val d’Aveto e Val Ceno

Il nome di questo passo proviene dal Monte Tomarlo che si trova vicinissimo, a sud del valico. A nord, invece, abbiamo il Monte Maggiorasca la cima più alta dell’Appennino ligure. Il passo costituisce da sempre uno dei punti di collegamento tra i territori appenninici delle due regioni ed oggi è attraversato dalla SP654R, erede della storica Statale 654 della Val Nure.

 

La posizione del passo lo ha reso anche un passaggio importante per chi percorre la dorsale appenninica tra Emilia-Romagna e Liguria.  Non è, infatti, un caso che il Passo del Tomarlo si entrato a far parte anche della storia del ciclismo italiano. La salita venne affrontata durante il Giro d’Italia in tre occasioni: nel 1977, nel 1989 e nel 1994. Oggi il nome del valico è famoso soprattutto tra gli appassionati delle due ruote. Qui, infatti, la montagna sembra aver trovato la combinazione perfetta tra curve, dislivello ed asfalto.

Passo del Tomarlo: dove Genova e Parma si incontrano

Basta arrivare qui al valico in una bella giornata per capire perché questo tratto di Appennino sia diventato una sorta di terreno di confronto per i motociclisti. Non servono grandi rettilinei né velocità elevate: il divertimento è tutto nell’alternarsi delle curve.

 

Il versante che sale da Santo Stefano d’Aveto offre una guida davvero interessante. La strada si riversa nei boschi, prende quota rapidamente e mette in fila tornati e curve. Dall’altra parte, verso Anzola e Bedonia, il percorso cambia di nuovo carattere con una discesa piacevole. Al Passo del Tomarlo abbiamo 32 tornanti e con pendenze che arrivano intorno all’8%.

Un asfalto ampio e regolare ha accresciuto la fama del Tomarlo. Infatti permette alla moto di seguire le traiettorie con grande naturalezza. I motociclisti infatti apprezzano la “perfezione” di questo asfalto che però non è costante ed uniforme in ogni singolo metro. Alcune segnalazioni, proprio dei motociclisti, evidenziano tratti meno impeccabili. Ma il vero punto di forza è la combinazione. Curve leggibili, careggiata piacevole, poco traffico ed un ambiente completamente immerso nella natura fanno del Tomarlo uno dei classici percorsi della domenica.

Il passo è infatti considerato come meta abituale per le pieghe dei motociclisti che arrivano da Genova e Parma. Qui, nel weekend, le moto diventano una presenza familiare lungo i tornanti.

Edoardo Galeani
Edoardo Galeani

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.

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