Costruito prima dell'anno Mille, questo straordinario castello dell'Emilia-Romagna è il più amato da scrittori e artisti

Costruito prima dell’anno Mille, questo straordinario castello dell’Emilia-Romagna è il più amato da scrittori e artisti

Stefano Maria Meconi  | 09 Gen 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti
  • Titolo: Castello di Vigoleno
  • Lunghezza (km): 62
  • Chiusura invernale: No
  • Partenza: Fidenza
  • Arrivo: Piacenza
  • Principali località attraversate: Salsomaggiore Terme, Vigoleno, Castell'Arquato, Carpaneto Piacentino

Nel cuore dell’Emilia-Romagna, avvolto dalle morbide colline della Val d’Arda, si erge Vigoleno, un borgo medievale che sembra uscito da una fiaba. Questo piccolo gioiello, annidato tra i vigneti, custodisce un castello con mura merlate e torri che svettano verso il cielo. La sua atmosfera è sospesa nel tempo, e ammirando questo territorio con la libertà che solo la moto sa regalare, si ha la sensazione di fare un salto indietro di secoli. Il profumo delle pietre antiche si mescola con quello della natura circostante, regalando un’esperienza sensoriale unica che si arricchisce con la sobrietà dei luoghi e l’adrenalina dei percorsi affrontati. Un ottimo modo per iniziare un nuovo anno di viaggi in moto!

Vigoleno in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

64 chilometri di percorso tutti nel cuore dell’Alta Emilia, tra le province di Parma e Piacenza. Partiamo da Fidenza e prendiamo la SP359R che seguiamo per poco meno di 10 km in direzione della bella Salsomaggiore Terme, città legata anche allo storico concorso di Miss Italia. Da qui, prendiamo SP57 e SP109 in direzione di Strada Provinciale 56 a Vernasca, poi continuiamo su Strada Provinciale 56 in direzione Vigoleno (11 km). Proseguiamo per 9 chilometri lungo la SP12/Località Franchini per arrivare a Castell’Arquato. Ultima tappa intermedia è Carpaneto Piacentino, 12 chilometri lungo la SP6, prima di continuare sulla stessa strada in direzione nord per 20 chilometri e arrivare a Piacenza.

Un borgo e il suo maniero: scopriamo il Castello di Vigoleno

Vigoleno non è solo un castello, ma una storia viva che racconta secoli di battaglie, nobiltà e leggende. Le sue origini risalgono all’epoca romana, ma è nel Medioevo che acquisisce la sua forma attuale. La leggenda vuole che il fantasma di una dama, la “Dama Bianca“, vaga ancora tra le sale del castello, custode di antichi segreti. Il castello ha visto passare illustri personaggi, tra cui Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Ogni pietra, ogni affresco, racconta una parte di questa storia affascinante, rendendo il castello un libro aperto sul passato.

Cosa vedere in zona

La visita a Vigoleno offre un’immersione totale nella storia e nell’arte. Il castello, fulcro del borgo, è un capolavoro di architettura militare medievale, con le sue possenti mura e le torri che offrono una vista mozzafiato sulla campagna circostante. Non meno importante è la Pieve di San Giorgio, un esempio splendido di architettura romanica, con affreschi che raccontano storie di santi e cavalieri. Passeggiando nel borgo, non si può fare a meno di notare le piccole botteghe artigianali, dove il tempo sembra essersi fermato, e i prodotti locali, come i vini aromatici e l’olio d’oliva, celebrano la ricchezza del territorio. Vigoleno è un luogo dove arte, storia e natura si fondono in un’armonia perfetta, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e indimenticabile.

Una pausa di gusto: dove mangiare in zona

Ecco alcuni consigli gastronomici per scoprire, anche a tavola, la zona del Castello di Vigoleno:

  • Trattoria Da Luigi (Località Franchini 20, Vernasca): una bellissima trattoria con vista sul verde che propone piatti tipici, dai risotti con i funghi al fegato fritto.
  • Bar Trattoria Cavallo – La Tortafritteria (Scipione Ponte 2, Scipione Ponte): un bicchiere di Lambrusco, l’immancabile torta fritta locale con accompagnamento di salumi. Niente di meglio per scoprire i sapori di una terra d’autore.
  • Trattoria La Crocetta (Strada della Crocetta 26, Castell’Arquato): conduzione familiare, piatti preparati con cura e dedizione e tanti sapori del territorio in un contesto piacevolissimo.
Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015



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