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	<title>Italia in moto: percorsi, itinerari e viaggi su due ruote - TrueRiders</title>
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	<description>Le strade del Vero Motociclista</description>
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	<title>Italia in moto: percorsi, itinerari e viaggi su due ruote - TrueRiders</title>
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		<title>Passo del Rombo in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passo Rombo, sulle Alpi Retiche al confine tra Italia e Austria. In passato era poco più di una mulattiera, oggi è uno dei passi di montagna più importanti della zona. Detto anche Timmelsjoch in tedesco, è un valico alpino situato tra Italia e Austria, tra le Alpi Venoste e quelle dello Stubai. Una piacevolissima strada di</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/passo-del-rombo-in-moto-itinerario-mappa-e-consigli-di-viaggio/">Passo del Rombo in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo Rombo</strong>, sulle Alpi Retiche al confine tra Italia e <a href="https://www.trueriders.it/europa-in-moto/austria-in-moto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Austria</strong></a>. In passato era poco più di una mulattiera, oggi è uno dei passi di montagna più importanti della zona. Detto anche Timmelsjoch in tedesco, è un valico alpino <strong>situato tra Italia e Austria</strong>, tra le Alpi Venoste e quelle dello Stubai. Una piacevolissima strada di montagna sulla quale gettano alcune interessanti attrazioni da scoprire rigorosamente su due ruote.</p>
<h2>Passo Rombo in moto</h2>
<p>Partendo dall&#8217;Alto Adige, precisamente da <strong>Moso in Passiria</strong>, l&#8217;attraversamento delle salite e delle ripide curve a strapiombo del Timmelsjoch in moto permettono di arrivare in Austria fino a <strong>Sölden</strong> per circa 45 km di percorso.</p>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Informazioni utili</h3>
<ul>
<li><strong>Lunghezza</strong>: 46 chilometri</li>
<li><strong>Durata</strong>: 1 ora</li>
<li><strong>Partenza</strong>: Moso in Passiria</li>
<li><strong>Arrivo</strong>: Sölden</li>
<li><strong>Principali località attraversate</strong>: Passo Rombo, Zwieselstein</li>
</ul>
<h3>Percorso</h3>
<p>Uscendo da Moso in Passiria, si intraprendo la strada verso l&#8217;Austria sul Passo Rombo, nominalmente noto dalle nostre parti come <strong>SS44bis</strong>. Il percorso in Val Passiria è caratterizzato da una serie di curvoni strettissimi, ai quali bisogna prestare attenzione, seguito poi da una parte più lineare. Dopo 21 km attraversiamo il confine italo-austriaco, e il Passo Rombo diventa <strong>Timmelsjoch Holchalpenstrasse</strong>. Qui l&#8217;altitudine va a farsi sempre più elevata fino a oltre 2500 metri, con la presenza di alcuni rifugi alpini dove si può sostare.</p>
<p>Una serie di ripide salite con la neve ai bordi di questi tornanti ci porta nella vallata dell&#8217;Ötztal, proprio nei pressi dei monti dove nel 1991 <strong>venne ritrovata la mummia del Similaun</strong> meglio nota come Oetzi. La <strong>strada 186</strong> ci porta a <strong>Obergurgl</strong>, sede di diverse strutture ricettive in pieno stile tirolese, e prosegue con una lunga risalita fino a <strong>Sölden</strong>, altra nota località di villeggiatura estiva e invernale con tanto d&#8217;impianti sportivi nonché punto di arrivo ufficiale del Passo Rombo.</p>
<h2>Qualche curiosità sul Passo Rombo</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h3>Antico e recente</h3>
<p>Aperto solo d&#8217;estate e fino al calare del sole, questo passo ha una storia relativamente recente. La strada fu asfaltata nel 1955, aprendola così anche al traffico turistico. In Austria, tocca il <strong>distretto di Himst</strong> dove è noto come <strong>Timmelsjoch</strong>; in Italia, il Passo Rombo è considerato un&#8217;alternativa al Brennero o al Resia. Nonostante ciò, un antico valico con un percorso simile esisteva già nel <strong>XV secolo</strong>. Il passo &#8220;storico&#8221; tra la Val Passiria e la valle dell&#8217;Ötztal nel Tirolo, chiamato <strong>Thymelsjoch</strong>, è menzionato su un documento risalente addirittura al 1241.</p>
<h3>L&#8217;attraversamento del Passo Rombo</h3>
<p>Altra caratteristica del Passo Rombo è quella di avere regole di transito differenti proprio a causa della giurisdizione di due Stati diversi: venendo dall&#8217;Italia infatti <strong>il passaggio è vietato</strong> a grossi camion e autobus. Ciò significa che almeno fino al ventesimo km di questo itinerario in moto sul Passo Rombo non incontreremo mezzi lenti a fermare la nostra scalata.</p>
<h3>Altitudine, pendenza, chiusura invernale</h3>
<p>Ufficialmente il passo comincia a <strong>Moso in Passiria</strong>, piccolo comune della provincia di Bolzano immerso tra i boschi del <strong>Parco Naturale Gruppo di Tessa</strong>. Il percorso si completa a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B6lden_(Austria)">Sölden</a>, nel Tirolo austriaco, dopo <strong>46 chilometri</strong>. Il Passo Rombo è <strong>chiuso da novembre a maggio</strong>, ma molto dipende dalle nevicate abbondanti della zona. D&#8217;inverno si possono accumulare, ai due lati della strada, muri di neve alti anche 3-4 metri. La <strong>pendenza massima </strong>sul Timmelsjoch raggiunge l&#8217;11,2% a quota 2084 metri, ma è in media del 6,17% con un dislivello sul lato italiano di 1796 metri lungo 29,10 km.</p>
<h3>Il Museo del Passo Rombo</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Splendido capolavoro di architettura moderna, il <strong>Museo del Passo Rombo </strong>è stato aperto nel 2010. Disegnato da Werner Tscholl, è una collezione dedicata proprio alla strada e alla sua evoluzione storica. Situato a 2500 metri d&#8217;altitudine, è stato per lungo tempo <strong>il museo più alto d&#8217;Europa</strong>. Un gravissimo incendio ha distrutto l&#8217;edificio e la collezione (con oltre 200 moto d&#8217;epoca) nel 2021. I lavori di ricostruzione sono in corso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Passo Pordoi in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/passo-pordoi-in-moto-itinerario-mappa-e-consigli-di-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 16:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché siamo tanto innamorati del Passo Pordoi? Ce lo chiedete spesso, ma basta un primo passaggio su questa strada per avere già la risposta. Tra Arabba e Canazei, insomma tra Veneto e Trentino, ci sono ben 28 tornanti in 12 chilometri: una proporzione da record. Arrivati sulla cima del valico, poi, una funivia che sembra</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/passo-pordoi-in-moto-itinerario-mappa-e-consigli-di-viaggio/">Passo Pordoi in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché siamo tanto innamorati del <strong>Passo Pordoi</strong>? Ce lo chiedete spesso, ma basta un primo passaggio su questa strada per avere già la risposta. Tra Arabba e Canazei, insomma tra Veneto e Trentino, ci sono <strong>ben 28 tornanti in 12 chilometri</strong>: una proporzione da record.<br />
Arrivati sulla cima del valico, poi, una funivia che sembra &#8220;infrangersi&#8221; contro la montagna vi porta fino a quota 3000 metri. Da qui, una mezz&#8217;ora di cammino supera altri 150 metri di dislivello fino al <strong>Sass</strong>, una delle vette più alte delle Dolomiti.</p>
<p>In agosto vedrete turisti in costume a prendere il sole mentre gli altri indossano la giacca di pelle. In inverno le nevicate riaprono le piste da sci e tutto diventa ancora più magico. I profumi della cucina di montagna pervadono i rifugi e tutti si divertono a scattare foto a 360 gradi del panorama.<br />
Insomma: è come un grande parco divertimenti, gentilmente offerto da Madre Natura. Vi abbiamo convinto a farvi un giro in moto da queste parti? Partiamo!</p>
<h2>Passo Pordoi in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3><strong>Itinerario</strong></h3>
<p>Si può raggiungere la vetta del <strong>Passo Pordoi</strong> partendo sia da Canazei, sia da Livinallongo del Col di Lana. Partendo da Canazei bisogna seguire la<strong> Statale 48</strong>, che parte da subito in salita. Anche i primi tornanti dei 28 totali non tardano ad arrivare, dopo poco più di un chilometro, infatti, iniziano le curve sempre più strette.<br />
Bisogna prestare particolare attenzione perché su queste strade transitano spesso anche i ciclisti in allenamento. Vi raccomandiamo di rimanere sempre nella vostra corsia di marcia e moderare la velocità in curva.</p>
<p>Tra una curva e l&#8217;altra, in una strada circonda da alberi e cime montuose in lontananza, si superano numerosi hotel e rifugi dove è possibile pernottare e gustare la <strong>tipica cucina trentina</strong>. Con una brevissima deviazione sul percorso si raggiunge anche un piccolissimo laghetto alpino, il <strong>Laghetto Bergesse</strong>, dove fermarsi per una breve sosta e scattare qualche fotografia prima di arrivare a destinazione.</p>
<p>Dal Passo Pordoi la strada scende, sempre seguendo la Strada Statale 48, fino all&#8217;abitato di<strong> Livinallongo del Col di Lana</strong>, dalla parte Bellunese, passando per Arabba. Proprio da questo paese parte la strada di collegamento per un altro passo di montagna: il <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/percorri-uno-prendi-quattro-sospeso-tra-le-dolomiti-ce-uno-dei-passi-piu-versatili-e-iconici-di-veneto-e-trentino-alto-adige/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Passo Campolongo</a></strong>. Chi vuole può fare questa deviazione di circa 5 chilometri, fino a raggiungere il valico. Dal rifugio posto in cima alla vetta del Sass Pordoi si può godere di un&#8217;ampia vista sui massicci delle Dolomiti circostanti.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Passo Pordoi</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h3>Le strade della Grande Guerra</h3>
<p>Il Passo Pordoi ha una <strong>valenza storica</strong> significativa, essendo stato teatro di alcuni conflitti durante la<strong> Prima guerra mondiale</strong>. In memoria dei martiri di guerra, sul versante veneto è stato costruito un ossario che raccoglie i resti di circa <strong>500 soldati tedeschi</strong> caduti durante la Grande Guerra e di oltre <strong>8.000 soldati austro-ungarici</strong>.</p>
<p>Al Passo Pordoi, inoltre, non poteva mancare una visita da parte del<strong> Giro d&#8217;Italia</strong>. Come per altri valichi alpini caratterizzati da salite rilevanti, infatti, anche il Pordoi rientra spesso nell&#8217;itinerario di questa manifestazione sportiva celebre su tutto il territorio nazionale. Qui si trova anche una <strong>scultura commemorativa</strong> incisa nella roccia dolomitica, dedicata alla memoria di un grande ciclista italiano che ha contribuito a rendere celebre il Giro in tutto il Mondo: il grande <strong>Fausto Coppi</strong>.</p>
<h3>La strada dei motociclisti (e degli sciatori)</h3>
<p>Il <strong>Passo Pordoi</strong> è situato in una bellissima zona con numerosi impianti di risalita per lo sci durante l&#8217;inverno e con bellissimi sentieri di trekking (più o meno impegnativi), vie ferrate e passeggiate da percorrere durante l&#8217;estate.<br />
Dal 1963 è operativa la funivia che dal Passo Pordoi conduce al <em>balcone panoramico delle Dolomiti</em>: il <strong>Sass Pordoi</strong>. Ai tempi era considerata una costruzione quasi futuristica, destinata a far conoscere il territorio ai molti turisti che si recavano in zona per sciare o per passeggiare.</p>
<p>La funivia ha richiesto molti anni di duro e attento lavoro, soprattutto per progettare la costruzione di un&#8217;opera così complessa in un territorio così estremo (alcune pareti infatti non consentivano la possibilità di ancorare la funivia a piloni piantati nel terreno). Una grande sostenitrice del progetto fu <strong>Maria Piaz</strong>, nota imprenditrice della Val di Fassa.<br />
Fu lei che, ancora prima della costruzione della funivia, acquistò quella che allora era una baracca in cima al Passo Pordoi, per trasformarla in un <strong>rifugio</strong> dove i viaggiatori potessero trovare ristoro durante il cammino e in cui potersi fermare per conoscere meglio il territorio. La stessa Maria Piaz ebbe l&#8217;idea di costruire la funivia, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, e a contribuire alla sua realizzazione.</p>
<p>In passato dal Passo Pordoi partiva anche un&#8217;antica via molto importante: il cosiddetto <a href="https://www.goodtrekking.it/percorsi/italia/trekking-trentino/un-tempo-si-trasportava-il-pane-ora-troverai-dei-panorami-incredibili-immersi-nella-suggestiva-cornice-delle-dolomiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Viel dal Pan</strong></a> che serviva agli antichi commercianti per portare il pane, uno dei beni di sostentamento principali della popolazione, tra il Trentino ed il Veneto. Quella via oggi è ancora percorribile tramite un comodo sentiero.</p>
<h3>Qualche numero</h3>
<p>Il <strong>Passo Pordoi </strong>arriva a un&#8217;altitudine massima di 2.239 metri sul livello del mare, superando un dislivello di 789 metri in 12,2 chilometri. I dati, che fanno riferimento al tratto <strong>Canazei </strong>&#8211; Pordoi, vedono una pendenza media del 6,5%. La maggiore pendenza, del 7,6% si registra tra il terzo e il quarto chilometro. Da Arabba alla vetta la salita è lunga 9,2 chilometri con pendenza media del 7%.</p>
<h2><strong>Passo Pordoi e Sellaronda</strong></h2>
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<p>Il Passo Pordoi fa parte della famosa<strong> Strada delle Dolomiti</strong>, costruita intorno all&#8217;inizio del Novecento per collegare Cortina d&#8217;Ampezzo con la provincia di Bolzano e per favorire lo sviluppo del turismo nelle valli Trentine e Bellunesi.<br />
La SS48 si snoda per quasi <strong>160 chilometri</strong> partendo da Ora (Bolzano) e arrivando ad Auronzo di Cadore (Belluno). La Strada delle Dolomiti è senza dubbio molto affascinante da percorrere in moto durante la stagione estiva, ma anche piuttosto impegnativa per via dei dislivelli da affrontare e per le numerosissime curve lungo il percorso.</p>
<p>Il Pordoi è anche uno dei quattro passi che fanno parte del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/sellaronda/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sellaronda</strong></a>, un giro ad anello che può essere percorso sia con gli sci a piedi durante l&#8217;inverno, sia con la moto durante la stagione estiva.<br />
Si tratta di una strada davvero molto emozionante per gli appassionati di due ruote, con tratti in pendenza e con un&#8217;altitudine che rimane costante intorno ai 2.000 metri. Ovviamente curve e tornanti non mancano, per regalare emozioni anche ai motociclisti più esigenti!</p>
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		<title>Passo San Boldo in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costruito nel pieno della Prima guerra mondiale, quando l&#8217;intera zona era contesa tra l&#8217;Italia e il Regno austro-ungarico, questo breve percorso ha però tutte le carte in regola per essere il perfetto viatico di un viaggio indimenticabile. Del resto, questo territorio è ormai da secoli &#8211; ancor prima della costruzione della strada moderna &#8211; un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Costruito nel pieno della Prima guerra mondiale, quando l&#8217;intera zona era contesa tra l&#8217;Italia e il Regno austro-ungarico, questo breve percorso ha però tutte le carte in regola per essere il perfetto viatico di un viaggio indimenticabile. Del resto, questo territorio è ormai da secoli &#8211; ancor prima della costruzione della strada moderna &#8211; un luogo di passaggio, e l&#8217;ormai centenario <strong>Passo San Boldo</strong> è riuscito a capitalizzare l&#8217;attenzione dei mototuristi grazie a quei mitici tornanti in galleria che sopperiscono a dei dati altrimenti normalissimi. Ma perché vale la pena arrivare fino alle porte delle Dolomiti per percorrerlo? Scopriamolo insieme.</p>
<h2>Passo San Boldo in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa">Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Il percorso del <strong>Passo San Boldo </strong>è piuttosto semplice e, per certi versi, essenziale. Se si vuole ammirare la serie di tornanti e gallerie dal basso verso l&#8217;alto si parte da <strong>Cison di Valmarino</strong>, sul lato trevigiano, e si risale in direzione Campedei. Se lo si vuole percorrere &#8216;in discesa&#8217;, invece, dal bellunese si percorre la strada in direzione sud. Intorno al valico ci sono interessanti idee per allungare il viaggio. La zona del San Boldo si trova infatti molto vicina al <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/piave/"><strong>Fiume Piave</strong></a> e al percorso tra Dolomiti e Mar Adriatico. Sono circa 60 i chilometri che distanziano la zona, poi, dal <strong>Cadore</strong> con i suoi angoli ad alta quota. A soli 20 chilometri di distanza, infine, è possibile visitare il <strong>Molinetto della Croda</strong>, luogo iconico della provincia trevigiana.</p>
<h2>Ecco perché il Passo San Boldo è la Strada dei 100 Giorni</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=85" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1024&amp;h=683&amp;q=80 1024w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=768&amp;h=512&amp;q=80 768w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=660&amp;h=400&amp;q=80 660w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=650&amp;h=433&amp;q=80 650w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=640&amp;h=427&amp;q=80 640w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=440&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=80 400w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=320&amp;h=213&amp;q=80 320w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=80 300w,https://www.trueriders.it/media/2023/04/passo-san-boldo-1225579441.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=250&amp;h=167&amp;q=80 250w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1024px) 1024px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 768px) 768px,(min-width: 660px) 660px,(min-width: 650px) 650px,(min-width: 640px) 640px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 320px) 320px,(min-width: 300px) 300px,(min-width: 250px) 250px , 650px" /></p>
<p>Situato tra la Valmaremo e la Valbelluna, il <strong>Passo San Boldo </strong>si trova a metà strada tra Borgo Valbelluna e Cison di Valmarino. Ci troviamo al confine tra le province di Belluno e Treviso, nella parte più alta della regione. Qui, del resto, le <strong>strade d&#8217;autore</strong> non mancano di certo.</p>
<p>Se parliamo di record, però, quelli del <strong>Passo San Boldo </strong>non appartengono certo alle voci &#8220;altezza&#8221; e &#8220;pendenza&#8221;. Il valico è infatti situato a un&#8217;altezza di soli 700 metri, e il tratto più scenografico è lungo <strong>appena un chilometro</strong>. L&#8217;intera strada che congiunge Campedei e Tovena è invece<strong> lunga 9 chilometri</strong>, con la maggior parte di curve e tornanti che si trova proprio sul lato di Cison di Valmarino (Treviso). Ma allora, cos&#8217;è che rende speciale il Sant&#8217;Ubaldo, come veniva spesso chiamato questo passo in passato? È la sua <strong>costruzione</strong>, che permise &#8211; nei tragici anni della Prima guerra mondiale &#8211; di superare un difficile attraversamento delle Prealpi Vicentine. Una necessità per gli eserciti del Regno d&#8217;Italia e dell&#8217;Austria-Ungheria, che qui lottavano durante la Grande Guerra. I lavori del &#8216;moderno&#8217; <strong>Passo San Boldo </strong>furono iniziati dalle truppe italiane e guidati dall&#8217;ingegnere Giuseppe Carpenè. Poco dopo, però, la zona passò sotto il controllo austriaco e la strada fu<strong> </strong>completata in <strong>appena tre mesi</strong> dalle truppe di Vienna. La rapidità dei lavori fece sì che il Passo San Boldo fosse denominato anche &#8220;<strong>Strada dei Cento Giorni</strong>&#8220;.</p>
<p>Tacciono le armi, e il turismo oggi è un modo per scoprire la natura che ci circonda. Così, la zona di <strong>Passo San Boldo </strong>è divenuta meta molto speciale da esplorare in sella. Qui i <strong>riders </strong>possono godersi, in neanche mille metri, una successione armonica di curve e gallerie che il genio di inizio Novecento ha lasciato in eredità alle generazioni a venire. Decine e decine di metri di dislivello superate con un lavoro difficile e ardimentoso, quasi una muraglia incastonata tra le ali di roccia del Veneto: un&#8217;esperienza che racchiude in sé l&#8217;adagio di <strong>breve</strong>, <strong>ma intenso</strong>.</p>
<h2>L&#8217;osteria più antica del Veneto (e forse anche d&#8217;Italia)</h2>
<p>Una volta superato l&#8217;ampio dislivello, in pochissimi chilometri, del Passo San Boldo e appena giunti in cima, potrebbe salirvi un certo appetito. E allora, vale la pena fare una sosta all&#8217;<a href="https://www.lamudadisanboldo.it/"><strong>Osteria La Muda</strong></a>, che è tutto fuorché una tradizionale trattoria di montagna. Si tratta infatti di una antica dogana che, nel 1428, venne ceduta in gestione alle autorità del bellunese. Il locale divenne pochi anni dopo, nel <strong>1470</strong>, un <em>hospitia</em>, ovvero un ricovero e albergo per i viandanti. Oltre mezzo millennio di storia che hanno fatto della <strong>Muda di San Boldo </strong>la più vecchia osteria del Veneto. Il menù che viene proposto è esclusivamente stagionale, fatto di prodotti e specialità locali, tra formaggi, gnocchi, salumi, zuppe, bigoli e casunziei (casoncelli).</p>
<p>L&#8217;<strong>Osteria La Muda di San Boldo</strong> è aperta solo a pranzo (12-15) il lunedì e il martedì, dal giovedì alla domenica anche a cena (12-15 e 19.30-22, 9-15 il sabato e domenica).</p>
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		<title>Passo Giau in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 16:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si scrive Passo Giau, si legge terrazza panoramica d&#8217;Europa. E sì, perché questo valico delle Dolomiti che congiunge la Val Cordevole e il Cadore, nell&#8217;Alto Veneto, ha degli scorci che nessun altro può offrire. Una strada nata chissà quanti secoli fa, ai piedi di montagne che per la verità non hanno poi altezze da record. Eppure lui</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si scrive <strong>Passo Giau</strong>, si legge <em>terrazza panoramica d&#8217;Europa</em>. E sì, perché questo valico delle <strong>Dolomiti</strong> che congiunge la Val Cordevole e il Cadore, nell&#8217;Alto <strong>Veneto</strong>, ha degli scorci che nessun altro può offrire. Una strada nata chissà quanti secoli fa, ai piedi di montagne che per la verità non hanno poi altezze da record. Eppure lui ha una marcia in più rispetto agli altri, e la posizione strategica richiama gli amanti delle due ruote da ogni parte d&#8217;Italia e d&#8217;Europa. Lo sanno bene anche i ciclisti, che spesso lo ritrovano tra le tappe del <strong>Giro d&#8217;Italia</strong>, com&#8217;è avvenuto l&#8217;ultima volta nell&#8217;edizione 2021. Lo sanno i motociclisti, che non vedono l&#8217;ora di accendere i motori e, sgombra dalle fitte nevicate invernali, inforcare questa strada così iconica. E infine lo sanno le autorità del Bellunese, che con questa strada, e i tanti borghi ad alta quota che lo circondano, costruiscono un&#8217;accoglienza turistica inimitabile.</p>
<h2>Passo Giau in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Partiamo da Cortina d&#8217;Ampezzo, e procediamo in direzione ovest su SS51 di Alemagna/SR48. Seguiamo quest&#8217;ultima per 5 chilometri, in direzione Pocol. Da qui proseguiamo lungo la SP638 per 10 km risalendo il Passo di Giau, dove arriviamo in circa 20 minuti, traffico escluso. Una volta in vetta, proseguiamo in direzione sud verso Passo di Giau/SP638 e prendiamo SP20 in direzione di Loc. Capoluogo a <a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-rocca_pietore">Rocca Pietore</a>.</p>
<p>Siamo ai piedi della Marmolada, non lontani da Sottoguda. Qui prendiamo la SP641 e saliamo il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/passo-fedaia/?amp" target="_blank" rel="noopener">Passo Fedaia</a>, con il suo lago. Attraversiamo il confine e siamo in Trentino-Alto Adige. Continuiamo sulla SS641 per altri 13 chilometri e alla rotonda proseguiamo dritto su Via di Parèda/Strada Dolomites/SS48 per 750 metri fino all&#8217;arrivo a Canazei.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Passo Giau</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h3>Il valico delle tre valli</h3>
<p>Val Boite, Val Cordevole, Cadore. La particolarità del <strong>Passo di Giau </strong>sta nel trovarsi in un luogo strategico per le comunicazioni nella provincia di Belluno, dove le Dolomiti si mostrano in tutta la loro magnificenza. Ed è infatti uno dei pochissimi passi in Italia che, con il suo percorso, mette in comunicazione non due, ma <strong>ben quattro comuni</strong>: Colle Santa Lucia (1453 m), Cortina d&#8217;Ampezzo (1224 m), San Vito di Cadore (1011 m) e Selva di Cadore (1335 m).</p>
<h3>Passo Giau altitudine</h3>
<p>Se l&#8217;altezza media delle località servite è di circa 1200-1300 m, per arrivare alla scollinata del Giau bisogna salirne altri mille. Sì, perché il suo punto più alto si trova a <strong>2236 m s.l.m.</strong>, una quota che lo rende il <strong>secondo passo più alto delle Alpi Orientali</strong> dopo il Passo Sella, a 2240 m s.l.m.</p>
<p>A differenza del suo prestigioso collega, inserito nel novero dei &#8220;Quattro Passi&#8221; del Sellaronda, il Giau ha una <strong>pendenza significativamente maggiore</strong>. Lungo la salita da Cortina d&#8217;Ampezzo alla vetta, tutto il tratto da Peziè de Palù ha un&#8217;ascesa media del 9%, con tratti ampiamente sopra il 10%. Difficile anche il percorso da Selva di Cadore: 10,15 chilometri di lunghezza, 922 metri di dislivello e tratti che raggiungono il 10,4% di pendenza totale.</p>
<h3>Berghotel Passo Giau</h3>
<p>Tappa irrinunciabile per chi nei mesi estivi si spinge fino a qui (ma gli escursionisti ci arrivano senza problemi anche in inverno), il <a href="https://www.passogiau.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Berghotel </strong></a>del Passo Giau è più di una semplice sosta per rifocillarsi o trascorrere una notte a quota 2200 metri. <em>A un passo dal cielo</em>, così si presenta questo che fino agli anni Ottanta era solo uno dei tanti rifugi delle Dolomiti Bellunesi, ma che oggi è un albergo in tutto e per tutto.</p>
<p>Otto camere, tutte con un affaccio panoramico a 360 gradi sulle meraviglie della montagna, in tradizionale stile alpino e con in più la possibilità di degustare, nell&#8217;annesso ristorante, i sapori della <strong>cucina ladina</strong>. Funghi, selvaggina, formaggi e salumi, ma anche la polenta e i dolci, in ambienti caldi dove a dominare sono il legno, la ceramica e la ghisa. Un abbraccio sensazionale da godere anche attraverso un terrazzo panoramico sul quale a ogni assaggio ci si riempie lo stomaco&#8230; e il cuore.</p>
<h2>Cosa vedere nei dintorni del Passo Giau</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong>, la Regina delle Dolomiti. Basta il suo soprannome più celebre per parlare di lei, meta del turismo invernale in Veneto per eccellenza, la più olimpica delle mete d&#8217;alta quota in Italia e unica città del Bel Paese ad aver ospitato i 5 cerchi due volte: la prima nel 1956, la seconda &#8211; di qui a venire &#8211; nel 2026 insieme a Milano. Imperdibile lo <em>struscio</em> su Corso Italia, dove non mancano piccoli scorci di quelle Dolomiti Ampezzane che offrono escursioni sulla Topfana di Rozes, il Pomagagnon o il vicino lago del Sorapiss.</p>
<p><strong>Cadore, </strong>regione storica, oggi divisa tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, questa vallata era un tempo per intero veneta, ma nel 2017 Sappada decise, con un referendum popolare, di passare al vicino Friuli. In questo vasto territorio, dove si superano quasi sempre i 1000 m d&#8217;altitudine, ci sono posti straordinari. Tra questi il Lago di Misurina, la Croda Marcora e i Lastoi de Formin. Per gli amanti del calcio, da qualche anno <strong>Auronzo di Cadore </strong>ospita il ritiro estivo della SS Lazio, con momenti pubblici dedicati ai tifosi.</p>
<p><strong>Colle Santa Lucia e Ladinia</strong>. Tra Val Badia, Ampezzo e Tirolo si è sviluppata nei secoli la cultura del popolo ladino, ricca di tradizioni e con una lingua antica da scoprire. Nel territorio di Colle Santa Lucia, dove ricade parte del Passo Giau, si possono fare suggestive escursioni, salendo fino alle vette del Nuvolau e dell&#8217;Averau, a oltre 2600 metri d&#8217;altitudine.</p>
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		<title>Il lago a forma di serpente nascosto tra i monti del Lazio: l’itinerario perfetto vicino Roma</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lazio-in-moto/il-lago-a-forma-di-serpente-nascosto-tra-i-monti-del-lazio-litinerario-perfetto-vicino-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 10:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lazio in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Lago del Turano è uno di quei giri che, da motociclista, finisci per ripetere più volte nell’arco dell’anno. A poca distanza da Roma, ma lontano anni luce dal traffico della Capitale, questo bacino artificiale scolpisce la valle con un profilo irregolare, tra insenature, promontori e bracci che si allungano verso le montagne dell’Appennino laziale. Le curve seguono</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Lago del Turano</strong> è uno di quei giri che, da <strong>motociclista</strong>, finisci per ripetere più volte nell’arco dell’anno. A poca distanza da Roma, ma lontano anni luce dal traffico della Capitale, questo bacino artificiale scolpisce la valle con un profilo irregolare, tra insenature, promontori e bracci che si allungano verso le montagne dell’<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/david-lynch-se-ne-sarebbe-sicuramente-innamorato-il-passo-di-montagna-piu-bello-tra-lazio-e-abruzzo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Appennino laziale</strong></a>. Le curve seguono l’acqua senza mai disegnarle attorno un anello perfetto: salite, brevi tornanti, tratti panoramici e attraversamenti dei borghi costringono a rallentare, guardare e fermarsi spesso.</p>
<p>È un itinerario che consiglio a chi cerca un mix equilibrato tra guida, paesaggio e soste nei centri storici. <strong>Castel di Tora</strong>, <strong>Colle di Tora</strong> e <strong>Paganico Sabino</strong> offrono tre modi diversi di affacciarsi sul lago, tra vicoli in salita, rive vicinissime all’asfalto e scorci montani che invitano a spegnere il motore e proseguire a piedi.</p>
<h2>Lago del Turano in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d39766.62722119905!2d12.968524234243016!3d42.20007478501839!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x132fa4a0a40d8961%3A0x7f8c5e07889367e2!2sLago%20del%20Turano%2C%20Provincia%20di%20Rieti!3m2!1d42.218192599999995!2d12.9521888!4m5!1s0x132fa4816cdb56ab%3A0x14ff07609abd334a!2sColle%20di%20Tora%2C%2002020%20RI!3m2!1d42.208069599999995!2d12.9471296!4m5!1s0x132fbcb1c0b6f2e1%3A0xbab8b8697837f24d!2sPaganico%2C%2002020%20RI!3m2!1d42.1892236!2d12.9970546!4m5!1s0x132fa4979a60139f%3A0xaa32cbe6e9f6e69b!2sCastel%20di%20Tora%2C%2002020%20RI!3m2!1d42.216346!2d12.9659756!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1788782500839!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe>
<h3>Percorso</h3>
<p>Visto dall’alto, il <strong>Lago del Turano</strong> sembra un lungo serpente azzurro incastrato tra i rilievi dell’<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lazio-in-moto/in-provincia-di-rieti-ce-il-passo-piu-ripido-degli-appennini-un-dislivello-di-oltre-1300-metri-davvero-da-brividi/" target="_blank" rel="noopener">Appennino laziale</a>. Non è un lago naturale: nacque negli anni Trenta del Novecento con la costruzione della <strong>diga sul fiume Turano</strong>, all’interno di un sistema idroelettrico che comprende anche il vicino <strong>Lago del Salto</strong>. Lo sbarramento sommerse la vecchia valle e modellò un bacino ricco di insenature, dove l’acqua segue fedelmente le antiche pieghe del terreno.</p>
<p>A circa <strong>500 metri di quota</strong> e in <strong>provincia di Rieti</strong>, il Turano è abbastanza vicino a Roma per una <strong>gita in giornata</strong>, ma il paesaggio è già nettamente montano. Le strade non chiudono un anello perfetto attorno alla riva: in alcuni tratti salgono, si allontanano dall’acqua, attraversano borghi o boschi, offrendo prospettive sempre diverse. In moto ho imparato presto che qui i <strong>chilometri contano meno delle curve</strong>, degli affacci improvvisi e delle soste inaspettate davanti a un promontorio o a una piccola baia.</p>
<h2>Da Castel di Tora a Colle di Tora e Paganico Sabino: il piacere delle curve</h2>
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<p>L’itinerario più immediato per scoprire il Lago del Turano collega <strong>Castel di Tora</strong>, <strong>Colle di Tora</strong> e <strong>Paganico Sabino</strong> per circa <strong>25 chilometri</strong> di strade provinciali. Pur essendo teoricamente percorribile in meno di un’ora, nella pratica è un giro che si dilata facilmente in una giornata intera, tra pause fotografiche, camminate brevi e deviazioni verso <strong>punti panoramici</strong>. Personalmente non riesco mai a farlo “tutto d’un fiato”: ogni curva sembra aprire un nuovo scorcio sul lago.</p>
<p><strong>Castel di Tora</strong> domina l’acqua da un rilievo, con case in pietra e vicoli in salita che obbligano a parcheggiare e continuare a piedi. <strong>Colle di Tora</strong>, al contrario, si allunga quasi in mezzo al lago, affacciandosi sull’acqua da una <strong>penisola naturale</strong>. Spostandosi poi verso <strong>Paganico Sabino</strong>, la strada guadagna quota e l’atmosfera diventa più montana: è il tratto che preferisco per sentire davvero il passaggio dalla riva ai boschi, con l’acqua che compare e scompare tra le curve.</p>
<h2>Borghi, storia recente del lago e tradizioni tra montagna e acqua</h2>
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<p>Il Lago del Turano racconta una <strong>storia relativamente recente</strong> rispetto ad altri bacini italiani: non è il frutto di un antico ghiacciaio, ma di una <strong>scelta ingegneristica</strong> del XX secolo. La diga cambiò radicalmente la valle, ridisegnando il rapporto tra i paesi e il fiume. Oggi Castel di Tora, un tempo noto come Castelvecchio, appartiene al circuito dei <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lazio-in-moto/100-chilometri-di-pura-ebbrezza-alla-guida-ecco-la-strada-del-gusto-che-ti-fara-scoprire-il-basso-lazio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Borghi più belli d’Italia</strong></a> e offre un centro storico fitto di archi, scalinate e case disposte a quote diverse, con affacci continui sul bacino.</p>
<p>Di fronte spicca <strong>Monte Antuni</strong>, promontorio con un antico insediamento e un <strong>palazzo fortificato</strong> che dominano il lago da una posizione quasi scenografica. Colle di Tora vive invece un rapporto più diretto con l’acqua, mentre <strong>Paganico Sabino</strong> guarda dall’alto, con un’impronta più montana e accessi verso sentieri e boschi. Nei fine settimana non mancano piccoli eventi, sagre e tavole dove assaggiare <strong>cucina laziale genuina</strong>, spesso a base di piatti semplici pensati per chi tornava dai campi o dai pascoli.</p>
<h2>Consigli pratici per organizzare l’itinerario in moto o in auto</h2>
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<p>Per un giro al Lago del Turano in moto o in auto conviene partire da Roma con un buon margine di tempo, soprattutto tra <strong>settembre e autunno</strong>, quando le giornate si accorciano ma i colori dei boschi iniziano a cambiare. A circa 500 metri di quota le mattine possono essere fresche anche con il sole, e pioggia o nebbia scendono rapide lungo i rilievi: un <strong>abbigliamento a strati</strong> è fondamentale, così come <strong>verificare il meteo</strong> prima di mettersi in sella.</p>
<p>Le strade sono piacevoli ma richiedono attenzione: <strong>curve frequenti</strong>, carreggiata non sempre ampia, possibili detriti dopo temporali e la presenza di ciclisti, pedoni e <strong>traffico locale</strong>. Non è una pista panoramica, bensì una normale <strong>viabilità appenninica</strong>. Io preferisco impostare un <strong>ritmo tranquillo</strong>, con tappe obbligate nei borghi per un caffè o una breve passeggiata sul lungolago. Chi vuole esplorare i sentieri deve informarsi localmente su percorsi, segnaletica e condizioni aggiornate.</p>
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		<title>La strada dei due laghi attraversa il cuore selvaggio d’Abruzzo: 50 chilometri tra curve e montagne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 10:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra fine estate e inizio autunno, la strada che collega il Lago di Campotosto al Lago di Scandarello diventa uno degli itinerari più interessanti dell’Appennino centrale per chi ama guidare tra laghi e montagne. È un percorso relativamente breve, intorno ai 40-50 chilometri, ma ricco di panorami e cambi di ritmo, dove acqua, quota e luce dettano la giornata</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/la-strada-dei-due-laghi-attraversa-il-cuore-selvaggio-dabruzzo-50-chilometri-tra-curve-e-montagne/">La strada dei due laghi attraversa il cuore selvaggio d’Abruzzo: 50 chilometri tra curve e montagne</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra fine estate e inizio autunno, la <strong>strada che collega il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/lo-specchio-dacqua-dove-si-riflettono-le-vette-dellabruzzo-un-passo-e-il-suo-lago-per-godersi-la-montagna-dei-sogni/" target="_blank" rel="noopener">Lago di Campotosto</a> al Lago di Scandarello</strong> diventa uno degli itinerari più interessanti dell’<strong>Appennino centrale</strong> per chi ama guidare tra <strong>laghi e montagne</strong>. È un percorso relativamente breve, intorno ai 40-50 chilometri, ma ricco di panorami e cambi di ritmo, dove acqua, quota e luce dettano la giornata più del cronometro del navigatore.</p>
<p><strong>percorrendolo in moto</strong>, ho apprezzato soprattutto la continuità del paesaggio, il passaggio morbido tra Abruzzo e Lazio e quella sensazione di viaggio lento che spinge a fermarsi spesso.</p>
<p>Qui non si inseguono record personali: si ascoltano il motore, il vento e il rumore dell’acqua sullo sfondo, con la consapevolezza di attraversare territori segnati dai <strong>terremoti del 2016</strong>, ma ancora capaci di offrire scorci autentici, silenzi e una cucina di montagna che merita una sosta senza fretta.</p>
<h2>La strada dei due laghi in moto. L&#8217;itinerario</h2>
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<h3>Percorso</h3>
<p>La cosiddetta <strong>strada dei due laghi</strong> unisce il bacino di Campotosto, in provincia dell’Aquila, al <strong>Lago di Scandarello</strong>, nel territorio di Amatrice, attraversando il confine tra <strong>Abruzzo e Lazio</strong>. In versione diretta misura poco meno di quaranta chilometri, ma basta aggiungere qualche deviazione, punti panoramici e tratti più vicini alle sponde per trasformarla facilmente in un<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/non-lho-scoperto-di-certo-oggi-ma-questa-montagna-e-il-tetto-del-centro-italia-ed-e-magnifica-in-ogni-periodo/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>itinerario da cinquanta chilometri</strong></a>.</p>
<p>Guidando in moto su queste strade ho capito subito che non è un percorso da affrontare con l’occhio fisso sull’orologio. Curve, piccoli centri abitati, animali che possono attraversare e l’invito costante alle soste rendono il viaggio parte integrante della destinazione. Settembre e l’inizio dell’autunno sono il <strong>momento ideale</strong>: le giornate restano abbastanza lunghe, il traffico non è eccessivo, ma le quote della zona impongono di controllare meteo e viabilità, anche perché si attraversano territori ancora interessati da cantieri legati ai terremoti del 2016.</p>
<h2>Lago di Campotosto e curve tra i boschi verso Amatrice</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il viaggio parte dal <strong>Lago di Campotosto</strong>, grande bacino artificiale a oltre 1.300 metri di quota, nel cuore del <strong>Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga</strong>. La strada costeggia in più punti le <strong>sponde</strong>, offrendo scorci diversi: a volte l’acqua sembra incastrata tra rilievi ripidi, altre volte si apre come un ampio tappeto azzurro sul quale si riflettono le montagne. In moto qui rallento sempre: basta una breve sosta in uno spiazzo panoramico per cambiare completamente prospettiva sul lago.</p>
<p>Lasciata la conca di Campotosto, si punta verso <strong>Poggio Cancelli</strong> e quindi in direzione di Amatrice. Il confine tra <strong>Abruzzo e Lazio</strong> quasi scompare di fronte alla continuità di boschi, vallate e pendii che accompagnano la strada. Non è un passo alpino spettacolare, ma una <strong>viabilità appenninica</strong> autentica, con curve mai estreme e tratti dove la visibilità può ridursi per la conformazione del terreno. Qui preferisco sempre un’<strong>andatura fluida</strong>, sfruttando il ritmo naturale delle pieghe più che la potenza del motore.</p>
<h2>Amatrice tra memoria, rinascita e sapori lungo la strada dei due laghi</h2>
<p>Arrivare ad <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/marche-in-moto/200-chilometri-tra-amatriciana-e-cascate-lanello-del-centro-italia-e-un-percorso-allinsegna-di-natura-e-sapori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Amatrice</strong></a> dopo aver attraversato le montagne della Laga significa entrare in un territorio che, dal 2016, convive con le <strong>cicatrici del terremoto</strong>. Case recuperate, spazi ancora in trasformazione e cantieri ricordano che la <strong>ricostruzione</strong> è un processo vivo, non una fotografia del passato. Ogni volta che ci passo <strong>in moto</strong> sento la necessità di rallentare ancora di più: non è solo prudenza, ma rispetto per una comunità che ha dovuto ridisegnare il proprio spazio quotidiano.</p>
<p><strong>Amatrice</strong> è però anche sinonimo di gastronomia. La celebre <strong>amatriciana</strong>, basata su <strong>guanciale, pecorino e pomodoro</strong>, resta un richiamo fortissimo per chi arriva fin qui. Inserire una sosta a tavola nel percorso ha senso, purché non diventi l’unica ragione del viaggio. Tra i <strong>Monti della Laga</strong>, infatti, il paesaggio, le storie locali e le tradizioni contano quanto il piatto fumante servito a fine mattinata o nel tardo pomeriggio, magari prima di riprendere la strada verso il <strong>Lago di Scandarello</strong>.</p>
<h2>Il Lago di Scandarello e i consigli pratici per chi viaggia in moto</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il <strong>Lago di Scandarello</strong>, bacino artificiale nel comune di Amatrice, chiude idealmente la <strong>strada dei due laghi</strong>. Rispetto a Campotosto è <strong>più raccolto</strong>, inserito in una conca circondata da boschi e rilievi meno aperti. Proprio questa dimensione più intima lo rende un ottimo <strong>punto finale</strong> per una sosta tranquilla, magari per tirare il fiato dopo una mezza giornata di guida. Quando arrivo qui, mi piace spegnere il motore e ascoltare per un momento solo il vento e i rumori dell’acqua.</p>
<p>Dal punto di vista pratico, l’itinerario richiede qualche attenzione semplice ma fondamentale: controllare <strong>previsioni meteo</strong>, eventuali cantieri lungo la <strong>viabilità della ricostruzione</strong>, orari del tramonto e presenza di carburanti lungo il percorso. Le <strong>ore di luce</strong> tra settembre e inizio autunno calano rapidamente e le temperature serali, soprattutto a Campotosto, possono scendere parecchio. In cambio, la combinazione di <strong>distanze contenute</strong> e panorami continui permette di godersi ogni curva senza fretta, sia in moto sia in auto.</p>
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		<title>Passo dello Stelvio in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/passo-dello-stelvio-in-moto-itinerario-mappa-e-consigli-di-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Duro, severo, impegnativo, il Passo dello Stelvio è uno dei valichi più appassionanti da affrontare in moto. Ma ti ripagherà con la soddisfazione che solo le più grandi imprese sanno regalare! Ti diamo subito qualche numero per darti un’idea di cosa ti aspetta: 2758 metri di altitudine: è la strada più alta d’Italia, e il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Duro, severo, impegnativo, il <strong>Passo dello Stelvio</strong> è uno dei valichi più appassionanti da affrontare in moto. Ma ti ripagherà con la soddisfazione che solo le più grandi imprese sanno regalare! Ti diamo subito qualche numero per darti un’idea di cosa ti aspetta:</p>
<ul>
<li><strong>2758 metri di altitudine</strong>: è la strada più alta d’Italia, e il secondo valico più alto d’Europa a doppia percorrenza dopo il <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/quando-il-record-e-una-striscia-dasfalto-ecco-le-10-strade-piu-alte-deuropa-per-vivere-unesperienza-sui-tetti-del-continente/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Col de l&#8217;Iseran</strong></span></a> in Francia.</li>
<li><strong>48 tornanti in 24 km</strong>, sul versante altoatesino, il percorso “classico” e più appassionante. Da aggiungersi ai 36 sul versante lombardo!</li>
<li><strong>1850 metri di dislivello</strong> a partire da Prato allo Stelvio (BZ).</li>
</ul>
<p>Se questi numeri non ti hanno scoraggiato, e al contrario sei ancora più <em>preso bene</em> per conquistare il “<strong>Tetto d’Italia</strong>” delle strade italiane, allora continua a leggere perché ci sarà da divertirsi! Tutto ciò che devi sapere sul Passo dello Stelvio.<br />
<strong>Ti diamo qualche coordinata</strong> per conoscere bene il <em>Stilfser Joch</em> (Passo dello Stelvio in tedesco) e il suo fascino irresistibile: <strong>torna utile</strong>. Capirai a breve perché.</p>
<h2>Passo dello Stelvio in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Itinerario</h3>
<p>Non te lo nascondiamo: l’itinerario che ti proponiamo è probabilmente il più difficile. Ma che gusto ci sarebbe a dirti il più facile? Scommettiamo che tu apprezzi le sfide!<br />
Questo percorso è suddiviso in <strong>due parti</strong>. La prima è con la famigerata salita “classica” dal versante altoatesino. La seconda è con la discesa lungo la “variante svizzera”, strada stretta e insidiosa, che comunque ti permetterà di tornare al punto di partenza per un grande <strong>itinerario ad anello</strong>.</p>
<p>Le differenze tra i due versanti riguardano anche le dimensioni consentite dei veicoli: nel tratto di Bormio è vietato il transito per veicoli con un&#8217;altezza superiore a <strong>3,30 metri</strong>, mentre nel tratto altoatesino è vietato il transito per veicoli con una lunghezza superiore a <strong>10,50 metri</strong>. Inoltre, si ricorda che il parcheggio allo Stelvio sarà a pagamento. Sei pronto? Si parte!<br />
Poiché il percorso è impegnativo, ti suggeriamo di pernottare in una delle strutture alberghiere nel paese di Prato allo Stelvio &#8211; punto di partenza &#8211; e partire di buon mattino. Preferibilmente in un giorno della settimana, ed <strong>evitare i weekend</strong> per non trovare troppo traffico.</p>
<p>Da <strong>Prato allo Stelvio </strong>(915 m.s.l.m.) prendi direttamente la strada per il Passo dello Stelvio, la statale SS38. Una salita all’inizio piuttosto dolce, ma che in corrispondenza di <strong>Trafoi </strong>diventa molto più aspra. È proprio in questa frazione, situata a un’altitudine di 1570 metri, che iniziano i tornanti e le pendenze più dure.<br />
Concentrazione, attenzione, equilibrio e costanza ti consentiranno di superare tutti e <strong>48 i tornanti dei fatidici 24 km di questo tratto</strong>. Arriverai infine in cima, crocevia di tanti sentieri escursionistici, e soprattutto luogo dove si apre un panorama mozzafiato, che merita una sosta di relax e foto in quantità!</p>
<p>A questo punto, hai tre possibilità:</p>
<ul>
<li>Dopo la “conquista del Passo” puoi <strong>tornare indietro </strong>dalla stessa strada, scendendo fino al punto di partenza, e terminare così il tuo percorso.</li>
<li>Oppure puoi proseguire con la <strong>discesa sul versante lombardo </strong>(meno tortuosa), che ti porterà a Bormio (1225 m.s.l.m.), e ti permetterà così di esplorare entrambi i versanti italiani.</li>
<li>Terza opzione, quella per veri bikers, è tornare a Prato allo Stelvio attraverso la “<strong>variante svizzera</strong>” del valico, che coincide con il <strong>Passo Umbrail</strong>. È quella che ti descriviamo adesso!</li>
</ul>
<p>Prosegui la strada iniziando la discesa sul tratto lombardo verso <strong>Bormio</strong>, ma svolta subito a destra verso il <strong>Passo Umbrail</strong>. Entrerai in territorio svizzero, su una strada più stretta, e con una sequenza di tornanti abbastanza serrata (ma non così frenetica come sul tratto altoatesino).<br />
La tua discesa termina nella località svizzera di <strong>Santa Maria Val Mustair</strong>: qui gira a destra sulla strada 28 verso il comune capoluogo <strong>Mustair</strong>, e continua dritto rientrando in territorio italiano, sulla SS41.<br />
Attraversa <strong>Tubre</strong> e prosegui sulla stessa strada verso<strong> Glorenza</strong>, che con i suoi 907 metri di altitudine è il punto più “basso” del tuo itinerario. Qui svolta a destra sulla SP50, in pochi minuti sarai tornato alla tua base a <strong>Prato allo Stelvio</strong>. Complimenti per l’impresa, hai conquistato il Re dei <strong><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/per-delle-strade-da-sogno-non-serve-andare-sulle-alpi-anche-gli-appennini-hanno-i-loro-gioielli-nascosti/" target="_blank" rel="noopener">valichi italiani</a></strong>!</p>
<h2>La strada più alta d’Italia nella storia e nello sport</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
                                        src="https://www.trueriders.it/media/2024/12/passo-dello-stelvio-in-autunno.jpg&#038;sharpen&#038;save-as=webp&#038;crop-to-fit&#038;w=1200&#038;h=800&#038;q=80" 
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<p>Il Passo dello Stelvio è stato costruito in tre anni, <strong>dal 1822 al 1825</strong>, dall’ingegnere Carlo Donegani su volontà dell’imperatore Francesco I d’Austria. L’intento era avere nell’impero asburgico un collegamento diretto tra Vienna, la Val Venosta e Milano, passando per la Valtellina.<br />
Fino al 1915 il valico alpino era percorso tutto l’anno grazie agli spalatori che durante l’inverno liberavano la strada dalla neve. Dopo la fine della Prima guerra mondiale, ne fu decisa l’apertura stagionale.</p>
<p>E finalmente dopo la seconda guerra mondiale iniziò la grande tradizione del Passo dello Stelvio nel <strong>ciclismo</strong>, che è presto diventato una tappa “classica” del <strong>Giro d’Italia</strong>. A partire dal 1953, con una grande vittoria di Fausto Coppi (il passo è diventato “<strong>Cima Coppi</strong>” in suo onore), il Giro è passato di qui ben 13 volte. Motivo in più per provare questa impresa.<br />
E ovviamente questo angolo tra Alto Adige, Lombardia e Svizzera, è tradizionale mèta turistica per sportivi amanti di sci, trekking, escursionismo, mountain bike, alpinismo, snowboard, e tutti gli <strong>sport invernali</strong>.</p>
<h3>Dove si trova il Passo dello Stelvio</h3>
<p>Il Passo dello Stelvio si trova al confine tra <strong>Alto Adige</strong>, <strong>Lombardia</strong>, <strong>Svizzera</strong>. E anche l’<strong>Austria</strong> non è molto lontana.<br />
Il territorio è quello del <strong>Parco Naturale dello Stelvio</strong>, che si trova sulle Alpi Retiche, e comprende al suo interno le cime del gruppo montuoso Ortles &#8211; Cevedale (la cui vetta più elevata, l’Ortles, arriva ai 3905 metri ed è la montagna più alta del Trentino-Alto Adige).</p>
<h3>Quando riapre il Passo dello Stelvio</h3>
<p>Il <strong>Passo dello Stelvio</strong> nel 2024 <strong>ha aperto al traffico</strong> il 22 giugno, <strong>in ritardo</strong> rispetto alle previsioni iniziali, causa condizioni meteorologiche avverse e difficoltà nello sgombero della neve. La <strong>chiusura</strong> per la stagione invernale c&#8217;è stata il 4 novembre. Ci riferiamo alla data di apertura per il versante di <strong>Bormio, </strong>che di solito anche il versante di <strong>Bolzano</strong> viene aperto nello stesso giorno. In ogni caso il <strong>periodo migliore </strong>per percorrerlo è l’<strong>estate</strong>. Ti consigliamo comunque di fare attenzione al meteo (mettiti in viaggio solo se è previsto bel tempo) perché il freddo e la pioggia sanno essere piuttosto pericolosi su un percorso tortuoso come questo.</p>
<p><strong>Di anno in anno le date precise variano e vengono comunicate con non molto anticipo</strong>: controlla sui <a href="https://www.bormio.eu/it/passi-alpini" target="_blank" rel="noopener">siti istituzionali o turistici</a> per avere la sicurezza della data di apertura e di chiusura di quest’anno. La prima fonte autorevole che puoi sfruttare è proprio <a href="https://www.bormio.eu/it/passi-alpini" target="_blank" rel="noopener"><strong>bormio.eu</strong></a>.</p>
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		<title>Passo Gavia in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 16:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passo Gavia, un nome altisonante tra le Alpi Lombarde e una delle salite più amate dai motociclisti in tutta Italia. Questo passo di montagna, che si trova tra la Valtellina e la Val Camonica, è difficile da non considerare quando si organizza l&#8217;estate in moto. È una strada per certi versi esclusiva, che si può</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class=""><strong>Passo Gavia</strong>, un nome altisonante tra le Alpi Lombarde e una delle salite più amate dai motociclisti in tutta Italia. Questo <strong>passo di montagna</strong>, che si trova tra la Valtellina e la Val Camonica, è difficile da non considerare quando si organizza l&#8217;estate in moto. È una strada per certi versi esclusiva, che si può godere solo nei mesi più caldi dell&#8217;anno e, anche in questo caso, con diverse limitazioni. Nonostante ciò, è uno dei luoghi più amati dai riders. Il tracciato, ricco di curve e poco trafficato (di automobili se ne vedono a fatica), conquista proprio tutti. Subito dopo il <strong>Passo dello Stelvio</strong>, è infatti lei la più alta direttrice lombarda, che si sviluppa per intero tra i confini della regione. Insomma, un vero orgoglio per la regione più moto-turistica d&#8217;Italia. TrueRiders ti porta a conoscere tutti, ma proprio tutti i segreti di questo valico d&#8217;autore. Pronto a partire?</p>
<h2 id="h-passo-gavia-in-moto" class="">Passo Gavia in moto</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p class=""><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d88196.1747113634!2d10.419868706501955!3d46.30724650452195!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x47825354abbcd58b%3A0xfc59b6a1af849cf4!2sPonte%20di%20Legno%2C%2025056%20BS%2C%20Italia!3m2!1d46.2589603!2d10.5081283!4m5!1s0x47830081e05663a1%3A0x4a89c58e906e0c51!2sPasso%20di%20Gavia%2C%2025056%20Ponte%20di%20Legno%20BS%2C%20Italia!3m2!1d46.3434911!2d10.4846264!4m5!1s0x47830060cfc4a56b%3A0xc9dbb5444338707d!2sRuderi%20del%20vecchio%20Rifugio%20Gavia%2C%2023030%20Valfurva%20SO%2C%20Italia!3m2!1d46.3595281!2d10.5037212!5e0!3m2!1sit!2sus!4v1788766775339!5m2!1sit!2sus" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3 id="h-itinerario" class="">Itinerario</h3>
<p class="">Questo<strong> itinerario in moto sul Passo di Gavia</strong> è piuttosto breve: 33 km in tutto, fino a Livigno. Se però volete proseguire, il confine con la Svizzera è vicino e passa per <strong>Munt la Schera</strong>.</p>
<p class="">Partiamo da <strong>Ponte di Legno</strong>, in piena Val Camonica nonché nel punto più alto della provincia di Brescia. Percorriamo la<strong> SP29 in direzione nord:</strong> <strong>17 chilometri </strong>di percorso che, passando per Precasiglio e Pezzo, arriva ai 2.621 metri del Passo Gavia.</p>
<p class="">Raggiunta la vetta la strada è in discesa, caratterizzata da un bellissimo tratto di 26 chilometri attraverso il Parco Nazionale dello Stelvio. Senza lasciare la <strong>SP29, </strong>fermiamoci per una sosta relax a <strong>Santa Caterina Valfurva</strong>. Questa località sciistica e turistica è molto amata, soprattutto tra chi frequenta questi luoghi assiduamente.</p>
<p class="">Scendendo ancora  con la SP29 e superando <strong>Sant’Antonio</strong> e <strong>Uzza</strong>, ci ritroviamo a <strong>Bormio</strong>. L&#8217;antica città <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/le-7-strade-piu-belle-della-lombardia-da-percorrere-in-primavera/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lombarda</a>, attraversata dal torrente Frodolfo, è famosissima per la presenza degli stabilimenti termali; in particolare dei <strong>Bagni Nuovi e dei Bagni Vecchi</strong>.</p>
<p class="">Sul Frodolfo si apre il bellissimo <strong>Ponte di Combo</strong>, costruito nel Trecento. In passato, era l&#8217;unica porta d’accesso alla città provenendo dal Gavia. Lasciamo Bormio ci spostiamo sulla <strong>SS38</strong>, <strong>deviamo sulla SP29 e per finire sulla SS301</strong>. Il percorso, passando per Valdidentro e Trepalle, ci porta direttamente a <strong>Livigno</strong>.</p>
<h2 id="h-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sul-passo-gavia" class="">Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Passo Gavia</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Passo Gavia ha una lunghezza complessiva (Bivio Tonale – vetta) di <strong>16,7 chilometri</strong>. Il dislivello complessivo è di 1.322 metri e la <strong>pendenza media </strong>è del 7,9%. Tre i tratti maggiormente pendenti: due in corrispondenza del terzo tornante e uno tra il settimo e l’ottavo.</p>
<h3 id="h-passo-gavia-apertura" class="">Quando apre?</h3>
<p class=""><strong>Passo Gavia </strong>si trova a un&#8217;altezza davvero importante: <strong>2618 m s.l.m.</strong> È per questo motivo che l&#8217;<strong>apertura Passo Gavia </strong>avviene solamente tra giugno e settembre. Nei restanti mesi le nevicate in quota sono numerose. Lo dimostra anche la storia del <strong>Passo Gavia al Giro d&#8217;Italia</strong>, fatta di tappe cancellate o arrivi sul valico con un meteo estremo. La <strong>SS300 </strong>che percorre per intero il valico è vietata a <strong>veicoli oltre le 3,5 tonnellate </strong>e con <strong>altezza superiore ai 2,8 metri </strong>in ogni periodo dell’anno. Di conseguenza potete sentirvi ancora più liberi di sentire tutta l&#8217;adrenalina con la vostra moto.</p>
<p class="">Comunque, nel caso voleste tenervi aggiornati su questo, ma soprattutto sul meteo della località, ecco la <a href="https://www.3bmeteo.com/webcam-3bmeteo/passo-gavia"><strong>webcam Passo Gavia</strong></a> posizionata a 2.652 metri in corrispondenza del Rifugio Bonetta. Grazie a questo sistema, potete ammirare la montagna in ogni momento dell’anno.</p>
<h2 id="h-dove-mangiare-nei-dintorni-di-passo-gavia" class="">Dove mangiare nei dintorni di Passo Gavia</h2>
<p class="">Un&#8217;ora di itinerario che tra una sosta e l&#8217;altra potrebbe richiedere anche qualche ora. Che fare? Fermarsi a mangiare in uno dei numerosi ristorantini che sorgono intorno al Gavia. Ecco quali vi suggeriamo.</p>
<ul>
<li><strong>Vecchia Combo</strong> è un ristorante a soli duecento metri dal Passo di Gavia. Se non ci vedete più dalla fame è la tappa giusta per il vostro pranzetto. Cucina italiana e specialità lombarde vi accolgono in un ambiente tipicamente di montagna dove il legno e il profumo dei salumi segneranno ore piacevolissime.</li>
<li><strong>La Rasiga</strong> è un altro locale che sorge a due passi dal Passo. Cucina lombarda al 100% tra pasta fresca e taglieri di montagna. Qui potete respirare l&#8217;atmosfera alpina dalla porta al piatto.</li>
<li><strong>L&#8217;Osteria La Bajona </strong>chiude la nostra tripletta. Nel cuore di Bormio, questo ristorante è pronto a soddisfare ogni voglia, dalla carne al pesce, dal vegetariano ai dessert fatti in casa.</li>
</ul>
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		<title>Passo del Vivione in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/tra-le-alpi-orobie-ce-un-passo-davvero-rilassante-da-scoprire-in-moto-le-sue-curve-toccano-quota-1800/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 10:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più volte incluso nel Giro d'Italia, il Passo del Vivione è un avvincente e immancabile itinerario di montagna per un moto tour in Lombardia, tra le Alpi Orobie. Questo valico alpino parla bergamasco: si tratta, infatti, di un passo, ad oltre 1.800 metri di altitudine, che collega la Val Paisco alla Valle di Scalve, nei pressi della più famosa Val Camonica. Ciclismo a parte, stavolta è il momento di organizzare il nostro tour su due ruote: quello in moto. L’idea è di attraversare tutta ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/tra-le-alpi-orobie-ce-un-passo-davvero-rilassante-da-scoprire-in-moto-le-sue-curve-toccano-quota-1800/">Passo del Vivione in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo del Vivione in moto</strong> è una di quelle esperienze che ti costringono a cambiare ritmo ben prima della prima curva. La <strong>SS294 tra Val Paisco e Val di Scalve</strong> non è una strada da collezionare in fretta, ma un valico alpino da leggere metro dopo metro, con <strong>carreggiata stretta</strong>, <strong>tornanti serrati</strong> e incroci che impongono sempre un margine di prudenza. La prima volta che l’ho affrontata ho capito subito che qui non si viene per fare tempi, ma per ascoltare il motore a bassa andatura mentre il bosco lascia spazio ai prati e alle cime delle Orobie. 828 metri di quota pretende attenzione e pazienza. In cambio, però, regala panorami aperti, un’atmosfera sospesa e la sensazione di attraversare una delle strade più autentiche delle montagne lombarde.</p>
<h2 id="h-passo-del-vivione-in-moto-l-itinerario" class=""><b>Passo del Vivione in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>
<h3 id="h-mappa" class=""><b>Mappa</b></h3>
<iframe title="la mappa" loading="lazy" src="" width="100%" height="450" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe>
<h3 id="h-itinerario" class=""><b>Itinerario</b></h3>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Situato in un’area completamente interna alla provincia di Bergamo, il </span><b>Passo Vivione</b><span style="font-weight: 400;"> è caratterizzato da un numero preciso: si tratta, infatti, della </span><b>Strada Statale 294</b><span style="font-weight: 400;"> che segue la traccia scavata dal corso del torrente Dezzo ed è aperta al traffico solamente da maggio a settembre. Questa è la principale via carrozzabile che attraversa il valico ed è caratterizzata da una carreggiata piuttosto stretta. </span><span style="font-weight: 400;">Usciamo a Bergamo dalla A4 e seguiamo le indicazioni verso la Val Seriana, fino ad arrivare a<strong> Dezzo di Scalve</strong>. La SS294 inizia a <strong>Forno Allione</strong> venendo da Nord e, dopo circa due ore di discesa, saremo </span>all’imbocco di<b> Paisco Loveno</b><span style="font-weight: 400;"> e già da diversi chilometri nell’area provinciale di Bergamo, dove comincia ufficialmente il Passo del Vivione.</span></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Uno degli aspetti più belli dell’attraversamento della Val di Scalve è quello di dover affrontare una salita piuttosto regolare, con pendenza massima dell’8% e un panorama davvero niente male, con vista sul </span><b>Pizzo Cimino</b><span style="font-weight: 400;"> e il </span><b>Cimone della Bagozza</b><span style="font-weight: 400;">, due vette da oltre 2.400 metri l’una. </span>Per quanto riguarda, invece,<b> il dislivello massimo</b><span style="font-weight: 400;"> di questo valico alpino, dovremo “accontentarci” </span><b>di un’altezza massima di 1.828 metri</b><span style="font-weight: 400;">, comunque ottima per respirare un po&#8217; di sana aria di montagna accompagnati nel tratto iniziale anche dalla presenza di una serie di tornanti abbastanza impegnativi.</span></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Molto più rilassante sarà il secondo tratto del Passo del Vivione, quello che da </span><b>Paisco Loveno</b><span style="font-weight: 400;"> porta verso </span><b>Schilpario</b><span style="font-weight: 400;">, comune della bergamasca situato sulla cima della </span><b>Val di Scalve</b><span style="font-weight: 400;">. Dopo circa </span><span style="font-weight: 400;">mezz’ora saremo a </span><b>Boario Terme</b><span style="font-weight: 400;">, dove termina la statale e il nostro viaggio. </span></p>
<h2 id="h-passo-del-vivione-informazioni-utili" class=""><b>Passo del Vivione informazioni utili</b></h2>
<h3 id="h-val-di-scalve" class=""><b>Val di Scalve</b></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/03/schilpario-2667854295.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/03/schilpario-2667854295.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/schilpario-2667854295.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/schilpario-2667854295.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">La Val di Scalve vanta una storia che affonda le sue radici  nella dominazione romana, attraversando il Medioevo di Carlo Magno, la Repubblica di Venezia e arrivando alla napoleonica Repubblica Cisalpina di fine Settecento. La valle torna a fare capolino nella storia nel dicembre 1923, giorno in cui la </span><b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diga_del_Gleno" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Diga del Gleno</a></b><span style="font-weight: 400;">, un ambizioso e imponente sbarramento idrico, cedette, riversando milioni di metri cubi d’acqua e fango nella valle.</span></p>
<p>Il fiume d&#8217;acqua travolse diversi centri abitati della Val di Scalve, causando centinaia di vittime prima di frenare la propria furia nel <b>Lago d’Iseo</b><span style="font-weight: 400;">. Divisa tra le provincie di Bergamo e Brescia, la valle ospita ben quattro comuni: </span><b>Azzone</b><span style="font-weight: 400;">, il più antico centro abitato della zona e nei pressi del quale sorge la </span><b><em>Riserva Naturale dei Boschi del Giovetto</em></b>,<b> Colere</b><span style="font-weight: 400;">, rinomata stazione sciistica, </span><b>Vilminore</b><span style="font-weight: 400;">, sede di una comunità montana, e<strong> Schilpario</strong>, che si fa portavoce della tradizionale vita locale con un neonato <em>Museo Etnografico</em>. Poco distante potreste anche pensare di visitare le <strong>miniere di ferro e zinco</strong>, un&#8217;esperienza interessante da percorrere con una guida. </span></p>
<h2 id="h-dove-mangiare-al-passo-del-vivione" class=""><b>Dove mangiare al Passo del Vivione</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/03/passo-del-vivione-2279495885.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/03/passo-del-vivione-2279495885.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/passo-del-vivione-2279495885.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/passo-del-vivione-2279495885.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche stavolta non ci tiriamo indietro di fronte ad uno dei momenti più attesi di qualunque gita fuori porta: la pausa gastronomica. Tra i luoghi in cui provare le prelibatezze locali, consigliamo, innanzitutto, il </span><em><b>Rifugio Passo Vivione</b></em><span style="font-weight: 400;">. La struttura possiede un bar, due sale da pranzo e un panoramico solarium. I piatti presenti sul menù sono realizzati con <strong>pasta fresca fatta in casa</strong> e ripropongono ricette antiche, accompagnate dall’immancabile <strong>polenta</strong> condita con erbe selvatiche e formaggi di monte; per finire, ottime torte fatte in casa. Il Rifugio del Passo del Vivione è dotato anche di</span><span style="font-weight: 400;"> accoglienti camerette, con acqua calda e biancheria pulita. Lo trovi a <a href="https://maps.app.goo.gl/nSAbDoCkYrss5azP6" target="_blank" rel="noopener">Passo del Vivione, 24020 Schilpario BG</a>.</span></p>
<p>Il<a href="https://www.ristorantealresu.it/"><em><b> Bar Ristorante Al Resù</b></em></a><span style="font-weight: 400;">, a 5,8 chilometri dal Passo, è, invece, la sosta ideale se desiderate un pranzetto in un vero e proprio ristorante. La cucina di questo locale si concentra sulla tradizione italiana ma soprattutto lombarda e offre piatti destinati agli intolleranti al glutine o ai vegetariani. Lo trovi a <a href="https://maps.app.goo.gl/EGCqFDwL5mLMRXj47" target="_blank" rel="noopener">Via Armando Diaz, 25, 25040 Lozio BS</a>. Il </span><em><strong>Ristorante Capriolo</strong></em>, infine, a due passi dal <em>Museo Storico Militare</em>, è famoso per la tagliata che si scioglie in bocca, le birre artigianali e la polenta taragna. Lo trovi un po&#8217; prima del Rifugio Passo Vivione, a est di Schilpario.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/tra-le-alpi-orobie-ce-un-passo-davvero-rilassante-da-scoprire-in-moto-le-sue-curve-toccano-quota-1800/">Passo del Vivione in moto: itinerario, mappa e consigli di viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quattro Passi per il giro più famoso delle Dolomiti, scopriamo il Sellaronda</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/sellaronda-il-giro-dei-quattro-passi-sulle-dolomiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Il Sellaronda è un percorso stradale (e all'occorrenza anche sciistico), che si snoda intorno a un complesso montuoso delle Dolomiti chiamato Gruppo del Sella. Il distretto alpino sorge tra la Val di Fassa, la Val Gardena, la Val Badia e Val di Livinallongo del Col di Lana. Questo anello congiunge delle vette straordinarie, ad altitudine considerevoli, dalle quali poter ammirare un panorama straordinario; attraversarlo su due ruote è un'esperienza incredibile, anche perché le Dolomiti ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/sellaronda-il-giro-dei-quattro-passi-sulle-dolomiti/">Quattro Passi per il giro più famoso delle Dolomiti, scopriamo il Sellaronda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Sellaronda</strong> (noto anche come &#8220;<em>Giro dei 4 Passi</em>&#8220;) è un percorso ad anello che consente di ammirare il complesso montuoso dolomitico del <strong>Gruppo del Sella</strong>. L&#8217;<strong>itinerario ad anello</strong> abbraccia quattro meravigliose destinazioni e unisce ben <strong>quattro valli</strong> (Val Gardena, Val Badia, Arabba/Livinallongo e Val di Fassa). Sulle vette potrete godere di panorami unici al mondo, visto che le Dolomiti sono state dichiarate <em>Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO</em>. Ecco, dunque, il tour che ogni bikers dovrebbe affrontare almeno una volta nella vita!</p>





<h2 id="h-dolomiti-sellaronda-in-moto-l-itinerario" class="wp-block-heading"><strong>Sellaronda in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>



<h3 id="h-mappa" class="wp-block-heading"><strong>Mappa</strong></h3>
<iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m48!1m8!1m3!1d87856.56899533386!2d11.822193!3d46.517655!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x477840bf7fe10291%3A0xf0ca2ead5b73f431!2sArabba%2C%2032020%20BL!3m2!1d46.497167!2d11.8737721!4m5!1s0x47784099166f1b99%3A0x1d0709882e714e70!2sPasso%20di%20Campolongo%2C%2032020%20Livinallongo%20del%20Col%20di%20Lana%20BL!3m2!1d46.519605!2d11.8737906!4m5!1s0x47781565c4e246a7%3A0x538b0862cd724e55!2sPasso%20Gardena%2C%2039033%20Corvara%20in%20Badia%20BZ!3m2!1d46.5387498!2d11.7927559!4m5!1s0x47786ae834380c45%3A0x1d0709882e83eb90!2sPasso%20Sella%2C%2039048%20Selva%20di%20Val%20Gardena%20BZ!3m2!1d46.509175!2d11.758276799999999!4m5!1s0x47784034812c38d1%3A0x1d0709882e83eb80!2sPasso%20Pordoi%2C%2038032%20Canazei%20TN!3m2!1d46.4888128!2d11.8117568!4m5!1s0x477840bf7fe10291%3A0xf0ca2ead5b73f431!2sArabba%2C%2032020%20BL!3m2!1d46.497167!2d11.8737721!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1788419301449!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="450" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe>







<h3 id="h-itinerario" class="wp-block-heading"><strong>Itinerario</strong></h3>



<p class="">Il <strong>giro del Sellaronda</strong> può essere iniziato indifferentemente da ciascuno dei quattro passi dolomitici. A seconda del passo da cui si comincia, l’anello può essere effettuato sia in senso orario sia in senso antiorario. Ad esempio, si può partire da <a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-canazei"><strong>Canazei</strong></a><strong>, in Val di Fassa</strong>: in questo caso il primo passo da raggiungere è il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/28-tornanti-in-12-chilometri-il-passo-da-record-delle-dolomiti-e-quello-dove-rivivere-fausto-coppi-e-la-sua-leggenda/"><strong>Passo Pordoi</strong></a>, a 12 chilometri di distanza, per poi proseguire in senso orario verso il <strong>Passo Sella</strong> o antiorario verso il <strong>Passo Campolongo</strong>.</p>



<h3 id="h-passo-campolongo-a-passo-gardena" class="wp-block-heading"><strong>Passo Campolongo a Passo Gardena</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Noi scegliamo di partire dal <strong>Veneto</strong> e, in particolare, dall’abitato di <strong>Arabba</strong>, in provincia di Belluno. Da qui, seguendo la <strong>Strada Provinciale 244</strong> che si articola in diverse curve e tornanti, arriviamo al <strong>Passo Campolongo. </strong>Si tratta del primo passo del percorso, nonché confine naturale con il Trentino. Proseguiamo lungo la <strong>SP244</strong> che, in questo tratto, si sviluppa in discesa fino all’abitato di <strong>Corvara</strong>, nella verde Val Badia. Il tracciato che ci porta fino al <strong>Passo Gardena</strong>, lungo la <strong>Statale 243</strong>, è davvero emozionante per gli appassionati di due ruote. Un incredibile susseguirsi di curve adrenaliniche si avvita in un territorio unico, ricco di distese di erba e di pareti di roccia che sembrano toccare il cielo.</p>



<h3 id="h-passo-sella-e-passo-pordoi" class="wp-block-heading"><strong>Passo Sella e Passo Pordoi</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Appena il tempo di scattare qualche fotografia e ripartiamo alla volta del<strong> Passo Sella.</strong> Qui siamo a quota 2.240 metri di altezza. L’ultimo eccitante tratto di strada che ci aspetta si snoda lungo la <strong>SS242</strong> prima e attraverso la <strong>SS48</strong> dopo, fino ad arrivare all’ultimo incredibile tratto: il <strong>Passo Pordoi</strong>. Da questo punto, la strada prosegue naturalmente fino a ricongiungere l’anello e, dunque, riportarci al punto di partenza.</p>



<h2 id="h-giro-del-sella-cosa-sapere" class="wp-block-heading"><strong>Sellaronda: quali sono i 4 passi?</strong></h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Il percorso è molto frequentato sia in estate che in inverno. Durante la stagione estiva i motociclisti e i ciclisti si godono la bellezza del paesaggio montano, mentre in inverno gli sciatori scelgono questo luogo per i noti impianti di risalita. D’altronde, il Sellaronda è famoso in tutto il mondo perché proprio qui si svolgono alcune gare sportive a livello internazionale, come il <strong><a href="https://www.sellaronda.it/"><em>Sellaronda Skimarathon</em></a>,</strong> il famoso <a href="https://www.herodolomites.com/it"><em><strong>Südtirol Sellaronda Hero</strong></em></a> di mountain bike e la <em><strong>Maratona delle Dolomiti in bicicletta</strong></em>.</p>





<p class="">Il Sellaronda è conosciuto anche come <em><strong>Giro dei 4 passi</strong></em>, perché un’unica strada unisce ben quattro valichi alpini nel giro di 50 chilometri: <strong>Passo Sella</strong> (a 2.240 metri, collega la Val di Fassa con la Val Gardena), <strong>Passo Pordoi</strong> (collega la Val di Fassa con la Val di Livinallongo), <strong>Passo Campolongo</strong> (a 1.875 metri, collega la Val di Livinallongo con la Val Badia) e <strong>Passo Gardena</strong> (a 2.121 metri, collega a Val Badia con la Val Gardena). Il Sellaronda permette di esplorare il territorio a cavallo tra due regioni italiane, il <strong>Trentino-Alto Adige</strong> e il <strong>Veneto</strong>, e di attraversare ben tre province: quella autonoma di <strong>Trento</strong>, quella di <strong>Bolzano</strong> e la provincia di <strong>Belluno</strong>.</p>









<h2 id="h-sellaronda-dove-mangiare" class="wp-block-heading"><strong>Sellaronda: dove mangiare</strong></h2>



<p class="">Un percorso a cavallo tra due Regioni e attraverso il territorio di ben tre province è una promessa di grandi esperienze culinarie. Ecco tre ristoranti che consigliamo lungo il tragitto:</p>



<ul>
<li><a href="https://www.crepdemunt.it/it/"><em><strong>Ütia Crёp de Munt</strong></em></a>. Si tratta di un ristorante che dista solamente 2 chilometri dal Sellaronda e promette relax e ristoro. Una cucina ricercata, ma nel pieno rispetto della tradizione, è pronta ad accogliervi dalla colazione alla cena, passando per il brunch (ottima idea per una gita fuori porta domenicale!);</li>
<li><a href="https://lacianosteakhouse.com/rifugio-burz/"><em><strong>Rifugio Burz</strong></em></a>. A un solo chilometro e mezzo dal Sellaronda, spazia dalla cucina italiana a quella più continentale, passando per la pizza e piatti vegetariani. Il menù prevede anche soluzioni per vegani e intolleranti al glutine;</li>
<li><em><strong>Malga Munt</strong> <strong>Planfisti</strong></em>. Pronta ad accogliervi con una cucina di confine, qui la tradizione culinaria italiana incontra le specialità austriache dalla colazione alla cena. La birra è ottima, il panorama magico e l’ospitalità calorosa come gli arredi del locale.</li>
</ul>


<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/sellaronda-il-giro-dei-quattro-passi-sulle-dolomiti/">Quattro Passi per il giro più famoso delle Dolomiti, scopriamo il Sellaronda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Passo della Crosetta: itinerario, mappa e consigli di viaggio</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/passo-della-crosetta-itinerario-mappa-e-consigli-di-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono itinerari che non puntano ai grandi numeri, ma ti restano addosso per i contrasti che mettono in fila in pochi chilometri. Il giro in moto al Passo della Crosetta, tra Trevigiano, Pordenonese e Alpago bellunese, è uno di quelli che finisci per consigliare agli amici quando chiedono “un bel anello di mezza giornata”. Partendo dall’area</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/passo-della-crosetta-itinerario-mappa-e-consigli-di-viaggio/">Passo della Crosetta: itinerario, mappa e consigli di viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono itinerari che non puntano ai grandi numeri, ma ti restano addosso per i contrasti che mettono in fila in pochi chilometri. Il <strong>giro in moto al Passo della Crosetta</strong>, tra <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/e-il-prodotto-simbolo-delle-tavole-di-questa-zona-ma-per-sapere-dove-si-produce-dovrai-assolutamente-percorrere-questa-strada/" target="_blank" rel="noopener">Trevigiano</a>, Pordenonese e Alpago bellunese, è uno di quelli che finisci per consigliare agli amici quando chiedono “un bel <strong>anello di mezza giornata</strong>”.</p>
<p><strong>Partendo dall’area di Conegliano</strong>, in pochi minuti si lasciano alle spalle i filari di vigneti e la pianura, e ci si ritrova immersi nelle prime curve che si arrampicano verso il Cansiglio. La strada cambia pelle più volte: urbano, pedemontano, bosco fitto, altopiano e poi di nuovo scenari aperti, fino a <strong>Vittorio Veneto</strong>.</p>
<p>È un percorso che ho trovato ideale per chi ama una guida scorrevole, ma non banale, con soste panoramiche e qualche deviazione golosa tra malghe e piccoli paesi di montagna.</p>
<h2>Passo della Crosetta <span id="toc-custom-passo-del-vestito-in-moto-l-8217-itinerario">in moto. L’itinerario</span></h2>
<h3><span id="toc-custom-mappa">Mappa</span></h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="" width="100%" height="450" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3><span id="toc-custom-percorso">Percorso</span></h3>
<p>Quando parto da <strong>Conegliano</strong> per questo anello verso il <strong>Passo della Crosetta</strong>, la sensazione è sempre la stessa: in pochi chilometri il paesaggio smette di essere semplice pianura operosa e comincia a promettere montagna. Lasciata l’area urbana, il percorso piega verso est, toccando la zona di <strong>Cordignano</strong> e dirigendosi poi a <strong>Caneva</strong>, nel <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/unisce-modernita-e-tradizione-un-bellissimo-borgo-che-racchiude-lanima-del-friuli-venezia-giulia/" target="_blank" rel="noopener">Pordenone</a>se, dove il Friuli-Venezia Giulia entra ufficialmente nel viaggio.</p>
<p>Fino a <strong>Caneva</strong> la guida resta abbastanza tranquilla, utile per scaldare motore e testa. È qui, però, che l’<strong>itinerario in moto</strong> cambia carattere: la pianura si interrompe, compaiono le prime salite decise e soprattutto iniziano le curve ravvicinate che annunciano il Cansiglio. Personalmente trovo questo tratto perfetto per prendere il ritmo: niente tornanti estremi, ma una sequenza di pieghe che invita a guidare pulito, senza fretta, mentre il bosco chiude progressivamente la visuale sulle spalle della <strong>pianura trevigiana</strong>.</p>
<h2>Salita al Passo della Crosetta e ingresso nella Foresta del Cansiglio</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Da Caneva la strada si fa subito più impegnativa e affascinante. La <strong>salita verso il Passo della Crosetta</strong>, poco oltre i 1.100 metri di quota, corre in gran parte immersa nel bosco, con curve da leggere una per una. Non è un grande passo dolomitico, ma un <strong>valico di prealpi</strong> dove l’altitudine si conquista tra <strong>faggi e abeti</strong>, seguendo fedelmente la morfologia del versante. In sella la sensazione è di entrare in un corridoio verde, spesso in ombra.</p>
<p>Proprio per questo, qui tengo sempre un’andatura prudente: l’asfalto può restare umido, soprattutto dopo la pioggia, e non è raro trovare foglie, ghiaia o piccoli detriti in traiettoria. Una volta superato il passo, la strada si apre sulla <strong>Foresta del Cansiglio</strong>, uno dei grandi polmoni verdi tra Veneto e Friuli. L’ambiente cambia ancora, con l’<strong>altopiano</strong> che regala prati, radure e temperature spesso più fresche della pianura. In autunno, tra settembre e ottobre, i colori del foliage rendono questo tratto uno dei più scenografici dell’intero anello, ma richiedono un occhio in più al fondo stradale.</p>
<h2>Dal Cansiglio all’Alpago e a Vittorio Veneto: scenari che cambiano in pochi chilometri</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Attraversato il cuore del Cansiglio, il tracciato punta verso <strong>Spert</strong> e scende in direzione dell’<strong>Alpago</strong>. È uno dei passaggi che preferisco, perché senti la strada allargarsi, la foresta arretrare e lo sguardo finalmente aprirsi sulle montagne bellunesi. L’Alpago è una grande conca ai margini delle Dolomiti, fatta di prati, boschi e piccoli paesi appoggiati ai versanti. L’itinerario in moto raggiunge <strong>Farra d’Alpago</strong>, oggi nel comune di Alpago, dove vale la pena programmare una sosta per un caffè o uno spuntino, magari con qualche prodotto locale.</p>
<p>Da qui il giro si innesta sulla <strong>SS51</strong>, asse principale che collega il Bellunese a <strong>Vittorio Veneto</strong>. La guida diventa più scorrevole ma anche più trafficata: è il tratto meno “intimo” del percorso, quello in cui conviene ricordarsi che la strada è condivisa con auto e mezzi pesanti. Arrivati nell’area di Vittorio Veneto, la tentazione è spesso quella di togliere il casco e fare due passi nel centro storico di <strong>Serravalle</strong>, con le sue piazze e i palazzi che riportano alla memoria gli eventi della <strong>Prima guerra mondiale</strong>. Poi si rientra verso Conegliano, chiudendo un anello di circa 88,6 chilometri che sembra molto più lungo di quanto indichi il contachilometri.</p>
<h2>Quando affrontare il giro e consigli pratici per la moto</h2>
<p>Il periodo migliore per questo <strong>itinerario al Passo della Crosetta</strong> va, in genere, dalla <strong>tarda primavera</strong> all’<strong>inizio dell’autunno</strong>. In estate il contrasto tra la <strong>pianura trevigiana</strong> e il fresco del Cansiglio è piacevole, mentre tra settembre e ottobre il bosco si accende di colori, a patto di scegliere le ore centrali della giornata per evitare freddo e umidità eccessivi. Tra tardo autunno e inizio primavera, invece, conviene controllare con attenzione meteo, eventuali nevicate, ghiaccio o lavori lungo il tracciato.</p>
<p>Prima di partire programmo sempre <strong>rifornimento</strong> e soste, perché nei tratti montani non è garantita una presenza continua di distributori, bar e ristoranti, soprattutto fuori stagione. Sul piano della guida, le attenzioni principali riguardano <strong>fondo bagnato</strong>, foglie, eventuali animali selvatici in attraversamento e visibilità nelle curve cieche, frequenti nella zona boschiva. Nonostante il chilometraggio contenuto e il <strong>tempo teorico di 1 ora e 44 minuti</strong>, consiglio di dedicare al giro almeno tre ore abbondanti: il valore di questo anello non sta solo nelle curve, ma anche nel prendersi il tempo di ascoltare il silenzio del Cansiglio e osservare come il paesaggio cambi, quasi senza accorgersene, da una provincia all’altra.</p>
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		<title>Il Vestito più bello delle Alpi di marmo: tra cave e panorami mozzafiato, è una delle più belle strade della Toscana</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/passo-del-vestito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Toscana in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro amore per i passi di montagna, di tutte le altezze e di tutte le pendenze, non è certo un mistero! E, ancora una volta, non vogliamo smentirci, proponendovi un itinerario lungo le curve del Passo del Vestito, valico posto a quota 1151 m s.l.m. nelle Alpi Apuane. Lo scenario è quindi quello della Toscana settentrionale e, più precisamente, delle province di Massa e Lucca. Se i panorami e la guida divertente che solo curve e tornanti di montagna sanno offrire sono tutto quello che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;è di meglio, per i bikers desiderosi di avventure indimenticabili, dei passi di montagna caratterizzati da altezze e pendenze vertiginose? Ebbene, l&#8217;itinerario proposto oggi rientra nella categoria delle esperienze adrenaliniche da fare almeno una volta nella vita! Situato a 1.151 metri s.l.m. nel cuore delle <strong>Alpi Apuane</strong>, il <strong>Passo del Vestito </strong>regala fiabeschi scorci sui territori delle province di Massa e Lucca. Pronti per una nuova avventura con TrueRiders?</p>
<h2>Passo del Vestito in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<p>Il percorso, piuttosto stretto, non presenta gradienti eccessivamente impegnativi ma, tra <b>tornanti ariosi e gallerie</b> (attenzione, a volte poco illuminate!), vi accompagnerà non senza emozioni da <b>Massa</b> a <b>Castelnuovo di Garfagnana</b>, lungo il parco naturale regionale delle Alpi Apuane.</p>
<h3>Mappa</h3>
<p><p data-whip-id="ounreoa0" data-whip-type="route"></p></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Punto di partenza del nostro viaggio è <b>Massa</b>. Utile seguire, per essere certi di lasciarsi alle spalle il grosso centro abitato e imboccare la direzione giusta, le indicazioni per <b>Pariana</b> e <b>Antona</b>. Una volta raggiunta la strada che vi condurrà al valico, non potrete certo sbagliarvi perché saranno i tornanti a guidarvi nella salita del versante massese e, quindi, lungo il versante lucchese, dove il percorso è costeggiato dal torrente Tùrrite Secca, da cui nasce il bacino artificiale di <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/unisola-che-emerge-dalle-montagne-della-garfagnana-non-ce-il-mare-eppure-le-acque-del-lago-sono-limpidissime/"><b>Isola Santa</b></a>. E proprio a Isola Santa, uno dei luoghi più particolari e suggestivi di tutta la Garfagnana, una sosta è d’obbligo: i colori del piccolo lago e il fascino d’altri tempi dell’antico borgo sapranno conquistare il cuore e gli occhi anche del motociclista più rude.</p>
<p>L’arrivo a Castelnuovo segna, dunque, il definitivo sbarco in <b>Garfagnana</b>, già protagonista di alcuni dei nostri viaggi e itinerari più belli. I chilometri percorsi sinora, circa 40 per poco di un’ora netta in sella, lasciano un ampio margine per proseguire ulteriormente il mototour, ad esempio alla scoperta di una delle più note aree della Toscana. Per chi però, in corrispondenza di Arni e del suo “bivio”, abbia sofferto all’idea di dover scegliere solo una delle direzioni disponibili, c’è una valida alternativa: tornare verso la costa, inizialmente ripercorrendo i propri “passi” e quindi optando per <b>il Cipollaio</b> e la <b>SP9</b>. E, perché no, concedendosi nel mezzo anche una visita alla patinatissima <strong>Forte dei Marmi</strong>.</p>
<h2>Mare e monti: dal Passo del Vestito alle spiagge della Versilia</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Famoso per le celebri cave di marmo bianco, ben visibili anche dal passo del Vestito, il <a href="https://www.parcapuane.toscana.it/"><strong>Parco regionale delle Alpi Apuane</strong></a> è celebre nell&#8217;Alta Toscana per la grande varietà di ambienti montuosi e collinari compresi al suo interno. Il parco, inoltre, rientra dal 2012 nella rete dei <strong>Geoparchi UNESCO</strong>. Al suo interno ci sono spettacoli naturalistici di grande impatto scenico, tra cui il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/immerso-tra-i-fitti-boschi-degli-appennini-e-infestato-dai-fantasmi-in-toscana-ce-il-lago-piu-spaventoso-ditalia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>lago di Vagli</strong></a>, oltre alla celebre <strong>Grotta del Vento</strong>, uno spazio sotterraneo che si estende per oltre 4.500 metri in lunghezza e fino a 120 metri di profondità, con una temperatura stabile intorno agli 11 °C e forti venti, che le danno il nome.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Ma questo è anche un itinerario di mare, che si spinge a pochi chilometri da <strong>Forte dei Marmi</strong>. In assoluto la località simbolo della Versilia, divenne una meta turistica già nell&#8217;Ottocento, ma negli ultimi anni ha cambiato la sua accoglienza da popolare a lussuosa. Ha quasi 100 anni la sua rinomata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Capannina_(locale)" target="_blank" rel="noopener"><strong>Capannina di Franceschi</strong></a>, un locale aperto nel 1929 da Achille Franceschi e che può vantare di essere il locale con sala da ballo più antico al mondo ancora in attività.</p>
<p class="">Il borgo fortificato di <strong>Castiglione di</strong> <strong>Garfagnana</strong>, invece, mostra intatta la sua possenza millenaria, una fortezza vocata alla difesa da quando qui venne istituito un <em>castrum</em> romano. Meritano una visita le due chiese principali risalenti all’anno 1000. Se, invece, desiderate una vista panoramica sulla valle, andate al <strong>Torrione della Brunella</strong>.</p>
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		<title>5 Croci per un Passo nel cuore verde del Lagorai: un viaggio indimenticabile in Trentino</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/5-croci-per-un-passo-nel-cuore-verde-del-lagorai-un-viaggio-indimenticabile-in-trentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passo 5 Croci è un noto valico alpino che si trova in Trentino-Alto Adige, più precisamente tra la Cima d'Asta e la Cima Lagorai, ad un'altitudine media di oltre 2.000 metri al di sopra del livello del mare (il suo punto più alto, Cima Cece, raggiunge la bellezza di oltre 2.750 metri di altezza). Raggiungere in moto questa destinazione è quello che proveremo a fare in questo itinerario, partendo da più a sud, precisamente da Grigno. Abbastanza impegnativo, ma anche molto spettacolare ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/5-croci-per-un-passo-nel-cuore-verde-del-lagorai-un-viaggio-indimenticabile-in-trentino/">5 Croci per un Passo nel cuore verde del Lagorai: un viaggio indimenticabile in Trentino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo 5 Croci</strong> è un noto valico alpino che si trova in <strong>Trentino-Alto Adige</strong>, più precisamente <strong>tra la Cima d&#8217;Asta e la Cima Lagorai</strong>, ad un&#8217;altitudine media di <strong>oltre 2.000 metri</strong> al di sopra del livello del mare (il suo punto più alto, Cima Cece, raggiunge la bellezza di oltre 2.750 metri di altezza). Raggiungere in moto questa destinazione è quello che proveremo a fare in questo itinerario, partendo da più a sud, precisamente da Grigno. Abbastanza impegnativo, ma anche molto spettacolare renderà la vostra visita del Trentino davvero affascinante. Saliamo in sella!</p>
<h2>Passo Cinque Croci in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d177074.2051809196!2d11.406023084088575!3d46.09527367738623!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x4778ec8d9c82bbaf%3A0x43afab3bec40b029!2sGrigno%2C%20TN!3m2!1d46.0150837!2d11.6325633!4m5!1s0x4778ed45ccadae43%3A0xa6682a8b418b25b!2sCastello%20Tesino%2C%20TN!3m2!1d46.064837499999996!2d11.6332212!4m5!1s0x477889c8c561c79f%3A0xe84061ccec40622a!2sPasso%205%20Croci%2C%2038050%20Pieve%20Tesino%20TN!3m2!1d46.175273499999996!2d11.550275599999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1716905110342!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Si parte dalla <strong>Valsugana</strong> puntando dritti <strong>verso</strong> <strong>Grigno</strong>, dove prendere la prima salita tortuosa del nostro itinerario: quella che porta fino a <strong>Castello Tesino</strong>. Una salita impegnativa più per la sua lunghezza che per la sua pendenza, che premia con vedute del castello e della Conca Tesina. Arrivati a questo punto, la via lungo il <strong>Passo Cinque Croci</strong> prosegue con chilometri di cosiddetto <strong>falsopiano</strong> tramite cui raggiungerete la <strong>valle del Vanoi</strong>. Ci si avvicina a visitare l&#8217;ultimo posto abitato del nostro itinerario per chilometri. Località <strong>Refavaie</strong>, tra l&#8217;altro, presenta un noto <strong>rifugio</strong> omonimo, superato il quale dovrete affrontare una nuova strada sterrata in salita.</p>
<p>Un nuovo tratto sufficientemente faticoso, ma godibile grazie alla presenza di un <strong>bosco particolarmente fresco e profumato. </strong>Qui, se si è fortunati, il canto degli uccelli accompagna il percorso. Il <strong>Passo delle Cinque Croci</strong>, superato il bosco, prosegue con un nuovo tratto di apparente altopiano all&#8217;insegna del prato, che taglia letteralmente in due le montagne circostanti. Siamo ora sul <strong>ciglio meridionale del passo</strong> e siamo pronti a puntare in <strong>direzione <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/in-valsugana-ce-la-terrazza-del-kaiser-e-per-arrivarci-dovrai-percorrere-una-strada-tanto-impervia-quanto-meravigliosa/" target="_blank" rel="noopener">Valsugana</a></strong>. Ci troveremo <strong>in discesa</strong> per la prima volta dopo diversi chilometri. Qui è importante <strong>prestare particolare attenzione</strong> alla strada, che si presenta sconnessa e scoscesa.</p>
<p>Le difficoltà appena citate vengono seguite da un tratto decisamente più tranquillo, quello del <strong>Carlettini</strong> e del <strong>Crucolo</strong>. Quest&#8217;ultimo è un punto di <strong>sosta gastronomica</strong> particolarmente apprezzato, soprattutto grazie al suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parampampoli" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parampapoli</strong></a>. Si tratta di una bevanda alcolica servita alla fiamma, perfetta per scaldarsi durante i mesi più freddi.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Passo Cinque Croci</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h3>Cenni storici</h3>
<p>La zona del Passo Cinque Croci fa parte di quei territori che, nel corso della Grande Guerra, furono combattuti tra Impero austroungarico e Regno d&#8217;Italia. Sebbene la <strong>Valsugana </strong>non fosse inizialmente una &#8220;preda&#8221; per gli austriaci, lo divenne con la <em>Strafexpedition</em> del 1916.</p>
<p>Il 15 maggio di quell&#8217;anno, al soldo del capitano Beck, 700 uomini dell&#8217;esercito d&#8217;Oltralpe occuparono la zona, completando l&#8217;opera il 24 dello stesso mese. La riconquista italiana si fece attendere per poco: il 6 luglio le truppe nostrane, sotto una fitta nevicata, riprese Col di San Giovanni.</p>
<h3>Cosa vedere sul Passo Cinque Croci</h3>
<p>Dopo Malga Conseria si trova il <strong>Monumento ai caduti di tutte le Guerre</strong>, a quota 1936 metri. A Cima Lasteati (2.295 metri) si può ammirare il ricovero Tenente Cecchin, segnalato da una lapide commemorativa.</p>
<p>Dal percorso del Cinque Croci è possibile deviare in direzione dei Laghi dei Lasteati, bellissimo scorcio naturale ben sopra i duemila metri. Poco sotto il Lasteati altri due punti di interesse: la croce di pali e filo spinato e il Ricovero tenente Sante Calvi.</p>
<h3>Profilo stradale e topografico</h3>
<p>Un tratto stradale sterrato che è in buona parte <strong>chiuso al traffico automobilistico </strong>da entrambi i versanti e che quindi può essere percorso solo su due ruote o a piedi.</p>
<p>Stiamo parlando di circa <strong>70 chilometri</strong> di pura meraviglia alpina, che possiamo idealmente percorrere da Borgo Valsugana fino a Fiera di Primiero e che vi permetterà di sperimentare cosa voglia dire immergersi nella natura più incontaminata e selvaggia.</p>
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		<title>Asfalto scorrevole e radure alpine: la rotta ideale per piegare sull&#8217;Altopiano di Folgaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 10:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giro del Passo del Sommo è uno di quegli anelli che mi piace tenere “in tasca” per le mezze giornate libere: circa 80 chilometri tra Trento, Folgaria e la Valsugana, abbastanza vari da sembrare un viaggio, abbastanza raccolti da non richiedere lunghe trasferte. Si parte dal fondovalle dell’Adige, tra traffico quotidiano e zone produttive, e in</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/asfalto-scorrevole-e-radure-alpine-la-rotta-ideale-per-piegare-sullaltopiano-di-folgaria/">Asfalto scorrevole e radure alpine: la rotta ideale per piegare sull&#8217;Altopiano di Folgaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giro del <strong>Passo del Sommo</strong> è uno di quegli anelli che mi piace tenere “in tasca” per le mezze giornate libere: circa 80 chilometri tra <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/2-000-metri-di-pieghe-senza-respiro-il-passo-manghen-e-il-re-indiscusso-del-lagorai/" target="_blank" rel="noopener">Trento</a>, Folgaria e la Valsugana, abbastanza vari da sembrare un viaggio, abbastanza raccolti da non richiedere lunghe trasferte.</p>
<p>Si parte dal fondovalle dell’Adige, tra traffico quotidiano e zone produttive, e in meno di un’ora ci si ritrova circondati da boschi di conifere e pascoli dell’<strong>Alpe Cimbra</strong>. La strada non è un giocattolo per pieghe estreme, ma una sequenza regolare di curve, cambi di quota e scorci che alternano vallate, <strong>forti della Grande Guerra</strong> e rive del <strong>Lago di Caldonazzo</strong>.</p>
<p>Proprio questa alternanza, più che la pura guida sportiva, è ciò che mi fa tornare spesso su questo percorso, soprattutto quando cerco un anello completo ma gestibile in mezza giornata.</p>
<h2><strong>Passo del Sommo in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="" width="100%" height="450" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>L’<strong>anello del Passo del Sommo</strong> in moto parte idealmente dalla conca di <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/stretto-solitario-e-tecnico-perche-il-passo-della-borcola-affascina-i-puristi-della-guida/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Trento</strong></a> e disegna un circuito di circa <strong>80 chilometri</strong> e poco meno di due ore di guida teorica. È un percorso pensato per chi vuole cambiare spesso scenario senza affrontare centinaia di chilometri di trasferimento.</p>
<p>Si risale il fondovalle dell’Adige verso sud, toccando la zona di Ravina e Aldeno, prima di puntare a Calliano e lasciare il traffico principale. Da qui la strada comincia a salire verso Folgaria, uno dei centri dell’<strong>Alpe Cimbra</strong>, fino a raggiungere i 1.340 metri circa del <strong>Passo del Sommo</strong>. La discesa successiva conduce sul versante orientale, verso la <strong>Valsugana</strong>, passando da <strong>Calceranica al Lago</strong>, <strong>Pergine Valsugana</strong> e rientrando infine verso <strong>Trento</strong>.</p>
<p>Quello che apprezzo di più è la proporzione del giro: abbastanza lungo per sembrare una piccola fuga alpina, ma così compatto da poter essere inserito in una mattinata o in un pomeriggio estivo, lasciando spazio a soste panoramiche e piccole deviazioni.</p>
<h2>Boschi, altopiano e lago: tre paesaggi in meno di cento chilometri</h2>
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<p>Dal punto di vista paesaggistico, questo anello è sorprendente rispetto alla sua lunghezza. Si parte con gli scenari più urbanizzati del <strong>fondovalle dell’Adige</strong>, tra vigneti, aree produttive e scorci sulla <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/in-moto-verso-trento-il-borgo-di-lavis-e-uno-dei-piu-belli-e-particolari-della-regione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Vallagarina</strong></a>, poi la strada si impenna e inizia a prendere il ritmo della montagna. Salendo verso <strong>Folgaria</strong>, i pendii si chiudono, compaiono boschi fitti e ampi prati di quota, con aperture improvvise sulla valle.</p>
<p>Intorno al <strong>Passo del Sommo</strong> il paesaggio è fatto di <strong>conifere</strong>, radure e pascoli, un ambiente morbido e verde, molto diverso dai grandi passi rocciosi delle <strong>Dolomiti</strong>. Nelle giornate limpide, fermandosi in qualche piazzola, capita spesso di spegnere il motore solo per ascoltare il rumore del vento tra gli alberi e il suono lontano delle campane delle malghe.</p>
<p>La discesa verso la <strong>Valsugana</strong> cambia ancora scenario: il bosco lascia spazio a paesaggi più aperti, fino a quando, arrivando a Calceranica al Lago, la superficie del <strong>Lago di Caldonazzo</strong> occupa la scena, con rive frequentate e un’atmosfera quasi balneare nelle giornate estive.</p>
<h2>Fortezze di confine e memoria lungo le curve dell’Alpe Cimbra</h2>
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<p>Guidando in moto tra <strong>Folgaria</strong> e il Passo del Sommo è facile dimenticare che queste strade, oggi turistiche, sono nate con una funzione militare. Fino alla <strong>Prima guerra mondiale</strong> qui correva il confine dell’<strong>Impero austro-ungarico</strong> e l’altopiano venne trasformato in una cintura difensiva di fortezze e batterie.</p>
<p>Nell’area spiccano le opere del sistema austro-ungarico, tra cui <strong>Forte Sommo Alto</strong>, poco distante dal passo, raggiungibile a piedi con una breve escursione. Ogni volta che parcheggio la moto nei pressi dei sentieri che portano ai forti, ho la sensazione di sovrapporre due tempi diversi: quello delle trincee e quello del turismo lento fatto di <strong>trekking</strong>, e-bike e giri in moto.</p>
<p>Oggi l’<strong>Alpe Cimbra</strong> è un territorio vivo, con <strong>Folgaria</strong>, <strong>Lavarone</strong> e <strong>Luserna</strong> che offrono strutture ricettive, piste da sci in inverno e una fitta rete di sentieri in estate. Lungo il percorso non mancano piccoli borghi e masi dove fermarsi per una sosta, aggiungendo al giro su due ruote una parentesi di storia, cultura e cucina locale trentina.</p>
<h2>Consigli pratici per affrontare il Passo del Sommo in moto</h2>
<p>Dal punto di vista motociclistico, considero questo anello ideale in <strong>tarda primavera</strong>, estate e inizio autunno. I 1.340 metri del <strong>Passo del Sommo</strong> garantiscono temperature più fresche rispetto a <strong>Trento</strong>, ma significano anche possibili nebbie, piogge improvvise e asfalto umido nei tratti in ombra, soprattutto al mattino presto e nelle mezze stagioni.</p>
<p>La strada alterna tratti scorrevoli a <strong>curve più strette</strong> e attraversamenti di piccoli centri abitati. Non è un circuito e non va trattata come tale: nel fine settimana sono frequenti <strong>ciclisti</strong>, auto locali e accessi laterali che obbligano a mantenere una guida pulita. Dopo temporali o in autunno non è raro trovare foglie, ghiaia o rami in carreggiata, motivo per cui consiglio di non fidarsi ciecamente delle traiettorie.</p>
<p>Personalmente preferisco partire presto da <strong>Trento</strong>, così da godermi la salita verso <strong>Folgaria</strong> con poco traffico, fermarmi al passo per una breve pausa e poi scendere verso il <strong>Lago di Caldonazzo</strong> con calma, lasciando che sia il paesaggio – più che il tachimetro – a dettare il ritmo della giornata.</p>
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		<title>Stretto, tecnico e quasi dimenticato: il valico bresciano dedicato a chi cerca l&#8217;avventura pura</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/stretto-tecnico-e-quasi-dimenticato-il-valico-bresciano-dedicato-a-chi-cerca-lavventura-pura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 10:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passo della Spina è il fulcro di un anello di circa 134 chilometri che da Brescia risale la Val Trompia, attraversa le Prealpi bresciane e rientra dalla Valsabbia verso la pianura. È un itinerario che ho imparato ad apprezzare per la sua progressione naturale: pochi minuti dopo aver lasciato la città, le fabbriche lasciano spazio ai versanti boscosi e</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/stretto-tecnico-e-quasi-dimenticato-il-valico-bresciano-dedicato-a-chi-cerca-lavventura-pura/">Stretto, tecnico e quasi dimenticato: il valico bresciano dedicato a chi cerca l&#8217;avventura pura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo della Spina</strong> è il fulcro di un <strong>anello di circa 134 chilometri</strong> che da <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/la-strada-piu-formaggiosa-ditalia-si-trova-vicino-brescia-ed-e-un-inno-alla-natura-e-alla-buona-tavola/" target="_blank" rel="noopener">Brescia</a> risale la <strong>Val Trompia</strong>, attraversa le Prealpi bresciane e rientra dalla Valsabbia verso la pianura. È un itinerario che ho imparato ad apprezzare per la sua progressione naturale: pochi minuti dopo aver lasciato la città, le fabbriche lasciano spazio ai versanti boscosi e alle curve strette tipiche delle <strong>strade secondarie di montagna</strong>.</p>
<p>Non è un percorso pensato per “fare il tempo”, ma per chi ama guidare tra vallate appartate, piccoli centri e passi poco celebrati. Proprio il <strong>Passo della Spina</strong>, con la sua carreggiata contenuta e le curve cieche, chiede attenzione e rispetto più che acceleratore.</p>
<p>Alla fine della giornata, quei 134 chilometri sembrano molti di più, dilatati da soste, cambi di ritmo e dalla sensazione di aver attraversato un pezzo autentico di <strong>entroterra bresciano</strong>.</p>
<h2><strong>Passo della Spina in moto. l&#8217;Itinerario</strong></h2>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="" width="100%" height="450" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Partire da Brescia per questo <strong>anello</strong> significa lasciare alle spalle una città vivace e produttiva per entrare, quasi senza accorgersene, nell’atmosfera più raccolta della <strong>Val Trompia</strong>. I primi chilometri scorrono tra centri abitati, incroci e tratti a scorrimento relativamente veloce: è la parte meno affascinante dal punto di vista paesaggistico, ma utile per prendere confidenza con il ritmo del giro.</p>
<p>Man mano che ci si avvicina a Gardone <strong>Val Trompia</strong>, la valle comincia a stringersi e la strada segue con più decisione il <strong>corso del Mella</strong>. Notai subito il cambio di scenario: i capannoni industriali lasciano gradualmente spazio a versanti più ripidi, curve più frequenti e paesi che sembrano appoggiati al fianco della montagna. Per chi viaggia in moto, qui si passa dalla semplice “uscita cittadina” a un vero <strong>itinerario di montagna</strong>, con la sensazione di essersi lasciati davvero la pianura alle spalle.</p>
<h2>Verso il Passo della Spina: boschi fitti e strada tecnica</h2>
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<p>Superati i centri maggiori della valle, la rete stradale si fa più articolata e i cartelli per il <strong>Passo della Spina</strong> accompagnano verso le Prealpi interne. È qui che il percorso inizia a mostrare il suo carattere più autentico: la carreggiata si restringe, le curve diventano serrate e il <strong>bosco</strong> chiude l’orizzonte. Quando ci sono passato la prima volta, mi ha colpito il silenzio: poche auto, qualche ciclista, il rumore del motore che rimbalza tra gli alberi.</p>
<p>Definire “tecnica” questa strada ha senso se si pensa alla concentrazione richiesta, non alla velocità. Ogni curva cieca invita a restare dentro la propria corsia, pronto a incontrare un’auto in contromano, un trattore o un gruppo di ciclisti. In alcuni tratti l’asfalto alterna porzioni lisce ad altre più rovinate, soprattutto dopo piogge intense: foglie, rami e piccole colate di ghiaia obbligano a scegliere traiettorie pulite. È un passo che dà soddisfazione a chi ama le <strong>strade secondarie</strong> e non sente il bisogno di oltre duemila metri di quota per trovare una guida impegnativa.</p>
<h2>Valsabbia, Vestone e l’entroterra tra montagna e Garda</h2>
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<p>Oltre il settore del Passo della Spina, la strada cambia carattere e scende verso la <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/sembra-di-essere-nella-loira-ma-sei-a-brescia-questo-castello-sullacqua-e-perfetto-per-una-gita-fuori-porta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Valsabbia</strong></a>, seguendo l’asse del <strong>fiume Chiese</strong>. L’arrivo a <strong>Vestone</strong> segna quasi una nuova partenza: dopo i tratti più chiusi del bosco, il paesaggio si apre leggermente e i paesi tornano a punteggiare il fondovalle. In moto si avverte subito il passaggio da un collegamento montano secondario a un itinerario di valle più frequentato, con qualche veicolo in più e velocità medie più alte.</p>
<p>Proseguendo verso sud compaiono <strong>Vobarno</strong> e, poco più spostata verso est, Salò sul <strong>Lago di Garda</strong>. Personalmente trovo interessante resistere alla tentazione della classica deviazione sul lungolago: seguire l’anello verso Gavardo e poi rientrare a Brescia permette di mantenere il baricentro nell’<strong>entroterra bresciano</strong>, evitando il traffico spesso intenso della costa gardesana. La sensazione, lungo questo tratto finale, è di chiudere un cerchio: dalle curve immerse nel verde si ritorna progressivamente a rotatorie, zone commerciali e alla dimensione urbana di partenza.</p>
<h2>Consigli pratici per affrontare l’anello in moto in sicurezza</h2>
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<p>Il navigatore parla di circa <strong>134 chilometri</strong> e poco più di tre ore di guida, ma su percorsi come questo il cronometro è un riferimento molto relativo. Io consiglio sempre di considerare l’intera uscita come un <strong>giro di giornata</strong>: soste per le foto, brevi pause nei paesi, possibili lavori stradali o piccoli rallentamenti sui tratti più stretti rendono naturale allungare i tempi senza fretta.</p>
<p><strong>primavera avanzata</strong>, estate e inizio autunno sono, in genere, i periodi migliori per affrontare il <strong>Passo della Spina in moto</strong>. Meglio evitare giornate di pioggia o subito successive a <strong>temporali intensi</strong>, quando l’umidità resta intrappolata nel bosco e l’asfalto può essere sporco di foglie e detriti. Prima di partire è sensato controllare viabilità e cantieri, oltre allo stato delle gomme e dei freni: la strada chiede precisione, più che potenza. Il rifornimento è facilitato dai vari centri attraversati, ma partire con il <strong>serbatoio ben pieno</strong> aiuta a vivere l’anello con maggiore libertà, lasciando spazio all’improvvisazione e agli eventuali fuori programma verso il Garda.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/stretto-tecnico-e-quasi-dimenticato-il-valico-bresciano-dedicato-a-chi-cerca-lavventura-pura/">Stretto, tecnico e quasi dimenticato: il valico bresciano dedicato a chi cerca l&#8217;avventura pura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Separa le Alpi Marittime dalle Alpi Liguri, un valico alpino a quasi 2000 metri di altitudine</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/separa-le-alpi-marittime-dalle-alpi-liguri-un-valico-alpino-a-quasi-2000-metri-di-altitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Colle di Tenda è uno dei passi alpini meno elevati tra Francia e Italia. Per questo motivo, è sempre stato, fin dai tempi antichi, un importante nodo di comunicazione tra i due paesi, lungo la cosiddetta via del Sale, uno dei tratti più belli e suggestivi da percorrere in moto. Si tratta di un</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/separa-le-alpi-marittime-dalle-alpi-liguri-un-valico-alpino-a-quasi-2000-metri-di-altitudine/">Separa le Alpi Marittime dalle Alpi Liguri, un valico alpino a quasi 2000 metri di altitudine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Colle di Tenda</strong> è uno dei passi alpini meno elevati tra Francia e Italia. Per questo motivo, è sempre stato, fin dai tempi antichi, un importante nodo di comunicazione tra i due paesi, lungo la cosiddetta <strong>via del Sale</strong>, uno dei tratti più belli e suggestivi da percorrere in moto. Si tratta di un percorso storico che permetteva il collegamento con il mare, dove arrivavano le merci e, appunto, il sale, il prezioso minerale che veniva trasportato a dorso di mulo attraverso i monti. Ci troviamo in provincia di <strong>Cuneo</strong>, in un punto d’incontro di tradizioni, turismo e cultura, che grazie a un itinerario in moto può essere scoperto in tutta la sua bellezza. Partiamo per questa nuova avventura?</p>
<h2><strong>Colle di Tenda in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d91638.50361201355!2d7.571145694587125!3d44.130742929520956!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e1!4m5!1s0x12cd7719e12d9191%3A0x44dded38718ca3bf!2sLimone%20Piemonte%2C%20CN!3m2!1d44.2018084!2d7.5767373!4m5!1s0x12cd80d94d7f4d5b%3A0xed5eaf7cd614952c!2s18010%20Monesi%20di%20Triora%20IM!3m2!1d44.0750435!2d7.7460838999999995!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1713366346282!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3><strong>Percorso</strong></h3>
<p>L’itinerario proposto in moto che tocca le vette del <strong>Colle di Tenda</strong>, passa per la <strong>Via del Sale </strong>più famosa, quella che unisce <strong>Limone </strong>a<strong> Monesi di Triora</strong>, percorribile pagando un <a href="https://www.altaviadelsale.com/ita/termini-e-condizioni#:~:text=La%20tariffa%20di%20ogni%20ingresso,prescelto%20in%20fase%20di%20acquisto.">pedaggio di circa 20 euro</a>, una cifra che garantisce la conservazione del sentiero e la tutela del territorio. Il percorso da seguire è ad anello fino ad arrivare in territorio francese, a <strong>Bosco delle Navette</strong>.</p>
<p>Dal punto di partenza, Limone Piemonte, si sale a Colle di Tenda tramite la <em>SP20</em>, da dove imboccare il tunnel che, poi, diventa la <em>statale francese D62204</em>. Dalla vetta si riscende per proseguire su un percorso ad anello sulla SP20 prima e la SP259 dopo. Lungo il tragitto, è possibile fare una deviazione verso<strong> Cuneo</strong>, per visitare la Cattedrale e il Palazzo della Torre. Si prosegue verso la Francia passando per<strong> Bagnasco</strong>, con il suo caratteristico centro storico e le diverse chiese antiche, nonché le innumerevoli bellezze naturalistiche.</p>
<p>Da qui si parte alla volta di <strong>Monesi di Triora</strong>, in<strong> Liguria</strong>, un paese pittoresco inserito tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em>, con le viuzze, i cortili segreti e i monumenti di grande valore, come la chiesa di San Bernardino del XV secolo. Non resta che passare il confine per arrivare in Francia e raggiungere la destinazione finale: <strong>Bosco delle Navette</strong>.</p>
<h2><strong>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Colle di Tenda</strong></h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Con i suoi <strong>1.871 metri</strong> <strong>d’altezza</strong>, Colle di Tenda separa le <strong>Alpi Liguri</strong> dalle <strong>Alpi Marittime</strong>. Il traforo stradale del Colle, 3.182 metri di galleria, venne ultimato nel 1882, mentre nel 1898 fu completato il traforo ferroviario, molto più lungo. Raggiungere oggi la vetta del Colle di Tenda è sicuramente <strong>più facile dal versante italiano che non da quello francese</strong>, infatti la strada che porta a Limonetto è asfaltata interamente, a partire dall’ultimo chalet prima della frontiera. L’altro versante che porta a Vievola è, invece, caratterizzato da una strada più ripida, ridotta a una mulattiera che copre un dislivello di 800 metri, con 48 tornanti percorribili fuoristrada.</p>
<h3><strong>Colle di Tenda: informazioni utili e ristoranti dove fermarsi</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Cosa rende una gita in moto davvero completa? L’adrenalina e il panorama mozzafiato svolgono certamente un ruolo essenziale, ma anche una buona pausa pranzo non è da sottovalutare. Tra i ristoranti, consigliamo lo <em><a href="http://www.chaletlemarmotte.com/"><strong>Chalet Le Marmotte</strong></a></em>, nel cuore di Colle di Tenda, che propone cucina tradizionale e ha un&#8217;ampia scelta anche di piatti vegetariani e senza glutine.</p>
<p>Allontanandoci un po&#8217;, <a href="https://www.macmiche.it/"><em><strong>Mac Miche</strong></em></a>, a Limone Piemonte, sorge a circa cinque chilometri di distanza dal Colle di Tenda. Il menù sa accontentare tutti e contempla piatti italiani, europei (più genericamente mediterranei), ma anche vegetariani e senza glutine. Il ristorante è tappa fissa per moltissimi appassionati trekkers e bikers.</p>
<p>Voglia di osteria? Allora l’<a href="https://www.osteriailbagatto.it/"><em><strong>Osteria Il Bagatto</strong></em></a> è il locale che fa per voi. Arredi tradizionali creano un’atmosfera accogliente e tipicamente di montagna; una cucina tradizionale italiana che, però, strizza l’occhio a qualche rivisitazione sarà pronta a deliziare le vostre papille gustative e verrete accolti da un personale cordiale.</p>
<p>Scopri la<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/alpi-italo-francesi/"> bellezza delle Alpi Italo Francesi</a>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/separa-le-alpi-marittime-dalle-alpi-liguri-un-valico-alpino-a-quasi-2000-metri-di-altitudine/">Separa le Alpi Marittime dalle Alpi Liguri, un valico alpino a quasi 2000 metri di altitudine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>L’incredibile strada panoramica del Piemonte è una strada di appena 26 chilometri che risale agli anni ’30</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/lincredibile-strada-panoramica-del-piemonte-e-una-strada-di-appena-26-chilometri-che-risale-agli-anni-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=74673</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi vi proponiamo uno dei percorsi più belli del Piemonte, che offre una vista stupenda sulle Alpi biellesi e permette di scoprire la bellezza naturalistica dell’Oasi Zegna. Se non avete ancora intrapreso la Panoramica Zegna in moto, vi consigliamo di programmarla appena possibile. Ecco l’itinerario con tutti i dettagli, bisogna solo accendere il motore e partire!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Oggi vi proponiamo uno dei percorsi più belli del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/ai-piedi-del-gran-paradiso-si-apre-una-vallata-di-meraviglia-dove-scoprire-alcuni-degli-angoli-piu-belli-del-piemonte/">Piemonte</a>, che offre una vista stupenda sulle <strong>Alpi biellesi</strong> e permette di scoprire la bellezza naturalistica dell’<strong>Oasi Zegna</strong>. Se non avete ancora intrapreso la <strong>Panoramica Zegna in moto</strong>, vi consigliamo di programmarla appena possibile. Ecco l’itinerario con tutti i dettagli, bisogna solo accendere il motore e partire!</p>
<h2 id="h-panoramica-zegna-in-moto-l-itinerario" class="">Panoramica Zegna in moto. L’itinerario</h2>
<p>La <strong>Panoramica Zegna</strong> inizia a <strong>Villanova Biellese</strong> e termina a <strong>Bocchetto di Sessera</strong> (SP232). Anche il breve tratto successivo verso la <strong>Valle Cervo</strong> (SP115), tuttavia, assume il nome di Panoramica Zegna.  L’itinerario di TrueRiders è ad anello: consente di percorrere l’intera tratta, facendo ritorno al punto di partenza (passando per Biella). Arrivare a Villanova Biellese è semplice, perché si trova in corrispondenza dell’<strong>uscita autostradale di Carisio</strong>, sull’autostrada A4 Torino-Milano.</p>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d178733.81064651784!2d7.957211427116157!3d45.576153644271145!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47863ac3d958b195%3A0xb6bd0c378bad5e9a!2sVillanova%20Biellese%2C%20BI!3m2!1d45.4819673!2d8.192793!4m5!1s0x47861e36e5160057%3A0xc1cfd83a63cbf107!2sBocchetto%20di%20Sessera%2C%20Tavigliano%2C%20BI!3m2!1d45.664167!2d8.062778!4m5!1s0x4788a16cdb3ccd5f%3A0x642571df2f0e2406!2s13815%20Rosazza%20BI!3m2!1d45.6754095!2d7.975665599999999!4m5!1s0x47863ac3d958b195%3A0xb6bd0c378bad5e9a!2sVillanova%20Biellese%2C%20BI!3m2!1d45.4819673!2d8.192793!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1632401077261!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3 id="h-percorso-panoramica-zegna" class="">Percorso</h3>
<p class="">Da<strong> Villanova Biellese</strong> prendete la SP230 in direzione dell’autostrada e, alla rotonda, la seconda uscita; da qui inizia la Panoramica Zegna. In alternativa, se arrivate dall’uscita autostradale di Carisio, prendete la prima uscita in direzione Cossato e continuate sulla <strong>SP232</strong>, attraverso Mottalciata, Castellengo, Cossato, Quargnasco, Bertola.</p>
<p class="">Dopo aver attraversato il corso del torrente Strona, presso <strong>Bertola</strong>, la strada inizia a salire e ad attorcigliarsi tra <strong>curve e tornanti</strong>. A <strong>Trivero</strong> troverete punti panoramici, aree picnic e, soprattutto, l’ingresso principale dell’<strong>Oasi Zegna</strong>, che è un territorio assolutamente da esplorare. Continuando sulla Panoramica Zegna, il punto di maggior altitudine che troverete è <strong>Bielmonte</strong>, a 1.500 metri. Poco dopo arriverete a <strong>Bocchetto di Sessera</strong> (1.373 metri), dove la strada cambia denominazione da SP232 a SP115. Una volta giunti a <strong>Rosazza</strong>, la strada panoramica sull’Oasi è completata e, per tornare al punto di partenza, dovrete girare a sinistra sulla SS100 in direzione Biella, costeggiando il torrente Cervo. Attraversata la città, il percorso continua sulla SP230 fino a <strong>Villanova Biellese</strong>, per concludere il giro ad anello.</p>
<h2 id="h-tutto-ci-che-devi-sapere-sulla-panoramica-zegna" class="">Tutto ciò che bisogna sapere sulla Panoramica Zegna</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">La Panoramica Zegna è una strada di 26 chilometri, nella <strong>provincia di Biella</strong> (Piemonte), inaugurata il 10 dicembre 1938. Nata come strada statale gestita dall’ANAS, nel tempo è stata riclassificata come <em>Strada Regionale</em> fino a diventare <em><strong>Strada Provinciale SP232</strong></em>.  La sua realizzazione si deve al sostegno economico di <strong>Ermenegildo Zegna</strong>, imprenditore biellese del tessile e della moda, attivo nel settore dell&#8217;abbigliamento di lusso maschile. L’azienda Ermenegildo Zegna è oggi nota e apprezzata a livello internazionale, continua a essere guidata dalla famiglia e contribuisce alla diffusione nel mondo dell’eccellenza tessile biellese.</p>
<p class="">L’intento del visionario imprenditore era di <strong>collegare i territori del biellese</strong>, instaurando un rapporto positivo con la comunità. Con lo stesso obiettivo, ha avviato uno straordinario piano di riqualificazione ambientale del territorio: l’<a href="https://www.oasizegna.com/it/"><strong><em>Oasi Zegna</em></strong></a>. Negli anni Trenta, infatti, Ermenegildo Zegna ha realizzato una monumentale opera di rimboschimento, per un totale di 100 chilometri quadrati, che si estende dalle pendici delle montagne attorno al lanificio di Trivero fino a Valle Cervo, sulle Alpi biellesi. Nel 1993 su questo territorio fu istituito il parco naturale<em> Oasi Zegna</em>, ad accesso libero e gratuito, che offre ai visitatori e alle famiglie la possibilità di vivere un’esperienza totalmente immersa nella natura, con escursioni, pernottamenti, attività organizzate e gite in bici.  La strada Panoramica Zegna costeggia l’Oasi e tocca i punti di partenza di molti <strong>sentieri naturalistici</strong>; se avete un intero weekend a disposizione, il trekking è un’ottima idea per vivere appieno questo paradiso naturale in Piemonte.</p>
<h3 id="h-cosa-vedere-e-cosa-fare-a-zegna" class="">Cosa vedere lungo il sentiero</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Durante questo itinerario in moto, si incontrano diversi comuni e frazioni e, soprattutto nei mesi meno caldi, si può assistere a un rapido cambio di condizioni ambientali e di panorami, dal verde del fondovalle fino al bianco dei monti innevati. Sulla Panoramica Zegna consigliamo di fermarvi presso uno dei tanti <strong>belvedere e punti panoramici</strong> per scattare qualche foto e conservare le immagini di questi luoghi. In particolare, suggeriamo di fare una gita in seggiovia al <strong><a href="http://www.montemarca.it/"><em>Rifugio Monte Marca</em></a> di Bielmonte</strong>, con un elettrizzante ritorno in discesa in bob, e di percorrere i <strong>sentieri da trekking in Alta Valsessera</strong>. Tra essi, segnaliamo la <strong>salita alla Rocca d’Argimonia</strong>, al confine tra Valle Sessera e Valle Strona di Mosso, oppure la <strong>passeggiata del Bosco del Sorriso</strong>, ma l’Oasi Zegna conta ben 26 sentieri naturalistici tra cui scegliere. In inverno, poi, nonostante le possibilità di attività ed escursioni siano più limitate, questa strada vi ricompenserà con scenari imbiancati da favola.</p>
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		<title>Il punto strategico e panoramico delle Alpi Cozie: un passo che supera i 2300 metri di quota</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i motociclisti che hanno voglia di adrenalina e panorami mozzafiato, questo itinerario sulle Alpi Cozie, in Piemonte, è la soluzione ideale. Il percorso punta verso il Colle d&#8217;Esischie, uno dei valichi più alti della zona a 2.370 metri di quota, e mette in comunicazione la Val Grana con il Vallone della Marmora. Può essere un</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per i motociclisti che hanno voglia di adrenalina e panorami mozzafiato, questo itinerario sulle Alpi Cozie, in Piemonte, è la soluzione ideale. Il percorso punta verso il <strong>Colle d&#8217;Esischie</strong>, uno dei valichi più alti della zona a 2.370 metri di quota, e mette in comunicazione la <strong>Val Grana</strong> con il <strong>Vallone della Marmora</strong>. Può essere un ottimo itinerario per una gita domenicale o, per chi ha più tempo a disposizione, un breve soggiorno durante uno degli ultimi weekend estivi.  Partiamo!</p>
<h2>Colle d&#8217;Esischie in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d91178.35941497149!2d7.071303799099178!3d44.42652119967985!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x12cd19511da9a6b5%3A0x405e67d473ca5c0!2sCastelmagno%2C%2012020%20CN%2C%20Italia!3m2!1d44.4087477!2d7.1898025!4m5!1s0x12cd1dda87fd4609%3A0x18aeee69000236c9!2sColle%20d%27Esischie%2C%2012020%20Castelmagno%20CN%2C%20Italia!3m2!1d44.3963629!2d7.1245009999999995!4m5!1s0x12cd1fdf6fb08eab%3A0xcde93004bfd4bdce!2sMarmora%2C%2012020%20CN%2C%20Italia!3m2!1d44.4584757!2d7.0929489!5e0!3m2!1sit!2sus!4v1676645689187!5m2!1sit!2sus" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>L&#8217;itinerario proposto interessa il <strong>Colle d&#8217;Esischie</strong>, il<strong> Colle Fauniera</strong> e il vicino <strong>Colle Valcavera</strong>. Merita una sosta anche il bellissimo <strong>Santuario di San Magno</strong>, costruito tra il 1475 e il 1886 e consacrato nel 1873. Posto a 1.761 metri sul livello del mare nel territorio comunale di Castelmagno,<strong> è tra gli edifici religiosi più alti d&#8217;Europa</strong>. Da qui si prosegue in direzione del <strong>Colle d&#8217;Esischie</strong> che, per ben due volte, è stato scalato nel corso del <em>Giro d&#8217;Italia</em> (nel 1999 e nel 2003, quest&#8217;ultima con Cima Coppi); lungo il sentiero si può ammirare la <strong>sorgente del Torrente Grana</strong>, un affluente del Maira, a sua volta affluente del Po. Si continua, infine, scendendo fino a <strong>Marmora</strong>, con i suoi 1.223 metri sul livello del mare; fa parte della Comunità Montana Valli Grana e Maira.</p>
<h2>Caratteristiche del Colle d&#8217;Esischie e del territorio</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Da un punto di vista paesaggistico e naturalistico, le <strong>Alpi Cozie</strong> hanno un notevole valore, poiché presentano una ricca biodiversità sia floristica sia faunistica e sono caratterizzate da numerosi punti di interesse storico e culturale. Per i Trueriders impavidi, questo itinerario è perfetto per conciliare l&#8217;adrenalina della moto con un’escursione alla scoperta di luoghi rilassanti e adatti alle attività all&#8217;aria aperta. Questo angolo di Piemonte, non troppo lontano da Torino, racchiude anche diverse <strong>aree protette</strong>, con parchi naturali e zone salvaguardate che includono sentieri, borghi ed edifici storici. Per questo motivo, nonostante il percorso sia abbastanza breve, potrebbe essere interessante suddividerlo in due giorni.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Colle d&#8217;Esischie</h2>
<p>Il comune sparso di <strong>Castelmagno</strong>, con le sue 15 frazioni, fa parte della regione dell’<b>Occitania</b>, geograficamente compresa fra Alpi, Pirenei, Atlantico e Mediterraneo. L&#8217;Occitania è una &#8220;<em><strong>n</strong><b>azione proibita</b></em>&#8220;, così definita perché, pur non rappresentando un vero e proprio stato, la popolazione è unita da un punto di vista linguistico, culturale e sociale. Casi analoghi sono rappresentati dai Paesi Baschi, dalla Bretagna e dalla Frisia.</p>
<h3>Partenza da Cuneo</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Per arrivare a Colle d’Esischie e visitare i luoghi d’interesse lungo la via, si può partire da <strong>Cuneo</strong>, percorrendo circa 45 chilometri fino a destinazione. Chi non conosce la città potrebbe approfittarne per fare un breve tour in questo luogo elegante, ancora fortemente legato al Risorgimento. Dopo aver lasciato la moto, si può iniziare con una piacevole passeggiata lungo via Roma, ammirando i palazzi che vi si affacciano.</p>
<p>Si giunge a <strong>Piazza Galimberti</strong>, l’aristocratico punto di ritrovo dei cittadini e dei turisti, dove è d&#8217;obbligo fermarsi per una golosa sosta presso il <a href="https://arionepasticceria.it/"><em><b>Caffè Arione</b></em></a> e gustare i cuneesi al rum, tipico dolce cittadino. Se c’è tempo a disposizione, vale la pena visitare anche la <strong>Cattedrale di Santa Maria del Bosco</strong> e salire sulla <strong>torre civica</strong>. Da qui, si gode di una vista spettacolare della città dall&#8217;alto e, soprattutto, dell&#8217;arco alpino.</p>
<h3>Castelmagno e il Santuario</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Si riprende la moto e ci si dirige verso <strong>Castelmagno</strong>, che si trova proprio sulla cima della Valle Grana. Lo si fa, ovviamente, passando per il <strong>Colle d’Esischie</strong>, lungo una strada panoramica a un&#8217;altezza media di circa 2.000 metri, che attraversa paesaggi davvero incantevoli. La zona di Castelmagno è ricca di storia e luoghi da vedere. Vale la pena fermarsi a conoscere meglio i siti di maggior interesse e, perché no, assaporare le specialità enogastronomiche.</p>
<p>Il nome del paese è legato a un antico castello, del quale ora restano solo alcune rovine, ma che doveva essere originariamente di grandi dimensioni. Sicuramente gli antichi Romani conoscevano questi posti; a testimoniare la loro presenza, c&#8217;è, infatti, un piccolo altare dedicato a Marte che ora fa parte del Santuario.</p>
<p>Proprio il <b>Santuario di Castelmagno</b> è una delle mete più famose, da non trascurare durante una gita in moto a Colle d’Esischie. Secondo la tradizione, <strong>San Magno</strong> è stato un eroe della Legione Tebea, vissuto in un periodo imprecisato dell&#8217;epoca romana. Il santo, raffigurato con corazza e stendardo, avrebbe predicato la fede cristiana in Svizzera e nel Piemonte prima del martirio. Protettore del bestiame, viene celebrato il 19 agosto durante la tradizionale festa patronale. In questa occasione, numerosi allevatori e pastori si recano presso il Santuario per partecipare alle funzioni religiose. Le prime testimonianze sul sito religioso risalgono al Quattrocento, quando al sua posto era presente una piccola chiesa. La struttura, così come può essere ammirata oggi, fu terminata nel 1716. Oltre a sorgere in una posizione privilegiata, contiene numerosi oggetti e opere d’arte, oltre a essere stata realizzata con marmi e materiali pregiati.</p>
<h2>Cosa vedere nei dintorni</h2>
<p>La particolarità di Castelmagno è rappresentata dalla presenza di <strong>numerose borgate</strong>, ognuna delle quali è un piccolo gioiello incastonato nelle montagne. Fra queste, menzioniamo<strong> Chiotti </strong>(1.542 metri s.l.m.), <strong>Chiappi </strong>(1.670 metri s.l.m.), <strong>Batuira</strong> (1.610 metri s.l.m.), <strong>Valliera</strong> (1.509 metri s.l.m.) e <strong>Colletto</strong> (1.272 metri s.l.m.).</p>
<p>La zona di Colle d’Esischie non va sottovalutata nemmeno per ciò che riguarda la presenza di<strong> sentieri adatti per gli appassionati di</strong> <b>trekking</b>. L’escursione verso il villaggio abbandonato di <strong>Narbona</strong> è particolarmente suggestiva, così come quella verso <strong>Batuira</strong>, dove si trova una comunità buddista. Sempre nelle frazioni di Castelmagno sono presenti <strong>tre interessanti musei</strong> che testimoniano la vita contadina dei luoghi, con ricostruzioni fedeli degli ambienti ed attrezzi originali. Si trovano a Campomolino, a Chiappi e a Colletto.</p>
<p>Dopo il Colle d’Esischie e superato Castelmagno, si può proseguire verso <strong>Marmora</strong>, un grazioso comune dal quale parte un itinerario a piedi fra le borgate, che dura circa 3 ore e permette di fare un giro fra le tipiche architetture rurali e fra le chiese più antiche, alcune delle quali risalenti al Quattrocento. Molte case hanno le facciate affrescate e sono delle vere e proprie opere d’arte a cielo aperto.</p>
<h2>Tradizioni enogastronomiche</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>L’antica tradizione della pastorizia si manifesta nell&#8217;eccellenza gastronomica tipica della zona: il <strong>Formaggio Castelmagno DOP</strong>. La sua produzione, risalente addirittura al 1100, lo colloca fra i formaggi più antichi. Si presenta con una tipica forma cilindrica, dalla sottile crosta rossastra e dalla pasta molle, di colore giallo ocra con venature verdastre che indicano la presenza di muffe. Un prodotto di qualità per veri intenditori.</p>
<h2>Consigli per i motociclisti</h2>
<p>Il percorso segnalato, di <strong>difficoltà media</strong>, è di particolare interesse per gli appassionati di motociclismo, per la presenza di strade in cui <strong>si alternano rettilinei e curve</strong>. Il tratto può essere percorso sempre, ma in inverno potrebbero esserci chiusure a causa di massicce nevicate e ghiacciate. Nella stagione fredda, dunque, il meteo non è sempre adatto per l&#8217;attraversamento del valico, soprattutto in moto.</p>
<p>La salita che porta a Castelmagno (circa 15 chilometri) in alcuni tratti è impegnativa, con <strong>picchi di pendenza al 14%</strong>. Il fondo stradale è abbastanza buono fino al Santuario, ma se si vuole proseguire bisogna fare attenzione. Verso il punto di arrivo, inoltre, sono presenti <strong>4 tornanti su sterrato</strong>. Per queste ragioni, se si vuole continuare dopo il Santuario, sono consigliate le <em>Enduro</em> o le <em>Crossover</em>, mentre bisogna avere molta cautela nel caso in cui si viaggi con le <em>Cruiser</em> o le <em>Gran Turismo</em>.</p>
<p><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/colle-del-parpaillon/">Scopri anche il Colle del Parpaillon in moto!</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/il-punto-strategico-e-panoramico-delle-alpi-cozie-un-passo-che-supera-i-2300-metri-di-quota/">Il punto strategico e panoramico delle Alpi Cozie: un passo che supera i 2300 metri di quota</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Lo storico valico degli Appennini: pieghe veloci e tradizione sulla strada dei pellegrini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passo della Cisa è uno di quei valichi che, una volta affrontati in moto, rimangono impressi nella memoria per molto più delle curve. Qui l’Appennino separa e unisce allo stesso tempo Emilia-Romagna e Toscana, collegando la pianura padana alla Lunigiana lungo una dorsale storica, geografica e persino spirituale. Salendo verso i 1.041 metri del passo, mi ha colpito quanto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo della Cisa</strong> è uno di quei valichi che, una volta affrontati in moto, rimangono impressi nella memoria per molto più delle curve. Qui l’<strong>Appennino</strong> separa e unisce allo stesso tempo Emilia-Romagna e Toscana, collegando la pianura padana alla <strong>Lunigiana</strong> lungo una dorsale storica, geografica e persino spirituale. Salendo verso i 1.041 metri del passo, mi ha colpito quanto questa strada riesca a cambiare ritmo in pochi chilometri: tornanti stretti, tratti più scorrevoli, boschi fitti che all’improvviso si aprono su vallate più ampie.</p>
<p>Seguendo l’<strong>itinerario ad anello</strong> di circa 135 chilometri, si attraversano borghi legati alla <strong>Via Francigena</strong>, vallate percorse per secoli da mercanti e pellegrini, strade provinciali dove è la prudenza – e non la velocità – a fare davvero la differenza. Un percorso perfetto per chi vive la moto come viaggio, non come cronometro.</p>
<h2><span id="toc-custom-passo-del-muraglione-in-moto-l-8217-itinerario"><strong>Passo della Cisa</strong> in moto. L’itinerario</span></h2>
<h3><span id="toc-custom-mappa">Mappa</span></h3>
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<p>Il <strong>Passo della Cisa</strong> è un <strong>valico appenninico</strong> a circa 1.041 metri di quota che unisce Emilia-Romagna e Toscana lungo una dorsale storicamente strategica. Da un lato la strada scende verso <strong>Berceto</strong> e la provincia di Parma, dall’altro verso <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/e-la-strada-piu-salata-ditalia-ma-i-pedaggi-non-centrano-niente-qui-storia-e-commercio-si-incontrano-a-1255-metri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pontremoli</strong></a> e la Lunigiana, oggi in provincia di Massa-Carrara. Guidando in salita, ci si accorge subito di come questo tracciato porti addosso secoli di attraversamenti, pur con l’asfalto moderno e i guardrail.</p>
<p>L’<strong>Autostrada della Cisa A15</strong> ha alleggerito il traffico pesante, restituendo alla vecchia statale un ruolo diverso: oggi è una strada di collegamento locale e una meta per <strong>motociclisti</strong>, ciclisti e viaggiatori lenti. Personalmente apprezzo il suo essere “di mezzo”: non estrema come certi passi alpini, ma tutt’altro che banale. La quota moderata, unita alla continuità delle curve, richiede concentrazione, soprattutto quando il meteo cambia in fretta con nebbia, pioggia o vento.</p>
<h2>Curve, boschi e borghi: l’anello da Cisa a Lunigiana e ritorno</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>L’<strong>itinerario ad anello</strong> proposto misura circa <strong>135 chilometri</strong> e, sulla carta, poco più di tre ore di guida senza soste. Nella pratica, però, è un percorso da vivere con calma. Dal Passo della Cisa si scende verso la <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-maestoso-castello-malaspina-che-domina-un-fantastico-borgo-della-lunigiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lunigiana</strong></a>, incontrando Pontremoli, <strong>Villafranca in Lunigiana</strong> e <strong>Aulla</strong>, uno dei principali nodi viari della <strong>valle del Magra</strong>. Qui la strada si fa più scorrevole, la valle si apre e nelle giornate estive il cambio di temperatura rispetto al passo è sorprendente.</p>
<p>Da <strong>Aulla</strong> il tracciato piega verso <strong>Licciana Nardi</strong> e rientra tra le montagne, lungo provinciali più tortuose che riportano verso il crinale tosco-emiliano. Quando ho seguito questo anello, ho trovato fondamentale non farsi ingannare dalle “pieghe veloci” di alcuni tratti: carreggiate strette, ciclisti, mezzi agricoli e curve cieche ricordano che è una strada viva, non un circuito. Qui le curve collegano davvero luoghi, storie e comunità.</p>
<h2>Sulla Via Francigena: tra pellegrini, santuari e storia di frontiera</h2>
<p>Molto prima delle moto, il <strong>Passo della Cisa</strong> era già un passaggio obbligato per chi attraversava l’Appennino a piedi o a cavallo. Oggi il <strong>valico</strong> è uno dei tratti più riconoscibili della <strong>Via Francigena</strong> italiana, la grande direttrice europea che collegava il nord del continente con Roma. Il percorso contemporaneo della Francigena passa da <strong>Berceto</strong>, supera la Cisa e scende in Lunigiana, seguendo in parte le tracce indicate dall’<strong>arcivescovo Sigerico</strong> nel X secolo.</p>
<p>In prossimità del <strong>valico</strong> sorge il <strong>Santuario della Madonna della Guardia</strong>, riferimento visivo e simbolico che segna la sommità. Percorrendo la zona in moto, capita spesso di incrociare gruppi di <strong>pellegrini</strong>, soprattutto nella bella stagione: è un promemoria concreto che qui convivono due velocità opposte. Ogni volta che rallento per lasciarli passare, ho la sensazione di inserirmi in una storia lunga secoli, dove il modo di viaggiare è cambiato, ma non il senso del passaggio.</p>
<h2>Come organizzare il viaggio in moto al Passo della Cisa</h2>
<p>Per affrontare il <strong>Passo della Cisa in moto</strong> il periodo migliore va, in genere, dalla <strong>tarda primavera</strong> all’inizio dell’autunno, quando il rischio di neve e ghiaccio è ridotto. Il <strong>clima appenninico</strong> resta comunque variabile: prima di partire conviene verificare meteo e eventuali chiusure o lavori sulle provinciali, perché frane e piogge possono cambiare in fretta la viabilità. Io preferisco partire al mattino, con tempi larghi, per potermi fermare nei borghi senza guardare l’orologio.</p>
<p>Dal punto di vista pratico, è consigliabile considerare l’intera giornata per l’anello di <strong>135 chilometri</strong>, includendo soste a <strong>Berceto</strong>, in Lunigiana e lungo i tratti più panoramici. Nei fine settimana estivi aumentano ciclisti e traffico locale, quindi una guida fluida e prudente è fondamentale. L’<strong>abbigliamento tecnico</strong> a strati aiuta a gestire il salto termico tra valle e quota. Qui il vero lusso non è arrivare primi al passo, ma avere il tempo di ascoltare il rumore del motore che si confonde con il silenzio dei boschi.</p>
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		<title>1630 metri tra scorci incantevoli e antichi borghi: non è solo bellissima, ma è una delle strade più alte dell’Appennino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso naturalistico che attraversa l&#8217;Abruzzo, ma anche e soprattutto una strada che tocca alcuni dei luoghi più belli di questa regione così ricca ed eterogenea, partendo dai suoi confini e arrivando fino alla più dolce delle destinazioni possibili. L&#8217;itinerario che vede protagonista il Passo Godi è particolarmente apprezzato da motociclisti, sciatori ed escursionisti durante tutto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un percorso naturalistico che attraversa l&#8217;<strong>Abruzzo</strong>, ma anche e soprattutto una strada che tocca alcuni dei luoghi più belli di questa regione così ricca ed eterogenea, partendo dai suoi confini e arrivando fino alla più dolce delle destinazioni possibili. L&#8217;itinerario che vede protagonista il <strong>Passo Godi</strong> è particolarmente apprezzato da motociclisti, sciatori ed escursionisti durante tutto l’anno, grazie alla sua interessante altitudine, ma già in passato la zona era molto frequentata, poiché al centro della <em>transumanza</em>, ovvero dello spostamento stagionale dei pastori che si muovevano tra Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia. Più che un viaggio, insomma, il percorso che proponiamo è un omaggio alla bellezza degli Appennini, tra natura e storia. Partiamo?</p>
<h2>Passo Godi in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Itinerario</h3>
<p>Partiamo da <strong>Sora</strong>, alle porte della Ciociaria. Seguiamo il percorso della <em>SR666</em> prima e della<em> SR509 </em>dopo, in direzione<strong> Opi</strong>. Quello che incontriamo, prima ancora del Godi, è la <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/un-po-twin-peaks-un-po-stelvio-tra-lazio-e-abruzzo-ce-il-passo-di-montagna-che-avrebbe-fatto-innamorare-david-lynch/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Forca d’Acero</strong></a>, uno splendido valico che segna il confine tra Lazio e Abruzzo. Attraversato il valico, siamo in Abruzzo. Da qui un lungo tracciato scandito da curve e panorami della <a href="https://www.parcoabruzzo.it/pagina.php?id=520"><strong>Riserva Naturale Orientata Feudo Intramonti e Colle di Licco</strong></a> ci accompagna fino alla nostra tappa: <strong>Villetta Barrea</strong>, che incontriamo lungo la <em>SS83</em>.</p>
<p>A questo punto, imbocchiamo la <em>SR479</em> che ci permette di salire fino al <strong>Passo Godi</strong> e proseguiamo sulle strade delle <strong>Gole del Sagittario</strong>. Ammiriamo il paesaggio guidando in direzione <strong>Scanno</strong>, il &#8220;<em>borgo dell’oro</em>&#8221; pronto ad accoglierci con il suo splendido lago a forma di cuore. L’ultimo tratto dell’itinerario ci permette di ammirare l’<strong>Eremo di San Domenico</strong>, prima di giungere ad <strong>Anversa degli Abruzzi</strong> e <strong>Sulmona,</strong> la patria di Ovidio e dei confetti, nel cuore della <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/la-vallata-piu-dolce-ditalia-ospita-la-citta-dove-si-producono-da-2000-anni-i-dolci-simbolo-dei-matrimoni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Valle Peligna</strong></a>.</p>
<h2>Cosa vedere sul Passo Godi e nei dintorni</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>A 1.630 metri s.l.m., il <strong>Passo Godi </strong>è una delle strade più alte dell&#8217;Appennino, insieme al <strong>Valico Le Chiesole</strong> (sempre in Abruzzo, a 1.633 metri s.l.m.) e a <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/campo-imperatore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Campo Imperatore</strong></a>, che raggiunge i 2.000 metri. Il percorso, molto apprezzato soprattutto perché permette di raggiungere zone escursionistiche e adatte agli sport invernali, si trova a metà strada tra i comuni di <strong>Scanno</strong> e <strong>Villetta Barrea</strong>, dunque in una zona decisamente privilegiata, dove non mancano i luoghi d&#8217;attrazione.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Scanno </strong>è un magnifico borgo a oltre 1.000 metri d&#8217;altitudine, dal profilo antico, celebre soprattutto per la<strong> produzione orafa</strong> e per il <strong>tombolo</strong>, che qui si realizza secondo tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione. <strong>Villetta Barrea</strong>, poco più in basso, deve molto del suo fascino alla felice collocazione tra il Monte Marsicano e il Lago di Barrea, uno splendido specchio d&#8217;acqua circondato dal verde. La partenza del nostro itinerario coincide con <strong>Sora</strong>, città della Ciociaria (Lazio) caratterizzata da uno splendido centro storico e numerosi luoghi d&#8217;attrazione, mentre l&#8217;arrivo è a <strong>Sulmona</strong>, la città dei confetti.</p>
<h2>Rifugio Passo Godi e ristoranti nelle vicinanze</h2>
<p>Una visita nel <strong>Parco Nazionale D&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise</strong> non può finire senza una <strong>sosta culinaria</strong>, alla scoperta della gastronomia e dei sapori più antichi e genuini di questi luoghi. Ecco tre suggerimenti. Il <strong>Rifugio Passo Godi </strong>è ideale per essere immersi nella natura incontaminata nel cuore del Passo. Presenta una trattoria in cui assaporare i piatti della tradizione abruzzese, a due passi da Scanno. Sta sulla Strada Regionale 479 Sannite, Loc. Passo Godi, 67038, Scanno AQ.</p>
<p>La <strong>Trattoria Il Vecchio Ristoro</strong>, a 11 chilometri da Passo Godi, è il classico ristorante della tradizione più genuina. Qui arrosticini, Cazzarellitte de Gandine e taglieri di salumi e formaggi vi aspettano per pasti indimenticabili. Si trova a <a href="http://www.ilvecchioristoro.it/" target="_blank" rel="noopener">Via Roma, 9, 67030 Rocca Pia AQ</a>. Il <a href="https://www.ristorantedapaolino.com/ristorantedapaolinopescocostanzo/"><strong>Ristorante da Paolino</strong></a>, infine, offre piatti della cucina mediterranea con un occhio di riguardo a ricette e preparazioni senza glutine. Primi piatti, bruschette e carne succulenta sono pronti a farvi venire l&#8217;acquolina in bocca. Si trova in <a href="http://www.ristorantedapaolino.com/" target="_blank" rel="noopener">strada vulpes n 34, 67033 Pescocostanzo AQ</a>.</p>
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		<title>Nel cuore degli Appennini c’è il passo dell’amicizia: è il più amato da chi viaggia in moto</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/nel-cuore-degli-appennini-ce-il-passo-dellamicizia-e-il-piu-amato-da-chi-viaggia-in-moto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Toscana in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra Toscana ed Emilia-Romagna, in sella lungo l&#8217;Appennino Tosco-Emiliano per scoprire il Passo del Muraglione in moto. Si tratta di un itinerario di circa 260 chilometri, che corre pressoché per intero lungo la Statale 67, una strada nata nel 1928 per mettere in diretta comunicazione l&#8217;alta Toscana, precisamente la zona di Pisa, con la Riviera</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/nel-cuore-degli-appennini-ce-il-passo-dellamicizia-e-il-piu-amato-da-chi-viaggia-in-moto/">Nel cuore degli Appennini c’è il passo dell’amicizia: è il più amato da chi viaggia in moto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Tra <strong>Toscana</strong> ed <strong>Emilia-Romagna</strong>, in sella lungo l&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/appennini-in-moto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Appennino </a>Tosco-Emiliano per scoprire il <strong>Passo del Muraglione</strong> in moto. Si tratta di un itinerario di circa 260 chilometri, che corre pressoché per intero lungo la <em>Statale 67</em>, una strada nata nel 1928 per mettere in diretta comunicazione l&#8217;<strong>alta Toscana</strong>, precisamente la zona di Pisa, con la <strong>Riviera romagnola</strong>, passando per Firenze e deviando lungo i bellissimi paesaggi dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano. Pronti per questa nuova avventura?</p>
<h2 id="h-passo-del-muraglione-in-moto" class="">Passo del Muraglione in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m76!1m12!1m3!1d1757512.8271281894!2d9.911062785553339!3d44.02907882884515!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m61!3e0!4m5!1s0x12d5918dc0c295cb%3A0x8ce02c2da6f95bf7!2sVia%20Fiorentina%2C%20155%2C%2056121%20Pisa%20PI%2C%20Italia!3m2!1d43.7047039!2d10.4128422!4m5!1s0x12d58c2173fed65d%3A0x7d976b6b2401741!2sCascina%2C%20Provincia%20di%20Pisa%2C%20Italia!3m2!1d43.6850273!2d10.5003315!4m5!1s0x132a6effbf73716d%3A0xbcf2f8e784b412c1!2sSan%20Miniato%20Basso%2C%2056028%20PI%2C%20Italia!3m2!1d43.693407799999996!2d10.8410501!4m5!1s0x132a6879b0d3b5bf%3A0xc4dd4cbcceb40bd4!2sEmpoli%2C%2050053%20FI%2C%20Italia!3m2!1d43.717897199999996!2d10.9479081!4m5!1s0x132a5968b6675ab7%3A0x1c082c94427decd0!2s50058%20Signa%20FI%2C%20Italia!3m2!1d43.791909499999996!2d11.105125899999999!4m5!1s0x132a56a680d2d6ad%3A0x93d57917efc72a03!2sFirenze%2C%20Citt%C3%A0%20Metropolitana%20di%20Firenze%2C%20Italia!3m2!1d43.7699685!2d11.257670599999999!4m5!1s0x132b0dd696efd6dd%3A0x868db865d53bb4fc!2sSan%20Godenzo%2C%2050060%20FI%2C%20Italia!3m2!1d43.926023699999995!2d11.6179641!4m5!1s0x132b6bee0c3b67bb%3A0x8835e8b605605533!2sPortico%20di%20Romagna%2C%2047010%20FC%2C%20Italia!3m2!1d44.0256593!2d11.781580199999999!4m5!1s0x132b57f32bed8949%3A0x6b55b33505a6874!2sForl%C3%AC%2C%20Provincia%20di%20Forl%C3%AC-Cesena%2C%20Italia!3m2!1d44.222007999999995!2d12.0408666!4m5!1s0x132b533776a54a57%3A0x3079b0bfcba7fd0!2sProvincia%20di%20Ravenna%2C%20Italia!3m2!1d44.4405833!2d12.010819699999999!5e1!3m2!1sit!2sus!4v1730804238500!5m2!1sit!2sus" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe>
<!-- /wp:html -->
<h3 id="h-percorso" class="">Itinerario</h3>
<p class="">Lasciata alle spalle la splendida<strong> Pisa</strong>, ci immettiamo sulla SS67 che, nel tratto urbano, prende il nome di Via Fiorentina. Vi basterà seguire la stessa strada dall&#8217;inizio alla fine del viaggio. Ma, nonostante il percorso segua un&#8217;unica via di collegamento, non mancano consigli e idee per godere appieno di questo <strong>viaggio in direzione di Ravenna</strong>.</p>
<p class="">Viaggiando verso est, incontriamo le splendide località di <strong>Pontedera</strong> e <strong>San Miniato</strong>, fino a raggiungere <strong>Empoli</strong>, che dista una trentina di chilometri da <strong>Firenze</strong>. Nel capoluogo toscano una sosta è obbligatoria; qui potrete ammirare i monumenti più celebri della città, vero fiore all&#8217;occhiello del patrimonio artistico universale. Il Duomo di Santa Maria del Fiore, Palazzo della Signoria, Ponte Vecchio e Palazzo Pitti sono solo alcuni dei capolavori che meritano una tappa. Oltrepassata Firenze, la tranquilla atmosfera della campagna toscana, con le sue curve morbide, cambia repentinamente. A mano a mano che punta verso l&#8217;Emilia-Romagna, l<strong>a strada inizia a</strong> <strong>salire in maniera progressiva</strong> verso le vette della dorsale appenninica.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Senza passare per l&#8217;Autostrada A1, si incontrerà nuovamente la SS67, fida compagna di viaggio. La statale raggiunge <strong>Pontassieve</strong> e prosegue in direzione est, per poi deviare con decisione verso nord. Il <strong>Passo del Muraglione, </strong>vero protagonista di questo tour, è ormai vicino; qui non sarà difficile incontrare dei fratelli bikers<em>.</em> Per alcuni rappresenta un vero e proprio passaggio obbligatorio dal forte significato evocativo. Lasciamo la Toscana e ci lasciamo alle spalle il <strong>Passo del Muraglione</strong>, proseguendo sulla SS67.</p>
<p class="">Ci troviamo in prossimità di <strong>San Benedetto in Alpe</strong>, già in Emilia-Romagna. Per altri 30 chilometri circa, il percorso segue il profilo degli Appennini, abbassandosi progressivamente. Una volta giunti a <strong>Castrocaro Terme e Terra del Sole</strong>, avvertiamo già l&#8217;arrivo in <strong>Pianura Padana</strong>; le curve instancabili appenniniche lasciano il passo ai lunghi e rilassanti rettilinei. Pochi chilometri dopo, è la volta di <strong>Forlì</strong>, una delle tante località che seguono il corso della Via Emilia. La cittadina romagnola rappresenta un importante crocevia verso Cesena e Rimini oppure in direzione di San Marino, la più antica repubblica indipendente al mondo.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Il percorso del Muraglione prosegue, invece, verso <strong>Ravenna</strong>, la <em>Bisanzio d&#8217;Italia</em>, città nominata patrimonio dell&#8217;UNESCO grazie alle numerose architetture di epoca bizantina, decorate nella caratteristica tecnica a mosaico. Il nostro viaggio termina proprio qui, all&#8217;ombra della<strong> Basilica di San Vitale</strong>, non distante dalla tomba di <a href="https://www.goodtrekking.it/destinazioni/una-poesia-su-due-ruote-questo-percorso-segue-le-orme-del-sommo-poeta-fino-alla-bellissima-citta-di-firenze/" target="_blank" rel="noopener">Dante Alighieri</a>. Ravenna, infatti, è stata l&#8217;ultima città ad accogliere il Sommo Poeta nel suo peregrinare dopo l&#8217;esilio. È stata anche <strong>capitale dell&#8217;Impero Romano</strong> in epoca tardoantica, motivo per il quale vanta una vasta concentrazione di architetture imperiali. La storica città rappresenta decisamente una delle tappe più belle di questa fantastica escursione.</p>
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<h2 id="h-tutto-quello-che-c-da-sapere-sul-passo-del-muraglione" class="">Passo del Muraglione, ecco perché è il &#8220;Passo dell&#8217;Amicizia&#8221;</h2>
<p>In antichità esisteva una strada che percorreva questo lato del <strong>Mugello</strong>. Il Passo del Muraglione, così come lo conosciamo oggi, divenne percorribile solo nell&#8217;Ottocento, durante il regno di Leopoldo II, granduca di Toscana tra il 1824 e il 1859. Fu il penultimo monarca prima che il piccolo Stato toscano venisse annesso al Regno di Sardegna. Il valico deve il suo nome al grande muro in pietra costruito nel 1836, che permette di ripararsi quando soffiano i forti venti tipici del Mugello.</p>
<p>L&#8217;altezza massima del Passo del Muraglione è di <strong>908 metri</strong>, con un dislivello di 412 metri (lato San Benedetto in Alpe) e una <strong>pendenza media del 4,49%</strong>. Nel suo punto più alto, dopo <strong>Ponte Bocci e i 7 tornanti</strong>, raggiunge l&#8217;8,11%. A <strong>Osteria Nuova</strong> (613 metri) c&#8217;è l&#8217;unico tratto in discesa, con un -2%. Il grande muraglione di Leopoldo II ha dato vita anche a un <strong>punto di ritrovo per i motociclisti</strong>, che qui si fermano e scambiano impressioni. E, perché no, <a href="https://www.trueriders.it/motoraduni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>stringono amicizia</strong></a>!</p>
<p><em><strong>[foto copertina @Alex_Mastro/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</strong></em></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/nel-cuore-degli-appennini-ce-il-passo-dellamicizia-e-il-piu-amato-da-chi-viaggia-in-moto/">Nel cuore degli Appennini c’è il passo dell’amicizia: è il più amato da chi viaggia in moto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Dal 1888 è il primo rifugio alpino di quest’angolo delle Alpi, ma la vera meraviglia è la strada panoramica per raggiungerlo</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/dal-1888-e-il-primo-rifugio-alpino-di-questangolo-delle-alpi-ma-la-vera-meraviglia-e-la-strada-panoramica-per-raggiungerlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Moto itinerario alla scoperta di un valico di confine tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria. Si tratta di un giro molto corto, adatto per una giornata da trascorrere lungo la strada del Brennero, per giungere in mete più lontane. Nonostante la brevità del percorso, tuttavia, gli scorci offerti saranno incantevoli. Parliamo del Passo di Vizze, in tedesco</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/dal-1888-e-il-primo-rifugio-alpino-di-questangolo-delle-alpi-ma-la-vera-meraviglia-e-la-strada-panoramica-per-raggiungerlo/">Dal 1888 è il primo rifugio alpino di quest’angolo delle Alpi, ma la vera meraviglia è la strada panoramica per raggiungerlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Moto itinerario alla scoperta di un <strong>valico di confine tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria</strong>. Si tratta di un giro molto corto, adatto per una giornata da trascorrere lungo la <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/da-qui-parte-la-scalata-al-brennero-ma-questo-passo-di-montagna-si-trova-molti-chilometri-piu-a-sud/"><strong>strada del Brennero</strong></a>, per giungere in mete più lontane. Nonostante la brevità del percorso, tuttavia, gli scorci offerti saranno incantevoli. Parliamo del <strong>Passo di Vizze</strong>, in tedesco <em><strong>Pfitscherjoch</strong></em>. È un valico alpino a 2.276 metri sul livello del mare, che collega la <strong>Val di Vizze</strong> alla <strong>valle dello Zamser Grund</strong> e, quindi, a <strong>Finkenberg</strong>, nella Zillertal. Appartiene alle Alpi della Zillertal, separandole dalle Alpi Aurine.</p>
<p>Subito dopo il passo, in territorio austriaco troviamo il <strong>lago artificiale Schlegeis Stausee</strong>, che si può raggiungere a piedi. Non distante c&#8217;è anche il<strong> Gran Pilastro</strong>, una montagna delle Alpi orientali che si trova al confine tra la provincia di Bolzano e il Tirolo austriaco. Attenzione, perché la strada che porta al passo è sterrata e non è possibile percorrerla in automobile o in moto (non è possibile oltrepassare la frontiera in macchina). A piedi o in bici, invece, si possono raggiungere diversi punti di interesse. Se volete raggiungere il passo con un mezzo a motore, dovrete richiedere un permesso. Se non avete l&#8217;autorizzazione, sarete obbligati a parcheggiare e proseguire a piedi alla scoperta di questo bel valico di montagna.</p>
<h2>Passo di Vizze in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d87162.98931183334!2d11.484945141258162!3d46.94511654077984!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x479d5340912b4fed%3A0xeccf91de29d6fcf9!2sVipiteno%2C+BZ!3m2!1d46.892672499999996!2d11.433618599999999!4m5!1s0x4777fcc581bc94df%3A0xd99bbdb06167b64f!2sPasso+di+Vizze%2C+Austria!3m2!1d47!2d11.666666699999999!4m5!1s0x479d5340912b4fed%3A0xeccf91de29d6fcf9!2sVipiteno%2C+BZ!3m2!1d46.892672499999996!2d11.433618599999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1522751236501" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Il percorso in moto parte da <strong>Vipiteno,</strong> comune della <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong>, nel Trentino-Alto Adige; è uno dei <em>Borghi più Belli d&#8217;Italia</em>, quindi o prima o dopo il vostro giretto fino al passo di Vizze, consigliamo una visita in questa bella città, che ospita chiese, torri, monumenti storici, architetture militari e molti altri luoghi d&#8217;interesse. Uscite da Vipiteno per imboccare la <em><strong>Statale 12</strong></em> e, poi, la<em> <strong>SP508</strong></em> direzione Afens, superando il fiume Isarco. Proseguite lungo la Via Val di Vizze, incrociando a più riprese il Rio di Vizze. La <em><strong>Strada Provinciale 508</strong></em> vi porterà anche a costeggiare il <strong>Lago di Novale</strong>, proseguendo lungo il sentiero che vi porterà dritti dritti al Passo di Vizze, fino al quarto tornante.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<dl id="attachment_10678" class="wp-caption alignnone" style="width: 1000px;"></dl>
<p>Dopo <strong>Quinzo</strong> e <strong>Sasso</strong>, due località in provincia di Bolzano, cominceranno le <strong>curve</strong>, quelle più divertenti da fare in sella alla vostra due ruote. Arrivati al confine con l&#8217;Austria, come anticipato, dovrete abbandonare il vostro mezzo motorizzato. Proprio poco dopo Sasso (o <em>Stein</em>, in austriaco), c&#8217;è un piccolo parcheggio dove è possibile lasciare auto e moto e prendere il sentiero che porta al <strong><a href="https://www.pfitscherjochhaus.com/it/" target="_blank" rel="noopener">Rifugio Passo di Vizze &#8211; Pfitscherjoch Haus</a></strong> e al <strong>Passo di Vizze</strong>. Attenzione, perché a piedi la strada non è tantissima, ma il dislivello potrebbe non essere adatto a chi non è abituato a camminare in montagna. La vista dalla sommità, tuttavia, è inestimabile e vale decisamente la fatica! Sicuramente è un piccolo giretto in moto, che al ritorno vi permetterà di percorrere le stesse curve, ma nel senso opposto di marcia. Direzione nuovamente <strong>Vipiteno</strong>!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Piacevoli sorprese e ambientazioni da sogno per un itinerario di confine che unisce Austria e Italia</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/piacevoli-sorprese-e-ambientazioni-da-sogno-per-un-itinerario-di-confine-che-unisce-austria-e-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 16:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La regione nord orientale del nostro Bel Paese si presta facilmente a essere protagonista di itinerari in moto, in grado di regalare agli occhi e al cuore panorami mozzafiato. A nord l'Austria, a est la Slovenia, a ovest il Veneto e a sud il mar Adriatico: il Friuli-Venezia Giulia ha strade incredibili che costeggiano uno dei litorali più famosi al mondo, senza dimenticare l'arco alpino che attraversa la parte settentrionale della regione! Oggi vogliamo portarvi alla scoperta del Passo Monte ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La regione nord orientale del nostro <em>Bel Paese </em>si presta facilmente a essere protagonista di itinerari in moto, in grado di regalare agli occhi e al cuore panorami mozzafiato. A nord l&#8217;<strong>Austria</strong>, a est la<a href="https://www.trueriders.it/europa-in-moto/slovenia-in-moto/"> <strong>Slovenia</strong></a>, a ovest il<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/"> <strong>Veneto</strong></a> e a sud il mar Adriatico: il Friuli-Venezia Giulia ha strade incredibili che costeggiano uno dei litorali più famosi al mondo, senza dimenticare l&#8217;arco alpino che attraversa la parte settentrionale della regione! Oggi vogliamo portarvi alla scoperta del <strong>Passo Monte Croce Carnico </strong>in moto, il valico che unisce l&#8217;Italia all&#8217;Austria e attraverso cui passa proprio il confine.</p>
<p>La strada che porta al passo di montagna è una delle più belle che possiamo immaginare, potete quindi capire perché questo itinerario riserva piacevoli sorprese per chi è in sella alla sua due ruote. Non solo: questo itinerario ci fa scoprire una parte d&#8217;Italia, grande protagonista durante le due Guerre Mondiali. Il nostro itinerario in moto prevede di toccare tappe italiane in<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/"> <strong>Friuli</strong></a> e in <strong>Austria. </strong></p>
<h2><strong>Passo Monte Croce Carnico in moto, l&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe title="la mappa" loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d351416.1623082912!2d12.811347704327092!3d46.51921877285801!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x477a1f84e0963d69%3A0x66dd2f08c7832088!2s33028%20Tolmezzo%20UD!3m2!1d46.403496!2d13.0182123!4m5!1s0x477a0f963b1d23b5%3A0xbd60241441c76a2b!2sPramollo%2C%20SP110%2C%20Pontebba%2C%20UD!3m2!1d46.557254099999994!2d13.2787252!4m5!1s0x477a061f4aa3e015%3A0x9ca86d728aa9b10a!2sTr%C3%B6polach%2C%20Austria!3m2!1d46.6151!2d13.280420099999999!4m5!1s0x4779fbd62564d769%3A0x6f436eb6d1b516a8!2sPasso%20di%20Monte%20Croce%20Carnico%2C%20Paluzza%2C%20UD!3m2!1d46.6!2d12.9666667!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1706870521565!5m2!1sit!2sit" width="100%" height="700" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3><strong>Percorso</strong></h3>
<p>Partiamo da<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/tagliamento/"> <strong>Tolmezzo sul Tagliamento</strong></a>: il centro più importante della <strong>Carnia</strong> che potrebbe rappresentare il &#8220;campo base&#8221; per escursioni in moto di un giorno da fare nei dintorni.</p>
<p>Partendo da Tolmezzo, costeggiamo una parte del fiume <strong>Tagliamento</strong>, uno dei più importanti dell&#8217;Italia nord orientale e procediamo lungo la <strong>SS51</strong> e poi la <strong>SS13</strong>, dove passeremo anche la <strong>Riserva Naturale di Val Alba</strong>. Attraversiamo le città di <strong>Pontebba</strong> e <strong>Chiusaforte</strong> e prendiamo la strada che ci porterà verso nord in una tappa d&#8217;obbligo per questo percorso. la strada che conduce al Passo di Pramollo è davvero famosissima e stupenda. Questo valico alpino a 1530 metri di altezza sarà l&#8217;ultima destinazione in Italia di questo percorso. Una sosta al <strong>Lago di Pramollo</strong> è ovviamente assicurata! Proseguiamo poi verso <strong>Tropolach</strong> entrando così in Austria, iniziamo così la strada verso <strong>Kirchback</strong> e <strong>Mauthen</strong> attraversando la Carinzia, valicando una delle montagne protagoniste della Prima Guerra Mondiale. Da Mauthen si prosegue verso Plocken e subito dopo arriviamo finalmente al <strong>Passo di Monte Croce Carnico.</strong></p>
<p><em>L&#8217;ormai dismessa dogana tra la Carinzia e il Friuli-Venezia Giulia segna il confine nazionale del Passo di Monte Croce Carnico</em></p>
<h2><strong>Passo di Monte Croce Carnico e le sue sorprese</strong></h2>
<p>Il <strong>Passo di Monte Croce Carnico </strong>è un valico alpino sulle <strong>Alpi Carniche</strong> che raggiunge un&#8217;altezza di 1.360 metri; si trova nel comune di Paluzza, in provincia di<a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-udine"> Udine</a>, ed è il passo che permette di collegare l&#8217;Italia all&#8217;Austria. Ma il nostro moto itinerario attraversa anche il <strong>Passo di Pramollo</strong>, rinomata località sciistica ha una durata di circa 3 ore, senza tappe e fermate. Se calcolate qualche sosta per riposarvi, ritemprarvi, mangiare o godervi semplicemente il panorama, capirete che è una gita da un giorno assolutamente perfetta. Sono anche <strong>meno di 150 chilometri</strong>, ma la maggior parte di montagna, non dimentichiamolo.</p>
<p>Lungo il nostro percorso, sul fronte italiano, incontriamo <strong>Arta</strong> <strong>Terme </strong>dove magari potremmo fermarci. Si tratta del più famoso centro termale della zona che sfrutta le fonti naturali locali. Arta Terme unisce la bellezza della montagna al meglio della tradizione culinaria friulana. <strong>Sutrio </strong>è poi un altro punto di interesse: è un bellissimo borgo italiano medievale, il primo insediamento umano di tutta la Carnia, famoso per la secolare lavorazione del legno.</p>
<p>La <strong>Riserva Naturale Val d&#8217;Alba</strong> copre 3000 ettari e racchiude un ecosistema alpino praticamente incontaminato. Attraverso i numerosi sentieri, potete scoprire tracce dell&#8217;attività umana millenaria come le architetture rurali e i resti dei vecchi &#8220;<strong>forni di calce</strong>&#8221; per la lavorazione del materiale; inoltre potete ammirare quello che resta<strong> di opere militari</strong> realizzate negli anni a ridosso della Prima Guerra Mondiale.</p>
<p>Scoprite anche tutti gli<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/"> itinerari in moto in Friuli Venezia Giulia</a>​!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/piacevoli-sorprese-e-ambientazioni-da-sogno-per-un-itinerario-di-confine-che-unisce-austria-e-italia/">Piacevoli sorprese e ambientazioni da sogno per un itinerario di confine che unisce Austria e Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Per i riders è un vero divertimento, per i ciclisti un decisamente meno: ecco il passo dalla bellezza eterna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi portiamo a scoprire un valico alpino tra i più famosi del Trentino-Alto Adige e percorrerlo in moto è un’esperienza straordinaria. Si tratta, infatti, di un’arrampicata che conduce a ben 2.047 metri d’altezza sul livello del mare, attraversando foreste secolari che si affacciano su splendidi laghi alpini. Pronti a percorrere il Passo Manghen e ad</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi portiamo a scoprire un valico alpino tra i più famosi del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/piccolo-ma-decisamente-scenografico-questo-lago-del-trentino-e-la-sede-di-unantichissima-civilta-che-viveva-su-palafitte/"><strong>Trentino-Alto Adige</strong></a> e percorrerlo in moto è un’esperienza straordinaria. Si tratta, infatti, di un’arrampicata che conduce a ben 2.047 metri d’altezza sul livello del mare, attraversando foreste secolari che si affacciano su splendidi laghi alpini. Pronti a percorrere il Passo Manghen e ad ammirarne la bellezza in ogni dettaglio? Partiamo!</p>
<h2><strong>Passo Manghen in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d176924.22688218747!2d11.145970146444252!3d46.14196298328909!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x478276cac9ce9ddb%3A0x27c6a299139ff547!2sTrento%2C%20TN!3m2!1d46.067745099999996!2d11.1214636!4m5!1s0x47789935e87299ef%3A0xea3df95f0281f48c!2sLevico%20Terme%2C%2038056%20TN!3m2!1d46.0116173!2d11.301007!4m5!1s0x477890fea98afba1%3A0xbbb16341b70683b8!2sBorgo%20Valsugana%2C%2038051%20TN!3m2!1d46.0531899!2d11.4559477!4m5!1s0x477885e02b3ebff3%3A0x1d0709882e714d00!2sPasso%20Manghen%2C%2038030%20Castello-Molina%20di%20Fiemme%20TN!3m2!1d46.175278!2d11.439167!4m5!1s0x47787db7755393f1%3A0xb6b59d9eaf1ae1f0!2s38030%20Castello%20di%20Fiemme%2C%20TN!3m2!1d46.281773099999995!2d11.4348856!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1718113431573!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Il nostro itinerario per raggiungere Passo Manghen in moto parte dalla splendida città di <strong>Trento</strong>, per secoli autonoma, poi asburgica e, infine, italiana. Piazza Duomo con la Basilica di San Vigilio, il <a href="https://www.museodiocesanotridentino.it/articoli/storia-di-palazzo-pretorio-000">Palazzo Pretorio</a> e la Torre Civica: sono moltissime le perle di Trento da ammirare! Da Trento si percorre la SS47 per arrivare a <strong>Borgo Valsugana</strong>, facendo una piacevole sosta a <strong>Levico Terme</strong>, la perla della Valsugana. Levico è stata terra di conquista, conoscendo le mille facce del multiculturalismo. Famosa per le virtù terapeutiche delle sue acque, che sgorgano a 1.500 metri d’altezza, è un centro termale rinomato.</p>
<p>Il viaggio verso il Passo Manghen prosegue verso <strong>Borgo Valsugana</strong>, che si espande su entrambe le rive del fiume Brenta, con paesaggi di due regioni, il Veneto e il Trentino. Tra gli edifici degni di nota, ci sono la Chiesa di Sant’Anna e Castel Telvana, risalente al 1331. Da qui si imbocca la <strong>SP31 del Manghen</strong>, 23 chilometri fino a Telve, percorrendo delle curve spettacolari in salita. Lungo i pendii si trovano diverse baite e malghe (ideali per assaggiare i prodotti tipici). Giunti al passo, si notano le tracce della Grande Guerra (trincee e camminamenti). Dalla cima si scende, poi, verso <strong>Molina</strong> per terminare il percorso del Passo Manghen.</p>
<h2>Passo Manghen, la perla del Lagorai: un viaggio tra i panorami alpini più belli d&#8217;Italia</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il passo Manghen taglia la <strong>Catena del Lagorai</strong>, portando a <strong>Borgo Valsugana </strong>(dal versante meridionale) e <strong>Molino di Fiemme </strong>(dal versante settentrionale). Tra le vette si snodano questi tracciati tutti da vivere su due ruote e, infatti, Passo Manghen è una tappa fondamentale per i bikers che amano viaggiare nelle zone di montagna. Per molti arrivare a questa vetta significa fare una vera e propria esperienza mistica, considerando che è uno dei percorsi più difficili delle Dolomiti, ma anche una delle tappe simbolo del <em>Giro d’Italia</em>.</p>
<p>Passo Manghen è, ad oggi, l’univa via di comunicazione tra la <strong>Val di Fiemme</strong> e la <strong>Val Calamento</strong>, la più breve e anche una delle più antiche (veniva percorsa già in tempi remoti). La <em>strada Provinciale del Marghen (SP31)</em> si trova lontano dai percorsi tradizionali del moto-turismo, ma riserva delle grandi sorprese, grazie ai paesaggi mozzafiato caratterizzati da distese senza fine e dalle meravigliose Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Per salire sulla vetta si può scegliere tra i due versanti, che offrono la possibilità di fare dei veri e propri itinerari in moto differenti. Da Molina di Fiemme sono 16,4 chilometri di bellezza, con <strong>11 tornanti</strong>, stretti solo nell’ultima parte, quando aumenta anche la pendenza. Da Borgo Valsugana ci sono <strong>14 tornanti</strong>, alcuni dei quali a gomito stretto, con una pendenza media del 7%. In totale, 23 chilometri e una pendenza che arriva al 15%.</p>
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		<title>È la strada panoramica sulle colline della Riviera di Ponente: tra borghi colorati e spiagge, la bella Liguria passa da qui</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/e-la-strada-panoramica-sulle-colline-della-riviera-di-ponente-tra-borghi-colorati-e-spiagge-la-bella-liguria-passa-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liguria in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia del Colle di Nava è legata alla sua posizione. Da sempre, infatti, costituisce un passaggio primario dalle Alpi Liguri verso il mare. Il Colle di Nava è il cuore di un bellissimo itinerario da fare in moto; è un&#8217;occasione per attraversare il confine fra Piemonte e Liguria e ammirare gli splendidi panorami che cambiano</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/e-la-strada-panoramica-sulle-colline-della-riviera-di-ponente-tra-borghi-colorati-e-spiagge-la-bella-liguria-passa-da-qui/">È la strada panoramica sulle colline della Riviera di Ponente: tra borghi colorati e spiagge, la bella Liguria passa da qui</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia del <strong>Colle di Nava</strong> è legata alla sua posizione. Da sempre, infatti, costituisce un passaggio primario dalle <strong>Alpi Liguri</strong> verso il mare. Il Colle di Nava è il cuore di un bellissimo itinerario da fare in moto; è un&#8217;occasione per attraversare il confine fra <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a> e <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a> e ammirare gli splendidi panorami che cambiano in modo repentino tra monti e mare. Tutt’intorno, è cinto da varie vette, come Monte Mongioie, Pizzo d&#8217;Ormea e il massiccio di Marguareis. Nel periodo estivo, questa strada è molto battuta dai motociclisti della zona che percorrono le curve delle Alpi Liguri per arrivare lungo la costa. Il percorso è lungo circa <strong>45 chilometri</strong>, quindi adatto anche per una gita fuoriporta domenicale. Per chi viene da più lontano, può essere un’ottima occasione per conoscere le vette alpine e la Riviera di Ponente. Partiamo?</p>
<h2><strong>Colle di Nava in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d183623.68467735106!2d7.8076509613701495!3d44.01891317817293!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x12d287a76ecd8e1f%3A0xa8f620998c91ce0d!2s12078%20Ormea%20CN!3m2!1d44.1482868!2d7.9104915!4m5!1s0x12d27c31d94e595b%3A0xd8c49ea50cbadbdd!2sColle%20di%20Nava%2C%20Pornassio%2C%20IM!3m2!1d44.0833333!2d7.883333299999999!4m5!1s0x12d27b81d56d9241%3A0x8c85127ade012008!2sPieve%20di%20Teco%2C%20IM!3m2!1d44.046560799999995!2d7.914991799999999!4m5!1s0x12d26c28624f3fe5%3A0xac2676331e1ebb04!2sImperia!3m2!1d43.8896857!2d8.039517!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1629704204153!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>Itinerario</strong></h3>
<p><strong>Ormea</strong> si trova in provincia di Cuneo. Il comune, a 736 metri di quota, è il punto di partenza più adatto, poiché sorge nelle immediate vicinanze del casello autostradale ed è, quindi, una località comoda anche per chi arriva da altre regioni italiane. Come accennato, il percorso si snoda per 45 chilometri e arriva a <strong>Imperia</strong>. La parte iniziale, quella che porta al Colle di Nava, è costituita da una <strong>strada non troppo impegnativa</strong>, con una salita dolce che giunge ai circa 947 metri del valico in tutta tranquillità.</p>
<p>Dal Colle di Nava fino ad Imperia però, lungo la <strong><em>SS28</em></strong>, il percorso diventata particolarmente divertente e inizia una discesa con una <strong>serie di tornanti</strong> che attraversano boschi di faggi e castagni. Si toccano dei paesi suggestivi, dove potersi fermare anche per godere dell’aspetto enogastronomico del viaggio. La stessa <strong>Nava</strong> ad esempio, una frazione del comune di Pornassio a 4 chilometri dal confine tra Piemonte e Liguria, è ricca di storia e di luoghi da vedere e in cui vale davvero la pena fare una sosta per acquistare una bottiglia dell’ottimo vino locale. Nava, poi, è anche una località di villeggiatura molto frequentata per la sua invidiabile posizione e tranquillità.</p>
<p>Dopo aver girovagato alla scoperta della zona, si riprende la strada in direzione Imperia. I chilometri sono circa 33 e il percorso viene fatto in 40 minuti (soste escluse). La strada, da qui in poi, è in discesa e presenza 10 tornanti e varie curve. <strong>Il manto stradale è sempre asfaltato e abbastanza buono</strong>. Prima di giungere a destinazione, si incontrano i paesi di <strong>Pieve di Teco</strong>, <strong>Cesio</strong>, <strong>Borgomaro</strong> e <strong>Pontedassio</strong>.</p>
<h2><strong>Cosa sapere sul Colle di Nava</strong></h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Alcuni ritrovamenti sul Colle di Nava hanno dimostrato la presenza di <strong>popolazioni locali fin dall’Età del Ferro</strong> e, successivamente, <strong>in epoca romana</strong>. A partire dal Medioevo, fino ad arrivare a periodi più recenti, il passo ha rappresentato un punto cruciale per contrastare eventuali invasioni provenienti sia dal mare che da Occidente. Nelle vicinanze del valico, si trova anche una <strong>cappella</strong>, databile fra il XII e il XIII secolo e dedicata a San Raffaele. Fu, probabilmente, edificata dai <strong>Cavalieri di Malta</strong> che in Liguria avevano numerosi ricoveri per pellegrini.</p>
<h3><strong>Ormea, la città a forma di cuore</strong></h3>
<p>Passeggiando fra le strette vie di <strong>Ormea</strong>, scopriremo piazze ornate da fontane e statue, realizzate nel tipico marmo nero. Tutto intorno si elevano gli edifici dalla particolare architettura. La prima caratteristica di Ormea è rappresentata dalla sua <strong>forma a cuore</strong>; un&#8217;altra curiosità è la presenza di un<strong> sistema di lavaggio delle strade</strong>, utile per liberarle dalla neve. Il paesaggio circostante invita a praticare vari sport, come il <a href="https://www.goodtrekking.it/" target="_blank" rel="noopener">trekking</a>, le passeggiate a cavallo e in mountain bike o la pesca sportiva.</p>
<h3><strong>I Forti di Nava</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Se abbiamo a disposizione un po&#8217; di tempo, possiamo andare a visitare qualcuno dei <a href="https://www.colledinava.it/forti.html"><strong>Forti di Nava</strong></a>, che attestano l’importanza di questa località durante il periodo sabaudo. Il valico, infatti, permetteva i collegamenti diretti fra il Piemonte e il porto di Oneglia, che andava controllato e preservato. A Nava ci sono cinque Forti: <strong>Forte Montescio</strong>, <strong>Forte Bellarasco</strong>, <strong>Forte Pozzanghi</strong>, <strong>Forte Richermo</strong> e <strong>Forte Centrale</strong>. Quest’ultimo è l’unico aperto al pubblico e ben conservato; gli altri, pur non essendo visitabili al loro interno, si trovano in posizioni panoramiche e, quindi, può essere piacevole arrivarci a piedi o in moto per intraprendere un percorso in mezzo alla natura e ai boschi.</p>
<p>I <strong>prodotti tipici</strong> della Val di Nava sono i <strong>formaggi</strong>, il <strong>miele</strong> e la <strong>lavanda</strong>. La lavorazione di quest’ultima, in particolare, vanta una tradizione antica, tant’è che a luglio si celebra la <strong><em>Festa della Lavanda</em></strong>, con stand, musica, giochi e distribuzione di mazzetti di lavanda.</p>
<h3><strong>Pieve di Teco</strong></h3>
<p><strong>Pieve di Teco</strong> si trova nel cuore della Valle Arroscia, a metà strada fra Piemonte e Imperia. È una piacevole località dove fermarsi per fare un giro tra portici medievali ed edifici religiosi. La zona fu abitata dai Celti e poi dai Romani, ma il suo assetto urbanistico è dovuto ai Longobardi. Proprio lungo i portici, un tempo come oggi, si trovavano botteghe e negozi. Questa potrebbe essere anche l’occasione per acquistare un paio di <strong>scarpe</strong>, prodotto di punta dell’artigianato locale, insieme al <strong>vino </strong>e all’<strong>olio extravergine di oliva</strong>.</p>
<h3><strong>Imperia</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Percorrendo l’ultimo tratto di strada si arriva a <strong>Imperia</strong>, tappa conclusiva del tour in moto. Adagiata sulla Riviera dei Fiori, questa città nasce dall’unione di due centri divisi dal fiume Impero: <strong>Oneglia</strong> e <strong>Porto Maurizio</strong>. Molte le cose da vedere qui: il porto, con la parte vecchia di Oneglia, le case dei pescatori e il Palazzo Doria. Ci sono, poi, la Collegiata di San Giovanni Battista e <a href="https://villagrock.imperiamusei.it/">Villa Grock</a>, grazioso edificio in stile liberty. Porto Maurizio si trova su un promontorio che si protende verso il mare e il suo centro è un dedalo di carrugi. Qui affacciano palazzi storici e chiese, come il Duomo di San Maurizio e la Chiesa dei Cavalieri di Malta, del 1362.</p>
<h2><strong>Colle di Nava, viabilità</strong></h2>
<p>La parte sud del Colle di Nava, muovendosi verso Imperia, è un tratto misto piuttosto veloce, molto piacevole da percorrere in entrambe le direzioni. Sono state realizzati <strong>due varianti che veicolano il traffico</strong>, che rendono questo percorso più libero e agevole per i motociclisti. È possibile, inoltre, effettuare due sentieri diversi, molto belli e suggestivi. Prima di arrivare al colle, a Ponte di Nava si trova la <em><strong>strada della Briga Alta</strong></em>, che passa per i paesi di Upega e Monesi. Il tracciato gira intorno a Cima di Piano Cavallo e oltrepassa il colle a 1.600 metri.</p>
<h3><strong>Condizioni del manto stradale</strong></h3>
<p>Fino a Upega il percorso è su strada larga, con scorci bellissimi, anche perché corre lungo i torrenti Negrone e Tanarello. Superata Upega, invece, <strong>la strada diventa decisamente più tortuosa</strong>. Per chi possiede una <em>Enduro</em> o una<em> Crossover</em>, ci sono possibilità di percorrere sentieri sterrati che vanno in varie direzioni, compresa la Francia o verso <strong>Colle di Tenda</strong>.</p>
<p>La seconda deviazione può essere presa dopo il valico. Presso Pieve di Teco si imbocca il vecchio tratto della <strong>SS28 in direzione</strong> <strong>Colle San Bartolomeo</strong> (a 630 metri di altitudine) e si incontra un percorso misto medio sicuramente sportivo, dal momento che vi passa il <em>Rally di Sanremo</em>. Le strade per arrivare al col di Nava sono, quindi, ben asfaltate e non presentano difficoltà per alcun tipo di moto.</p>
<h2><strong>Dove mangiare a Colle di Nava</strong></h2>
<p>Vi consigliamo tre posti in cui fermarsi per provare le pietanze locali. L&#8217;<em><strong>Albergo Lorenzina </strong></em>è un ristorante dall&#8217;accoglienza pronta e aggraziata; qui da non perdere ci sono gli gnocchetti di patate nere in cialda di Parmigiano e i piatti di carne a base di cinghiale, capriolo o coniglio. Si trova in Via Nazionale, 65, 18024, Pornassio (IM).</p>
<p><a href="https://ilgallodellacheccaranzo.it/"><em><strong>Il gallo della checca</strong></em></a>, un ristorante-enoteca, offre interessanti proposte gastronomiche sull&#8217;onda di una cucina prevalentemente regionale annaffiata da ottimi vini. Si trova a Borgo Ponterotto, 31, B, 18020, Ranzo (IM). <em><strong>Ponte di Nava</strong></em>, infine, è il ristorante dell&#8217;Hotel Ponte di Nava e presenta piatti sia della tradizione piemontese sia di quella ligure. La proposta, dunque, presenta funghi e tartufi, bagna cauda e cacciagione. Si trova lungo la SS28, 28, 12078, Ormea (CN).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/e-la-strada-panoramica-sulle-colline-della-riviera-di-ponente-tra-borghi-colorati-e-spiagge-la-bella-liguria-passa-da-qui/">È la strada panoramica sulle colline della Riviera di Ponente: tra borghi colorati e spiagge, la bella Liguria passa da qui</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>È forse il più iconico delle Dolomiti: collega la Val di Fassa con la Val Gardena e il paesaggio è un tripudio di cime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa zona, che segna il confine geografico tra il nostro Paese e gli altri Stati europei, è particolarmente battuta dai motociclisti. Grazie alla presenza di ristoranti, rifugi e baite, sono tanti i riders che vi si ritrovano, percorrendo itinerari di particolare pregio turistico. È proprio qui che si trova il Passo Sella, che regala curve</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/e-forse-il-piu-iconico-delle-dolomiti-collega-la-val-di-fassa-con-la-val-gardena-e-il-paesaggio-e-un-tripudio-di-cime/">È forse il più iconico delle Dolomiti: collega la Val di Fassa con la Val Gardena e il paesaggio è un tripudio di cime</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Questa zona, che segna il confine geografico tra il nostro Paese e gli altri Stati europei, è particolarmente battuta dai motociclisti. Grazie alla presenza di ristoranti, rifugi e baite, sono tanti i <em>riders</em> che vi si ritrovano, percorrendo itinerari di particolare pregio turistico. È proprio qui che si trova il <strong>Passo Sella</strong>, che regala curve adrenaliniche e panorami indimenticabili. Pronti per un nuovo avvincente itinerario?</p>
<h2>Passo Sella in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m58!1m12!1m3!1d175800.85197766768!2d11.400792289005025!3d46.490523939246515!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m43!3e0!4m5!1s0x47829c2b419e7049%3A0x652b694f348b432a!2sBolzano%2C%20BZ!3m2!1d46.4949259!2d11.3402543!4m5!1s0x47780cc3322f4295%3A0xd3d385fd2771ddfc!2sCastelrotto%2C%20BZ!3m2!1d46.5668544!2d11.5599548!4m5!1s0x4778136248baa5db%3A0xd60b93a48456f1d4!2sSanta%20Cristina%20Valgardena%2C%20BZ!3m2!1d46.5579405!2d11.7222522!4m5!1s0x477814e5b51a73e9%3A0x18d0e61a4dfb813c!2sSelva%20di%20Val%20Gardena%2C%20BZ!3m2!1d46.555965099999995!2d11.755859!4m5!1s0x47786ae834380c45%3A0x1d0709882e83eb90!2sPasso%20Sella%2C%2039048%20Selva%20di%20Val%20Gardena%20BZ!3m2!1d46.509175!2d11.758276799999999!4m5!1s0x47786f8353193d8d%3A0xf43b0093f43671e!2sPasso%20di%20Costalunga%2C%20Nova%20Levante%2C%20BZ!3m2!1d46.4!2d11.6!4m5!1s0x47829c2b419e7049%3A0x652b694f348b432a!2sBolzano%2C%20BZ!3m2!1d46.4949259!2d11.3402543!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1720017240695!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>L&#8217;itinerario in questione parte da <strong>Bolzano</strong>. Prima di partire, vale la pena lasciarci attirare da alcune delle sue attrazioni principali, come il <a href="https://www.iceman.it/it"><strong>Museo Archeologico</strong></a> in cui è esposto <em>Otzi</em>, l&#8217;uomo proveniente dal ghiaccio, ma anche la centralissima <strong>Piazza Walther</strong>. Una volta usciti da Bolzano, si imbocca la strada in direzione del Monte Brennero. Un percorso che non &#8220;giunge a destinazione&#8221;, poiché si dovrà deviare dopo pochi chilometri in direzione dell&#8217;<strong>Alpe di Siusi</strong>.</p>
<p>Qui il panorama cambia radicalmente; non si percorreranno sentieri di rocce e ghiaia o alti tornanti in montagna, bensì una pacifica strada che passa tra boschi fitti e rigogliosi. In questo tratto bisogna prestare particolare attenzione, perché la strada risulta essere molto stretta in certi punti. Specialmente per chi si trova a guidare una maxi-enduro, è la strada perfetta, ma attenzione ai cavalli e agli animali selvatici che si possono incontrare lungo la carreggiata.</p>
<p>Una volta abbandonato il bosco delle Alpi di Siusi, il panorama si allarga e si scorgeranno in lontananza le alte montagne che caratterizzano le Alpi. In particolare, si noterà la vista dell&#8217;imponente <strong>Massiccio dello Sciliar</strong> che rompe la vastità monotona dei boschi di abeti. Una buona idea per questo itinerario potrebbe essere quella di prendere la <strong>seggiovia che sale a Compatsch</strong>, che giunge fino a un&#8217;altezza di ben 1.835 metri. In inverno e nei primi periodi primaverili, è ancora presente la neve.</p>
<p>Una volta ridiscesi, si prosegue verso la <strong>Val Gardena</strong>, terra che presenta il tipico paesaggio alpino. Da un lato si avrà la vista dei boschi di pini e abeti che si alterneranno a enormi spazi verdi e colorati, variegati dalle grandi coltivazioni o da fiori di vario genere. Molte di queste piante sono utilizzate nella preparazione di caramelle o piatti tipici. Se si è vicini all&#8217;ora di pranzo vale la pena fermarsi in uno dei diversi ristoranti collocati all&#8217;interno delle baite in legno che caratterizzano il luogo.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Lungo la strada verso il Passo Sella, ci si imbatterà nella città di <strong>Castelrotto</strong> e si arriverà poco dopo verso <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/e-il-borgo-scolpito-nel-legno-della-val-gardena-la-sua-e-una-bellezza-artigiana-che-profuma-di-storia/"><strong>Ortisei</strong></a>, lungo una strada in discesa molto gradevole da attraversare. A Ortisei va assolutamente visitato il meraviglioso centro storico, con le tipiche abitazioni di montagna. Il paesaggio circostante, infatti, è disseminato di casette dallo stile tedesco, con il tetto spiovente e fioriere collocate praticamente a ogni finestra. Nel periodo ideale per visitare le Dolomiti &#8211; ovvero la primavera &#8211; si assiste a delle vere e proprie gare di decorazione di facciate degli edifici.</p>
<p>Un&#8217;altra peculiarità della zona è quella di poter portare a casa un souvenir di eccezione, acquistato in qualche bottega in cui si lavora e si intaglia il legno, un&#8217;attività tradizionale di questo luogo. Una volta finita la visita, ci si rimette in moto e si passa attraverso <strong>Santa Cristina</strong> e, poi, <strong>Selva</strong>. Da qui il tratto diventerà più impegnativo, poiché la strada sarà quasi completamente in salita e nel bosco e presenterà un elevato numero di curve e tornanti. Si procede all&#8217;ombra del Sasso Lungo e si attraversa il <strong>Passo Gardena</strong>.</p>
<p>Lungo il Passo Gardena si giungerà a un bivio; imboccando la destra, si arriverà alla destinazione di questo itinerario, cioè il Passo Sella, che si distingue dagli altri per essere più lungo. Questa è indubbiamente <strong>la parte più divertente di tutto il tragitto</strong>, perché la strada diventa ampia e piena di curve e tornanti, che si alternano ai rettilinei con visibilità completa per prendere un po&#8217; di respiro prima di piegarsi nuovamente a terra verso l&#8217;asfalto.</p>
<p>Una strada dalla carreggiata ampia e ben tenuta, che darà la possibilità ai più tranquilli di ammirare lo spettacolare paesaggio che si poserà davanti ai propri occhi. Lungo il Passo Sella sono, inoltre, presenti diversi punti in cui poter fermare la moto e fermarsi ad ammirare il panorama. La prima parte del Passo Sella è quasi completamente in salita perché si sta andando a scalare le pendici del massiccio del Sella. A questo proposito, i più avventurosi saranno stuzzicati all&#8217;idea di <strong>abbandonare la strada principale</strong> per dedicarsi, tramite vie secondarie, alla scalata del gruppo montuoso.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Lungo il passo si incontreranno tantissimi motociclisti. Dopo aver curvato abbondantemente fra le strade ricche di alpeggi da un lato e imponenti montagne dall&#8217;altro, il ritorno verso Bolzano si fa passando per il <strong>Passo Pordoi</strong> verso Canazei. Da qui si imbocca il Vigo di Fassa in direzione del <strong>Passo di Costalunga</strong>. A questo punto, prima di tornare a Bolzano, consigliamo di deviare di qualche chilometro verso il <strong><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/lago-di-carezza/" target="_blank" rel="noopener">Lago di Carezza</a></strong>, chiamato anche &#8216;<em>Lago Arcobaleno</em>&#8216; per via degli spettacolari colori che lo caratterizzano. C&#8217;è una leggenda che narra che questo nome derivi da un mago che gettò l&#8217;arcobaleno stesso nelle acque a causa di un amore non corrisposto.</p>
<h2 class="">Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Passo Sella</h2>
<h3 class="">Tra il Gardena e il Sella</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Il Passo Sella, attraversato dalla SS242 della Val Gardena e Passo Sella, si inerpica lungo le sponde delle <strong>Dolomiti</strong>, fino ai 2.240 metri di altitudine. Un livello ragguardevole, non certo da record, al quale fa da contraltare la <strong>pendenza</strong> piuttosto impegnativa, con un <strong>massimo dell’11%</strong>.</p>
<p class="">Il valico è detto <em>Jouf de Sela</em> in ladino fassano e <em>Jëuf de Sela</em> in ladino gardenese. L’influenza ladina, in questo territorio, è, infatti, estesa anche alla toponomastica di luoghi e strade. L’importanza del Sella non è legata solo al mondo motociclistico, ma anche alle due ruote ciclistiche. Non a caso, qui è passato per molte volte il <strong><em>Giro d’Italia</em></strong> e vi si tiene la manifestazione <a href="https://www.sellarondabikeday.com/index_it.html"><em><strong>Sellaronda Bike Day</strong></em></a>. Dal 2017, nel periodo estivo, la circolazione sul Passo Sella è limitata a un numero prestabilito di mezzi a motore. La decisione, che ricade nell&#8217;iniziativa <em>Green Days</em>, vuole promuovere la mobilità sostenibile soprattutto in alta quota.</p>
<h3>Un rifugio per tutti</h3>
<p>Sul Passo Sella non mancano le strutture ricettive e di accoglienza rivolte al vasto pubblico turistico. In particolar modo, possiamo evidenziare la presenza di due rifugi. Il <a href="https://www.rifugiosalei.it/it.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rifugio Salei</strong></a>, situato a 2.225 metri di altitudine, che domina il percorso del Sellaronda (il Giro dei Quattro Passi). Non un rifugio vecchio stile, ma un vero e proprio luogo del wellness. È, infatti, dotato di ristoranti, lounge bar, Spa, sauna e piscina con una vista mozzafiato sul Passo Sella.</p>
<p><strong><a href="https://passosella-resort.com/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Hotel Passo Sella Dolomiti Mountain Resort</a></strong>, poi, è una splendida struttura a 4 stelle (la prima delle Dolomiti con questo rating sopra i 2.100 metri di quota), immersa in uno scenario stupefacente. Direttamente prospiciente le piste da sci, è dotato di camere standard, superior e suite di altissimo livello.</p>
<p>Ma presso il Passo Sella è possibile trovare decine di hotel dedicati al turismo, motociclistico e non solo, <strong>aperti 12 mesi su 12</strong>. La zona è, infatti, una pregevolissima meta turistica durante tutto l&#8217;anno. In inverno, è possibile approfittare delle piste da sci e gli impianti di risalita, mentre in estate si possono organizzare lunghe e piacevoli escursioni ad alta quota.</p>
<h2><strong>Consigli utili per il Passo Sella</strong></h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h3>Meteo Passo Sella</h3>
<p>Il <strong>clima sul Passo Sella</strong> è generalmente paragonabile a quello di qualsiasi altra meta di montagna a una quota di 2.000 metri. Le estati, piuttosto brevi, si presentano con giornate miti (intorno ai 20 gradi) e con notti fresche, intorno ai 10-12 °C. Gli inverni sono lunghi e con una prevalenza di <strong>precipitazioni nevose</strong> da novembre fino a marzo-aprile. In alcuni casi, è possibile trovare la neve anche a giugno o settembre. Le temperature tendono a scendere intorno allo zero già da ottobre.</p>
<h3>Condizioni della strada</h3>
<p>Le strade delle Alpi sono adatte a tutti i tipi di moto, ma si rivelano <strong>piuttosto impegnative</strong>, data la presenza di curve e tornanti. Sono, quindi, raccomandate gomme in ottimo stato e protezioni prima di mettersi alla guida. Nell&#8217;attraversare i diversi passi, i dislivelli sono parecchi; di conseguenza, gran parte dell&#8217;itinerario si svolgerà in salita oppure in discesa.</p>
<h3>Qual è il periodo migliore per visitarlo?</h3>
<p>Il <strong>periodo migliore per visitare il Passo Sella</strong> è la primavera o l&#8217;estate. Passando fra zone aperte e zone boschive, sono da tenere in considerazione gli sbalzi termici a volte piuttosto rigidi, quindi è consigliato un abbigliamento a strati.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/e-forse-il-piu-iconico-delle-dolomiti-collega-la-val-di-fassa-con-la-val-gardena-e-il-paesaggio-e-un-tripudio-di-cime/">È forse il più iconico delle Dolomiti: collega la Val di Fassa con la Val Gardena e il paesaggio è un tripudio di cime</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Il punto d&#8217;incontro storico dei motociclisti tra Lombardia ed Emilia: le pieghe del Penice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 10:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra Lombardia ed Emilia-Romagna, il Passo del Penice è uno di quei luoghi in cui torno volentieri quando ho voglia di unire guida e paesaggio senza affrontare trasferte infinite. 149 metri, ai piedi del Monte Penice, questa strada appenninica collega la Valle Staffora alla Val Trebbia seguendo un profilo fatto di curve continue, boschi e scorci sulle vallate. Qui la SS 461 sembra</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra Lombardia ed Emilia-Romagna, il <strong>Passo del Penice</strong> è uno di quei luoghi in cui torno volentieri quando ho voglia di unire guida e paesaggio senza affrontare trasferte infinite. 149 metri, ai piedi del Monte Penice, questa strada appenninica collega la <strong>Valle Staffora</strong> alla <strong>Val Trebbia</strong> seguendo un profilo fatto di curve continue, boschi e scorci sulle vallate.</p>
<p>Qui la <strong>SS 461</strong> sembra cucire insieme due mondi diversi, dall’Oltrepò Pavese fino a Bobbio, centro storico simbolo della <strong>Val Trebbia</strong>. Non è solo un <strong>itinerario motociclistico classico</strong> del Nord Italia, ma anche un corridoio naturale verso escursioni, sentieri e piccoli borghi.</p>
<p>Ogni volta che salgo da Varzi, la montagna cambia passo insieme alla strada: meno traffico urbano, più ritmo e quel tipo di continuità di guida che, con attenzione, rende il Penice un valico da assaporare curva dopo curva.</p>
<h2>Passo del Penice in moto. L’itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<p>Il <strong>Passo del Penice</strong> si trova nell’<strong>Appennino settentrionale</strong>, esattamente sulla linea che separa Lombardia ed Emilia-Romagna. Il valico collega la <strong>Valle Staffora</strong>, nel cuore dell’<strong>Oltrepò Pavese</strong>, con la <strong>Val Trebbia</strong>, in provincia di Piacenza, seguendo la <strong>SS 461 del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/sfiora-i-1000-metri-eppure-questo-valico-degli-appennini-non-ha-nulla-da-invidiare-agli-amici-delle-dolomiti/" target="_blank" rel="noopener">Passo del Penice</a></strong>. È una quota tutto sommato contenuta, 1.149 metri, ma sufficiente a cambiare luce, temperature e ritmo della strada rispetto alla pianura.</p>
<p>Arrivando dalla Lombardia, la salita inizia di fatto da <strong>Varzi</strong>, dopo aver seguito per diversi chilometri il corso dello Staffora. È qui che, ogni volta che ci passo, ho la sensazione che la statale “ingranì” una marcia diversa: le case si diradano, la carreggiata stringe e la montagna entra in scena. Sul lato emiliano il passo si affaccia invece verso <strong>Bobbio</strong> e la SS45 di <strong>Val Trebbia</strong>, rendendolo un nodo naturale per giri ad anello che uniscono Oltrepò, Appennino piacentino e, volendo, persino le prime propaggini liguri.</p>
<h2>Curve, boschi e panorami tra Varzi, il valico e la Val Trebbia</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Dal punto di vista della guida, il tratto fra <strong>Varzi</strong> e il <strong>valico del Penice</strong> è quello che mi fa tornare più spesso da queste parti. Non ci sono i tornanti ampi delle Alpi, ma una <strong>sequenza irregolare di curve</strong> medio-brevi, cambi di pendenza e passaggi nel <strong>bosco</strong> che obbligano a rimanere concentrati. La velocità qui è un dettaglio: conta la fluidità con cui si alternano i tornanti e il modo in cui si “legge” l’asfalto, specie in ombra, dove umidità, foglie e aghi di pino possono sorprendere.</p>
<p>Superato il passo, la <strong>discesa verso Bobbio</strong> cambia ancora scenario. La strada perde quota rapidamente, apre finestre panoramiche sulla <strong>Val Trebbia</strong> e, nelle giornate limpide, lascia intravedere l’<strong>arco alpino</strong> lontano. È un tratto in cui tendo a rallentare, non solo per prudenza, ma per godermi quel passaggio graduale dai boschi di quota ai campi e al fiume. La cosa migliore è prendersi il tempo per una sosta nei <strong>piazzali panoramici</strong>, spegnere il motore e ascoltare il silenzio dell’Appennino.</p>
<h2>Bobbio, Monte Penice e i borghi tra Oltrepò e Appennino delle Quattro Province</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il Passo del Penice non è solo una strada: è la porta d’ingresso a una rete di borghi e percorsi che meritano soste lente. Sul versante emiliano, <strong>Bobbio</strong> è il naturale punto di arrivo: un borgo medievale dove il <strong>Ponte Gobbo</strong>, l’abbazia e il fiume costruiscono un quadro quasi sospeso nel tempo. Ogni volta che parcheggio la moto in centro e proseguo a piedi, il contrasto tra il rumore del motore e la quiete delle vie antiche è netto.</p>
<p>Sopra il valico svetta il <strong>Monte Penice</strong>, con il suo <strong>santuario</strong> e una serie di sentieri che si affacciano sull’<strong>Appennino delle Quattro Province</strong>, dove si incontrano i territori di Pavia, Piacenza, Alessandria e Genova. Sul lato lombardo, l’itinerario attraversa centri come <strong>Varzi</strong> e i piccoli paesi della <strong>Valle Staffora</strong>, custodi di una tradizione contadina e di una <strong>cucina</strong> che per chi viaggia in moto diventa spesso una scusa perfetta per allungare la sosta tra un tratto di strada e l’altro.</p>
<h2>Quando andare, difficoltà e consigli pratici per vivere il Penice al meglio</h2>
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<p>Il periodo migliore per affrontare il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/collega-due-delle-valli-piu-belle-della-regione-ma-nessuno-lo-conosce-un-passo-incredibile-in-emilia-romagna/" target="_blank" rel="noopener">Passo del Penice</a> in moto va dalla <strong>primavera all’autunno</strong>. In queste stagioni il bosco cambia colore, le temperature restano gestibili e il rischio di <strong>neve o ghiaccio</strong> è limitato. L’inverno, invece, può riservare asfalto freddo, sale e tratti ghiacciati: personalmente preferisco evitarlo o verificare con attenzione le condizioni prima di salire. In estate il passo diventa una fuga naturale dalla calura della pianura, ma nel weekend non mancano moto, auto e ciclisti.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico la <strong>SS 461</strong> non è estrema, ma richiede una buona abitudine alla <strong>guida di montagna</strong>: curve frequenti, pendenze e visibilità non sempre perfetta. Il mio consiglio è di non viverla come una pista, ma come parte di un <strong>itinerario più ampio</strong>, magari combinando Penice, Bobbio e un tratto della <strong>SS45 di Val Trebbia</strong>. Per chi ama anche camminare, una deviazione verso i <strong>sentieri del Monte Penice</strong> aggiunge al giro in moto un piccolo <strong>trekking d’Appennino</strong>, chiudendo la giornata con un panorama che ripaga di ogni chilometro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/il-punto-dincontro-storico-dei-motociclisti-tra-lombardia-ed-emilia-le-pieghe-del-penice/">Il punto d&#8217;incontro storico dei motociclisti tra Lombardia ed Emilia: le pieghe del Penice</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>È la Grande Strada delle Dolomiti, e nel suo percorso tocca ben tre regioni, con paesaggi che ti stupiranno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si tratta di una delle strade italiane più apprezzate in assoluto dagli appassionati di escursioni su due ruote (motorizzate e non) ma, più in generale, dagli amanti di panorami mozzafiato. Tecnicamente, corrisponde a un semplice tratto della Strada Statale 48 (quello che va da Vigo di Fassa a Cortina d&#8217;Ampezzo), ma che, allo stesso tempo,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di una delle strade italiane più apprezzate in assoluto dagli appassionati di escursioni su due ruote (motorizzate e non) ma, più in generale, dagli amanti di panorami mozzafiato. Tecnicamente, corrisponde a un semplice <strong>tratto della Strada Statale 48</strong> (quello che va da <strong>Vigo di Fassa</strong> a <strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong>), ma che, allo stesso tempo, tutti conoscono come la <em><strong>Grande Strada delle Dolomiti</strong></em>.</p>
<p>Una strada progettata e realizzata tra la fine del XIX e l&#8217;inizio del XX secolo dal team dell&#8217;organizzazione alpinistica tirolese, il <em><strong>Deutscher und Österreichischer Alpenverein</strong></em> (<em>Club alpino tedesco e austriaco</em>). La Grande Strada delle Dolomiti è un percorso lungo circa <strong>110 chilometri</strong>, che attraversa il <strong>Veneto, </strong>il<strong> Trentino </strong>e l&#8217;<strong>Alto Adige</strong>, famoso in tutto il mondo per il territorio strepitoso che taglia. Una tratta perfetta da intraprendere <strong>in qualunque periodo dell&#8217;anno</strong>, visto che a ogni stagione corrisponde un paesaggio caratterizzato da colori e odori diversi. Partiamo?</p>
<h2>Grande Strada delle Dolomiti in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m70!1m12!1m3!1d351689.1358357785!2d11.467607354586304!3d46.47699748404581!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m55!3e0!4m5!1s0x47829c2b419e7049%3A0x652b694f348b432a!2s39100+Bolzano+BZ!3m2!1d46.498295299999995!2d11.3547582!4m5!1s0x47829e01e4ac7abf%3A0xbd290dfc34d0c452!2sCardano%2C+BZ!3m2!1d46.493269999999995!2d11.392592299999999!4m5!1s0x47787049a769cf77%3A0x782f21ef2a051d92!2sNova+Levante%2C+BZ!3m2!1d46.4298909!2d11.534675499999999!4m5!1s0x47786fe8e28162b7%3A0xdb332cfdd84fb462!2sLago+di+Carezza%2C+Nova+Levante%2C+BZ!3m2!1d46.4092273!2d11.5750645!4m5!1s0x47786f8353193d8d%3A0xf43b0093f43671e!2sPasso+di+Costalunga%2C+Nova+Levante%2C+BZ!3m2!1d46.4!2d11.6!4m5!1s0x47786a694ab62bc3%3A0xcb8e3fb552a4e7e4!2sCanazei%2C+TN!3m2!1d46.4767783!2d11.770364899999999!4m5!1s0x477847439a5bd105%3A0x4070987159154b0!2sLivinallongo+del+col+di+lana%2C+BL!3m2!1d46.493290699999996!2d11.921814399999999!4m5!1s0x477837f5f673e5eb%3A0xe5210d91f732fe92!2sPasso+Falzarego%2C+32043+Cortina+d'Ampezzo+BL!3m2!1d46.5191252!2d12.0089186!4m5!1s0x47783435d247033f%3A0xdd3c30437b92e42b!2sCortina+d'Ampezzo!3m2!1d46.5404711!2d12.1356524!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1542359959307" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Parti da <strong>Bolzano </strong>imboccando Via Roma e continuando su Ponte Roma. Prosegui lungo Via Galilei finché non raggiungi Via Val d’Ega, seguendo le indicazioni per <strong>Cardano</strong>. Da qua, fatti la SS241 attraverso la valle dell’Ega, ammirando i primi panorami delle Dolomiti. Continua verso <strong>Nova Levante</strong> seguendo la Via Carezza/SS241. Attraversa il <strong>Lago di Carezza</strong>, uno dei punti più suggestivi del percorso, poi continua verso il <strong>Passo di Costalunga</strong> sulla Strada Dolomites/SS48. Qui inizia una parte del viaggio ricca di tornanti e ottime viste.</p>
<p>Dopo il Passo di Costalunga devi scendere verso <strong>Canazei</strong> e imboccare la Via Col de Pin, mantenendo comunque la direzione sulla SS48. Attraversa <strong>Arabba</strong> e vai verso <strong>Livinallongo del Col di Lana </strong>tenendo la SR48 fino al <strong>Passo Falzarego</strong>, dove ti troverai immerso in un panorama meraviglioso. Prosegui verso <strong>Cortina d’Ampezzo </strong>facendoti prima la SP24 del Passo Valparola e poi rientrando sulla SR48.</p>
<p>Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la <strong>SS241</strong>, la <strong>SS48</strong> e la <strong>SP24 del Passo Valparola</strong>. <a href="https://maps.app.goo.gl/Pc5c5y77SiBZr3Af9" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui</strong></a>.</p>
<h2>Cosa vedere nella Grande Strada delle Dolomiti</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il nostro viaggio parte da<strong> Bolzano</strong> e punta subito in direzione<strong> Cardano</strong>, grazie alla Strada Statale 241, che un tempo percorreva il fondo della gola locale tra spettacolari pareti di roccia. Oggi, però, è stata sostituita da un <strong>tunnel</strong> per ragioni di sicurezza. Superata la frazione possiamo puntare fino a <strong>Nova Levante</strong>, ovvero il <strong>primo</strong> <strong>punto panoramico</strong> della tratta, per una vista unica del <strong>Gruppo del Catinaccio</strong>. Vale sicuramente la pena fare una sosta a <strong>Lago di Carezza</strong>, luogo amato dall&#8217;<strong>imperatrice austriaca Elisabetta</strong> (che tutti conosciamo con il nomignolo di <strong>Sissi</strong>).</p>
<p>Possiamo, poi, attraversare il <strong>Passo di Costalunga</strong>, raggiungendo la <strong>Val Fassa</strong>. A questo punto, sta a voi scegliere quanto sostare nella cittadina e dedicare un piccolo detour in zona <strong>Canazei</strong>, oppure se puntare direttamente <strong>Passo Pordoi</strong> e il <strong>confine con il Veneto</strong> (altro tratto privilegiato per osservare il Sassolungo in tutto il suo splendore).</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Questo tratto della <strong>Grande Strada delle Dolomiti</strong> inizia a farsi impegnativo e conta la bellezza di <strong>33 tornanti</strong>, ma vi permetterà di raggiungere due località deliziose, quali <strong>Arabba</strong> e <strong>Livinallongo del Col di Lanna</strong>. Un&#8217;ultima meta a cui dedicare una sosta è, sicuramente, il <a href="https://www.castellodiandraz.it/it/"><strong>Castello di Andraz</strong></a>, che potrete individuare pochi chilometri dopo il borgo omonimo, andando in direzione del <strong>Passo Falzarego</strong>.</p>
<p>Proprio da quest&#8217;ultimo è possibile arrampicarsi fino al <strong>Rifugio Lagazuoi</strong> (tramite funivia), per sperimentare quella che probabilmente è la <strong>terrazza panoramica più bella di tutto l&#8217;itinerario</strong>. Una location ricca di bellezza e di storia, se consideriamo che è stata reale luogo di combattimento tra reparti italiani e austriaci durante la Grande Guerra. Proprio il Passo di Falzarego è l&#8217;ultimo &#8220;ostacolo&#8221; da superare per chiudere questo breve viaggio alla scoperta della <strong>Grande Strada delle Dolomiti</strong>. Raggiunta la <strong>Valle d&#8217;Ampezzo</strong> basterà, infatti, seguire le indicazioni fino a <strong>Cortina</strong> per ritrovarvi immersi nella bellezza della cosiddetta &#8220;<em>perla</em>&#8221; del territorio. <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/prealpi-del-vercors/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Scopri le Prealpi del Vercors, le &#8216;Dolomiti francesi&#8217;</strong></span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/e-la-grande-strada-delle-dolomiti-e-nel-suo-percorso-tocca-ben-tre-regioni-con-paesaggi-che-ti-stupiranno/">È la Grande Strada delle Dolomiti, e nel suo percorso tocca ben tre regioni, con paesaggi che ti stupiranno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Calabria vista dall’alto: 200 chilometri di pura meraviglia tra la Costa dei Cedri e il Pollino</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/calabria-in-moto/la-calabria-vista-dallalto-200-chilometri-di-pura-meraviglia-tra-la-costa-dei-cedri-e-il-pollino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passo dello Scalone è uno dei più interessanti valichi di montagna della Calabria. Spartiacque naturale tra l&#8217;Appennino lucano e il calabro, si trova nella provincia di Cosenza. L&#8217;itinerario pensato per raggiungerlo mette in comunicazione le due realtà, marittima e d&#8217;alta quota, della Calabria cosentina. Si tratta di una provincia estesissima, la quinta in Italia</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/calabria-in-moto/la-calabria-vista-dallalto-200-chilometri-di-pura-meraviglia-tra-la-costa-dei-cedri-e-il-pollino/">La Calabria vista dall’alto: 200 chilometri di pura meraviglia tra la Costa dei Cedri e il Pollino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo dello Scalone</strong> è uno dei più interessanti valichi di montagna della <strong>Calabria</strong>. Spartiacque naturale tra l&#8217;Appennino lucano e il calabro, si trova nella <strong>provincia di Cosenza</strong>. L&#8217;itinerario pensato per raggiungerlo mette in comunicazione le due realtà, marittima e d&#8217;alta quota, della Calabria cosentina. Si tratta di una provincia estesissima, la quinta in Italia per superficie, che ricalca per intero il territorio della <strong>Calabria Citeriore</strong>. Partiamo per questa affascinante avventura?</p>
<h2>Passo dello Scalone in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Itinerario</h3>
<p>Per raggiungere il Passo dello Scalone ci concediamo una vera <em>full immersion</em> nella natura della Calabria cosentina. Partenza da <strong>Belvedere Marittimo</strong>, bel comune il cui borgo si trova a picco sul Tirreno. Nonostante sia una cittadina di mare, il suo territorio arriva a una quota massima di oltre 1.300 metri s.l.m. Da ammirare a Belvedere ci sono il <strong>Castello normanno-aragonese</strong> e la <strong>casa natale di San Daniele Fasanella</strong>.</p>
<p>Prendiamo la SP263 e iniziamo la risalita verso il Passo dello Scalone, che raggiungiamo in circa 25 chilometri. Da qui sono sette i chilometri che ci distanziano da <strong>Sant&#8217;Agata di Esaro</strong>. La cittadina prende il nome dall&#8217;omonimo fiume, sulle cui sponde fu fondata forse in epoca bizantina, intorno al VI secolo. Proseguendo in direzione nord-est, verso <strong>Acquaformosa</strong>, consigliamo una deviazione al <a href="https://www.madonnadelpettoruto.it/"><strong>Santuario della Madonna del Pettoruto di San Sosti</strong></a>. Questo splendido complesso religioso, di epoca seicentesca, ospita una scultura della <em>Vergine con Bambino</em> risalente al Quattrocento.</p>
<p>Risalendo ancora il Pollino, oltrepassiamo <strong>Castrovillari</strong> per arrivare a <strong>Mormanno</strong>, bel comune di montagna. Qui si tiene il <a href="https://www.comune.mormanno.cs.it/vivere_il_comune/eventi/evento_5.html"><em>Perciavutti</em></a>, una festa tradizionale che permette di scoprire tradizioni ed enogastronomia della località cosentina. Riscendiamo in direzione del Mar Tirreno, passando per <strong>Papasidero</strong> lungo la SP3 fino ad arrivare a <strong>San Nicola Arcella</strong>. Qui si trova la celebre <strong>Spiaggia dell&#8217;Arcomagno</strong>, una lingua di sabbia incastonata da un grande arco in pietra, meta di migliaia di turisti provenienti da tutta la Calabria e non solo.</p>
<p>Rientrando a Belvedere Marittimo, seguiamo la SS18 Tirrenica che ci permette di toccare<strong> Scalea</strong> e <strong>Diamante</strong>, uno dei <em>Borghi dipinti d&#8217;Italia</em>, con i suoi murales. La cittadina è gemellata, dal 2011, con <strong>Rocca di Papa</strong>, comune turistico dei <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/castelli-romani/" target="_blank" rel="noopener">Castelli Romani</a></strong>, noto anch&#8217;esso per le opere murarie diffuse nel centro storico.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Passo dello Scalone</h2>
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<p>Il Passo dello Scalone fa parte del cosiddetto <strong>Appennino meridionale </strong>e rappresenta il punto di inizio della <strong>Catena costiera</strong>. Si tratta della parte più settentrionale dell&#8217;Appennino calabrese, che separa la Lucania dalla Sila Piccola. Prende anche il nome di <em><strong>Catena Paolana</strong></em>, dal nome della città di <strong>Paola</strong>, luogo natale di San Francesco Martolilla (meglio noto come San Francesco da Paola). Il percorso unisce <strong>Belvedere Marittimo</strong> e <strong>Sant&#8217;Agata di Esaro</strong>, entrambi comuni cosentini, tramite la SS105 di Castrovillari. La direttrice, tra Belvedere Marittimo e Francavilla Marittima, collega la Calabria tirrenica cosentina a quella ionica, nella stessa provincia.</p>
<p>La SS263 di Castrovillari è il percorso nel quale ricade il Passo dello Scalone, con una lunghezza di 13,5 chilometri. Belvedere Marittimo si trova a una quota di 150 metri sul livello del mare (il centro storico), mentre Sant&#8217;Agata di Esaro è a quota 461 metri. Nel complesso, però, la strada sale fino a <strong>740 metri s.l.m.</strong> con una <strong>pendenza media del</strong> <strong>6%</strong>. Da quota 557 a 662 metri, la pendenza scende in media al 3% mentre è superiore all&#8217;8% solo prima dell&#8217;arrivo in vetta.</p>
<p>Si tratta, in sostanza, di un <strong>percorso agevole</strong>, di particolare interesse paesaggistico, poiché ricade in parte nel <strong>Parco nazionale del Pollino</strong>. Lo sapevi che, con una superficie complessiva di 192.565 ettari (1930 kmq), il Parco Nazionale del Pollino è il più esteso in Italia? Fu istituito ufficialmente nel 1998 e fa parte dei siti <em>UNESCO Global Geopark</em>. Può, dunque, considerarsi Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<h3>Consigli utili per visitare il Passo dello Scalone</h3>
<p>La zona del Pollino e del Passo dello Scalone è di particolare interesse durante tutto l&#8217;anno. I periodi consigliati per visitarla sono quelli primaverile ed estivo, soprattutto da maggio a settembre inoltrato. D&#8217;estate ci si può anche recare presso le vicine spiagge, per una piacevole vacanza in Calabria. Il <strong>meteo</strong> è piuttosto favorevole sia in inverno sia in estate. A <strong>Belvedere Marittimo</strong> le temperature rimangono miti anche in inverno, con le minime a 7 °C a gennaio e febbraio. D&#8217;estate, la temperatura supera i 30 °C, ma la ventilazione marittima mitiga il caldo. Non sono previste chiusure al traffico nella zona dello Scalone, salvo in caso di eventi meteorologici estremi. Le nevicate nella zona del Pollino &#8220;interna&#8221; sono più probabili, ma unicamente nei mesi freddi (gennaio-febbraio).</p>
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		<title>La traversata interna nel bosco cilentano: ombra, fresco e curve per chi ama esplorare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 10:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Puglia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entrare nella Foresta Mercadante, nel cuore dell’Alta Murgia, significa cambiare scena in pochi minuti: lasci alle spalle i paesaggi aperti della Murgia barese e ti ritrovi immerso in una grande distesa di pini, querce e cipressi, attraversata da strade tranquille e sentieri ombreggiati. La prima volta che ho percorso la SP145 in moto ho avuto l’impressione di guidare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Entrare nella <strong>Foresta Mercadante</strong>, nel cuore dell’<strong>Alta Murgia</strong>, significa cambiare scena in pochi minuti: lasci alle spalle i paesaggi aperti della Murgia barese e ti ritrovi immerso in una grande distesa di pini, querce e cipressi, attraversata da strade tranquille e sentieri ombreggiati.</p>
<p>La prima volta che ho percorso la <strong>SP145 in moto</strong> ho avuto l’impressione di guidare dentro un corridoio verde, con la luce che filtrava a strisce sull’asfalto e l’aria improvvisamente più fresca rispetto ai campi arsi circostanti. Non è un passo alpino, non ci sono pendenze estreme o tornanti da adrenalina, ma proprio questa calma rende il luogo speciale.</p>
<p>Qui il viaggio rallenta, le curve diventano un pretesto per guardarsi intorno e l’ombra del bosco trasforma una semplice trasferenza in una tappa da assaporare, sia in moto che a piedi o in bicicletta.</p>
<h2>Foresta Mercadante l&#8217;itinerario. Mappa</h2>
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<p>La <strong>Foresta Mercadante</strong> non si trova nel Cilento, come a volte si legge online, ma in <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/una-piccola-foresta-di-case-bianche-e-tetti-a-cono-in-puglia-ce-il-paese-da-cartolina/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Puglia</strong></a>, nel territorio di <strong>Cassano delle Murge</strong> e in parte di <strong>Altamura</strong>, all’interno del <strong>Parco nazionale dell’Alta Murgia</strong>. Il portale regionale Viaggiare in Puglia la indica come una delle aree verdi più rappresentative della <strong>Murgia barese</strong>, con una superficie di circa 1.300 ettari.</p>
<p>In una regione associata quasi sempre al mare, agli ulivi e alle masserie bianche, imbattersi in una foresta così estesa crea uno stacco netto. La prima volta che ci sono entrato, arrivando dall’altopiano assolato, ho avuto la sensazione di varcare una soglia: la strada si stringe tra i pini, la temperatura cala di qualche grado e il rumore del vento cambia.</p>
<p>Per chi viaggia in moto o in bici, ma anche per chi cerca una semplice passeggiata all’ombra, il fascino della <strong>Foresta Mercadante</strong> sta proprio in questo <strong>cambio di ritmo</strong>, in un tratto di <strong>Puglia</strong> interna capace di sorprendere anche chi la conosce da anni.</p>
<h2>Strade ombreggiate, curve dolci e soste lungo la SP145</h2>
<p>Il cuore dell’esperienza su <strong>due ruote</strong> è la <strong>SP145</strong>, la provinciale che entra nel bosco accompagnando uno dei settori più accessibili della <strong>Foresta Mercadante</strong>. Non aspettarti un percorso da <strong>passi alpini</strong>: qui le curve seguono il profilo morbido dell’altopiano, con saliscendi leggeri e un ritmo ideale per chi ama guidare senza fretta.</p>
<p>Quando l’ho percorsa in piena estate, quello che mi ha colpito è stato il contrasto con i tratti aperti della Murgia. Fuori dal bosco il caldo è secco, quasi abbagliante; appena oltre il cartello della foresta, l’asfalto si fa scuro, l’ombra dei pini copre gran parte della carreggiata e il casco si riempie dell’odore di resina.</p>
<p><strong>Komoot</strong> segnala la zona come <strong>area protetta</strong> di circa 1.300 ettari con querce, cedri, cipressi e spazi attrezzati per la sosta, perfetti per trasformare il passaggio in una vera tappa. In moto conviene però mantenere prudenza: aghi di pino, terra trascinata dalla pioggia e asfalto umido all’ombra sono dettagli da non sottovalutare.</p>
<h2>Sentieri escursionistici, anelli in bici e natura dell’Alta Murgia</h2>
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<p>La Foresta Mercadante si scopre bene anche lasciando la moto o l’auto nei parcheggi consentiti e imboccando i <strong>sentieri</strong> interni. Il <strong>CAI di Matera</strong> propone, ad esempio, un anello di circa 12 chilometri, facile, con dislivelli contenuti e passaggi tra bosco, piste forestali e punti panoramici. È un percorso che consiglio a chi vuole camminare senza farsi spaventare dal chilometraggio.</p>
<p>Per chi preferisce la <strong>bicicletta</strong>, Komoot indica un anello di circa 62 chilometri tra <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-fortezza-degli-italiani-e-il-magnifico-castello-che-da-piu-di-800-anni-domina-dallalto-tutta-la-puglia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Altamura</strong></a> e Foresta Mercadante, che alterna asfalto e sterrato. In giornate fresche è un giro che regala una bella sintesi dell’Alta Murgia: tratti ombreggiati nel bosco, radure aperte, masserie e il <strong>paesaggio carsico</strong> tipico di questa zona pugliese.</p>
<p>Camminando o pedalando emerge il carattere mediterraneo del bosco: non è una foresta alpina umida, ma un ambiente costruito su roccia calcarea, dove pini, cipressi, lecci e roverelle si alternano a spazi più radi. Il <strong>Parco dell’Alta Murgia</strong> utilizza quest’area anche per iniziative di educazione ambientale, ricordando regole, divieti di fuoco e possibili limitazioni estive legate al rischio incendi.</p>
<h2>Come organizzare l’itinerario tra Cassano, Altamura e bosco</h2>
<p>Per pianificare una giornata nella <strong>Foresta Mercadante</strong> consiglio di prendere come riferimenti <strong>Cassano delle Murge</strong> e <strong>Altamura</strong>, facilmente raggiungibili da <strong>Bari</strong>. Da Cassano si entra nel bosco seguendo le indicazioni per la <strong>SP145</strong>; da Altamura si può costruire un anello che unisce strade secondarie, tratti nel verde e rientro sull’altopiano.</p>
<p>Personalmente preferisco arrivare presto al mattino, soprattutto d’estate: l’ombra aiuta, ma caldo e disidratazione restano in agguato. In moto porto sempre con me acqua, abbigliamento ventilato ma protettivo e una cartina offline o <strong>tracce GPS</strong> già salvate, perché nel bosco la copertura non è sempre ottimale.</p>
<p>Per chi cammina o pedala, scarpe adeguate, cappello, riserva d’acqua e verifica dei bollettini antincendio sono fondamentali. Le distanze restano contenute e permettono di combinare nello stesso giorno bosco, borghi e paesaggi aperti della Murgia barese. Dopo cento anni, questa foresta nata per proteggere <strong>Bari</strong> dalle alluvioni è diventata un tassello imprescindibile per chi vuole conoscere la <strong>Puglia interna</strong> oltre il mare.</p>
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