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	<title>Italia in moto: percorsi, itinerari e viaggi su due ruote - TrueRiders</title>
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	<description>Le strade del Vero Motociclista</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 14:57:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia in moto: percorsi, itinerari e viaggi su due ruote - TrueRiders</title>
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		<title>Non tocca i 1000 metri, ma arriva dritto al tuo cuore: tra i paesaggi meravigliosi della Toscana è una vera sorpresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Toscana in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lungo l'Appennino Tosco-romagnolo ci sono numerosi valichi di interesse, tra cui un percorso secondario di particolare valore. La sua posizione, gli elementi storici che vi ruotano intorno, la vicinanza ad altre strade di rilievo lo rendono meta adatta a un mototour in Toscana. Per farlo, però, è importante conoscere le nozioni fondamentali su questa destinazione. Pronto a partire con TrueRiders?  Passo del Paretaio in moto. L'itinerario Mappa  Percorso Il Valico del Paretaio è ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/non-tocca-i-1000-metri-ma-arriva-dritto-al-tuo-cuore-tra-i-paesaggi-meravigliosi-della-toscana-e-una-vera-sorpresa/">Non tocca i 1000 metri, ma arriva dritto al tuo cuore: tra i paesaggi meravigliosi della Toscana è una vera sorpresa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Lungo l&#8217;Appennino Tosco-romagnolo ci sono numerosi valichi di interesse, tra cui un percorso secondario di particolare valore. La sua posizione, gli elementi storici che vi ruotano intorno, la vicinanza ad altre strade di rilievo lo rendono meta adatta a un mototour in <strong>Toscana</strong>. Per farlo, però, è importante conoscere le nozioni fondamentali su questa destinazione. Pronto a partire con TrueRiders?</p>
<h2 id="h-passo-del-paretaio-in-moto" class="">Passo del Paretaio in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m58!1m12!1m3!1d366942.1579264711!2d11.167701845811559!3d44.068167866587345!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m43!3e0!4m5!1s0x132ae7199b5ac2ed%3A0x26290b472717d2ce!2sRoncobilaccio%2C%2040035%20BO!3m2!1d44.121175699999995!2d11.2148842!4m5!1s0x132b1f9b8387091b%3A0x9864849dc50c15d3!2sFirenzuola%2C%2050033%20FI!3m2!1d44.120013799999995!2d11.378575699999999!4m5!1s0x132b22c710b9af3f%3A0x13ee25cbe4f038e1!2sValico%20del%20Paretaio%2C%20Strada%20Provinciale%20della%20Faggiola%2C%2050035%20Firenzuola%20FI!3m2!1d44.1437727!2d11.5005277!4m5!1s0x132b17e177a66d2b%3A0xf5cbed5a3590d67f!2sPalazzuolo%20Sul%20Senio%2C%2050035%20FI!3m2!1d44.1140919!2d11.546173!4m5!1s0x132b167e8e8ccdff%3A0xf457ac0b5fc7f2da!2sMarradi%2C%2050034%20FI!3m2!1d44.074625!2d11.6111308!4m5!1s0x132b12dee0dc7a15%3A0x7aedefad0417c92!2sSan%20Benedetto%20In%20Alpe%2C%2047010%20FC!3m2!1d43.9837296!2d11.6833513!4m5!1s0x132b6c3382436c99%3A0xbcb481fb53aa2bac!2sPremilcuore%2C%2047010%20FC!3m2!1d43.9785907!2d11.7786423!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1733480775423!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3 id="h-percorso" class="">Percorso</h3>
<p class="">Il Valico del Paretaio è inserito in questo itinerario come tappa intermedia nella strada che va da <strong>Roncobilaccio</strong> a <strong>Premilcuore</strong>. Si tratta di un percorso di circa 100 chilometri, quasi tutto in montagna, da compiere in circa tre ore, soste escluse. Partiamo da <strong>Roncobilaccio</strong> attraversando più volte il confine tosco-emiliano. Arriviamo, in pochi chilometri, al Cimitero militare germanico sul <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/lantico-valico-tra-bologna-e-firenze-e-lo-splendido-passo-da-scoprire-allinsegna-della-storia/"><strong>Passo della Futa</strong></a>, lungo la SP50.</p>
<p class="">Proseguiamo lungo la SP116 in direzione <strong>Firenzuola</strong>, da dove si dirama la strada del <strong>Passo del Giogo</strong>. Da qui, saliamo verso nord tramite la <em>Strada Statale Montanara Imolese</em> fino a <strong>Coniale</strong>, dove inizia la salita al Passo del Paretaio. Come accennato, la strada è ricca di curve e tornanti a &#8220;U&#8221;, dai quali si gode di un incredibile panorama sulla vallata. Meno di 20 chilometri per arrivare a <strong>Palazzuolo sul Senio</strong>, così chiamato per la presenza del fiume omonimo. Proseguiamo sulla SP306 in direzione Marradi, passando per il <strong>Passo Carnevale</strong>, interessante punto panoramico dell&#8217;alto fiorentino. Ci aspetta, poi, il <strong>Passo della Peschiera</strong>, nel pieno delle <strong>Foreste Casentinesi</strong> (Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO).</p>
<p class="">La nostra meta,<strong> Premilcuore</strong>, si raggiunge attraverso un ulteriore valico: è il <strong>Passo Valbura</strong>, con le sue curve strettissime ai piedi del Monte Roncole. Una full immersion di montagna tutta da vivere!</p>
<h2 id="h-tutto-quello-che-c-da-sapere-sul-passo-del-paretaio" class="">Passo del Paretaio: la strada panoramica tra Toscana ed Emilia-Romagna</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/palazzuolo-sul-senio-323495009.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/palazzuolo-sul-senio-323495009.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/palazzuolo-sul-senio-323495009.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/palazzuolo-sul-senio-323495009.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/palazzuolo-sul-senio-323495009.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/palazzuolo-sul-senio-323495009.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">Il <strong>valico del Paretaio</strong> si trova in Toscana, più precisamente nella città metropolitana di Firenze. La strada unisce <strong>Coniale</strong> (frazione di Firenzuola) e <strong>Palazzuolo sul Senio</strong>, nella cosiddetta <em>Romagna toscana</em>. Si tratta di un territorio &#8220;di confine&#8221;, amministrativamente toscano ma che risente fortemente della cultura romagnola. Non a caso la stessa Palazzuolo confina con comuni ravennati (Brisighella, Casola Valsenio) e bolognesi (Castel del Rio).</p>
<h3 id="h-altitudine-e-pendenza-della-salita-faggiola" class="">Altitudine e pendenza della &#8220;Salita Faggiola&#8221;</h3>
<p class="">L&#8217;altezza massima del Passo del Paretaio è di 950 metri sul livello del mare, un dato in linea con quello di altri valichi di zona, come il <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/passo-della-raticosa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Passo della Raticosa</a></strong>. Per la pendenza, bisogna distinguere tra il tratto Coniale e quello di Palazzuolo. Nel primo, infatti, la pendenza raggiunge una media del 5,9%, nel secondo è del 5,7%. La pendenza massima, invece, è dell&#8217;8,9% da Coniale e del 10,4% da Palazzuolo. Il dislivello è di 583,6 metri da Coniale e di 445 metri da Palazzuolo.</p>
<h3 id="h-profilo-stradale" class="">Profilo stradale</h3>
<p class="">La strada del Paretaio, tra le <strong>valli del Santerno e del Senio</strong>, ha alcuni elementi di particolare interesse. Partendo da Coniale, inizia come larga e si restringe dopo la Parrocchiale di San Patrizio a Tirli. Nel secondo tratto (fosso Biatrica), si fa decisamente più stretta, valicando il Poggio di Stignano e arrivando velocemente da 695 a 880 metri. La strada è asfaltata, ma bisogna guidare con attenzione, soprattutto con tempo instabile; in ogni caso, è sicura e protetta da guardrail.</p>
<h2 id="h-consigli-utili-sul-passo-del-paretaio" class="">Consigli utili sul Passo del Paretaio</h2>
<p class="">La zona del Paretaio è molto piacevole durante tutto l&#8217;anno. Basti pensare che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzuolo_sul_Senio" target="_blank" rel="noopener"><strong>Palazzuolo sul Senio</strong></a> è stato scelto sin dal 1991 dalla rivista Airone come <em>Villaggio ideale d&#8217;Italia</em>. Il periodo migliore per recarsi in questo angolo della Toscana è sicuramente la primavera e l&#8217;autunno, quando i colori della natura si mostrano in tutto il loro splendore, ma anche l&#8217;estate regala esperienze formidabili.</p>
<h3 id="h-meteo-e-clima" class="">Meteo e clima</h3>
<p class="">Il clima a Palazzuolo e sul Passo del Paretaio è quello tipicamente appenninico, con inverni freddi ed estati miti, mai eccessivamente calde. La ventilazione è prevalente da nord nei mesi autunnali, invernali e a ottobre. Da aprile a settembre, invece, proviene dai quadranti meridionali ed è meno intensa. Le precipitazioni si concentrano nel mese di novembre e sono al minimo tra giugno e luglio, con un&#8217;umidità abbastanza alta durante tutto l&#8217;anno. Le temperature vanno dagli 1 &#8211; 10 °C di gennaio ai 17 &#8211; 31 °C di luglio e agosto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/non-tocca-i-1000-metri-ma-arriva-dritto-al-tuo-cuore-tra-i-paesaggi-meravigliosi-della-toscana-e-una-vera-sorpresa/">Non tocca i 1000 metri, ma arriva dritto al tuo cuore: tra i paesaggi meravigliosi della Toscana è una vera sorpresa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una full immersion avventurosa nel cuore della natura Toscana: una strada davvero &#8220;Eroica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 06:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Toscana in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Nata per celebrare l'epopea di Bartali e Coppi, i grandi campioni del ciclismo che hanno segnato le pagine più belle dello sport italiano nel primo Novecento, è nel cuore 'da cartolina' della Toscana che incontriamo una strada celebre per... non esserlo. Somiglia, infatti, più a un concetto che a un tracciato vero e proprio. È una strada bianca, quel tipo di percorso che gli amanti dell'offroad e delle moto da cross conoscono bene. Qui, però, non ci sono altezze impervie, ma i borghi del ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/una-full-immersion-avventurosa-nel-cuore-della-natura-toscana-una-strada-davvero-eroica/">Una full immersion avventurosa nel cuore della natura Toscana: una strada davvero &#8220;Eroica&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Nata per celebrare l&#8217;epopea di Bartali e Coppi, i grandi campioni del ciclismo che hanno segnato le pagine più belle dello sport italiano nel primo Novecento, è nel cuore &#8216;da cartolina&#8217; della<strong> Toscana</strong> che incontriamo una strada celebre per&#8230; non esserlo. Somiglia, infatti, più a un concetto che a un tracciato vero e proprio. È una <strong><em>strada bianca</em></strong>, quel tipo di percorso che gli amanti dell&#8217;offroad e delle moto da cross conoscono bene. Qui, però, non ci sono altezze impervie, ma i borghi del <strong>Chianti </strong>e i vigneti da cui nasce il rosso italiano più celebrato al mondo. Un tracciato &#8216;eroico&#8217;, flessibile e da percorrere in numerose formule, una piccola grande avventura. Pronti a partire?</p>
<h2 id="h-eroica-in-moto" class="p1"><span class="s1">Eroica in moto. L&#8217;itinerario</span></h2>







<h3 class="wp-block-heading" id="h-mappa">Mappa</h3>



<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m64!1m12!1m3!1d371824.0446371628!2d11.191405844373554!3d43.27498718744968!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m49!3e0!4m5!1s0x132a2cbf34bf5313%3A0x5d731212f12343e3!2sSiena%2C%2053100%20SI!3m2!1d43.318808999999995!2d11.3307574!4m5!1s0x13297c6385e9d191%3A0x1c082c94427df790!2s53022%20Buonconvento%20SI!3m2!1d43.146986299999995!2d11.4679893!4m5!1s0x1329707a2629dac5%3A0xbae077b4c2b83b17!2sMontalcino%2C%2053024%20SI!3m2!1d43.0551015!2d11.489003199999999!4m5!1s0x132963b9d0be0ca7%3A0x4dfde9e5501c5151!2sSan%20Giovanni%20d%27Asso%2C%2053020%20SI!3m2!1d43.1518063!2d11.5890518!4m5!1s0x132bd857c037d1b7%3A0x416dd9d8909c1a7d!2sAsciano%2C%2053041%20SI!3m2!1d43.2339704!2d11.560630699999999!4m5!1s0x132bd0155fbd3735%3A0x7d7848b76120873c!2sCastelnuovo%20Berardenga%2C%2053019%20SI!3m2!1d43.3468188!2d11.503927299999999!4m5!1s0x132bcb1c11be3d93%3A0x1c082c94427df8d0!2s53017%20Radda%20in%20Chianti%20SI!3m2!1d43.5017642!2d11.354452499999999!4m5!1s0x132a2cbf34bf5313%3A0x5d731212f12343e3!2sSiena%2C%2053100%20SI!3m2!1d43.318808999999995!2d11.3307574!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1674467534462!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-percorso">Percorso</h3>





<p class="p1"><span class="s1">Partiamo da <b>Siena</b> imboccando la SR2 in direzione sud. Solo pochi chilometri di strada asfaltata per immergersi nelle strade bianche della Toscana andando verso <b>Vescovado</b> e <b>Murlo</b>. Piccola deviazione con la SP102 per arrivare a <b>Montalcino</b>, uno scenario di rara bellezza che merita una sosta non solo per ammirare scorci irripetibili ma anche per rifocillarci e gustare le prelibatezze locali. Tra bruschette, salumi e formaggi accompagnati dall’ottimo Brunello di Montalcino, l&#8217;appetito vien&#8230; mangiando! </span><span class="s1">Si ritorna in sella per un altro grande giro che tocca <b>Torrenieri</b>, <b>Bellaria</b>, <b>Castelmuzio</b>, <b>Montisi</b>, <b>San Giovanni d&#8217;Asso</b> e <b>Buonconvento</b>. Borghi medievali e silenziosi per i quali vale la pena spegnere i motori e proseguire a piedi. Nella frazione di Buonconvento, è da vedere il <strong>Castello di Bibbiano</strong>, che domina l&#8217;alta valle dell&#8217;Ombrone. </span></p>







<p class="p1"><span class="s1">Da Buonconvento si prosegue e si sale procedendo verso <b>Ponte d&#8217;Arbia</b>, <b>Asciano</b>, <b>Torre a Castello</b>, <b>Castelnuovo Berardenga</b>. Si arriva così fin nel cuore del Chianti, toccando <b>San Piero</b>, <b>Gaiole in Chianti</b> e <b>Radda in Chianti</b>. </span><span class="s1">Un percorso che costeggia gli immensi <b>vigneti</b> dai quale si producono alcune delle bollicine italiane più famose al mondo. A questo punto il cerchio si chiude, ritornando nuovamente nella città del Palio.</span></p>
<h2 id="h-cos-e-l-eroica">Cos&#8217;è l&#8217;Eroica?</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/gaiole-in-chianti-2047333997.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/gaiole-in-chianti-2047333997.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/gaiole-in-chianti-2047333997.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/gaiole-in-chianti-2047333997.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/gaiole-in-chianti-2047333997.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/gaiole-in-chianti-2047333997.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />[foto @Andrea Bonfanti/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p><span class="s1">Per gli appassionati delle motociclette, è impossibile non percorre il leggendario tracciato dell’<strong>Eroica su due ruote</strong>. Un circuito ad anello su <b>strade bianche sterrate</b> e altre <b>asfaltate</b></span><span class="s1">, ricco di cartelli con indicazioni sulla direzione e sulle località che si toccano. </span><span class="s1">Davanti agli occhi le <strong>campagne senesi</strong>, ambienti aperti e lussureggianti che mostrano panorami mozzafiato. </span><span class="s1">Le alternative del percorso sono diverse, perché si può partire e rientrare a <strong>Gaiole in Chianti</strong> o anche da altre località. In ogni caso, il fondo stradale è duro, a volte sconnesso, la polvere tanta e la prudenza non basta mai. Curve e tratti adrenalinici dove si alza la polvere del classico color ocra toscano. </span></p>













<h2 class="wp-block-heading" id="h-cos-e-l-eroica">I percorsi mozzafiato tra i borghi del Chianti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/siena-2052681014.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/siena-2052681014.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/siena-2052681014.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/siena-2052681014.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/siena-2052681014.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/siena-2052681014.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>



<p class="p1"><span class="s1">Il percorso cicloturistico dell&#8217;Eroica si snoda tra le <b>colline del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/strada-del-vino-del-chianti-itinerario-cosa-vedere/">Chianti</a></b> e le strade senesi e, dal 1997, dà il nome all’omonima manifestazione nata da un&#8217;idea di <b>Giancarlo Brocci</b>. Ogni anno, porta a <b>Gaiole in Chianti</b> (piccolo Comune dal quale inizia e finisce la “corsa”) migliaia di appassionati di ciclismo da tutto il mondo. </span><span class="s1">Un circuito ad anello che percorre le strade secondarie intorno a Siena, da quelle del Chianti passando della Val d&#8217;Arbia, la Val d&#8217;Orcia, le Crete Senesi fino a Montalcino. </span><span class="s1">Un’arrampicata di <b>209 chilometri</b> che si tiene sempre la <b>prima domenica di ottobre</b>. È composta da <strong>sei tappe</strong>, per ognuna delle quali è necessario apporre il timbro per ricevere il certificato eroico. Almeno tre i giorni necessari per i più allenati, ma anche di più per chi lo fa per scoprire questi luoghi meravigliosi attraverso il cd. turismo lento. </span></p>







<p class="p1"><span class="s1">Oggi l’Eroica è diventata un <a href="https://www.eroica.cc/"><b>percorso permanente</b></a>, segnalato e percorribile tutto l’anno, non solo in <b>bicicletta</b> ma anche in <b>moto</b>. Un esempio di valorizzazione del patrimonio ambientale attraverso un progetto ecosostenibile, per incentivare la bellezza e l’armonia della scoperta turistica in chiave slow, lontano dal traffico e dalla confusione. Oltre</span> al percorso permanente &#8220;lungo&#8221; di 209 chilometri, ci sono altri 4 percorsi &#8220;intermedi&#8221; da poter percorrere:</p>
<ul>
<li><strong>Passeggiata Valle del Chianti </strong>(Eroica Corta), di 46 chilometri e 755 metri di dislivello;</li>
<li><strong>Percorso Corto Gallo Nero</strong>, di 81 chilometri e 1612 metri di dislivello;</li>
<li><strong>Percorso Cento Val d&#8217;Arbia</strong>, di 106 chilometri e 1793 metri di dislivello;</li>
<li><strong>Percorso Medio Crete</strong>, di 132,6 chilometri e 2235 metri di dislivello.</li>
</ul>









<h2 id="h-cosa-vedere-lungo-la-strada-eroica" class="p1 wp-block-heading"><span class="s1">Cosa vedere lungo l&#8217;Eroica: i borghi medievali toscani</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/montalcino-2393935387.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/montalcino-2393935387.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/montalcino-2393935387.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/montalcino-2393935387.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/montalcino-2393935387.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/montalcino-2393935387.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>



<p class="p1"><span class="s1">Dal classico percorso in bici al più alternativo itinerario in moto, l’Eroica è uno di quei tracciati da fare almeno una volta nella vita. Un mini-tour a tu per tu con la natura e con le due ruote, che siano quelle di una bici o di una motocicletta, per assaporare il piacere della riscoperta di antiche strade, quelle secondarie che hanno fatto la storia del ciclismo italiano. </span><span class="s1">L’Eroica ci porta lontano dal fremito della città, nella <b>Toscana più rustica e genuina</b>, quella che ancora vive tra i colli di una fantastica regione. Il percorso permanente permette di gustare il circuito bianco in ogni stagione e in ogni momento dell’anno, secondo le proprie tempistiche, godendosi l’ebrezza della moto o della bici per un week-end alternativo alla scoperta di splendidi borghi medievali, come <strong>Montalcino, Buonconvento e Radda in Chianti</strong>, silenziose colline fino agli <b>antichi castelli</b>, come quello di <b>Brolio</b>, residenza del barone Ricasoli.</span></p>









<p class="p1"><span class="s1">Il percorso è abbastanza impegnativo, soprattutto se fatto in bici, tra continui sali e scendi tra le colline, i cipressi e i vigneti con salite e ripide pendenze. Ma nessuno mette fretta lungo l’Eroica, che va affrontata con spirito di iniziativa e con la voglia di andare avanti su strade sterrate. Obbligatorie sono le soste per scattare delle belle foto del paesaggio, come quella dall’alto su Siena, ma anche per fare dei gustosi break assaggiando le delizie locali.</span></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/una-full-immersion-avventurosa-nel-cuore-della-natura-toscana-una-strada-davvero-eroica/">Una full immersion avventurosa nel cuore della natura Toscana: una strada davvero &#8220;Eroica&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Poco sopra ai 1000 metri un Passo vista lago con paesaggi da sogno: unisce Toscana ed Emilia Romagna</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/poco-sopra-ai-1000-metri-un-passo-vista-lago-con-paesaggi-da-sogno-unisce-toscana-ed-emilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Toscana in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> È un interessante percorso stradale e un valico appenninico (altezza massima di 1.198 metri s.l.m.) che si trova al confine tra la Toscana e l'Emilia-Romagna. Questo itinerario unisce tre province: quella toscana di Massa e quelle emiliano-romagnole di Reggio Emilia e Parma, attraversando in pieno il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Pronti a percorrere curve adrenaliniche? Passo del Lagastrello in moto. L'itinerario Mappa          Itinerario    Il percorso verso ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È un interessante percorso stradale e un valico appenninico (altezza massima di 1.198 metri s.l.m.) che si trova al <strong>confine tra la Toscana e l&#8217;Emilia-Romagna</strong>. Questo itinerario unisce tre province: quella toscana di Massa e quelle emiliano-romagnole di Reggio Emilia e Parma, attraversando in pieno il <strong>Parco Nazionale dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano</strong>. Pronti a percorrere curve adrenaliniche?</p>
<h2>Passo del Lagastrello in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>



<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d182609.96912272813!2d10.005168087261765!3d44.34528313665371!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x12d521aee97a5f3b%3A0x4edd05406e3b4c08!2sVillafranca+in+Lunigiana!3m2!1d44.2951567!2d9.9506484!4m5!1s0x12d523df6ee3c7a1%3A0xaf470428dea1bd8c!2sBagnone%2C+MS!3m2!1d44.314679899999994!2d9.994510799999999!4m5!1s0x12d53bbb683c8e37%3A0xd4266bc6815d7e59!2sPasso+del+Lagastrello%2C+54015+Comano+MS!3m2!1d44.3402697!2d10.1299722!4m5!1s0x12d546a58fb5f1c9%3A0x99060ad1b8eb5dbd!2sLigonchio!3m2!1d44.315811499999995!2d10.3423927!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1536745061030" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>





<h3 class="wp-block-heading">Itinerario</h3>



<p>Il percorso verso il<strong> Lagastrello</strong> prende il via dalla bella località di <strong>Villafranca</strong>, in <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/lunigiana-in-moto/">Lunigiana</a></strong>, nell&#8217;omonima zona dell&#8217;Alta Toscana. Lasciata Villafranca, proseguiamo in direzione <strong>Bagnone</strong> prendendo dapprima la SP28, che lasciamo dopo Mochignano di Sotto per imboccare la SP22bis, strada ricca di curve che supera gli ampi dislivelli delle vette della Lunigiana. Una volta fatta la nostra sosta turistica a <strong>Bagnone</strong>, proseguiamo verso il Passo del Lagastrello sempre verso la SP22bis, raggiungendo Tavernelle e, da qui, proseguendo lungo la SP74, che ci porta in vetta al valico. Dal passo possiamo ammirare il bel <strong>Lago Paduil</strong>, che costeggiamo per giungere al confine con l&#8217;Emilia-Romagna. Proseguiamo lungo la SP15 che lasciamo a Enzano, immettendoci sulla SP102 fino a <strong>Collogna</strong>. L&#8217;ultimo tratto di strada segue la SP18 per arrivare a <strong>Ligonchio</strong>, bella località delle vette emiliane conosciuta per essere la città natale della cantante Iva Zanicchi.</p>





<h2 class="wp-block-heading">Le bellezze lungo l&#8217;itinerario che attraversa lo storico passo tra Toscana ed Emilia-Romagna</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/lago-paduli-1569169504.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/lago-paduli-1569169504.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/lago-paduli-1569169504.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/lago-paduli-1569169504.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/lago-paduli-1569169504.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/lago-paduli-1569169504.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>



<p>In epoca romana, il <strong>Passo del Lagastrello </strong>era attraversato dalla <em><strong>strada delle cento miglia</strong>, </em>una via di collegamento importante tra <strong>Parma</strong> e <strong>Luni. </strong>Lungo la strada dell&#8217;attuale Lagastrello sorgeva, già intorno al X secolo, l&#8217;<strong>Abbazia di Linari</strong>, un luogo monastico la cui cura era affidata all&#8217;Ordine dei Cavalieri d&#8217;Altopascio. Oggi andato perduto, del complesso non rimangono che sparute tracce lungo la zona toscana del valico.</p>
<p>Dato il suo collocamento strategico, a valle del monte Malpasso, il passo costituì, in epoca longobarda, un <strong>fondamentale collegamento verso la Pianura Padana</strong>. Nel Medioevo fu, effettivamente, l&#8217;unica via sicura. A contribuire a un calo di popolarità, nei trasporti e nelle manovre militari, ci pensò l&#8217;adattamento e l&#8217;ampliamento del vicino <strong>Passo della Cisa</strong> che avvenne nel VI secolo per volontà di Agilulfo, re dei Longobardi.</p>
<p>Oggi il Passo del Lagastrello non ha più un&#8217;importanza strategica e, con il traffico ridotto, è possibile goderne facilmente. Il percorso si snoda tra le <strong>Alpi Apuane</strong> e <strong>l&#8217;Appennino Tosco-Emiliano</strong>, due catene montuose molto diverse: le prime di marmo e calcare, le seconde più dolci e ricoperte di vegetazione. Questa varietà rende l&#8217;area paesaggisticamente molto bella. In zona ci sono diversi sentieri, appartenenti al <a href="https://www.parcoappennino.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano</strong></span></a>, e il passo stesso ospita una bella varietà di fauna, inclusi <strong>cervi, cinghiali </strong>e, occasionalmente, <strong>lupi</strong>. Il nome <em>Lagastrello</em> forse deriva da &#8220;<strong><em>lago e stretto</em></strong>&#8220;, perché ci sono diversi bacini d&#8217;acqua e la strada non è ampia. Difficilmente è chiuso in inverno, solo in caso di condizioni meteorologiche avverse; in totale, il <strong>Passo del Lagastrello </strong>è lungo 23,8 chilometri da <strong>Ramiseto</strong>, 19,6 chilometri da <strong>Licciana Nardi </strong>e, infine, 12,8 chilometri da <strong>Monchio delle Corti</strong>. Rispettivamente la pendenza è del 7,4%, 7,5%, e 10,6%.</p>
<h3>Cosa vedere lungo l’itinerario del Passo del Lagastrello</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/bagnone-2603260511.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/bagnone-2603260511.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/bagnone-2603260511.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/bagnone-2603260511.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/bagnone-2603260511.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/bagnone-2603260511.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>A <strong>Villafranca in Lunigiana</strong> è imperdibile il <strong>borgo di Filetto</strong>, un bellissimo villaggio medievale, che in estate si anima grazie al mercato. Qui c&#8217;è il <strong>Museo Etnografico della Lunigiana</strong>, situato nei mulini del XV secolo, e i resti del <strong>Castello di Malnido</strong>, purtroppo andato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. A <strong>Bagnone</strong>, invece, c&#8217;è un borgo medievale con un centro storico affacciato su un torrente davvero suggestivo, che crea piccole cascatelle. Qui meritano una visita il <strong>castello</strong>, che ha una torre circolare del XIII secolo, e la <strong>Chiesa di San Nicolò </strong>con una <em>Madonna del Pianto</em> del XV secolo. A fine itinerario, c&#8217;è a <strong>Ventasso</strong> il <strong>Lago Calamone</strong>, situato ai piedi del Monte Ventasso, circondato dai boschi di faggi. È un monte di 1.727 metri con percorsi adatti in ogni stagione, che in inverno viene adorato dagli sciatori. Da non perdere pure la <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta a Collagna</strong>, in zona.</p>
















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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>È la strada dei due laghi che unisce Italia e Svizzera: il suo passato glorioso la rende una vera Regina del Nord</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/e-la-strada-dei-due-laghi-che-unisce-italia-e-svizzera-il-suo-passato-glorioso-la-rende-una-vera-regina-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=73878</guid>

					<description><![CDATA[<p>Regale di nome, di storia e di fatto. Se le strade statali sono solitamente dei lunghi serpentoni d'asfalto con poco carattere e zero anima, buoni solo per spostarsi velocemente da luogo all'altro, questo teorema non si applica nel caso della protagonista dell'itinerario odierno. Ci troviamo nell'alta Lombardia, lungo parte di un'antica strada romana che collegava Cremona alla Valchiavenna. Oggi, il nome della strada, coniato nel I secolo, si riferisce alla SS340, che unisce Como e Valsolda, ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/e-la-strada-dei-due-laghi-che-unisce-italia-e-svizzera-il-suo-passato-glorioso-la-rende-una-vera-regina-del-nord/">È la strada dei due laghi che unisce Italia e Svizzera: il suo passato glorioso la rende una vera Regina del Nord</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Regale di nome, di storia e di fatto. Se le strade statali sono solitamente dei lunghi serpentoni d&#8217;asfalto con poco carattere e zero anima, buoni solo per spostarsi velocemente da luogo all&#8217;altro, questo teorema non si applica nel caso della protagonista dell&#8217;itinerario odierno. Ci troviamo nell&#8217;<strong>alta Lombardia</strong>, lungo parte di un&#8217;antica strada romana che collegava <strong>Cremona</strong> alla <strong>Valchiavenna</strong>. Oggi, il nome della strada, coniato nel I secolo, si riferisce alla SS340, che <strong>unisce Como e Valsolda</strong>, l&#8217;ultimo comune italiano prima della Svizzera. Una strada iconica, soprattutto per i suoi paesaggi sul lago di Como e quello di Lugano. Partiamo?</p>
<h2>Via Regina in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Lasciamo <strong>Como</strong> attraverso Via Giuseppe Robelli e Viale Varese in direzione di Via Innocenzo XI e imbocchiamo la SS340, la <strong>Via Regina</strong>, come veniva chiamata un tempo. Proseguiamo a passo moderato per godere dei panorami che vanno dal lago ai monti dolomitici, toccando Cernobbio, Moltrasio, Laglio, Argegno, Lenno e Tremezzina. Dopo 35 chilometri giungiamo a <strong>Menaggio</strong>, dove la SS340 si biforca in due rami. La SS340dir prosegue verso nord fino al limite settentrionale del Lago di Como; la SS340 arriva fino al confine Italia-Svizzera. Appena 3.000 abitanti, Menaggio è una località turistica apprezzata già da fine Ottocento, grazie all&#8217;arrivo della ferrovia. È inserita nel contesto della Val Menaggio, in uno scenario panoramico di qualità.</p>
<p>Da Menaggio, continuiamo a seguire la SS340 verso <strong>Porlezza</strong>, dove incontriamo il <strong>Lago di Lugano</strong>, estremamente ramificato e territorialmente diviso tra Italia e Svizzera. Prima, però, ci attende un piccolo gioiello seminascosto: il <strong>Lago di Piano</strong>. Dopo Porlezza, seguiamo la strada per alcuni chilometri, tra splendide gallerie &#8220;aperte&#8221; con vista lago e stretti tornanti, fino ad arrivare alla dogana di Lugano. Il casolare, posto sulla Via Cantonale, permette di acquistare la vignetta autostradale indispensabile per percorrere la rete autostradale svizzera.</p>
<p>Seguiamo la Via Cantonale per alcuni chilometri e, dopo aver oltrepassato la Strada di Gandria e Via Riviera, ci troviamo al centro di Lugano. Lasciata <strong>Lugano</strong>, seguiamo la Strada 2 per alcuni chilometri fino a <strong>Melide</strong>, dove si trova l&#8217;antico ponte-diga costruito nella prima metà dell&#8217;Ottocento. Per i più curiosi, ci si può fermare allo <strong>Swissminiatur</strong>, una sorta di Italia in Miniatura versione elvetica, prima di riprendere la strada verso Mendrisio. Da qui, proseguiamo su <strong>Balerna</strong> e <strong>Chiasso</strong> sempre sulla Strada 2 e, una volta in città, superiamo il valico-dogana e rientriamo in Italia. Proseguiamo su Via Bellinzona e Via Innocenzo XI, rientrando così direttamente a Como.</p>
<h2>Via Regina: la strada dei due laghi che unisce Italia e Svizzera</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/tremezzo-2264349277.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/tremezzo-2264349277.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/tremezzo-2264349277.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/tremezzo-2264349277.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/tremezzo-2264349277.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/tremezzo-2264349277.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Abbiamo detto due laghi, ma in realtà la <strong>Via Regina </strong>ne tocca ufficialmente tre. Oltre al <strong>lago di Como</strong> e a <strong>quello di Lugano</strong>, c&#8217;è spazio anche per il piccolo <strong>Lago di Piano</strong> (detto anche di Romazza), parte del comune di <strong>Porlezza</strong>, dal quale dista poche centinaia di metri. Si tratta, invero, dell&#8217;estremità orientale del Lago di Lugano, dal quale si è distaccata a causa delle frane del Cuccio. La zona alluvionale, infatti, ha disegnato una lingua di terra larga 2,5 chilometri circa, che separa i due bacini.</p>
<p>È solo una delle caratteristiche di questo itinerario, intorno al quale troviamo tantissimi siti di interesse. A iniziare da <strong>Como</strong>, la città di Alessandro Volta, il genio di inizio Ottocento al quale è dedicato il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_voltiano"><strong>Tempio Voltiano</strong></a> del 1928, edificio neoclassico e celebrazione laica dell&#8217;inventore della pila. Sul ramo comasco del lago, vale la pena dedicare delle soste anche a <strong>Cernobbio</strong>, località di villeggiatura dove si tiene l&#8217;importante appuntamento economico del <em>Forum Ambrosetti</em>,<strong> <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/canova-hayez-e-tutti-gli-altri-questa-villa-sul-lago-di-como-ospita-una-bellissima-collezione-darte/">Tremezzo</a></strong>, frazione del comune di Tremezzina e uno dei borghi più belli d&#8217;Italia, con i suoi eleganti hotel di lusso accessibili direttamente dal lago, e <strong>Menaggio</strong>, piccolo borgo di 3.000 abitanti da dove la Via Regina si distacca per guadagnare spazio verso il Canton Ticino.</p>
<p>Ed è proprio qui, nel cantone svizzero a maggioranza italofona, che troviamo la splendida <strong>Lugano</strong>. Del resto, è la città che Mina ha scelto per il suo <em>auto-esilio, </em>ma non c&#8217;è bisogno di rinunciare alla cittadinanza italiana per scoprire la città più italiana fuori dall&#8217;Italia. Un gioco di parole per questa perla vista lago, celebre per il suo <strong><em>Film Festival</em></strong>, per le passeggiate panoramiche e per la vicinanza a <strong>Campione d&#8217;Italia</strong>, l&#8217;exclave italiana in territorio svizzero dove si trova uno dei quattro Casinò legali in Italia, oltre a quelli di Sanremo, Saint-Vincent e Venezia.</p>
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		<title>Nel triangolo del Lago di Como si trova questo bellissimo santuario: vicino al confine svizzero è il Passo amato da tutti i ciclisti</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/nel-triangolo-del-lago-di-como-si-trova-questo-bellissimo-santuario-vicino-al-confine-svizzero-e-il-passo-amato-da-tutti-i-ciclisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cosiddetto "Triangolo Lariano", ovvero la zona definita dai due rami del Lago di Como, si trova un valico che vale la pena essere attraversato in moto. Turisticamente rilevante anche per la presenza di uno storico Santuario, è molto apprezzato da bikers e ciclisti. Partiamo per questo avvincente viaggio?  Passo del Ghisallo in moto. L'itinerario Mappa  Percorso Il percorso che porta al Santuario della Madonna del Ghisallo attraverso il Passo del Ghisallo è un itinerario quasi ad ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Nel cosiddetto &#8220;<strong><em>Triangolo Lariano</em></strong>&#8220;, ovvero la zona definita dai due rami del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/lago-di-como/"><strong>Lago di Como</strong></a>, si trova un valico che vale la pena essere attraversato in moto. Turisticamente rilevante anche per la presenza di uno <strong>storico Santuario</strong>, è molto apprezzato da bikers e ciclisti. Partiamo per questo avvincente viaggio?</p>
<h2 class="">Passo del Ghisallo in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d177724.82197350787!2d9.010918130493824!3d45.89230622299679!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47841e371db27073%3A0xada4c6a599f0e315!2s22035%20Canzo%20CO!3m2!1d45.8532711!2d9.2720678!4m5!1s0x478418c6b2138be7%3A0xc09ff8247c7340b7!2sSantuario%20della%20Madonna%20del%20Ghisallo%2C%20Via%20Adua%2C%20Prov.detta%20Valassina%2C%2022030%20Magreglio%20LC!3m2!1d45.9241782!2d9.2676984!4m5!1s0x478418083ef632d9%3A0xeb1911c1208de958!2sBellagio%2C%20CO!3m2!1d45.977295299999994!2d9.262543599999999!4m5!1s0x47869c481027ed63%3A0xb99b96af785ff524!2sComo%2C%20CO!3m2!1d45.806381699999996!2d9.0851867!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1716461317280!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p class="">Il percorso che porta al <strong>Santuario della Madonna del Ghisallo</strong> attraverso il <strong>Passo del Ghisallo</strong> è un itinerario quasi ad anello che <strong>parte da Canzo e termina a Como</strong>. Si avrà occasione di ammirare un panorama verdeggiante e rigoglioso. Nelle giornate limpide e soleggiate, si riescono a scorgere le vette della vicina Svizzera e degli Appennini.</p>
<p class="">Dopo essere partiti da Canzo, la meta prediletta di questo itinerario si presenta subito. Si giunge, infatti, immediatamente al Passo del Ghisallo e al Santuario dove è obbligatoria una sosta. Da qui, si ridiscende a <strong>Bellagio</strong> prima di dirigersi verso la tappa finale di <strong>Como</strong>, sulla sponda dell&#8217;omonimo lago e in uno scenario che lascia a bocca aperta.</p>
<h2 class="">Lo strategico colle del Lago di Como: sul Passo del Ghisallo sorge un santuario panoramico</h2>
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<p class="">Il <strong>Passo del Ghisallo</strong> corrisponde a un valico stradale considerato tra i più importanti del Nord Italia. Si trova a Ghisallo, frazione del <strong>comune di Magreglio</strong>, in provincia di Como. Nei pressi della vetta di questa montagna, situata a un&#8217;altezza di 754 metri s.l.m., è presente anche l&#8217;iconico <a href="https://www.santuariomadonnadelghisallo.it/"><strong>Santuario della Madonna del Ghisallo</strong></a>, autentico simbolo del territorio non solo dal punto di vista religioso.</p>
<p class="">La zona si trova a pochi chilometri in linea d&#8217;aria dal ramo lecchese del Lario ed è facilmente raggiungibile da Bellagio passando per Civenna. Per chi proviene da Lecco, invece, si prosegue fino a <strong>Onno</strong>, per risalire ad <strong>Asso</strong> e dirigersi al Ghisallo. In alternativa, si prosegue per <strong>Cesana Brianza</strong> e, risalendo per Canzo, si arriva nuovamente ad Asso.</p>
<p class="">Il <strong>Santuario della Madonna del Ghisallo</strong> è un complesso religioso di ridotte dimensioni, costruito in epoca medievale. La sua realizzazione si deve al voto di un viandante che, affidandosi alla protezione della Vergine, riuscì a scampare dall&#8217;assalto di un gruppo di briganti. Più volte tappa del <em>Giro di Lombardia</em> e del <em>Giro d&#8217;Italia</em>, la zona è particolarmente frequentata dai ciclisti. Per questo motivo, <strong>Don Ermelindo Viganò</strong>, che fu parroco e rettore del Santuario dal 1944 al 1985 (anno della sua morte), chiese e ottenne da <strong>Papa Pio XII </strong>che la Madonna del Ghisallo divenisse la Patrona Universale dei ciclisti. Alla dedicazione, nel 1949, giunsero Bartali e Coppi, che trasportarono la fiaccola bronzea benedetta da Papa Pacelli. Ancora oggi, vi è un fuoco eterno acceso nel Santuario, che simboleggia la memoria dei ciclisti scomparsi e la &#8220;fiamma&#8221; della Fede.</p>
<p class="">A lato del santuario, ti suggeriamo di scoprire il <a href="https://www.museodelghisallo.it/"><strong>Museo del Ciclismo</strong></a>, inaugurato nel 2006 e capace di proiettarti in un mondo davvero intrigante. La struttura interna è costituita da tre piani in successione e raccoglie una sequenza infinita di oggetti e accessori donati dalle vecchie glorie del ciclismo.</p>
<p class="">Ti basta spostarti di poco, invece, per dare un&#8217;occhiata a varie località paesaggisticamente spettacolari. Per esempio, <strong>Canzo</strong> viene considerata un&#8217;autentica perla, grazie al suggestivo <strong>lago del Segrino</strong>. Immancabile, ovviamente, una visita alle <strong>sponde del Lago di Como</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/nel-triangolo-del-lago-di-como-si-trova-questo-bellissimo-santuario-vicino-al-confine-svizzero-e-il-passo-amato-da-tutti-i-ciclisti/">Nel triangolo del Lago di Como si trova questo bellissimo santuario: vicino al confine svizzero è il Passo amato da tutti i ciclisti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Fino al confine francese per scoprire lo Jafferau: ecco come scoprire le bellissime fortificazione dello Chaberton</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il massiccio del Monte Jafferau, con i suoi 2.805 metri di altezza sul livello del mare, sormonta il comune di Bardonecchia, in Piemonte. Una montagna dei grandi numeri, che si alza nelle Alpi Cozie, dividendo la conca di Bardonecchia dalla Valfredda. Jafferau è costituito da due cime, la Testa del Ban (2.652 metri) e la cima Jafferau (2.805 metri). In vetta al monte, si eleva il Forte dello Jafferau, una fortificazione costruita nell’Ottocento in una spianata che non vede altre cime nelle ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/fino-al-confine-francese-per-scoprire-lo-jafferau-ecco-come-scoprire-le-bellissime-fortificazione-dello-chaberton/">Fino al confine francese per scoprire lo Jafferau: ecco come scoprire le bellissime fortificazione dello Chaberton</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Il massiccio del <strong>Monte Jafferau</strong>, con i suoi 2.805 metri di altezza sul livello del mare, sormonta il comune di <strong>Bardonecchia</strong>, in Piemonte. Una montagna dei grandi numeri, che si alza nelle <strong>Alpi Cozie</strong>, dividendo la conca di Bardonecchia dalla Valfredda. Jafferau è costituito da due cime, la <strong>Testa del Ban </strong>(2.652 metri) e la <strong>cima Jafferau</strong> (2.805 metri).</p>
<p class="">In vetta al monte, si eleva il <strong>Forte dello Jafferau</strong>, una fortificazione costruita nell’Ottocento in una spianata che non vede altre cime nelle vicinanze. L&#8217;edificio, ora in rovina, era destinato alle postazioni di artiglieria ed è la seconda fortificazione più alta delle Alpi Cozie, dopo quella che sorge sul monte Chaberton. Da qui si gode di una vista mozzafiato su tutto il circondario e sembra quasi che si possa abbracciare il Monviso e le cime del Massiccio degli Ecrins. Il percorso che conduce in cima, seguendo le stradine costruite nel XIX secolo, è uno dei più battuti della zona, non solo da appassionati di storia e natura, ma anche da trekkers, bikers e motociclisti. Ma il Monte Jafferau è apprezzato e conosciuto anche per i suoi <strong>impianti sciistici </strong>e per essere sede di arrivo di una delle<strong> tappe del Giro d&#8217;Italia</strong>. Pronti a un&#8217;avventura mozzafiato?</p>
<h2 id="h-jafferau-in-moto-il-percorso" class=""><strong>Jafferau in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m52!1m12!1m3!1d360869.72169587575!2d6.8635661168933835!3d45.039241249040664!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x47886d0cc3ed5cdf%3A0x405e67d473c94e0!2sTorino%20TO!3m2!1d45.0703155!2d7.686855199999999!4m5!1s0x4789c9c13f73e775%3A0x24be549fe219c906!2sColle%20delle%20Finestre%2C%20Usseaux%2C%20TO!3m2!1d45.0666667!2d7.05!4m5!1s0x4789c797918f44fb%3A0x6e5032bcef1c36de!2sColle%20dell'Assietta%2C%20Usseaux%2C%20TO!3m2!1d45.070402699999995!2d6.9570279!4m5!1s0x4789e866b011dc7d%3A0xd280e651f277a4c6!2sMont%20Chaberton%2C%20Monginevro%2C%20Francia!3m2!1d44.96481!2d6.750776999999999!4m5!1s0x4789ecf1eef8325b%3A0x64303e90f25f84d3!2sBardonecchia%2C%20TO!3m2!1d45.074286099999995!2d6.6960505999999995!4m5!1s0x4789eb214818a335%3A0x1b5e40a86af6d2f7!2sForte%20Jafferau%2C%20Bardonecchia%2C%20TO!3m2!1d45.085090199999996!2d6.768467299999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1713946864090!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p class="">Per arrivare fin sulla vetta dello Jafferau, vi proponiamo un itinerario lungo le strade militari che solcano le <strong>Alpi di Susa</strong>, in provincia di Torino. Strade sterrate ma ben percorribili grazie al loro fondo compatto. Un percorso di circa <strong>180 chilometri</strong> che regala sempre grandi emozioni, ideale per chi cerca un tracciato fuori dal comune che si compone di tre tappe importanti: <strong>colle delle Finestre</strong>,<strong> colle</strong> <strong>dell&#8217;Assietta</strong> e <strong>Jafferau</strong>. Consigliamo di provare questo percorso durante la bella stagione o in primavera e in autunno, anche se bisogna informarsi perché potrebbero essere in vigore limitazioni oppure ordinanze speciali.</p>
<p class="">Se si parte da <strong>Susa</strong> o da <strong>Torino</strong>, il <strong>Colle delle Finestre</strong> non è lontano. Si inizia una prima salita a metà tra asfalto e poi sterrato, passando in tunnel di fitti boschi, per affrontare ben <strong>33 tornanti</strong> che ci portano dritti sul colle. Da qui si gode una vista stupenda da tutta la Valle di Susa. Dopo la sosta di rito, si ritorna in sella verso <strong>Colle dell&#8217;Assietta</strong>. Nuova strada e nuova bellissima sensazione in moto tra panorami fantastici e strade vibranti, che qua e là presentano, però, qualche difficoltà. Da qui si devia per <strong>Bardonecchia</strong>. Seguiamo la <strong>Strada militare 79</strong> lungo il tracciato prima descritto. Attenzione a non premere troppo l’acceleratore perché la via è percorsa sempre da molti trekkers e bikers in MTB.</p>
<p class="">Si sale in alto, quasi a toccare le nuvole, sempre su una via sterrata in paesaggi protetti dalle imponenti e austere montagne dell’Alta Val di Susa. Andando avanti, si mostrano chiare, davanti agli occhi, le rocciose pareti e le grotte dei Saraceni del <strong>monte Seguret</strong>. E, piano piano, fa capolino il panorama sulla <strong>Valfredda</strong>, sulla <strong>cima Galambra</strong> e sul <strong>Monviso </strong>in lontananza. Impossibile non fermarsi per scattare qualche foto. La pendenza è davvero impegnativa, ma per gli amanti dell’adrenalina è un vero toccasana. Il fondo un po&#8217; sconnesso, quindi prudenza nelle curve. La sterrata ci porta a 2.775 metri di quota, in lontananza si intravede il <strong>Forte Jafferau</strong> incastonato tra monti e nuvole: uno spettacolo imperdibile.</p>
<h2 id="h-sentieri-jafferau-avventure-per-tutti-i-gusti" class=""><strong>Jafferau: avventure per tutti i gusti</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">La vetta del Jafferau si può raggiungibile tramite un tracciato panoramico che mozza il fiato. La <strong>strada è lunga e molto impegnativa</strong>, veramente ripidissima. Ma la fatica nell’affrontare un sentiero a metà tra asfalto e sterrato viene ricompensata una volta arrivati a destinazione, perché il paesaggio è spettacolare.</p>
<h3 id="h-la-strada-militare-79" class="">La Strada militare 79</h3>
<p class="">Ci sono anche delle alternative al percorso principale, come la <strong>Strada Militare 79</strong>, una delle più battute, costruita per collegare i forti <strong>Fenil</strong>, <strong>Pramand</strong>, <strong>Föens</strong> e <strong>Jafferau</strong>, che avevano il compito di difendere la conca di Bardonecchia. E, poi, si può percorrere la <strong>variante della 79</strong> a partire dall&#8217;alta Val di Susa o anche il tracciato che da Bardonecchia passa per Gleise e arriva a Fregiusia-i Bacini, la località dove si trovano gli impianti sciistici del comprensorio dello Jafferau. Insomma, le alternative per toccare la punta dello Jafferau non mancano, serve “solo” essere pronti alle grandi sfide che la montagna propone. Per i più pigri e i meno allenati, il percorso si può accorciare, affrontando così un dislivello minore. Basta partire dalla località <em><strong>I Bacini</strong></em>, a circa 1.900 metri.</p>
<p class="">Jafferau è la meta perfetta per gli amanti della mountain bike e delle moto. Il giro a due ruote è strepitoso, con percorsi in buono stato e senza particolari difficoltà lungo la strada militare prima citata, che, passando attraverso piccoli e caratteristici centri abitati, porta dritta al forte piemontese sulla sommità dell’omonimo monte.</p>
<p class="">Il brivido per chi è in sella è dato dai diversi <strong>tornanti</strong> che si susseguono e che accompagnano l’escursionista nella salita verso lo Jafferau. La Strada Militare 79 è certamente il tracciato più trafficato, percorso non solo da chi sceglie l’MTB ma anche dai motociclisti e dai turisti che la visitano in jeep. Per questo, è bene prestare sempre massima attenzione, anche per la notevole quantità di polvere che si alza al passaggio dei motori.</p>
<h2>Escursione Chaberton, sul “Tetto di Francia”</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il profilo del <strong>Chaberton</strong> si fa notare subito, anche a grande distanza. Non solo per la sua conformazione e l&#8217;imponenza, ma anche per i <strong>resti delle torri</strong> che vi svettano e che sono subito riconoscibili. Chaberton è il desiderio di tutti gli escursionisti, anche di chi è meno atletico. Che sia un’escursione a piedi, in mountain bike, per scii alpinistico o in moto, Chaberton fa gola a tutti.</p>
<p>Diversi i percorsi, a seconda degli obiettivi, che si snodano lungo le ex strade militari d’alta quota, tra vie ferrate, strade sterrate, ripidi tornanti e scavi nelle rocce. Il divertimento e l’adrenalina non mancano: un vero paradiso per gli enduristi, i trekkers e gli escursionisti che cercano tracciati non facili. Il percorso più facile, anche se più lungo, è quello che parte da <strong>Fenils</strong> e segue la <strong>vecchia strada carrozzabile</strong>, oggi percorribile solo a piedi o in mountain bike. Si sale al <strong>Colle dello Chaberton</strong> e, poi, fino in vetta. Altro percorso tra i più battuti è quello che parte da <strong>Claviere</strong> che porta da ovest al Colle dello Chaberton.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/fino-al-confine-francese-per-scoprire-lo-jafferau-ecco-come-scoprire-le-bellissime-fortificazione-dello-chaberton/">Fino al confine francese per scoprire lo Jafferau: ecco come scoprire le bellissime fortificazione dello Chaberton</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Il classico tour in moto all&#8217;ombra delle Tre Cime: uno spartiacque alpino perfetto</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/il-classico-tour-in-moto-allombra-delle-tre-cime-uno-spartiacque-alpino-perfetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immerso nella Val Pusteria, c'è un valico in prossimità di uno dei comuni delle Tre Cime. È circondato dalle catene montuose delle Alpi Tauri occidentali e delle Dolomiti, che rappresentano la cornice perfetta per un itinerario in moto in Trentino: un percorso ricco di saliscendi che avrà nella Sella di Dobbiaco il punto di partenza e arrivo, con tappe intermedie di straordinaria bellezza, come Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore e Santo Stefano di Cadore. Partiamo per una nuova ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/il-classico-tour-in-moto-allombra-delle-tre-cime-uno-spartiacque-alpino-perfetto/">Il classico tour in moto all&#8217;ombra delle Tre Cime: uno spartiacque alpino perfetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Immerso nella <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/150-chilometri-per-lanello-piu-bello-delle-dolomiti-tra-austria-e-italia-unesperienza-lungo-la-valle-dei-laghi-trasparenti/"><strong>Val Pusteria</strong></a>, c&#8217;è un valico in prossimità di uno dei comuni delle <strong>Tre Cime</strong>. È circondato dalle catene montuose delle <strong>Alpi Tauri occidentali</strong> e delle <strong>Dolomiti</strong>, che rappresentano la cornice perfetta per un itinerario in moto in Trentino: un percorso ricco di saliscendi che avrà nella<strong> Sella di Dobbiaco </strong>il punto di partenza e arrivo, con tappe intermedie di straordinaria bellezza, come Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore e Santo Stefano di Cadore. Partiamo per una nuova avventura!</p>
<h2>Sella di Dobbiaco in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d175338.60696810912!2d12.163743077098655!3d46.63336550002572!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47782bec0d5c3515%3A0x91e3424b244d72f9!2s39034%20Dobbiaco%20BZ!3m2!1d46.7355741!2d12.2212221!4m5!1s0x4779c39c670dc607%3A0x539d5dac07ba3a1!2sSanto%20Stefano%20di%20Cadore%2C%20BL!3m2!1d46.5580169!2d12.5496237!4m5!1s0x47783435d247033f%3A0xdd3c30437b92e42b!2sCortina%20d'Ampezzo%2C%20BL!3m2!1d46.537843099999996!2d12.1358821!4m5!1s0x47782bec0d5c3515%3A0x91e3424b244d72f9!2sDobbiaco%2C%20BZ!3m2!1d46.7355741!2d12.2212221!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1712743374103!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Il tour della Sella di Dobbiaco parte dalla <strong>SS49 della Val Pusteria</strong>. Iniziando da <strong>Dobbiaco</strong>, avremo modo di attraversare parte del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_Tre_Cime"><strong><em>Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo</em></strong></a>, montagne che ci accompagneranno verso <strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong>. Poca la differenza in termini di pendenza, dato che Dobbiaco e Cortina d’Ampezzo sono grosso modo alla stessa altitudine (circa 1.200 metri). In compenso, potremo ammirare un panorama davvero affascinante per circa 35 chilometri di curve, a tratti impegnative. In meno di un&#8217;ora saremo nella città regina delle Dolomiti e luogo privilegiato di villeggiatura invernale (ma che anche durante le altre stagioni ha molto da offrire). Approfittiamo del passaggio a Cortina d’Ampezzo per visitare il <strong>Forte Tre Sassi</strong> o il <strong>Castello de Zanna</strong>, o anche solo concederci una passeggiata nel verde.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/cortina-dampezzo-2716567235.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/cortina-dampezzo-2716567235.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cortina-dampezzo-2716567235.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cortina-dampezzo-2716567235.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cortina-dampezzo-2716567235.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cortina-dampezzo-2716567235.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Lasciata Cortina, seguiamo sulla SS51 in direzione ovest e ci avviamo verso<strong> San Vito di Cadore</strong>, comune prossimo alla Val Boite. Siamo scesi a un&#8217;altitudine di circa 1.000 metri; proseguendo sulla SS51 ci vogliono 40 chilometri prima d’intersecare la<strong> SS52</strong>, con la quale arriveremo a <strong>Santo Stefano di Cadore</strong>. Situato a meno di mille metri di altitudine, è sovrastato dall&#8217;imponente <strong>Monte Col</strong>.</p>
<p>L’ultima parte dell&#8217;itinerario verso Sella di Dobbiaco prevede uno splendido passaggio lungo le strade delle Tre Cime. Prima dovremo avviarci da Santo Stefano di Cadore, in direzione sud-ovest, di nuovo sulla Statale 52, verso la provincia di Bolzano. Ci accompagneranno il panorama del <strong>Parco delle Tre Cime di Lavaredo</strong> sulla sinistra e il confine con l’Austria sulla destra. Superato <strong>San Candido</strong>, troviamo l’incrocio con la <strong>SS49</strong> che ci porta in direzione Sella di Dobbiaco; possiamo considerare questa strada come la vera e propria anima della Val Pusteria. A questo punto il nostro itinerario sarebbe terminato, ma cosa ci vieta di proseguire in direzione nord sulla statale fino a <strong>Riscone di Brunico</strong>, considerato come il capoluogo storico, culturale ed economico della zona?</p>
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		<title>In moto sulla Majella: il suo nome è tutto un programma e ti verrà fame soltanto pianificando il viaggio</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/in-moto-sulla-majella-il-suo-nome-e-tutto-un-programma-e-ti-verra-fame-soltanto-pianificando-il-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Campo di Giove è un piccolo comune italiano che appartiene alla provincia de L'Aquila, in Abruzzo (più precisamente al confine con la provincia di Chieti). Sorge a circa 1.000 metri sul livello del mare e conta poco meno di 800 abitanti. Un paese da una parte decisamente periferico e di cui probabilmente molti non hanno mai sentito parlare, ma dall’altra un comune più che noto agli appassionati di escursioni, soprattutto su due ruote. Campo di Giove, infatti, è attraversato da un ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/in-moto-sulla-majella-il-suo-nome-e-tutto-un-programma-e-ti-verra-fame-soltanto-pianificando-il-viaggio/">In moto sulla Majella: il suo nome è tutto un programma e ti verrà fame soltanto pianificando il viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Campo di Giove</strong> è un piccolo comune italiano che appartiene alla provincia de L&#8217;Aquila, in <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/le-10-strade-piu-belle-dabruzzo-da-scoprire-in-moto/">Abruzzo</a> </strong>(più precisamente al confine con la provincia di Chieti). Sorge a circa 1.000 metri sul livello del mare e conta poco meno di 800 abitanti. Un paese da una parte decisamente periferico e di cui probabilmente molti non hanno mai sentito parlare, ma dall’altra un comune più che noto agli appassionati di escursioni, soprattutto su due ruote. Campo di Giove, infatti, è attraversato da un tratto stradale della Provinciale 12 (Frentana) che arriva alla vicina zona di Roccaraso. Una strada particolarmente tortuosa, chiusa più volte per motivi di sicurezza, soprattutto a causa del pericolo frane, che oggi può venire nuovamente percorsa in sicurezza. Pronti per una nuova avventura targata TrueRiders?</p>









<h2 class="wp-block-heading">Valico della Forchetta in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>



<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d94904.85534563007!2d13.946851166851532!3d41.98360321963028!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x1330426fb222bd81%3A0x9ec2f4d30a9c83ff!2s67030+Campo+di+Giove+AQ!3m2!1d42.0077338!2d14.0479077!4m5!1s0x133066046f71467d%3A0x5484f75fac48062a!2sValico+della+Forchetta%2C+SS84%2C+Palena%2C+CH!3m2!1d41.919773!2d14.1073141!4m5!1s0x13304207320338ad%3A0xaaf7b1572f13b83d!2sCansano%2C+AQ!3m2!1d42.002671799999995!2d14.0126127!4m5!1s0x1330407d2ade37e1%3A0x5239eb74b86b8851!2sSulmona!3m2!1d42.048178199999995!2d13.928930399999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1542355654786" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>



<h3 class="wp-block-heading">Percorso</h3>



<p>Volendo immaginare un itinerario lungo il <strong>Valico della Forchetta</strong>, possiamo pensare di partire da <strong>Campo di Giove</strong>. Da qui imboccheremo la via del lago fino a raggiungere il <strong>Ticino</strong>. Costeggiando lo specchio d&#8217;acqua, prenderemo, poi, la <strong>strada sterrata</strong> che va in salita in direzione sud e continueremo, attraversato il viadotto della ferrovia, in direzione di un piccolo <strong>boschetto locale </strong>facilmente individuabile.</p>





<p>Proprio da queste parti si raggiungono le ultime abitazioni in prossimità degli impianti sciistici circostanti. È possibile immettersi sulla strada asfaltata da cui parte quello che viene indicato come il <strong>Valico della Forchetta</strong>. Il nostro obiettivo è di attraversare la piazzola, ripuntare la strada sterrata (la dovreste avvistare facilmente) e, una volta raggiunto un bivio, prendere il percorso che dovreste trovare alla vostra sinistra, ovvero quello che punta in direzione nord-ovest verso la Valle Canale.</p>





<p>Stiamo parlando di un <strong>tratto sufficientemente impegnativo</strong>, che vi porterà a salire fino a un&#8217;altezza di circa 1.200 metri. Confluirà, poi, in una nuova strada sterrata proveniente dalla <strong>località Piana Cerreto</strong>. Continuando a puntare in direzione sud, tornando sul <strong>Passo della</strong> <strong>Forchetta</strong>, ci troveremo a percorrere a ritroso la sterrata, fino a che non sarà possibile raggiungere (stavolta in direzione nord-ovest) proprio <strong>Piana Cerreto</strong>.</p>





<p>Superata la Fonte Ramarozzo, arriverete finalmente nella regione<strong> Castellano</strong>, dove la strada sterrata cede di nuovo il passo all&#8217;asfalto della <strong>Sulmona-Campo di Giove</strong>. Una volta raggiunto questo punto, possiamo considerare terminato il nostro breve itinerario del Valico della Forchetta e possiamo, quindi, tornare al punto di partenza, che sarà raggiungibile dopo circa 3 chilometri di salita.</p>
<h2>Cosa vedere nei dintorni del Valico della Forchetta: Campo di Giove e il suo meraviglioso centro storico</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/campo-di-giove-2402590959.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/campo-di-giove-2402590959.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/campo-di-giove-2402590959.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/campo-di-giove-2402590959.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/campo-di-giove-2402590959.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/campo-di-giove-2402590959.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>





<p>Una volta a riposo, potreste pensare di dedicare una piccola visita proprio a <strong>Campo di Giove</strong>, anch&#8217;esso inserito in quella cornice sensazionale che è il <a href="https://www.parcomajella.it/"><strong>Parco Nazionale della Majella</strong></a>. Il luogo è perfetto per gli appassionati di escursioni, con quasi 75.000 ettari da attraversare, all&#8217;insegna degli altopiani, popolati da esemplari magnifici di orso marsicano, lupo e camoscio appenninico, cervo, capriolo, ma anche aquila reale, volpe e falco pellegrino. La zona è famosa per i <strong>percorsi di trekking e di mountain bike</strong>, mentre in inverno è una <strong>rinomata meta sciistica</strong>. Anche il <strong>centro storico</strong> del borgo di Campo di Giove merita una visita, con i palazzi storici, come<em> Palazzo Nanni</em> e <em>Palazzo delle Logge</em>, e le chiese meravigliose, tra cui spiccano <strong>quelle di Sant&#8217;Eustachio e di San Rocco</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/in-moto-sulla-majella-il-suo-nome-e-tutto-un-programma-e-ti-verra-fame-soltanto-pianificando-il-viaggio/">In moto sulla Majella: il suo nome è tutto un programma e ti verrà fame soltanto pianificando il viaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Non l’ho scoperto di certo oggi, ma questa montagna è il Tetto del Centro Italia ed è magnifica in ogni periodo</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/non-lho-scoperto-di-certo-oggi-ma-questa-montagna-e-il-tetto-del-centro-italia-ed-e-magnifica-in-ogni-periodo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 08:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Abruzzo è la meta per eccellenza per i viaggiatori su due ruote e qui c'è la vetta più alta degli Appennini e dell'Italia peninsulare, che ospita borghi medievali e natura incontaminata. Vi proponiamo uno dei percorsi più suggestivi di tutto il Centro Italia, un itinerario in quota (per gran parte oltre i 1.000 metri di altitudine) che attraversa luoghi di grande suggestione e paesaggi dalla bellezza incontaminata. Partiamo? Gran Sasso in moto. L'itinerario Mappa  Percorso Come ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Abruzzo</strong> è la meta per eccellenza per i viaggiatori su due ruote e qui c&#8217;è la vetta più alta degli Appennini e dell&#8217;Italia peninsulare, che ospita borghi medievali e natura incontaminata. Vi proponiamo <strong>uno dei percorsi più suggestivi di tutto il Centro Italia</strong>, un itinerario in quota (per gran parte oltre i 1.000 metri di altitudine) che attraversa luoghi di grande suggestione e paesaggi dalla bellezza incontaminata. Partiamo?</p>
<h2>Gran Sasso in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p style="text-align: justify;">Come partenza del nostro mototour sul <strong>Gran Sasso</strong> scegliamo un punto comodamente raggiungibile in autostrada. Ecco <strong>Assergi</strong>, frazione del comune de L&#8217;Aquila, posta proprio sotto il versante occidentale del massiccio. Non a caso, la quota di partenza del nostro tour tocca già quasi i 1.000 metri. Da Assergi, entriamo subito nel vivo dell&#8217;itinerario, salendo verso <strong>l&#8217;altopiano di</strong> <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/campo-imperatore/"><strong>Campo Imperatore</strong></a>, posto a un&#8217;altitudine di quasi 1.800 metri.</p>
<p>Tappa successiva del nostro itinerario è <strong>Santo Stefano di Sessanio</strong>, uno dei borghi più belli d&#8217;Italia. Anche la strada verso il piccolo paese non vi deluderà! Rimettiamoci in viaggio verso <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/castel-del-monte-abruzzo/"><strong>Castel del Monte</strong></a>. Nel mezzo, da visitare c&#8217;è la suggestiva <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_Calascio"><strong>Rocca</strong> <strong>Calascio</strong></a>, tra le più elevate d&#8217;Italia, a 1.410 metri sul livello del mare. Meta turistica meravigliosa è anche lo stesso Castel del Monte; una visita a questo borgo, che conta circa 400 abitanti, sarà ben ripagata. Da non sottovalutare, in particolare, <strong>Ricetto</strong>, la parte più vecchia del Paese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/santo-stefano-di-sessanio-2581709969.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/santo-stefano-di-sessanio-2581709969.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/santo-stefano-di-sessanio-2581709969.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/santo-stefano-di-sessanio-2581709969.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/santo-stefano-di-sessanio-2581709969.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/santo-stefano-di-sessanio-2581709969.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Guidando lungo il <strong>Valico di Capo la Serra</strong>, dirigiamoci verso la provincia di Teramo e, in particolare, <strong>Castelli</strong>. Prima, però, facciamo tappa a <strong>Rigopiano</strong>, frazione del comune di <strong>Farindola</strong>. Qui si trova un sito già abitato addirittura nel Neolitico, come dimostra la presenza di caratteristiche capanne pietrose a &#8220;tholos&#8221;. Non di minor fascino <strong>Castelli</strong>, borgo rinomato oltre che per bellezza e veduta spettacolare della parete nord del monte Camicia, anche per le sue ceramiche.</p>
<p>Da qui, ripartiamo diretti verso <strong>Isola del Gran Sasso d&#8217;Italia</strong> e <strong>Montorio al Vomano</strong>. Procediamo, poi, diretti verso le sponde meridionali del meraviglioso <strong>Lago di Campotosto</strong>, bacino artificiale più grande d&#8217;Abruzzo. Una meta capace di offrire, complici l&#8217;altitudine e le vette circostanti, panorami da cartolina. Ci attende, a questo punto, <strong>il Passo delle Capannelle</strong>, valico posto lungo la strada Maestra del Parco a collegamento dei comuni di <strong>Montorio al Vomano</strong> e <strong>Arischia</strong>, da cui ci sarà facile raggiungere L&#8217;Aquila e porre fine al nostro tour. In alternativa, si può chiudere l&#8217;anello percorrendo la <strong>SP86</strong> per fare ritorno ad Assergi, dopo aver ammirato il borgo di <strong>San Pietro della Jenca</strong>, quasi interamente distrutto a partire dal XV secolo.</p>
<p>Dopo circa 200 chilometri all&#8217;insegna di curve e panorami spettacolari, si chiude il nostro tour in moto sul Gran Sasso. Un percorso che si può fare in una singola (e intensa) giornata di viaggio, ma che vi consigliamo di compiere in un weekend, se avete voglia di ulteriori deviazioni o di godere della buona cucina abruzzese.</p>
<h2>Gran Sasso, il maestoso massiccio dell&#8217;Italia peninsulare: viaggio tra le meraviglie abruzzesi</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/corno-grande-gran-sasso-2502814977.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/corno-grande-gran-sasso-2502814977.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/corno-grande-gran-sasso-2502814977.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/corno-grande-gran-sasso-2502814977.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/corno-grande-gran-sasso-2502814977.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/corno-grande-gran-sasso-2502814977.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @ValerioMei / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p style="text-align: justify;">Vetta più alta degli Appennini, con i 2.912 metri del suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corno_Grande"><strong>Corno Grande </strong></a>e protagonista indiscusso del <strong><em>Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga</em></strong>, il <strong>Gran Sasso</strong> si estende interamente in Abruzzo, tra le province di L&#8217;Aquila, Teramo e Pescara. Qui le nevicate sono abbondanti in inverno, dunque, l&#8217;estate è il momento ideale per pianificare il motoitinerario. Le strade sono complessivamente ben tenute, ma restano di fatto vie tipiche di montagna, che possono essere chiuse o comunque diventare particolarmente insidiose in condizioni meteo particolari.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/abruzzo-in-moto/non-lho-scoperto-di-certo-oggi-ma-questa-montagna-e-il-tetto-del-centro-italia-ed-e-magnifica-in-ogni-periodo/">Non l’ho scoperto di certo oggi, ma questa montagna è il Tetto del Centro Italia ed è magnifica in ogni periodo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Un filo d’asfalto che accarezza il più grande lago d’Italia: con appena 50 chilometri vedrai il lago di Garda dal suo lato migliore</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/un-filo-dasfalto-che-accarezza-il-piu-grande-lago-ditalia-con-appena-50-chilometri-vedrai-il-lago-di-garda-dal-suo-lato-migliore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una romantica e panoramicissima striscia d'asfalto che parte in una regione e finisce in un'altra. Ma ha un collegamento comune, quello del più grande lago italiano, il lago di Garda, sulla cui sponda ovest si dipana una strada dalle caratteristiche uniche. Cinquanta chilometri che toccano località dalla forte valenza storica, come Salò e Gardone Riviera, e scorci di bellezza paesaggistica come Limone sul Garda. Curve, gallerie ed emozioni saranno gli ingredienti di questo percorso, solo ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/un-filo-dasfalto-che-accarezza-il-piu-grande-lago-ditalia-con-appena-50-chilometri-vedrai-il-lago-di-garda-dal-suo-lato-migliore/">Un filo d’asfalto che accarezza il più grande lago d’Italia: con appena 50 chilometri vedrai il lago di Garda dal suo lato migliore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una romantica e panoramicissima striscia d&#8217;asfalto che parte in una regione e finisce in un&#8217;altra. Ma ha un collegamento comune, quello del più grande lago italiano, il <strong>lago di Garda</strong>, sulla cui sponda ovest si dipana una <strong>strada dalle caratteristiche uniche</strong>. Cinquanta chilometri che toccano località dalla forte valenza storica, come <strong>Salò</strong> e <strong>Gardone Riviera</strong>, e scorci di bellezza paesaggistica come<strong> Limone sul Garda</strong>. Curve, gallerie ed emozioni saranno gli ingredienti di questo percorso, solo apparentemente breve, perché i tanti punti panoramici vi spingeranno a soste costanti e andature rilassate. Pronti a partire verso la <strong>Gardesana Occidentale</strong>?</p>
<h2 id="h-la-gardesana-occidentale-itinerario-e-cosa-vedere" class="">Gardesana Occidentale in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d211347.06005097562!2d10.511901328267204!3d45.75245045150355!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47818e578edaff75%3A0xcef3c71e1681781a!2zU2Fsw7IsIDI1MDg3IEJT!3m2!1d45.608391999999995!2d10.510476899999999!4m5!1s0x47818c2027cb622d%3A0xd4ca5171c582d6fe!2sGardone%20Riviera%2C%2025083%20BS!3m2!1d45.623397!2d10.5636497!4m5!1s0x478219065ceab885%3A0x2793d79c2f93427d!2sLimone%20Sul%20Garda%2C%2025010%20BS!3m2!1d45.8077253!2d10.7880304!4m5!1s0x478216d064ddabad%3A0x6b1bdbb2c3674ca3!2sRiva%20del%20Garda!3m2!1d45.8893165!2d10.8431111!5e1!3m2!1sit!2sit!4v1726126777258!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>

<h3>Percorso</h3>
<p>Lasciato il centro di <strong>Salò</strong>, prendiamo la SP572/Viale Papa Paolo VI fino alla rotatoria e ci immettiamo sulla prima a destra. Qui inizia la SS45bis, la <strong>Gardesana Occidentale</strong>, che costeggia l&#8217;abitato salodiano e guadagna la riva del lago di Garda raggiungendo <strong>Gardone Riviera </strong>in 6 chilometri. Continuiamo su una strada che è piuttosto facile da seguire e attraversiamo Bornico, Toscolano Maderno, Bogliaco, Gargnano. Qui il profilo si inizia a fare più &#8220;selvaggio&#8221; e i centri urbani si diradano. Poco dopo Campione, incontriamo la deviazione per la <strong>Strada della Forra</strong> e proseguiamo per <strong>Limone sul Garda</strong>. Bellissimo il tratto di Sopine e Corno di Reamol, da dove continuiamo, infine, per il nostro approdo, <strong>Riva del Garda</strong>, dopo aver attraversato il confine regionale tra Lombardia e Trentino-Alto Adige.</p>
<h2 id="h-desenzano-e-sal">È una delle strade più belle d&#8217;Italia: cosa vedere lungo il panoramico tragitto della Gardesana Occidentale</h2>
<h3 id="h-gardone-e-il-vittoriale" class="">Gardone Riviera e il Vittoriale degli Italiani</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/gardone-riviera-2230636571.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/gardone-riviera-2230636571.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/gardone-riviera-2230636571.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/gardone-riviera-2230636571.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/gardone-riviera-2230636571.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/gardone-riviera-2230636571.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>

<p><strong>Gardone Riviera</strong> è noto per la presenza del <em><strong>Vittoriale degli Italiani</strong></em>, l&#8217;eclettica e ultima residenza di <strong>Gabriele D’Annunzio</strong>. Lo scrittore pescarese la fece costruire in un lungo arco temporale, che corrisponde ai suoi ultimi anni di vita, su progetto di Giancarlo Maroni. Ogni luogo riflette il carattere intenso e particolare di uno dei massimi autori della letteratura italiana. Vi ritroviamo un monumentale ingresso a doppio arco, il museo intitolato &#8220;<em>L&#8217;Automobile è Femmina</em>&#8220;, un imponente anfiteatro affacciato sul lago, il Tempietto della Vittoria e la monumentale tomba di D&#8217;Annunzio. Il Vittoriale degli Italiani è visitabile secondo un preciso calendario, stilato a seconda dei mesi. Per informazioni su orari e prezzi, è possibile consultare la <a href="https://bottega.vittoriale.it/#/prezzi-e-orari">pagina ufficiale</a>.</p>
<h3 id="h-la-strada-della-forra" class="">Strada della Forra</h3>

<figure class="aligncenter">
<figcaption><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/strada-della-forra-1946198212.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/strada-della-forra-1946198212.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/strada-della-forra-1946198212.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/strada-della-forra-1946198212.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/strada-della-forra-1946198212.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/strada-della-forra-1946198212.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></figcaption>
</figure>

<p>Percorso iconico che permette di raggiungere Tremosine sul Garda, la <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/e-italiana-la-strada-piu-bella-al-mondo-una-realta-davvero-fragile-ma-magnifica-da-vivere-allinsegna-della-dolce-vita/"><strong>Strada della Forra</strong></a> è un luogo di <em>pellegrinaggio laico </em>per moltissimi motociclisti italiani ed europei. La sua bellezza, caratterizzata anche dalla difficoltà tecnica del tracciato, portò <strong>Winston Churchill</strong> a definirla come &#8220;l’ottava meraviglia del mondo&#8221;. La Strada della Forra si discosta dalla Gardesana Occidentale con il primo di una serie di tunnel, introdotti da un cartello in ferro, che permettono di raggiungere <strong>Tremosine</strong> partendo dal basso. La strada è generalmente chiusa in discesa dalle 10.00 alle 19.00, permettendo di percorrerla solo verso Tremosine, e non in senso inverso, nelle ore diurne.</p>
<h3>Riva e Limone, le perle della Gardesana Occidentale</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/limone-sul-garda-1826738048.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/limone-sul-garda-1826738048.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/limone-sul-garda-1826738048.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/limone-sul-garda-1826738048.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/limone-sul-garda-1826738048.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/limone-sul-garda-1826738048.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Due comuni, due realtà diverse eppure unite dal fil rouge del più grande lago italiano. Se <strong>Riva del Garda </strong>si trova in Trentino-Alto Adige, <strong>Limone sul Garda </strong>è parte della provincia lombarda di Brescia. Entrambe, però, conservano quello stile tipicamente mitteleuropeo, fatto di palazzi color pastello affacciati su un lungolago prestigioso, spazzato da venti che invogliano i surfisti ad allenarsi da queste parti. Lo dice il nome stesso, Limone gode del clima favorevole gardesano per arricchire il suo paesaggio di preziosi agrumeti, mentre, nei dintorni di Riva, c&#8217;è la <strong>Cascata del Varone</strong>, uno dei siti naturali più belli della zona. In ogni caso, due tappe assolutamente irrinunciabili.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/un-filo-dasfalto-che-accarezza-il-piu-grande-lago-ditalia-con-appena-50-chilometri-vedrai-il-lago-di-garda-dal-suo-lato-migliore/">Un filo d’asfalto che accarezza il più grande lago d’Italia: con appena 50 chilometri vedrai il lago di Garda dal suo lato migliore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra Veneto e Friuli questa vecchia strada di collegamento è diventata l’itinerario a sorpresa delle Alpi Carniche</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/tra-veneto-e-friuli-questa-vecchia-strada-di-collegamento-e-diventata-litinerario-a-sorpresa-delle-alpi-carniche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carnia e Cadore, due territori fondamentali per storia e turismo delle Dolomiti, uniti dallo strategico e bellissimo paesaggio di uno dei passi più belli in Italia. Ci troviamo tra Lorenzago e Forni di Sopra, località perfette per un viaggio in moto attraverso le Dolomiti, per restare sorpresi dal loro fascino senza tempo.  Oltre 200 chilometri per un percorso davvero incredibile all'ombra delle imponenti montagne. Partiamo?  Passo Mauria in moto. L'itinerario Mappa   Percorso Il ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/tra-veneto-e-friuli-questa-vecchia-strada-di-collegamento-e-diventata-litinerario-a-sorpresa-delle-alpi-carniche/">Tra Veneto e Friuli questa vecchia strada di collegamento è diventata l’itinerario a sorpresa delle Alpi Carniche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=""><strong>Carnia</strong> e <strong>Cadore</strong>, due territori fondamentali per storia e turismo delle Dolomiti, uniti dallo strategico e bellissimo paesaggio di uno dei passi più belli in Italia. Ci troviamo tra <strong>Lorenzago</strong> e<strong> Forni di Sopra</strong>, località perfette per un viaggio in moto attraverso le <strong>Dolomiti</strong>, per restare sorpresi dal loro fascino senza tempo.  Oltre 200 chilometri per un percorso davvero incredibile all&#8217;ombra delle imponenti montagne. Partiamo?</p>
<h2 id="h-passo-mauria-in-moto" class="">Passo Mauria in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p class=""><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m30!1m8!1m3!1d709358.9191556622!2d11.663531174218761!3d46.012524038942736!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x4778da83832fc6bb%3A0x4a8087d14460dc7f!2sBassano+del+Grappa%2C+VI!3m2!1d45.765728599999996!2d11.727274699999999!4m5!1s0x4779c0bb362f734f%3A0x77a35100d7774276!2spasso+della+Mauria%2C+Localit%C3%A0+Passo+d.+Mauria%2C+Lorenzago+di+Cadore%2C+BL!3m2!1d46.459442599999996!2d12.5096723!4m5!1s0x477a1f84e0963d69%3A0x66dd2f08c7832088!2sTolmezzo%2C+UD!3m2!1d46.403496!2d13.0182123!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1519628990546" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3 id="h-percorso" class="">Percorso</h3>
<p class="">Il nostro viaggio verso il Passo Mauria parte da <strong>Bassano del Grappa</strong>, famosissima città del Veneto, non solo per la sua rinomata produzione di grappa (qui sorge la più antica distilleria d&#8217;Italia, affacciata sul Brenta.) Il <strong>Ponte Vecchio</strong>, o <strong>Ponte degli Alpini</strong>, distrutto nel 1945 durante la ritirata tedesca, fu ricostruito due anni dopo, ed è oggi visibile. Usciti dalla città, prendiamo la <strong>SS47</strong> direzione Nord, deviando dopo Enego, per prendere la <strong>SS50bis</strong> e la <strong>SP37</strong> e la <strong>SP1</strong> verso nord-est. Dirigiamoci verso <strong>Belluno</strong>, comune veneto che fa parte del <strong><em>Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi</em></strong> e patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO. Sicuramente merita una visita, per le sue architetture, la storia e anche per il panorama che si apre sulle montagne circostanti.</p>
<p class="">Puntiamo verso nord, costeggiando il fiume Piave lungo la <strong>SS51</strong> per raggiungere la città di <strong>Longarone</strong>. Il comune, in provincia di Belluno, è tristemente famoso per una delle pagine più tragiche della nostra storia moderna. Il 9 ottobre del 1963 la città venne completamente distrutta a causa di una frana staccatasi dal monte Toc e precipitata nel bacino artificiale della <strong>diga del Vajont</strong>. Il disastro provocò un&#8217;onda che superò la diga, travolgendo il paese e causando la morte di 1917 persone, di cui 1458 solo a Longarone. Una visita in quei luoghi è d&#8217;obbligo, sia per vedere la diga sia per ammirare il<a href="https://prolocolongarone.it/vajont/i-luoghi-della-memoria/cimitero-monumentale-delle-vittime-del-vajont/"><strong> cimitero di Fortogna</strong></a>.</p>
<p class="">Riprendiamo la <strong>SS51 </strong>e, poi, la <strong>SS51bis</strong>, dopo <strong>Pieve di Cadore</strong> (vicino si potrebbe visitare il Lago di Cadore), fino a <strong>Lozzo di Cadore</strong>, dove deviamo verso est per prendere la <strong>SS53</strong> che ci porta direttamente al Passo Mauria e al confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Al <strong>Passo Mauria</strong> una piccola sosta rigenerante è assolutamente consigliata, anche per ammirare il panorama che si apre davanti ai nostri occhi e per respirare un’atmosfera unica. Proseguendo e costeggiando il fiume Tagliamento, si arriva prima ad <strong>Ampezzo</strong> e poi a <strong>Tolmezzo</strong>, una città che merita assolutamente di essere visitata.</p>
<h2>Passo Mauria: il valico alpino tra le Dolomiti che collega salite mozzafiato</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/pieve-di-cadore-2229834529.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/pieve-di-cadore-2229834529.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/pieve-di-cadore-2229834529.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/pieve-di-cadore-2229834529.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/pieve-di-cadore-2229834529.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/pieve-di-cadore-2229834529.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">Se in estate è un vero toccasana per le temperature più miti, l&#8217;autunno e l&#8217;inverno regalano scenari mozzafiato. Siamo sulle <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/passo-monte-croce-carnico-itinerario-cosa-vedere/"><strong>Alpi Carniche</strong></a> e l&#8217;itinerario è caratterizzato da <strong>curve in rapida successione</strong> e tanti <strong>scorci di boschi rigogliosi</strong>. Queste caratteristiche rendono il <strong>Passo Mauria</strong> molto amato dai motociclisti, che ne approfittano anche per raggiungere il vicino <strong>Passo della Morte</strong>. Qui, durante le lotte risorgimentali del 1848, molti abitanti morirono per respingere l&#8217;esercito austroungarico che avanzava. Una strada molto importante anche per gli spostamenti militari di un tempo, visto che la sua posizione strategica l&#8217;ha resa un collegamento tra le regioni. Nonostante sia accessibile tutto l&#8217;anno, bisogna fare sempre attenzione al meteo prima di intraprendere il percorso.</p>
<p><em><strong>[foto copertina @Leo Brogioni / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</strong></em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/tra-veneto-e-friuli-questa-vecchia-strada-di-collegamento-e-diventata-litinerario-a-sorpresa-delle-alpi-carniche/">Tra Veneto e Friuli questa vecchia strada di collegamento è diventata l’itinerario a sorpresa delle Alpi Carniche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il  museo a cielo aperto del Veneto: un vero borgo d&#8217;artista lungo la strada che porta a Cortina</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/il-museo-a-cielo-aperto-del-veneto-un-vero-borgo-dartista-lungo-la-strada-che-porta-a-cortina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Tra l'Agordino e il Cadore, immersi tra le magnifiche vette che anticipano l'arrivo sulle Dolomiti, quasi al confine con il Friuli-Venezia Giulia ma saldamente e culturalmente in Veneto, incontriamo una strada tanto bella quanto interessante, specie da percorrere in sella. È il passo che, con i suoi 1.530 metri, è un percorso di montagna, ma senza gli accessi - o gli impedimenti stagionali - dei suoi fratelli maggiori. Si tratta di un luogo che è pronto a regalare dei paesaggi unici per ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/il-museo-a-cielo-aperto-del-veneto-un-vero-borgo-dartista-lungo-la-strada-che-porta-a-cortina/">Il  museo a cielo aperto del Veneto: un vero borgo d&#8217;artista lungo la strada che porta a Cortina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="">Tra l&#8217;<strong>Agordino</strong> e il <strong>Cadore</strong>, immersi tra le magnifiche vette che anticipano l&#8217;arrivo sulle <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/la-fata-e-il-santo-sulle-dolomiti-ce-un-passo-davvero-incredibile-che-ti-portera-alla-citta-turca-del-trentino-alto-adige/"><strong>Dolomiti</strong></a>, quasi al confine con il Friuli-Venezia Giulia ma saldamente e culturalmente in <strong>Veneto</strong>, incontriamo una strada tanto bella quanto interessante, specie da percorrere in sella. È il passo che, con i suoi <strong>1.530 metri</strong>, è un percorso di montagna, ma senza gli accessi &#8211; o gli impedimenti stagionali &#8211; dei suoi fratelli maggiori. Si tratta di un luogo che è pronto a regalare dei paesaggi unici per qualche ora di relax in montagna. Partiamo!</p>
<h2 class="">Passo Cibiana in moto. L&#8217;itinerario</h2>







<h3 class="wp-block-heading">Mappa</h3>



<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d88123.64939564833!2d12.122275138812432!3d46.35224264550859!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x477853947e8fa73d%3A0xeba309608ebf831c!2sAgordo!3m2!1d46.2813474!2d12.0355186!4m5!1s0x4779b2f2c23ae02b%3A0x3ade0d2ae8ed650c!2sForno%20di%20Zoldo%2C%2032012%20BL%2C%20Italia!3m2!1d46.3459419!2d12.1764254!4m5!1s0x4779b16421db61f9%3A0x5f279ace47036184!2sPasso%20Cibiana%2C%2032040%20Cibiana%20di%20Cadore%20BL%2C%20Italia!3m2!1d46.374167!2d12.258889!4m5!1s0x4779b136fc79526b%3A0xd265adb86a25b996!2sCibiana%20di%20Cadore%2C%2032040%20BL%2C%20Italia!3m2!1d46.387474499999996!2d12.285737899999999!4m5!1s0x4779b778448de791%3A0x349d8980f887a66d!2sPieve%20di%20Cadore!3m2!1d46.4288269!2d12.3738321!5e0!3m2!1sit!2sus!4v1715602349317!5m2!1sit!2sus" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Percorso</strong></h3>

<p>Un percorso di &#8220;collegamento&#8221;, così potremmo definire questi 55 chilometri che congiungono <strong>Agordo</strong> a <strong>Pieve di Cadore</strong> e, di conseguenza, anche l&#8217;<strong>Agordino </strong>con il <strong>Cadore</strong>, due delle valli più importanti (e belle) del Veneto bellunese. Lasciata Agordo, il nostro percorso prende la <strong>SP347</strong>, passando per i comuni di <strong>Chiesa</strong> e <strong>Gavaz</strong> fino a <strong>Dont</strong>. Da qui deviamo sulla SP251 in direzione di <strong>Forno di Zoldo</strong>.</p>
<p>Ci immettiamo nuovamente sulla SP347 per la salita al <strong>Passo Cibiana</strong> (da 818 a 1.530 metri s.l.m. per 10,1 km e una pendenza che arriva all&#8217;11,2%), da dove poi ridiscendiamo verso <strong>Cibiana di Cadore</strong>. Ultime tappe, queste tutte nella zona del Cadore, attraversano <strong>Vallesina di Sopra</strong> e <strong>Valle di Cadore</strong> fino ad arrivare a <strong>Pieve di Cadore</strong>, sulle sponde del Lago di Cadore.</p>
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<!-- wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<h2 class=""><strong>Passo Cibiana: il valico&#8230; d&#8217;artista delle Dolomiti</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/cibiana-di-cadore-114714988.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/cibiana-di-cadore-114714988.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cibiana-di-cadore-114714988.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cibiana-di-cadore-114714988.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cibiana-di-cadore-114714988.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/cibiana-di-cadore-114714988.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:heading {"level":3} --><!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Quello del <strong>Passo Cibiana</strong> è un itinerario in piena montagna, che percorre la <strong>Strada statale 347</strong>, attraverso un valico che collega la <strong>Val di Zoldo</strong> e la <strong>Valle del Boite</strong>. Un viaggio in sella a stretto contatto con il verde e il silenzio della natura. Siamo in alta montagna, ma cose da vedere e scoprire ce ne sono anche qui. Se siete non solo degli accaniti bikers ma anche dei curiosi turisti, potreste fare una sosta e salire oltre 2000 metri. Spegnete i motori e avventuratevi verso il <strong>Monte Rite</strong>, non ve ne pentirete. Vi sembrerà di essere in un osservatorio naturale, quasi a sfiorare le nuvole. La strada, lunga oltre 6 chilometri da fare a piedi o con un servizio navetta a pagamento, non è molto agevole ma la fatica verrà ripagata. In cima potrete anche visitare, tra giugno e settembre, il <a href="https://www.messner-mountain-museum.it/en/discover/dolomites/"><strong>Museo delle Nuvole</strong></a> ( o <strong><em>Messner Mountain Museum Dolomites</em></strong>), allestito sui resti di un vecchio forte. Una galleria d’arte che narra la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico, con grande spazio alla collezione di <strong>Reinhold Messner</strong>, da cui il museo prende anche il nome.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

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<!-- wp:heading {"level":3} --><!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">In inverno, se siete amanti dello sport potrete fare una sosta per dedicarvi a qualche <strong>sport invernale</strong> o a delle <strong>escursioni</strong> sul Monte Rite. <strong>Cibiana di Cadore</strong> è conosciuto anche come il &#8220;<em><strong>paese dei murales</strong></em>&#8220;, un museo a cielo aperto davvero affascinante, da scoprire passeggiando tra edifici in legno e disegni sui muri che ripercorrono le pagine della cultura locale. Se, invece, desiderate fare una sosta più lunga, indossate le scarpe da trekking e fate una passeggiata fino al <a href="https://www.rifugioremauro.it/web/home.htm"><strong>Rifugio Remauro </strong></a>(1.536 metri s.l.m.), aperto sia d’estate che d’inverno. Sarete circondati da pascoli e boschi disseminati di piccole baite di legno, per un relax ad alta quota.</p>
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<!-- wp:paragraph --><!-- /wp:paragraph --><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/il-museo-a-cielo-aperto-del-veneto-un-vero-borgo-dartista-lungo-la-strada-che-porta-a-cortina/">Il  museo a cielo aperto del Veneto: un vero borgo d&#8217;artista lungo la strada che porta a Cortina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cuore fragile dell&#8217;Italia: tra Marche e Umbria ci sono delle montagne che sono un vero e proprio luogo del cuore</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/umbria-in-moto/il-cuore-fragile-dellitalia-tra-marche-e-umbria-ci-sono-delle-montagne-che-sono-un-vero-e-proprio-luogo-del-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 06:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Umbria in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Luoghi preziosi d'Italia, che come l'ala di una libellula o lo stelo di un fiore sono tanto belli quanto fragili. E proprio per questo non vanno lasciati da soli, dimenticati o abbandonati, ma riscoperti con quella voglia di conoscenza e di avventura continua che sono il vero leitmotiv del viaggiare su due ruote. Ecco perché, quando pensiamo ad alcuni territori, è necessario menzionare la loro resilienza. In particolare, esiste un percorso bellissimo che attraversa luoghi che hanno saputo ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/umbria-in-moto/il-cuore-fragile-dellitalia-tra-marche-e-umbria-ci-sono-delle-montagne-che-sono-un-vero-e-proprio-luogo-del-cuore/">Il cuore fragile dell&#8217;Italia: tra Marche e Umbria ci sono delle montagne che sono un vero e proprio luogo del cuore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Luoghi preziosi d&#8217;Italia, che come l&#8217;ala di una libellula o lo stelo di un fiore sono tanto belli quanto fragili. E proprio per questo non vanno lasciati da soli, dimenticati o abbandonati, ma riscoperti con quella voglia di conoscenza e di avventura continua che sono il vero leitmotiv del viaggiare su due ruote. Ecco perché, quando pensiamo ad alcuni territori, è necessario menzionare la loro <strong>resilienza</strong>. In particolare, esiste un percorso bellissimo che attraversa <strong>luoghi che hanno saputo rialzarsi dopo feroci calamità</strong> e che meritano di essere visitati. Pronti a partire per un tour dei <strong>Monti Sibillini</strong>?</p>
<h2>Monti Sibillini in moto. L&#8217;itinerario</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Mappa</h3>



<figure><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d186906.12724891692!2d12.912247633648489!3d42.94860076045265!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x132e131cecd0f23d%3A0xa082c9383c1b8d0!2sCastelluccio%2C+PG!3m2!1d42.8286009!2d13.209004799999999!4m5!1s0x132e6be8fc647d55%3A0xc6d848face77faec!2s06046+Norcia+PG!3m2!1d42.7916746!2d13.0947335!4m5!1s0x132e72be3ed7d657%3A0xa6f9332b63349ac!2sCastelsantangelo+sul+Nera!3m2!1d42.8946457!2d13.155184499999999!4m5!1s0x132ddb925134594d%3A0xf9cad7fc944f5f5f!2sCamerino%2C+MC!3m2!1d43.135650299999995!2d13.068325399999999!4m5!1s0x132e7f2c1f9f66bd%3A0x99b496d81b73479b!2sColfiorito!3m2!1d43.026237599999995!2d12.8896527!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1525248222838" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Percorso</h3>



<p>Partenza da <strong>Norcia</strong>, arrivo a <strong>Colfiorito</strong>. Dall&#8217;Umbria all&#8217;Umbria, ma passando in alcune delle località naturalistiche e storiche più belle delle <strong>Marche</strong>. Dopo aver visitato il bellissimo borgo di <strong>Norcia</strong>, famoso per la figura di San Benedetto e per la ricca tradizione enogastronomica, possiamo partire per il nostro viaggio tra i <strong>Monti Sibillini</strong>. La prima tappa, di circa 30 chilometri, conduce verso la località montana di <strong>Castelluccio</strong>. Situata a 1.452 metri s.l.m., si trova nel territorio comunale di Norcia e si raggiunge grazie alla SS685, prima, e alla SP477, poi, che supera l&#8217;ampio dislivello tra la vallata e la Piana di Castelluccio e offre uno degli scenari naturalistici più suggestivi dell&#8217;Italia centrale, soprattutto durante i mesi estivi, con la <strong>fioritura dei campi di lenticchie</strong>.</p>





<p>Ci rilassiamo nel pieno della natura di Castelluccio, uno dei luoghi più colpiti dal<strong> sisma del 2016-2017</strong> e al centro di un progetto di recupero. Proseguiamo il nostro viaggio tra i Monti Sibillini percorrendo la Strada Provinciale 136. Superiamo il confine delle Marche, per ritrovarci, in circa 15 chilometri, a <strong>Castelsantangelo sul Nera</strong>. Ci dirigiamo verso il nord delle Marche, attraversando prima la <strong>SP134</strong> e, successivamente, la<strong> Strada provinciale 209</strong> (in direzione di Macerata e Camerino) e la <strong>Strada provinciale 96</strong>, che ci portano, in circa 40 chilometri, nel bellissimo borgo di <strong>Camerino</strong>. Da Camerino, proseguiamo verso l&#8217;ultima tappa del nostro viaggio, la bella località di <strong>Colfiorito</strong>. La raggiungiamo in 22 chilometri, attraverso la <strong>SP17</strong> e la <strong>SS77</strong> e passando per Serravalle di Chienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra sapori e sapere: le terre dei Monti Sibillini da scoprire</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/camerino-1349620508.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/camerino-1349620508.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/camerino-1349620508.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/camerino-1349620508.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/camerino-1349620508.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/camerino-1349620508.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><strong>Castelsantangelo sul Nera </strong>è un piccolo borgo di montagna che deve il suo nome a San Michele Arcangelo, santo patrono della località, e al <strong>fiume Nera</strong>, che nasce da sorgenti presenti proprio sul territorio. Il Nera è uno dei maggiori fiumi italiani in termini di portata d&#8217;acqua, addirittura più dell&#8217;Arno e dell&#8217;Isonzo. Sebbene gravemente colpita dal terremoto nel 2016, conserva parte dei suoi luoghi simbolo, come la fortezza che sovrasta il borgo.</p>
<p>Spartiacque tra il Chienti e il Potenza, <strong>Camerino</strong> è una rinomata città universitaria. L&#8217;<em>Università di Camerino</em> fu voluta da Papa Benedetto XII nel 1336 ed è uno degli atenei più antichi d&#8217;Italia. Pensate che l&#8217;<em>Università La Sapienza di Roma</em> è stata fondata appena 33 anni prima, nel 1303. La città è anche celebre per la produzione della <strong>pasta fresca</strong>, di cui costituisce &#8211; insieme a <strong>Campofilone</strong> &#8211; uno dei principali centri delle Marche. La piccola <strong>Colfiorito</strong>, che altri non é che una frazione di <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/umbria-in-moto/la-montagna-di-san-francesco-e-un-luogo-sacro-imperdibile-da-esplorare-nel-cuore-verde-ditalia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Foligno</strong></a>, è, invece, rinomata per un&#8217;altra specialità tipica che viene degustata in tutta Italia: la <strong>lenticchia</strong>. E sì, perché insieme a quelle di Castelluccio, le <strong>lenticchie di Colfiorito</strong> caratterizzano le tavole del Bel Paese soprattutto nel periodo delle feste. Ricchissime di benefici per la salute, si possono consumare sotto forma di zuppe e minestre e sono un ottimo ingrediente per tantissime ricette.</p>
<p><strong>Norcia</strong>, infine, è la città di San Benedetto, la cui magnifica <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Benedetto"><strong>basilica</strong></a>, capolavoro dell&#8217;architettura romanica, dovrebbe essere completamente ricostruita nel giro di pochi anni secondo i principi dell&#8217;<em>anastilosi</em>, ovvero utilizzando gli stessi materiali e le stesse forme. Il centro storico della città è ricco di luoghi dove assaggiare le tante specialità tipiche: proprio da qui deriva il termine <em><strong>norcineria</strong>, </em>che simboleggia le specialità a base di carne e insaccati tipiche di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo.</p>












<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/umbria-in-moto/il-cuore-fragile-dellitalia-tra-marche-e-umbria-ci-sono-delle-montagne-che-sono-un-vero-e-proprio-luogo-del-cuore/">Il cuore fragile dell&#8217;Italia: tra Marche e Umbria ci sono delle montagne che sono un vero e proprio luogo del cuore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È il prodotto simbolo delle tavole di questa zona, ma per sapere dove si produce dovrai assolutamente percorrere questa strada</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/e-il-prodotto-simbolo-delle-tavole-di-questa-zona-ma-per-sapere-dove-si-produce-dovrai-assolutamente-percorrere-questa-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=73144</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prelibatezza della cucina veneta ma non solo. C'è un ingrediente che racchiude l'essenza del Veneto. Stiamo parlando del radicchio, prodotto a Indicazione Geografica Tipica e ispiratore di un percorso perfetto per il mototurismo e l'enoturismo, perché questa è anche la terra del Prosecco. Insomma, si parte per un nuovo viaggio emozionante con TrueRiders? Strada del Radicchio in moto. L'itinerario      Mappa          Itinerario    La Strada del Radicchio inizia da e si ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/e-il-prodotto-simbolo-delle-tavole-di-questa-zona-ma-per-sapere-dove-si-produce-dovrai-assolutamente-percorrere-questa-strada/">È il prodotto simbolo delle tavole di questa zona, ma per sapere dove si produce dovrai assolutamente percorrere questa strada</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prelibatezza della cucina veneta ma non solo. C&#8217;è un ingrediente che racchiude l&#8217;essenza del <strong>Veneto</strong>. Stiamo parlando del <strong>radicchio</strong>, prodotto a Indicazione Geografica Tipica e ispiratore di un percorso perfetto per il mototurismo e l&#8217;enoturismo, perché questa è anche la terra del Prosecco. Insomma, si parte per un nuovo viaggio emozionante con TrueRiders?</p>
<h2 id="h-strada-del-radicchio-l-itinerario-in-moto" class="">Strada del Radicchio in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph --><!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:html -->
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m54!1m8!1m3!1d178778.96292320132!2d12.0429327!3d45.5619659!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m43!3e0!4m5!1s0x477937d3c10cde51%3A0x42f69b005c22748d!2s31100%20Treviso%20TV!3m2!1d45.6668893!2d12.2430437!4m5!1s0x4779294589009f9f%3A0x4e474375fd2eeb08!2sCastelfranco%20Veneto%2C%20TV!3m2!1d45.6716942!2d11.928238799999999!4m5!1s0x47792d0cf4c1595d%3A0x690c4fe0f0eea01e!2sPiombino%20Dese%2C%2035017%20PD!3m2!1d45.6075133!2d11.9978588!4m5!1s0x477ecbda72457bf9%3A0xf6e9b2d324ee04f!2sMirano%2C%20VE!3m2!1d45.495013799999995!2d12.115868299999999!4m5!1s0x47794ad68d9aaf03%3A0x57de1c8cdc0d6d39!2sMogliano%20Veneto%2C%20TV!3m2!1d45.553796399999996!2d12.2342958!4m5!1s0x47794c6d5fe952a1%3A0x4581d1d139b11604!2sCasale%20Sul%20Sile%2C%20TV!3m2!1d45.597569!2d12.3256106!4m5!1s0x477937d3c10cde51%3A0x42f69b005c22748d!2sTreviso%2C%20TV!3m2!1d45.6668893!2d12.2430437!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1642501817837!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
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<!-- wp:heading {"level":3} --><!-- /wp:list -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 id="h-itinerario" class="">Itinerario</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La <strong>Strada del Radicchio</strong> inizia da e si conclude a <strong>Treviso</strong>. Esci dalla città prendendo Via Castellana e poi la SR53 in direzione Castelfranco / Vicenza. Supera Paese, Padernello, il Parco del Lago delle Fate e, poi, raggiungi <strong>Castelfranco Veneto</strong>, prima tappa del tuo itinerario.  Da Castelfranco Veneto gira a sinistra sulla SR245, che lambisce il versante padovano della Strada del Radicchio.</p>
<p class="">La seconda tappa è<strong> Piombino Dese</strong>, poi prosegui attraversando <strong>Trebaseleghe</strong>.  Prima di entrare in <strong>Scorzè</strong>, svolta a destra su Via Milano (SR515 Var 2) e alla terza rotonda che incontri imbocca la prima uscita sulla SP37. Toccherai le località di <strong>Mestrina</strong>,<strong> Salzano</strong> e, infine, arriverai a <strong>Mirano</strong>, che del percorso costituisce la tappa nella provincia di Venezia. Continua dritto sulla SP32 e, alla prima rotonda, imbocca la terza uscita sulla SP36. Raggiungi <strong>Maerne</strong> e gira a destra sulla SP38, verso<strong> Olmo</strong>. Appena attraversato il corso d’acqua c’è una rotonda: prendi la prima uscita sulla SR245, verso <strong>Zelarino</strong>, frazione del comune di Venezia.</p>
<p class="">Imbocca, sulla sinistra, via Marieschi e, in corrispondenza della chiesa, gira a sinistra in via Scaramuzza. Appena ti trovi il Forte sulla destra, svolta su via Gatta, che ti porterà fino alla strada statale; prendi la SS13 verso sinistra, attraversando subito il corso del fiume Dese e dirigendoti verso <strong>Mogliano Veneto</strong>. A Mogliano Veneto prendi a sinistra la SP64 verso <strong>Casale sul Sile</strong>. Una volta visitata quest’ultima tappa del tuo itinerario, continua costeggiando il Sile sulla SP67 e tornerai al punto di partenza della Strada del Radicchio, a <strong>Treviso</strong>.</p>
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<h2 id="h-alla-scoperta-della-strada-del-radicchio-in-veneto" class="">La Strada del Radicchio è il percorso più gustoso di tutto il Veneto</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/radicchio-rosso-di-treviso-1635533422.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/radicchio-rosso-di-treviso-1635533422.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/radicchio-rosso-di-treviso-1635533422.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/radicchio-rosso-di-treviso-1635533422.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/radicchio-rosso-di-treviso-1635533422.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/radicchio-rosso-di-treviso-1635533422.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
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<p class="">Soprannominato “<em><strong>il fiore d’inverno</strong></em>”, il <strong><a href="https://www.stradadelradicchio.it/">Radicchio rosso di Treviso</a></strong> è un prodotto ortofrutticolo IGP (Indicazione Geografica Protetta). Una varietà di cicoria dal gusto delicatamente amarognolo, prodotta in <strong>Veneto</strong>, che ha dato vita alla cd. <strong><em>Strada del Radicchio</em></strong>, per esplorare attentamente i luoghi di coltivazione. Corrisponde a una zona che si trova a cavallo delle <strong>province di Treviso, Padova, Venezia</strong>. La maggior parte dell’area è in territorio trevigiano; a partire dalle sponde del Piave ad Est alla Statale del Santo ad Ovest, comprende al suo interno ampi territori di pianura. Il fiume più importante che attraversa la zona è il <strong>Sile</strong>, ma ci sono anche lo Zero, il Dese, il Marzenego e diversi corsi d’acqua minori, che formano una fitta rete idrografica che modella il paesaggio rurale.</p>
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<!-- wp:heading {"level":3} --><!-- /wp:heading -->

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<h3>Treviso: la &#8220;piccola Venezia&#8221; dell&#8217;entroterra</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/treviso-2154169219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/treviso-2154169219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/treviso-2154169219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/treviso-2154169219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/treviso-2154169219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/treviso-2154169219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il Veneto ha una &#8220;piccola Venezia&#8221; a mezz&#8217;ora di distanza dall&#8217;originale ed è <strong>Treviso</strong>. Una splendida città di architetture rinascimentali imponenti, con uno sviluppo fitto di canali e fiumi, ma anche e soprattutto di monumenti del calibro della <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/la-loggia-dei-cavalieri?ldc"><strong>Loggia dei Cavalieri</strong></a>, <strong>Palazzo dei Trecento </strong>e la neoclassica <strong>Cattedrale di San Pietro Apostolo</strong>. Il tutto accompagnato dall&#8217;immancabile presenza di radicchio rosso, baccalà mantecato, sopressa e Prosecco del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/strada-del-conegliano-valdobbiadene/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Conegliano Valdobbiadene</strong></a>.</p>
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<h3 id="h-castelfranco-veneto" class="">Cosa vedere lungo il percorso da e verso Treviso</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/07/castelfranco-veneto-2272225223.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/07/castelfranco-veneto-2272225223.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/castelfranco-veneto-2272225223.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/castelfranco-veneto-2272225223.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/castelfranco-veneto-2272225223.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/07/castelfranco-veneto-2272225223.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />[foto @BestPhotoStudio / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>I luoghi di interesse della Strada del Radicchio sono tantissimi. Sicuramente <strong>Castelfranco Veneto</strong>, dove visitare il Castello, ma anche i luoghi del pittore Giorgio da Castelfranco, famoso come il <strong>Giorgione</strong>. Si possono ammirare la sua <a href="https://www.museocasagiorgione.it/">casa</a>, il museo con le sue opere e, ovviamente, il Duomo della cittadina dove sono presenti alcuni dipinti del noto artista. Proseguendo, si va a <strong>Piombino Dese</strong>: è il luogo dove vedere una delle più belle Ville Palladiane del Veneto. Si tratta di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Cornaro"><strong>Villa Cornaro</strong></a>, o <strong>Cornèr</strong>, progettata da Andrea Palladio nel 1552, ed è stata inserita nella lista dei patrimoni dell&#8217;umanità dell&#8217;UNESCO, con le altre ville palladiane del Veneto.</p>
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<p><strong>Mirano</strong>, invece, fa parte della provincia di Venezia e, a lungo, la sua storia è stata legata alla Serenissima. È un borgo di belle chiese, come quella di<strong> San Leopoldo</strong> o quella di <strong>San Michele Arcangelo</strong>. Anche qui spicca una bellissima villa, la <strong>Villa Belvedere</strong>, che ospita uno dei giardini più belli d’Italia. <strong>Mogliano</strong> <strong>Veneto </strong>è il borgo delle splendide <strong>ville</strong>; in ogni angolo della cittadina ne scorgerai una (molte si possono visitare). Il monumento ai Caduti ricorda l’importante contributo di questo centro nella Grande Guerra. <strong>Casale sul Sile</strong>, infine, è un importante centro di produzione del <strong>radicchio rosso</strong> e si trova sul limite est della <em>Strada del Radicchio</em>. È il luogo giusto per una bella passeggiata nella natura lungo le sponde del <strong>Sile</strong>, il maggiore corso d’acqua di quest’area.</p>
<p><em><strong>[foto copertina @Stefy Morelli / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</strong></em></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/e-il-prodotto-simbolo-delle-tavole-di-questa-zona-ma-per-sapere-dove-si-produce-dovrai-assolutamente-percorrere-questa-strada/">È il prodotto simbolo delle tavole di questa zona, ma per sapere dove si produce dovrai assolutamente percorrere questa strada</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>È la porta segreta del Trentino: tutti vogliono percorrere questa strada panoramica</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/e-la-porta-segreta-del-trentino-tutti-vogliono-percorrere-questa-strada-panoramica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi chilometri da Trento si trova il passo che divide il massiccio della Marzola (1.719 metri s.l.m.) dal monte Celva (962 metri). È situato tra i due a un'altitudine di circa 730 metri sul livello del mare ed è un crocevia che collega Povo - Pantè con la cima del monte e Roncogno, che si trova sul lato opposto. Il passo è raggiungibile da entrambi i versanti; da Povo - Pantè si percorre una strada provinciale asfaltata e in buone condizioni, mentre da Roncogno si percorre una strada ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi chilometri da <strong>Trento </strong>si trova il passo che divide il <strong>massiccio della Marzola</strong> (1.719 metri s.l.m.) dal <strong>monte Celva</strong> (962 metri). È situato tra i due a un&#8217;altitudine di circa 730 metri sul livello del mare ed è un crocevia che collega <strong>Povo &#8211; Pantè</strong> con la cima del monte e <strong>Roncogno</strong>, che si trova sul lato opposto. Il passo è raggiungibile da entrambi i versanti; da Povo &#8211; Pantè si percorre una <strong>strada provinciale asfaltata</strong> e in buone condizioni, mentre da Roncogno si percorre una <strong>strada locale</strong>, molto stretta e in alcuni tratti accidentata. L’omonima strada che collega Povo – Pantè (frazione di Trento) con Roncogno è solamente una tra quelle disponibili per raggiungere il passo. C&#8217;è, infatti, una strada secondaria in mezzo al bosco, che dal paese di <strong>Costasavina</strong> porta direttamente al luogo di interesse. Pronti a partire?</p>
<h2><b>Passo del Cimirlo in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d44303.610399314595!2d11.122636234093848!3d46.05158393652754!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x478276cac9ce9ddb%3A0x27c6a299139ff547!2sTrento%2C%20TN!3m2!1d46.067745099999996!2d11.1214636!4m5!1s0x4782765c88a21b73%3A0x82acc463989cded0!2sPasso%20del%20Cimirlo%2C%2038123%20Cimirlo%20TN!3m2!1d46.069449399999996!2d11.1841451!4m5!1s0x4782763a49645057%3A0xfc22d52c9ae4157e!2sRoncogno%2C%20TN!3m2!1d46.0692612!2d11.2066661!4m5!1s0x478275c8b9af07ad%3A0x93b47a97af20b812!2sMalga%20Maranza%2C%20Trento%2C%20TN!3m2!1d46.030862!2d11.169749999999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1718895797513!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Il passo del Cimirlo si trova immediatamente sopra <strong>Trento</strong> e ha uno straordinario valore storico e culturale. Fu, infatti, un<strong> luogo simbolo del Cristianesimo</strong> (con il famoso Concilio di Trento) e della <strong>Prima Guerra Mondiale</strong>, a causa della sua posizione strategica. La particolare ubicazione convinse gli Austriaci a edificare delle <strong>fortificazioni</strong> e a costruire una<strong> fitta rete di trincee</strong>, alcune delle quali ancora visibili e visitabili. Qui, inoltre, ci sono ex <strong>edifici difensivi</strong>, come <strong>Forte Sella di Roncogno</strong>, poco sopra il passo e visitabile tutto l’anno. Può essere la base di partenza per vedere una delle maggiori particolarità del luogo: il <strong>Sentiero dei 100 scalini</strong>.</p>
<p>Faceva parte del progetto degli Austriaci per la costruzione di una postazione sotterranea che consentisse il controllo mediante nidi di mitragliatrici di entrambi i lati del monte. Si tratta di un passaggio scavato nella roccia all&#8217;interno del Monte Celva, che è raggiungibile dal<strong> sentiero numero 419</strong>. Il percorso che porta all&#8217;osservatorio militare (a metà strada) si può effettuare in circa mezz&#8217;ora. Ci vogliono, invece, altri 20 minuti per salire sulla vetta del monte mediante un percorso attrezzato e di media difficoltà, da cui si possono vedere sia l’intera valle dell’Adige che la città di Trento.</p>
<p>Dal passo è possibile raggiungere <strong>Malga Maranza</strong> (su strada stretta e asfaltata in modo non uniforme) e arrivare all&#8217;<a href="https://www.rifugiomaranza.it/">omonimo rifugio</a>, da cui si gode di una spettacolare vista della città di Trento e della sua valle. Se, invece, si è appassionati di trekking, sia dal passo sia dal parcheggio del Forte Sella di Roncogno, partono numerosi sentieri, uno dei quali, con moto Enduro o Crossover, porta al <strong>forte Cimirlo</strong>, ultimo della cinta difensiva.</p>
<p>Per tutti coloro che provengono dall&#8217;autostrada, prima di andare sul passo è possibile attraversare <strong>Trento</strong> e visitare la<strong> Cattedrale di San Vigilio</strong> e il <strong>Palazzo Pretorio</strong> in <strong>Piazza del Duomo</strong>. Palazzo Pretorio, prima sede e residenza vescovile di Trento, ha al suo interno un <a href="https://www.museodiocesanotridentino.it/">museo</a> straordinario di paramenti sacri, tele e arazzi ma, soprattutto, una raccolta di documenti sul Concilio di Trento. Proseguendo, si passa di fronte al <strong>Castello del Buonconsiglio</strong> che si trova proprio lungo strada per Povo – Pantè e che fu sede dell’arcivescovado di Trento e del tribunale militare, dove venne imprigionato e ucciso il patriota Cesare Battisti.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul passo tra i due monti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/lago-di-caldonazzo-2344228639.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/lago-di-caldonazzo-2344228639.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lago-di-caldonazzo-2344228639.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lago-di-caldonazzo-2344228639.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lago-di-caldonazzo-2344228639.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lago-di-caldonazzo-2344228639.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il <strong>passo del Cimirlo</strong> è immerso in una zona boschiva formata principalmente da carpino nero, frassini minori (Orniello) e pini neri, reimpiantati dopo la furiosa deforestazione effettuata dagli Austriaci per la costruzione della cinta difensiva e delle fortificazioni. A circa 10 chilometri, ci sono la <strong>Valle dei Laghi</strong> e le <strong>Tre Cime del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/alla-scoperta-del-trentino-alto-adige-lungo-le-curve-del-passo-del-bondone-e-gli-splendidi-paesaggi-della-valle-dei-laghi/">Monte Bondone</a></strong>, dove è possibile effettuare diversi sport alpini, dallo <strong>sci</strong> all&#8217;<strong>arrampicata</strong>, dalla <strong>canoa</strong> al <strong>kayak</strong>, fino ad arrivare a percorsi attrezzati per <strong>mountain bike</strong> e lanci di <strong>parapendio</strong>. A pochi chilometri a sud di Roncogno, c&#8217;è è il<strong> lago di Caldonazzo</strong>, dove è possibile effettuare giri in canoa o provare lo sci nautico.</p>
<h2><b>Consigli per l&#8217;itinerario lungo il Passo del Cimirlo</b></h2>
<p>Il passo è percorribile lungo la strada principale (via Eremo e via del Passo Cimirlo) durante tutto l’anno ed è raggiungibile sia dalla <strong>Strada Statale 47 della Valsugana</strong>, prendendo lo svincolo per Roncogno, sia dalla <strong>Strada Statale 12</strong>, uscendo poco prima di Trento. A <strong>Madonna Bianca</strong>, percorrendo via Edmund Mach, ci si immette sulla <strong>Provinciale 204</strong> che porta direttamente a Povo – Pantè. Una seconda opzione è quella <strong>autostradale</strong>, con uscita a Trento sud per andare direttamente al passo oppure Trento centro, se si ha intenzione di fare il giro lungo e visitare la città.</p>
<h3>Pendenza, dislivello e condizioni della strada</h3>
<p>Da Trento (altezza Castello del Buonconsiglio) la distanza d percorrere è di circa <strong>8 chilometri</strong>, con una <strong>pendenza media del 6,4%</strong> che, nell&#8217;ultimo tratto, sale anche fino al <strong>10/11%</strong>. La strada che, invece, porta a Roncogno ha un dislivello totale di 220 metri, per una lunghezza di circa<strong> 3,5 chilometri</strong> e una <strong>pendenza media del 11%</strong>.</p>
<p>Pur non essendo particolarmente tortuosa in entrambi i versanti, la strada principale lato Roncogno non è particolarmente adatta alle moto da strada come le Cruiser, le Gran Turismo o le Custom. Si è, infatti, in presenza di <strong>tratti non asfaltati</strong> ma solo ripavimentati ed è vivamente sconsigliato, se si vuole fare il sentiero da Costagavina, a tutte quelle che hanno impostazioni di tipo corsaiolo, come le Naked o le Superbike.</p>
<p>Sono, invece, adatte le moto che consentono di viaggiare agevolmente sullo sterrato o su fondo disconnesso, come le Enduro o le Crossover. Dal passo vero e proprio partono altre due strade che portano al rifugio Maranza e al Forte Roncogno e che esaltano le caratteristiche di questo tipo di moto, perché, in molti punti, l&#8217;asfalto non è presente oppure ha numerose crepe.</p>
<p>Pur essendo <strong>aperto tutto l&#8217;anno</strong>, il tratto verso Roncogno è preferibile effettuarlo in giornate assolate e nel periodo compreso tra maggio e fine ottobre, a causa della particolare situazione del manto stradale. Il tratto, invece, che parte da Povo – Pantè è percorribile sempre, facendo attenzione, nei mesi invernali, alle nevicate e ai possibili accumuli di ghiaccio ai bordi della strada.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/e-la-porta-segreta-del-trentino-tutti-vogliono-percorrere-questa-strada-panoramica/">È la porta segreta del Trentino: tutti vogliono percorrere questa strada panoramica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lungo questo passo potrai ammirare le Dolomiti proprio come un vero alpino</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/lungo-questo-passo-potrai-ammirare-le-dolomiti-proprio-come-un-vero-alpino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In sella alla tua due ruote, senti il pulsare dell'avventura sotto il casco. È una danza con il vento, una corsa tra le nuvole e le cime che sfidano il cielo. Ogni curva è un segreto svelato, ogni rettilineo un sospiro di libertà. La montagna ti chiama, e tu rispondi, seguendo un ritmo antico quanto il tempo. Qui, dove la natura è una maestra severa ma giusta, impari il vero significato del viaggio: non è la destinazione, ma i battiti del cuore, le pause improvvisate per un panorama che ti ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/lungo-questo-passo-potrai-ammirare-le-dolomiti-proprio-come-un-vero-alpino/">Lungo questo passo potrai ammirare le Dolomiti proprio come un vero alpino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In sella alla tua due ruote, senti il pulsare dell&#8217;avventura sotto il casco. È una danza con il vento, una corsa tra le nuvole e le cime che sfidano il cielo. Ogni curva è un segreto svelato, ogni rettilineo un sospiro di libertà. La montagna ti chiama, e tu rispondi, seguendo un ritmo antico quanto il tempo. Qui, dove la natura è una maestra severa ma giusta, impari il vero significato del viaggio: non è la destinazione, ma i battiti del cuore, le pause improvvisate per un panorama che ti ruba il fiato, il sapore dell&#8217;aria pura. Lasciati guidare dalle emozioni, alla scoperta di luoghi dove solo i più arditi osano avventurarsi, fino a quel passo montano che promette di essere il culmine di un viaggio indimenticabile, il <strong>Passo Brocon</strong>.</p>
<form class="stretch mx-2 flex flex-row gap-3 last:mb-2 md:mx-4 md:last:mb-6 lg:mx-auto lg:max-w-2xl xl:max-w-3xl"></form>
<h2>Passo Brocon in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d354292.3074320394!2d11.334403697809206!3d46.07286258901482!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x477907a4819f1c33%3A0xed2742f66d62cf2c!2sBelluno%2C%2032100%20BL%2C%20Italia!3m2!1d46.1424635!2d12.2167088!4m5!1s0x4778ed06f535c003%3A0x55670e5f9e4634e1!2sPasso%20brocon%2C%2038053%20Castello%20Tesino%20TN%2C%20Italia!3m2!1d46.064817399999995!2d11.633156!4m5!1s0x477890fea98afba1%3A0xbbb16341b70683b8!2sBorgo%20Valsugana!3m2!1d46.052805299999996!2d11.462605499999999!4m5!1s0x47789935e87299ef%3A0xea3df95f0281f48c!2sLevico%20Terme!3m2!1d46.013023999999994!2d11.297759899999999!4m5!1s0x478276cac9ce9ddb%3A0x27c6a299139ff547!2sTrento!3m2!1d46.074779299999996!2d11.1217486!5e0!3m2!1sit!2sus!4v1700726167904!5m2!1sit!2sus" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>L&#8217;itinerario verso il <strong>Passo Brocon </strong>è lungo ma lineare, e facile da seguire. Si parte da Belluno, la vera porta delle Dolomiti, facilmente raggiungibile da Venezia tramite la A27. Prendiamo la SS50 che costeggia il <strong>Piave</strong> in direzione sud, percorrendola per intero fino a Feltre. Qui deviamo sulla SR50 e poi sulla SP40 a <strong>Pian del Vescovo</strong>. Da qui iniziamo la graduale salite al passo, che affronta una bella serie di tornanti in corrispondenza della Cascata del Salton (Roa). La SP40 lascia il passo alla SP79 proprio in corrispondenza del Brocon che, una volta superato, ci porta a Molini e Pieve Tesino. La SP78 conduce a fondovalle, dove prendiamo la SP109 per <strong>Borgo Valsugana </strong>e poi la SS47 fino a <strong>Levico Terme</strong>. Si passa per il <strong>Lago di Caldonazzo</strong> e, sempre sulla Statale della Valsugana, si risale fino a Trento, dove arriviamo dopo 120 km di viaggio.</p>
<h2>Un passo dalla storia e dai panorami d&#8217;autore</h2>
<p>Il <strong>Passo Brocon </strong>si trova nel<strong> Trentino Orientale</strong>, collegando la <strong>Valle del Vanoi</strong> con l&#8217;altopiano del Tesino e con la <strong>Val Senaiga</strong>. È un valico alpino abbastanza alto, che si trova a 1.616 metri sul livello del mare e amministrativamente parlando appartiene al comune di <strong>Castello Tesino</strong>. La realizzazione del Passo Brocon risale al periodo austroungarico, agli inizi del XX secolo. Sulla vetta, si visita il Monumento agli Alpini, costruito per ricordare i caduti della Grande Guerra: anche qui, infatti, si tennero gli aspri combattimenti tra le truppe italiane e quelle austro ungariche.  È possibile inoltre fare una sterrata, molto apprezzata da enduristi, trekker o da chi ama andare in bicicletta. La località di <strong>Castello Tesino </strong>è decisamente interessante da visitare: oltre a dei bellissimi paesaggi naturali, che spaziano sull&#8217;omonimo Altopiano (si trova infatti a quasi 900 m s.l.m.), ci sono numerose attrazioni da visitare. Tra queste le chiese in stile alpino di San Giorgio e di Sant&#8217;Ippolito, costruita quest&#8217;ultima su un colle.</p>
<p>La <strong>grotta di Castello Tesino</strong> fu scoperta negli anni &#8217;20 ed è una delle testimonianze della storia geologica di questa zona, ed è ovviamente visitabile. Molto interessante infine è la zona, non lontana dal Brocon, dei due &#8220;laghi gemelli&#8221; di <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/lago-di-levico/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Levico</strong></a> e <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/caldo-come-unoasi-bello-come-una-showgirl-questo-lago-del-trentino-e-una-meta-per-ogni-stagione/"><strong>Caldonazzo</strong></a>. Grazie alle temperature miti dell&#8217;acqua e agli splendidi paesaggi di questa zona, sin dal passato il principale motore del turismo è stato il <strong>benessere</strong>, favorito anche dalle Terme di Levico, che sono un vero e proprio toccasana per diverse patologie, da quelle respiratorie a quelle estetiche-dermatologiche. Insomma, un itinerario davvero ricco di sorprese!</p>
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		<title>A 1850 metri in Piemonte c’è uno degli altopiani più belli d’Italia: è un bellissimo angolo di paradiso</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/a-1850-metri-in-piemonte-ce-uno-degli-altopiani-piu-belli-ditalia-e-un-bellissimo-angolo-di-paradiso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sorgenti di montagna possono far nascere grandi fiumi ed è quello che succede al torrente Stura di Lanzo. Da questo luogo, infatti, viene imbottigliata l'acqua usata per produrre succhi di frutta. Il posto, inoltre, è il punto di partenza di un importante acquedotto che arriva fino alla città di Torino e rifornisce gran parte del capoluogo piemontese. Ma non è finita qui! Quest'acqua va anche nello spazio, poiché fa parte delle forniture della Stazione Spaziale Internazionale. Tutto ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/a-1850-metri-in-piemonte-ce-uno-degli-altopiani-piu-belli-ditalia-e-un-bellissimo-angolo-di-paradiso/">A 1850 metri in Piemonte c’è uno degli altopiani più belli d’Italia: è un bellissimo angolo di paradiso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le sorgenti di montagna possono far nascere grandi fiumi ed è quello che succede al <strong>torrente Stura di Lanzo</strong>. Da questo luogo, infatti, viene imbottigliata l&#8217;acqua usata per produrre succhi di frutta. Il posto, inoltre, è il punto di partenza di un<strong> importante acquedotto</strong> che arriva fino alla città di <strong>Torino</strong> e rifornisce gran parte del capoluogo piemontese. Ma non è finita qui! Quest&#8217;acqua va anche nello spazio, poiché fa parte delle <strong>forniture della <em>Stazione Spaziale Internazionale</em></strong>. Tutto ciò dimostra quanto sia importante la montagna per la nostra vita, ma ci innesta anche la curiosità di andare a visitare un posto bellissimo: un <strong>vasto pianoro al limite delle Valli di Lanzo</strong>, coronato dalle Alpi. Partiamo per una nuova avventura targata TrueRiders!</p>
<h2>Da Torino al Pian della Mussa in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d179786.1149505984!2d7.158298210661877!3d45.24459674277057!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x47886d0cc3ed5cdf%3A0x405e67d473c94e0!2sTorino%2C%20TO!3m2!1d45.0703393!2d7.686864!4m5!1s0x4789ab7c125841e9%3A0x1255427b6bdc38b9!2sPian%20della%20Mussa%2C%2010070%20Balme%20TO!3m2!1d45.303448499999995!2d7.179362299999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1696953668638!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Prima di partire, c&#8217;è da considerare il periodo del viaggio: nella stagione invernale non è possibile arrivare in moto fino al Pian della Mussa vero e proprio, che è solitamente ricoperto di neve e diventa meta di camminatori con ciaspole oppure di sciatori di fondo. La strada completa si può fare <strong>da maggio a ottobre</strong>, che è il periodo in cui il percorso non subisce interruzioni. La partenza è da<strong> Torino</strong> e il tragitto è semplicissimo, perché occorre seguire nient&#8217;altro che la <strong>Provinciale SP1</strong> <strong>delle Valli di Lanzo</strong>. La via attraversa <strong>Venaria</strong>, costeggia la <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/circa-100-anni-prima-di-caserta-e-nata-quella-che-ancora-oggi-e-considerata-una-delle-regge-piu-belle-al-mondo/">Reggia</a> e il parco <em>La Mandria</em>, arriva a <strong>Lanzo</strong> e sale verso <strong>Ceres</strong>, <strong>Ala di Stura</strong> e, infine, <strong>Balme</strong>. Quest&#8217;ultimo è il comune in cui si trova il <strong>Pian della Mussa</strong>. Arrivato al vasto pianoro, ci sono diversi rifugi dove è possibile rifocillarsi e rilassarsi.</p>
<h2>Il pianoro vicino Balme: un vero e proprio paradiso tra le Alpi</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Marco Fine / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Il <strong>Pian della Mussa</strong> si trova a un&#8217;altitudine di 1.850 metri s.l.m., sopra il centro abitato di<strong> Balme</strong>. Il pianoro è lungo quasi 3 chilometri ed è frequentato da tanti escursionisti che salgono al <a href="https://www.rifugiogastaldi.com/"><em>Rifugio Gastaldi</em></a> (2.659 m), all&#8217;<em>Uia di Ciamarella</em> (3.676 m) e all&#8217;<em>Uia di Bessanese</em> (3.604 m), perché perfetto per una giornata estiva soleggiata in montagna, per respirare aria fresca.</p>
<h3>Balme, il paese del Pian della Mussa</h3>
<p>Il borgo di Balme, storicamente, è punto di riferimento degli alpinisti, che conoscono le tante vette dei dintorni. L&#8217;<em><strong>Ecomuseo delle Guide Alpine Antonio Castagneri</strong> </em>(Via Capoluogo 139, vicino alla piazza principale) è il luogo che espone oggetti d&#8217;epoca e racconta i tempi in cui i balmesi, abituati a percorrere quotidianamente le montagne dal Pian della Mussa, divennero le prime guide alpine. Le visite si svolgono solo su prenotazione, scrivendo un&#8217;email all&#8217;indirizzo <em>info@comune.balme.to.it</em> oppure chiamando il numero 0123 82902. La<strong> centrale idroelettrica di Balme</strong>, inoltre, è punto strategico dell&#8217;acquedotto inaugurato nel 1922 che arriva fino a Torino.</p>
<h3>Ceres&#8230; da non confondere con la birra</h3>
<p>Sotto Balme e il Pian della Mussa, c&#8217;è <strong>Ceres</strong>, località a 704 metri s.l.m. Non c&#8217;entra nulla con la famosa marca di birra, ma la notizia dell&#8217;omonimia è giunta fino all&#8217;amministrazione del brand danese, che ha organizzato la festa dei 60 anni della Ceres&#8230; proprio a Ceres! Qui da vedere c&#8217;è il <a href="https://comune.ceres.to.it/Luoghi?ID=1909"><em><strong>Museo delle genti delle Valli di Lanzo</strong></em></a>, esposizione storico-etnografica che racconta il passato del territorio.</p>
<h3>Lanzo e il ponte del diavolo che sorveglia Pian della Mussa</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Nella valle che culmina al Pian della Mussa, il centro più importante è <strong>Lanzo</strong>, con l&#8217;affascinante <strong>Ponte del Diavolo</strong>. Secondo la leggenda, sarebbe stato il diavolo a costruire il ponte, pretendendo l&#8217;anima del primo a transitare; per ingannarlo venne fatto passare un cagnolino e, dunque, il diavolo si adirò, sbattendo violentemente le zampe sulle rocce e formando le cosiddette &#8220;<em>Marmitte dei Giganti</em>&#8220;. A prescindere dalle credenze popolari, è stato annoverato tra i 30 ponti più belli d&#8217;Italia da una ricerca del quotidiano<em> La Repubblica</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ai piedi della Marmolada c’è la strada dalla storia triste, ma celebre per la sua bellezza eterna</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/ai-piedi-della-marmolada-ce-la-strada-dalla-storia-triste-ma-celebre-per-la-sua-bellezza-eterna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C'è un valico di montagna delle Dolomiti Venete che mette in comunicazione due splendide località turistiche: Cortina d'Ampezzo e Auronzo di Cadore. Dalla Regina delle Dolomiti alle montagne cantate da Carducci nella sua Ode, questo punto di incontro tra l'Ampezzano e il Cadore sale fino a 1.809 metri sul livello del mare. Ma questo luogo panoramico, ai piedi del Monte Cristallo e del Piz Popena, è legato a una storia drammatica. Nel febbraio 1789, una madre e i suoi due figli stavano ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/veneto-in-moto/ai-piedi-della-marmolada-ce-la-strada-dalla-storia-triste-ma-celebre-per-la-sua-bellezza-eterna/">Ai piedi della Marmolada c’è la strada dalla storia triste, ma celebre per la sua bellezza eterna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un valico di montagna delle <strong>Dolomiti Venete</strong> che mette in comunicazione due splendide località turistiche: <strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong> e <strong>Auronzo di Cadore</strong>. Dalla Regina delle Dolomiti alle montagne cantate da Carducci nella sua <em>Ode</em>, questo punto di incontro tra l&#8217;Ampezzano e il Cadore sale fino a 1.809 metri sul livello del mare. Ma questo luogo panoramico, ai piedi del<strong> Monte Cristallo</strong> e del <strong>Piz Popena</strong>, è legato a una storia drammatica. Nel febbraio 1789, una madre e i suoi due figli stavano vagando tra i monti per andare verso Cortina d&#8217;Ampezzo, in cerca di un lavoro, ma il freddo li travolse. In memoria di questa tragica vicenda, furono innalzati i <strong>tre Crocifissi lignei</strong>, che ancora oggi rappresentano la peculiarità del <strong>Passo Tre Croci</strong>. Pronti a scoprirlo in moto?</p>
<h2 id="h-passo-tre-croci-in-moto-l-itinerario">Passo Tre Croci in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa">Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d175593.70182354897!2d12.12082792063295!3d46.55457856038009!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47783435d247033f%3A0xdd3c30437b92e42b!2sCortina%20d'Ampezzo%2C%2032043%20BL!3m2!1d46.537843099999996!2d12.1358821!4m5!1s0x477834a18ca406fb%3A0x1d0709882e714eb0!2sPasso%20Tre%20Croci%2C%2032043%20Cortina%20d'Ampezzo%20BL!3m2!1d46.5577778!2d12.2036111!4m5!1s0x4779ccc8aa012ba9%3A0x3760c85e6e21cbb!2sMisurina%2C%2032041%20BL!3m2!1d46.577832699999995!2d12.246939699999999!4m5!1s0x4779cf66f89bdc17%3A0x759fbbb871587a66!2sAuronzo%20di%20Cadore%2C%2032041%20BL!3m2!1d46.5520115!2d12.435481399999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1744101520717!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>La zona dell&#8217;Ampezzano e del Cadore è particolarmente suggestiva se percorsa sulle due ruote. In questo breve itinerario, meno di 40 chilometri in tutto, è possibile scoprire posti meravigliosi. Si parte da Cortina d&#8217;Ampezzo e, seguendo la <strong>SS51 di Alemagna</strong>, si prosegue per circa 9 chilometri, arrivando sulla vetta del <strong>Passo Tre Croci</strong>.</p>
<p>Dopo una breve sosta per ammirare il panorama, si segue la <strong>SR48</strong> e la <strong>SP49 di Misurina</strong>, giungendo, in altri 7 chilometri, al <strong>Lago di Misurina</strong>, dove vi sono molti hotel e strutture ricettive. Da qui si può scegliere di tornare sulla SS51 di Alemagna, che attraversa il Parco delle Tre Cime arrivando fino a <strong>Dobbiaco</strong>, oppure proseguire sulla SR48 in direzione di <strong>Auronzo di Cadore</strong>, raggiungibile in circa 24 chilometri.</p>
<h2 id="h-passo-tre-croci-e-il-lago-di-misurina">Passo Tre Croci e il Lago di Misurina</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-tre-croci-2492980753.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-tre-croci-2492980753.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-tre-croci-2492980753.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-tre-croci-2492980753.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-tre-croci-2492980753.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-tre-croci-2492980753.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full wp-image-11815"><figcaption class="wp-element-caption">Ci troviamo presso il <strong>Passo Tre Croci</strong>, così chiamato per la presenza dei<strong> tre grandi crocifissi lignei</strong>. Il territorio è caratterizzato dalla presenza del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/specchi-dacqua-e-di-meraviglia-questi-sono-i-6-laghi-del-veneto-che-non-vedrai-lora-di-scoprire/"><strong>lago di Misurina</strong></a>, ad Auronzo di Cadore, uno dei bacini alpini più suggestivi d&#8217;Italia. Questo specchio naturale, formatosi nel corso dei millenni, si trova a un&#8217;altitudine di 1.754 metri sul livello del mare ed è un <strong>rinomato luogo di villeggiatura</strong>. La salubrità dell&#8217;aria, infatti, lo rende adatto alle cure per soggetti asmatici o con altre difficoltà respiratorie. Al lago è legata, inoltre, <strong>un&#8217;antica leggenda</strong>. Sorapiss, padre di Misurina, accettò che la fata del Monte Cristallo lo trasformasse in montagna per accontentare un desiderio della sua amata figlia. Quando quest&#8217;ultima, però, si ritrovò sulla cima della vetta, si spaventò e cadde nel vuoto. Sorapiss, che assistette alla scena, pianse così tanto che dall&#8217;uomo &#8211; montagna sgorgarono due ruscelli che riempirono la vallata, trasformandola nel Lago di Misurina.</figcaption></figure>
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		<title>La fata e il santo: sulle Dolomiti c’è un passo davvero incredibile che ti porterà alla “città turca” del Trentino-Alto Adige</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/la-fata-e-il-santo-sulle-dolomiti-ce-un-passo-davvero-incredibile-che-ti-portera-alla-citta-turca-del-trentino-alto-adige/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se stai cercando un percorso in moto sulle Dolomiti che puoi fare tutto l’anno, allora il Passo San Pellegrino è la scelta ideale. Non tutti i valichi montani sono sempre percorribili, ma l’itinerario che ti suggeriamo è aperto in tutte le stagioni, per la sua altezza non eccessiva (inferiore ai duemila metri). Unico consiglio è di verificare prima di partire che le condizioni meteo non siano proibitive (in caso di piogge abbondanti, anche in estate, è preferibile rimandare!). La meta, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se stai cercando un percorso in moto sulle Dolomiti che puoi fare tutto l’anno, allora il <strong>Passo San Pellegrino</strong> è la scelta ideale. Non tutti i valichi montani sono sempre percorribili, ma l’itinerario che ti suggeriamo è <strong>aperto in tutte le stagioni</strong>, per la sua altezza non eccessiva (inferiore ai duemila metri). Unico consiglio è di verificare prima di partire che le condizioni meteo non siano proibitive (in caso di piogge abbondanti, anche in estate, è preferibile rimandare!). La meta, inoltre, è un ottimo punto di partenza per gite ed escursioni. Perché non pianificare, dunque, una permanenza di due o più giorni? A te la scelta!</p>
<h2>Passo San Pellegrino in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d706625.4288704983!2d10.916355991086663!3d46.2252618927826!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x478276cac9ce9ddb%3A0x27c6a299139ff547!2sTrento%2C%20TN!3m2!1d46.074779299999996!2d11.1217486!4m5!1s0x477842d7253d00c5%3A0x1d0709882e714ce0!2sPasso%20San%20Pellegrino%2C%2038035%20Moena%20TN!3m2!1d46.3833333!2d11.783333299999999!4m5!1s0x4778674eab26070b%3A0x1b13a10a14be25d3!2sPaneveggio%2C%20TN!3m2!1d46.306680899999996!2d11.7391484!4m5!1s0x478276cac9ce9ddb%3A0x27c6a299139ff547!2sTrento%2C%20TN!3m2!1d46.074779299999996!2d11.1217486!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1630914883607!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>L’itinerario che proponiamo conduce dal capoluogo,<strong> Trento</strong>, direttamente al<strong> Passo San Pellegrino</strong>. Da qui, puoi fare ritorno al punto di partenza scendendo dal <strong>versante veneto del valico</strong>, per poi rientrare in Trentino, oppure puoi scegliere di fare la salita a partire dal versante veneto &#8211; tieni conto che ha una pendenza più ripida e un livello di difficoltà leggermente superiore.</p>
<p>Da Trento prendi la Statale SS12 in direzione Bolzano. Attraversa le località di <strong>Gardolo di Mezzo</strong> e <strong>Meano</strong> e giungi a <strong>Lavis</strong>. Attraversa il paese e gira a destra in Via Maso Franch sulla SS612. La <strong>SS612 </strong>è la strada che ti porta fino a destinazione: salendo gradualmente di altitudine, in un percorso ricco di curve e tornanti, passa per i paesi di <strong>Mosana</strong>, <strong>Lisignago</strong>, <strong>Cembra</strong>, <strong>Valda</strong>, <strong>Grumes</strong>, <strong>Capriana</strong>.</p>
<p>Arriva a un tratto più pianeggiante che costeggia il <strong>Lago di Stramentizzo</strong>; da qui in poi la strada diventa provinciale SP232 e costeggia il torrente Avisio. Sei nella zona delle <strong>funivie dell’Alpe Cermis</strong>, che servono gli impianti sciistici invernali. Continua a salire su questa strada che si estende lungo il corso d’acqua e, poco prima di <strong>Predazzo</strong>, entra nella Statale SS48.</p>
<p>Prosegui raggiungendo <strong>Forno</strong> e poi <strong>Moena</strong>: qui tieni la direzione sulla destra per entrare sulla SS346 in direzione degli impianti sciistici dell’Alpe Lusia. In breve tempo sarai arrivato a destinazione: <strong>Passo San Pellegrino</strong>. Per il ritorno a Trento, puoi continuare la strada, scendendo dal versante veneto. Prosegui in direzione degli impianti sciistici di <strong>Falcade Tre Valli </strong>e, al primo bivio, prendi la direzione a destra sulla Strada provinciale SP81. Anche questa è una strada ricca di curve e di tornanti, che nella zona di <strong>Paneveggio</strong> si fa più confortevole e diventa la SS50.</p>
<p>Attraversa<strong> Bellamonte</strong> e ti ritrovi a <strong>Predazzo</strong>, che già conosci per averla toccata nel tuo tragitto in salita. Qui continua in direzione di Trento, sulla stessa strada dell’andata, in direzione opposta, e <strong>torna nel capoluogo</strong>.</p>
<h2>Tutto quello che c’è da sapere sul Passo San Pellegrino</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-san-pellegrino-2427815781.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-san-pellegrino-2427815781.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-san-pellegrino-2427815781.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-san-pellegrino-2427815781.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-san-pellegrino-2427815781.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/passo-san-pellegrino-2427815781.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Passo San Pellegrino è un valico alpino che si trova nel cuore delle<strong> Dolomiti</strong>, a <strong>1.918 metri </strong>sul livello del mare. Il territorio è quello della località di <strong>Moena, “<em>la fata delle Dolomiti</em>”</strong>. Siamo nel Trentino più orientale, al confine con il Veneto: il passo sorge, infatti, tra i comuni di <strong>Moena</strong> (provincia di Trento) e di <strong>Falcade </strong>(provincia di Belluno). Geograficamente separa le vette delle Dolomiti di Gardena e Fassa dalle Dolomiti di Feltre.</p>
<p>La zona è ricca di stazioni sciistiche, ma è molto viva anche d’estate, amatissima dagli escursionisti e dai ciclisti. Da qui è passato varie volte anche il <em>Giro d’Italia</em>.</p>
<h3>Cenni storici</h3>
<p>In passato, il Passo del San Pellegrino era conosciuto come <strong>Monte di Allocco</strong>. La parola <em>aloch</em> o <em>alochet</em>, infatti, faceva riferimento alle enormi distese di prato in cui venivano fatti pascolare gli animali. Il nome con cui tutt’oggi conosciamo il passo ha origini più recenti. Proprio qui l’Ordine di San Pellegrino delle Alpi costruì un<strong> ospizio</strong> per l’accoglienza dei viandanti anche se della struttura, punto di riferimento dell’Alpe Lusia, non vi sono più tracce.</p>
<p>Oltre che per la maestosità dei suoi paesaggi, il valico viene storicamente ricordato come <strong>zona di battaglia e bombardamenti</strong> nel corso della Grande Guerra. Già nel primo dopoguerra il numero di turisti in zona tornò a crescere e con esso anche il mototurismo.</p>
<h3>Cosa fare a Passo San Pellegrino</h3>
<p>Non solo per i motociclisti, ma per tutti gli sportivi e turisti, Passo San Pellegrino è una visita piacevole in ogni periodo dell’anno. <strong>In inverno</strong>, le piste innevate accolgono gli amanti dello sci e dello snowboard e i pendii offrono numerosi sentieri per lo scialpinismo. I declivi più arditi si possono affrontare, per i meno ardimentosi, grazie agli impianti di risalita (funivia e seggiovia) che servono la zona.</p>
<p><strong>In estate</strong>, è meta gettonata per trekking, passeggiate ed escursioni, di ogni livello di difficoltà. La presenza di un ampio parcheggio lo rende facilmente raggiungibile e i vari hotel e ristoranti lo rendono un posto adatto anche alle famiglie.</p>
<h3>Moena, la piccola città turca d&#8217;Italia</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/moena-1786182659.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/moena-1786182659.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/moena-1786182659.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/moena-1786182659.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/moena-1786182659.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/moena-1786182659.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>A <a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-moena"><strong>Moena</strong></a>, punto di partenza del Passo San Pellegrino, è legata una leggenda che risale addirittura alla fine del Seicento e che ha come protagonista <strong>Hasan</strong>, un giannizzero ottomano fuggito dopo l&#8217;assedio di Vienna. Rifugiatosi in città, fu accolto dalla popolazione locale, sposò una donna del luogo e aiutò l&#8217;insurrezione contro gli Asburgo, che avevano aumentato a dismisura le tasse sui moenesi. Alla sua morte, la memoria di Hasan venne tramandata dai figli e dai nipoti.</p>
<p>Ogni anno, nel <strong>Rione Turchia</strong>, si tiene una<strong> festa</strong> nella quale rivivono le antiche tradizioni dell&#8217;Anatolia e si respira una bellissima atmosfera multiculturale.</p>
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		<title>La strada più “formaggiosa” d’Italia si trova vicino Brescia ed è un inno alla natura e alla buona tavola</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/la-strada-piu-formaggiosa-ditalia-si-trova-vicino-brescia-ed-e-un-inno-alla-natura-e-alla-buona-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo hanno chiamato paradiso dei fondisti e alternativa al Maniva. Per noi, semplicemente, è la strada più formaggiosa d'Italia, e ha un nome che ancora in pochi conoscono: Passo Gaver. Ci troviamo sul Siltar, un tratto di montagna che tocca anche il celebre Passo Maniva (di cui questa strada è una vera alternativa) e che è situato al confine tra Lombardia e Trentino. Una zona ricca di piccoli e grandi laghi, riparata dalle propaggini delle Prealpi Gardesane, lontana dal caos delle città ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/la-strada-piu-formaggiosa-ditalia-si-trova-vicino-brescia-ed-e-un-inno-alla-natura-e-alla-buona-tavola/">La strada più “formaggiosa” d’Italia si trova vicino Brescia ed è un inno alla natura e alla buona tavola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo hanno chiamato <em>paradiso dei fondisti</em> e <em>alternativa al Maniva</em>. Per noi, semplicemente, è la <strong>strada più formaggiosa d&#8217;Italia</strong>, e ha un nome che ancora in pochi conoscono: <strong>Passo Gaver</strong>. Ci troviamo sul Siltar, un tratto di montagna che tocca anche il celebre <strong>Passo Maniva</strong> (di cui questa strada è una vera alternativa) e che è situato al confine tra Lombardia e Trentino. Una zona ricca di piccoli e grandi laghi, riparata dalle propaggini delle Prealpi Gardesane, lontana dal caos delle città di fondovalle e con un piccolo record: un solo percorso che <strong>unisce tre valli</strong> tra lepiù importanti del Bresciano: Val Sabbia, Val Camonica e Val Trompia. Insomma, un itinerario &#8220;secondario&#8221; ma che non rinuncia a tante piccole prelibatezze &#8211; anche gastronomiche &#8211; che i motociclisti amano ritrovarsi sul proprio percorso. Che si fa, si parte?</p>
<h2>Passo Gaver in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d88903.6487433902!2d10.394204080988496!3d45.86652728721595!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x4783cccebdd19345%3A0x1c0678057ae17940!2s25043%20Breno%20BS!3m2!1d45.9339231!2d10.4262024!4m5!1s0x4782324b4aeb4135%3A0x165007879d9e056f!2sSiltar%20De%20Gaver%2C%2025043%20BS!3m2!1d45.9217197!2d10.453368!4m5!1s0x47822e99586a1a17%3A0xdac4806b9071c579!2sManiva%20Spa%2C%20Via%20Mignano%2C%2015%2C%2025072%20Bagolino%20BS!3m2!1d45.830977499999996!2d10.4547419!4m5!1s0x47822f42a2813237%3A0xda5c05f320f47145!2sPonte%20Caffaro%2C%2025072%20BS!3m2!1d45.821176099999995!2d10.5270069!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1781617912578!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>La strada verso il <strong>Passo Gaver</strong> parte da Breno, uno dei comuni toccati dalla Statale 42 del Tonale e della Mendola. Prendiamo da qui la SP345 in direzione sud, oltrepassando la deviazione per il Maniva e arrivando dopo circa 7 chilometri al Siltar de Gaver. Da qui, il colpo d&#8217;occhio sulle Prealpi Lombarde è davvero incredibile. Ridiscendiamo sulla Provinciale 669 e in 13 km raggiungiamo la deviazione per il Giogo del Maniva. Da qui, però, proseguiamo in direzione di Bagolino (tappa che, come vedremo, è assolutamente imperdibile) e poi, sempre seguendo la SP669, arriviamo a Ponte Caffaro, sulle sponde nord del Lago d&#8217;Idro.</p>
<h2>I 5 motivi per cui devi assolutamente visitare il Passo Gaver</h2>
<h3>Bagolino, il borgo del formaggio più buono</h3>
<p>A 13 chilometri dalla &#8220;cima&#8221; del Gaver c&#8217;è uno dei borghi più autentici di tutta la Lombardia: <strong>Bagolino</strong>. Un cuore antico di case arroccate su un colle, con le tradizionali architetture della montagna lombarda, tra balconi in legno e immancabili bontà locali. In questo caso, il <a href="http://www.bagossbagolino.it/il-bagoss/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bagòss</strong></a>, rigorosamente con l&#8217;accento sulla O. Prodotto tradizionale della Val Sabbia, che viene fatto stagionare da 1 a 3 anni e con l&#8217;aggiunta di una punta di zafferano. Un formaggio sapido, da consumare da solo o grattugiato su pasta e risotti, perfetto per i rigidi climi invernali. Nel borgo ammirate l&#8217;imponente Chiesa di San Giorgio e, d&#8217;inverno, non perdetevi il <strong>Carnevale di Bagolino</strong>, un altro buon motivo per percorrere questa salita.</p>
<h3>Percorrere l&#8217;unico passo in Italia che non è un passo</h3>
<p>Ufficialmente, il <strong>Gaver </strong><strong>non è un passo</strong>. Non è un valico, non è una forra, non è un colle. Convenzionalmente lo si chiama passo perché ne ha alcune delle caratteristiche: curve, tornanti, strada che risale e ridiscende in maniera armonica. Il suo punto più alto arriva a <strong>1511 m s.l.m. </strong>(il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/passo-del-maniva/" target="_blank" rel="noopener">Maniva</a> a 1664 m, il vicino Crocedomini a 1892 m), con una pendenza non particolarmente rilevante e un percorso che è <strong>totalmente asfaltato</strong>, facile nonostante la strada stretta e soprattutto panoramico in modi emozionanti. Arrivare qui su in moto, qualunque sia la direttrice scelta, difficilmente delude.</p>
<h3>La via del Laghi</h3>
<p>Iseo, Idro e Garda. Il Gaver potrebbe anche essere ufficiosamente chiamato &#8220;Via dei Laghi&#8221;, visto che ce ne sono ben tre nel suo areale geografico: se il <strong>Lago d&#8217;Idro</strong> è quello che abbiamo scelto come punto di approdo di questo itinerario, non possiamo però non espandere i nostri orizzonti di qualche decina di chilometri. A est, 16 chilometri circa lo dividono dal <strong>Lago di Garda</strong>, il più grande d&#8217;Italia, circa il doppio della distanza dal <strong>Lago d&#8217;Iseo</strong>. Tutti e tre con caratteristiche uniche: il primo con la Rocca d&#8217;Anfo e i suoi paesaggi, il secondo dove trovare strade mozzafiato (<strong>Strada della Forra</strong> in primis), e Iseo con Monte Isola, la più alta isola lacustre d&#8217;Europa. Niente male, no?</p>
<h3>Il Passo del Maniva</h3>
<p>Un buon motivo per percorrere la strada del Passo Gaver è quello di arrivare al <strong>Passo Maniva</strong>. Un &#8220;Giogo&#8221; da ragazzi, ci piace dire, questa salita bresciana è un vero must. Con i suoi 1664 m s.l.m. è una strada ricchissima di panorami e di luoghi dove fermarsi per ammirare lo spettacolo della natura lombarda; inoltre, la sua centralità rispetto al territorio della bresciana lo rende facilmente visitabile, magari includendolo in altri percorsi. In cima ci si può fermare ad ammirare la bella chiesetta in legno e pietra.</p>
<h3>Vallesabbia, tra motociclismo e sci di fondo</h3>
<p>La Valle Sabbia, nella quale insiste la salita del Gaver, è una delle tre valli &#8220;fondanti&#8221; per la provincia di Brescia. Un luogo di natura idilliaca, dove in molti si recano per escursioni, passeggiate e, in inverno, per praticare lo <strong>sci di fondo</strong>. Una alternativa al motociclismo? Piuttosto un completamento di un&#8217;esperienza <em>en plein air</em> che difficilmente delude il visitatore. Peraltro, vale la pena ricordare che questo &#8220;passo non passo&#8221; si trova all&#8217;interno del <strong>Parco naturale dell&#8217;Adamello</strong>, ed è dunque ancora più consigliabile per un giro in moto in mezzo al verde.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/la-strada-piu-formaggiosa-ditalia-si-trova-vicino-brescia-ed-e-un-inno-alla-natura-e-alla-buona-tavola/">La strada più “formaggiosa” d’Italia si trova vicino Brescia ed è un inno alla natura e alla buona tavola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>È la strada inaccessibile che domina dall’alto il Lago di Garda: i suoi meravigliosi panorami sono tra i più belli d’Italia</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/e-la-strada-inaccessibile-che-domina-dallalto-il-lago-di-garda-i-suoi-meravigliosi-panorami-sono-tra-i-piu-belli-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un itinerario che parte e ritorna a Riva del Garda, costeggiando gran parte del lago, non si può non andare almeno una volta nella vita sul Passo di Tremalzo. È un valico alpino a 1.694 metri sul livello del mare, che collega la valle di Ledro al Lago di Garda e si trova sul Monte Tremalzo, tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, nelle province di Brescia e Trento. Il passo attira ogni anno tantissimi bikers provenienti da tutta Europa, sia per il suo fascino naturale sia per le sue strade ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un itinerario che parte e ritorna a <strong>Riva del Garda</strong>, costeggiando gran parte del <strong><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/25-borghi-per-una-sola-grande-bellezza-ecco-come-fare-il-giro-del-lago-di-garda-in-moto/"><span style="text-decoration: underline;">lago</span></a></strong>, non si può non andare almeno una volta nella vita sul <strong>Passo di Tremalzo</strong>. È un valico alpino a 1.694 metri sul livello del mare, che collega la <strong>valle di Ledro</strong> al<strong> Lago di Garda</strong> e si trova sul <strong>Monte Tremalzo</strong>, tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, nelle province di Brescia e Trento. Il passo attira ogni anno tantissimi bikers provenienti da tutta Europa, sia per il suo fascino naturale sia per le sue strade (anche nel tratto sterrato regala grandi emozioni per i più coraggiosi).</p>
<p>Vi consigliamo un itinerario in moto che attraversa luoghi di indescrivibile bellezza, ma attenzione perché <strong>il Passo di Tremalzo può essere inaccessibile</strong> in alcuni periodi dell’anno, a causa della neve e della condizione della strada (che, in alcuni punti, è molto tortuosa). Va, quindi, sempre controllata l’apertura stagionale!</p>
<h2>Passo di Tremalzo in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d356322.0651537025!2d10.334806577806678!3d45.75583423967876!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x478216d064ddabad%3A0x6b1bdbb2c3674ca3!2sRiva%20del%20Garda%2C%2038066%20TN!3m2!1d45.8891984!2d10.8430696!4m5!1s0x47823b56b963b509%3A0xeb035e251ab30ea!2sLago%20d'Ampola%2C%2038067%20Ledro%20TN!3m2!1d45.870599999999996!2d10.652!4m5!1s0x478222e7ae4d712b%3A0xb54353ecf4070574!2sPasso%20del%20Tremalzo%2C%2025010%20Tremosine%20BS!3m2!1d45.838888999999995!2d10.703332999999999!4m5!1s0x47818e836d174831%3A0x1c0678057ae18140!2s25087%20Sal%C3%B2%20BS!3m2!1d45.618037199999996!2d10.5263488!4m5!1s0x478216d064ddabad%3A0x6b1bdbb2c3674ca3!2sRiva%20del%20Garda%2C%2038066%20TN!3m2!1d45.8891984!2d10.8430696!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1662562106207!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Da <strong>Riva del Garda</strong> si prende la SS240 che ci porta a costeggiare il<strong> Lago di</strong> <strong>Ledro</strong>, nell&#8217;omonima valle. Passando per il Lago D&#8217;Ampola si prende la strada per <strong>Tremalzo</strong>. Questa strada è una vera e propria chicca, molto spettacolare, costeggia la montagna e si inerpica in uno scenario naturale che vi farà rimanere senza parole.</p>
<p>Dopo una sosta, che non può mancare, ai piedi del <strong>passo Tremalzo</strong>, ripercorriamo la strada a ritroso, per ammirarne le curve anche dall&#8217;altro verso, riprendendo la SS240 che ci porterà in direzione sud. La nostra prossima meta degna di nota è la città di <strong>Salò</strong>, non prima di aver costeggiato lungo la SS237 il <strong>Lago d&#8217;Idro</strong>. Fondata dai Romani, negli anni della Seconda Guerra Mondiale fu la &#8220;capitale&#8221; della Repubblica Sociale Italiana. Si affaccia sul golfo del Lago di Garda e merita una visita, prima di partire per costeggiare tutto il lungolago e arrivare di nuovo a Riva del Garda.</p>
<p>La SS45bis (o <em>Gardesana Occidentale</em>) offre una panoramica sul Garda senza eguali. Costeggia fino a Riva del Garda lo spettacolare specchio d&#8217;acqua e collega anche il <strong>Vittoriale degli Italiani</strong>, la residenza museo di Gabriele D&#8217;Annunzio, che potrebbe rientrare nel nostro giro di visita alla scoperta di questa bella zona d&#8217;Italia. La strada ripercorre verso nord il versante lombardo del Lago di Garda: una volta ritornati a Riva del Garda si potrebbe pensare a un secondo giorno di tappa che prevede di costeggiare anche il <strong>versante veneto</strong>, che segna il confine tra le due Regioni.</p>
<h2>Cosa vedere lungo il Passo di Tremalzo</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/riva-del-garda-2580196171.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/riva-del-garda-2580196171.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/riva-del-garda-2580196171.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/riva-del-garda-2580196171.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/riva-del-garda-2580196171.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/riva-del-garda-2580196171.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>I comuni che si incontrano lungo il nostro itinerario presentano innumerevoli punti di interesse. A <strong>Riva del Garda </strong>c&#8217;è il <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.museoaltogarda.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>MAG &#8211; Museo Alto Garda</strong></a></span>, nella storica Rocca, che presenta sezioni straordinarie su archeologia e arte. La <strong>Torre Apponale</strong>, alta 34 metri, offre una vista panoramica sul lago e sulla città e dintorni; qui, inoltre, si trova la Strada del Ponale scavata nella roccia, molto frequentata. A breve distanza ci sono le <strong>Cascate del</strong> <strong>Varone</strong>, al <a href="https://www.cascata-varone.com/it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Parco Grotta Cascata Varone</strong></span></a>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/salo-1121856833.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/salo-1121856833.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/salo-1121856833.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/salo-1121856833.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/salo-1121856833.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/salo-1121856833.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>A <strong>Salò </strong>merita una visita il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Sal%C3%B2"><strong>Duomo di Santa Maria Annunziata</strong></a> che presenta uno stile tardo-gotico ed è decorato coi lavori di Zenone Veronese e del Romanino. Il <strong>Lungolago di Salò,</strong> o <strong>Lungolago</strong><strong> Zanardelli, </strong>è il percorso che permette una lunga e meravigliosa<em> </em>passeggiata, punteggiato dai bar all&#8217;aperto e viste a dir poco splendide. A Salò c&#8217;è anche il <a href="https://museodisalo.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>MuSa &#8211; Museo di Salò</strong></span></a>, che raccoglie esposizioni dedicate alla storia, all’arte e alla cultura. A non troppa distanza c&#8217;è il <strong>Palazzo della Magnifica Patria</strong>, che testimonia l&#8217;importanza di questa località durante la Repubblica di Venezia. La <strong>Porta dell’Orologio </strong>del XV secolo, invece, fa da ingresso storico.</p>
<p>Nei pressi di <strong>Gardone Riviera</strong>, poi, c&#8217;è il <strong>Vittoriale degli Italiani</strong>, la residenza monumentale di Gabriele D’Annunzio, con musei, giardini e un anfiteatro con vista lago; il <a href="https://hellergarden.com/it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Giardino Botanico André Heller</strong></span></a>, invece, combina una grossa collezione di piante esotiche con opere d’arte contemporanea. La <strong>Villa Alba</strong>, neoclassica, fa da sede di eventi culturali mentre l&#8217;elegantissima <strong>Chiesa di San Nicolò da Bari </strong>conclude l&#8217;itinerario con la possibilità di ammirare gli interni affrescati e le decorazioni in stile barocco.</p>
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		<title>L’Alto Adige nel calice: questo percorso ad anello lungo 100 chilometri ti farà vivere il lato divino della regione</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/lalto-adige-nel-calice-questo-percorso-ad-anello-lungo-100-chilometri-ti-fara-vivere-il-lato-divino-della-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trentino in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Strada dei Vini dell'Alto Adige (o Südtiroler Weinstrasse) è uno dei percorsi più famosi dell'enoturismo in Italia. Si sviluppa nel cuore del Südtirol, unendo Bolzano e Cortina e molti comuni trovano nel loro nome proprio questa dicitura. Tra i più famosi, ci sono Caldaro/Kaltern e Termeno, conosciuta come Tramin, dove si produce il famoso Gewürztraminer. Per visitare la zona in moto, TrueRiders ti propone un interessante percorso lungo circa 100 chilometri, da fare facilmente in un ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/lalto-adige-nel-calice-questo-percorso-ad-anello-lungo-100-chilometri-ti-fara-vivere-il-lato-divino-della-regione/">L’Alto Adige nel calice: questo percorso ad anello lungo 100 chilometri ti farà vivere il lato divino della regione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Strada dei Vini dell&#8217;Alto Adige </strong>(o <strong><em>Südtiroler Weinstrasse</em></strong>) è uno dei percorsi più famosi dell&#8217;enoturismo in Italia. Si sviluppa nel cuore del Südtirol, unendo <strong>Bolzano</strong> e <strong>Cortina</strong> e molti comuni trovano nel loro nome proprio questa dicitura. Tra i più famosi, ci sono <strong>Caldaro/Kaltern</strong> e <strong>Termeno</strong>, conosciuta come Tramin, dove si produce il famoso <em>Gewürztraminer</em>. Per visitare la zona in moto, TrueRiders ti propone un interessante percorso lungo circa <strong>100 chilometri</strong>, da fare facilmente in un giorno festivo. Partiamo?</p>
<h2>Strada dei Vini dell&#8217;Alto Adige in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m70!1m12!1m3!1d176143.3346336033!2d11.209644383399436!3d46.38447262766708!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m55!3e0!4m5!1s0x47829c2b419e7049%3A0x652b694f348b432a!2sBolzano!3m2!1d46.498295299999995!2d11.3547582!4m5!1s0x47829c8007f00ddf%3A0xc5c10372d84bcf5e!2sCornaiano!3m2!1d46.4634353!2d11.280152399999999!4m5!1s0x478284b915bb8d01%3A0xcddadc34269d4561!2sCaldaro!3m2!1d46.4129746!2d11.2402594!4m5!1s0x4782815912d64d1b%3A0x363117d3076358cc!2sStr.+del+Vino%2C+39040+Termeno+sulla+strada+del+vino+BZ!3m2!1d46.341166099999995!2d11.2441719!4m5!1s0x478280b313a17ec1%3A0x4492372ef7eb44d9!2sMagr%C3%A9+Sulla+Strada+del+Vino!3m2!1d46.286842299999996!2d11.211401799999999!4m5!1s0x47827e1eb1416b4d%3A0x8d13b2dfb39233bb!2sCortina+Sulla+Strada+del+Vino!3m2!1d46.2679913!2d11.2210822!4m5!1s0x47787f3f6ec726ff%3A0x64a7d6463692a8cf!2sTrodena!3m2!1d46.3225383!2d11.3497294!4m5!1s0x477877672a161711%3A0x1f0cf277fdb208ac!2sNova+Ponente!3m2!1d46.4137509!2d11.4255134!4m5!1s0x47829c2b419e7049%3A0x652b694f348b432a!2sBolzano%2C+BZ!3m2!1d46.498295299999995!2d11.3547582!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1537343678326" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Il percorso alla scoperta della <strong>Strada dei Vini dell’Alto Adige </strong>inizia da <strong>Bolzano</strong>. Il capoluogo altoatesino si trova nel punto dove si incontrano i fiumi Talvera e Isarco ed è ricco di monumenti. Tra i luoghi più interessanti, ci sono il <strong>Tesoro di Castel Roncolo</strong> e il <strong>Castel Tirolo</strong>, ma anche <strong>Piazza Walther</strong> e la celebre <strong>Piazza delle Erbe</strong>.</p>
<p>Si inizia costeggiando, per un brevissimo tratto, la A22 del Brennero deviando verso Ponte d&#8217;Adige e lungo la SS42, arrivando in poco meno di 12 chilometri a <strong>Cornaiano</strong>. Siamo già ampiamente nella zona della Südtiroler Weinstrasse: proseguendo sulla SS42 raggiungiamo <strong>Caldaro/Kaltern</strong>. Oltre al vino, per il quale è celebre, qui si trova il <strong>Lago di Caldaro </strong>molto frequentato dal turismo sportivo. Giungiamo, dopo soli sette chilometri, a <strong><a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-caldaro_sulla_strada_del_vino" target="_blank" rel="noopener">Caldaro sulla Strada del Vino</a></strong>. È qui che si produce il Traminer aromatico <em>(Gewürztraminer)</em>, vino bianco di particolare gusto, conosciuto in tutta Europa.</p>
<p>Proseguendo arriviamo a <strong>Magré</strong> e <strong>Cortina sulla Strada del Vino</strong>, limite inferiore di questa bella zona del Trentino-Alto Adige, ma il nostro itinerario non finisce certo qui! Ci aspetta un interessante <strong>rientro a Bolzano</strong>, che faremo lungo la zona dell&#8217;Alto Adige orientale, toccando dapprima <strong>Trodena</strong>, che raggiungiamo dopo circa 18 chilometri da Cortina, passando per strade e curve di grande bellezza. Prendendo la SP72, proseguiamo in direzione di <strong>Nova Ponente</strong> e seguiamo poi il percorso che si unisce alla SS620 fino a <strong>Ponte Nova</strong> e successivamente alla SS241. Arriviamo in Valle Isarco, precisamente a <strong>Cornedo all&#8217;Isarco</strong> e giungiamo così sulla SP22, per tornare a <strong>Bolzano</strong>.</p>
<h2>Lungo la Strada dei Vini dell&#8217;Alto Adige: cosa vedere tra Bolzano, Caldaro e Trodena</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/lago-di-caldaro-2057268947.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/lago-di-caldaro-2057268947.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/lago-di-caldaro-2057268947.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/lago-di-caldaro-2057268947.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/lago-di-caldaro-2057268947.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/lago-di-caldaro-2057268947.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Le varie tappe di questo itinerario toccano diverse località. Innanzitutto, <strong>Bolzano</strong>, città con tantissimi luoghi storici e culturali, che testimoniano sia le tradizioni italiane sia quelle germaniche. Assolutamente da vedere a Bolzano c&#8217;è <strong>Castel Roncolo </strong>e il <strong>Tesoro di Castel Roncolo</strong>, un gioiello medievale, chiamato pure <em>maniero illustrato</em>; si tratta del castello che ha il più grande ciclo di affreschi profani d&#8217;Europa con le scene di vita cortese, leggende cavallereschi e momenti del quotidiano nobiliare.</p>
<p><strong>Castel Tirolo</strong>, invece, è stata residenza degli omonimi <strong>Conti di Tirolo </strong>e ha un&#8217;architettura importante, coi <strong>portali romanici </strong>e gli <strong>affreschi</strong> della cappella. <strong>Piazza Walther</strong>, poi, è considerata da molti il salotto di Bolzano e, al centro, troneggia la statua di Walther von der Vogelweide. Non lontano ci sono <strong>Piazza delle Erbe</strong> e la <strong>Fontana del Nettuno, </strong>o meglio, il <em>Gabelwirt.</em></p>
<p><strong>Caldaro</strong> è un borghetto affascinante e quasi totalmente devoto alla tradizione vinicola altoatesina. Dolci colline e vigneti lo circondano e il centro storico ha diversi edifici e residenze signorili. La prima tra le attrazioni è la storica <strong>Mendelbahn, </strong>funicolare che collega Caldaro al <strong>Passo della Mendola</strong>, mentre il <a href="https://www.weinmuseum.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Museo Provinciale del Vino </strong></a>racconta storie di passione, tradizione e gradi alcolici. Vicino c&#8217;è il <strong>Lago di Caldaro</strong>, il più grande lago balneabile dell&#8217;Alto Adige, circondato anch&#8217;esso da vigneti e bei paesaggi. Sulle colline sovrastanti ci sono le rovine di <strong>Castelchiaro</strong>.</p>
<p><strong>Trodena </strong>sta a 1.127 metri s.l.m. ed è un borgo incantevole, in mezzo al <a href="https://parchi-naturali.provincia.bz.it/it/parco-naturale-monte-corno" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco Naturale Monte Corno</strong></a>, una delle aree protette più ricche di biodiversità dell&#8217;Alto Adige. Il villaggio fa da base per molte escursioni verso la <strong>Malga Cislon</strong> e il <strong>Monte Corno</strong>, panorami straordinari fra monti e laghi alpini. In inverno è in zona sciistica: il <strong>Passo Oclini </strong>e la <strong>Val di Fiemme/Obereggen </strong>la rendono perfetta per gli sport sulla neve. Scopri anche il <a href="https://www.trueriders.it/trueriders/in-alto-adige-ci-sono-piu-di-800-castelli-visitarli-tutti-e-impossibile-ma-a-questi-3-non-potrai-assolutamente-perderli/"><strong>percorso dei castelli dell&#8217;Alto Adige</strong></a>.</p>
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		<title>Le Cento Croci della Liguria per un passo dalla natura incontaminata che lo fa somigliare alla Svizzera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 16:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liguria in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passo Cento Croci è un valico alpino della Liguria, che separa la val di Vara dall’Emilia. Attraversato dalla SS523, mette in comunicazione il comune di Varese Ligure con quello di Albareto.  La strada del Passo di Cento Croci è molto bella da percorrere in moto; considerando il paesaggio intorno è consigliata un’andatura da passeggio. In questo modo potrete godere del verde tra curve, tornanti, salite e piccole discese dove ben scaldare i motori. Passo Cento Croci in ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Passo Cento Croci</strong> è un valico alpino della<strong> Liguria</strong>, che separa la val di Vara dall’Emilia. Attraversato dalla <strong>SS523</strong>, mette in comunicazione il comune di <strong>Varese Ligure</strong> con quello di <strong>Albareto</strong>.</p>
<p>La strada del Passo di Cento Croci è molto bella da percorrere in moto; considerando il paesaggio intorno è consigliata un’andatura da passeggio. In questo modo potrete godere del verde tra curve, tornanti, salite e piccole discese dove ben scaldare i motori.</p>
<h2><strong>Passo Cento Croci in moto</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
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<h3><strong>Percorso</strong></h3>
<p>Il nostro itinerario sul Passo Cento Croci parte da Chiavari, in direzione <a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-sestri_levante">Sestri Levante</a>, uno dei gioielli più belli della costa ligure. Tante sono le cose da fare, soprattutto lungo le passeggiate in centro, fino alla cima a Punta Manara, da dove vedere il meraviglioso panorama sul Golfo del Tigullio.</p>
<p>Deviazione a sinistra per Casarza Ligure e si superano i primi saliscendi a <strong>Castiglione Chiavarese</strong>, dove ammirare le rocce scolpite dal torrente Petronio. La strada è solitamente scorrevole e grazie al poco traffico si supera velocemente San Pietro Vara per arrivare nella Valle del fiume Vara. Da qui si arriva a <strong>Varese Ligure</strong>, deliziosa località spezzina che dal 2006 fa parte della lista dei Borghi più belli d’Italia.</p>
<p>Il piccolo centro nel cuore del paese è il <strong>Borgo Rotondo</strong>, complesso abitativo del XIII secolo con case a girotondo in muratura senza aperture esterne. Nella centrale piazzetta, che lascia aria alle case tutt&#8217;intorno, si svolgeva il mercato. Pochi chilometri in moto e ci si lascia la Liguria alle spalle per salire al <strong>Passo Cento Croci</strong>, che la divide dall’Emilia. La strada ci fa percorrere una bella serie di tornati, curve, salite e discese in uno scenario naturalistico mozzafiato.</p>
<p>Dopo la sosta al valico, il tour in moto continua giù verso Tarsogno, Codogno, Campi e <strong>Borgo Val di Taro</strong>, che s’estende su un’ampia conca sulla sinistra del Taro con i boschi di castagni e faggi ricchi di funghi porcini. Da qui si prosegue verso Ostia Parmense, Ghiare e <strong>Berceto</strong>, destinazione finale definita il “<em>piccolo gioiello di pietra</em>”. Paese tipico dell’Appennino risale al VIII secolo e regala incantevoli scorci che ne testimoniano la lunga storia, raccontata dal Duomo e da Piazza San Giovanni. La piazza, detta anche dei “<em>Canoni</em>” dai bercetesi, accoglieva un tempo gli abitanti che vi si recavano per fare rifornimento d’acqua.</p>
<h2>La particolare storia del Passo Cento Croci</h2>
<p>Perché si chiama Passo Cento Croci? Il nome ha <strong>origini popolari</strong>, da ricercare in leggende e credenze della zona.</p>
<p>Secondo una delle storie più antiche una banda di briganti che operava lungo il crinale appenninico avrebbe ucciso, durante le varie scorribande, più di <strong>cento viandanti</strong>. In loro memoria, sarebbero state piantate cento croci, rimaste come monito e nome del valico.</p>
<p>Il Colle ospita anche un importante <strong>monumento dedicato ai partigiani </strong>caduti durante la Seconda guerra mondiale, appartenenti alla “<strong>Brigata Cento Croci</strong>”, una delle poche formazioni operative sull’Appennino Ligure-Tosco-Emiliano.</p>
<p>Il 25 aprile di ogni anno viene celebrata una messa in memoria di quel sangue versato e della loro lotta per la libertà.</p>
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		<title>È una delle strade più belle d’Italia: 1261 metri di altezza e un&#8217;incredibile bellezza naturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Tra le vette appenniniche situate tra la Toscana e l'Emilia-Romagna, c'è quello che viene definito come "uno dei passi più belli d'Italia". E quale modo migliore per scoprire se è vero se non con un giro in moto? La zona da esplorare è molto interessante, sia motociclisticamente che naturalisticamente parlando. Si trova, infatti, nel territorio del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, nelle vicinanze del Monte La Nuda con i suoi 1.895 metri d’altezza. La distanza che ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/e-una-delle-strade-piu-belle-ditalia-1261-metri-di-altezza-e-unincredibile-bellezza-naturale/">È una delle strade più belle d’Italia: 1261 metri di altezza e un&#8217;incredibile bellezza naturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra le vette appenniniche situate tra la<strong> Toscana</strong> e l&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong>, c&#8217;è quello che viene definito come &#8220;<em>uno dei passi più belli d&#8217;Italia</em>&#8220;. E quale modo migliore per scoprire se è vero se non con un giro in moto? La zona da esplorare è molto interessante, sia motociclisticamente che naturalisticamente parlando. Si trova, infatti, nel territorio del <a href="https://www.parcoappennino.it/"><em><b>Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano</b></em></a>, nelle vicinanze del <b>Monte La Nuda</b> con i suoi 1.895 metri d’altezza. La distanza che copriremo con il nostro percorso in moto sarà poco superiore ai 100 chilometri e ci immergeremo tra i meravigliosi panorami appenninici, arrivando fino a <strong>Reggio Emilia</strong>. Questa strada nacque nel 1928 e consentì, per molti anni, i viaggi turistici e commerciali tra l’Emilia-Romagna e la Liguria e i trasporti di merci dall’entroterra padano al Mar Tirreno. Pronti a partire?</p>
<h2 id="h-passo-cerreto-in-moto-itinerario"><b>Passo del Cerreto in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-mappa"><b>Mappa</b></h3>



<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d729627.1257929256!2d9.71288641837008!3d44.410471354061016!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x12d5034e2f0cfcf5%3A0x1c05e68093b750f0!2s19038%20Sarzana%20SP!3m2!1d44.1248846!2d9.9576849!4m5!1s0x12d516f3e011a675%3A0x1c082c94427de6a0!2s54013%20Fivizzano%20MS!3m2!1d44.196654099999996!2d10.1031202!4m5!1s0x12d53f27327ed40b%3A0xe0365941f1018601!2sPasso%20del%20Cerreto%2C%2054013%20Fivizzano%20MS!3m2!1d44.3038818!2d10.2172476!4m5!1s0x12d54e676b8e7f03%3A0x1f84e583d4fedbc0!2sCastelnovo%20ne%27%20Monti%2C%2042035%20RE!3m2!1d44.433842!2d10.400609399999999!4m5!1s0x47801c5b07e5f9b3%3A0xd9e650be4c860335!2sReggio%20Emilia%2C%20Provincia%20di%20Reggio%20Emilia!3m2!1d44.6989932!2d10.6296859!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1674467406422!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>





<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul></ul>
</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-itinerario"><b>Itinerario</b></h3>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-salita-in-liguria"><b>Salita in Liguria</b></h4>
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<p>Partiamo da <b>Sarzana</b>, una delle più belle località della Liguria meridionale, situata a due passi dal confine con la Toscana. Lasciata la cittadina, ci immettiamo sulla <b>SR62</b> in direzione di Caprigliola, per proseguire verso <b>Aulla</b>, da cui inizia l&#8217;itinerario vero e proprio lungo la <b>Strada Statale 63 del Valico del Cerreto</b>. Imboccata la <b>SS63</b>, il paesaggio mostra i primi segni della vegetazione in quota e la strada fino a <strong>Rometta</strong> è accompagnata dallo scorrere del Torrente Aulella, mentre, da <b>Soliera</b> in poi, il percorso si fa lievemente più aspro. Seguendo la SS63, in circa 50 chilometri giungiamo a <b>Fivizzano</b>, a 326 metri d&#8217;altezza, dove ha inizio la <b>salita al Passo del</b> <b>Cerreto</b> che, invece, si trova a <b>1.261 metri di quota</b>, uno dei più alti degli Appennini Tosco-Emiliani. Ci aspettano 19 chilometri di strada e una pendenza variabile tra l’8 e l’8,7%.</p>







<h4 class="wp-block-heading" id="h-discesa-in-emilia-romagna"><b>Discesa in Emilia-Romagna</b></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/reggio-emilia-2376171869.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/reggio-emilia-2376171869.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/reggio-emilia-2376171869.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/reggio-emilia-2376171869.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/reggio-emilia-2376171869.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/reggio-emilia-2376171869.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>



<p>Il Cerreto segna anche il confine tra Toscana ed Emilia-Romagna, quindi scendendo ci troviamo in territorio emiliano. I primi dieci chilometri lungo la <b>SS63 </b>ci conducono a <b>Collagna</b>, dove termina il Passo Cerreto secondo la toponomastica. Ma non disperate, perché il percorso ci riserva ancora 60 chilometri di paesaggi bellissimi e variegati, che vanno dall’incontro con il <strong>Fiume Secchia</strong> ai borghi di <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/alta-piu-di-1000-metri-questa-pietra-leggendaria-e-uno-dei-monumenti-naturali-piu-belli-ditalia-e-assomiglia-a-una-nave/"><b>Castelnovo ne’ Monti</b></a>, fino a <b>Vezzano sul Crostolo</b>, dove si intravedono i primi accenni paesaggistici di Pianura Padana. Proseguiamo e, poco dopo <b>Rivalta</b>, troviamo una deviazione della <b>SS63</b>; da un lato prosegue fino a Gualtieri, dall&#8217;altro fino Via Inghilterra, che conduce direttamente al centro di <b>Reggio Emilia</b>. Optiamo per questa seconda strada.</p>













<h2 class="wp-block-heading" id="h-cosa-sapere-sul-passo-del-cerreto"><b>I luoghi da visitare lungo il &#8220;passo più bello d&#8217;Italia&#8221;</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/cerreto-laghi-1483531430.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/cerreto-laghi-1483531430.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cerreto-laghi-1483531430.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cerreto-laghi-1483531430.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cerreto-laghi-1483531430.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cerreto-laghi-1483531430.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />[foto @Sarah2 / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>





<p>I bikers più avventurosi non potranno non amare il <strong>Passo del Cerreto</strong>. Il tragitto offre una serie di attrazioni naturalistiche di immensa bellezza. Tra di essi, c&#8217;è <b>Cerreto Laghi</b>, la stazione sciistica nel cuore dell’Appennino Tosco- Emiliano, crocevia tra Emilia-Romagna, Liguria e Toscana. Proprio questa posizione &#8220;all&#8217;incrocio&#8221; la rende una meta privilegiata per gli abitanti delle tre regioni. All&#8217;interno del <strong><em>Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano</em></strong>, la località sorge nello spettacolare scenario creato dal lago appenninico di origine glaciale ai piedi del <b>Monte La Nuda </b>e le fitte faggete imbiancate durante la stagione invernale.</p>







<p>La zona, tuttavia, non è famosa solamente per la stazione sciistica. Qui i numerosi laghi di origine glaciale sono perfetti per il trekking. Il <em>CAI</em> della sezione della Spezia ha individuato ben <b>10 percorsi di escursionismo </b>da fare in quest&#8217;area, da quello giallo che richiede solamente un&#8217;ora a quello marrone che dura 4 ore e mezza, attraversando laghi, sorgenti, gole e borghi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-dove-mangiare-a-passo-del-cerreto"><b>Dove mangiare a Passo del Cerreto</b></h2>



<p>Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, anche solo pronunciare queste regioni fa venire l&#8217;acquolina in bocca. Visto che il nostro itinerario le attraversa tutte, allora non possiamo che cedere legittimamente alla tentazione di una pausa pranzo. Ecco tre ristoranti dove provare per assaporare la cucina locale:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.passodelcerreto.it/"><em><b>Bar Ristorante Passo Del Cerreto</b></em></a>. Proprio nel punto più alto di questo spartiacque naturale, si affaccia il rifugio che da un lato dà sull&#8217;imponente anfiteatro dell&#8217;Appennino tosco-emiliano, mentre dall&#8217;altro guarda gli antichi borghi della Lunigiana. Vi suggeriamo di provare i tortelli verdi al burro fuso e salvia e i cappelletti alla reggiana;</li>
<li><em><b>Ristorante Casa Giannino</b></em>. Questo ristorante è a Fivizzano, proprio lungo la Statale del Cerreto. Il menù propone piatti della tradizione lunigiana a base di funghi porcini, carne e grigliate, ravioli, tagliatelle, pappardelle, agnello;</li>
<li><em><b>La Montanara</b></em>. A Collagna vi aspetta questo locale all&#8217;insegna della cucina romagnola. Da non perdere i tagliolini ai funghi, le lasagne ai funghi e i tortelli alle erbette.</li>
</ul>



<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul></ul>
</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/e-una-delle-strade-piu-belle-ditalia-1261-metri-di-altezza-e-unincredibile-bellezza-naturale/">È una delle strade più belle d’Italia: 1261 metri di altezza e un&#8217;incredibile bellezza naturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sulle colline dove riposa Giorgio Armani per scoprire i luoghi dell’infanzia del Re della moda</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/sulle-colline-dove-riposa-giorgio-armani-per-scoprire-i-luoghi-dellinfanzia-del-re-della-moda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna in moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=72463</guid>

					<description><![CDATA[<p> L'Appennino intorno a Piacenza è un trionfo di dolci colline e castelli medievali, attraversati da tracciati che sembrano disegnati appositamente per i centauri, come il Passo del Mercatello. Ecco, allora, un itinerario che ci porta alla scoperta della Val Trebbia, non quella tanto cara agli appassionati della Moto GP, bensì quella più nascosta, adatta a essere esplorata da un turismo lento. Partiamo!    Passo del Mercatello in moto. ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/sulle-colline-dove-riposa-giorgio-armani-per-scoprire-i-luoghi-dellinfanzia-del-re-della-moda/">Sulle colline dove riposa Giorgio Armani per scoprire i luoghi dell’infanzia del Re della moda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Appennino intorno a <strong>Piacenza</strong> è un trionfo di dolci colline e castelli medievali, attraversati da tracciati che sembrano disegnati appositamente per i centauri, come il <strong>Passo del Mercatello</strong>. </span>Ecco, allora, un itinerario che ci porta alla scoperta della <strong>Val Trebbia</strong>, non quella tanto cara agli appassionati della Moto GP, bensì quella più nascosta, adatta a essere esplorata da un turismo lento. Partiamo!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-passo-del-mercatello-in-moto-l-itinerario"><b>Passo del Mercatello in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-mappa"><b>Mappa</b></h3>



<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m64!1m12!1m3!1d725674.9648945547!2d8.759191348959032!3d44.72639033082748!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m49!3e0!4m5!1s0x4780e7f8f2c99505%3A0x60d323d99de42177!2sPiacenza%2C%20Provincia%20di%20Piacenza!3m2!1d45.0526206!2d9.6929845!4m5!1s0x4780b8d4e6d01f09%3A0x11c6399588b648ae!2sTravo%2C%2029020%20PC!3m2!1d44.8464222!2d9.5128681!4m5!1s0x4780b025fcda2413%3A0xe0e174212d71235c!2sBobbio%2C%2029022%20PC!3m2!1d44.770087499999995!2d9.3859502!4m5!1s0x4780af3e6ead1867%3A0x4079b0bfcbb7510!2sCorte%20Brugnatella%2C%2029020%20PC!3m2!1d44.718146!2d9.3669428!4m5!1s0x4780a79f6baf5d05%3A0xf4bdac850bf8e82d!2sPasso%20del%20Mercatello%20-%20mt%201060%2C%20SP50%2C%2029024%20Ferriere%20PC!3m2!1d44.6539961!2d9.451028299999999!4m5!1s0x12d4b5d2c45cb95b%3A0xb843983d5ec7489!2sPasso%20del%20Tomarlo%2C%2043041%20Bedonia%20PR!3m2!1d44.5378135!2d9.501522999999999!4m5!1s0x12d4b3f61276ab11%3A0xd27bd7f69e273d61!2sSanto%20Stefano%20d%27Aveto%2C%2016049%20GE!3m2!1d44.5458001!2d9.4510577!4m5!1s0x12d35bb149ff3e8b%3A0x305e67d473c7e00!2sCitt%C3%A0%20Metropolitana%20di%20Genova!3m2!1d44.4056493!2d8.9462564!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1674471875961!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-itinerario"><b>Itinerario</b></h3>



<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo da </span><b>Piacenza</b><span style="font-weight: 400;">. Prendiamo Corso Vittorio Emanuele II in direzione di Piazzale Genova e, poi, Via Vittorio Gadolini. Imbocchiamo la Strada Statale 45 di Val di Trebbia/Str. Bobbiese e continuiamo sulla </span><b>SS45</b><span style="font-weight: 400;">, per girare a destra in Via Roma/SP 40. Continuando su </span><b>SP40</b><span style="font-weight: 400;">, in 34 minuti siamo a </span><b>Travo</b><span style="font-weight: 400;">. Qui procediamo su Via Borgo Nord/SP40 verso </span><b>SP63</b><span style="font-weight: 400;"> e riprendiamo </span><b>Via Roma/SP40</b><span style="font-weight: 400;">. Svoltiamo a destra su </span><b>SS45</b><span style="font-weight: 400;">, rimaniamo su questo tracciato e prendiamo Viale Giuseppe Garibaldi, poi </span><b>SP461</b><span style="font-weight: 400;"> e Via S. Antonio M. Gianelli. Svoltiamo a destra su </span>Via G. Mazzini/Strada Statale 461/SP461 ed<span style="font-weight: 400;"> eccoci a </span><b>Bobbio</b><span style="font-weight: 400;"> in 20 minuti.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Proseguendo lungo SP461, a un certo punto svoltiamo a destra e prendiamo </span><b>SS45</b><span style="font-weight: 400;">. Giriamo a destra per trovare la località<strong> Moglia</strong> e poi  <strong>Villeri</strong>. In 20 minuti giungiamo a <strong>Corte Brugnatella</strong>. Continuiamo sulla </span>Strada di Villeri &#8211; Poggio Villeri; a<span style="font-weight: 400;"> un certo punto giriamo a sinistra e prendiamo SS45, successivamente svoltiamo a destra su </span>Via Ferriere/SP50<span style="font-weight: 400;">. In 32 minuti raggiungiamo </span><b>Passo del Mercatello </b><span style="font-weight: 400;">attraverso la SP50. Continuiamo in località Caseraso, svoltiamo a sinistra verso la località Casaldonato e, infine, imbocchiamo </span><b>SP654</b><span style="font-weight: 400;"> sulla sinistra.  </span><span style="font-weight: 400;">Procediamo su </span><b>Passo del Tomarlo/SP654</b><span style="font-weight: 400;"> verso </span><b>SP75</b>. <span style="font-weight: 400;">La strada ci conduce in meno di un quarto d&#8217;ora a </span><b>Santo Stefano d&#8217;Aveto</b><span style="font-weight: 400;">. Svoltiamo a destra verso Via Albino Badinelli/SP654 e imbocchiamo </span><b>SP86</b><span style="font-weight: 400;">, giriamo a sinistra su </span><b>SP586</b><span style="font-weight: 400;"> e poi a destra su </span><b>SP56</b><span style="font-weight: 400;">. Continuiamo su </span><b>SP23 </b>e<span style="font-weight: 400;">, svoltando a destra, prendiamo </span><b>Via Statale Monleone/SS225</b><span style="font-weight: 400;">. A una rotonda successiva imbocchiamo la </span><b>SS45</b><span style="font-weight: 400;"> che diventa Viale Emanuele Filiberto Duca d&#8217;Aosta a <strong>Genova</strong>. Eccoci alla tappa finale.</span></p>









<h2 class="wp-block-heading" id="h-passo-mercatello-nel-piacentino-cosa-sapere-e-cosa-vedere"><b>Passo Mercatello nel Piacentino: cosa sapere e cosa vedere</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/bobbio-2552909919.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/bobbio-2552909919.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/bobbio-2552909919.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/bobbio-2552909919.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Passo del Mercatello</b><span style="font-weight: 400;">, a 1.053 metri di altitudine, vanta una pendenza media del 4,5%. Si tratta di un valico dell&#8217;Appennino ligure situato nel comune di <strong>Ferriere</strong>, che mette in comunicazione la </span><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/lo-sapevi-che-anche-i-motociclisti-hanno-il-loro-santo-patrono-il-suo-borgo-e-una-vera-scoperta-in-val-trebbia/"><b>Val Trebbia</b></a><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>Val Nure</b><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Il percorso che attraversa il Passo Mercatello in moto è uno degli angoli più divertenti per i mototuristi. I più esperti sanno anche, però, che gli </span><b>autovelox</b> sono parecchi in queste zone<span style="font-weight: 400;">. Attenti, dunque, alla velocità! E poi, rallentando potremo godere al meglio degli scenografici panorami che si aprono sul Trebbia e le sue sponde.</span></p>







<p><span style="font-weight: 400;">Durante il nostro percorso, attraversiamo due borghi che meritano una visita: </span><b>Bobbio</b><span style="font-weight: 400;"> e <strong>Santo Stefano d&#8217;Aveto</strong>. Bobbio è il borgo più importante della Val Trebbia, in</span><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <span style="font-weight: 400;">Emilia Romagna</span></a><span style="font-weight: 400;">, ed è anche conosciuto come </span>&#8220;<em>Montecassino del Nord</em>&#8220;, per la sua Abbazia a 613 metri di altitudine, fondata prima dell&#8217;anno 1000<span style="font-weight: 400;">. Il comune può essere visitato in ogni stagione e d&#8217;estate diventa una apprezzata località balneare.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/santo-stefano-daveto-675602332.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/santo-stefano-daveto-675602332.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/santo-stefano-daveto-675602332.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/santo-stefano-daveto-675602332.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><b>Santo Stefano d&#8217;Aveto</b><span style="font-weight: 400;">, invece, è la cittadina che da il nome all&#8217;intera valle, insignita della <em>Bandiera Arancione del Touring Club Italiano</em>. </span><span style="font-weight: 400;">Il borgo sorge nel cuore del </span><a href="https://www.parcoaveto.it/"><em><b>Parco Naturale Regionale dell’Aveto</b></em></a><span style="font-weight: 400;"> ed è il luogo ideale per parcheggiare la nostra due ruote e abbandonarci a qualche attività all&#8217;aria aperta, tra itinerari di trekking e noleggio mountain bike. Vanno, inoltre, visitati il<strong> Santuario dedicato alla Madonna di Guadalupe</strong> e il <strong>Castello Malaspina</strong>. </span></p>







<h2 class="wp-block-heading" id="h-passo-del-mercatello-dove-mangiare"><b>Passo del Mercatello, dove mangiare</b></h2>



<p><span style="font-weight: 400;">Questo itinerario attraverso il Passo del Mercatello offre ai motociclisti buongustai un&#8217;ottima occasione per assaggiare le prelibatezze della cucina locale, come maiale, funghi porcini, salumi, maccheroni alla bobbiese, gnocchi di castagne e il brachettone di Bobbio! Ecco i migliori ristoranti in cui mangiare:</span></p>
<ul>
<li><a href="https://ilbarone.eatbu.com/?lang=it"><em><b>Osteria Braceria Il Barone</b></em></a>, a Bobbio: propone taglieri da favola, con coppa, salame, mortadella e pancetta. E a seguire? I tagliolini col ragù e gli gnocchi di castagne con fonduta di taleggio;</li>
<li><a href="https://trattoriaoppici.wixsite.com/oppici"><em><b>Trattoria Oppici</b></em></a>, a Bedonia: dista solo 11 chilometri da Santo Stefano d&#8217;Aveto. I funghi sono i grandi protagonisti del menù, dall&#8217;insalata di funghi porcini freschi ai tortelli al tartufo fatti in casa;</li>
<li><b><em>La Bissa</em></b><strong><em> Scudlera</em></strong>, a Travo: unisce piatti tipici a golose rivisitazioni. Interessanti sono la tartare di cavallo crudo e i tortelli burro e salvia o ai funghi.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/sulle-colline-dove-riposa-giorgio-armani-per-scoprire-i-luoghi-dellinfanzia-del-re-della-moda/">Sulle colline dove riposa Giorgio Armani per scoprire i luoghi dell’infanzia del Re della moda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una strada Silana, ma in Sardegna: la curiosa omonimia geografica che unisce la Calabria all’isola</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/sardegna-in-moto/una-strada-silana-ma-in-sardegna-la-curiosa-omonimia-geografica-che-unisce-la-calabria-allisola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sardegna in moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=72436</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo passo è situato in Sardegna, nella parte centro-orientale dell'isola. Si trova nella regione geografica denominata Supramonte, una zona caratterizzata da altopiani montuosi, che raggiungono altezze piuttosto elevate, ma non molto distanti dal mare. Il Passo Genna Silana, a dispetto del nome, si trova a un'altitudine di 1.010 metri sul livello del mare, nella provincia di Nuoro, precisamente presso il comune di Urzulei. Il valico è posto sulla strada orientale sarda, in una zona di ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/sardegna-in-moto/una-strada-silana-ma-in-sardegna-la-curiosa-omonimia-geografica-che-unisce-la-calabria-allisola/">Una strada Silana, ma in Sardegna: la curiosa omonimia geografica che unisce la Calabria all’isola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo passo è situato in <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/fino-a-500-metri-daltezza-le-gole-piu-profonde-deuropa-sono-il-tesoro-nascosto-della-sardegna/"><strong>Sardegna</strong></a>, nella parte centro-orientale dell&#8217;isola. Si trova nella regione geografica denominata <strong>Supramonte</strong>, una zona caratterizzata da altopiani montuosi, che raggiungono altezze piuttosto elevate, ma non molto distanti dal mare. Il <strong>Passo Genna Silana</strong>, a dispetto del nome, si trova a un&#8217;altitudine di 1.010 metri sul livello del mare, nella<strong> provincia di Nuoro</strong>, precisamente presso il comune di <strong>Urzulei</strong>. Il valico è posto sulla strada orientale sarda, in una zona di confine tra i paesi di Dorgali e Baunei. Scopriamo insieme il tragitto per raggiungere questa destinazione.</p>
<h2><b>Genna Silana in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Chi arriva a <strong>Olbia</strong> ha due opzioni per iniziare il percorso che porta al Passo Genna Silana: la <strong>Strada Statale 131</strong> (diramazione centrale nuorese) o la <strong>Strada Statale 125</strong>. La SS131 è più interna e più rapida, mentre la SS125 è un po&#8217; più lunga, ma segue tutta la costa orientale della Sardegna centrale, attraversando paesini e spiagge davvero uniche. Può valere la pena effettuare una sosta a <strong>San Teodoro</strong> o alla <strong>spiaggia di Budoni</strong>. Indipendentemente dalla strada che si sceglie, la meta dovrà essere il paese di <strong>Dorgali</strong>, da dove ha inizio la strada che arriva fino al <strong>Passo Genna Silana</strong>. Tra boschi di lecci e ginepri e pareti di roccia, questo tratto si snoda per circa 20 chilometri, con curve sinuose (non ci sono tornanti) molto panoramiche.</p>
<p>Una volta arrivati al passo, è possibile proseguire per raggiungere una delle località di mare più belle della Sardegna orientale:<strong> Santa Maria Navarrese</strong>. La strada (sempre la SS125) è lunga 36 chilometri e non presenta difficoltà per condizioni o dislivello. Anche in questo caso, il percorso è ricco di panorami e di curve dolci che scendono fino al livello del mare. Proprio nel paese di Santa Maria Navarrese si trova una spiaggia molto bella, di sabbia chiara e con mare limpido e cristallino, ma anche numerosi hotel e B&amp;B dove soggiornare, per proseguire nella scoperta di questa <strong>meravigliosa e incontaminata costa della Sardegna</strong>.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sulla Genna Silana</h2>
<h3>Cosa vedere sulla Genna Silana</h3>
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<p>La meta è molto conosciuta dalla gente del luogo ma amata anche dagli appassionati delle due ruote di tutta Italia. La strada non è troppo trafficata e, soprattutto, è immersa in un paesaggio unico, ricco di <strong>vegetazione tipica della macchia mediterranea</strong>. Ovviamente non mancano le<strong> curve</strong>, dolci e sinuose senza mai essere pericolose, per il divertimento dei motociclisti. Sulla cima del Passo Genna Silana è presente un <strong>grande parcheggio</strong> dove poter lasciare la moto, l&#8217; auto e le biciclette, nei pressi di una Casa Cantoniera ormai abbandonata. Si trova anche un bar con tavolini all&#8217;aperto, ideale per una sosta ristoratrice, dove poter gustare alcune delle deliziose specialità sarde. Negli anni Sessanta, poi, è stata posta sul passo una<strong> statua della</strong> <strong>Beata Vergine dai Carabinieri</strong> della città di Urzulei.</p>
<p>Dal valico si può godere di una splendida vista sulle <a href="https://www.goodtrekking.it/percorsi/italia/trekking-sardegna/gola-di-gorropu/"><strong>Gole di Gorropu</strong></a>, un profondo canyon che segna il confine tra i comuni di Orgosolo e di Urzulei, meta escursionistica di molti amanti della natura. Questo canyon italiano è uno tra i più profondi di tutta l&#8217;Europa e ha avuto origine dall&#8217;intensa attività erosiva del fiume <strong>Flumineddu</strong> che scorre al suo interno. All&#8217;ingresso della gola (bisogna pagare il ticket di accesso) viene consegnata ai visitatori una guida, dove vengono spiegati i percorsi possibili all&#8217;interno del canyon. Lungo il tratto, infatti, si trovano dei bollini di diverso colore che segnalano la difficoltà del percorso. La gola si sviluppa per circa 1.500 metri, lungo pareti di roccia che arrivano a raggiungere altezze anche di 500 metri.</p>
<h3><b>I dintorni</b></h3>
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<p>Nei dintorni del Passo Genna Silana si trovano moltissime attrazioni turistiche. Oltre alle Gole di Gorropu, chi ama il mare può visitare <strong>Cala Fuili</strong>. Da qui parte un sentiero di circa due ore che porta alla meravigliosa <strong>spiaggia di Cala Luna</strong>. Oltre a un mare cristallino, offre <strong>grotte naturali</strong> dove rilassarsi anche nei mesi più caldi. La zona è molto frequentata dagli appassionati di <strong>pesca subacquea sportiva</strong>, per via della fauna ittica presente in queste acque. Poco distante da Cala Luna si trova <strong>Cala Goloritzè</strong>, a Baunei, un luogo unico dove il mare e la montagna si incontrano in una piccola insenatura davvero suggestiva. Il mare, come in molti luoghi della Sardegna, è meraviglioso e una sabbia di ciottoli bianchi rende il paesaggio uno dei simboli più fotografati dell&#8217;isola. Il luogo è frequentato anche dagli <strong>amanti di arrampicata</strong> provenienti da tutto il mondo, per sfidare la montagna a picco su un mare paradisiaco.</p>
<p>Spingendosi nell&#8217;entroterra, si raggiungere la <strong>Foresta di Montes</strong>, una distesa di quasi 4.500 ettari dove trovare lecci plurisecolari e una ricchissima flora e fauna. Passeggiando al suo interno, si scorgono numerose sorgenti, vecchi rifugi usati dai pastori di ovini, resti della civiltà nuragica e il <strong>monumento naturale di monte Novo San Giovanni</strong>, dove crescono alcune specie floreali uniche al mondo. L&#8217;accesso della foresta si trova poco distante da Orgosolo.</p>
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		<title>Il giro d&#8217;Italia non è mai passato qui: la salita inedita del Friuli è una sorpresa per gli amanti delle 2 ruote</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una delle vette più ardue e aspre delle Alpi Carniche, in Friuli-Venezia Giulia. Un profilo aguzzo e imponente che segna una delle salite montane più dure delle Alpi, seconda solo a quella che conduce al Monte Zoncolan, ritenuto da sempre, secondo gli escursionisti, uno dei più difficili passaggi delle alpini. Quella del monte Crostis è stata definita "salita epica", bella e dura allo stesso tempo. La montagna, infatti, si compone di una lunga e ondulata dorsale con diverse cime, alcune ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">È una delle vette più ardue e aspre delle <strong>Alpi Carniche</strong>, in <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/un-borgo-medievale-noto-per-i-suoi-due-castelli-un-bellissimo-spot-del-friuli-venezia-giulia/"><strong>Friuli-Venezia Giulia</strong></a>. Un profilo aguzzo e imponente che segna una delle salite montane più dure delle Alpi, seconda solo a quella che conduce al Monte Zoncolan, ritenuto da sempre, secondo gli escursionisti, uno dei più difficili passaggi delle alpini. Quella del <strong>monte Crostis</strong> è stata definita &#8220;<em>salita epica</em>&#8220;, bella e dura allo stesso tempo. La montagna, infatti, si compone di una <strong>lunga e ondulata dorsale con diverse cime</strong>, alcune più dolci altre più aspre, caratterizzate da ampi spazi erbosi. Proprio per questo, fu uno dei territori protagonisti della Prima Guerra Mondiale, sede di alcune batterie d&#8217;artiglieria italiana.</p>
<p class="">Ma il Crostis rimane, da sempre, il sogno proibito dei grandi appassionati di ciclismo e del <strong>Giro d&#8217;Italia</strong>. Nel 2011, infatti, era stato candidato per ospitare una delle tappe della corsa rosa, ma poi è stato escluso perché la strada non era idonea per essere percorsa in sicurezza. Pronti a scoprire questa meraviglia sulle due ruote?</p>
<h2 id="h-panoramica-delle-vette" class=""><strong>Monte Crostis in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d43906.12652651232!2d12.853108592002535!3d46.545057607882725!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x4779f0d9fb9eacd5%3A0xada7444c3aa2d44c!2sRavascletto%2C%20UD!3m2!1d46.5255722!2d12.9216123!4m5!1s0x4779f057199fbe3b%3A0x2f7739071e96b0ec!2sTualis%2C%20UD!3m2!1d46.534683699999995!2d12.8825763!4m5!1s0x4779fa901e90112f%3A0x32bb9894e2e27cd3!2sMonte%20Crostis%2C%2033020%20Rigolato%20UD!3m2!1d46.5736111!2d12.8902778!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1718877341002!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-monte-crostis-mappa" class="">Percorso</h3>
<p class="">La <strong>salita in moto</strong> verso il monte Crostis è una delle strade più spettacoli al mondo. Niente da invidiare alle più rinomate strade alpine austriache o ai percorsi più avvincenti negli altri Paesi del globo. Inutile dire che il panorama è mozzafiato, i pini altissimi e i prati verdissimi. Un condensato di natura e brivido tutto made in Friuli-Venezia Giulia. Con la sua altezza che supera i due mila metri (2.251 per la precisione), è tra le vette più alte della regione alpina della <strong>Carnia</strong>, in provincia di <strong>Udine</strong>. Dalla sua cima si gode di un panorama spettacolare su tutte le Alpi Carniche, fino alle Alpi Giulie e alle Dolomiti, abbracciando, in lontananza, anche la pianura friulana.</p>
<p class="">La <strong>Panoramica delle Vette</strong> parte poco prima dall’abitato di <strong>Ravascletto</strong>. Da qui, inizia una bella salita tra gomiti e rettilinei impennati, da percorrere con molta attenzione. La strada è strabiliante ma <strong>serve prudenza</strong>, si attorciglia intorno al massiccio in un itinerario sovrastato da una pace incredibile, immerso nella natura montana selvaggia e incontaminata. La <strong>carreggiata è stretta e sterrata</strong> per circa sette chilometri e spesso due moto affiancate non riescono a transitare. Non ci sono barriere e protezioni fino all’apice del Crostis. Il consiglio è di <strong>percorrere la strada in senso antiorario</strong>, con salita da <strong>Tualis</strong> e discesa da <strong>Ravascletto</strong>, così da non incrociare altri veicoli.</p>
<p class="">Lungo la parte sterrata si susseguono strapiombi mozzafiato, tra le rocce aguzze e il verde dei pini. Dopo i primi sei chilometri, il dislivello porta alla <strong>Casera Crostis</strong>. Secondo e ultimo strappo quello che arriva, invece, fino in vetta al monte Crostis, a 2.251 metri di altitudine, con una vista indimenticabile e panorami a dir poco spettacolari. Suggeriamo, ovviamente, di spegnere i motori e godere della bellezza di questo balcone naturale per rigenerarsi. Prendetevi tutto il tempo che volete per ammirare le bellissime vette italiane da questo eccezionale affaccio friulano.</p>
<h2 id="h-escursioni-panoramiche-in-friuli" class=""><strong>Quanta fatica per arrivare al monte Crostis, ma che soddisfazione!</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/monte-crostis-1365263462.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/monte-crostis-1365263462.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/monte-crostis-1365263462.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/monte-crostis-1365263462.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">La salita verso il monte Crostis ha una <strong>pendenza che si aggira tra il 10% e il 14% circa</strong>. Per raggiungere la vetta si percorre una <strong>strada di montagna asfaltata</strong>, per poi virare verso la strabiliante <strong>Panoramica delle Vette</strong>, un antico tracciato militare che si erige lungo le diverse casere per gli alpeggi estivi, scavato sul tratto dorsale del monte. Un itinerario stupefacente che lascia tutti a bocca aperta. Per i grandi <strong>appassionati di escursionismo</strong> è uno dei percorsi da brivido e da sogno, da fare assolutamente; serve allenamento e coraggio, ma l’adrenalina e il divertimento sono assicurati. Il tracciato verso il monte Crostis è uno dei più ambiti, non solo dai trekkers esperti ma anche dagli amanti del ciclismo e delle moto.</p>
<p class="">Fiato sempre sospeso tra tornanti e lunghi rettilinei, tra le pendenze panoramiche che conducono al monte Crostis. Il bosco prima accoglie e segue gli escursionisti per inondare il naso e i polmoni di profumi d’altri tempi, per poi diradarsi lentamente e lasciare spazio alle immense praterie che conducono verso la sommità del massiccio. Lungo la strada non mancano le <strong>chiese</strong> caratteristiche e i <strong>paesini di montagna</strong>, i <strong>rifugi</strong> e le <strong>malghe</strong> dove fermarsi e, se si è fortunati, si ha anche la possibilità di fare incantevoli incontri con le <strong>marmotte</strong>. Il percorso è suggestivo e, fatto in macchina fino al <a href="https://rifugiochiadinas.com/"><strong>Rifugio Chiadinas</strong></a>, può essere un itinerario anche adatto a famiglie con bambini. Da qui mancano poco meno di 300 metri alla vetta, in un tracciato dove grandi e piccoli si perdono a guardarsi attorno per la bellezza indimenticabile.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/friuli-venezia-giulia-in-moto/il-giro-ditalia-non-e-mai-passato-qui-la-salita-inedita-del-friuli-e-una-sorpresa-per-gli-amanti-delle-2-ruote/">Il giro d&#8217;Italia non è mai passato qui: la salita inedita del Friuli è una sorpresa per gli amanti delle 2 ruote</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il valico a quota 2300 metri che unisce Italia e Francia sulle Alpi Piemontesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La magia di un percorso di confine tra l'Italia e la Francia, nonché l'esperienza su una delle salite più suggestive dell'arco alpino: questo è il viaggio alla scoperta del Colle della Lombarda. Si tratta di un tratto decisamente sfidante in Piemonte (e non in Lombardia come il nome lascerebbe credere), dal momento che raggiunge picchi di pendenza di addirittura il 14%. Questo valico alpino si trova nel bel mezzo della Val del Cistiglione, è uno dei principali punti di collegamento tra ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/il-valico-a-quota-2300-metri-che-unisce-italia-e-francia-sulle-alpi-piemontesi/">Il valico a quota 2300 metri che unisce Italia e Francia sulle Alpi Piemontesi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=""><span style="font-weight: 400;">La magia di un percorso di confine tra l&#8217;Italia e la Francia, nonché l&#8217;esperienza su una delle salite più suggestive dell&#8217;arco alpino: questo è il viaggio alla scoperta del </span><b>Colle della Lombarda</b><span style="font-weight: 400;">. Si tratta di un tratto decisamente sfidante in</span><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/"> <span style="font-weight: 400;">Piemonte</span></a><span style="font-weight: 400;"> (e non in</span><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/"> <span style="font-weight: 400;">Lombardia</span></a><span style="font-weight: 400;"> come il nome lascerebbe credere), dal momento che raggiunge picchi di pendenza di addirittura il 14%. </span><span style="font-weight: 400;">Questo valico alpino si trova nel bel mezzo della </span><b>Val del Cistiglione</b>, <span style="font-weight: 400;">è uno dei principali punti di collegamento tra l’Italia e la Francia e risale a tempi alquanto recenti. Fu, infatti, realizzato dai transalpini in seguito alla costruzione del vicino comprensorio sciistico francese di Isola 2000; fino a quel momento, nel 1947, il passo si trovava interamente in territorio nostrano. </span><span style="font-weight: 400;">Oggi vi proponiamo un itinerario che attraversa il Colle della Lombarda in moto fino <strong>al comune transalpino d’Isola</strong>, partendo da </span><b>Vinadio</b><span style="font-weight: 400;">, in piena Val di Stura. </span></p>
<h2 id="h-colle-della-lombarda-in-moto-l-itinerario" class=""><b>Colle della Lombarda in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d91457.86232503223!2d7.031819401840807!3d44.24704503320737!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x12cd035e4b9ef36f%3A0x1dcbf49be5f9774b!2sVinadio%2C%20CN!3m2!1d44.3077779!2d7.1764392!4m5!1s0x12cd01c31076388b%3A0x7db4559aa860e8be!2sSantuario%20Sant'Anna%20di%20Vinadio%2C%2012010%20Vinadio%20CN!3m2!1d44.2320585!2d7.1055592!4m5!1s0x12cd00ef1a9390df%3A0x1d0819a71ab62670!2sColle%20della%20Lombarda%2C%20Isola%2C%20Francia!3m2!1d44.202222!2d7.150277999999999!4m5!1s0x12ccff8020e0fbbd%3A0xf2b70ad3b5e6804f!2sIsola%2C%20Francia!3m2!1d44.186602!2d7.0527169999999995!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1719236316500!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-itinerario" class=""><b>Percorso</b></h3>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Partiamo da <strong>Vinadio</strong> imboccando </span>Via Roma/SS21<span style="font-weight: 400;"> verso Via Goletta. Svoltiamo a sinistra e prendiamo la </span><b>SP255</b><span style="font-weight: 400;"> mantenendo la destra; proseguiamo finché ci troviamo il <strong>Santuario Sant&#8217;Anna di Vinadio</strong> sullo stesso lato. Arriviamo al luogo di culto dopo 30 minuti e diverse curve. Da qui continuiamo verso SP255 mantenendo la sinistra. Per prendere la </span><b>SS21</b><span style="font-weight: 400;"> svoltiamo a destra e, poi, di nuovo a destra per la </span><b>SP337</b><span style="font-weight: 400;">. Imbocchiamo Via I Maggio/SS21 e alla rotonda ci manteniamo su </span><b>SS21</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Svoltiamo a sinistra su </span><b>SP121</b><span style="font-weight: 400;"> e imbocchiamo di seguito </span><b>SP23</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>SP41</b><span style="font-weight: 400;">. Dopo una rotonda ci immettiamo su </span>Via Guglielmo Marconi/SP298<span style="font-weight: 400;">. Continuiamo su <strong>SP298</strong> fino alla rotonda e prendiamo la terza uscita su </span>Via Villafalletto/SP25<span style="font-weight: 400;">. Imbocchiamo </span><b>SP161</b><span style="font-weight: 400;"> e alla rotonda </span><b>SP156</b><span style="font-weight: 400;">, successivamente <strong>SP155 </strong>e <strong>SP25</strong>, fino a </span>Via dell&#8217;Abbazia/SP298<span style="font-weight: 400;">. Al bivio prendiamo </span>Via Cuneo/SP41<span style="font-weight: 400;"> sulla destra e, poi, svoltiamo a sinistra su </span>Via Borgo S. Dalmazzo/SP23<span style="font-weight: 400;">. Continuiamo su </span><b>SP23</b><span style="font-weight: 400;"> e alla rotonda su </span><b>SS21</b><span style="font-weight: 400;">. Giriamo a sinistra su </span><b>SP25</b><span style="font-weight: 400;"> seguendo le indicazioni per <em>Colle Lombarda/S. Anna/Pratolungo.</em> La SP255 svolta a sinistra e diventa </span><b>M97 in territorio francese</b>. <span style="font-weight: 400;">Continuiamo per alcuni chilometri e parecchi tornanti su questa strada, fino a </span><b>Place Jean Gaissa</b><span style="font-weight: 400;">. In poco più di due ore giungiamo a </span><b>Isola</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<h2 id="h-colle-lombarda-cosa-vedere" class=""><b>Curiosità sulle tappe lungo il Colle della Lombarda</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Lungo l&#8217;itinerario troverete una straordinaria sorpresa: il </span><a href="https://www.santannadivinadio.it/"><b>Santuario di Sant’Anna</b></a><span style="font-weight: 400;">, famoso per essere uno dei più alti d’Europa. Questo luogo di culto sorge, infatti, a 2.020 metri, a due passi dal cielo. Dalla balconata antistante il santuario possiamo ammirare le vette più affascinanti delle Alpi Marittime: la <strong>Punta Maladecia</strong>, la <strong>Testa Gias dei Laghi</strong>, il <strong>Monte Aver</strong>, la <strong>Cima della Lombarda</strong>. Le origini del santuario risalgono intorno al XI secolo, quando rappresentava un ostello per i viandanti e i pellegrini diretti a Roma. Completato sul finire del XVII secolo, il santuario e la leggenda dell&#8217;apparizione alla pastorella influenzarono il diffondersi del culto di Sant&#8217;Anna. L&#8217;edificio</span><span style="font-weight: 400;"> sorge nell&#8217;omonima frazione del comune di </span><b>Vinadio</b><span style="font-weight: 400;">, in provincia di Cuneo. Si tratta di una località comodamente raggiungibile dalla </span>SP25 <span style="font-weight: 400;">e noi la incontriamo all’incirca dopo 17 chilometri dalla partenza, tra curve della via maestra del nostro itinerario in moto sul Colle della Lombarda. A Vinadio merita sicuramente una tappa la <strong>fortezza</strong>, simbolo della città. Il </span><b>Forte Albertino</b><span style="font-weight: 400;"> rappresenta uno dei più pregevoli esempi di architettura militare dell&#8217;intero arco alpino e conta circa 1.200 metri di lunghezza, con 10 chilometri di camminamenti. </span></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Nonostante il nome del comune di <strong>Isola</strong> faccia pensare al mare, è evidente che il borgo in territorio francese sorga sulle Alpi, più precisamente a 870 metri di altitudine. Il villaggio di circa 800 abitanti si trova al confine con l&#8217;Italia, in una vallata alla confluenza dei Tinée Tinée e del Guerche, nei pressi del </span><b>Parco del Mercantour</b><span style="font-weight: 400;">. La chiesa barocca, tesoro della cittadina, vanta ben sei altari, mentre camminando per il borgo potete scoprire gli antichi spazi comuni destinati al lavaggio, ancora in perfette condizioni, e i mulini per il grano. </span></p>
<h3 id="h-colle-della-lombarda-aperto-o-chiuso" class=""><b>Quando apre il Colle della Lombarda?</b></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Come la maggior parte dei valichi alpini, anche il Colle della Lombarda è sottoposto a <strong>chiusure</strong> <strong>invernali</strong>, per scongiurare i pericoli dovuti alle precipitazioni nevose e soprattutto al ghiaccio che si forma sull&#8217;asfalto. Intorno a maggio e giugno, il valico viene aperto, ma ogni anno la data cambia a seconda delle condizioni meteo. Per questo prima di mettervi in moto, anche nei mesi primaverili ed estivi, vi consigliamo di consultare le</span> <span style="font-weight: 400;"><a href="http://webgis.arpa.piemonte.it/bancadatimeteo/php/meteo.php?CODTOT=004248900" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condizioni metereologiche</a> al Passo Lombarda.</span></p>
<h2 id="h-dove-mangiare-al-passo-della-lombarda" class=""><b>Dove mangiare al Passo della Lombarda</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Al confine tra Francia e Italia non possiamo che abbandonarci a un duello all&#8217;ultima forchetta. Ecco allora tre ristoranti a cavallo del Colle della Lombarda in cui assaporare le cucine locali dei due paesi. </span><a href="https://www.mizogoo.fr/pdfmenu/institution/YVvD2hteji05Gg4LoUe9"><em><b>L&#8217;Avalanche presso Isola 2000 </b></em></a><span style="font-weight: 400;">è un tipico ristante alpino. Dal momento che ci troviamo in territorio francese, è da non perdere la raclette e il piatto misto con salumi e camembert caldo con patate bollite. Il</span><b> <a href="https://rifugiodahu.com/"><em>Rifugio Dahu de Sabarnui</em> </a></b>a Vinadio è pronto ad accogliervi in un panorama alpino mozzafiato; qui non potete esimervi dal provare  la polenta Dahu, con tre &#8220;assaggi&#8221; conditi con spezzatino, formaggio e salsiccia. <a href="http://www.latanadellamarmotta.it/"><em><strong>La Tana della Marmotta</strong></em></a> a Vinadio, infine, offre un menù con il meglio della cucina piemontese. Già dagli antipasti saprà stupirvi con verdure e fonduta e i tajarin burro e salvia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/il-valico-a-quota-2300-metri-che-unisce-italia-e-francia-sulle-alpi-piemontesi/">Il valico a quota 2300 metri che unisce Italia e Francia sulle Alpi Piemontesi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sulle montagne della Liguria c’è il valico che fa da spartiacque tra gli Appennini e le Alpi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/sulle-montagne-della-liguria-ce-il-valico-che-fa-da-spartiacque-tra-gli-appennini-e-le-alpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Liguria in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Conosciuto come Bocchetta di Altare, questo valico divide le Alpi dagli Appennini e si trova in Liguria, in provincia di Savona. Per la precisione, divide il monte Burot, che fa parte delle Prealpi liguri e ha un’altitudine di 746 metri, da un’altura nelle vicinanze di Santa Libera (441 metri). Il percorso in moto alla volte del Colle di Cadibona può essere particolarmente interessante in quanto, oltre a passare dal Piemonte alla Liguria, offre tantissimi bei paesaggi, che cambiano man ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/sulle-montagne-della-liguria-ce-il-valico-che-fa-da-spartiacque-tra-gli-appennini-e-le-alpi/">Sulle montagne della Liguria c’è il valico che fa da spartiacque tra gli Appennini e le Alpi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="">Conosciuto come <em>Bocchetta di Altare</em>, questo valico divide le Alpi dagli <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/per-delle-strade-da-sogno-non-serve-andare-sulle-alpi-anche-gli-appennini-hanno-i-loro-gioielli-nascosti/" target="_blank" rel="noopener">Appennini</a> e si trova in <strong>Liguria</strong>, in provincia di Savona. Per la precisione, divide il monte Burot, che fa parte delle Prealpi liguri e ha un’altitudine di 746 metri, da un’altura nelle vicinanze di Santa Libera (441 metri). Il percorso in moto alla volte del <strong>Colle di Cadibona</strong> può essere particolarmente interessante in quanto, oltre a passare dal Piemonte alla Liguria, offre tantissimi bei paesaggi, che cambiano man mano che dai monti ci si avvicina al mare. Questo giro, inoltre, è adatto per chi ama la natura ma anche l&#8217;enogastronomia. Pronti a partire?</p>











<h2 id="h-colle-di-cadibona-in-moto" class="wp-block-heading">Colle di Cadibona in moto. L&#8217;itinerario</h2>



<h3 id="h-mappa" class="wp-block-heading"><strong>Mappa</strong></h3>



<p class=""><iframe loading="lazy" style="border: 0;" tabindex="0" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d364254.3917428062!2d7.9710713773649235!3d44.50004658109407!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x12d2b36d1f25f315%3A0xae82aa8ed7331423!2s12051%20Alba%20CN!3m2!1d44.7009153!2d8.0356911!4m5!1s0x12d2c8ee68d87ee1%3A0x683192ebcb837d12!2sCortemilia%2C%20CN!3m2!1d44.5807583!2d8.1922088!4m5!1s0x12d2c4b35bb71b9d%3A0x90b9505d1f1cea6f!2sPiana%20Crixia%2C%20SV!3m2!1d44.5054607!2d8.2541155!4m5!1s0x12d2e66271d4821b%3A0x62c445cd92b24d05!2sColle%20di%20Cadibona%2C%20Altare%2C%20SV!3m2!1d44.3325562!2d8.3519925!4m5!1s0x12d2e2194379ba8d%3A0xe35a73e8b9959237!2sSavona!3m2!1d44.2975603!2d8.4645!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1593505057280!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" aria-hidden="false"></iframe></p>



<h3 id="h-percorso" class="wp-block-heading">Percorso</h3>



<p class="">Si tratta di una <strong>gita perfetta per un weekend</strong>, per chi ama trascorrere il tempo libero a bordo di una moto e godersi il panorama. In questo tour si possono visitare alcuni tratti di particolare interesse, come la<strong> strada della Colle di Cadibona</strong>, che si raggiunge proprio dal passo di Altare. Segnaliamo, poi, la <strong>strada di Piana Crixia</strong>, caratterizzata da una serie di tornanti che arrivano a un fantastico punto panoramico fino a Cortemilia.</p>
<p class="">Partendo da <strong>Alba</strong>, il percorso verso Altare è di circa 87 chilometri e la strada comincia con un rettilineo, per poi sfociare in una serie di curve, con cambi di direzione rapidi, soprattutto fra i colli Benevello e Càstino. Il territorio circostante muta in base alle stagioni. In estate è meraviglioso ammirare le lunghe distese di vigne rigogliose, in autunno la natura mostra tutti i suoi colori mentre, in inverno, gli interminabili filari spogli rendono lo spettacolo ancora più particolare. Questo tratto di strada invita a non correre troppo in realtà, sia per i limiti di velocità sia per poter ammirare il panorama.</p>
<h3>Da Cortemilia a Savona</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/cortemilia-1259375104.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/cortemilia-1259375104.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/cortemilia-1259375104.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/cortemilia-1259375104.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>









<p class="">Si arriva a <strong>Cortemilia </strong>(la patria della nocciola), piccolo paese diviso a metà dal fiume; da una parte c&#8217;è il borgo di San Pantaleo, dall&#8217;altra quello di San Michele. Lasciata la moto, si può fare una piacevole passeggiata fra le stradine lastricate in pietra e le tipiche case delle Langhe. Dopo aver notato i chilometri di noccioleti lungo la strada, si possono gustare i dolci e le prelibatezze tipici del posto; le botteghe artigiane vi proporranno innumerevoli ricette.</p>
<p class="">Riprendendo la strada verso sud, per un breve tratto si percorre un rettilineo, ma poi il percorso cambia repentinamente e iniziano i <strong>tornanti</strong> che portano in alta quota, dove si può ammirare un panorama spettacolare, presso il <a href="https://www.parks.it/parco.piana.crixia/"><strong>Parco Regionale di Piana Crixia</strong></a>, dove i calanchi si ergono all&#8217;improvviso in mezzo a una pianura piatta. L’attrazione da vedere è il <strong>fungo di Piana Crixia</strong>, un curioso monumento naturale in pietra. La meta successiva è il <strong>Colle di Cadibona</strong>, che si raggiunge lasciando la strada principale e dirigendosi verso <strong>Altare</strong>. Qui si può visitare il <a href="https://www.museodelvetro.org/"><em>Museo del Vetro</em></a>, ospitato in un palazzetto in stile liberty. Da Altare, si arriva a <strong>Savona</strong> coprendo un percorso di circa 20 chilometri.</p>
<h2 id="h-tutto-quello-che-c-da-sapere-sul-colle-di-cadibona" class=""><strong>Colle di Cadibona: cosa vedere lungo il percorso e nei dintorni?</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/savona-2536025219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/savona-2536025219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/savona-2536025219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/savona-2536025219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>





<p class="">Il percorso va da Alba a Savona, passando per Cortemilia, Altare, Piana Crixia e seguendo un itinerario di <strong>media difficoltà</strong>. Naturalmente può essere fatto anche in senso inverso. Il <strong>valico di Colle di Cadibona</strong> era noto fin dai tempi degli antichi Romani poiché era il punto dove la catena montuosa, che negli altri tratti ha un andamento abbastanza uniforme, si abbassava, rendendo possibile il passaggio. Fu utilizzato dai <strong>Cartaginesi</strong> durante la Seconda Guerra Punica (203 a.C.) che, per la ritirata dalla Pianura Padana, passarono proprio da questo valico.</p>
<p class="">La prima strada sulla Colle di Cadibona, però, fu realizzata nel 109 a.C. da<strong> Marco Emilio Scauro</strong>, un console romano, per agevolare i collegamenti fra Vado e Tortona. Nel periodo napoleonico, la strada del valico venne allargata e furono costruite una <strong>galleria di circa 300 metri</strong> e alcune fortificazioni. Nel <strong>forte Tecci</strong>, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento, venne aperto un Osservatorio Meteorologico e Sismologico ma, con la realizzazione dell’autostrada e di un nuovo tratto di strada, questo valico ha perso la sua importanza, nonostante sia rimasto una meta imperdibile per i motociclisti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/complesso-monumentale-del-priamar-2536022285.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/complesso-monumentale-del-priamar-2536022285.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/complesso-monumentale-del-priamar-2536022285.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/complesso-monumentale-del-priamar-2536022285.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>











<p class=""><b>Savona</b>, approdo finale del percorso del Colle di Cadibona, è una città ricca di luoghi d’interesse artistico e storico. Dal lungomare e dalla marina si può passeggiare fra i famosi <em>carruggi</em>, i vicoli del centro storico. Proprio qui si trovano i posti da vedere, come la Pinacoteca, le varie chiese, il duomo con la cappella fatta costruire da papa Sisto IV, gli eleganti palazzi e le torri. Proseguendo sotto il porticato, si giunge a corso Italia e, andando verso il mare, si può ammirare il <strong><a href="https://www.museoarcheosavona.it/la-fortezza/">Complesso Monumentale del Priamar</a></strong>, una grande fortificazione che oggi ospita un centro culturale all&#8217;avanguardia.</p>







<h2 id="h-consigli-utili-sul-colle-di-cadibona" class="wp-block-heading"><strong>Consigli utili per il tragitto: tipologia di strada, meteo e moto consigliata</strong></h2>





<p class="">Il percorso della Colle di Cadibona è tutto su <strong>strada asfaltata</strong>, ma il manto al di fuori dei centri abitati non è in ottime condizioni. In qualche punto, inoltre, i dissesti sono abbastanza importanti. Per questo motivo le moto prettamente &#8220;stradaiole&#8221; come le <em><strong>Sport Touring</strong></em> o le <em><strong>Naked</strong></em> sono poco consigliate e correrebbero il rischio di avere qualche guaio meccanico. Oltre al dissesto stradale, bisogna fare molta attenzione a non superare il <strong>limite di velocità</strong> imposto per le moto di <strong>60 Km/h</strong>, per non incorrere in multe. Gli autovelox mobili sono frequentemente posizionati su macchine della polizia municipale o stradale.</p>
<p class="">Le moto che meglio si adattano a questo tipo di strada sono le <strong><em>Enduro</em></strong> e le<em><strong> Cross Over</strong></em>. Il motore a due cilindri, unito alle sospensioni adatte al dissestato e all&#8217;alto baricentro, consentono di ammirare in tutta sicurezza gli splendidi panorami, soprattutto durante la salita e la discesa lungo i tornanti. Visto l&#8217;andamento del tracciato (soprattutto sul lato di Alba), con un angolo di curvatura molto stretto, le moto di grossa stazza come le <strong><em>Custom</em></strong> o le <em><strong>Gran Turismo</strong> </em>potrebbero incontrare delle difficoltà.</p>















<p class="">Il passo della Colle di Cadibona<strong> nei mesi invernali non è praticabile</strong> <strong>in caso di forti nevicate o abbondanti piogge</strong>. Temporali o bombe d&#8217;acqua, infatti, rendono rischiosa la percorrenza della strada collinare. Per questo motivo, è preferibile affrontare il percorso nei periodi più caldi o miti, indicativamente <strong>da aprile a ottobre</strong>, quando il clima è più stabile.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/liguria-in-moto/sulle-montagne-della-liguria-ce-il-valico-che-fa-da-spartiacque-tra-gli-appennini-e-le-alpi/">Sulle montagne della Liguria c’è il valico che fa da spartiacque tra gli Appennini e le Alpi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Nel cuore della Val Camonica c’è il “passo della croce bianca”: sale solo a 1100 metri, ma i suoi paesaggi sono fantastici</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/nel-cuore-della-val-camonica-ce-il-passo-della-croce-bianca-sale-solo-a-1100-metri-ma-i-suoi-paesaggi-sono-fantastici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un passo che mette in comunicazione la Val di Scalve con l’altopiano di Borno, in Val Camonica. Si tratta di una delle valli più estese delle Alpi in Lombardia, precisamente nel territorio della provincia di Brescia, e può essere considerato uno spartiacque tra il bacino del Trobiolo e quello del fiume Dezzo, entrambi affluenti dell’Oglio. La strada da percorrere, molto ampia e agevole, è una provinciale che si stacca dall’ex strada statale 345 delle Tre Valli nell’abitato di ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/nel-cuore-della-val-camonica-ce-il-passo-della-croce-bianca-sale-solo-a-1100-metri-ma-i-suoi-paesaggi-sono-fantastici/">Nel cuore della Val Camonica c’è il “passo della croce bianca”: sale solo a 1100 metri, ma i suoi paesaggi sono fantastici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">È un passo che mette in comunicazione la Val di Scalve con l’altopiano di Borno, in <strong>Val Camonica</strong>. Si tratta di una delle valli più estese delle Alpi in <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/per-il-sole-24-ore-e-in-lombardia-la-citta-dove-si-vive-meglio-in-italia-e-anche-i-suoi-dintorni-sono-tutti-da-scoprire/"><strong>Lombardia</strong></a>, precisamente nel territorio della provincia di Brescia, e può essere considerato uno spartiacque tra il bacino del Trobiolo e quello del fiume Dezzo, entrambi affluenti dell’Oglio. La strada da percorrere, molto ampia e agevole, è una provinciale che si stacca dall’ex strada statale 345 delle Tre Valli nell’abitato di Malegno e che attraversa Ossimo Inferiore e Borno. Il valico di <strong>Croce di Salven</strong> si caratterizza per la presenza di una <strong>croce in pietra bianca</strong>, intorno alla quale sono sorte negli ultimi anni delle abitazioni turistiche, per lo più alberghi. La zona è molto bella, con paesaggi incantevoli, soprattutto dalla salita del versante scalvino, molto stretta con curve a corto raggio e fondo sconnesso. Pronti a partire?</p>
<h2 id="h-l-itinerario" class=""><strong>Croce di Salven in moto. L’itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
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<h3 id="h-informazioni-utili" class=""><strong>Informazioni utili</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Partenza:</strong> Lovere</li>
<li><strong>Arrivo: </strong>Lovere</li>
<li><strong>Lunghezza: </strong>87,4 km</li>
<li><strong>Arrivo: </strong>2 ore circa</li>
<li><strong>Tappe:</strong> Rogno, Boario Terme, Croce di Salven, Dezzo di Scalve, Castione della Presolana</li>
</ul>
<h3>Percorso per Croce di Salven</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/lovere-2325952469.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/lovere-2325952469.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/lovere-2325952469.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/lovere-2325952469.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">Il nostro itinerario in moto parte e finisce a <strong>Lovere</strong>, borgo delizioso dal quale si può visitare il <strong>lago d’Iseo</strong>. Comodo da raggiungere dalla Brianza, questo luogo è ideale per una gita fuori porta, per scoprire paesaggi nascosti tra case, torri e piazze di enorme bellezza. Si accendono i motori e si parte alla volta di <strong>Boario terme</strong>, percorrendo la vecchia statale che attraversa <strong>Rogno</strong>. Una volta arrivati a Boario, in Val Camonica, non ci si può non accorgere di quanto questa località sia incentrata sulle <a href="https://www.termediboario.it/"><strong>cure termali</strong></a>. Fin dal ’700, infatti, le acque di Boario sono note per le loro proprietà terapeutiche, soprattutto a livello intestinale. Le terme si svilupparono architettonicamente in un elegante stile Liberty dal XIX secolo, quando anche Alessandro Manzoni ne fece uso.</p>
<p class="">Continua il percorso in sella in direzione Via del Sacco, rimani su SP294, prendi lo svincolo per P. Tonale, entra in SS42 e prendi l&#8217;uscita Cividate C verso Cividate C/Altopiano di Borno/Impianti di Risalita Monte Altissimo/Breno. Continua su SP345 e, poi, SP5 in direzione di Via Triangolo a<strong> Croce di Salven</strong> Una volta raggiunta la zona abitata di Dezzo, si segue l’indicazione per <strong>Croce di Salven</strong>. Nelle vicinanze del valico si possono ammirare ampi pascoli sul fondo della vallata e i ruderi di un vecchio sanatorio, realizzato nel 1929 e dedicato alla cura delle malattie polmonari infantili.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/dezzo-di-scalve-1787198546.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/dezzo-di-scalve-1787198546.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/dezzo-di-scalve-1787198546.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/dezzo-di-scalve-1787198546.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Dopo la sosta, imbocca Via Triangolo, svolta a sinistra e prendi Via Salven/SP5 e poi svolta a destra per prendere Via Segherie/SP294 e raggiungere <strong>Dezzo di Scalve</strong>. Prosegui fino a <strong>Castione della Presolana</strong>, imbocca Via Giuseppe Garibaldi, continua su SS671 e, infine, prendi SP53 in direzione di Piazza XIII Martiri a <strong>Lovere</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/nel-cuore-della-val-camonica-ce-il-passo-della-croce-bianca-sale-solo-a-1100-metri-ma-i-suoi-paesaggi-sono-fantastici/">Nel cuore della Val Camonica c’è il “passo della croce bianca”: sale solo a 1100 metri, ma i suoi paesaggi sono fantastici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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