In provincia di Rieti c’è il passo più ripido degli Appennini: un dislivello di oltre 1300 metri davvero da brividi

In provincia di Rieti c’è il passo più ripido degli Appennini: un dislivello di oltre 1300 metri davvero da brividi

Itinerario in moto lungo il passo più alto degli Appennini, tra le bellezze naturalistiche e i borghi secolari del Lazio. Tra curve, scorci meravigliosi e tesori nascosti, questo percorso unisce tradizione, relax e sfida.
Antonia Festa  | 04 Mag 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Anche una semplice gita fuori porta può rivelarsi entusiasmante e divertente, soprattutto se la meta è la Sella di Leonessa, un percorso perfetto per esplorare un angolo remoto del Lazio e degli splendidi Monti Reatini, con la loro natura selvaggia. Impegnativa, tanto da essere considerata una delle salite più difficili d’Italia (in passato è stata spesso una delle tappe del Giro d’Italia), è una strada che ha tutte le carte in regola per una gita coinvolgente. Pronti per la scalata del passo asfaltato più alto degli Appennini, a quasi 2000 metri d’altitudine?

Sella di Leonessa in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Breve ma decisamente interessante, il nostro percorso parte dalla cittadina di Leonessa. Da qui, usciamo dal centro città (Viale Francesco Crispi) e ci immettiamo sulla SP10, che passa per Campo Stella fino a raggiungere, in circa 17 chilometri, la Sella di Leonessa, con un percorso morbido ma a tratti molto piacevole, grazie a una serie di curve e tornanti.

Continuiamo verso sud fino a Pian De’ Valli, dove la strada diventa SS4bis e tocca gli impianti sciistici del Terminillo. Proseguiamo verso il fondovalle e, in meno di un’ora, siamo alle porte di Rieti.

Sella di Leonessa: la salita più impegnativa del Lazio e le sue meraviglie

Sella di Leonessa sale fino alla ragguardevole quota di 1.890 metri s.l.m e, per questo, è il passo asfaltato più alto degli Appennini. Nonostante la strada di Campo Imperatore arrivi a una quota più alta, quasi 2.100 metri s.l.m., non può essere considerata un passo, perché non è “a doppia direzione”.

Questo valico, un tempo fondamentale per i collegamenti tra Rieti e Leonessa, è oggi una strada prevalentemente turistica, celebre soprattutto tra gli amanti degli sport invernali, perché permette di raggiungere il Monte Terminillo, chiamato da molti “la montagna di Roma” nonostante si trovi a circa 2 ore di viaggio dalla Capitale. La strada è frequentata (e amatissima) sia dagli appassionati di escursionismo sia da ciclisti, proprio per la particolarità del percorso, che ha un dislivello di 1.380 metri e una pendenza massima del 13%.

Rieti, l’ombelico d’Italia


[foto @Angelo Cordeschi/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Punto di approdo dell’itinerario sulla Sella di Leonessa è Rieti. Chiamata sin dall’epoca romana “ombelico d’Italia“, poiché il centro geografico del nostro Paese è stato individuato proprio qui, ospita numerosi monumenti tutti da scoprire. All’interno delle mura, si incontra la Basilica di Sant’Agostino e, tutt’intorno, gli edifici storici della città. Primo fra tutti il Palazzo Comunale, che ospita anche il Museo Civico, fra i più antichi del Lazio. Da non perdere, inoltre, il Duomo di Santa Maria Assunta che di solito viene inteso come la Cattedrale di Rieti, del XII secolo, vicino al quale spiccano il bellissimo campanile, il Palazzo Vescovile e il Palazzo del Governo. Percorrendo via San Rufo, invece, ci si rende subito conto di come le case abbiano ancora la tipica architettura medievale.

Molti sono anche i conventi e i santuari sia in città che fuori, raggiungibili con piacevoli passeggiate a piedi. Fra questi, il Convento di Fonte Colombo (ufficialmente il Santuario francescano di Fontecolombo), di particolare importanza perché fu qui che San Francesco dettò le regole dell’Ordine, nel 1223. Da non perdere, inoltre, il Santuario Francescano del Presepe di Greccio, nel quale il Santo, celebrando la messa per il Natale, realizzò il primo presepe, dando inizio a questa tradizione. Sono i cosiddetti santuari della Valle Santa, che rappresentano il fulcro della religiosità francescana nel Reatino.

Leonessa, la città della… patata

Se vi si arriva da Rieti, è d’obbligo una sosta a Leonessa, magari anche per cercare un ristorante tipico dove pranzare. Per sgranchirsi un po’, vale la pena fare un giro per le viuzze di questo grazioso borgo, alle pendici del Monte Tilia, del gruppo del Terminillo. La sua storia e la sua architettura sono tipicamente medievali, poiché il paese è sorto con l’unione di castelli e terreni che sorgevano in quella zona. L’ingresso al centro storico avviene attraverso le sue porte, quella Spoletina e quella Aquilana che, insieme alla Torre Angioina, sono la testimonianza dell’apparato difensivo della città.

Nel centro storico si possono ammirare i palazzi più belli, come Palazzo Morelli, Palazzo Ettorre, Palazzo Bisini e Palazzo Cherubini, edificati fra il XVI ed il XVIII secolo. Nella piazza principale, invece, sorge la Fontana Farnesiana (o Margaritiana) del 1548, regalata alla città da Margherita d’Austria. Avendo a disposizione un po’ di tempo, è possibile programmare delle piccole deviazioni per arrivare alle bellissime Gole del Velino o al Convento San Giacomo, sempre sulla SR521.

La cucina delle trattorie di Leonessa è casalinga e rustica; ottimi i fagioli con le cotiche, le tagliatelle con tartufo, l’abbacchio, i vari insaccati e i formaggi.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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