
La Ciociaria rappresenta da sempre un paradiso incontaminato per chi ama viaggiare in moto alla ricerca di ritmi autentici. Questa terra verace offre infatti strade panoramiche perfettamente incastonate tra montagne silenziose e vallate lussureggianti.
La destinazione principale di questo itinerario è Atina, uno dei borghi più affascinanti del Basso Lazio. La leggenda narra che sia stato fondato direttamente dal dio Saturno durante l’età dell’oro. Oltre al blasone mitologico, questo centro arroccato domina dall’alto la Val di Comino. Inoltre, custodisce una tradizione vitivinicola millenaria legata alla produzione del celebre Cabernet, un nettare apprezzato già ai tempi degli antichi Romani.
Dicevamo, partiamo da Cassino; questa cittadina, uno dei centri principali della Ciociaria, è comoda perché posizionata sull’Autostrada del Sole e, di conseguenza, facilmente raggiungibile da diverse direttrici. In realtà, per arrivare ad Atina, sarebbero sufficienti una manciata di minuti, soprattutto in moto; ma siccome noi siamo biker e, di conseguenza, diamo più importanza al viaggio che alla destinazione, la prenderemo un po’ larga. E quindi, sprezzanti del pericolo e dell’arietta frizzante (è pur sempre inverno eh!), imboccheremo la SS 6, la famigerata Casilina, in direzione nord, verso la Capitale, per intenderci. Lunghi rettilinei ci condurranno sino ad Arce ove, non senza prima aver versato una veloce lacrima di tristezza, saluteremo l’antica via consolare per inerpicarci sul tracciato della Strada Regionale 82.
Come per incanto, i centri abitati spariscono e i boschi iniziano a circondare la strada, in un perenne e confortante abbraccio verde. Le curve ci sono, ma la quiete della natura prende il sopravvento e non si ha neanche la tentazione di aprire troppo il gas…anzi: il desiderio più forte è quello di aprire la visiera e respirare a pieni polmoni, giovando dell’aria fresca e pura. Marcia dopo marcia, piega dopo piega, si raggiunge Broccostella dove inizia la SR 627, il nostro biglietto in prima classe per Atina. Da qui, il ritorno verso Cassino sarà lungo la SR 509 che, in una manciata di minuti, ci permetterà di tornare nella parte bassa della Ciociaria.
Saturno la realizzò insieme ad altre 5 città nel Lazio, durante l’età dell’oro, città che vengono, per l’appunto, definite saturnie: questo ci racconta un’avvincente leggenda che gli atinesi si tramandano di generazione in generazione. Al netto della mitologia, le origini di Atina sono comunque antichissime, tanto da essere citata da Virgilio nell’Eneide. Prima volsca e poi romana, Atina ha attraversato tutta l’età antica sempre come centro vivace e produttivo. Ma poi arrivarono i Longobardi e pensarono bene di distruggerla, per poi essere riscostruita nel 626 e diventare parte del grande Ducato di Benevento, all’interno di quella che gli storici chiamano Langobardia Minor.
Ma Atina sembra non accontentarsi mai di far parte della storia e quindi si è ritagliata anche un ruolo centrale durante la Seconda Guerra Mondiale; la sua posizione, nel centro della Ciociaria, a pochi km dalla linea Gustav, linea difensiva tedesca, la rese un punto nevralgico durante i combattimenti per la liberazione della penisola.
Ognuna di queste epoche ha lasciato un segno tangibile sul territorio, facendo diventare Atina un meraviglioso palinsesto di storia e arte, dove potrete godere di opere provenienti dalle epoche più lontane come, al tempo stesso, respirare la storia più vicina a noi, quella che ancora infiamma gli animi e suscita le emozioni di tutti noi. Sì, amici cari, Atina è veramente una meta magica.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 di creare contenuti web per il sito TrueRiders portando avanti la mia passione per le moto e lo sport
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