Le ultime curve prima della Francia conducono al borgo di pietra nascosto tra le Alpi Liguri

Fabio Belmonte  | 02 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Meno di cinquanta chilometri separano il lungomare di Sanremo dalle case in pietra di Triora, ma chi affronta questo itinerario in moto scopre presto che la distanza reale non si misura sulla carta. La strada risale la Valle Argentina seguendo il torrente, curva dopo curva, lasciandosi alle spalle spiagge, palme e traffico della Riviera dei Fiori per entrare in un paesaggio di boschi, versanti rocciosi e piccoli borghi appesi alla montagna. È un percorso adatto a chi cerca una giornata diversa, con tempi lenti, soste nei paesi e un’attenzione costante alla guida.

Le condizioni cambiano rapidamente: restringimenti, umidità, foglie bagnate e detriti richiedono prudenza, soprattutto in autunno e nelle mezze stagioni. In cambio, la moto diventa il mezzo ideale per percepire il passaggio dal Mediterraneo alle Alpi Liguri, fino ai quasi 800 metri del borgo di Triora.

Sanremo–Triora in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Partire in moto da Sanremo verso Triora significa attraversare in poco più di un’ora paesaggi che, altrove, richiederebbero un viaggio di centinaia di chilometri. La Riviera dei Fiori resta alle spalle quasi subito, ma la sua presenza si avverte ancora nell’aria mite, nel profilo del mare che scompare lentamente negli specchietti. Davanti, invece, si alzano le prime pieghe delle Alpi Liguri, con crinali che chiudono l’orizzonte.

L’itinerario misura circa 49 chilometri, un tratto breve sulla carta ma denso di curve, cambi di quota e occasioni di sosta. È un percorso perfetto per chi ama le strade secondarie, vuole alternare guida e visite ai borghi e cerca una Liguria diversa, lontana dai lungomare affollati. In moto si apprezzano meglio la transizione fra costa ed entroterra, i profumi dei boschi, i rumori del torrente Argentina che accompagna buona parte del viaggio.

Da Sanremo a Taggia e nella Valle Argentina: la strada tra mare, curve e piccoli borghi

 

L’uscita da Sanremo scorre tra palazzi, traffico e brevi scorci sul porto, poi la strada punta verso Taggia e il paesaggio comincia a cambiare gradualmente. Il mare resta vicino, ma il rumore delle onde lascia spazio al flusso delle auto locali, alle attività quotidiane di un’area ancora molto urbanizzata. In questa prima parte conviene mantenere un’andatura tranquilla: attraversi zone abitate e incroci frequentati dai residenti.

Superata Taggia, vera cerniera tra Riviera e entroterra, la carreggiata inizia a seguire più da vicino il corso del torrente Argentina. Le curve si susseguono, i rilievi diventano più ripidi, la valle si stringe. Boschi e versanti rocciosi sostituiscono progressivamente le palme, mentre il clima marittimo lascia spazio ad aria più fresca, soprattutto in autunno e primavera. Nei tratti ombreggiati è facile trovare umidità persistente: chi guida una moto deve aspettarsi cambi di aderenza improvvisi dietro una piega cieca.

Valle Argentina e Triora: tra paesaggi alpini, streghe e architettura di montagna

 

Procedendo verso nord ci si addentra nella parte più caratteristica della Valle Argentina, dove la montagna detta le regole alla strada. Terrazzamenti, vecchie mulattiere e piccoli nuclei abitati raccontano un’economia tradizionale costruita su pendii ripidi, con poco spazio pianeggiante. Qui il ritmo della moto va adattato alla morfologia: carreggiata stretta, curve cieche, possibili detriti dopo le piogge.

Più in alto le montagne chiudono l’orizzonte, la Francia si avvicina oltre i crinali e la valle assume un carattere decisamente alpino. L’arrivo a Triora, a circa 780 metri di quota, segna il cambio di scena definitivo. Il borgo conserva un centro storico compatto, costruito in pietra per adattarsi alla pendenza, con passaggi coperti, archi, vicoli in ombra. Accanto alla fama legata ai processi per stregoneria del Cinquecento, Triora mostra chiese, edifici civili e scorci panoramici che spiegano il suo ruolo strategico lungo le antiche vie di collegamento tra Liguria e interno montano.

Consigli pratici per motociclisti: tempi, sicurezza e proseguimenti oltre Triora

Anche se il navigatore indica circa un’ora e venti minuti tra Sanremo e Triora, per un’uscita in moto è meglio considerare mezza giornata, includendo soste, eventuali foto, visita al borgo e traffico. Il percorso non è tecnicamente estremo, ma richiede esperienza nella gestione di curve strette, possibili restringimenti e condizioni del fondo variabili, soprattutto dopo piogge e durante l’autunno, quando aumentano foglie e umidità sull’asfalto.

Prima di partire conviene controllare meteo e segnalazioni sulla viabilità, perché frane, lavori o temporali possono modificare in fretta la situazione nelle valli interne. L’abbigliamento deve tenere conto del salto termico tra costa e alta valle: casco integrale, strati termici e guanti adeguati anche nelle mezze stagioni. Una volta a Triora, il consiglio è parcheggiare la moto negli spazi dedicati ed esplorare il centro storico a piedi, valutando poi eventuali proseguimenti verso l’alta valle solo dopo aver verificato attentamente percorsi, quote e previsioni.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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