Tra le Alpi Orobie c’è un passo davvero rilassante da scoprire in moto: le sue curve toccano quota 1800

Tra le Alpi Orobie c’è un passo davvero rilassante da scoprire in moto: le sue curve toccano quota 1800

È il valico alpino tra Bergamo e Brescia che incanta i bikers con le curve mozzafiato, i rifugi in alta quota dove provare le prelibatezze gastronomiche locali e i sentieri naturalistici.
Antonia Festa  | 18 Mar 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Più volte incluso nel Giro d’Italia, il Passo del Vivione è un avvincente e immancabile itinerario di montagna per un moto tour in Lombardia, tra le Alpi Orobie. Questo valico alpino parla bergamasco: si tratta, infatti, di un passo, ad oltre 1.800 metri di altitudine, che collega la Val Paisco alla Valle di Scalve, nei pressi della più famosa Val Camonica. Ciclismo a parte, stavolta è il momento di organizzare il nostro tour su due ruote: quello in moto. L’idea è di attraversare tutta la Strada Statale della Val di Scalve, principale via di comunicazione verso Passo Vivione, lungo uno dei più bei percorsi tra le Orobie. Partiamo?

Passo del Vivione in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Situato in un’area completamente interna alla provincia di Bergamo, il Passo Vivione è caratterizzato da un numero preciso: si tratta, infatti, della Strada Statale 294 che segue la traccia scavata dal corso del torrente Dezzo ed è aperta al traffico solamente da maggio a settembre. Questa è la principale via carrozzabile che attraversa il valico ed è caratterizzata da una carreggiata piuttosto stretta. Usciamo a Bergamo dalla A4 e seguiamo le indicazioni verso la Val Seriana, fino ad arrivare a Dezzo di Scalve. La SS294 inizia a Forno Allione venendo da Nord e, dopo circa due ore di discesa, saremo all’imbocco di Paisco Loveno e già da diversi chilometri nell’area provinciale di Bergamo, dove comincia ufficialmente il Passo del Vivione.

Uno degli aspetti più belli dell’attraversamento della Val di Scalve è quello di dover affrontare una salita piuttosto regolare, con pendenza massima dell’8% e un panorama davvero niente male, con vista sul Pizzo Cimino e il Cimone della Bagozza, due vette da oltre 2.400 metri l’una. Per quanto riguarda, invece, il dislivello massimo di questo valico alpino, dovremo “accontentarci” di un’altezza massima di 1.828 metri, comunque ottima per respirare un po’ di sana aria di montagna accompagnati nel tratto iniziale anche dalla presenza di una serie di tornanti abbastanza impegnativi.

Molto più rilassante sarà il secondo tratto del Passo del Vivione, quello che da Paisco Loveno porta verso Schilpario, comune della bergamasca situato sulla cima della Val di Scalve. Dopo circa mezz’ora saremo a Boario Terme, dove termina la statale e il nostro viaggio. 

Passo del Vivione informazioni utili

Val di Scalve

La Val di Scalve vanta una storia che affonda le sue radici  nella dominazione romana, attraversando il Medioevo di Carlo Magno, la Repubblica di Venezia e arrivando alla napoleonica Repubblica Cisalpina di fine Settecento. La valle torna a fare capolino nella storia nel dicembre 1923, giorno in cui la Diga del Gleno, un ambizioso e imponente sbarramento idrico, cedette, riversando milioni di metri cubi d’acqua e fango nella valle.

Il fiume d’acqua travolse diversi centri abitati della Val di Scalve, causando centinaia di vittime prima di frenare la propria furia nel Lago d’Iseo. Divisa tra le provincie di Bergamo e Brescia, la valle ospita ben quattro comuni: Azzone, il più antico centro abitato della zona e nei pressi del quale sorge la Riserva Naturale dei Boschi del Giovetto, Colere, rinomata stazione sciistica, Vilminore, sede di una comunità montana, e Schilpario, che si fa portavoce della tradizionale vita locale con un neonato Museo Etnografico. Poco distante potreste anche pensare di visitare le miniere di ferro e zinco, un’esperienza interessante da percorrere con una guida. 

Dove mangiare al Passo del Vivione

Anche stavolta non ci tiriamo indietro di fronte ad uno dei momenti più attesi di qualunque gita fuori porta: la pausa gastronomica. Tra i luoghi in cui provare le prelibatezze locali, consigliamo, innanzitutto, il Rifugio Passo Vivione. La struttura possiede un bar, due sale da pranzo e un panoramico solarium. I piatti presenti sul menù sono realizzati con pasta fresca fatta in casa e ripropongono ricette antiche, accompagnate dall’immancabile polenta condita con erbe selvatiche e formaggi di monte; per finire, ottime torte fatte in casa. Il Rifugio del Passo del Vivione è dotato anche di accoglienti camerette, con acqua calda e biancheria pulita. Lo trovi a Passo del Vivione, 24020 Schilpario BG.

Il Bar Ristorante Al Resù, a 5,8 chilometri dal Passo, è, invece, la sosta ideale se desiderate un pranzetto in un vero e proprio ristorante. La cucina di questo locale si concentra sulla tradizione italiana ma soprattutto lombarda e offre piatti destinati agli intolleranti al glutine o ai vegetariani. Lo trovi a Via Armando Diaz, 25, 25040 Lozio BS. Il Ristorante Capriolo, infine, a due passi dal Museo Storico Militare, è famoso per la tagliata che si scioglie in bocca, le birre artigianali e la polenta taragna. Lo trovi un po’ prima del Rifugio Passo Vivione, a est di Schilpario.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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