
Novanta chilometri possono sembrare pochi, ma tra il Lago d’Iseo, la Croce di Salven e il Passo della Presolana diventano un piccolo viaggio alpino, denso di curve, vallate e cambi di paesaggio.
Si parte dal lungolago di Lovere, con il Sebino che riflette le prime luci sulle montagne, e in pochi chilometri ci si ritrova già incanalati verso la Valle Camonica, seguendo il corso dell’Oglio e i profili rocciosi ai lati della statale.
Chilometro dopo chilometro la strada abbandona il respiro più ampio del fondovalle e comincia ad arrampicarsi verso l’altopiano di Borno e la Croce di Salven, dove l’aria si fa più fresca e i boschi avvolgono la carreggiata. Da qui l’anello prosegue verso la selvaggia Val di Scalve e il Passo della Presolana, prima di scendere nuovamente verso il lago, completando uno degli itinerari motociclistici più suggestivi delle Prealpi lombarde.
Per questo itinerario in moto tra Lago d’Iseo, Croce di Salven e Passo della Presolana, Lovere è un punto di partenza ideale. Il paese, affacciato sul settore settentrionale del Sebino, combina un lungolago scenografico, vicoli storici e una posizione strategica tra pianura e prime valli alpine. Prima di salire in sella vale la pena una breve passeggiata tra le facciate eleganti che guardano l’acqua e le torri medievali che raccontano il passato commerciale del borgo.
Chi ha tempo può fare una sosta tecnica ma culturale alla Basilica di Santa Maria in Valvendra, con il suo impianto rinascimentale, o all’Accademia Tadini, che custodisce anche opere legate ad Antonio Canova. Dal punto di vista motociclistico, Lovere offre rifornimenti, bar per una colazione con vista lago e un rapido accesso alla SS42 del Tonale e della Mendola, l’arteria che introduce verso la Valle Camonica e la prima tappa a Darfo Boario Terme.
Lasciato il traffico più intenso del fondovalle, Darfo Boario Terme segna il passaggio dalla dimensione lacustre e termale alle prime vere rampe montane. Dopo la sosta nel parco delle Terme, con le sue architetture liberty che ricordano la Belle Époque, si punta verso Borno seguendo i cartelli per l’altopiano, su una strada che comincia a offrire curve più interessanti e panorami via via più ampi sulla Valle Camonica.
Tra Borno e Ossimo Inferiore la carreggiata si fa più regolare e scorrevole, con tornanti ben disegnati e un susseguirsi di boschi e radure. È qui che si entra nel regno della Croce di Salven, un valico a 1.108 metri che funge da spartiacque tra il bacino del torrente Trobiolo e quello del Dezzo. Dal versante della Val di Scalve la salita è più stretta e impegnativa, con pendenze che sfiorano il 10-11% e curve serrate da affrontare con attenzione, soprattutto in autunno, quando l’asfalto può essere umido o coperto di foglie.
Dalla Croce di Salven l’itinerario entra nel paesaggio più selvaggio della Val di Scalve, con le pareti rocciose che si avvicinano alla strada e i boschi di abeti e faggi che incorniciano ogni curva. La guida qui diventa più tecnica: carreggiate a tratti strette, cambi di pendenza e curve ravvicinate richiedono traiettorie pulite e un buon controllo del freno motore, specialmente quando l’asfalto è freddo o sporco di ghiaino.
Salendo verso il Passo della Presolana, il Pizzo della Presolana – la cosiddetta Regina delle Orobie – domina l’orizzonte con le sue forme dolomitiche e le pareti chiare. Il valico, a 1.297 metri lungo la ex SS671 della Val Seriana, offre una combinazione quasi didattica di tornanti, gallerie artificiali e traversi sotto le rocce. Nel periodo autunnale i boschi misti esplodono in sfumature di giallo e rosso, mentre sulle quote più alte possono già comparire le prime spolverate di neve, creando contrasti molto fotogenici da gustare con soste mirate nei piccoli spiazzi panoramici.
Dal Passo della Presolana si scende verso Castione, seguendo la strada provinciale che attraversa la Val Seriana superiore prima di imboccare la Val Borlezza in direzione di Clusone e Sovere. Qui il paesaggio si addolcisce: le pareti verticali lasciano spazio a colline boscate, piccoli prati e borghi che accompagnano fino al rientro sulle rive del Lago d’Iseo, chiudendo l’anello a Lovere dopo circa 90 chilometri di guida.
In termini di pianificazione, il tempo di percorrenza è di poco superiore alle due ore, ma in moto è realistico considerare almeno mezza giornata. Tra pause fotografiche, visita ai centri storici e soste caffè, l’itinerario rende al meglio se affrontato senza fretta. Prima di partire è fondamentale verificare la presenza di eventuali tratti a traffico limitato o strade private segnalate dal navigatore, oltre alle condizioni meteo e alla possibile formazione di ghiaccio sui valichi.
L’anello è adatto a moto stradali e tourer, purché il pilota abbia una buona confidenza con curve di montagna, tornanti stretti e fondi non sempre perfetti. Pressioni gomme corrette, abbigliamento caldo a strati e attenzione particolare ai tratti in ombra sono gli ingredienti giusti per godersi uno dei percorsi motociclistici più completi delle Prealpi lombarde.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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