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Assietta, la strada bianca delle Alpi piemontesi

Redazione TrueRiders  | 27 Lug 2016  | Tempo di lettura: 3 minuti
  • Titolo: Strada dell'Assietta
  • Lunghezza (km): 34
  • Durata: 2 ore
  • Partenza: Sestriere
  • Arrivo: Pian dell'Alpe
  • Chiusura invernale: No

L‘Assietta è uno dei motoitinerari più suggestivi delle Alpi piemontesi. Un percorso interamente sterrato, che è adattissimo per un giro in moto non convenzionale. se le Alpi sono foriere di emozioni, la Strada dell’Assietta, dal canto suo, non fa certamente eccezioni. Situata in Piemonte, e più precisamente tra la Val Chisone e la Val di Susa, questo valico raggiunge i 2.472 metri sul livello del mare, regalando panorami davvero suggestivi. Ciò che rende l’Assietta molto particolare, però, è il suo tracciato, interamente sterrato e adatto all’enduro.
Si tratta di un percorso da fare con attenzione e con una motocicletta adatta a questi terreni, che ha pochi eguali nelle Alpi e che ci ricorda il vicino Col du Sommeiller, così come l’altrettanto affascinante Colle della Lombarda.

Tutto quello che c’è da sapere sull’Assietta

Mappa

Quando apre l’Assietta?

Il percorso della SP173 del Colle dell’Assietta, a causa del suo posizionamento prevede delle particolari restrizioni all’accesso. La stagionalità ad alta quota, infatti, rende questo sterrato lungo ben 60 km particolarmente impervio e sottoposto a condizioni climatiche estreme.

Non è un caso che la bella strada piemontese resti generalmente chiusa dal 1° novembre al 31 maggio. L’accesso, che viene regolamento dalle autorità di zona, è ammesso unicamente dal 1° giugno al 31 ottobre salvo diverse condizioni meteo. Quest’anno, infatti, le abbondanti nevicate di maggio hanno ampiamente posticipato la riapertura della strada.

L’apertura dell’Assietta è ammessa, solo per i soggetti autorizzati, il mercoledì e il sabato dalle 9.00 alle 17.00 nei mesi di luglio e agosto.

Testa dell’Assietta

Il percorso della Strada dell’Assietta si sviluppa lungo il crinale della Testa dell’Assietta, vetta delle Cozie che raggiunge i 2566 metri di quota. All’interno del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, è su queste vette che si tenne la drammatica Battaglia del 1747. A scontrarsi, nel pieno della guerra di successione austriaca, le forze al soldo del Regno di Francia e del Regno di Sardegna. I piemontesi inflissero una sconfitta clamorosa ai francesi, facendo più di seimila morti, mentre tra i savoiardi si contarono poco più di duecento vittime. Sulla vetta un obelisco in pietra, sormontato dall’aquila con le ali spiegate in bronzo, celebra la vittoria del Regno sabaudo. Arrivare fino in quota è piuttosto semplice (si tratta di un percorso classificato come E), seguendo la via di Balboutet o di Pourrieres. L’ultimo tratto si percorre sulla strada, quindi bisogna fare attenzione alla presenza di ciclisti e motociclisti. L’ascesa dura circa tre ore con un dislivello di mille metri.

Assietta in moto

La Strada dell’Assietta ha una storia davvero suggestiva: in origine era un tracciato militare, che collegava Testa dell’Assietta e Forte del Gran Serin. La strada è stata poi aperta al pubblico, divenendo una meta amata dai motociclisti, nonché uno dei “sentieri da moto” più belli del Piemonte.

La strada bianca congiunge Pian dell’Alpe e Sestriere, e scorre per larghissima parte lungo i crinali di vette che superano i 2.000 metri. Ogni anno, il percorso (che appartiene al Comune di Sestriere e alla Città Metropolitana di Torino) è ripristinato e messo in sicurezza.

La riapertura avviene durante la stagione primaverile-estiva, dacché in inverno le nevicate rendono impossibile percorrere l’Assietta. Vale inoltre la pena ricordare che, trattandosi di uno sterrato, si applicano delle regole di percorrenza tanto restrittive quanto necessarie a garantire la sicurezza di coloro che si spingono fin quassù, a partire dalla velocità massima, fissata in 30 chilometri orari.

Generalmente, inoltre, le giornate del mercoledì e del sabato, dalle 9 alle 17, prevedono l’interdizione totale ai mezzi a motore, sia per opere di intervento stradale e sia per garantire la percorribilità a mezzi non motorizzati o agli escursionisti che si muovono a piedi.

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