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	<title>Piemonte in moto - TrueRiders</title>
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	<description>Le strade del Vero Motociclista</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Jul 2026 14:32:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Piemonte in moto - TrueRiders</title>
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		<title>Fino al confine francese per scoprire lo Jafferau: ecco come scoprire le bellissime fortificazione dello Chaberton</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il massiccio del Monte Jafferau, con i suoi 2.805 metri di altezza sul livello del mare, sormonta il comune di Bardonecchia, in Piemonte. Una montagna dei grandi numeri, che si alza nelle Alpi Cozie, dividendo la conca di Bardonecchia dalla Valfredda. Jafferau è costituito da due cime, la Testa del Ban (2.652 metri) e la cima Jafferau (2.805 metri). In vetta al monte, si eleva il Forte dello Jafferau, una fortificazione costruita nell’Ottocento in una spianata che non vede altre cime nelle ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/fino-al-confine-francese-per-scoprire-lo-jafferau-ecco-come-scoprire-le-bellissime-fortificazione-dello-chaberton/">Fino al confine francese per scoprire lo Jafferau: ecco come scoprire le bellissime fortificazione dello Chaberton</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Il massiccio del <strong>Monte Jafferau</strong>, con i suoi 2.805 metri di altezza sul livello del mare, sormonta il comune di <strong>Bardonecchia</strong>, in Piemonte. Una montagna dei grandi numeri, che si alza nelle <strong>Alpi Cozie</strong>, dividendo la conca di Bardonecchia dalla Valfredda. Jafferau è costituito da due cime, la <strong>Testa del Ban </strong>(2.652 metri) e la <strong>cima Jafferau</strong> (2.805 metri).</p>
<p class="">In vetta al monte, si eleva il <strong>Forte dello Jafferau</strong>, una fortificazione costruita nell’Ottocento in una spianata che non vede altre cime nelle vicinanze. L&#8217;edificio, ora in rovina, era destinato alle postazioni di artiglieria ed è la seconda fortificazione più alta delle Alpi Cozie, dopo quella che sorge sul monte Chaberton. Da qui si gode di una vista mozzafiato su tutto il circondario e sembra quasi che si possa abbracciare il Monviso e le cime del Massiccio degli Ecrins. Il percorso che conduce in cima, seguendo le stradine costruite nel XIX secolo, è uno dei più battuti della zona, non solo da appassionati di storia e natura, ma anche da trekkers, bikers e motociclisti. Ma il Monte Jafferau è apprezzato e conosciuto anche per i suoi <strong>impianti sciistici </strong>e per essere sede di arrivo di una delle<strong> tappe del Giro d&#8217;Italia</strong>. Pronti a un&#8217;avventura mozzafiato?</p>
<h2 id="h-jafferau-in-moto-il-percorso" class=""><strong>Jafferau in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p class="">Per arrivare fin sulla vetta dello Jafferau, vi proponiamo un itinerario lungo le strade militari che solcano le <strong>Alpi di Susa</strong>, in provincia di Torino. Strade sterrate ma ben percorribili grazie al loro fondo compatto. Un percorso di circa <strong>180 chilometri</strong> che regala sempre grandi emozioni, ideale per chi cerca un tracciato fuori dal comune che si compone di tre tappe importanti: <strong>colle delle Finestre</strong>,<strong> colle</strong> <strong>dell&#8217;Assietta</strong> e <strong>Jafferau</strong>. Consigliamo di provare questo percorso durante la bella stagione o in primavera e in autunno, anche se bisogna informarsi perché potrebbero essere in vigore limitazioni oppure ordinanze speciali.</p>
<p class="">Se si parte da <strong>Susa</strong> o da <strong>Torino</strong>, il <strong>Colle delle Finestre</strong> non è lontano. Si inizia una prima salita a metà tra asfalto e poi sterrato, passando in tunnel di fitti boschi, per affrontare ben <strong>33 tornanti</strong> che ci portano dritti sul colle. Da qui si gode una vista stupenda da tutta la Valle di Susa. Dopo la sosta di rito, si ritorna in sella verso <strong>Colle dell&#8217;Assietta</strong>. Nuova strada e nuova bellissima sensazione in moto tra panorami fantastici e strade vibranti, che qua e là presentano, però, qualche difficoltà. Da qui si devia per <strong>Bardonecchia</strong>. Seguiamo la <strong>Strada militare 79</strong> lungo il tracciato prima descritto. Attenzione a non premere troppo l’acceleratore perché la via è percorsa sempre da molti trekkers e bikers in MTB.</p>
<p class="">Si sale in alto, quasi a toccare le nuvole, sempre su una via sterrata in paesaggi protetti dalle imponenti e austere montagne dell’Alta Val di Susa. Andando avanti, si mostrano chiare, davanti agli occhi, le rocciose pareti e le grotte dei Saraceni del <strong>monte Seguret</strong>. E, piano piano, fa capolino il panorama sulla <strong>Valfredda</strong>, sulla <strong>cima Galambra</strong> e sul <strong>Monviso </strong>in lontananza. Impossibile non fermarsi per scattare qualche foto. La pendenza è davvero impegnativa, ma per gli amanti dell’adrenalina è un vero toccasana. Il fondo un po&#8217; sconnesso, quindi prudenza nelle curve. La sterrata ci porta a 2.775 metri di quota, in lontananza si intravede il <strong>Forte Jafferau</strong> incastonato tra monti e nuvole: uno spettacolo imperdibile.</p>
<h2 id="h-sentieri-jafferau-avventure-per-tutti-i-gusti" class=""><strong>Jafferau: avventure per tutti i gusti</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/fenil-2259940209.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">La vetta del Jafferau si può raggiungibile tramite un tracciato panoramico che mozza il fiato. La <strong>strada è lunga e molto impegnativa</strong>, veramente ripidissima. Ma la fatica nell’affrontare un sentiero a metà tra asfalto e sterrato viene ricompensata una volta arrivati a destinazione, perché il paesaggio è spettacolare.</p>
<h3 id="h-la-strada-militare-79" class="">La Strada militare 79</h3>
<p class="">Ci sono anche delle alternative al percorso principale, come la <strong>Strada Militare 79</strong>, una delle più battute, costruita per collegare i forti <strong>Fenil</strong>, <strong>Pramand</strong>, <strong>Föens</strong> e <strong>Jafferau</strong>, che avevano il compito di difendere la conca di Bardonecchia. E, poi, si può percorrere la <strong>variante della 79</strong> a partire dall&#8217;alta Val di Susa o anche il tracciato che da Bardonecchia passa per Gleise e arriva a Fregiusia-i Bacini, la località dove si trovano gli impianti sciistici del comprensorio dello Jafferau. Insomma, le alternative per toccare la punta dello Jafferau non mancano, serve “solo” essere pronti alle grandi sfide che la montagna propone. Per i più pigri e i meno allenati, il percorso si può accorciare, affrontando così un dislivello minore. Basta partire dalla località <em><strong>I Bacini</strong></em>, a circa 1.900 metri.</p>
<p class="">Jafferau è la meta perfetta per gli amanti della mountain bike e delle moto. Il giro a due ruote è strepitoso, con percorsi in buono stato e senza particolari difficoltà lungo la strada militare prima citata, che, passando attraverso piccoli e caratteristici centri abitati, porta dritta al forte piemontese sulla sommità dell’omonimo monte.</p>
<p class="">Il brivido per chi è in sella è dato dai diversi <strong>tornanti</strong> che si susseguono e che accompagnano l’escursionista nella salita verso lo Jafferau. La Strada Militare 79 è certamente il tracciato più trafficato, percorso non solo da chi sceglie l’MTB ma anche dai motociclisti e dai turisti che la visitano in jeep. Per questo, è bene prestare sempre massima attenzione, anche per la notevole quantità di polvere che si alza al passaggio dei motori.</p>
<h2>Escursione Chaberton, sul “Tetto di Francia”</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/11/chaberton-1855353853.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il profilo del <strong>Chaberton</strong> si fa notare subito, anche a grande distanza. Non solo per la sua conformazione e l&#8217;imponenza, ma anche per i <strong>resti delle torri</strong> che vi svettano e che sono subito riconoscibili. Chaberton è il desiderio di tutti gli escursionisti, anche di chi è meno atletico. Che sia un’escursione a piedi, in mountain bike, per scii alpinistico o in moto, Chaberton fa gola a tutti.</p>
<p>Diversi i percorsi, a seconda degli obiettivi, che si snodano lungo le ex strade militari d’alta quota, tra vie ferrate, strade sterrate, ripidi tornanti e scavi nelle rocce. Il divertimento e l’adrenalina non mancano: un vero paradiso per gli enduristi, i trekkers e gli escursionisti che cercano tracciati non facili. Il percorso più facile, anche se più lungo, è quello che parte da <strong>Fenils</strong> e segue la <strong>vecchia strada carrozzabile</strong>, oggi percorribile solo a piedi o in mountain bike. Si sale al <strong>Colle dello Chaberton</strong> e, poi, fino in vetta. Altro percorso tra i più battuti è quello che parte da <strong>Claviere</strong> che porta da ovest al Colle dello Chaberton.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A 1850 metri in Piemonte c’è uno degli altopiani più belli d’Italia: è un bellissimo angolo di paradiso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sorgenti di montagna possono far nascere grandi fiumi ed è quello che succede al torrente Stura di Lanzo. Da questo luogo, infatti, viene imbottigliata l'acqua usata per produrre succhi di frutta. Il posto, inoltre, è il punto di partenza di un importante acquedotto che arriva fino alla città di Torino e rifornisce gran parte del capoluogo piemontese. Ma non è finita qui! Quest'acqua va anche nello spazio, poiché fa parte delle forniture della Stazione Spaziale Internazionale. Tutto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le sorgenti di montagna possono far nascere grandi fiumi ed è quello che succede al <strong>torrente Stura di Lanzo</strong>. Da questo luogo, infatti, viene imbottigliata l&#8217;acqua usata per produrre succhi di frutta. Il posto, inoltre, è il punto di partenza di un<strong> importante acquedotto</strong> che arriva fino alla città di <strong>Torino</strong> e rifornisce gran parte del capoluogo piemontese. Ma non è finita qui! Quest&#8217;acqua va anche nello spazio, poiché fa parte delle <strong>forniture della <em>Stazione Spaziale Internazionale</em></strong>. Tutto ciò dimostra quanto sia importante la montagna per la nostra vita, ma ci innesta anche la curiosità di andare a visitare un posto bellissimo: un <strong>vasto pianoro al limite delle Valli di Lanzo</strong>, coronato dalle Alpi. Partiamo per una nuova avventura targata TrueRiders!</p>
<h2>Da Torino al Pian della Mussa in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Prima di partire, c&#8217;è da considerare il periodo del viaggio: nella stagione invernale non è possibile arrivare in moto fino al Pian della Mussa vero e proprio, che è solitamente ricoperto di neve e diventa meta di camminatori con ciaspole oppure di sciatori di fondo. La strada completa si può fare <strong>da maggio a ottobre</strong>, che è il periodo in cui il percorso non subisce interruzioni. La partenza è da<strong> Torino</strong> e il tragitto è semplicissimo, perché occorre seguire nient&#8217;altro che la <strong>Provinciale SP1</strong> <strong>delle Valli di Lanzo</strong>. La via attraversa <strong>Venaria</strong>, costeggia la <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/circa-100-anni-prima-di-caserta-e-nata-quella-che-ancora-oggi-e-considerata-una-delle-regge-piu-belle-al-mondo/">Reggia</a> e il parco <em>La Mandria</em>, arriva a <strong>Lanzo</strong> e sale verso <strong>Ceres</strong>, <strong>Ala di Stura</strong> e, infine, <strong>Balme</strong>. Quest&#8217;ultimo è il comune in cui si trova il <strong>Pian della Mussa</strong>. Arrivato al vasto pianoro, ci sono diversi rifugi dove è possibile rifocillarsi e rilassarsi.</p>
<h2>Il pianoro vicino Balme: un vero e proprio paradiso tra le Alpi</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/balme-pian-della-mussa-1820735702.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Marco Fine / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Il <strong>Pian della Mussa</strong> si trova a un&#8217;altitudine di 1.850 metri s.l.m., sopra il centro abitato di<strong> Balme</strong>. Il pianoro è lungo quasi 3 chilometri ed è frequentato da tanti escursionisti che salgono al <a href="https://www.rifugiogastaldi.com/"><em>Rifugio Gastaldi</em></a> (2.659 m), all&#8217;<em>Uia di Ciamarella</em> (3.676 m) e all&#8217;<em>Uia di Bessanese</em> (3.604 m), perché perfetto per una giornata estiva soleggiata in montagna, per respirare aria fresca.</p>
<h3>Balme, il paese del Pian della Mussa</h3>
<p>Il borgo di Balme, storicamente, è punto di riferimento degli alpinisti, che conoscono le tante vette dei dintorni. L&#8217;<em><strong>Ecomuseo delle Guide Alpine Antonio Castagneri</strong> </em>(Via Capoluogo 139, vicino alla piazza principale) è il luogo che espone oggetti d&#8217;epoca e racconta i tempi in cui i balmesi, abituati a percorrere quotidianamente le montagne dal Pian della Mussa, divennero le prime guide alpine. Le visite si svolgono solo su prenotazione, scrivendo un&#8217;email all&#8217;indirizzo <em>info@comune.balme.to.it</em> oppure chiamando il numero 0123 82902. La<strong> centrale idroelettrica di Balme</strong>, inoltre, è punto strategico dell&#8217;acquedotto inaugurato nel 1922 che arriva fino a Torino.</p>
<h3>Ceres&#8230; da non confondere con la birra</h3>
<p>Sotto Balme e il Pian della Mussa, c&#8217;è <strong>Ceres</strong>, località a 704 metri s.l.m. Non c&#8217;entra nulla con la famosa marca di birra, ma la notizia dell&#8217;omonimia è giunta fino all&#8217;amministrazione del brand danese, che ha organizzato la festa dei 60 anni della Ceres&#8230; proprio a Ceres! Qui da vedere c&#8217;è il <a href="https://comune.ceres.to.it/Luoghi?ID=1909"><em><strong>Museo delle genti delle Valli di Lanzo</strong></em></a>, esposizione storico-etnografica che racconta il passato del territorio.</p>
<h3>Lanzo e il ponte del diavolo che sorveglia Pian della Mussa</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/lanzo-ponte-del-diavolo-1532469134.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Nella valle che culmina al Pian della Mussa, il centro più importante è <strong>Lanzo</strong>, con l&#8217;affascinante <strong>Ponte del Diavolo</strong>. Secondo la leggenda, sarebbe stato il diavolo a costruire il ponte, pretendendo l&#8217;anima del primo a transitare; per ingannarlo venne fatto passare un cagnolino e, dunque, il diavolo si adirò, sbattendo violentemente le zampe sulle rocce e formando le cosiddette &#8220;<em>Marmitte dei Giganti</em>&#8220;. A prescindere dalle credenze popolari, è stato annoverato tra i 30 ponti più belli d&#8217;Italia da una ricerca del quotidiano<em> La Repubblica</em>.</p>
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		<title>Il valico a quota 2300 metri che unisce Italia e Francia sulle Alpi Piemontesi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/il-valico-a-quota-2300-metri-che-unisce-italia-e-francia-sulle-alpi-piemontesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La magia di un percorso di confine tra l'Italia e la Francia, nonché l'esperienza su una delle salite più suggestive dell'arco alpino: questo è il viaggio alla scoperta del Colle della Lombarda. Si tratta di un tratto decisamente sfidante in Piemonte (e non in Lombardia come il nome lascerebbe credere), dal momento che raggiunge picchi di pendenza di addirittura il 14%. Questo valico alpino si trova nel bel mezzo della Val del Cistiglione, è uno dei principali punti di collegamento tra ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=""><span style="font-weight: 400;">La magia di un percorso di confine tra l&#8217;Italia e la Francia, nonché l&#8217;esperienza su una delle salite più suggestive dell&#8217;arco alpino: questo è il viaggio alla scoperta del </span><b>Colle della Lombarda</b><span style="font-weight: 400;">. Si tratta di un tratto decisamente sfidante in</span><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/"> <span style="font-weight: 400;">Piemonte</span></a><span style="font-weight: 400;"> (e non in</span><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/"> <span style="font-weight: 400;">Lombardia</span></a><span style="font-weight: 400;"> come il nome lascerebbe credere), dal momento che raggiunge picchi di pendenza di addirittura il 14%. </span><span style="font-weight: 400;">Questo valico alpino si trova nel bel mezzo della </span><b>Val del Cistiglione</b>, <span style="font-weight: 400;">è uno dei principali punti di collegamento tra l’Italia e la Francia e risale a tempi alquanto recenti. Fu, infatti, realizzato dai transalpini in seguito alla costruzione del vicino comprensorio sciistico francese di Isola 2000; fino a quel momento, nel 1947, il passo si trovava interamente in territorio nostrano. </span><span style="font-weight: 400;">Oggi vi proponiamo un itinerario che attraversa il Colle della Lombarda in moto fino <strong>al comune transalpino d’Isola</strong>, partendo da </span><b>Vinadio</b><span style="font-weight: 400;">, in piena Val di Stura. </span></p>
<h2 id="h-colle-della-lombarda-in-moto-l-itinerario" class=""><b>Colle della Lombarda in moto. L&#8217;itinerario</b></h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d91457.86232503223!2d7.031819401840807!3d44.24704503320737!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x12cd035e4b9ef36f%3A0x1dcbf49be5f9774b!2sVinadio%2C%20CN!3m2!1d44.3077779!2d7.1764392!4m5!1s0x12cd01c31076388b%3A0x7db4559aa860e8be!2sSantuario%20Sant'Anna%20di%20Vinadio%2C%2012010%20Vinadio%20CN!3m2!1d44.2320585!2d7.1055592!4m5!1s0x12cd00ef1a9390df%3A0x1d0819a71ab62670!2sColle%20della%20Lombarda%2C%20Isola%2C%20Francia!3m2!1d44.202222!2d7.150277999999999!4m5!1s0x12ccff8020e0fbbd%3A0xf2b70ad3b5e6804f!2sIsola%2C%20Francia!3m2!1d44.186602!2d7.0527169999999995!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1719236316500!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-itinerario" class=""><b>Percorso</b></h3>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Partiamo da <strong>Vinadio</strong> imboccando </span>Via Roma/SS21<span style="font-weight: 400;"> verso Via Goletta. Svoltiamo a sinistra e prendiamo la </span><b>SP255</b><span style="font-weight: 400;"> mantenendo la destra; proseguiamo finché ci troviamo il <strong>Santuario Sant&#8217;Anna di Vinadio</strong> sullo stesso lato. Arriviamo al luogo di culto dopo 30 minuti e diverse curve. Da qui continuiamo verso SP255 mantenendo la sinistra. Per prendere la </span><b>SS21</b><span style="font-weight: 400;"> svoltiamo a destra e, poi, di nuovo a destra per la </span><b>SP337</b><span style="font-weight: 400;">. Imbocchiamo Via I Maggio/SS21 e alla rotonda ci manteniamo su </span><b>SS21</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Svoltiamo a sinistra su </span><b>SP121</b><span style="font-weight: 400;"> e imbocchiamo di seguito </span><b>SP23</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>SP41</b><span style="font-weight: 400;">. Dopo una rotonda ci immettiamo su </span>Via Guglielmo Marconi/SP298<span style="font-weight: 400;">. Continuiamo su <strong>SP298</strong> fino alla rotonda e prendiamo la terza uscita su </span>Via Villafalletto/SP25<span style="font-weight: 400;">. Imbocchiamo </span><b>SP161</b><span style="font-weight: 400;"> e alla rotonda </span><b>SP156</b><span style="font-weight: 400;">, successivamente <strong>SP155 </strong>e <strong>SP25</strong>, fino a </span>Via dell&#8217;Abbazia/SP298<span style="font-weight: 400;">. Al bivio prendiamo </span>Via Cuneo/SP41<span style="font-weight: 400;"> sulla destra e, poi, svoltiamo a sinistra su </span>Via Borgo S. Dalmazzo/SP23<span style="font-weight: 400;">. Continuiamo su </span><b>SP23</b><span style="font-weight: 400;"> e alla rotonda su </span><b>SS21</b><span style="font-weight: 400;">. Giriamo a sinistra su </span><b>SP25</b><span style="font-weight: 400;"> seguendo le indicazioni per <em>Colle Lombarda/S. Anna/Pratolungo.</em> La SP255 svolta a sinistra e diventa </span><b>M97 in territorio francese</b>. <span style="font-weight: 400;">Continuiamo per alcuni chilometri e parecchi tornanti su questa strada, fino a </span><b>Place Jean Gaissa</b><span style="font-weight: 400;">. In poco più di due ore giungiamo a </span><b>Isola</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<h2 id="h-colle-lombarda-cosa-vedere" class=""><b>Curiosità sulle tappe lungo il Colle della Lombarda</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/vinadio-2306325313.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Lungo l&#8217;itinerario troverete una straordinaria sorpresa: il </span><a href="https://www.santannadivinadio.it/"><b>Santuario di Sant’Anna</b></a><span style="font-weight: 400;">, famoso per essere uno dei più alti d’Europa. Questo luogo di culto sorge, infatti, a 2.020 metri, a due passi dal cielo. Dalla balconata antistante il santuario possiamo ammirare le vette più affascinanti delle Alpi Marittime: la <strong>Punta Maladecia</strong>, la <strong>Testa Gias dei Laghi</strong>, il <strong>Monte Aver</strong>, la <strong>Cima della Lombarda</strong>. Le origini del santuario risalgono intorno al XI secolo, quando rappresentava un ostello per i viandanti e i pellegrini diretti a Roma. Completato sul finire del XVII secolo, il santuario e la leggenda dell&#8217;apparizione alla pastorella influenzarono il diffondersi del culto di Sant&#8217;Anna. L&#8217;edificio</span><span style="font-weight: 400;"> sorge nell&#8217;omonima frazione del comune di </span><b>Vinadio</b><span style="font-weight: 400;">, in provincia di Cuneo. Si tratta di una località comodamente raggiungibile dalla </span>SP25 <span style="font-weight: 400;">e noi la incontriamo all’incirca dopo 17 chilometri dalla partenza, tra curve della via maestra del nostro itinerario in moto sul Colle della Lombarda. A Vinadio merita sicuramente una tappa la <strong>fortezza</strong>, simbolo della città. Il </span><b>Forte Albertino</b><span style="font-weight: 400;"> rappresenta uno dei più pregevoli esempi di architettura militare dell&#8217;intero arco alpino e conta circa 1.200 metri di lunghezza, con 10 chilometri di camminamenti. </span></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Nonostante il nome del comune di <strong>Isola</strong> faccia pensare al mare, è evidente che il borgo in territorio francese sorga sulle Alpi, più precisamente a 870 metri di altitudine. Il villaggio di circa 800 abitanti si trova al confine con l&#8217;Italia, in una vallata alla confluenza dei Tinée Tinée e del Guerche, nei pressi del </span><b>Parco del Mercantour</b><span style="font-weight: 400;">. La chiesa barocca, tesoro della cittadina, vanta ben sei altari, mentre camminando per il borgo potete scoprire gli antichi spazi comuni destinati al lavaggio, ancora in perfette condizioni, e i mulini per il grano. </span></p>
<h3 id="h-colle-della-lombarda-aperto-o-chiuso" class=""><b>Quando apre il Colle della Lombarda?</b></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-2704620683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Come la maggior parte dei valichi alpini, anche il Colle della Lombarda è sottoposto a <strong>chiusure</strong> <strong>invernali</strong>, per scongiurare i pericoli dovuti alle precipitazioni nevose e soprattutto al ghiaccio che si forma sull&#8217;asfalto. Intorno a maggio e giugno, il valico viene aperto, ma ogni anno la data cambia a seconda delle condizioni meteo. Per questo prima di mettervi in moto, anche nei mesi primaverili ed estivi, vi consigliamo di consultare le</span> <span style="font-weight: 400;"><a href="http://webgis.arpa.piemonte.it/bancadatimeteo/php/meteo.php?CODTOT=004248900" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condizioni metereologiche</a> al Passo Lombarda.</span></p>
<h2 id="h-dove-mangiare-al-passo-della-lombarda" class=""><b>Dove mangiare al Passo della Lombarda</b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/05/colle-della-lombarda-1820521346.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class=""><span style="font-weight: 400;">Al confine tra Francia e Italia non possiamo che abbandonarci a un duello all&#8217;ultima forchetta. Ecco allora tre ristoranti a cavallo del Colle della Lombarda in cui assaporare le cucine locali dei due paesi. </span><a href="https://www.mizogoo.fr/pdfmenu/institution/YVvD2hteji05Gg4LoUe9"><em><b>L&#8217;Avalanche presso Isola 2000 </b></em></a><span style="font-weight: 400;">è un tipico ristante alpino. Dal momento che ci troviamo in territorio francese, è da non perdere la raclette e il piatto misto con salumi e camembert caldo con patate bollite. Il</span><b> <a href="https://rifugiodahu.com/"><em>Rifugio Dahu de Sabarnui</em> </a></b>a Vinadio è pronto ad accogliervi in un panorama alpino mozzafiato; qui non potete esimervi dal provare  la polenta Dahu, con tre &#8220;assaggi&#8221; conditi con spezzatino, formaggio e salsiccia. <a href="http://www.latanadellamarmotta.it/"><em><strong>La Tana della Marmotta</strong></em></a> a Vinadio, infine, offre un menù con il meglio della cucina piemontese. Già dagli antipasti saprà stupirvi con verdure e fonduta e i tajarin burro e salvia.</p>
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		<title>Si mangia bene e si vive meglio: queste colline del Nord Italia nascondono un tesoro di castelli, vigneti e grandi tavolate</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/si-mangia-bene-e-si-vive-meglio-queste-colline-del-nord-italia-nascondono-un-tesoro-di-castelli-vigneti-e-grandi-tavolate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’itinerario in moto lungo le terre del Monferrato permette di scoprire paesaggi di un territorio che, nel 2014, l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di una zona di forte rilevanza storica e culturale, dove sono presenti suggestivi borghi fortificati che proteggevano le comunità dalle possibili incursioni straniere. Il Monferrato vanta, inoltre, itinerari enogastronomici da non perdere; le colline tra Casale Monferrato, Asti e Chivasso, infatti, sono note per la ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/si-mangia-bene-e-si-vive-meglio-queste-colline-del-nord-italia-nascondono-un-tesoro-di-castelli-vigneti-e-grandi-tavolate/">Si mangia bene e si vive meglio: queste colline del Nord Italia nascondono un tesoro di castelli, vigneti e grandi tavolate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’itinerario in moto lungo le terre del <strong>Monferrato</strong> permette di scoprire paesaggi di un territorio che, nel 2014, l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di una zona di forte rilevanza storica e culturale, dove sono presenti <strong>suggestivi borghi fortificati</strong> che proteggevano le comunità dalle possibili incursioni straniere. Il Monferrato vanta, inoltre, itinerari enogastronomici da non perdere; le colline tra Casale Monferrato, Asti e Chivasso, infatti, sono note per la produzione di<strong> vini prestigiosi</strong>. Quest&#8217;area è perfetta per essere percorsa su due ruote, in quanto presenta morbide colline e strade che curvano in ampiezza con un saliscendi leggero. Numerosi sono anche i rettilinei che tagliano le campagne coltivate. Si tratta, dunque, di un percorso non particolarmente impegnativo. Pronti a partire con TrueRiders?</p>
<h2>Monferrato in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m70!1m12!1m3!1d180306.4385191271!2d8.069007346935617!3d45.0799505670412!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m55!3e0!4m5!1s0x4787a55912cb9c59%3A0xe497822eb86e5607!2s15033%20Casale%20Monferrato%20AL!3m2!1d45.131608799999995!2d8.450503!4m5!1s0x4787b09af62a36ab%3A0x405e67d473cbd50!2sConiolo%2C%20AL!3m2!1d45.1563376!2d8.3814216!4m5!1s0x4787b9e3eaa2d9f1%3A0x9e021de5f7a89437!2sPontestura!3m2!1d45.142463899999996!2d8.3359531!4m5!1s0x4787b8e50d8abd67%3A0xbb12c030990b8507!2sSerralunga%20di%20Crea%2C%20AL!3m2!1d45.0999707!2d8.2837295!4m5!1s0x4787bf10e3ef5af9%3A0x71aa276a4792fe2f!2sMoncalvo!3m2!1d45.0472445!2d8.267009!4m5!1s0x4787e9e3fbb648e7%3A0x27dde3c187c4b9b8!2sMontechiaro%20d'Asti%2C%20AT!3m2!1d45.006244699999996!2d8.1109937!4m5!1s0x4787e7d0056a9a4b%3A0x5228bf3ee39649fd!2sMontafia%2C%20AT!3m2!1d44.9890584!2d8.0258275!4m5!1s0x4787dc201b2d7e2d%3A0x9282cc1b4c62a3e8!2sAlbugnano%2C%20AT!3m2!1d45.076522399999995!2d7.968621799999999!4m5!1s0x4787dca21d2aeec9%3A0xebea93e9e58e7d54!2sCocconato!3m2!1d45.0861556!2d8.042154!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1570524412230!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>L’itinerario in moto nel Monferrato parte da <strong>Casale</strong>, sulla sponda sud del Po. <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-vera-capitale-del-monferrato-e-la-citta-inespugnabile-dal-centro-storico-di-fascino-barocco/"><strong>Casale Monferrato</strong></a> è una cittadina che, intorno al ‘400, è stata capitale del Marchesato omonimo. Il suo centro storico è di una bellezza straordinaria e vanta, oltre a edifici storici civili importanti, un capolavoro architettonico religioso come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sinagoga_di_Casale_Monferrato"><strong>Sinagoga Degli Argenti</strong></a>. Era una piazzaforte dei <strong>Gonzaga</strong> che fu sottoposta a ben quattro assedi, nel XVII secolo, da parte di spagnoli e francesi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/04/casale-monferrato-1814440622.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/04/casale-monferrato-1814440622.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/04/casale-monferrato-1814440622.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/04/casale-monferrato-1814440622.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il viaggiatore che percorre le strade di Casale Monferrato avrà l’impressione di visitare una città ottocentesca, anche in virtù della piazza con i portici, la <strong>Torre Civica</strong> e la <strong>statua di Carlo Alberto a cavallo</strong>. Nel centro storico, i casalesi amano trascorrere i giorni di festa seduti a un caffè o passeggiando nella piazza. Merita una visita anche il <strong>Duomo</strong>, meglio conosciuto come<strong> Cattedrale di Sant&#8217;Evasio</strong>, alle spalle della piazza; fu edificato intorno al 1100 e rifatto nel XIX secolo.</p>
<p>Lungo via Mameli si possono ammirare gli edifici costruiti nel XV secolo, giungendo in via Cavour, dove si trova il chiostro di Santa Croce, eretto nel XV secolo e oggi sede di un museo civico. Per i motociclisti che si trovano da queste parti la seconda domenica del mese, segnaliamo il <strong>mercato dell’antiquariato nei pressi del castello</strong>.</p>
<p>Dopo aver visitato Casale, si risale in sella verso <strong>Coniolo</strong>, percorrendo una strada secondaria che, tra anse non troppo impegnative, conduce nello scenario suggestivo della <strong>campagna del Monferrato</strong>. Si affronta un saliscendi lungo le colline che svelano gentili rilievi verdeggianti e vedute luccicanti del sole che si riflette nel Po. Percorrendo la SP455 (non particolarmente impegnativa), si raggiunge <strong>Pontestura</strong>, da cui ci si inoltra in una vallata che si restringe man mano che si affronta il rettilineo, fino a giungere in una zona costeggiata da colline più alte e immersa nel bosco.</p>
<h3>Dal Sacro Monte di Crea a Montechiaro</h3>
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<p>Si svolta in direzione di <strong>Serralunga</strong>, raggiungendo il <a href="http://sacrimonti.org/sacro-monte-di-crea"><strong>Sacro Monte di Crea</strong></a>, attraverso una strada più stretta. Il santuario ha 5 romitori e 23 cappelle e fu eretto nel Seicento come luogo di preghiera, in contrapposizione alla Riforma Luterana. Le cappelle in origine erano visibili, mentre oggi sono nascoste nel bosco, ma conservano ancora le statue in terracotta con immagini dei misteri del rosario.</p>
<p>Tornando sulla strada principale, la direzione è quella per <strong>Cereseto</strong> e poi <strong>Ottiglio</strong>. I motociclisti sono particolarmente affezionati a questo tragitto perché si dipana lungo strade strette che si arrampicano sulle colline, prima di sboccare sulla SP31 che sale sino a <strong>Moncalvo</strong>. Quest&#8217;ultimo borgo offre un bellissimo panorama sulla pianura sottostante, che conduce lo sguardo verso la città di Asti. Il centro storico di Moncalvo merita una &#8220;breve&#8221; passeggiata a piedi, anche perché detiene il primato di &#8220;<strong><em>città più piccola d’Italia</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Il <strong>rettilineo</strong> che taglia il territorio in direzione di Asti è suggestivo, in quanto le colline tornano basse e ci si ritrova nella veduta ormai familiare della campagna del Monferrato, coltivata a viti e cereali. Il viaggio è caratterizzato da stradine che si immergono nella campagna verdeggiante, come quella che arriva a <strong>Montechiaro</strong>, la cui chiesa romanica merita una visita, oppure quella per <strong>Cortazzone</strong>, che attraversa prati e boschi. La cittadina viene annunciata dal suo trecentesco castello costruito con mattoni rossi.</p>
<h3>Da Montafia a Cocconato, lungo le strade più belle del Monferrato</h3>
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<p>Si prosegue per <strong>Montafia</strong>, un piccolo paese dove sono ancora visibili gli imponenti bastioni che sorreggevano il castello medievale. Sempre sulla strada c’è un bivio che conduce alla <strong>chiesa romanica di San Secondo</strong>, edificio religioso dell’XI secolo, al cui interno ci sono capitelli decorati con figure di animali fantastici.</p>
<p>La marcia riprende verso <strong>Castelnuovo Don Bosco</strong>, dove nacque il prete che fondò l’ordine dei Salesiani. La cittadina viene denominata &#8220;<em><strong>terra di santi e di vini</strong></em>&#8220;, perché qui si producono il <strong><em>Malvasia</em> </strong>e il <strong><em>Freisa</em></strong>. Si prosegue lungo la SP458 per <strong>Albugnago</strong>, raggiungendo <strong>Vezzolano</strong>, famosa per la sua abbazia in stile gotico-romanico, l&#8217;<strong>Abbazia Santa Maria di Vezzolano</strong>, uno dei monumenti più importanti di tutto il Piemonte. Il chiostro all’interno del monastero benedettino presenta affreschi del Trecento, mentre nella chiesa spiccano dei preziosi bassorilievi che raffigurano i profeti.</p>
<p>Tornando verso Albugnano, si percorre la N458, caratterizzata da curve e controcurve spettacolari. Dopo questo intermezzo assolutamente imperdibile per gli appassionati delle due ruote, si può imboccare prima la SP74 e poi tornare nuovamente sulla SP458, che conduce a <strong>Cocconato</strong>, per poi fare ritorno al punto di partenza, <strong>Casale Monferrato</strong>. L’ultimo tratto di strada è lungo una quarantina di chilometri: si tratta di un piacevole <strong>rettilineo che corre tra colline e paesaggi di campagna</strong>.</p>
<h2>Consigli utili per viaggiare nel Monferrato in moto</h2>
<p>L’itinerario motociclistico nel Monferrato è caratterizzato da paesaggi verdeggianti, campi coltivati a vite e strade con pendenza media. Non si tratta di un percorso particolarmente difficile, per cui può andar bene qualunque tipo di moto, anche se il consiglio è di viaggiare con una cilindrata di almeno 250 cc.. La maggior parte delle strade è asfaltata, dunque l’importante è che il mezzo abbia ricevuto la giusta manutenzione e che le gomme siano in buone condizioni. Il <strong>limite di velocità</strong> sulle strade provinciali secondarie, come la SP455 e la SP457, è di 90 km/h, mentre sulla SP31 e la SP78 è di 70Km/h.</p>
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		<title>Questo valico alpino a quasi 2000 metri separa le Alpi Marittime dalle Alpi Liguri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Colle di Tenda è uno dei passi alpini meno elevati tra Francia e Italia. Per questo motivo, è sempre stato, fin dai tempi antichi, un importante nodo di comunicazione tra i due paesi, lungo la cosiddetta via del Sale, uno dei tratti più belli e suggestivi da percorrere in moto. Si tratta di un percorso storico che permetteva il collegamento con il mare, dove arrivavano le merci e, appunto, il sale, il prezioso minerale che veniva trasportato a dorso di mulo attraverso i monti. Ci troviamo ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Colle di Tenda</strong> è uno dei passi alpini meno elevati tra Francia e Italia. Per questo motivo, è sempre stato, fin dai tempi antichi, un importante nodo di comunicazione tra i due paesi, lungo la cosiddetta <strong>via del Sale</strong>, uno dei tratti più belli e suggestivi da percorrere in moto. Si tratta di un percorso storico che permetteva il collegamento con il mare, dove arrivavano le merci e, appunto, il sale, il prezioso minerale che veniva trasportato a dorso di mulo attraverso i monti. Ci troviamo in provincia di <strong>Cuneo</strong>, in un punto d’incontro di tradizioni, turismo e cultura, che grazie a un itinerario in moto può essere scoperto in tutta la sua bellezza. Partiamo per questa nuova avventura?</p>
<h2><strong>Colle di Tenda in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
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<h3><strong>Percorso</strong></h3>
<p>L’itinerario proposto in moto che tocca le vette del <strong>Colle di Tenda</strong>, passa per la <strong>Via del Sale </strong>più famosa, quella che unisce <strong>Limone </strong>a<strong> Monesi di Triora</strong>, percorribile pagando un <a href="https://www.altaviadelsale.com/ita/termini-e-condizioni#:~:text=La%20tariffa%20di%20ogni%20ingresso,prescelto%20in%20fase%20di%20acquisto.">pedaggio di 15 euro</a>, una piccola cifra che garantisce la conservazione del sentiero e la tutela del territorio. Il percorso da seguire è ad anello fino ad arrivare in territorio francese, a <strong>Bosco delle Navette</strong>.</p>
<p>Dal punto di partenza, Limone Piemonte, si sale a Colle di Tenda tramite la <em>SP20</em>, da dove imboccare il tunnel che, poi, diventa la <em>statale francese D62204</em>. Dalla vetta si riscende per proseguire su un percorso ad anello sulla SP20 prima e la SP259 dopo. Lungo il tragitto, è possibile fare una deviazione verso<strong> Cuneo</strong>, per visitare la Cattedrale e il Palazzo della Torre. Si prosegue verso la Francia passando per<strong> Bagnasco</strong>, con il suo caratteristico centro storico e le diverse chiese antiche, nonché le innumerevoli bellezze naturalistiche.</p>
<p>Da qui si parte alla volta di <strong>Monesi di Triora</strong>, in<strong> Liguria</strong>, un paese pittoresco inserito tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em>, con le viuzze, i cortili segreti e i monumenti di grande valore, come la chiesa di San Bernardino del XV secolo. Non resta che passare il confine per arrivare in Francia e raggiungere la destinazione finale: <strong>Bosco delle Navette</strong>.</p>
<h2><strong>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Colle di Tenda</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/03/colle-di-tenda-2327956259.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/03/colle-di-tenda-2327956259.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/colle-di-tenda-2327956259.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/colle-di-tenda-2327956259.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Con i suoi <strong>1.871 metri</strong> <strong>d’altezza</strong>, Colle di Tenda separa le <strong>Alpi Liguri</strong> dalle <strong>Alpi Marittime</strong>. Il traforo stradale del Colle, 3.182 metri di galleria, venne ultimato nel 1882, mentre nel 1898 fu completato il traforo ferroviario, molto più lungo. Raggiungere oggi la vetta del Colle di Tenda è sicuramente <strong>più facile dal versante italiano che non da quello francese</strong>, infatti la strada che porta a Limonetto è asfaltata interamente, a partire dall’ultimo chalet prima della frontiera. L’altro versante che porta a Vievola è, invece, caratterizzato da una strada più ripida, ridotta a una mulattiera che copre un dislivello di 800 metri, con 48 tornanti percorribili fuoristrada.</p>
<h3><strong>Colle di Tenda: informazioni utili e ristoranti dove fermarsi</strong></h3>
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<p>Cosa rende una gita in moto davvero completa? L’adrenalina e il panorama mozzafiato svolgono certamente un ruolo essenziale, ma anche una buona pausa pranzo non è da sottovalutare. Tra i ristoranti, consigliamo lo <em><a href="http://www.chaletlemarmotte.com/"><strong>Chalet Le Marmotte</strong></a></em>, nel cuore di Colle di Tenda, che propone cucina tradizionale e ha un&#8217;ampia scelta anche di piatti vegetariani e senza glutine.</p>
<p>Allontanandoci un po&#8217;, <a href="https://www.macmiche.it/"><em><strong>Mac Miche</strong></em></a>, a Limone Piemonte, sorge a circa cinque chilometri di distanza dal Colle di Tenda. Il menù sa accontentare tutti e contempla piatti italiani, europei (più genericamente mediterranei), ma anche vegetariani e senza glutine. Il ristorante è tappa fissa per moltissimi appassionati trekkers e bikers.</p>
<p>Voglia di osteria? Allora l’<a href="https://www.osteriailbagatto.it/"><em><strong>Osteria Il Bagatto</strong></em></a> è il locale che fa per voi. Arredi tradizionali creano un’atmosfera accogliente e tipicamente di montagna; una cucina tradizionale italiana che, però, strizza l’occhio a qualche rivisitazione sarà pronta a deliziare le vostre papille gustative e verrete accolti da un personale cordiale.</p>
<p>Scopri la<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/alpi-italo-francesi/"> bellezza delle Alpi Italo Francesi</a>.</p>
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		<title>L’incredibile via panoramica del Piemonte è una strada di appena 26 chilometri che risale agli anni ’30</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/lincredibile-via-panoramica-del-piemonte-e-una-strada-di-appena-26-chilometri-che-risale-agli-anni-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi proponiamo uno dei percorsi più belli del Piemonte, che offre una vista stupenda sulle Alpi biellesi e permette di scoprire la bellezza naturalistica dell’Oasi Zegna. Se non avete ancora intrapreso la Panoramica Zegna in moto, vi consigliamo di programmarla appena possibile. Ecco l’itinerario con tutti i dettagli, bisogna solo accendere il motore e partire!  Panoramica Zegna in moto. L’itinerario La Panoramica Zegna inizia a Villanova Biellese e termina a Bocchetto di Sessera ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/lincredibile-via-panoramica-del-piemonte-e-una-strada-di-appena-26-chilometri-che-risale-agli-anni-30/">L’incredibile via panoramica del Piemonte è una strada di appena 26 chilometri che risale agli anni ’30</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Oggi vi proponiamo uno dei percorsi più belli del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/ai-piedi-del-gran-paradiso-si-apre-una-vallata-di-meraviglia-dove-scoprire-alcuni-degli-angoli-piu-belli-del-piemonte/">Piemonte</a>, che offre una vista stupenda sulle <strong>Alpi biellesi</strong> e permette di scoprire la bellezza naturalistica dell’Oasi Zegna. Se non avete ancora intrapreso la <strong>Panoramica Zegna in moto</strong>, vi consigliamo di programmarla appena possibile. Ecco l’itinerario con tutti i dettagli, bisogna solo accendere il motore e partire!</p>
<h2 id="h-panoramica-zegna-in-moto-l-itinerario" class="">Panoramica Zegna in moto. L’itinerario</h2>
<p>La Panoramica Zegna inizia a <strong>Villanova Biellese</strong> e termina a <strong>Bocchetto di Sessera</strong> (SP232). Anche il breve tratto successivo verso la Valle Cervo (SP115), tuttavia, assume il nome di Panoramica Zegna.  L’itinerario di TrueRiders è ad anello: consente di percorrere l’intera tratta, facendo ritorno al punto di partenza (passando per Biella). Arrivare a Villanova Biellese è semplice, perché si trova in corrispondenza dell’<strong>uscita autostradale di Carisio</strong>, sull’autostrada A4 Torino-Milano.</p>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d178733.81064651784!2d7.957211427116157!3d45.576153644271145!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47863ac3d958b195%3A0xb6bd0c378bad5e9a!2sVillanova%20Biellese%2C%20BI!3m2!1d45.4819673!2d8.192793!4m5!1s0x47861e36e5160057%3A0xc1cfd83a63cbf107!2sBocchetto%20di%20Sessera%2C%20Tavigliano%2C%20BI!3m2!1d45.664167!2d8.062778!4m5!1s0x4788a16cdb3ccd5f%3A0x642571df2f0e2406!2s13815%20Rosazza%20BI!3m2!1d45.6754095!2d7.975665599999999!4m5!1s0x47863ac3d958b195%3A0xb6bd0c378bad5e9a!2sVillanova%20Biellese%2C%20BI!3m2!1d45.4819673!2d8.192793!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1632401077261!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_end">﻿</span></iframe></p>
<h3 id="h-percorso-panoramica-zegna" class="">Percorso</h3>
<p class="">Da<strong> Villanova Biellese</strong> prendete la SP230 in direzione dell’autostrada e, alla rotonda, la seconda uscita; da qui inizia la Panoramica Zegna. In alternativa, se arrivate dall’uscita autostradale di Carisio, prendete la prima uscita in direzione Cossato e continuate sulla <strong>SP232</strong>, attraverso Mottalciata, Castellengo, Cossato, Quargnasco, Bertola.</p>
<p class="">Dopo aver attraversato il corso del torrente Strona, presso <strong>Bertola</strong>, la strada inizia a salire e ad attorcigliarsi tra <strong>curve e tornanti</strong>. A <strong>Trivero</strong> troverete punti panoramici, aree picnic e, soprattutto, l’ingresso principale dell’<strong>Oasi Zegna</strong>, che è un territorio assolutamente da esplorare. Continuando sulla Panoramica Zegna, il punto di maggior altitudine che troverete è <strong>Bielmonte</strong>, a 1.500 metri. Poco dopo arriverete a <strong>Bocchetto di Sessera</strong> (1.373 metri), dove la strada cambia denominazione da SP232 a SP115. Una volta giunti a <strong>Rosazza</strong>, la strada panoramica sull’Oasi è completata e, per tornare al punto di partenza, dovrete girare a sinistra sulla SS100 in direzione Biella, costeggiando il torrente Cervo. Attraversata la città, il percorso continua sulla SP230 fino a <strong>Villanova Biellese</strong>, per concludere il giro ad anello.</p>
<h2 id="h-tutto-ci-che-devi-sapere-sulla-panoramica-zegna" class="">Tutto ciò che bisogna sapere sulla Panoramica Zegna</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/03/panoramica-zegna-2210486353.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/03/panoramica-zegna-2210486353.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/panoramica-zegna-2210486353.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/panoramica-zegna-2210486353.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">La Panoramica Zegna è una strada di 26 chilometri, nella <strong>provincia di Biella</strong> (Piemonte), inaugurata il 10 dicembre 1938. Nata come strada statale gestita dall’ANAS, nel tempo è stata riclassificata come <em>Strada Regionale</em> fino a diventare <em><strong>Strada Provinciale SP232</strong></em>.  La sua realizzazione si deve al sostegno economico di <strong>Ermenegildo Zegna</strong>, imprenditore biellese del tessile e della moda, attivo nel settore dell&#8217;abbigliamento di lusso maschile. L’azienda Ermenegildo Zegna è oggi nota e apprezzata a livello internazionale, continua a essere guidata dalla famiglia e contribuisce alla diffusione nel mondo dell’eccellenza tessile biellese.</p>
<p class="">L’intento del visionario imprenditore era di <strong>collegare i territori del biellese</strong>, instaurando un rapporto positivo con la comunità. Con lo stesso obiettivo, ha avviato uno straordinario piano di riqualificazione ambientale del territorio: l’<a href="https://www.oasizegna.com/it/"><strong><em>Oasi Zegna</em></strong></a>. Negli anni Trenta, infatti, Ermenegildo Zegna ha realizzato una monumentale opera di rimboschimento, per un totale di 100 chilometri quadrati, che si estende dalle pendici delle montagne attorno al lanificio di Trivero fino a Valle Cervo, sulle Alpi biellesi. Nel 1993 su questo territorio fu istituito il parco naturale<em> Oasi Zegna</em>, ad accesso libero e gratuito, che offre ai visitatori e alle famiglie la possibilità di vivere un’esperienza totalmente immersa nella natura, con escursioni, pernottamenti, attività organizzate e gite in bici.  La strada Panoramica Zegna costeggia l’Oasi e tocca i punti di partenza di molti <strong>sentieri naturalistici</strong>; se avete un intero weekend a disposizione, il trekking è un’ottima idea per vivere appieno questo paradiso naturale in Piemonte.</p>
<h3 id="h-cosa-vedere-e-cosa-fare-a-zegna" class="">Cosa vedere lungo il sentiero</h3>
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<p class="">Durante questo itinerario in moto, si incontrano diversi comuni e frazioni e, soprattutto nei mesi meno caldi, si può assistere a un rapido cambio di condizioni ambientali e di panorami, dal verde del fondovalle fino al bianco dei monti innevati. Sulla Panoramica Zegna consigliamo di fermarvi presso uno dei tanti <strong>belvedere e punti panoramici</strong> per scattare qualche foto e conservare le immagini di questi luoghi. In particolare, suggeriamo di fare una gita in seggiovia al <strong><a href="http://www.montemarca.it/"><em>Rifugio Monte Marca</em></a> di Bielmonte</strong>, con un elettrizzante ritorno in discesa in bob, e di percorrere i <strong>sentieri da trekking in Alta Valsessera</strong>. Tra essi, segnaliamo la <strong>salita alla Rocca d’Argimonia</strong>, al confine tra Valle Sessera e Valle Strona di Mosso, oppure la <strong>passeggiata del Bosco del Sorriso</strong>, ma l’Oasi Zegna conta ben 26 sentieri naturalistici tra cui scegliere. In inverno, poi, nonostante le possibilità di attività ed escursioni siano più limitate, questa strada vi ricompenserà con scenari imbiancati da favola.</p>
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		<title>È la strada dell’ultima grande impresa di Marco Pantani: tutti gli amanti delle due ruote passano da qui almeno una volta</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-la-strada-dellultima-grande-impresa-di-marco-pantani-tutti-gli-amanti-delle-due-ruote-passano-da-qui-almeno-una-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le valli piemontesi non ci deludono mai, e tra eventi famosi, curve e imprese ciclistiche ci sono dei luoghi che hanno molte storie da raccontare. Questo percorso di montagna rappresenta la via di comunicazione principale tra la Valle Grana e il Vallone d'Arma ed è in prossimità di luoghi famosi come il Santuario di San Magno, ma soprattutto è legato a una delle ultime grandi imprese sportive di Marco Pantani. Se ancora non l'avevate capito, stiamo parlando del Colle Fauniera, il colle ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Le valli piemontesi non ci deludono mai, e tra eventi famosi, curve e imprese ciclistiche ci sono dei luoghi che hanno molte storie da raccontare. Questo percorso di montagna rappresenta la via di comunicazione principale tra la Valle Grana e il Vallone d&#8217;Arma ed è in prossimità di luoghi famosi come il <strong>Santuario di San Magno</strong>, ma soprattutto è legato a una delle ultime grandi imprese sportive di <strong>Marco Pantani</strong>. Se ancora non l&#8217;avevate capito, stiamo parlando del <strong>Colle Fauniera</strong>, il colle piemontese che sale fino a 2500 metri e che regala degli straordinari paesaggi sulle Alpi di confine. Pronti a scoprirlo insieme?</p>
<h2 id="h-cosa-sapere-sul-colle-fauniera" class="">Un colle che fa per te (e per tre)</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2016/08/colle-fauniera_1805516731.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p class="">La salita del Colle Fauniera ha una <strong>lunghezza</strong> di circa 22,5 chilometri, nel tratto da Pradlèves (822 m s.l.m.) alla vetta (2511 m s.l.m.). Complessivamente, la pendenza media è intorno al <strong>9% </strong>ma raggiunge il picco dell&#8217;<strong>11,4% </strong>proprio nei pressi del Santuario di San Magno. La strada è chiusa da novembre ad aprile, e in generale con condizioni meteo molto proibitive. D&#8217;estate è invece un percorso amatissimo, anche grazie alla possibilità, in un solo colpo, di percorrere anche <strong>Valcavera </strong>ed <strong>Esischie</strong>, altri due colli davvero niente male tra le Alpi del Piemonte.</p>
<p class="">Ma buona parte della fama del Colle Fauniera è legata al <strong>Giro d&#8217;Italia</strong>. Nonostante l&#8217;intensità del percorso raramente il Colle Fauniera è stato scelto come tappa, anche solo di passaggio. Lo fu, invece, nel 1999, anno dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia_1999" target="_blank" rel="noopener"><strong>impresa compiuta da Marco Pantani</strong></a> che si prese la maglia rosa proprio su queste strade, durante la tappa Bra – Borgo San Dalmazzo vinta da Paolo Savoldelli, che costruì il suo successo proprio sulla discesa del Colle del Fauniera. Al <em>Pirata</em> è stata dedicata anche una statua, che si trova poco prima del Colle del Vallonetto.</p>
<h3 id="h-il-santuario-di-san-magno" class="">Il Santuario di San Magno</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2016/11/shutterstock_685048519.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p class="">La costruzione del <strong>Santuario di San Magno</strong>, patrono del bestiame e dei pascoli, risale al 1475 ma l&#8217;edificio che vediamo oggi è stato completato solo nel 1886. Pare che anticamente la zona scelta, a 1761 metri d&#8217;altitudine, fosse sede di un tempio pagano (lo certifica una lapide romana ritrovata sul posto). Qui fu costruita una piccola cappella votiva nel 1475, mentre tra il 1514 e il 1592 partirono i primi lavori di ampliamento, per accogliere i fedeli che vi arrivavano sempre più numerosi percorrendo il Colle Fauniera. Il bel complesso, circondato dalle montagne, ospita ancora la cappella antica &#8211; riccamente affrescata &#8211; insieme all&#8217;ampio porticato d&#8217;ingresso e il campanile, restaurato negli anni Ottanta.</p>
<h2 id="h-colle-fauniera-in-moto" class="">Colle Fauniera in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p data-whip-id="mcmk2mqp" data-whip-type="route"></p>
<h3 id="h-percorso" class="">Percorso</h3>
<p class="">Lasciata <strong>Demonte</strong>, prendiamo la Via Val d&#8217;Arma, un percorso che via via perde le caratteristiche di strana urbana e si riduce fino a una sottile striscia d&#8217;asfalto che si inerpica sulle pendici delle Alpi Piemontesi. Il Colle Fauniera e il Colle Valcavera condividono il percorso fino appunto alla deviazione in corrispondenza del Sentiero dei fiori, a 23 chilometri da Demonte. Continuiamo in direzione del <strong>Monumento al Pirata</strong>, e da qui arriviamo fino allo scollinamento del passo, dove la strada si biforca ulteriormente in direzione del Colle d&#8217;Esischie. Iniziamo progressivamente la discesa verso il fondovalle, incontrando l&#8217;antico (e bellissimo) <strong>Santuario di San Magno Martire </strong>e proseguendo verso Pradleves, Montegrosso Grana e Caraglio. Da qui, infine, seguiamo le indicazioni per <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/studiare-tra-vini-tartufi-e-ottimi-dolci-lo-sapevi-che-in-piemonte-ce-la-prima-universita-ditalia-per-i-buongustai/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cuneo</strong></a>.</p>
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		<title>È il colle dove Annibale valicò le Alpi con i suoi elefanti, ma adesso c’è un modo molto più facile per percorrerlo</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-il-colle-dove-annibale-valico-le-alpi-con-i-suoi-elefanti-ma-adesso-ce-un-modo-molto-piu-facile-per-percorrerlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 17:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se Annibale lo attraversò con gli elefanti, perché noi non potremmo farlo a bordo della nostra fedele compagna a due ruote? Dopo 2000 (e rotti) anni di avventure che hanno ridisegnato la storia di Roma e del Mediterraneo, c'è un luogo che, a parte una manciata d'asfalto, ha conservato la stessa bellezza ammirata dalle truppe del generale cartaginese che attraversò le Alpi. Un confine geografico e politico, quello tra Italia e Francia, che sul Colle della Maddalena ha assunto una importante ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-il-colle-dove-annibale-valico-le-alpi-con-i-suoi-elefanti-ma-adesso-ce-un-modo-molto-piu-facile-per-percorrerlo/">È il colle dove Annibale valicò le Alpi con i suoi elefanti, ma adesso c’è un modo molto più facile per percorrerlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se Annibale lo attraversò con gli elefanti, perché noi non potremmo farlo a bordo della nostra fedele compagna a due ruote? Dopo 2000 (e rotti) anni di avventure che hanno ridisegnato la storia di Roma e del Mediterraneo, c&#8217;è un luogo che, a parte una manciata d&#8217;asfalto, ha conservato la stessa bellezza ammirata dalle truppe del generale cartaginese che attraversò le Alpi. Un confine geografico e politico, quello tra Italia e Francia, che sul Colle della Maddalena ha assunto una importante valenza commerciale, ma che a noi suscita soprattutto voglia di <strong>viaggiare in moto</strong>, vista la bellezza di un paesaggio che alterna laghi alpini, picchi innevati, alpeggi verdi e picchi rocciosi. E che ti farà vivere tutto il bello del mototurismo tra il Bel Paese e la terra dei nostri &#8216;cugini&#8217;. Che facciamo, partiamo?</p>
<h2>Colle della Maddalena in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Itinerario</h3>
<p>Se veniamo dall’Italia, una volta arrivati in autostrada fino a<a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-cuneo"> Cuneo</a> oppure a<a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-torino"> Torino</a>, dobbiamo seguire le indicazioni per arrivare all’abitato di Borgo San Dalmazzo. Da qui parte la lunga Strada Statale 21 che, con in un susseguirsi di curve e tornanti, porta prima al paesino di Demonte, poi a quello di Vinadio e infine al confine di stato. La segnaletica è sempre ben visibile, pertanto non è possibile sbagliare strada. Una volta arrivati al Colle della Maddalena è possibile proseguire il proprio viaggio affrontando la discesa dalla parte francese del valico. Anche da questo lato le strade sono buone e con ottima segnaletica stradale.</p>
<p>Una volta giunti in Francia</p>
<p>è possibile continuare visitando anche gli altri valichi alpini che si trovano nelle immediate vicinanze, come il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/colle-dell-izoard/">Colle dell’Izoard</a> o il Colle dell’Agnello. Durante la bella stagione, quando i passi sono sicuramente aperti, si può anche organizzare un tour di più giorni in moto, scendendo e risalendo dai valichi alpini collegati tra di loro, sostando nelle tante strutture alberghiere che si trovano in zona e gustando la cucina piemontese e quella italiana, a seconda dello Stato in cui ci si trova. Dal Colle della Maddalena, proseguendo lungo la strada D900 che si trasforma in D902 una volta giunti nel paesino di Saint-Paul-sur-Ubaye, potete arrivare fino al Colle di Vars, situato ancora più in alto, ad una quota di 2111 metri sul livello del mare. Vars è una nota località sciistica che durante l’inverno diventa molto frequentata da sciatori provenienti sia dall’Italia che dalla Francia.</p>
<h2>Colle della Maddalena, la strada che ha cavalcato millenni di storia</h2>
<p>Il Colle della Maddalena lo chiamiamo così da questo lato del confine, ma per gli amici francofoni è <strong>Col de Larche</strong>, dal momento che si tratta del confine naturale tra l&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/itinerari/italia-in-moto/">Italia</a> e la<a href="https://www.trueriders.it/europa-in-moto/francia-in-moto/"> Francia</a> e che collega ancora oggi, come un tempo, la Valle Stura di Demonte alla Val d’Ubaye. Ma la sua posizione di frontiera non finisce qui: il Colle sorge lungo le Alpi Occidentali e separa le<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/gole-del-daluis/"> Alpi Marittime</a> dalle<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/colle-d-esischie/"> Alpi Cozie</a>. Insomma: un itinerario in moto magico a 1996 metri sul livello del mare che vi farà sentire in due, tre, quattro, infiniti posti contemporaneamente!</p>
<p>Il Colle della Maddalena, dopo un passato militare, si è trasformata in meta turistica di grande fascino. A richiamare migliaia di turisti ogni anno è lo stupendo paesaggio che si ammirabile dall&#8217;alto. Se dodici mesi su dodici il panorama è imperdibile, in primavera è possibile vedere lungo la strada pascoli ancora parzialmente coperti dalla neve che lentamente si scioglie, mentre in inverno, il Lago della Maddalena si ghiaccia e lo spettacolo è davvero meraviglioso.</p>
<h3>Cosa vedere nei dintorni</h3>
<p>Lungo la strada, dal lato italiano del colle, è possibile godere di un grazioso laghetto alpino adatto ad una piccola escursione giornaliera: il lago della Maddalena, la cui nascita è avvolta nella leggenda. Una fanciulla di nome Maddalena portava qui ogni giorno il suo bestiame a pascolare. Una volta diventati anziani, i suoi genitori decisero di donarle quel terreno per ringraziarla del suo impegno e dei sacrifici ma i fratelli, gelosi, annullarono il testamento. Maddalena pregò così tanto che dal pascolo iniziò a sorgere l’acqua che diede vita al lago che prese il suo nome. Questo luogo è particolarmente suggestivo e la sosta è resa ancora più confortevole grazie alla presenza di un bar presso il quale sostare prima di immergersi nel valico.</p>
<p>Una tappa assolutamente da non perdere è poi quella del Colle della Bonette che sorge sul versante francese del Colle della Maddalena. Arrivati sul picco, si può dire con certezza che ci troviamo sulla strada più alta d’Europa. Sicuramente lo spettacolo è mozzafiato e siamo circondati dalla natura più pura e incontaminata.</p>
<p>Se avete intenzione di attraversare il Colle della Maddalena durante l&#8217;inverno, vi consigliamo di consultare attentamente le informazioni in merito alla sua apertura. Purtroppo non sono rare le frane causate dalla neve scende copiosa che costringono a chiudere il valico per la sicurezza. L’ultimo di questi eventi è capitato nel febbraio 2019, quando il Colle della Maddalena è stato chiuso a causa della caduta di 900 metri di roccia sulla strada (per fortuna senza danni a persone e veicoli).</p>
<h2>Colle della Maddalena, un&#8217;esperienza da vivere ma con attenzione</h2>
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Colle della Maddalena</p>
<p>La strada per raggiungere il Colle della Maddalena è molto apprezzata dai motociclisti per la sua traiettoria sinuosa. La maggior parte delle curve sono facili, la pendenza non è eccessiva e il paesaggio è spettacolare; non mancano inoltre spiazzi e arie di sosta da cui fotografare le montagne innevate e gli scorci di paesaggio alpino. Bisogna comunque prestare attenzione. Per quanto riguarda i tratti stradali, i motociclisti dovrebbero guidare con prudenza soprattutto in prossimità dei tornanti 18, 19 e 20, particolarmente stretti e impegnativi. Sulla SS21 del Colle della Madeleine è presente un segnalatore di controllo della velocità.</p>
<p>Fate molta attenzione ai camion che vengono in senso opposto, soprattutto in prossimità dei tornanti più stretti e durante la settimana; infatti la strada è un nodo di collegamento ancora molto utilizzato dal trasporto su gomma. Sarebbe il caso di moderare la velocità anche Durante la stagione estiva tenete gli occhi aperti: le marmotte, ormai abituate alla presenza dell’uomo, si avvicinano alla strada mettendo in pericolo la sicurezza del motociclista. Il manto stradale è ben tenuto e curato lungo tutto il percorso, qualche piccola eccezione verso la cima del Colle della Maddalena, soprattutto sul versante italiano.</p>
<p>Il Colle rimane chiuso in caso di <strong>condizioni meteo avverse </strong>come forti nevicate o rischio valanghe, altrimenti è generalmente percorribile già a partire dal mese di marzo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-il-colle-dove-annibale-valico-le-alpi-con-i-suoi-elefanti-ma-adesso-ce-un-modo-molto-piu-facile-per-percorrerlo/">È il colle dove Annibale valicò le Alpi con i suoi elefanti, ma adesso c’è un modo molto più facile per percorrerlo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>2000 metri, ma è come non sentirli: tra le curve delle Alpi Francesi c’è il borgo più alto d’Europa</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/francia-in-moto/2000-metri-ma-e-come-non-sentirli-tra-le-curve-delle-alpi-francesi-ce-il-borgo-piu-alto-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 17:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francia in moto]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La strada di montagna del Col de Furfande si sviluppa in parte sul cemento, per poi trasformarsi in un tracciato sterrato che finisce a quota 2500 metri. Il punto d'arrivo è un piccolo spiazzo affacciato sulle bellissime cime del Parco Naturale Regional du Queyras e per raggiungerlo vi assicuriamo un viaggio incredibile tra epoche geologiche, tradizioni rurali e castelli da fiaba medievali. Nei pressi di questa strada fantastica si trova anche il borgo più alto d'Europa, Saint Véran, ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/francia-in-moto/2000-metri-ma-e-come-non-sentirli-tra-le-curve-delle-alpi-francesi-ce-il-borgo-piu-alto-deuropa/">2000 metri, ma è come non sentirli: tra le curve delle Alpi Francesi c’è il borgo più alto d’Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">La strada di montagna del <strong>Col de Furfande</strong> si sviluppa in parte sul cemento, per poi trasformarsi in un tracciato sterrato che finisce a quota 2500 metri. Il punto d&#8217;arrivo è un piccolo spiazzo affacciato sulle bellissime cime del <strong>Parco Naturale Regional du Queyras</strong> e per raggiungerlo vi assicuriamo un viaggio incredibile tra epoche geologiche, tradizioni rurali e castelli da fiaba medievali. Nei pressi di questa strada fantastica si trova anche il borgo più alto d&#8217;Europa, <strong>Saint Véran,</strong> un&#8217;occasione unica da non perdere.</p>
<h2 id="h-col-de-furfande-in-moto-itinerario" class=""><strong>Col de Furfande e Saint Véran in moto. L&#8217;tinerario</strong></h2>
<h3 id="h-mappa" class=""><strong>Mappa</strong></h3>
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<h3 id="h-percorso" class=""><strong>Percorso</strong></h3>
<p class="">L&#8217;itinerario che vi suggeriamo alla volta delle Alpi Francesi parte da Torino e prevede il pagamento di pedaggi. Partendo dal capoluogo piemontese, imbocchiamo la <strong>A32/E70</strong>; imbocchiamo l&#8217;uscita 9-Oulx Circonvallazione per poi mantenerci sulla <strong>SS24 </strong>e prendere la <strong>N94</strong> in direzione di <strong>D902A a Guillestre</strong>, in Francia. Il tragitto fino a questo punto richiede circa due ore; altre due sono quelle che invece vi portano alla seconda tappa. Infatti a Guillestre prendiamo la <strong>D902 fino ad Arvieux, </strong>la nostra destinazione. Continuiamo in direzione sudovest lungo la D902 e poi ci immettiamo sulla <strong>D947</strong>, seguendo le <strong>indicazioni per Château-Ville Vieille/Aiguilles/St Véran</strong>. Quando incontriamo una rotonda, prendiamo la prima uscita e seguiamo la <strong>D5 in direzione St Veran/Molines-en-Queyras.</strong></p>
<p class=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran_410252163.jpeg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>In circa mezz&#8217;oretta siamo a <strong>Saint-Véran en Queyras</strong>. Continuiamo lungo la strada <strong>D5</strong> in direzione di Arvieux e proseguiamo fino alla nostra destinazione, <strong>Col de Furfande</strong>, per un&#8217;ora. A questo punto potete decidere di tornare alla casa base oppure di fermarvi qui per un fine settimana fuori porta. Il viaggio di ritorno per Torino richiede altre 3 ore e per raggiungerla prendiamo la <strong>D902 e D902A in direzione di N94 a Guillestre; </strong>poi guidiamo lungo la <strong>SS24</strong> e la <strong>A32/E70</strong> in direzione di Corso Regina Margherita a Torino.</p>
<h2 id="h-col-de-furfande-cosa-vedere-e-cosa-sapere" class=""><strong>Col de Furfande e il borgo di Saint Véran</strong></h2>
<p class="">L&#8217;itinerario attraverso il colle si sviluppa all&#8217;interno del <strong>Parco Naturale Regionale del Queyras</strong>. Si tratta di un territorio ancora fortemente rurale, la cui importante paesaggistica e culturale è riconosciuta a livello internazionale; i suoi oltre 65.000 ettari sono la casa di marmotte, camosci, lepri e galli cedroni. Boschi, gole e laghi di montagna rendono poi quest&#8217;area protetta una meta ideale per gli amanti dell&#8217;escursionismo. Non solo, essendo una stazione sciistica molto famosa e contando su un manto piuttosto asfaltato, il <strong>Col de Furfande è percorribile tutto l&#8217;anno</strong>. Ci sono interessanti tappe che meritano una visita anche dal punto di vista storico, architettonico e culturale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="IS: 1316307679" srcset="https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2021/03/saint-veran.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p class="">Il Parco Regionale ospita diversi villaggi tradizionali; il più importante e imperdibile è quello di <strong>Saint Véran</strong>. Eletto uno dei più bei villaggi di<a href="https://www.trueriders.it/europa-in-moto/francia-in-moto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Francia</a>, è anche uno dei comuni più alti d&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/europa-in-moto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Europa</a> a 2.042 metri di altitudine. Il valore di questo piccolo borgo risiede soprattutto nelle architetture tradizionali che testimoniano l&#8217;antica vocazione rurale del luogo. Pittoreschi chalet con tetti a fusti, casette con coperture in ardesia e una chiesetta nobilitata a monumento storico, incorniciano una visita che non può che terminare al Museo di Soum, sorto nella casa più antica del paese. In <strong>Saint Véran è poi una rinomata località sciistica.</strong></p>
<p class="">Anche l&#8217;imponente <strong>Chateau Queyras </strong>merita una visita. La fortezza medievale sorge nella località di Château-Ville-Vieille, nel cuore della regione francese che va dalla<a href="https://www.trueriders.it/tag/provenza-in-moto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Provenza</a> alla<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/costa-azzurra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Costa Azzurra</a>. Il castello, oggi chiamato anche Fort Queyras, è arroccato su un crinale che domina l&#8217;intera città sin dal XII secolo; è una proprietà privata, ma aperto al pubblico per una visita. Nei pressi di Chateau Queyras potete trovare installazioni multimediali che possono aiutarvi a fare un viaggio nella storia geologica delle Alpi Francesi, alla scoperta del sistema di formazione di queste montagne.</p>
<h2 id="h-col-de-furfande-dove-mangiare" class=""><strong>Col de Furfande dove mangiare</strong></h2>
<p class="">Non c&#8217;è che dire: si tratta di un viaggetto alquanto lungo. Ecco perché una bella pausa pranzo immersi nella natura o nei pittoreschi borghi della zona ci sta tutta!</p>
<ul>
<li><strong>La Grand Ferme</strong> è la prima tappa che vi suggeriamo. Una tipica baita di montagna è pronta ad accogliervi dalla prima colazione alla cena.</li>
<li><strong>Chez Pascal </strong>è un ristorante vicino Saint-Veran. Qui la cucina francese vicino il confine è pronta ad accogliervi con piatti sostanziosi e pronti ad accontentare tutti i palati.</li>
<li><strong>La Marmotte</strong> offre una vista spettacolare e un&#8217;atmosfera tipicamente montana. La cucina francese e continentale è perfetta per una pausa pranzo adatta a tutti.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/francia-in-moto/2000-metri-ma-e-come-non-sentirli-tra-le-curve-delle-alpi-francesi-ce-il-borgo-piu-alto-deuropa/">2000 metri, ma è come non sentirli: tra le curve delle Alpi Francesi c’è il borgo più alto d’Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Tra vigne, castelli e panorami incantevoli, questa strada scopre i sapori autentici del vino e delle tradizioni piemontesi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tra-vigne-castelli-e-panorami-incantevoli-questa-strada-scopre-i-sapori-autentici-del-vino-e-delle-tradizioni-piemontesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Langhe incantano con le colline disegnate dai vigneti, seducono con i castelli arroccati sopra i borghi, e inebriano con i grandi vini famosi in tutto il mondo. Lasciarsi conquistare è sempre un piacere. Un bel viaggio in moto sulla Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa merita di essere vissuto in tutte le sue attrazioni, e siamo sicuri che per quanto riguarda l’enogastronomia non ti tirerai certo indietro!  Strada del Barolo in moto. L'itinerario Ti abbiamo fatto venire sete? ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Le Langhe incantano con le colline disegnate dai vigneti, seducono con i castelli arroccati sopra i borghi, e inebriano con i grandi vini famosi in tutto il mondo. Lasciarsi conquistare è sempre un piacere. Un bel viaggio in moto sulla <strong>Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa</strong> merita di essere vissuto in tutte le sue attrazioni, e siamo sicuri che per quanto riguarda l’enogastronomia non ti tirerai certo indietro!</p>
<h2>Strada del Barolo in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<p class=""><strong>Ti abbiamo fatto venire sete</strong>? Bene, allora è proprio il momento di partire in moto alla scoperta della Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa. Ti auguriamo ottimi assaggi, e ti ricordiamo di guidare responsabilmente: la soluzione migliore è programmare un bel “weekend lungo” nelle Langhe per guidare la mattina, visitare di pomeriggio, e… degustare di sera!</p>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m70!1m12!1m3!1d90879.85768274733!2d7.89479260969303!3d44.61756582625209!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m55!3e0!4m5!1s0x12d2b36d1f25f315%3A0xae82aa8ed7331423!2sAlba%2C%2012051%20CN!3m2!1d44.7009526!2d8.0353488!4m5!1s0x12d2b3e7d70652f7%3A0xca794d19fb65fb83!2sDiano%20d'Alba%2C%2012055%20CN!3m2!1d44.649946299999996!2d8.028779!4m5!1s0x12d2b1c6ac329fd5%3A0xf3b79fb229d03f0e!2sCastiglione%20Falletto%2C%2012060%20CN!3m2!1d44.6235984!2d7.977749299999999!4m5!1s0x12d2b01ace871279%3A0xd0f806b7f58a315b!2sMonforte%20d'Alba%2C%2012065%20CN!3m2!1d44.582921299999995!2d7.967941!4m5!1s0x12d2a4d90cb09d31%3A0x20bec2cac06ce1c7!2sDogliani%2C%2012063%20CN!3m2!1d44.532049799999996!2d7.949812199999999!4m5!1s0x12d2ae3516e5afc3%3A0x405e67d473ca340!2sBarolo%2C%2012060%20CN!3m2!1d44.6103575!2d7.9426099!4m5!1s0x12d2ae6ec3372ce7%3A0x799e57639790df6f!2sLa%20Morra%2C%2012064%20CN!3m2!1d44.638976199999995!2d7.933823899999999!4m5!1s0x12d2b26471e38131%3A0xddddd9dafe34f895!2sRoddi%2C%2012060%20CN!3m2!1d44.6789738!2d7.9731529!4m5!1s0x12d2b36d1f25f315%3A0xae82aa8ed7331423!2sAlba%2C%2012051%20CN!3m2!1d44.7009526!2d8.0353488!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1732029558996!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-informazioni-utili" class="">Percorso</h3>
<p class="">La Strada del Barolo e grandi vini di Langa non può che partire da <strong>Alba</strong>, “capitale delle Langhe”. Prendi la SP429 e poi gira a destra nella SP32 in direzione <strong>Diano d’Alba</strong>.  Da Diano d’Alba scendi a destra sulla SP157 in direzione <strong>Grinzane Cavour</strong>. Superato il Castello e arrivato nel centro abitato, gira a sinistra sulla SP3 e poi ancora a sinistra sulla SP9 verso <strong>Castiglione Falletto</strong> e poi <strong>Monforte d’Alba</strong> e <strong>Dogliani</strong>.</p>
<p class="">A Dogliani prendi la SP661 verso <strong>Monchiero</strong>, e qui vai a destra sulla SP57. Al primo bivio svolta a sinistra sulla SP163 per <strong>Barolo</strong>.  Dopo Barolo gira a sinistra sulla SP3 e poi a destra sulla SP58 per salire a <strong>La Morra</strong>. Continua verso <strong>Verduno</strong>, e qui segui a destra la SP358 verso <strong>Roddi</strong>. Da qui prosegui dritto per ritornare al tuo punto di partenza, Alba.  La Strada del Barolo finisce qui; di seguito ti diamo nuovi suggerimenti per scoprire altri itinerari del Piemonte!</p>
<h2 id="h-alla-scoperta-della-strada-del-barolo-e-dei-grandi-vini-di-langa" class="">Alla scoperta della Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="2466744373" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-panchina-gigante.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />
La panchina gigante nel paesaggio delle Langhe</p>
<p class="">E allora, prima di partire, iniziamo a scoprire questa straordinaria<strong> terra piemontese patrimonio Unesco</strong>, che si trova nella “Provincia Granda”, quella di Cuneo. Le Langhe &#8211; a differenza di quanto può sembrare oggi &#8211; sono state nei primi del Novecento un luogo di estrema povertà: è incredibile come abbiano saputo rialzarsi, creare una propria economia, e diventare una destinazione top del turismo enogastronomico. La Strada del Barolo esplora la zona “simbolo” delle Langhe, e cioè i comuni della<strong> Langa del Barolo</strong> e limitrofi.</p>
<p class="">Prima ancora che un itinerario del gusto, la <strong>Strada del Barolo e grandi vini di Langa</strong> è un <strong>progetto avviato nel 2006</strong> da imprenditori e amministratori della zona. Più precisamente è un’associazione con lo scopo di valorizzare e promuovere il territorio langarolo, terra di vini pregiati, tradizioni secolari, e una cultura enogastronomica unica al mondo.</p>
<p class="">I <strong>comuni della Strada del Barolo</strong> sono Alba, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, La Morra, Monchiero, Monforte d’Alba, Montelupo Albese, Novello, Roddi, Roddino, Rodello, Serralunga d’Alba, Sinio e Verduno. Li toccherai tutti nel percorso in moto che ti proponiamo!</p>
<h2 id="h-le-attrazioni-delle-langhe-del-barolo-cosa-vedere">Le attrazioni delle Langhe del Barolo: cosa vedere</h2>
<p class="">E lungo il percorso le attrazioni sono davvero tante: ciascuna a suo modo racconta un pezzo di storia di Langa. Il vino, la cucina, le colline, l’accoglienza, la storia, la terra. Ti diciamo le <strong>5 indispensabili cose da vedere</strong>.</p>
<h3 id="h-panchine-giganti">Panchine Giganti</h3>
<p class="">Il nome stesso &#8211; <strong>Panchine Giganti </strong>&#8211; descrive perfettamente di cosa si tratta: panchine di grandi dimensioni, poste in punti panoramici e di libero accesso, dove i visitatori possono sedersi e sentirsi “piccoli” di fronte al magnifico paesaggio naturale. L’iniziativa è nata con il <strong>Big Bench Community Project</strong> ideato dal designer Chris Bangle, e dalle Langhe si sta espandendo in tutta Italia.</p>
<p class="">Se vuoi curiosare in moto queste attrazioni, guarda l’itinerario verso 7 delle più belle Panchine Giganti di questo territorio.</p>
<h3 id="h-cappella-del-barolo">Cappella del Barolo</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="1285400212" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-cappella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />
La Cappella della Madonna delle Grazie</p>
<p class="">La <a href="https://www.guidatorino.com/cappella-del-barolo-la-morra/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cappella del Barolo</strong></a> è una chiesetta coloratissima, opera degli artisti britannici Sol Lewitt e David Tremlett, immersa nei vigneti ai piedi di La Morra.</p>
<p class="">È uno scenario irresistibile per <strong>foto panoramiche</strong> e selfie originalissimi. Non è raro trovare qui coppie di sposi insieme al fotografo: è uno scenario vivace che è molto apprezzato per i ritratti dei servizi fotografici di matrimonio.</p>
<h3 id="h-i-belvedere">I Belvedere della Strada del Barolo</h3>
<p class="">I <strong>belvedere </strong>dei paesi delle Langhe sono luoghi perfetti per godersi le colline delle Langhe. Il “classico” è il belvedere di La Morra, e un altro altrettanto scenografico è quello nei pressi della chiesa di Diano d’Alba. Un altro molto bello è nel borgo di Verduno.</p>
<h3 id="h-i-castelli-delle-langhe">I Castelli delle Langhe</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="2128247993" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/11/strada-del-barolo-castello-cavour.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />
Castello di Grinzane Cavour</p>
<p class="">E guardando il panorama delle Langhe ti accorgerai dei tanti <strong>castelli</strong> che spiccano sulle alture. Quelli assolutamente da visitare: il <strong>Castello di Grinzane Cavour</strong> (che è stato dimora di Camillo Benso Conte di Cavour) e il <strong>Castello di Serralunga d’Alba</strong> (fortezza medievale appartenuta ai Conti Falletti).</p>
<p class="">Un po’ più defilato è quello di Mango, sede dell’Enoteca Regionale del Moscato. E poi c’è quello di Roddi, anche se conservato in condizioni meno perfette. Per ragioni più “enogastronomiche” ti consigliamo il <strong>Castello di Barolo</strong>, di cui ora ti parliamo meglio.</p>
<h2 id="h-i-grandi-vini-delle-langhe-da-assaggiare">I grandi vini delle Langhe da assaggiare</h2>
<p class="">Sì, ma quali sono i <strong>grandi vini delle <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/se-cerchi-una-destinazione-romantica-per-questautunno-nelle-langhe-ce-una-strada-fatta-a-misura-di-coppia/" target="_blank" rel="noopener">Langhe</a></strong>?</p>
<p class="">Il vino tipico prodotto dalle vigne della zona della Langa del Barolo è il <strong>Nebbiolo</strong>. Da queste uve, dopo di un lungo periodo di affinazione in barrique, si ottiene appunto il vino <strong>Barolo</strong>, oggi famoso a livello internazionale.</p>
<p class="">Alba e Diano d’Alba sono le terre del <strong>Dolcetto d’Alba</strong>, e andando poco più a est troviamo le terre del <strong>Barbaresco</strong>. Rimanendo in zona, ricordiamo il <strong>Dolcetto di Dogliani</strong>, il <strong>Pelaverga </strong>originario di Verduno, e la <strong>Barbera</strong>.</p>
<p class="">Finora abbiamo nominato i vini rossi; tra i vini bianchi ricordiamo il <strong>Moscato</strong>, e tra le bollicine devi sicuramente provare l’<strong>Alta Langa</strong>… conosciuto come lo “Champagne delle Langhe”.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tra-vigne-castelli-e-panorami-incantevoli-questa-strada-scopre-i-sapori-autentici-del-vino-e-delle-tradizioni-piemontesi/">Tra vigne, castelli e panorami incantevoli, questa strada scopre i sapori autentici del vino e delle tradizioni piemontesi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Non è lo Stelvio: la strada più alta d&#8217;Italia arriva fino a 3000 metri, ma solo in pochissimi potranno farla</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/colle-del-sommeiller/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 18:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sarà l'itinerario più lungo o il più accessibile - anzi, questa strada è percorribile praticamente solo per due mesi l'anno, ovvero luglio e agosto, dato il suo isolamento - ma sicuramente è il più "estremo" nel senso motociclistico del termine, e inoltre non è particolarmente lontano, trovandosi al confine tra Italia e Francia. Stiamo parlando del Colle del Sommeiller, che con i suoi quasi 3000 metri d'altitudine è la strada più alta d'Italia. Pensate: supera abbondantemente ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/colle-del-sommeiller/">Non è lo Stelvio: la strada più alta d&#8217;Italia arriva fino a 3000 metri, ma solo in pochissimi potranno farla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sarà l&#8217;itinerario più lungo o il più accessibile &#8211; anzi, questa strada è percorribile praticamente solo per due mesi l&#8217;anno, ovvero luglio e agosto, dato il suo isolamento &#8211; ma sicuramente è il più &#8220;estremo&#8221; nel senso motociclistico del termine, e inoltre non è particolarmente lontano, trovandosi al confine tra Italia e Francia. Stiamo parlando del <strong>Colle del Sommeiller, </strong>che con i suoi quasi <strong>3000</strong> <strong>metri d&#8217;altitudine è la strada più alta d&#8217;Italia</strong>. Pensate: supera abbondantemente l&#8217;<a href="httpss://www.trueriders.it/itinerari/colle-iseran-moto-itinerario/"><strong>Iseran</strong></a> (2.770 metri), il <strong>Colle della Bonette</strong>, la cui strada asfaltata raggiunge, nel punto più alto, i 2.860 metri sul livello del mare e anche il <strong>Passo dello Stelvio</strong>, da sempre considerato la regina delle strade italiane.</p>
<h2>Una strada da record, ma riservata a pochi</h2>
<p>Dove si trova il Colle del Sommeiller? Siamo tra l&#8217;Italia e la Francia, lungo le Alpi che separano i due paesi e ancor più precisamente tra i comuni di <strong>Bardonecchia</strong>, nel Piemonte, e <strong>Bramans</strong>, nella Savoia francese. Si tratta di un percorso piuttosto recente: questa <strong>strada bianca</strong>, ovvero non asfaltata e per questo raggiungibile solo da mezzi adeguati (nel caso delle moto, le enduro), venne aperta nel 1962 e serviva all&#8217;inizio per raggiungere degli impianti sciistici, chiusi vent&#8217;anni dopo a causa dello scioglimento dei ghiacciai. La zona è però rimasta una meta irrinunciabile, nei mesi estivi, per chi si muove su due ruote e vuole arrivare, senza scendere dalla sella, fino a 2.993 m s.l.m., che è il punto carrabile più alto. Una delle particolarità del Colle del Sommeiller è quella di <strong>essere raggiungibile in moto solo dall&#8217;Italia</strong>, poiché dal lato francese vi è solo una strada sterrata da percorrere a piedi, ammirando la meravigliosa Punta Sommeiller e la Rognosa d&#8217;Etiache, con un ghiacciaio particolarmente esteso, sebbene ampiamente ridottosi nel corso dei decenni scorsi.</p>
<h3>Il Rifugio Scarfiotti &#8211; Crosetto</h3>
<p>Altro punto interessante, lungo la zona italiana, è il <a href="https://www.rifugioscarfiotticrosetto.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rifugio Camillo Scarfiotti</strong></a>, situato a 2165 m s.l.m. e tappa intermedia nell&#8217;ascesa al Sommeiller. Il rifugio ha oltre 100 anni di vita: di proprietà del CAI, fu aperto nel 1923 e oggi può ospitare fino a 24 persone nel periodo di apertura estivo, ovvero da giugno a settembre.<br /><br />Proprio nei pressi del rifugio Scarfiotti, che nel 2018 ha preso anche il nome di Silvia Crosetto, escursionista scomparsa nel 2018 sul passo del Ginestro e la cui famiglia ha finanziato i lavori di ristrutturazione del rifugio, parte la strada che da Rochemolles sale fino al colle del Sommeiller. Qui, nel periodo estivo, viene riscosso il piccolo pedaggio di <strong>8 euro</strong> durante l&#8217;orario 8.00 &#8211; 18.00, tutti i giorni tranne il giovedì, quando viene favorito il traffico di biciclette ed escursionisti e non possono circolare mezzi a motore.</p>
<h2>Colle del Sommeiller in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p data-whip-id="iu3jv3s6" data-whip-type="route"></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Lasciata Bardonecchia, si prende la Strada provinciale 216 in direzione della T4-E70 (la strada che porta al Traforo del Frejus), che superiamo subito per immetterci sulla SS 335 di Bardonecchia, in direzione della piccolissima frazione alpina di Rochemolles (1.619 metri di altezza e &#8220;ben&#8221; nove abitanti), dalla quale parte la vera e propria scalata al Colle del Sommelier, lunga circa 25 chilometri. Il percorso ha una<strong> pendenza media</strong> abbastanza impegnativa, intorno al 10%, e una <strong>pendenza massima</strong> che raggiunge il <strong>13%</strong>, ma che in compenso è asfaltata, permettendone una percorribilità piuttosto facile, pur dovendo fare attenzione ai dintorni, che in alcuni casi possono essere piuttosto scoscesi.</p>
<p>Giunti in prossimità della cima del Colle del Sommeiller, ci accorgiamo che c&#8217;è un piccolo sbarramento, in corrispondenza del parcheggio per auto e moto; fino a qualche tempo fa, infatti, si poteva <strong>proseguire fino a 3.009 metri</strong>, ovvero la cima del Colle, ma per ragioni di sicurezza il percorso da fare su due (o quattro) ruote è stato leggermente arretrato, ma nessuno ci impedisce di lasciare la fida motocicletta e proseguire a piedi, fino alla cima, dove passa il <strong>confine tra Italia e Francia</strong>. Da queste parti si trovano diversi impianti di risalita e alcuni rifugi alpini, come il <strong>Rifugio Scarfiotti</strong> (situato più a valle, a circa 2.165 metri di altezza), e dunque non è raro incontrare più di una persona nei mesi nel quale il Colle del Sommeiller è raggiungibile. Fidatevi, è un&#8217;esperienza che nessuno vuole perdersi, arrivare in moto sul Tetto d&#8217;Europa, quello vero!</p>
<h2>Leggi anche</h2>
<p></p>
<ul>
<li>La <strong><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/piemonte-in-moto-i-7-passi-piu-belli/">classifica dei 7 passi più belli del Piemonte</a></strong></li>
<li>5565 metri: in Cina c&#8217;è la <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/asia/cina/semo-la/" target="_blank" rel="noopener">strada più alta al mondo</a></strong></li>
</ul><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/colle-del-sommeiller/">Non è lo Stelvio: la strada più alta d&#8217;Italia arriva fino a 3000 metri, ma solo in pochissimi potranno farla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Tracce di Medioevo e una bellezza da fare invidia: questo borgo del Piemonte è una vera perla</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tracce-di-medioevo-e-una-bellezza-da-fare-invidia-questo-borgo-del-piemonte-e-una-vera-perla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 16:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso attraverso il Piemonte, dalle pianure del torinese toccando Carignano, Racconigi, Savigliano fino ad arrivare alla suggestiva ed incantevole Revello da cui si può ammirare il Monviso che domina il paesaggio. Revello in moto: l’itinerario Clicca qui per visualizzare il percorso completo su mappa Itinerario Si parte dal centro di Torino più precisamente dal Palazzo Madama, un gioiello che unisce una base medievale con una facciata barocca progettata da Juvarra e che è ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tracce-di-medioevo-e-una-bellezza-da-fare-invidia-questo-borgo-del-piemonte-e-una-vera-perla/">Tracce di Medioevo e una bellezza da fare invidia: questo borgo del Piemonte è una vera perla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un percorso attraverso il Piemonte, dalle pianure del torinese toccando Carignano, Racconigi, Savigliano fino ad arrivare alla suggestiva ed incantevole Revello da cui si può ammirare <strong>il Monviso che domina il paesaggio</strong>.</p>
<h2><span id="toc-custom-galleria-dei-saraceni-in-moto-l--itinerario">Revello in moto: l’itinerario</span></h2>
<p><strong><a href="https://www.google.com/maps/dir/Torino/10041+Carignano+TO/12035+Racconigi+CN/12038+Savigliano+CN/12036+Revello+CN/@44.6657982,7.3843058,12345m/am=t/data=!3m1!1e3!4m32!4m31!1m5!1m1!1s0x47886d126418be25:0x8903f803d69c77bf!2m2!1d7.6868565!2d45.070312!1m5!1m1!1s0x47880feb9dc97abd:0x2d36dc0e0779b274!2m2!1d7.6742705!2d44.9066934!1m5!1m1!1s0x47880246eb1eff1d:0x908df090d57b6f0!2m2!1d7.6757372!2d44.7681795!1m5!1m1!1s0x12cd510a58912e2b:0x50b8ba8d44844c47!2m2!1d7.6539457!2d44.6481313!1m5!1m1!1s0x12cd36f95070044b:0x8c2e60e55b9d67fd!2m2!1d7.3907716!2d44.6549897!3e0?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI1MDgyNS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per visualizzare il percorso completo su mappa</strong></p>
<h3><span id="toc-custom-itinerario">Itinerario</span></h3>
<p>Si parte dal centro di Torino più precisamente dal Palazzo Madama, un gioiello che unisce una base medievale con una facciata barocca progettata da Juvarra e che è divenuto <strong>patrimonio dell’Unesco</strong>. Il palazzo ospita il Museo Civico di Arte Antica, con collezioni che spaziano dal Medioevo al Barocco oltre che offrire una splendida vista sulla città dalla sua torre panoramica. Da lì si attraversa la città diretti verso sud, si attraversa la suggestiva Moncalieri con il suo bellissimo centro storico e ci si dirige alla volta di Carignano con il suo bellissimo <strong>Duomo dei Santi Giovanni Battista e Remigio</strong> e il suo campanile in stile neobarocco. Il nostro viaggio prosegue percorrendo strade pianeggianti ma sempre piacevoli da guidare fino a raggiungere <a href="https://www.visitcuneese.it/dettaglio-localita/-/d/racconigi-alla-corte-dei-savoia" target="_blank" rel="noopener">Racconigi</a>, con il suo Castello Reale, residenza dei Savoia, <strong>dove nacque l&#8217;ultimo re d&#8217;Italia Umberto II</strong>, una delle residenze sabaude più affascinanti. Il castello merita una visita come merita una visita anche il grande parco che lo circonda, perfetto per sgranchire le gambe.</p>
<p>Il nostro viaggio ci porta ancora più a sud, fino a raggiungere la bellissima <a href="https://www.centrodellamemoriasavigliano.it/sede/citta-e-territorio/" target="_blank" rel="noopener">Savigliano</a> con la sua Piazza Vecchia e <strong>i suoi bellissimi portici</strong> sotto cui si alternano caffè, eleganti locali e attività commerciali. Il tempo di una foto alla piazza o di un caffè se volete e si prosegue verso Saluzzo, altro borgo incantato della pianura piemontese fino a raggiungere la nostra meta finale: Revello. Situato ai piedi del Monviso, Revello è un borgo ricco di storia e fascino dove si alternano scorci pittoreschi e vicoli. Tra i luoghi di interesse spicca l’antica Collegiata di Santa Maria, con affreschi gotici e dettagli rinascimentali, e il <strong>Monastero di Staffarda</strong>, poco distante, importante complesso cistercense del XII secolo. Meritano una visita anche i resti delle antiche mura medievali e i palazzi nobiliari, come Casa Cavassa, che testimoniano l<strong>’importanza politica ed economica del borgo nei secoli</strong>. Oggi <a href="https://comune.revello.cn.it/" target="_blank" rel="noopener">Revello</a> è un punto di partenza ideale per esplorare le valli del Monviso, unendo cultura, natura e tradizione in un unico suggestivo scenario.</p>
<p>Questo itinerario è ideale per chi ama guidare senza fretta, <strong>assaporando il paesaggio e fermandosi nei borghi per scoprire storie</strong>, sapori e scorci unici. Le strade pianeggianti lo rendono <strong>adatto anche ai motociclisti meno esperti</strong> o a chi viaggia con passeggero.</p>
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		<title>Anche l&#8217;Italia ha la sua Grande Muraglia, ed è la fortezza più discussa della storia: in Piemonte c&#8217;è il gigante da oltre 4000 gradini</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/anche-litalia-ha-la-sua-grande-muraglia-ed-e-la-fortezza-piu-discussa-della-storia-in-piemonte-ce-il-gigante-da-oltre-4000-gradini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 16:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci hanno messo oltre 120 anni per costruirla, è lunga quasi 5000 metri e supera un dislivello di oltre 700. Quando l'ha progettata, Ignazio Bertola ha unito delle fortificazioni esistenti che servivano a combattere potenziali assalti dei Francesi sulle terre dei Savoia, dando il via a un complesso unico nel suo genere. Non solo per le dimensioni, ma anche per le polemiche: il professore e divulgatore Alessandro Barbero gli ha dedicato un libro e numerose conferenze, per fare debunking sul ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/anche-litalia-ha-la-sua-grande-muraglia-ed-e-la-fortezza-piu-discussa-della-storia-in-piemonte-ce-il-gigante-da-oltre-4000-gradini/">Anche l&#8217;Italia ha la sua Grande Muraglia, ed è la fortezza più discussa della storia: in Piemonte c&#8217;è il gigante da oltre 4000 gradini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci hanno messo oltre 120 anni per costruirla, è lunga quasi 5000 metri e supera un dislivello di oltre 700. Quando l&#8217;ha progettata, Ignazio Bertola ha unito delle fortificazioni esistenti che servivano a combattere potenziali assalti dei Francesi sulle terre dei Savoia, dando il via a un complesso unico nel suo genere. Non solo per le dimensioni, ma anche per le polemiche: il professore e divulgatore Alessandro Barbero gli ha dedicato un libro e numerose conferenze, per fare <em>debunking </em>sul (non) utilizzo del <strong>forte di Fenestrelle </strong>come prigione borbonica a seguito dell&#8217;annessione del Regno delle Due Sicilie all&#8217;Italia unita dai Piemontesi. Insomma: le premesse per scoprire un luogo da record ci sono tutte. Che stiamo aspettando?</p>
<h2 data-start="1383" data-end="1691">Dopo la Grande Muraglia Cinese, è lei la fortezza dei record</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="2157444689" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/forte-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Il <a href="https://www.fortedifenestrelle.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="63" data-end="87">Forte di Fenestrelle</strong></a> è una delle fortificazioni più imponenti e spettacolari d’Europa, situata nel cuore delle Alpi piemontesi, in Val Chisone. La sua lunghezza è di circa <strong data-start="238" data-end="254">3 chilometri</strong> e un dislivello di oltre <strong data-start="280" data-end="293">600 metri.</strong> Questa incredibile struttura difensiva è la più grande d’Italia e la seconda in Europa, seconda soltanto alla muraglia di Verdun in Francia. Non a caso, il forte è spesso definito la <strong data-start="463" data-end="497">&#8220;Grande Muraglia del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/4-giorni-a-settimana-e-3-mesi-allanno-e-la-galleria-del-piemonte-che-ogni-motociclista-sogna-di-fare-almeno-una-volta/" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>&#8220;</strong>, un soprannome che manifesta la sua maestosità e la sua estensione lungo il fianco della montagna. La storia del Forte di Fenestrelle inizia nel <strong data-start="672" data-end="680">1708</strong>, in un periodo storico molto turbolento per il Piemonte. Dopo la Guerra di Successione Spagnola, il Ducato di Savoia ottenne il controllo di nuove terre, tra cui la Val Chisone. Trovò quindi la necessità di difendere i propri confini dalla Francia. Per questo motivo, nel <strong data-start="954" data-end="962">1727</strong>, il re Vittorio Amedeo II di Savoia ordinò la costruzione di un’imponente fortificazione che avrebbe dovuto proteggere il territorio da eventuali invasioni. I lavori furono affidati all’ingegnere militare <strong data-start="1168" data-end="1187">Ignazio Bertola</strong>, che progettò un sistema difensivo unico, basato su una serie di bastioni, mura, fortificazioni e passaggi interni, costruiti in modo da seguire il naturale andamento della montagna. I numeri, poi, sono impressionanti:</p>
<ul>
<li><strong>1.350.000 metri quadrati </strong>di superficie complessiva</li>
<li><strong>700 metri </strong>di dislivello</li>
<li><strong>5 chilometri </strong>di lunghezza complessiva</li>
<li><strong>4.000 gradini </strong>tra scale e rampe primarie o di collegamento</li>
<li><strong>2,35 metri </strong>l&#8217;altezza della Scala Coperta, larga 2,10 metri e con mura perimetrali spesse 2 metri</li>
</ul>
<h3 data-start="626" data-end="1370">Da fortezza a prigione</h3>
<p data-start="1372" data-end="1811">La costruzione richiese quasi <strong data-start="1402" data-end="1414">120 anni</strong> e si concluse nel <strong data-start="1433" data-end="1441">1850</strong>. Durante questo lungo periodo, il forte non fu mai teatro di battaglie significative, ma venne utilizzato principalmente come deterrente per eventuali incursioni francesi. Successivamente, con l’Unità d’Italia nel 1861, perse progressivamente la sua importanza strategica e venne trasformato in <strong data-start="1737" data-end="1757">carcere militare</strong>, ospitando prigionieri di guerra e detenuti politici, tra cui anche alcuni nomi illustri. Dopo essere stato abbandonato per anni, il forte è stato oggetto di un importante lavoro di restauro a partire dagli anni ‘90 ed è oggi una delle attrazioni più affascinanti del Piemonte. È possibile visitarlo con diversi percorsi turistici. Inoltre, all&#8217;interno della fortezza oggi, numerosi eventi culturali, rievocazioni storiche e visite notturne, garantiscono ai visitatori un&#8217;esperienza imperdibile per tenere vivo il ricordo di un&#8217;epoca ormai lontana, ma che non va dimenticata.</p>
<h2 data-start="1372" data-end="1811"><strong>Forte di Fenestrelle, le </strong>ridotte per una fortezza d&#8217;altri tempi</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="2062316237" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-di-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p data-start="1843" data-end="2377">Viene comunemente definito un forte, ma non è del tutto corretto. La struttura è in realtà un insieme di più costruzioni e quindi il termine giusto per definirla è fortezza. Questa in particolare è formata da ben 3 forti e 7 ridotte. collegati tra loro grazie a bastioni, scale , spalti e 28 risalti. I tre forti sono il <strong data-start="1925" data-end="1944">Forte San Carlo</strong>, il <strong data-start="1949" data-end="1968">Forte Tre Denti</strong> e il <strong data-start="1974" data-end="1995">Forte delle Valli</strong>. Queste tre sezioni sono appunto collegate da un sistema di camminamenti e scalinate che permettono di salire lungo la montagna. Una delle caratteristiche più straordinarie del forte è la <strong data-start="2176" data-end="2193">Scala Coperta</strong>, una monumentale scala in pietra composta da circa <strong>4000 gradini</strong>, che si snoda all’interno delle mura senza mai dover uscire dalla struttura. Oltre alla Scala Coperta, è presente anche un&#8217;altra scala, denominata <strong>Scala Reale,</strong> più piccola della precedente, 2500 gradini, ma dal valore forse più significativo. Veniva infatti usata dal re quando si recava in visita alla fortezza.</p>
<h2 data-start="2379" data-end="2700"><strong>Forte </strong>di Fenestrelle: tra polemiche e pseudostoria</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="2501031307" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/02/fortezza-fenestrelle.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Nonostante sia una fortezza dalla indiscutibile bellezza, non può certamente godere della serenità che una struttura come questa meriterebbe. Come abbiamo visto in apertura, e complici i social network che hanno dato voce anche a chi non ha nessuna competenza, negli ultimi tempi si sono sollevate alcune polemiche legate al suo utilizzo nel corso degli anni. Fin dalla sua costruzione, si vocifera che questa fortezza sia stata sfruttata come una sorta di <strong>campo di concentramento</strong> delle truppe borboniche da parte dei Savoia. Questa vicenda non trova però un fondamento storico nei vari documenti riguardanti la fortezza. C&#8217;è chi sostiene che effettivamente la costruzione e il suo utilizzo in passato siano stati testimoni di queste vicende orribili. Nonostante non ci siano delle conferme storiche, né tanto meno dei dati corroborati da fonti attendibili, la fortezza è stata oggetto di vandalismi e affissioni di targhe, poi rimosse, di eventi non realmente accaduti.</p>
<h2>Fortezza di Fenestrelle in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m58!1m12!1m3!1d361033.6077332709!2d6.732140316620146!3d45.01325056861893!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m43!3e0!4m5!1s0x4788250521d9638d%3A0x8528b3aea6c855cb!2sPinerolo!3m2!1d44.884590599999996!2d7.3306676!4m5!1s0x4789c9727086af91%3A0x322781ea5a9a741c!2sFenestrelle!3m2!1d45.0365305!2d7.048501399999999!4m5!1s0x4789c9726438faad%3A0xf5614f004d531702!2sForte%20di%20Fenestrelle%2C%20Via%20del%20Forte%2C%201%2C%2010060%20Fenestrelle%20TO!3m2!1d45.0299372!2d7.0597563!4m5!1s0x4789c48dd7019a93%3A0xfb079d76daeaf3a1!2sBorgata%20Sestriere!3m2!1d44.9716853!2d6.8941858!4m5!1s0x4789c4a13453501d%3A0xf54fa8728e9fc583!2sSestriere!3m2!1d44.957789299999995!2d6.8786371!4m5!1s0x4789c2ac2575ef49%3A0x41c57533ec835aff!2sCesana%20Torinese!3m2!1d44.9530338!2d6.7935691!4m5!1s0x4789b6e7451d746b%3A0xacfc1fa7c0baaa74!2sSusa!3m2!1d45.1386258!2d7.048424499999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1739280968415!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p data-start="40" data-end="246">Iniziate il vostro viaggio a Pinerolo, una città situata ai piedi delle Alpi Cozie. Conosciuta per la sua architettura medievale, <strong>Pinerolo</strong> vanta piazze eleganti come Piazza San Donato e Piazza Vittorio Veneto, circondate da monumenti storici. Proseguite lungo la SP23R in direzione di Fenestrelle, attraversando Villar Perosa. A <strong>Fenestrelle</strong>, non perdete l&#8217;occasione di visitare il Forte di Fenestrelle, una delle più grandi fortezze alpine d&#8217;Europa, spesso paragonata a una &#8220;Grande Muraglia piemontese&#8221;. Continuate il viaggio verso <strong>Borgata Sestriere,</strong> una frazione del comune di Sestriere. Questa località è rinomata per le sue piste da sci e offre panorami mozzafiato sulle montagne circostanti. Proseguendo, raggiungete Cesana Torinese, un affascinante borgo alpino che funge da punto di collegamento tra diverse valli. Qui, le strade sono ben asfaltate, rendendo la guida piacevole. Infine, dirigetevi verso <strong>Susa,</strong> una città ricca di storia situata nella Val di Susa. Lungo il percorso, potreste considerare una deviazione attraverso il Colle delle Finestre, un valico alpino a 2.178 metri di altitudine, noto per i suoi tornanti e panorami spettacolari.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/anche-litalia-ha-la-sua-grande-muraglia-ed-e-la-fortezza-piu-discussa-della-storia-in-piemonte-ce-il-gigante-da-oltre-4000-gradini/">Anche l&#8217;Italia ha la sua Grande Muraglia, ed è la fortezza più discussa della storia: in Piemonte c&#8217;è il gigante da oltre 4000 gradini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>4 giorni a settimana e 3 mesi all&#8217;anno: è la galleria del Piemonte che ogni motociclista sogna di fare almeno una volta</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/4-giorni-a-settimana-e-3-mesi-allanno-e-la-galleria-del-piemonte-che-ogni-motociclista-sogna-di-fare-almeno-una-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 18:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salire lungo la storica Strada militare 79, che collega i forti Fenil, Pramand, Föens e Jafferau, è molto più di un semplice percorso ad alta quota: è un viaggio attraverso la storia e la bellezza delle Alpi. Questa via, costruita alla fine del XIX secolo per difendere la conca di Bardonecchia, si snoda tra boschi, vallate e panorami mozzafiato, trasformando ogni curva in un’emozione. Galleria dei Saraceni in moto: l’itinerario Clicca qui per visualizzare il percorso completo su ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Salire lungo la storica Strada militare 79, che collega i forti Fenil, Pramand, Föens e Jafferau, è molto più di un semplice percorso ad alta quota: è un viaggio attraverso la storia e la bellezza delle Alpi. Questa via, costruita alla fine del XIX secolo per difendere la conca di Bardonecchia, si snoda tra boschi, vallate e panorami mozzafiato, <strong>trasformando ogni curva in un’emozione</strong>.</p>
<h2><span id="toc-custom-colli-di-san-fermo-in-moto-l-8217-itinerario">Galleria dei Saraceni in moto: l’itinerario</span></h2>
<p><strong><a href="https://bardonecchia.it/off-road/forte-foens-forte-jafferau-galleria-saraceni-forte-pramand/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per visualizzare il percorso completo su mappa</strong></p>
<p>La partenza avviene poco sopra <a href="https://turismotorino.org/it/visita/territorio/montagne-olimpiche/salbertrand" target="_blank" rel="noopener">Salbertrand</a>, dove la strada comincia ad arrampicarsi tra i boschi. Salendo, il paesaggio si apre e lascia spazio al Forte Fenil, un baluardo arroccato su un terrazzo roccioso che un tempo proteggeva il fondovalle. Proseguendo, si raggiunge il Colletto Pramand, punto strategico che offre vedute spettacolari e da cui una deviazione conduce al <a href="https://www.laboratorioaltevalli.it/storia-e-tradizione/forte-pramand" target="_blank" rel="noopener">Forte Pramand</a>, un’opera militare a due piani che <strong>racconta l’ingegno e la determinazione delle epoche passate.</strong></p>
<p>Dopo un tratto panoramico, il percorso regala uno dei momenti più emozionanti: l’ingresso nella celebre Galleria dei Saraceni, un tunnel scavato nel cuore del Monte Seguret. Lungo quasi un chilometro e con la sua caratteristica forma a “U”, fu costruito per <strong>proteggere la strada dalle frane e rappresenta una delle opere più ingegnose di tutta la rete militare alpina</strong>. Attraversarlo oggi è un’esperienza unica: il buio, il silenzio e il fresco delle pareti rocciose raccontano di tempi lontani e fatiche incredibili.</p>
<p>Usciti dalla galleria, il tracciato prosegue verso il Forte Föens, sospeso tra cielo e roccia. Da qui <strong>lo sguardo spazia su vallate immense e cime maestose</strong>, un panorama che toglie il fiato e invita a fermarsi, respirare e contemplare. L’ultimo tratto conduce al maestoso Forte Jafferau, a quasi 2.800 metri di quota, una delle fortificazioni più alte delle Alpi. Qui, il tempo sembra fermarsi: tra i ruderi e le pietre consumate dal vento, si percepisce ancora l’eco delle storie di soldati, ingegneri e montanari che hanno vissuto e lavorato in questi luoghi estremi.</p>
<p>Questo percorso non è soltanto un itinerario off-road, <strong>è un vero viaggio nel tempo</strong>, un cammino che unisce avventura, paesaggio e memoria storica. Ogni forte racconta una storia, ogni tornante regala una prospettiva diversa e ogni sosta diventa un momento di connessione profonda con la montagna. Quindici anni fa ho avuto la fortuna di percorrerlo in sella a una Transalp 650, e ancora oggi è uno di quei tragitti che porto nel cuore. <strong>Lo consiglio a chiunque ami la moto e la montagna</strong>: è un’esperienza unica, ma richiede abbigliamento adeguato e la massima attenzione, perché il percorso, seppur affascinante, può essere impegnativo in alcuni tratti.</p>
<p>Il Tour dei Forti è un’avventura che resta dentro, capace di fondere adrenalina e storia, bellezza e introspezione. <strong>Un viaggio che, una volta vissuto, non si dimentica più.</strong></p>
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		<title>Tra funicolari e meridiane, questo borgo d&#8217;artista del Piemonte ti farà fare un viaggio nella storia del Bel Paese</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tra-funicolari-e-meridiane-questo-borgo-dartista-del-piemonte-ti-fara-fare-un-viaggio-nella-storia-del-bel-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 16:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Città alta e città bassa, unite da una funicolare che risale addirittura alla fine dell'Ottocento. No, non siamo a Bergamo, ma qui la separazione dei due quartieri è solo uno dei tanti motivi per cui vorrai spingerti alla scoperta di una delle località più interessanti, eppure poco apprezzate, della bellissima regione del Piemonte. Infatti, in un centro storico che è un susseguirsi armonico di eleganti palazzi ricchi di colori, affreschi e decorazioni, a catturare la tua attenzione ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tra-funicolari-e-meridiane-questo-borgo-dartista-del-piemonte-ti-fara-fare-un-viaggio-nella-storia-del-bel-paese/">Tra funicolari e meridiane, questo borgo d&#8217;artista del Piemonte ti farà fare un viaggio nella storia del Bel Paese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Città alta e città bassa, unite da una funicolare che risale addirittura alla fine dell&#8217;Ottocento. No, non siamo a Bergamo, ma qui la separazione dei due quartieri è solo uno dei tanti motivi per cui vorrai spingerti alla scoperta di una delle località più interessanti, eppure poco apprezzate, della bellissima regione del <strong>Piemonte</strong>. Infatti, in un centro storico che è un susseguirsi armonico di eleganti palazzi ricchi di colori, affreschi e decorazioni, a catturare la tua attenzione saranno gli orologi: ce ne sono di ogni forma e misura. Una torre alta quasi 30 metri con 4 orologi, una parete con dodici meridiane, e un po&#8217; in ogni quartiere c&#8217;è qualcosa che richiama l&#8217;attenzione e farà esplodere la tua voglia di fotografare. Insomma, decisamente una destinazione dove non ci si annoia: pronti a partire?</p>
<h2>Le tradizioni di un borgo diviso da due rioni (e unito da una rotaia)</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="SH: " srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Mondovì, situata nel cuore delle Valli Monregalesi, in <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, è una città ricca di storia e fascino e offre un fantastico viaggio nel tempo a tutti i suoi visitatori. Il <strong>rione Piazza</strong>, che si trova sul Monte Regale, ospita palazzi storici come il Palazzo del Governatore e il Palazzo Fauzone, che contiene il <strong>Museo della Ceramica</strong>, che contiene una ricca collezione di manufatti che testimoniano la tradizione culturale dei proprio abitanti. Questi due palazzi sono una delle principali attrattive di questo borgo che fa della cultura e della storia uno dei suoi punti di forza. Proseguendo tra le vie del borgo, la chiesa della Missione e la cattedrale di San Donato sono esempi di magnificenza barocca. <strong>Breo</strong>, il rione ai piedi della collina, è noto per le sue eleganti vie porticate e la scenografica piazza San Pietro, ma il borgo di Mondovì è conosciuto anche per il <strong>Raduno Aerostatico Internazionale.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/07/mondovi-2.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Più moderna, ma anche con un richiamo al passato importante, è la <strong>funicolare</strong> costruita, nella sua prima iterazione, nel 1885-6. La versione attuale, che ha ripreso vita nel 2006, è stata progettata dal designer italiano <strong>Giorgetto</strong> <strong>Giugiaro</strong> e, proprio come avveniva più di un secolo fa, mette in collegamento i due rioni di Breo e Piazza, offrendo al turista una vista eccezionale sull&#8217;intera città. Per chi è interessato alla natura e all&#8217;avventura, i dintorni di Mondovì offrono numerose opportunità per escursioni, trekking e attività all&#8217;aperto, con panorami mozzafiato sulle Alpi Marittime e le colline circostanti. Mondovì è quindi una città che combina storia, cultura, arte e natura, offrendo un&#8217;esperienza completa e affascinante per ogni visitatore. Una pausa in moto davvero ottima anche per sfuggire dall&#8217;incessante caldo.</p>
<h2>Mondovì in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso per raggiungere Mondovì</h3>
<p>Il percorso che andremo ad affrontare oggi alla scoperta del borgo di <strong>Mondovì</strong>, parte dalla Liguria. <strong>Savona</strong> è la prima tappa del nostro itinerario e, visto che siamo in estate, partire dal mare non ci sembra un&#8217;idea sbagliata. Dopo aver trascorso una giornata in spiaggia, ci mettiamo in sella alla nostra moto e ci dirigiamo in autostrada, arrivando praticamente subito nell&#8217;entroterra, con l&#8217;uscita per la prima sosta del nostro percorso che già ci appare. Si tratta di <strong>Millesimo</strong>, una cittadina tranquilla, ideale per una breve pausa. Da qui, prendiamo la SS28 e proseguiamo verso Ceva. La strada si snoda tra le colline, e dopo un po&#8217; arriviamo a Ceva, un piccolo centro che attraversiamo velocemente per rimanere sulla SS28. A questo punto, imbocchiamo la SP12 che ci porta direttamente a Vicoforte. <strong>Vicoforte</strong> è famosa per il suo <a href="https://www.santuariodivicoforte.it/" target="_blank" rel="noopener">Santuario</a> e dopo una rapida visita, saltiamo di nuovo in sella e prendiamo la SP37 verso Mondovì. In pochi minuti ci troviamo a <strong>Mondovì</strong>, una città con un bel centro storico dove si può fare una breve sosta. Riprendiamo il viaggio sulla SP564, direzione Beinette. La strada è piacevole e scorrevole, e in breve ci troviamo a Beinette. È un buon posto per fare rifornimento e sgranchirsi un po&#8217; le gambe. Da <strong>Beinette</strong>, continuiamo sulla SP564 in direzione di Cuneo. La strada è ben tenuta e in poco tempo arriviamo proprio a <strong>Cuneo</strong>, una città vivace e interessante. Qui si conclude il nostro viaggio esplorando il centro città, magari con una cena in uno dei ristoranti locali.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/tra-funicolari-e-meridiane-questo-borgo-dartista-del-piemonte-ti-fara-fare-un-viaggio-nella-storia-del-bel-paese/">Tra funicolari e meridiane, questo borgo d&#8217;artista del Piemonte ti farà fare un viaggio nella storia del Bel Paese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Questa strada che supera i 1500 metri si trova alla confluenza di 4 regioni, ed è un piccolo record tutto italiano</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/questa-strada-che-supera-i-1500-metri-si-trova-alla-confluenza-di-4-regioni-ed-e-un-piccolo-record-tutto-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Bocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 10:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In provincia di Alessandria, in Piemonte, precisamente nel territorio del comune di Cabella Ligure, si snoda uno straordinario itinerario che conduce, tra stretti tornanti e panorami mozzafiato, alla località montana di Capanne di Cosola. Qui, ad un’altitudine di 1.500 metri, si incontrano i territori di ben quattro regioni, Liguria, Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, e ci si affaccia su una terrazza panoramica naturale dalla quale è possibile ammirare, in un colpo d’occhio ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/questa-strada-che-supera-i-1500-metri-si-trova-alla-confluenza-di-4-regioni-ed-e-un-piccolo-record-tutto-italiano/">Questa strada che supera i 1500 metri si trova alla confluenza di 4 regioni, ed è un piccolo record tutto italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In provincia di Alessandria, in Piemonte, precisamente nel territorio del comune di Cabella Ligure, si snoda uno straordinario itinerario che conduce, tra stretti tornanti e panorami mozzafiato, alla località montana di <strong>Capanne di Cosola</strong>. Qui, ad un’altitudine di 1.500 metri, si incontrano i territori di ben quattro regioni, <strong>Liguria, Piemonte,</strong> <strong>Emilia-Romagna</strong> e <strong>Lombardia,</strong> e ci si affaccia su una terrazza panoramica naturale dalla quale è possibile ammirare, in un colpo d’occhio eccezionale, la Pianura Padana, le Alpi, l’Appennino e il Mar Ligure.</p>
<h2>Capanne di Cosola in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<p>L’itinerario delle Capanne di Cosola percorre <strong>strade con tratti a percorribilità ridotta o molto difficile</strong>. Come riportato da alcuni utenti, infatti, il percorso può risultare sconnesso, senza asfalto o con terra e sassolini. Se decidete di affrontarlo, sia singolarmente che in gruppo, <em>vi invitiamo a prestare la massima attenzione</em> e seguire sempre le indicazioni delle autorità, oltre che verificare le condizioni meteorologiche.</p>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d90798.65498773841!2d9.065485962623402!3d44.669424825586866!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x4787568a1031e1c5%3A0x51742a4834c195f4!2sCabella%20Ligure%2C%2015060%20AL!3m2!1d44.673990599999996!2d9.0945077!4m5!1s0x478754d2396d6013%3A0x81bd01a786ee70d!2sCapanne%20di%20Cosola%2C%2015060!3m2!1d44.674066499999995!2d9.199577!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1750008006075!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Il <strong>Monte Chiappo</strong> appartiene al gruppo del <em><strong>Monte Antola</strong></em> e la sua vetta traccia il confine tra le provincie di <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/5-castelli-alle-porte-di-piacenza-che-ti-faranno-innamorare-della-storia-di-queste-colline/" target="_blank" rel="noopener">Piacenza</a>, Alessandria e Pavia, ognuna delle quali possiede almeno un versante della montagna. La sua posizione, unita alla ragguardevole altezza di 1.699 metri, ne fanno un punto panoramico come pochi altri nella zona, considerato che dalla sua cima lo sguardo divaga tra le quattro valli sottostanti (<strong><em>Staffora, Borbera,</em></strong> <em><strong>Boreca</strong></em> e <em><strong>Curone</strong></em>)<em><strong>,</strong></em> le vette imponenti del <em><strong>Cavalmurone,</strong></em>dell&#8217;<em><strong>Ebro</strong></em> e del <em><strong>Lesima</strong></em> e buona parte dell’Appennino, fino a perdersi nel <strong>Mar Ligure</strong>.</p>
<p>Il punto di accesso preferenziale alla cima del Monte Chiappo è proprio <strong>Capanne di Cosola</strong>, amena località di montagna dove sorge l’omonimo albergo, che fin dal 1800 ha fornito, agli amanti della natura incontaminata, il necessario comfort per godere appieno delle meraviglie circostanti. L’itinerario suggerito, da percorrere in moto tutto d’un fiato, si snoda interamente lungo la <strong>Strada Provinciale 140</strong>, per <strong>17 chilometri</strong> durante i quali si susseguono una lunga serie di tornanti, secondo un percorso che, più si inerpica lungo il versante del Monte Chiappo, più diventa tortuoso e impegnativo.</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CRIuM5sJRvO/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da ☞ Best Pictures of PIEMONTE (@loves_piemonte)</a></p>
</blockquote>
<p>Il centro di <strong>Cabella Ligure</strong> è facilmente raggiungibile da Alessandria, percorrendo circa <strong>58 chilometri</strong> di strada lineare e di percorrenza agevole e tranquilla, soprattutto nella parte iniziale, quando si lascia la città piemontese sulla <em><strong>SP 35bis dei Giovi</strong></em>, si prosegue sulle <em><strong>SP 35bis e ter</strong></em>, ci si immette nella <em><strong>A7/E62</strong></em> all’altezza di <strong>Serravalle</strong> per uscirne a <strong>Vignole Borbera/Arquat</strong>. In corrispondenza di questa uscita, dopo un brevissimo tratto in <strong>SP 143</strong>, si imbocca la <strong>Strada Provinciale 140</strong>, che già in questa sezione si presenta più sinuosa e movimentata, la quale, rasentando le sponde del <em><strong>Torrente Borbera</strong></em> conduce fino all’ingresso nel centro urbano di <strong>Cabella Ligure</strong>.</p>
<h2>Il “nastro nero”</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Torrente Bòrbera, Cabella Ligure. Shutterstock_2497822763" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/torrente-borbera-cabella-ligure.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />
Il Torrente Bòrbera vicino Cabella Ligure</p>
<p>Da <strong>Cabella Ligure</strong>, proseguendo sulla <strong>SP 140</strong>, il paesaggio e la difficoltà della guida iniziano a variare sensibilmente. La strada presenta il fondo asfaltato ed in discrete condizioni di manutenzione, solo a tratti il manto presenta inevitabili <strong>crepe</strong> da smottamento del sottofondo stradale, ma di scarso impatto sulla guida. La <strong>SP 140</strong>, nel comune di <strong>Cabella,</strong> è una strada a corsia unica e a doppio senso di circolazione per tutta la sua lunghezza, poiché la carreggiata, di larghezza ridotta, non consente la suddivisione in due corsie mediante linea di mezzeria.</p>
<p>Lo stretto nastro di asfalto grigio si arrampica per i primi otto chilometri, circa, seguendo ancora l’andamento morbido del <strong>Torrente Bòrbera</strong>, attraversando boschi di latifoglie che, proseguendo verso la cima diventano ampie foreste di conifere sempreverdi. La strada, curva dopo curva, tornante dopo tornante, consente di superare un <strong>dislivello di circa mille metri</strong>, passando dai <strong>510 metri</strong> sul livello del mare di <strong>Cabella Ligure</strong>, ai circa <strong>1500</strong> della località <strong>Capanne di Cosola</strong>, con un percorso che si snoda, in tutta la sua invitante serpentina, nel verde sottobosco dell’Appennino Ligure.</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CHBI8KwhSLM/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Cristina Casazza (@cri.shots)</a></p>
</blockquote>
<p>Gli <strong>ultimi sette chilometri</strong> del percorso, a partire dal ripido tornante intorno al quale si articola il piccolo centro abitato di <strong>Montaldo di Cosola</strong>, sono i più impegnativi. La sinuosa striscia nera di asfalto, la cui sezione appare sempre più ridotta, varia repentinamente direzione, avvolgendosi in spire strette e tortuose. I paesaggi di montagna offrono <strong>panorami straordinari</strong>. Non è improbabile, nei giorni di cielo coperto, attraversare le nuvole, ritrovandosi nella nebbia più fitta, fino a superarle, per vivere la inusuale sensazione di dominare il cielo dall’alto.</p>
<p>L’altitudine alla quale l’itinerario si colloca, consiglia di affrontare l’escursione su due ruote in estate, quando <strong>Capanne di Cosola</strong> diventa una fresca alternativa alla calura cittadina, o in autunno, quando le selve di latifoglie assumono colori caldi e variegati che rendono ancora più suggestiva l’escursione.</p>
<h2>Tutto quello che c’è da sapere su Capanne di Cosola</h2>
<h3>Il territorio delle Quattro Province</h3>
<p><strong>Cosola</strong> è una ridente località di montagna ubicata nel comune di <strong>Cabella Ligure</strong>, in alta Val Borbera, a 894 metri di altezza e nel pieno del territorio delle <strong><em>Quattro Province</em></strong>. Con questa denominazione si indica comunemente un breve tratto dell’Appennino Ligure che comprende le province di Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza. Il piccolo centro, che si estende in ampie zone dalla forte vocazione turistica, si sviluppa sulle pendici del <em><strong>Monte Chiappo</strong></em>, che raggiunge i 1.700 metri, ed è circondato dai rilievi del monte <em><strong>Cavalmurone</strong></em> e del monte <em><strong>Ebro,</strong></em> entrambi dotati di un’altezza che sfiora i 1.700 metri.</p>
<p>La frazione di <strong>Capanne</strong> si erge lungo la strada che collega <strong>Cosola</strong> a <strong>Zerba,</strong> comune in provincia di Piacenza noto per la sua popolazione decisamente ridotta, solo 73 anime, con una densità abitativa di poco superiore ai tre abitanti per chilometro quadrato. Caratteristica di Zerba, propaggine occidentale dell’Emilia Romagna, è anche quella di essere l’unico centro emiliano a confinare con il Piemonte, oltre che il più alto e meno popoloso dell’intera provincia di Piacenza.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/B79NV5Box93/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p>&nbsp;</p>
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<p>La medesima strada che va da Cosola a Zerba conduce fino a <strong>Santa Margherita di Staffora</strong>, nell&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/al-di-la-del-fiume-dove-ogni-angolo-e-un-trionfo-di-cantine-se-avete-apprezzato-la-franciacorta-vi-innamorerete-di-queste-colline/" target="_blank" rel="noopener">Oltrepò Pavese</a> (provincia di Pavia), antichissimo borgo dalla storia millenaria e dagli antichi splendori che oggi conta solamente 480 abitanti, a causa del triste fenomeno dello spopolamento dei paesi montani che qui ha avuto origine negli anni Trenta del Novecento, quando i residenti erano circa duemila.</p>
<p>Le valli ed i valichi che attraversano questi territori sono stati utilizzati, in un passato più o meno remoto, per il trasporto delle merci da Genova, dove giungevano via mare, verso la Pianura Padana o l’antica Aquileia, ma qui si ritrova anche il tracciato della medievale Via Francigena, che dalla Francia conduceva i pellegrini prima verso Roma, poi verso la Puglia, da dove i devoti cristiani proseguivano verso Gerusalemme.</p>
<h3>L’Albergo ristorante Capanne di Cosola</h3>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CR9cSvvDZVG/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p>&nbsp;</p>
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<p>Giunti alla fine della <strong>Strada Provinciale 140</strong>, di fronte allo storico <strong>albergo Capanne di Cosola</strong>, a cavallo del confine con l’Emilia Romagna, ci si ferma ad ammirare il Golfo Ligure, le Alpi ed il Monviso, la Pianura Padana e l’Appennino, con le sue ampie vallate.</p>
<p>Dopo aver deliziato gli occhi e lo spirito, soprattutto se la passeggiata ha messo appetito, è possibile rallegrare anche il palato, gustando i <strong>piatti tipici</strong> proposti dalla cucina dell’albergo: nei piatti disponibili <strong>porcini, tartufi, patate</strong> e <strong>castagne</strong> la fanno da padrone, accanto alle <strong>carni</strong> dei capi allevati nei pascoli del posto e all’ottimo <strong>vino Timorasso</strong>, tipico dell’Alessandrino e del Tortonese.</p>
<p>Una gastronomia casalinga e tradizionale, quindi, come s’addice ad una struttura che da oltre centoventi anni accoglie i numerosi turisti ed escursionisti che vi si recano, alla scoperta dei sentieri che conducono sulla vetta del monte condiviso da ben tre regioni.</p>
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		<title>Una linea retta che taglia le Alpi fino a quota 2400 metri: per scoprire il rifugio più bello del Piemonte devi passare da qui</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/una-linea-retta-che-taglia-le-alpi-fino-a-quota-2400-metri-per-scoprire-il-rifugio-piu-bello-del-piemonte-devi-passare-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
		<category><![CDATA[Passi di montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia dei rifugi alpini in Italia nasce nel 1886 quando, sul Gran Sasso d'Italia, venne costruito il rifugio Giuseppe Garibaldi. Si trattava di una vera e propria novità, ma che attecchì senza particolari difficoltà, soprattutto per la presenza di innumerevoli zone di montagna in Italia. Un po' come le Alpi Cozie, in Piemonte, dove una strada sterrata che sale fino a quota 2437 m s.l.m. ci permette di raggiungere un bellissimo rifugio, molto più recente, ma dalla storia degna di nota. ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/una-linea-retta-che-taglia-le-alpi-fino-a-quota-2400-metri-per-scoprire-il-rifugio-piu-bello-del-piemonte-devi-passare-da-qui/">Una linea retta che taglia le Alpi fino a quota 2400 metri: per scoprire il rifugio più bello del Piemonte devi passare da qui</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dei rifugi alpini in Italia nasce nel 1886 quando, sul Gran Sasso d&#8217;Italia, venne costruito il rifugio Giuseppe Garibaldi. Si trattava di una vera e propria novità, ma che attecchì senza particolari difficoltà, soprattutto per la presenza di innumerevoli zone di montagna in Italia. Un po&#8217; come le Alpi Cozie, in Piemonte, dove una strada sterrata che sale fino a quota 2437 m s.l.m. ci permette di raggiungere un bellissimo rifugio, molto più recente, ma dalla storia degna di nota. Insomma, il <strong>Passo della Gardetta </strong>non è il solito percorso di curve e panorami, ma una piccola (pur facile) avventura dove &#8220;sognano le aquile&#8221;. Pronti a partire?</p>
<h2>Passo della Gardetta in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Lasciamo il centro storico di Cuneo seguendo il lungo rettilineo di Corso Nizza, che cambia denominazione fuori dal nucleo urbano diventando SS20, e continuiamo per 8 chilometri fino a <strong>Borgo San Dalmazzo</strong>. Da qui, prendiamo la SS21 &#8211; Strada Statale della Maddalena che ci permette di raggiungere, in circa 19 chilometri, l&#8217;abitato di <strong>Demonte</strong>, a 780 m s.l.m. Abbandoniamo la statale e prendiamo Via Val D&#8217;Arma, che mano mano risale il Passo della Gardetta passando per piccoli borghetti di montagna, come San Giacomo. Ancora al Rifugio Carbonetto (1874 m s.l.m.) siamo sulla strada asfaltata, che continua almeno fino all&#8217;incrocio con il <strong>Colle Valcavera</strong>. Meno facile, e più adatto alle enduro, il tratto che va dalle caserme della Bandia al <strong>rifugio Gardetta</strong>, passando per Colle Margherina (2401 m s.l.m.) e Colle Cologna, completando così i circa 63 chilometri di itinerario.</p>
<h2>7 colli, ma non è Roma</h2>
<p>Un paesaggio idilliaco, soprattutto durante i mesi estivi, è quello che caratterizza tutta la zona del Passo della Gardetta. Ci troviamo infatti tra il <strong>v</strong><strong>allone di Unerzio</strong> e l&#8217;<strong>altopiano della Meja-Gardetta</strong>, ben sopra quota 2000, in quella parte di provincia di Cuneo che è un vero e proprio gioiello naturalistico. Qui, peraltro, si può decidere di percorrere, lasciata temporaneamente da parte la moto, il ben noto <strong>Sentiero dei 7 colli</strong>, che collega i rilievi collinari di Gardetta, Rocca Brancia, Oserot, la Croce, Peroni, Scaletta, Escalon.</p>
<p>Ma questa è anche una zona dalla discreta rilevanza storica, in quanto fu luogo di combattimento durante la Prima guerra mondiale. Non a caso, lo stesso <a href="https://www.rifugiogardetta.it/wp/" target="_blank" rel="noopener"><strong>rifugio della Gardetta</strong></a> è una costruzione di origine militare, che sul finire degli anni Ottanta è stato completamente ristrutturato e ora accoglie i turisti e gli escursionisti che si fermano per una breve sosta. Si trova a quota 2335 m s.l.m. ed è aperto dal 14 giugno al 14 settembre: è uno dei rifugi in cui fermarsi anche la notte, poiché dotato di 30 posti letto (accessibili solo previa prenotazione), suddivisi in 3 edifici in pietra che incorniciano i resti dell&#8217;edificio storico, in un contesto davvero molto rilassante.</p>
<h3>Parchi e riserve intorno al passo della Gardetta</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/cascate-di-stroppia-1222528429.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Tutta la valle del passo della Gardetta ha un&#8217;antica formazione geologica che deriva da un antico oceano preistorico che esisteva tra l&#8217;Africa e l&#8217;Europa. Nel corso delle ere geologiche, poi, i continenti si avvicinarono in seguito a una collisione che portò alla formazione della catena montuosa delle Alpi. Tutto ciò è testimoniato da diversi aspetti quali le pareti verticali di <strong>Rocca La Meja</strong> o gli strati contorti del <strong>Cassorso</strong> o del <strong>Bodoira-Monte Giordano</strong>.</p>
<p>Da scoprire anche la <strong>riserva naturale dei Ciciu del Villar</strong>, luogo dove sono presenti delle caratteristiche bambole di pietra, formatesi in seguito all&#8217;azione erosiva degli agenti atmosferici. Secondo la credenza popolare sarebbero dei soldati romani trasformati in pietra per evitare che San Costanzo venisse catturato.</p>
<p>Interessanti da visitare sono anche le <strong>cascate di Stroppia </strong>che, nonostante non siano così conosciute, sono le <strong>più alte d&#8217;Italia </strong>con un salto di quasi 500 metri. Si trovano nel territorio della piccola Acceglio, un paesino della Valle Maira direttamente al confine con la Francia.</p>
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		<title>Se al sud ci sono i Tratturi, in Piemonte vanno forte i Bocchetti: è lei la strada più celebre della transumanza in Piemonte</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/se-al-sud-ci-sono-i-tratturi-in-piemonte-vanno-forte-i-bocchetti-e-lei-la-strada-piu-celebre-della-transumanza-in-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Bocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 06:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete mai sentito parlare del Bocchetto di Sessera? Si tratta di un valico alpino in provincia di Biella, attraversato da una delle più famose strade ad alta quota del Piemonte. Il passo collega la Valle dello Strona di Mosso alla Val Sessera ed è rinomato anche per il percorso necessario per raggiungerlo: la suggestiva Strada Panoramica Zegna, o SP232. L’Alto Piemonte, in particolare la provincia di Biella, può offrire spunti interessanti per chi è alla ricerca di strade di montagna ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/se-al-sud-ci-sono-i-tratturi-in-piemonte-vanno-forte-i-bocchetti-e-lei-la-strada-piu-celebre-della-transumanza-in-piemonte/">Se al sud ci sono i Tratturi, in Piemonte vanno forte i Bocchetti: è lei la strada più celebre della transumanza in Piemonte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai sentito parlare del <strong>Bocchetto di Sessera</strong>? Si tratta di un valico alpino in provincia di <strong>Biella,</strong> attraversato da una delle più famose strade ad alta quota del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>. Il passo collega la Valle dello Strona di Mosso alla Val Sessera ed è rinomato anche per il percorso necessario per raggiungerlo: la suggestiva <strong>Strada Panoramica Zegna</strong>, o SP232. L’<strong>Alto Piemonte</strong>, in particolare la provincia di Biella, può offrire spunti interessanti per chi è alla ricerca di strade di montagna tutte da scoprire. Ecco perché stavolta visitiamo proprio il Bocchetto di Sessera in moto. Allora montiamo in sella e lanciamoci ad alta quota!</p>
<h2><strong>Bocchetto di Sessera in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m48!1m8!1m3!1d357103.4479706731!2d8.177463!3d45.633334!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x478620e6c89ededb%3A0x4ee07688db60df3!2sBiella%2C%2013900%20BI!3m2!1d45.5628842!2d8.0583397!4m5!1s0x47861e36e5160057%3A0xc1cfd83a63cbf107!2sBocchetto%20di%20Sessera%2C%2013811%20Tavigliano%20BI!3m2!1d45.664167!2d8.062778!4m5!1s0x47861075c9304eb5%3A0x1c05e68093b726a0!2s13011%20Borgosesia%20VC!3m2!1d45.7293117!2d8.2574163!4m5!1s0x4786114ed786de9b%3A0x5f0bbae27536786a!2sSerravalle%20Sesia%2C%2013037%20VC!3m2!1d45.6784734!2d8.3125257!4m5!1s0x4786156c4b27a16d%3A0x352e3bb8a8b1a7b2!2sGattinara%2C%2013045%20VC!3m2!1d45.613952499999996!2d8.3715171!4m5!1s0x478620e6c89ededb%3A0x4ee07688db60df3!2sBiella%2C%2013900%20BI!3m2!1d45.5628842!2d8.0583397!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1623684806751!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>Itinerario</strong></h3>
<p>Il nostro itinerario sul <strong>Bocchetto di Sessera</strong> in moto parte da <strong>Biella</strong> con rientro nella città capoluogo dell’omonima provincia del Piemonte Settentrionale. Prendiamo Via Corradino Sella/<strong>SP100 </strong>che diventa Via Giacomo Matteotti/SP100; svoltiamo a destra e ci immettiamo su <strong>SP115</strong>, poi svoltiamo a sinistra su <strong>SP 232</strong>. In una quarantina di minuti siamo già a Bocchetto di Sessera dopo aver attraversato i comuni di Tollegno, Sagliano Micca, Oneglie, Campiglia Cervo. Dal Bocchetto l&#8217;itinerario in moto continua lungo la <strong>Strada Panoramica Zegna.</strong> Riprendiamo <strong>SP115</strong> e prendiamo <strong>SP232; </strong>svoltiamo a sinistra su <strong>SP 113</strong> e rimaniamo su questo tracciato fino alla rotonda in cui imbocchiamo Via Noveis. In seguito ci immettiamo sulla <strong>SP 71</strong> e sulla <strong>SP 299</strong>. Continuiamo su SP299 fino a Borgosesia, dove arriviamo in una cinquantina di minuti.</p>
<p>Da Borgosesia prendiamo Via Calco, Via Piave, Via Casazza e continuiamo su <strong>SP299 &amp; Str. Sponda Destra</strong>. Rimaniamo su questa fino a Via Piane. Attraversiamo Serravalle Sesia lungo la SP 299 e poi prendiamo <strong>SP165</strong>. Alla rotonda imbocchiamo SP142 e in un quarto d&#8217;ora circa siamo a Gattinara. Da questa località ci teniamo lungo la <strong>SP 594</strong>; alla rotonda imbocchiamo <strong>SP142</strong> e poi <strong>SP315 </strong>che ci riconduce a Biella.</p>
<h2><strong>Bocchetto di Sessera, cosa vedere</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Battistero di Biella, Biella" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/battistero-di-biella-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />
Il comune di Biella, alla base delle omonime <strong>Alpi Biellesi</strong>, rappresenta l&#8217;ideale punto di partenza per scoprire le strade che si inerpicano, curva dopo curva, su su fino a panorami che tolgono il fiato. La stessa <strong>Biella</strong> merita una visita. Famosa per essere una città industriale particolarmente affermata nel settore del tessile nell’Ottocento e nel Novecento, la città vanta un centro storico che è davvero un gioiellino, da gustare con gli occhi e con il cuore. Fa&#8217; una passeggiata fino al <strong>Battistero di Biella</strong> e non te ne pentirai.</p>
<h3><strong>Storia del Bocchetto di Sessera</strong></h3>
<p>Il Passo del Bocchetto di Sessera ha una lunga storia a dire il vero. Un tempo qui transitavano i pastori biellesi che ogni anno conducevano in <strong>transumanza</strong> <strong>le greggi verso l’alta Val Sessera. </strong>Questo luogo è stato però protagonista anche della grande Storia più recente. Infatti, <strong>durante la Seconda Guerra Mondiale questa fu una zona particolarmente attiva per i partigiani piemontesi</strong>. Oggi il territorio è incluso nell’Oasi Zegna; d’inverno è una apprezzata località sciistica, mentre d’estate si apre la stagione dell’escursionismo, a piedi o in MTB.</p>
<h3><strong>Oasi Zegna vicino Biella</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Eremo Santa Maria, Oasi Zegna, Veglio, Biella" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/06/eremo-santa-maria-oasi-zegna-veglio-biella.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />
Eremo Santa Maria nell&#8217;Oasi Zegna</p>
<p>L’Oasi Zegna, lungo la <strong>Strada Panoramica Zegna</strong> che da Bocchetto di Sessera ci porta verso Bielmonte e la zona orientale della regione, è un&#8217;altra tappa degna di nota. Si tratta di un&#8217;area naturalistica in provincia di Biella istituita grazie alla volontà di <strong>Ermenegildo Zegna</strong>, fondatore dell’omonimo gruppo, che volle dare nuova vita al suo paese d&#8217;origine. Il progetto prevedeva anche la riforestazione della zona e la realizzazione di una strada, la famosa Panoramica Zegna, dalle cui curve possiamo godere di un ambiente montano davvero molto affascinante.</p>
<h3><strong>Borghi dell&#8217;Alto Piemonte</strong></h3>
<p><strong>Borgosesia</strong>: in provincia di Vercelli è il centro più popoloso della <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valsesia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valsesia</a></strong>, un borgo gradevole che si sviluppa lungo il fiume Sesia e che fa parte dei cosiddetti &#8220;Cento comuni della piccola grande Italia&#8221;. Tra i luoghi da visitare ci sono: il cinquecentesco <strong>Santuario di Sant&#8217;Anna di Montrigone</strong>, la <strong>Chiesa di San Rocco</strong>, il ponte romano di Agnona, l&#8217;<strong>Ospedale degli Infermi </strong>e la <strong>Torre del Trione</strong>. Il nostro itinerario ci conduce poi alla scoperta di <strong>Gattinara:</strong> un altro antico Borgo Franco in provincia di Vercelli con una fortificazione medievale che in parte si può ancora visitare.</p>
<h2><strong>Bocchetto di Sessera dove mangiare</strong></h2>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DFubfc4MsuT/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p>&nbsp;</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/DFubfc4MsuT/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Locanda Bocchetto Sessera (@locandabocchettosessera)</a></p>
</blockquote>
<p>Il Piemonte non è solo la regione della gianduia e della bagna cauda. Lungo il nostro itinerario incontriamo una serie di ristoranti che portano alto il nome della cucina piemontese. Eccone alcuni:</p>
<ul>
<li><a href="https://bocchettosessera.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Locanda Bocchetto Sessera </strong></a>prende il nome dalla località di cui rappresenta l&#8217;hotel di riferimento. Da non perdere sono: polenta cunscia, capriolo con le pere e lo stracotto d&#8217;asino. Lo trovi a Regione Bocchetto Sessera, 13811 Tavigliano BI.</li>
<li><a href="https://www.ristoranteregallo.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ristorante Regallo</strong></a> a Biella è un ristorante che unisce la tradizione alla cultura della cucina contemporanea. Vi consigliamo spaghettoni con la bottarga di muggine, crema di burro al limone e risotto affumicato con polvere di pomodoro e gamberi rossi. Lo trovi a Via Tollegno, 4, 13900 Biella BI.</li>
<li><a href="https://casagalloni.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Casa Galloni 1669 </strong></a>a Borgosesia mette a disposizione dei commensali un&#8217;ottima carta dei vini. Non perdete i tortelli di zucca, risotto, porcini freschissimi e i piatti a base di oca. Indirizzo: Via Cairoli, 42, 13011 Borgosesia VC.</li>
</ul>
<p>Scoprite anche gli altri percorsi consigliati da queste parti, <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/in-piemonte-ce-la-montagna-dei-due-laghi-dai-suoi-1500-metri-daltezza-i-panorami-diventano-una-cartolina-di-meraviglia/" target="_blank" rel="noopener">come il <strong>Mottarone</strong> ed il periplo del <strong>Lago d’Orta</strong></a>!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/se-al-sud-ci-sono-i-tratturi-in-piemonte-vanno-forte-i-bocchetti-e-lei-la-strada-piu-celebre-della-transumanza-in-piemonte/">Se al sud ci sono i Tratturi, in Piemonte vanno forte i Bocchetti: è lei la strada più celebre della transumanza in Piemonte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un arco di pietra ha dato vita a questo lago di montagna: nella Valle dell&#8217;Orco c&#8217;è un gioiello della natura a 2000 metri d&#8217;altezza</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/un-arco-di-pietra-ha-dato-vita-a-questo-lago-di-montagna-nella-valle-dellorco-ce-un-gioiello-della-natura-a-2000-metri-daltezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Bocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello del Lago di Teleccio è un itinerario impegnativo da affrontare in motocicletta, ma che ti assicurerà di essere di fronte ad uno scenario paesaggistico davvero senza paragoni. Una meta tradizionale del turismo piemontese, da visitare in sella alla moto per scoprire un paesaggio naturalistico di grande valore. Il percorso per il Lago di Teleccio è particolarmente impegnativo. Il traguardo è in prossimità dei 2000 metri di altitudine e, partendo da Rosone, si incontrano 29 tornanti su ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/un-arco-di-pietra-ha-dato-vita-a-questo-lago-di-montagna-nella-valle-dellorco-ce-un-gioiello-della-natura-a-2000-metri-daltezza/">Un arco di pietra ha dato vita a questo lago di montagna: nella Valle dell&#8217;Orco c&#8217;è un gioiello della natura a 2000 metri d&#8217;altezza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello del <strong>Lago di Teleccio</strong> è un itinerario impegnativo da affrontare in motocicletta, ma che ti assicurerà di essere di fronte ad uno scenario paesaggistico davvero senza paragoni. Una meta tradizionale del turismo piemontese, da visitare in sella alla moto per scoprire un paesaggio naturalistico di grande valore. Il percorso per il Lago di Teleccio è particolarmente impegnativo. Il traguardo è in prossimità dei<strong> 2000 metri di altitudine</strong> e, partendo da Rosone, si incontrano <strong>29 tornanti</strong> su una strada parzialmente asfaltata. Sebbene l&#8217;asfalto non sia in condizioni pregevoli, la difficoltà è media e non c&#8217;è traffico per larga parte dell&#8217;anno. L&#8217;intero<strong> itinerario del Nivolet</strong> rappresenta un percorso unico da percorrere nel cuore del Gran Paradiso. Da qui si ammirano da prospettiva privilegiata i laghi, naturali e artificiali, dell&#8217;arco alpino.</p>
<h2>Lago di Teleccio in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d44776.511230435746!2d7.365788047010899!3d45.4590871234539!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x4788f9fe6610acd7%3A0x45b721d728a313b5!2s10080+Rosone+TO!3m2!1d45.4307948!2d7.4338600999999995!4m5!1s0x4788fb64f2f5cd19%3A0x74c64fc11b9e14ba!2sLago+di+Teleccio%2C+Locana%2C+TO!3m2!1d45.4873902!2d7.3679191!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1561727666612!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Si parte da località <strong>Rosone</strong> da dove puoi iniziare a inerpicarti verso il Lago di Teleccio; la strada non è molto larga e parte subito con delle pendenze abbastanza impegnative. Affrontando questa strada si entra nella valle e sopra di essa si scorge subito la <strong>diga di Teleccio</strong>. La prima impressione che avrai è che questa si trovi ad un&#8217;altitudine talmente elevata che è quasi impossibile raggiungerla.<br />Altro avviso importante che dobbiamo darti è che con molta probabilità il tuo percorso in moto potrà essere interrotto a più riprese da qualche <strong>gregge di pecore</strong> che potrai incontrare e che ti obbligherà a fermarti in attesa che passino. In alcuni tratti l&#8217;impegno alla guida dovrà essere preponderante, in quanto la strada è <strong>completamente priva di protezioni</strong>, con uno strapiombo a destra sul torrente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Lago di Teleccio, vista della diga" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-vista-della-diga.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />La diga che &#8220;da&#8217; vita&#8221; al Lago di Teleccio</p>
<p>Altri tratti di strada sono caratterizzati dalla presenza sui lati di pascoli e da piccoli borghi, che rappresentano ancora frazioni del comune di <strong><a href="https://www.comune.locana.to.it/it-it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Locana</a></strong>, dove potrai anche trovare dei produttori di ottimo formaggio.<br />L&#8217;ultimo tratto di strada abbandona l&#8217;asfalto per passare alla <strong>pietra viva</strong> e a una serie di tornanti molto secchi che richiedono la necessità di utilizzare delle marce basse per poterli affrontare al meglio. Si arriva finalmente in cima alla diga e lo spettacolo che si presenta davanti agli occhi è davvero imparagonabile, con un panorama mozzafiato e che non teme il paragone con località sicuramente più conosciute.</p>
<p>Dopo una breve sosta per recuperare le forze, riprendiamo il percorso per ritornare verso casa. Se vuoi affrontare un percorso meno impegnativo, ti consigliamo di deviare verso Alpette, direzione Cuargné Pratiglione.</p>
<h2>Lago di Teleccio: tutto quello che c&#8217;è da sapere</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Lago di Teleccio, sponde. Shutterstock_715168720" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/05/lago-di-teleccio-sponde.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />Lago di Teleccio, le sponde piemontesi</p>
<p>Quando si parla di laghi artificiali, difficilmente viene mostrato un interesse dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Il <strong>Lago di Teleccio</strong>, da molti conosciuto anche come Lago di Telessio, si rivela invece molto interessante. Qui possiamo incontrare diversi tratti molto caratteristici e che presentano delle interessanti vedute sulla vallata sottostante. Questo lago artificiale si trova ad un&#8217;altitudine di poco inferiore ai<strong> 2000 metri</strong>, nel cuore della <strong>Valle dell&#8217;Orco</strong>, in prossimità del comune di Locana, in provincia di Torino.</p>
<p>Il lago è situato nel <strong>vallone del Piantonetto</strong>, che deve essere completamente risalito per giungere fino a questo laghetto, partendo dalla località di Rosone, una frazione del comune di Locana. Il lago è parte integrante di un sistema più ampio denominato <strong>Valsoera-Telessio</strong>, composto dalla diga omonima e dalla centrale idroelettrica di Telessio. Queste sfruttano le acque piovane accumulate al serbatoio di Valsoera e lo scorrere dei torrenti Piantonetto, Valsoera e Boema per produrre energia elettrica.</p>
<h3>I parchi naturali della zona</h3>
<p>Il Lago di Teleccio è una meta meno nota agli escursioni di trekking e di motociclismo rispetto agli altri laghi della zona. In particolare, non lontano troviamo due mete pregevoli del <strong>Parco Nazionale Gran Paradiso</strong>, ovvero Ceresole e <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/colle-del-nivolet/" target="_blank" rel="noopener">Nivolet</a>.<br /></strong>La sua minor visibilità si ripercuote da un lato sul livello più impegnativo del percorso, dall&#8217;altro sulle maggiori potenzialità turistiche associate. Tra queste la possibilità di incontrare la fauna tipica del posto. Prime fra tutte le <strong>marmotte</strong> che trovano in questo tratto alpino il loro habitat naturale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/un-arco-di-pietra-ha-dato-vita-a-questo-lago-di-montagna-nella-valle-dellorco-ce-un-gioiello-della-natura-a-2000-metri-daltezza/">Un arco di pietra ha dato vita a questo lago di montagna: nella Valle dell&#8217;Orco c&#8217;è un gioiello della natura a 2000 metri d&#8217;altezza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Se pensavi che fosse solo la regione del tartufo e dei formaggi, aspetta prima di conoscere le incredibili birre del Piemonte</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/se-pensavi-che-fosse-solo-la-regione-del-tartufo-e-dei-formaggi-aspetta-prima-di-conoscere-le-incredibili-birre-del-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Bocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai mai pensato di organizzare un itinerario in moto alla scoperta dei segreti della birra piemontese? Con questo itinerario, siamo curiosi di conoscere e farti conoscere i luoghi dove nasce l’artigianato della birra, fra paesaggi e strade che si prestano molto a passeggiate in moto. Passando per luoghi dal fascino tutto particolare, e tutti situati nel Bel Paese, ti portiamo a visitare alcune località dove panorami, strade e sentieri da veri riders fanno rima con birra. Una bella bionda ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/se-pensavi-che-fosse-solo-la-regione-del-tartufo-e-dei-formaggi-aspetta-prima-di-conoscere-le-incredibili-birre-del-piemonte/">Se pensavi che fosse solo la regione del tartufo e dei formaggi, aspetta prima di conoscere le incredibili birre del Piemonte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai pensato di organizzare un<strong> itinerario in moto </strong>alla scoperta dei segreti della <strong>birra piemontese</strong>? Con questo itinerario, siamo curiosi di conoscere e farti conoscere i luoghi dove nasce l’artigianato della birra, <strong>fra paesaggi e strade che si prestano molto a passeggiate in moto. </strong>Passando per luoghi dal fascino tutto particolare, e tutti situati nel Bel Paese, ti portiamo a visitare alcune località dove panorami, <strong>strade e sentieri da veri riders fanno rima con birra</strong>. Una bella bionda alla fine di un lungo tragitto non è forse una ricompensa giusta?</p>
<h2>Birre piemontesi in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d724201.4398114032!2d7.66331731930491!3d44.84372801274201!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x478743988f4c7055%3A0xcfbc818fff9a32e6!2sMontegioco%2C+15050+AL!3m2!1d44.8413964!2d8.9621168!4m5!1s0x4786f794c2fb72ab%3A0xfc2f7c19c2fd7cd4!2sTrecate%2C+NO!3m2!1d45.4327441!2d8.7380125!4m5!1s0x12cd715d439b2a43%3A0x389e483580f55481!2s12019+Vernante+CN!3m2!1d44.2432173!2d7.5339823!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1523454507412" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Partiamo alla scoperta delle <strong>birre piemontesi</strong> da <strong>Vernante</strong>, in provincia di <strong>Cuneo</strong>. Ci troviamo al confine con la Francia, in prossimità delle <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/francia-in-moto/le-curve-del-rally-piu-famoso-di-francia-ma-con-un-nome-che-fa-il-verso-allitalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Alpi Marittime</strong></a>. Vernante è un paese di poco più di 1000 abitanti, immerso nel verde raggiungibile a valle dalla SS20, visitabile tranquillamente in moto.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DGp4WO1Nurn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p><a style="background: #FFFFFF; line-height: 0; padding: 0 0; text-align: center; text-decoration: none; width: 100%;" href="https://www.instagram.com/p/DGp4WO1Nurn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener"> Visualizza questo post su Instagram </a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/DGp4WO1Nurn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Birrificio Troll (@birrificiotroll)</a></p>
</blockquote>
<p>Qui è possibile soffermarsi al <a href="https://www.birrificiotroll.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brew Pub Troll</strong></a> e gustare le sue nove birre piemontese sempre presenti (le altre sono soggette a stagionalità). Quella del &#8220;Troll&#8221; è una birra che parla la lingua del territorio, grazie all&#8217;uso di ingredienti autctonomi come l’acqua di montagna, malti di prima scelta e lieviti selezionati. Potrai goderti in questo stop un momento tutto da bere, magari dentro una baita in legno in buona compagnia!</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CzyEhmmt6Dw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p><a style="background: #FFFFFF; line-height: 0; padding: 0 0; text-align: center; text-decoration: none; width: 100%;" href="https://www.instagram.com/p/CzyEhmmt6Dw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener"> Visualizza questo post su Instagram </a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CzyEhmmt6Dw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da BirretteDiLana (@birrettedilana)</a></p>
</blockquote>
<p>Se invece vuoi allontanarti dalla montagna e preferisci dirigerti verso la Liguria ti consigliamo di fermarti a <strong>Montegioco</strong>, in provincia di <strong>Alessandria,</strong> un piccolo borghetto fra le campagne piemontesi. Il posto si presenta immerso nella verde ed estesa campagna, proprio nelle vicinanze del torrente Grue, un percorso da gustare tutto in moto fino ad assaggiare una buona birra piemontese del posto, al <strong><a href="https://www.birrificiomontegioco.com/" target="_blank" rel="noopener">Birrificio Montegioco</a></strong>, con la possibilità di scegliere fra birre classiche, stagionali, extra strong e barrel aged; insomma, impossibile non fermarsi per un po&#8217;!</p>
<p>Per chi vuole concedersi un percorso più romantico ti consigliamo d’immergerti nelle speciali emozioni di un percorso in moto sul <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/lago-maggiore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lago Maggiore</strong></a>. Avrai l’opportunità di goderti questo suggestivo scenario costeggiando il lago più grande presente in Italia, con i suoi percorsi tortuosi che ben si adattano ad un’anima rider.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DGBbNPUN-Ej/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p><a style="background: #FFFFFF; line-height: 0; padding: 0 0; text-align: center; text-decoration: none; width: 100%;" href="https://www.instagram.com/p/DGBbNPUN-Ej/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener"> Visualizza questo post su Instagram </a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/DGBbNPUN-Ej/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Croce Di Malto (@crocedimalto)</a></p>
</blockquote>
<p>Nelle vicinanze è possibile anche soffermarsi per una pinta, e precisamente a <strong>Trecate</strong> nel <strong>Birrificio Croce di Malto</strong> con un’ampia scelta di birre artigianali fra chiare e doppio malto, a diverso grado di fermentazione e gradazione alcolica. Cosa c’è di meglio che sorseggiare una birra e osservare uno splendido tramonto sul lago?</p>
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		<title>La Via del Sale sulle Alpi Piemontese è una bellezza accessibile solo nei mesi più caldi dell&#8217;anno</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/via-del-sale-moto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 13:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Via del Sale ha una lunghissima storia. Come dice il nome, è sempre stata un'arteria fondamentale per il trasporto del sale nella zona, che attraversa il confine tra Francia e Italia. Considerata uno dei percorsi più suggestivi delle Alpi Piemontesi, questo percorso dona paesaggi immersivi e opere architettoniche secolari davvero affascinanti. La strada che collega Limone Piemonte a Ventimiglia, è considerato uno dei percorsi irrinunciabili per gli appassionati del mototurismo d’altura. ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/via-del-sale-moto/">La Via del Sale sulle Alpi Piemontese è una bellezza accessibile solo nei mesi più caldi dell&#8217;anno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Via del Sale</strong> ha una lunghissima storia. Come dice il nome, è sempre stata un&#8217;arteria fondamentale per il trasporto del sale nella zona, che attraversa il confine tra Francia e Italia. Considerata uno dei percorsi più suggestivi delle <strong>Alpi Piemontesi</strong><strong>,</strong> questo percorso dona paesaggi immersivi e opere architettoniche secolari davvero affascinanti. La strada che collega Limone Piemonte a Ventimiglia, è considerato uno dei percorsi irrinunciabili per gli appassionati del <strong>mototurismo d’altura</strong>. Si tratta insomma di un tracciato che aspetta solamente noi. E allora: <strong>Via del Sale moto itinerario</strong>, ecco tutto quello che dobbiamo sapere per una gita indimenticabile.</p>
<h2><strong>Via del Sale in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d366819.958661662!2d7.2175739332553315!3d44.08787599075316!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e1!4m5!1s0x12cd6938c78138a7%3A0x135d6bcb1726e647!2sCuneo%2C%2012100%20CN!3m2!1d44.3844766!2d7.5426711!4m5!1s0x12cd9d7bffbd3049%3A0xd180ef38c93692eb!2sColle%20di%20Tenda!3m2!1d44.1493173!2d7.5617231!4m5!1s0x12cded8f4abeb795%3A0xd833ac5bc1e1bc5a!2sVentimiglia%2C%2018039%20IM!3m2!1d43.7912366!2d7.6075864!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1741361495379!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>Itinerario</strong></h3>
<p>L&#8217;inizio del percorso vero e propria della <strong>Via del Sale </strong>si trova a circa 1100 metri di altitudine, nel centro abitato di <strong>Limone Piemonte</strong>. Da qui, seguendo una meravigliosa scenografia di fortificazioni militari risalenti al tardo Ottocento, arriviamo al<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/colle-di-tenda/"> <strong>Colle di Tenda</strong></a>. Già in questa prima fase si alternano strade asfaltate a strade sterrate e affrontiamo i primi tratti in salita. Superato il <strong>Colle di Tenda</strong>, proseguiamo per <strong>Colle della Perla</strong> e <strong>Colle della Boaria</strong>. Qui vi consigliamo la prima sosta, dal momento che ci aspettano le salite più ripide; magari intorno al <strong>Lago della Perla</strong> a quota 2000 metri, intorno al quale i <i>gias</i>, i pastori del luogo, pascolano le loro mandrie.</p>
<p>Proseguendo da Colle della Boaria oltrepassiamo il confine francese, attraversando il <strong>Gruppo del Marguareis </strong>fino a toccare i circa 2270 metri dello <i>Château Chevolail</i>. Da qui un tratto in discesa ci fa fare nuovamente capolino in Italia, attraversando il confine di <strong>Colle dei Signori</strong>, situato a circa 2100 metri sul mare. Proseguiamo verso il <strong>Passo del Tanarello</strong> e successivamente verso il <strong>Passo delle Navette</strong>, entrambi noti per l’alternarsi di salite e discese. Se vogliamo dividere il viaggio in due giorni, potremmo scegliere di trascorrere la notte in uno dei rifugi di zona. Le tappe consigliate? Il <strong>Passo del Collardente</strong> o il <strong>Col Bertrand</strong>, quest’ultimo a poco più di 1900 metri sul livello del mare.</p>
<p>Da qui il percorso della Via del Sale inizia a discendere progressivamente in direzione del Mar Ligure. Affrontiamo le salite del <strong>Monte Pietravecchia</strong> e il <strong>Monte Toraggio</strong>, per proseguire lungo un meraviglioso tratto in discesa che ci porta verso la <strong>Valle del Corvo</strong>. Davanti a noi si apre un bivio: una strada porta nuovamente verso la Francia ed è dominata da strade alquanto ostili, mentre l&#8217;altra è formata da un tratto di circa 15 chilometri in asfalto che attraversa <strong>Sella di Gouta</strong> e <strong>Margherita dei Boschi</strong>. Da qui solo un tratto di 20 chilometri di fuoristrada e 20 chilometri di asfalto, ci separa dalla meravigliosa meta finale: <strong>Ventimiglia</strong>.</p>
<h2><strong>Cosa sapere sulla Via del Sale in moto </strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="2390896907" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/03/via-sale.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>La lunghezza della Via del Sale varia in base all’itinerario che decidiamo di intraprendere e soprattutto dalle numero di tappe che decidiamo di regalarci. Noi vi consigliamo di dedicare almeno due giorni a questa avventura, così da godervi ogni singolo istante e borgo. Gran parte del percorso, sia sul territorio italiano che su quello francese, è in <strong>buone condizioni</strong>. Non mancano però alcuni tratti un po&#8217; più impervi, dove l&#8217;asfalto non è in ottime condizioni: in questi casi è fondamentale prestare attenzione e guidare con cautela. La Via del Sale è decisamente rinomata e richiama ogni anno migliaia di visitatori. Per questo il nostro primo consiglio è di pianificare per tempo il viaggio, per evitare la strada trafficata. Il periodo ideale per questo percorso è quello <strong>a cavallo tra l’estate e l’autunno</strong>, periodo in cui è possibile ammirare al meglio i meravigliosi paesaggi tinti di colori caldi e in cui la probabilità di giornate troppo calde o, al contrario, fredde e piovose, è assai bassa. Salvo altre indicazioni questa strada dovrebbe essere aperta al partire <strong>dal 14 giugno 2025 fino al 29 settembre 2025.</strong></p>
<h3><strong>Antica Via del Sale</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="SH: 6851206" srcset="https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2018/08/limonetto.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>I primi percorsi risalgono all&#8217;epoca romana, benché si attribuisca la costruzione vera e propria al <strong>periodo carolingio</strong>. Nel corso dei secoli si sono succeduti diversi interventi sul tracciato, ad esempio durante il Rinascimento, e fino all’Ottocento: quando con l’Unità d’Italia vennero rivisti i confini. Più recentemente, la zona è stata coinvolta dalla realizzazione della linea ferroviaria <strong>Cuneo-Limone-Ventimiglia-Nizza</strong>. L’importanza storica del percorso si deve alla sua capacità di collegare due nodi strategici: Limone Piemonte e Ventimiglia. Se la prima in passato era un nodo commerciale centrale per lo scambio del sale, la seconda permetteva il trasporto della materia prima via mare. D&#8217;altronde non dimentichiamo quanto in passato il sale fosse considerato un bene di lusso: il suo trasporto richiedeva di seguire percorsi sicuri, facili e veloci; la <strong>Via del Sale </strong>tra Piemonte e Liguria era proprio uno di questi.</p>
<h3><strong>Tappe imperdibili lungo la Via del Sale</strong></h3>
<p>Essendo un antico tracciato commerciale, ovviamente la Via del Sale è puntellata di piccoli luoghi di grande interesse. Sicuramente la cittadina francese di <strong>Tenda </strong>merita una visita. Si tratta del più grande comune sulle Alpi Marittime, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra dove si alternano paesaggi montuosi a scorci urbani pittoreschi. La particolarità di questa città è che è stata alternativamente provenzale, savoiarda, francese, italiana, poi di nuovo francese, determinando inevitabilmente l&#8217;aspetto e la cultura locale. Qui l’atmosfera artistica è assolutamente particolare, con una fusione di stili e influenze che ricorda le travagliate vicende della zona. <strong>La Brigue</strong> è un altro borgo in Alta Val Roya che oggi conta 700 abitanti. Feudo della potente famiglia dei Lascaris di Ventimiglia che qui fece erigere un imponente castello, la cittadina fu crocevia della terra brigasca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Triora, Liguria. iStock-" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/triora-liguria.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Di sicuro interesse è <a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-triora"><strong>Triora</strong></a>, il <i>borgo delle streghe</i> e tra i più interessanti esempi di borghi liguri d’altura. Qui è possibile visitare i luoghi dell’Inquisizione, della caccia alle streghe e dei processi durante i quali giovani donne venivano accusate di stregoneria per poi essere arse vive. Ma in realtà sono molti altri i borghi che si incontrano lungo il tracciato. <strong>Briga Alta, Casterino, Garessio, Limone Piemonte, Mendatica, Monesi e Piaggia, Ormea, Pigna, Triora, Upega</strong>.</p>
<h2><strong>Via del Sale: dove dormire</strong></h2>
<p>Quello che vi suggeriamo noi è di fermarvi almeno una notte per godere al massimo dell&#8217;avventura. Vogliamo suggerirvi alcune strutture in cui fermarvi lungo il percorso.</p>
<ul>
<li><strong>Limone Piemonte Chalet 1400</strong> a Panice Soprana è una struttura in cui innovazione e tradizione si fondono creando un ambiente di prestigio. Legno e pietra lo immergono perfettamente nel paesaggio montano circostante.</li>
<li><strong>La Locanda d&#8217;Upega</strong> a Briga Alta. Nell&#8217;Alta Valle del Tanaro offre un ambiente tranquillo e familiare adatto a chi vuole rilassarsi godendo dell&#8217;atmosfera montana. La cucina genuina è frutto della passione e dei prodotti dei proprietari della locanda.</li>
<li><strong>Auberg Saint Martin</strong> a La Brigue è un luogo centenario, completamente ristrutturato nel 2012. Solo nove camere con una vista mozzafiato sulle montagne per una sosta da sogno. Nel ristorante potete assaggiare specialità locali uniche!</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/via-del-sale-moto/">La Via del Sale sulle Alpi Piemontese è una bellezza accessibile solo nei mesi più caldi dell&#8217;anno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Una bellezza gigante e diffusa: sono nate all&#8217;estero, ma è in Piemonte che potrai raggiungere le più belle al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Conosci le Panchine Giganti? Sono un’attrazione nata in Piemonte, per offrire ai borghi panoramici degli originali e coloratissimi punti di osservazione del paesaggio. In breve tempo queste panchine si sono diffuse in tutta Italia e anche all’estero, dando al progetto (“Big Bench Project”) un’eco mondiale.  Noi ti porteremo sulle strade delle Langhe, proprio nei luoghi dove sono nate le prime di queste panchine dalle dimensioni enormi, per percorrere in moto un itinerario ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="">Conosci le <strong>Panchine Giganti</strong>? Sono un’attrazione nata in Piemonte, per offrire ai borghi panoramici degli originali e coloratissimi punti di osservazione del paesaggio. In breve tempo queste panchine si sono diffuse in tutta Italia e anche all’estero, dando al progetto (“<strong>Big Bench Project</strong>”) un’eco mondiale.  Noi ti porteremo sulle <strong>strade delle Langhe</strong>, proprio nei luoghi dove sono nate le prime di queste panchine dalle dimensioni enormi, per percorrere in moto un itinerario attraverso queste stupefacenti installazioni.</p>











<h2 id="h-le-panchine-giganti-in-moto-l-itinerario" class="wp-block-heading">Le Panchine Giganti in moto. L’itinerario</h2>



<p class="">L’itinerario in moto che abbiamo preparato per te si potrebbe chiamare “il <strong>Giro delle Sette Panchine</strong>”, perché i punti che toccherai sono 7. Oltre a farti scoprire belle Panchine giganti, questo percorso è anche un’ottima occasione per visitare una zona d’Italia meravigliosa &#8211; le Langhe &#8211; Patrimonio Unesco per i paesaggi vitivinicoli.  E allora <strong>moto, paesaggi, vino</strong>: cosa vuoi di più dalla vita? Partiamo subito!</p>







<h3 id="h-mappa" class="wp-block-heading">Mappa</h3>



<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m70!1m12!1m3!1d181831.55221028233!2d7.891921886245208!3d44.59461183535151!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m55!3e0!4m5!1s0x12d2b36d1f25f315%3A0xae82aa8ed7331423!2s12051%20Alba%20CN!3m2!1d44.7009153!2d8.0356911!4m5!1s0x12d2b19fb7e376fd%3A0xca71babd926b0ded!2sPanchina%20Gigante%20Rosso%20Rubino%20Dolcetto%20di%20Diano%20D'Alba%20-%20Big%20Bench%20n.%2065!3m2!1d44.6351642!2d8.0257574!4m5!1s0x12d2b1f162392cc9%3A0xe1a462250d654b2d!2sPanchina%20Gigante%20n.100%20Montelupo%20Albese!3m2!1d44.6220572!2d8.01768!4m5!1s0x12d2b1b61c80c4e1%3A0xafdccade59e2998e!2sPanchina%20Gigante%20Bricco%20del%20Gallo%20di%20Sinio!3m2!1d44.5904449!2d8.015452699999999!4m5!1s0x12d2b01a776a6031%3A0xe083a28ed82ab85e!2sPanchina%20Gigante%20Viola%20%7C%20Monforte%20d'Alba%20Nr.%2012!3m2!1d44.5847695!2d7.969898799999999!4m5!1s0x12d2a57bcf01d1b5%3A0x3b34c4172edf339f!2sPanchina%20Gigante%20Bianca%20MONCHIERO%20Nr.22!3m2!1d44.569275999999995!2d7.922019!4m5!1s0x12d2a4da85209e0f%3A0xdcbfe1a77329c0d6!2sPanchina%20Gigante%20Azzurra%20%7C%20Dogliani%20Nr.%2013!3m2!1d44.5292685!2d7.9476815!4m5!1s0x12d2b8fb414ae709%3A0xc8f1d4e49e23ae53!2sPanchina%20Gigante%20Azzurra%20%7C%20Niella%20Belbo%20Nr.%2016!3m2!1d44.517583099999996!2d8.0974445!4m5!1s0x12d2b36d1f25f315%3A0xae82aa8ed7331423!2sAlba%2C%20CN!3m2!1d44.7009153!2d8.0356911!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1637588709252!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>



<h3 id="h-percorso" class="wp-block-heading">Percorso</h3>



<p class="">Premessa importante: le Panchine giganti di solito non si trovano lungo la strada principale, ma ci si arriva con<strong> brevi deviazioni su stradine secondarie</strong>. La ragione è semplice: un vero punto panoramico non può essere “sulla strada”. </p>



<p class="">Detto questo, parti da Alba, “capitale” delle Langhe. Immettiti sulla strada SP429 in direzione Diano d’Alba. </p>



<ol>
<li><strong>Panchina gigante Rosso Rubino di Diano d’Alba</strong>. Arrivato a Ricca, gira a destra in direzione Diano d’Alba e continua lungo la provinciale 32 verso Montelupo Albese. Segui il cartello di indicazione per l’azienda agricola Fratelli Aimasso, parcheggia la moto dove finisce l’asfalto, e in due minuti a piedi sarai alla panchina.</li>
<li><strong>Panchina gigante Gialla di Montelupo Albese</strong>. Continua sulla SP32 verso Montelupo Albese, lungo via Mortizzo: vedrai la panchina sulla sommità di una collina, è raggiungibile a piedi attraverso le vigne di Dolcetto e Barbera.</li>
<li><strong>Panchina gigante Gialla e Bianca di Sinio</strong>. Continua verso Sinio sulla SP130: una volta oltrepassato il centro abitato, troverai una strada sulla destra verso la frazione Bricco del Gallo. Fermati nel parcheggio dell’agriturismo Bricco del Gallo e continua a piedi per un brevissimo tratto di due minuti di leggera salita. </li>
<li><strong>Panchina gigante Viola a Monforte d’Alba</strong>. Continua sulla SP125 e poi dritto sulla SP57 verso Monforte d’Alba, paese Bandiera Arancione nel cuore delle Langhe del Barolo. Per arrivare alla panchina non devi passare dal centro, ma prima di esso girare a destra in Via Fracchia e continuare su Via Circonvallazione: la troverai affacciata a guardare i borghi della Langa del Barolo. </li>
<li><strong>Panchina gigante Bianca a Monchiero</strong>. Ritorna sulla strada principale (SP57) e continua in direzione Monchiero. Arrivato in prossimità del paese svolta a sinistra verso Località Monchiero Alto: la panchina è all’Antico Borgo Monchiero, luogo molto suggestivo molto noto come ristorante, hotel e location per matrimoni. </li>
<li><strong>Panchina gigante Azzurra a Dogliani</strong>. Dal paese di Monchiero prendi la SP661 in direzione Dogliani, che in pochi minuti ti porta in un altro paese molto famoso per i suoi vini. Oltrepassa il centro fino ad arrivare all’Osteria Il Torchio e la Chiesa dell’Immacolata: qui gira a sinistra in via Vasca per arrivare alla mèta.</li>
<li><strong>Panchina gigante Azzurra a Niella Belbo</strong>. Dal centro di Dogliani prendi la SP9 verso Niella Belbo e poi dritto sulla SP56. Mantieni la destra sulla SP32; troverai una sequenza di due tornanti e poi una rotonda: prendi la seconda uscita sulla SP31. La panchina è poco dopo l’abitato di Niella Belbo, si può raggiungere da una stretta strada asfaltata che parte dalla rotonda dopo il paese.  </li>
</ol>



<p class="">Infine è tempo di <strong>tornare ad Alba</strong>: continua sulla SP31 verso Cravanzana e poi Bosia; gira a sinistra sulla SP429 verso Borgomale e Bricco, in una strada divertente ricca di curve. Da qui prosegui senza deviazioni per ricongiungerti al punto di partenza. </p>





<h2 id="h-alla-scoperta-delle-panchine-giganti-attrazione-del-piemonte" class="wp-block-heading">Big Bench, il progetto che ha portato (di nuovo) il Piemonte nel mondo</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/panchine-giganti-2497173471.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>

</p>
<p>

</p>
<p class="">Le Panchine giganti sono <strong>panchine di grosse dimensioni</strong> (alte 2 metri e larghe 3), colorate in tinte differenti da paese a paese, dove ci si può sedere o sdraiare, per un momento di relax di fronte al paesaggio. L’accesso è libero e gratuito, anche a quelle che sorgono in proprietà private; grazie a un ceppo posizionato sotto la panchina si può comodamente salire su. Il <strong>significato delle Panchine giganti </strong>è di farci riscoprire piccoli e di nuovo bambini: riscoprire lo stupore nel guardare un paesaggio, da soli o in compagnia, sentendoci dolcemente “fuori scala” e completamente immersi nello spettacolo della natura. </p>
<p>

</p>
<p>



</p>
<h3 id="h-come-e-nato-il-big-bench-community-project-di-chris-bangle" class="wp-block-heading">Come è nato il Big Bench Community Project di Chris Bangle</h3>
<p>

</p>
<p class="">Le Panchine giganti sono un’idea del designer americano <strong>Chris Bangle</strong>: dopo una vita come progettista nel settore delle automobili, ha deciso di ritirarsi nella tranquillità delle colline delle Langhe. </p>
<p>

</p>
<p class="">Stupefatto dai paesaggi Patrimonio Unesco delle colline cuneesi, ha avuto l’idea di costruire la prima Panchina gigante, a Clavesana, nel 2010. Insieme alla moglie Catherine ha avviato l’iniziativa no profit <strong>Big Bench Community Project</strong>, che rapidamente ha incontrato l’adesione dei borghi vicini. </p>
<p>

</p>
<p class="">Nell’ambito dell’iniziativa, Chris Bangle concede gratuitamente disegni e indicazioni ai costruttori delle panchine (finanziati da sponsor privati), chiedendo come unica condizione il posizionamento in un punto panoramico, accessibile a tutti. Lo spirito è: non un’installazione privata, ma un’<strong>esperienza collettiva che tutti possono provare e condividere</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2025/01/big-bench-piemonte-533963146.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>



</p>
<h3 id="h-dove-sono-le-panchine-giganti-e-quante-sono" class="wp-block-heading">Dove sono le Panchine Giganti e quante sono</h3>
<p>

</p>
<p class="">Le <strong>Panchine giganti</strong>, nate nelle Langhe, si sono rapidamente diffuse in Monferrato, e poi in tutto il Piemonte. Ora se ne trovano in <strong>quasi tutte le regioni d’Italia</strong>, come Lombardia, Val d’Aosta, Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Puglia. Di recente il progetto è sbarcato anche all’estero, a partire da Scozia e Polonia. </p>
<p>

</p>
<p class="">Le panchine costruite, mentre scriviamo, sono circa duecento, ma <strong>il loro numero è in rapido aumento</strong>. Tanti nuovi coloratissimi punti d’osservazione stanno nascendo, sempre conservando lo spirito originario: un luogo per tutti, che ci mostri la bellezza della natura che ci circonda. </p>
<h3 id="h-dove-si-trova-la-mappa-completa-delle-panchine-giganti" class="">Dove si trova la mappa completa delle Panchine giganti?</h3>
<p>

</p>
<p class="">Se ti è piaciuto questo percorso e vuoi andare alla scoperta di altre panchine, avrai bisogno di<strong> sapere dove si trovano</strong>. Sul sito ufficiale del <a href="https://bigbenchcommunityproject.org/">Big Bench Community Project</a> trovi la mappa completa e aggiornata, insieme all’elenco dei punti panoramici ad oggi completati.  Augurandoti buon viaggio, ti ricordiamo di <strong>fare tante foto</strong> perché sui social… “spaccano”. Condividile con gli hashtag #panchinegiganti #bigbench #panchinagigante #bigbenchcommunityproject #piemontedascoprire … e ovviamente tagga <a href="https://www.instagram.com/trueridersit/">@trueridersit</a> !</p>




<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/una-bellezza-gigante-e-diffusa-sono-nate-allestero-ma-e-in-piemonte-che-potrai-raggiungere-le-piu-belle-al-mondo/">Una bellezza gigante e diffusa: sono nate all&#8217;estero, ma è in Piemonte che potrai raggiungere le più belle al mondo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Le colline gentili del Piemonte sono la meta giusta per vivere il lato artistico e la bontà dei sapori nella &#8216;regione nobile&#8217; d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/le-colline-gentili-del-piemonte-sono-la-meta-giusta-per-vivere-il-lato-artistico-e-la-bonta-dei-sapori-nella-regione-nobile-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari in moto]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una zona importante per la bellezza e per i suoi siti di rilevanza storica e culturale, con un susseguirsi armonico di borghi fortificati che proteggevano le comunità dalle possibili incursioni straniere che si muovevano nelle vaste pianure circostanti. Una introduzione altisonante e quasi enciclopedica per un territorio che in realtà è più vicino alla poesia e alla delicatezza di una sinfonia, il Monferrato, che nel 2014 l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità insieme a ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/le-colline-gentili-del-piemonte-sono-la-meta-giusta-per-vivere-il-lato-artistico-e-la-bonta-dei-sapori-nella-regione-nobile-ditalia/">Le colline gentili del Piemonte sono la meta giusta per vivere il lato artistico e la bontà dei sapori nella &#8216;regione nobile&#8217; d&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una zona importante per la bellezza e per i suoi siti di rilevanza storica e culturale, con un susseguirsi armonico di borghi fortificati che proteggevano le comunità dalle possibili incursioni straniere che si muovevano nelle vaste pianure circostanti. Una introduzione altisonante e quasi enciclopedica per un territorio che in realtà è più vicino alla poesia e alla delicatezza di una sinfonia, il <strong>Monferrato</strong>, che nel 2014 l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità insieme a Roero e Langhe, le altre due &#8220;terre nobili&#8221; del <strong>Piemonte</strong>. Zona di vini prestigiosi come il Grignolino e il Malvasia, di splendidi itinerari che solcano le colline e accelerano sui rettilinei delle zone pianeggianti, che si arricchiscono di chiese e santuari, castelli e vigneti, il tutto seguendo i ritmi della natura e i suoi colori. Partiamo?</p>
<h2>Monferrato in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>L’itinerario parte da <strong>Casale Monferrato</strong>, che si trova sulla sponda sud del Po. Dopo aver visitato Casale si risale in sella per dirigersi verso <strong>Coniolo</strong>, percorrendo una strada secondaria che tra anse non troppo impegnative ti immergerà nello scenario suggestivo della campagna del Monferrato; affronterai un saliscendi lungo le colline che svelano a ogni curva gentili rilievi verdeggianti e vedute luccicanti del sole che si riflette nel Po. Percorrendo la SP 455, anche questa non particolarmente impegnativa, si raggiunge <strong>Pontestura</strong>, da cui ci si inoltra in una vallata che si restringe man mano che si percorre il rettilineo, fino a giungere in una zona costeggiata da colline più alte e immersa nel bosco. Si svolta in direzione di Serralunga raggiungendo il <strong>Sacro Monte di Crea</strong>, attraverso una strada più stretta. Tornando sulla strada principale la direzione è quella per <strong>Cereseto</strong> e poi <strong>Ottiglio</strong>; i motociclisti sono particolarmente affezionati a questo tragitto perché si dipana lungo strade strette che si arrampicano sulle colline, prima di sboccare sulla SP 31 che sale sino a <strong>Moncalvo. </strong>Si prosegue verso Montechiaro, Cortazzone e Montafia e, dopo aver ammirato le bellezze della chiesa di San Secondo si può riprendere la marcia dirigendosi a<strong> Castelnuovo Don Bosco</strong>, dove nacque il prete che fondò l’ordine dei Salesiani; la cittadina viene denominata terra di santi e di vini: qui si producono infatti il Malvasia e il Freisa. Si prosegue lungo la SP 458 per <strong>Albugnago</strong> raggiungendo <strong>Vezzolano</strong>. Tornando verso Albugnano si percorre la N458, caratterizzata da curve e controcurve spettacolari. Dopo questo intermezzo assolutamente imperdibile per gli appassionati delle due ruote, si può imboccare prima la SP 74 e poi tornare nuovamente sulla SP 458, che ti porterà a <a href="https://www.comune.cocconato.at.it/"><strong>Cocconato</strong></a>, per poi fare ritorno al punto di partenza, a Casale Monferrato.</p>
<h2>Le meravigliose colline che rendono il Piemonte un vero &#8216;patrimonio&#8217;</h2>
<p>La zona del <strong>Monferrato</strong> è caratterizzata dalla presenza armonica di paesaggi verdeggianti, campi coltivati a vite e strade con pendenza media. Una ricchezza cangiante, dove l&#8217;andirivieni delle stagioni si esprime in una molteplicità di colori e di scenografie che sembrano fatte apposta per stupire il visitatore. Non a caso, il Piemonte è sempre stato terra di grandi narratori, personaggi storici e protagonisti della scena culturale del nostro Paese: da Camillo Benso di Cavour a Cesare Pavese, da Gianni Agnelli a Luciana Littizzetto, questa è la regione che ha dato all&#8217;italianità, prima e dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia, un carattere dal sapore nobiliare, lo stesso che ritroviamo scoprendo questi luoghi del Monferrato (ma non solo).</p>
<h3>Casale Monferrato</h3>
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<p><strong>Casale Monferrato</strong> è una cittadina che in passato, intorno al ‘400, è stata capitale del Marchesato omonimo. Il suo centro storico è di una bellezza straordinaria in quanto vanta, oltre ad edifici storici civili importanti, un capolavoro architettonico religioso come la Sinagoga.</p>
<p>Casale era una piazzaforte dei Gonzaga che fu sottoposta a ben quattro assedi, nel XVII, secolo da parte di spagnoli e francesi. Ai giorni nostri il viaggiatore che percorre le sue strade avrà l’impressione di visitare una città ottocentesca, anche in virtù della piazza con i portici, la torre medievale e la statua di Carlo Alberto a cavallo. Questo è il cuore della città, il luogo di ritrovo dei casalesi che amano trascorrere i giorni di festa seduti a un caffè o passeggiando nella piazza.</p>
<p>Merita una visita anche il <strong>Duomo di Casale Monferrato</strong>, che si trova alle spalle della piazza; fu edificato intorno al 1100 e rifatto nel XIX secolo. È gotica la chiesa di San Domenico, con il chiostro e la torre, visitabile raggiungendo via Caire, non lontano dalla piazza principale. Lungo via Mameli si potranno ammirare gli edifici costruiti nel XV secolo, giungendo in via Cavour dove si trova il chiostro di Santa Croce, eretto sempre nel XV secolo e che oggi ospita un museo civico. C’è da segnalare, per i motociclisti che si trovassero da queste parti la seconda domenica del mese, il mercato dell’antiquariato nei pressi del castello.</p>
<h3>Sacro Monte di Crea</h3>
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<p>È un santuario con 5 romitori e 23 cappelle, che nel Seicento fu eretto come luogo di preghiera in contrapposizione alla Riforma Luterana. Le cappelle in origine erano visibili, oggi sono nascoste nel bosco, ma conservano ancora le statue in terracotta con immagini dei misteri del rosario. Il progetto ha come autori il pittore Caccia, detto il Moncalvo e gli scultori fiamminghi Nicolas e Jean de Wespin.</p>
<h3>Moncalvo</h3>
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<p>Un borgo che offre un panorama decisamente interessante sulla pianura del Monferrato, che conduce lo sguardo verso la città di Asti. Il centro storico di <strong>Moncalvo</strong> merita una passeggiata a piedi, per ammirarne i luoghi simbolo, dal teatro comunale all&#8217;interessante <strong>Casa Lanfrancone</strong>. Nonostante non sia uno dei rioni tradizionali di Asti, Moncalvo partecipa allo storico <strong>Palio</strong>, una delle manifestazioni più interessanti del fine estate piemontese.</p>
<h3>Abbazia di Vezzolano</h3>
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<p>Il paese di <strong>Vezzolano </strong>è celebre per la sua abbazia in stile gotico-romanico, uno dei monumenti più importanti di tutto il Piemonte; il chiostro all’interno del monastero benedettino presenta affreschi del Trecento, mentre nella chiesa spiccano dei preziosi bassorilievi che raffigurano i profeti.</p>
<h3>Borghi e località del Monferrato da non perdere</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="cortazzone, monferrato" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/12/cortazzone-537397588.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>In questo viaggio lungo le meraviglie del Monferrato avrai la possibilità di percorrere piccoli tratti di strada dove ti sembrerà di essere l’ultima persona sulla terra. Troverai stradine che si immergono nella campagna verdeggiante, come quella che arriva a <strong>Montechiaro</strong>, la cui chiesa romanica merita una visita; oppure quella per <strong>Cortazzone</strong>, che attraversa prati e boschi: la cittadina viene annunciata dal suo trecentesco castello costruito con mattoni rossi.</p>
<p>Prosegui dunque per <strong>Montafia</strong>, un piccolo paese dove sono ancora visibili gli imponenti bastioni che sorreggevano il castello medievale; sempre sulla strada c’è un bivio che conduce alla chiesa romanica di San Secondo, edificio religioso dell’XI secolo: vale la pena parcheggiare la moto e visitare l&#8217;edificio all’interno, per ammirare i capitelli decorati con figure di animali fantastici.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/le-colline-gentili-del-piemonte-sono-la-meta-giusta-per-vivere-il-lato-artistico-e-la-bonta-dei-sapori-nella-regione-nobile-ditalia/">Le colline gentili del Piemonte sono la meta giusta per vivere il lato artistico e la bontà dei sapori nella &#8216;regione nobile&#8217; d&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Nascosto tra le fittissime montagne del Piemonte c&#8217;è il &#8220;lago ceruleo&#8221;, ed è una incredibile sorpresa per gli occhi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/nascosto-tra-le-fittissime-montagne-del-piemonte-ce-il-lago-ceruleo-ed-e-una-incredibile-sorpresa-per-gli-occhi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 13:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari in moto]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
		<category><![CDATA[Laghi italiani: itinerari in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> La Val Formazza, nel Piemonte settentrionale, ospita paesaggi naturali di rara bellezza, come il Lago di Morasco. Questo bacino artificiale, dal quale scaturiscono le celebri Cascate del Toce (tra le più alte di tutta Italia), permette di ammirare un panorama mozzafiato. Qui ritroviamo cascate spettacolari e laghetti cerulei che si trovano letteralmente incastrati tra le montagne, in un paesaggio naturale che lascia senza fiato. Un accattivante itinerario per scoprirlo ci aspetta, ma prima ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="">La <strong>Val Formazza</strong>, nel Piemonte settentrionale, ospita paesaggi naturali di rara bellezza, come il <strong>Lago di Morasco</strong>. Questo bacino artificiale, dal quale scaturiscono le celebri Cascate del Toce (tra le più alte di tutta Italia), permette di ammirare un <strong>panorama mozzafiato</strong>. Qui ritroviamo <strong>cascate spettacolari e laghetti cerulei</strong> che si trovano letteralmente incastrati tra le montagne, in un paesaggio naturale che lascia senza fiato. Un accattivante itinerario per scoprirlo ci aspetta, ma prima scopriamo di più su questi luoghi. Partiamo?</p>
<h2 id="h-lago-di-morasco-in-moto" class="">Lago di Morasco in moto. L&#8217;itinerario</h2>
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<h3 id="h-mappa" class="wp-block-heading">Mappa</h3>
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<figure><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d176560.85022118175!2d8.221023041058745!3d46.25493346261978!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x4785f11624978923%3A0xe1a82f52298219d1!2s28845+Domodossola+VB!3m2!1d46.113222!2d8.2919754!4m5!1s0x47858ccbd8520963%3A0x8e79f2d280b4cf16!2sCrodo%2C+VB!3m2!1d46.2249416!2d8.3234082!4m5!1s0x47858ddb56644fc7%3A0xdc2a05ab8f42da1f!2sOrridi+di+Uriezzo%2C+Premia%2C+VB!3m2!1d46.256475599999995!2d8.329327!4m5!1s0x47858fdbf89a3ad7%3A0x3f9400d6751178de!2sGalleria+le+Casse%2C+28863+Formazza+VB!3m2!1d46.340129!2d8.4193042!4m5!1s0x478584e50a6b4a55%3A0x244b82f680de5d8c!2sCascata+del+Toce%2C+Localit%C3%A0+Frua%2C+Formazza%2C+VB!3m2!1d46.408390999999995!2d8.412932999999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1561562465548!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></figure>
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<h3 id="h-percorso" class="wp-block-heading">Percorso</h3>
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<p class="">A nostro parere, il percorso migliore che ti permette di raggiungere il Lago di Morasco in moto è quello che parte da <strong>Domodossola</strong>. Un tragitto di 50 chilometri, abbastanza impegnativo ma non eccessivamente faticoso, che permette di ammirare scorci paesaggistici di imparagonabile bellezza. Lasciata Domodossola bisogna proseguire in direzione Nord, superando il borgo di Crodo, una delle località termali più conosciute della zona. Da qui si tocca la località di Baceno fino a raggiungere gli <strong>orridi di Uriezzo</strong>.</p>
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<p class="">Si tratta di una serie di<strong> incisioni nella roccia</strong> avvenute per effetto dell&#8217;azione erosiva di una serie di torrenti che danno vita ad uno scenario naturalistico di grande effetto. Sembra, in questo luogo, di trovarsi proprio in un canyon. Dopo una breve sosta si prosegue in direzione di <strong>Le Casse</strong>: invece di continuare lungo la galleria omonima si può deviare verso la vicina strada che, ricca di tornanti, prosegue verso la <strong>Cascata del Toce</strong>. Alta 143 metri, con un fiocco di base di 60, è tra le più suggestive cascate italiane. Oggi è alimentata artificialmente dalle &#8220;fuoriuscite controllate&#8221; del Lago di Morasco, il vicino bacino artificiale.</p>
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<h2 id="h-come-nasce-il-lago-di-morasco" class="wp-block-heading">Sembra &#8220;Il diavolo veste Prada&#8221;, ma questo è davvero il lago dalle sfumature blu</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-1057090216.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />Il colore del Lago di Morasco è favorito dalla limpidezza delle acque di montagna del fiume Toce</p>



<p class="">Il lago di Morasco non è di origine naturale, bensì artificiale. Il bacino nasce dopo la costruzione dell&#8217;omonima diga, costruita a 1815 m s.l.m. nella parte alta della Val Formazza. Le sue acque alimentano una centrale idroelettrica che si trova qualche decina di metri più in basso. La diga fu realizzata negli anni &#8217;30 del Novecento dall&#8217;allora società Edison ed era destinata alla produzione di energia elettrica per soddisfare i bisogni della vallata sottostante. Il complesso è lungo circa 500 metri, alto 55 metri e riesce a contenere oltre <strong>17 milioni di metri cubi d&#8217;acqua</strong>.</p>





<p class="">Ci troviamo nella parte alta della <strong>Val <a href="https://www.trueriders.it/motoraduni/cinghios-treffen-2017-formazza-vb-sabato-14-e-domenica-15-gennaio-2017/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Formazza</a></strong>, lungo uno dei tratti più belli dell&#8217;intero arco alpino. Una zona dove padroneggiano abeti e pini e dove sono presenti una miriadi di piccoli laghetti che rendono lo scenario davvero incantevole. La tradizione turistica della valle risale al XIII secolo quando, da rifugio tipicamente estivo, fu scelto come dimora fissa da diversi gruppi di pastori e di cittadini che decisero di stabilirsi lungo i pendii della valle. I grandi declivi che si incontrano sono caratterizzati da una flora tipicamente alpina e con diverse specie, alcune delle quali anche rare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2019/06/iStock-818973904.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /><br />Uno scorcio del lago che include anche i declivi della Val Formazza</p>







<p class="">Una zona dove ci si trova davanti a <strong>foreste di aghifoglie</strong> e man mano che si sale in altitudine si incontrano piante che si sono dovute adattare al clima che diventa più rigido. Ginepro, salice glauco, rododendro sono soltanto alcuni esempi di flora del posto. Le specie maggiormente ricercate in prossimità del Lago di Morasco sono la Calaminta e l&#8217;Artemisia Glaciale, oltre ovviamente alla più famosa <strong>Stella Alpina</strong>.</p>



<p class="">Per quanto riguarda la fauna, questa non si discosta molto da quella presente lungo tutto l&#8217;arco alpino. Diverse sono le varietà di farfalle, sia diurne che notturne, e le libellule. I diversi corsi d&#8217;acqua del posto pullulano invece di diverse specie tra le quali la trota <em>fario</em>, l&#8217;iridea e la salmonata mentre decisamente rara è diventata la presenza della <strong>trota selvatica nera</strong>.</p>



<p class="">La pernice bianca, così chiamata perché alterna un mantello colorato durante l&#8217;estate a quello bianco durante l&#8217;inverno, non è difficile da avvistare così come il gracchio alpino e diversi rapaci notturni come l&#8217;allocco, la civetta e il gufo. Lepri e marmotta sono molto comuni ma ci sono altrettante specie interessanti di mammiferi come la volpe, il ghiro, il tasso, lo scoiattolo e il camoscio che predilige le vette innevate.</p>


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		<title>Verso il paese più alto d&#8217;Italia con un percorso davvero niente male: la salita a quota 2000 passa da queste iconiche curve</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/verso-il-paese-piu-alto-ditalia-con-un-percorso-davvero-niente-male-la-salita-a-quota-2000-passa-da-queste-iconiche-curve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi passi dal confine italo-francese, nelle Alpi Cozie in Piemonte, svetta il Colle del Sestriere, un valico alpino che collega l'Alta Val di Susa con la Val Chisone. Siamo a 2.035 metri di altezza, in una della località invernali più rinomate del Bel Paese grazie alla straordinaria cornice paesaggistica fornita dal monte Fraiteve, a nordovest, e dal monte Sises, a sudest.  Colle del Sestriere in moto. L'itinerario Mappa  Se per tutti il Colle del Sestriere è il luogo dello sci, per ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">A pochi passi dal confine italo-francese, nelle <strong>Alpi Cozie</strong> in <strong>Piemonte</strong>, svetta il <strong>Colle del Sestriere</strong>, un valico alpino che collega l&#8217;<strong>Alta Val di Susa </strong>con la <strong>Val Chisone</strong>. Siamo a <strong>2.035 metri</strong> di altezza, in una della località invernali più rinomate del Bel Paese grazie alla straordinaria cornice paesaggistica fornita dal <strong>monte Fraiteve</strong>, a nordovest, e dal <strong>monte Sises</strong>, a sudest.</p>
<h2 class="p1">Colle del Sestriere in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d361346.95329696767!2d6.775013967824277!3d44.96352426880536!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x4788250521d9638d%3A0x8528b3aea6c855cb!2sPinerolo%2C%2010064%20TO!3m2!1d44.884590599999996!2d7.3306676!4m5!1s0x478831d5633f2f9b%3A0x1c05e68093b71d30!2s10069%20Villar%20Perosa%20TO!3m2!1d44.923832399999995!2d7.2552691!4m5!1s0x4789c4a13453501d%3A0xf54fa8728e9fc583!2sSestriere%2C%2010058%20TO!3m2!1d44.957789299999995!2d6.8786371!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1729517691514!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p class="p1">Se per tutti il Colle del Sestriere è il luogo dello sci, per i motociclisti appassionati è il luogo dell’<strong>adrenalina</strong> e dei paesaggi da sogno. Per i bikers che amano l’avventura il colle è il traguardo da raggiungere alla fine di una <strong>strada da favola</strong>. Una <strong>lunga salita ricca di curve</strong> che tagliano in due gli <strong>splendidi scenari</strong> delle Alpi piemontesi. Bellissimi panorami a metà tra il verde dei prati e dei boschi e il rigore delle rocce scavate dai torrenti.</p>
<p class="p1">Si parte da <strong>Pinerolo</strong>, nota località piemontese, facilmente raggiungibile da Torino. Ci si immette sulla la <strong>SR23</strong>, si supera <strong>Villar Perosa</strong> ed inizia il bello del nostro moto-tour verso il Colle del Sestriere. Qui la strada entra in <strong>Val Chisone</strong> ed inizia la salita. Più si sale e più le curve aumentano. Gomito dopo gomito, al fianco del <strong>torrente Chisone</strong> che sembra scottarci nel nostro itinerario superiamo Perosa Argentina, Roreto, <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/murales-borghi-italiani/">Usseaux</a>, Soucheres-Basses e Pragelato.</p>
<p class="p1">Il paesaggio è stupendo e la <strong>strada si impenna</strong> sempre di più, le curve si rincorrono una dopo l’altra in un turbinio di emozioni adrenaliniche. Ogni piega della strada taglia il Colle del Sestriere e ci porta fino in vetta, a <strong>2035 metri di quota</strong> dal cui sommità. Ad accoglierci una cartolina naturalistica eccezionale.</p>
<p class="p1">Il <strong>tracciato non è difficile</strong> ma bello. La strada è in <strong>buone condizioni</strong>, larga, ben tenuta e davvero gradevole da guidare. Nonostante questo la prudenza non deve mai mancare. In estate la strada è molto battuta da diversi turisti ed escursionisti, per cui occhi sempre aperti.</p>
<h2>Colle del Sestriere, tra i paesi più alti d&#8217;Italia</h2>
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<p class="p1"><strong>Sestriere</strong>, il piccolo paesino di meno di mille abitanti sorto in cima al colle nei primi anni del Novecento, è il <strong>comune più alto di tutta Italia</strong>. Nonostante le rigide temperature, è anche una delle <strong>località sciistiche più frequentate in Italia</strong>.</p>
<p class="p1">La <strong>temperatura media annua </strong>è di appena 2,9 °C. Le temperature minime, infatti, rimangono sotto lo zero da novembre ad aprile, e ancora nel mese di maggio possono esserci giornate con <strong>minime inferiori allo zero</strong>. Tra luglio e agosto si raggiungono le massime più alte, <strong>intorno ai 15-16 °C</strong>, ma di notte le minime scendono ampiamente sotto i 10 °C.</p>
<p>Le precipitazioni piovose sono abbondanti, circa 1350 mm/anno, con una forte nevosità. Per questi motivi, è considerato il <strong>comune più freddo d&#8217;Italia</strong> e, rientrando nella cosiddetta <strong>fascia climatica E</strong> (ai sensi del d.p.r. 412/1993), non ha limitazioni all&#8217;uso dei riscaldamenti.</p>
<h3 class="p1">Un paradiso per gli sportivi</h3>
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<p>Vero <strong>paradiso per gli sportivi</strong>, Sestriere ha costruito la sua storia e la sua economia sulle sue bellezze paesaggistiche legandole al mondo dello sport in senso largo. Non solo <strong>sci</strong>, ma anche <strong>ciclismo</strong>, <strong>escursionismo</strong>, <strong>atletica leggera</strong> ed una miriade di <strong>sport minori</strong> che su questo colle sembrano aver trovato la location ideale per la loro pratica. Lo sport a Sestriere è come un credo, una religione. Dici Sestriere ed è impossibile non pensare allo sport. Non solo sci in inverno ma relax e divertimento tutto l’anno. Attraverso un’attrezzatura alberghiera e ricettiva di prim&#8217;ordine, Sestriere <strong>mette tutti d’accordo</strong>, appassionati della natura, sportivi e avventurieri.</p>
<p class="p1">Cosa fare a Sestriere? Una <strong>marea di attività</strong>. Da dove iniziare? Dallo sci ovviamente. Il paesino sul Colle del Sestriere è oggi uno dei luoghi meglio organizzati e attrezzati per le attività sciistiche che in questi posti hanno una lunga storia. Il <strong>vero esordio</strong> per Sestriere nel mondo dello sci è stato nel <strong>1967</strong>, anno in cui si disputarono le gare di <strong>Coppa del Mondo</strong>. Da lì una storia tempestata di eventi di grande pregio: dalla <strong>Coppa del Mondo di Sci</strong> ai <strong>Mondiali di Sci del 1997</strong>, sino alle <strong>Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Torino 2006</strong>. Proprio per questo Sestriere detiene un altro record, è la località sciistica che ha ospitato a livello internazionale il maggior numero di gare titolate.</p>
<p class="p1">Le sue <strong>piste da sci</strong> sono <strong>212</strong> con ben <strong>69 impianti</strong> <strong>di risalita</strong>. E proprio per le sue prime funivie, Sestriere è stata definita anche la <strong>prima stazione totalsky delle Alpi</strong>. Insieme alle località di Claviere, Sauze d&#8217;Oulx, Cesana, San Sicario e <strong>Pragelato</strong> rientra nel comprensorio sciistico della Via Lattea.</p>
<p class="p1">Ma il Colle del Sestriere è anche un punto di riferimento per il <strong>ciclismo nazionale e internazionale</strong>. È stata più volte tappa del <strong>Giro d’Italia</strong> e del <strong>Tour de France</strong>. In estate, inoltre, le sue strade si riempiono di ciclisti appassionati che affrontano la lunga salita ricca di curve che si inerpica tra le Alpi. Insieme ai ciclisti anche gli <strong>appassionati di motociclismo</strong> che considerano il tracciato uno dei più belli della Alpi.</p>
<p class="p1">Anche l’<strong>atletica leggera </strong>ha scelto il Colle del Sestriere per le sue gare. Ben nove edizioni del <strong>Meeting Internazionale del Sestriere</strong>, dal 1988 al 1996, furono disputate in questi luoghi.</p>
<p class="p1">Le alternative non sono finite qui. Sestriere accoglie anche la gente “normale” ed i semplici appassionati di sport. Porta aperte al <strong>golf</strong>, alla <strong>pesca sportiva</strong> sul Lago Losetta, al <strong>tennis</strong>, al <strong>nuoto</strong> e al <strong>trekking</strong>. In estate gli itinerari naturalistici da provare sono diversi percorrendo il gran numero di sentieri escursionistici che si diramano nei tre parchi che si estendono sui versanti del Colle del Sestriere. E poi ancora percorsi in <strong>mountain-bike</strong> e centri dove dedicarsi al <strong>motocross</strong>. In inverno, oltre allo sci, non mancano le occasioni per vivere la neve in modo totale: escursioni in <strong>motoslitta</strong> e con le <strong>ciaspole</strong>, <strong>pattinaggio su ghiaccio</strong> e <strong>curling</strong>.</p>
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		<title>Quattro città, un solo gustosissimo itinerario: se l&#8217;autunno sta arrivando, ecco i posti giusti dove viverlo (e assaporarlo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 13:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una terra di grandi paesaggi, di città uniche e di luoghi da scoprire, il Piemonte è anche una delle terre con la migliore tradizione enogastronomica d'Italia, figlia di secoli di storia che si sono concretizzati in sapori incredibili. Un buon bicchiere di Barolo, una spolverata di tartufo bianco d'Alba su un risotto, i magnifici gianduiotti che  Lo possiamo chiamare, a giusta ragione, il Tour delle quattro A, perché i punti principali del percorso sono quattro grandi centri che, e non ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una terra di grandi paesaggi, di città uniche e di luoghi da scoprire, il <strong>Piemonte </strong>è anche una delle terre con la migliore tradizione enogastronomica d&#8217;Italia, figlia di secoli di storia che si sono concretizzati in sapori incredibili. Un buon bicchiere di Barolo, una spolverata di tartufo bianco d&#8217;Alba su un risotto, i magnifici gianduiotti che</p>
<p>Lo possiamo chiamare, a giusta ragione, il <strong>Tour delle quattro A</strong>, perché i punti principali del percorso sono quattro grandi centri che, e non è un caso, iniziano proprio con la lettera A: Alba, Asti, Alessandria e Acqui Terme, rigorosamente in ordine di percorrenza.</p>
<p>Un viaggio di 160 chilometri circa, che è ideale per un fine settimana all&#8217;insegna della natura e dei sapori, molto indicato per i primi weekend d&#8217;autunno, quando la natura piemontese esplode in un trionfo di colori e profumi che vi faranno venir voglia di tornare il prima possibile!</p>
<h2>Strade del gusto Piemonte in moto. Itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<h2>Le città del gusto in Piemonte: viaggio tra le quattro A</h2>
<h3>Alba</h3>
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<p><strong>Alba</strong>, la città del tartufo bianco conosciuto (e consumato) in tutto il mondo. Anche chiamata la <em>città delle Cento Torri</em>, è un centro di grande importanza enogastronomica, per il tartufo, come già detto, e anche per la presenza dell&#8217;importante Scuola Enologica, una sorta di università per futuri sommelier. La <strong>fiera internazionale del tartufo bianco d&#8217;Alba</strong>, che si tiene ogni anno da ottobre a dicembre, giunge nel 2024 alla sua 94° edizione ed è l&#8217;appuntamento più importante dell&#8217;anno in città, che coincide la prima domenica di ottobre con il <strong>Palio degli Asini</strong>.</p>
<h3>Asti</h3>
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<p>Dal tartufo al vino. Potremmo introdurre così questa nostra tappa intermedia nella città di <strong>Asti</strong>, il cui spumante è parte integrante di una storia lunga oltre due millenni, in questa città così unica e interessante, della quale non possiamo non citare l&#8217;imponente<strong> Cattedrale di Santa Maria Assunta</strong> e il Monumento all&#8217;Unità d&#8217;Italia, che ricorda il ruolo di Asti nell&#8217;unificazione nazionale. Se ad Alba ci sono gli asini, l&#8217;evento irrinunciabile di Asti è il <em>Douja d&#8217;Or</em>, concorso enologico a carattere internazionale che si tiene sin dagli anni Sessanta.</p>
<h3>Alessandria</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/08/alessandria-1484997392.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Una delle &#8220;capitali&#8221; dell&#8217;industria del Nord Italia, <strong>Alessandria</strong> è una città molto interessante, sia per la vastità del suo territorio, e sia per l&#8217;offerta culturale ed enogastronomica. Ad <strong>Alessandria</strong>, infatti, troviamo diverse manifestazioni &#8220;del gusto&#8221;, come il Salone del Biscotto e il Salone del Dolce e del Salato, nelle quali scoprire e gustare prodotti provenienti dal territorio alessandrino e non solo.</p>
<h3>Acqui Terme</h3>
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<p>Situata tra Monferrato e la Langa Astigiana, <strong>Acqui Terme</strong> è la &#8220;Città delle Acque&#8221; del Piemonte, grazie alla presenza della zona termale che, alimentata da sorgenti locali e affiancata dallo scorrere del fiume Bormida, ha conosciuto negli ultimi anni una sempre maggiore affermazione turistica. Curiosissima è <strong>La Bollente</strong>, una monumentale fonte termale, in pieno centro città, da cui sgorga un&#8217;acqua a 74,5 °C. L&#8217;edificio che la sovrasta è del tardo Ottocento, e dà il nome anche alla piazza.</p>
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		<title>75 abitanti sono sufficienti per mostrare la bellezza di questo borgo immerso tra le verdissime montagne del Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagina di trovarti per un momento circondato dalle montagne della Valsesia, in un posto verdissimo dove l'unico rumore che si sente è lo scorrere delle acque limpide di un torrente. Un posto ideale in tutti i sensi, come lo descrisse una nota rivista qualche tempo fa, per incorniciare questi 75 abitanti che vivono sopra i 1300 metri di altitudine e sono circondati da vette fino ai 2800 metri. Se il Piemonte è la regione che più fa innamorare gli amanti dell'alta quota, Carcoforo è il ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagina di trovarti per un momento circondato dalle montagne della <strong>Valsesia</strong>, in un posto verdissimo dove l&#8217;unico rumore che si sente è lo scorrere delle acque limpide di un torrente. Un posto <em>ideale</em> in tutti i sensi, come lo descrisse una nota rivista qualche tempo fa, per incorniciare questi 75 abitanti che vivono sopra i 1300 metri di altitudine e sono circondati da vette fino ai 2800 metri. Se il Piemonte è la regione che più fa innamorare gli amanti dell&#8217;alta quota, <strong>Carcoforo </strong>è il borgo che li lascerà senza parole: arrivarci in moto non è certamente un&#8217;impresa ardua, e il percorso che scopriremo per raggiungerlo lo unisce, nel giro di poco più di un&#8217;ora, a un&#8217;altra zona piemontese &#8220;di nicchia&#8221; ma dalla bellezza sorprendente. Insomma, pronti a partire?</p>
<h2>Carcoforo in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Partiamo dalla sponda occidentale del <strong>Lago d&#8217;Orta</strong>, e più precisamente dal piccolo borgo di Pella. Prendiamo la SP46 che risale il crinale della montagna fino a <strong>Ponte d&#8217;Arola</strong> dove continuiamo verso sud-ovest lungo la SP78, passando per il <strong>Passo della Colma</strong>. Proseguiamo in idrezione di <strong>Varallo</strong> sul fiume Sesia, e da qui iniziamo la risalita in direzione di Carcoforo. Prendiamo la SP299 costeggiando il fiune Sesia fino al bivio di Balmuccia, dove ci immettiamo sulla SP10. Siamo già a 560 m s.l.m. e continuiamo dapprima per Rimasco (con il suo piccolo lago) a 906 m s.l.m. poi per Carcoforo lungo la SP11 per i 1300 metri (circa) della destinazione.</p>
<h2>Piccolo, ma con un grande patrimonio da scoprire</h2>
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<p><strong>Carcoforo</strong>, situato nella pittoresca Val Sermenza, è uno tra i <strong>più piccoli comuni del Piemonte</strong> che vanta una storia affascinante e un ambiente naturale incontaminato. Questo villaggio, fondato da coloni walser, si trova a un&#8217;altitudine di 1.304 metri sul livello del mare, incastonato nella Val d&#8217;Egua e attraversato dall&#8217;omonimo torrente. Nel 1991, la rivista Airone lo ha definito come il &#8220;villaggio ideale d&#8217;Italia&#8221;, un riconoscimento che sottolinea la sua bellezza e autenticità. Le prime tracce di Carcoforo risalgono al 1383, quando venne menzionato in un&#8217;antica pergamena. Il paese conserva ancora oggi la <strong>chiesa parrocchiale di Santa Croce</strong>, risalente al 1729, e l&#8217;arco di buona accoglienza, eretto nel 1743. La cultura <em><strong>walser</strong></em>, una particolare variante del dialetto tedesco meridionale, ha lasciato un&#8217;impronta indelebile sulla comunità, anche se oggi non è più parlata attivamente.</p>
<p>Ogni visita che si rispetti a Carcoforo non può privarsi di una bella escursione nel <strong>Parco naturale dell&#8217;Alta Valsesia</strong>, un&#8217;oasi di biodiversità e bellezza all&#8217;interno del quale dedicarsi alla scoperta di luoghi come le <strong>miniere</strong>, testimoni dell&#8217;antica attività estrattiva della zona o l&#8217;<strong>Arco della buona accoglienza</strong>, simbolo di ospitalità e storia.</p>
<h3>Ecco cosa vedere nei dintorni di Carcoforo</h3>
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<p>Una terra sublime, la <strong>Val Sermenza </strong>racchiude in sé tre comuni (Rossa, Bioccioleto e Alto Sermenza) che contano complessivamente poco meno di 500 abitanti. Un vero paradiso di bellezza che confina direttamente con la Val d&#8217;Egua dove si trova Carcoforo, e insieme queste due valli sono parte della più grande <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/valsesia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Valsesia</strong></a>. Proprio lei fa parte delle terre <em>Walser</em> del Piemonte, è un geopark UNESCO, e al suo interno si trovano le vette del <strong>Monte Rosa</strong>, tra cui la celeberrima Punta Gnifetti. Una zona dunque perfetta per gli amanti delle escursioni, che culmina nella storica <a href="https://www.goodtrekking.it/ospitalita/capanna-regina-margherita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Capanna Regina Margherita</strong></a>. A 4554 m s.l.m. non è solo il più alto rifugio d&#8217;Europa, ma un luogo fondamentale per la preservazione e la tutela scientifico-ambientale delle montagne.</p>
<p>In conclusione, Carcoforo è una destinazione imperdibile per chi cerca un&#8217;esperienza autentica, lontano dalle rotte turistiche più battute. La sua storia, cultura e bellezze naturali lo rendono un luogo ideale per una fuga rigenerante nel cuore del Piemonte.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/75-abitanti-sono-sufficienti-per-mostrare-la-bellezza-di-questo-borgo-immerso-tra-le-verdissime-montagne-del-piemonte/">75 abitanti sono sufficienti per mostrare la bellezza di questo borgo immerso tra le verdissime montagne del Piemonte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Al confine con la Francia, oltre i 2000 metri di altitudine si trova questo colle piemontese dai paesaggi incantevoli</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/al-confine-con-la-francia-oltre-i-2000-metri-di-altitudine-si-trova-questo-colle-piemontese-dai-paesaggi-incantevoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colle Basset da Sestriere è una salita che si inerpica in Piemonte, sulle Alpi Marittime. La lunghezza è di 6,3 chilometri e copre un dislivello di 421 metri. Il punto più alto si trova a 2429 metri di altitudine. Colle Basset sorge in un'oasi xeroterma estesa tra i 2100 e i 2700 metri d'altezza e delimitata dal Monte Fraiteve e dal Monte Triplex, lungo la dorsale tra la Valle di Susa e la Val Chisone. Il Valico è attraversato dalla porzione di strada provinciale dell’Assietta che collega ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class=""><strong>Colle Basset</strong> da Sestriere è una salita che si inerpica in Piemonte, sulle Alpi Marittime. La lunghezza è di 6,3 chilometri e copre un dislivello di 421 metri. Il punto più alto si trova a 2429 metri di altitudine. Colle Basset sorge in un&#8217;oasi xeroterma estesa tra i 2100 e i 2700 metri d&#8217;altezza e delimitata dal Monte Fraiteve e dal Monte Triplex, lungo la dorsale tra la Valle di Susa e la Val Chisone. Il Valico è attraversato dalla porzione di strada provinciale dell’Assietta che collega Sestriere a Susa e a Pian dell’Alpe. Colle Basset costituisce un importante polo di attrazione per gli appassionati di sport invernali, tra impianti di risalita e piste da sci della famosa Via Lattea. Ecco il percorso per percorrere su due ruote la salita del<strong> Colle Basset</strong> <strong>lungo la Strada dell&#8217;Assietta</strong>, lungo un terreno in parte su ghiaia ma facilmente percorribile.</p>
<h2 id="h-col-basset-in-moto-itinerario" class=""><strong>Colle Basset in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3 id="h-mappa" class=""><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d180393.47960109208!2d6.799760477866537!3d45.05236207624141!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x4789c4a13453501d%3A0xf54fa8728e9fc583!2s10058%20Sestriere%20TO!3m2!1d44.9578505!2d6.879086099999999!4m5!1s0x4789c39aef9678d3%3A0x305c08f72f482d39!2sColle%20Basset%2C%2010058%20Sestriere%20TO!3m2!1d44.988222099999994!2d6.8685271!4m5!1s0x4789b6e7451d746b%3A0xacfc1fa7c0baaa74!2sSusa%2C%20TO!3m2!1d45.138614399999994!2d7.0484573!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1655993965976!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-itinerario" class=""><strong>Percorso</strong></h3>
<p class="">L&#8217;itinerario che vi suggeriamo oggi vi porta lungo la salita del Colle Basset, attraversato dalla famosa Strada dell&#8217;Assietta sulle Alpi Piemontesi. Da Sestriere  il giro finisce a Susa, toccando il punto più alto proprio al Basset con i suoi 2429 metri. Il percorso prevede il pagamento di pedaggi.</p>
<p class="">A Sestriere imbocchiamo la <strong>Strada Provinciale 173/ Strada dell&#8217;Assietta</strong>. In 22 minuti raggiungiamo il Colle Basset. Dalla cima del valico ci aspetta un panorama mozzafiato. Chaberton, Barre des Ecrins, Pierre Menue, Rognosa d&#8217;Etache, Ambin e all&#8217;orizzonte Rocciamelone sono i massicci che ci salutano da lontano. Rimontiamo in sella e riprendiamo la Strada dell&#8217;Assietta che svoltando leggermente a sinistra diventa Via Richardette. Proseguiamo su Via Clotes e giriamo a destra in <strong>SP214</strong>. Continuiamo su questa strada fino a SS24. Alla rotonda prendiamo la corsia di destra per entrare in <strong>A32/E70</strong> immettendoci così su una strada a pedaggio. Prendiamo l&#8217;uscita 14- Susa Ovest e poi prendiamo la <strong>Strada Statale 25 del Moncenisio/SS25</strong>. Dopo poco più di un&#8217;ora eccoci a Susa.</p>
<h2 id="h-cosa-sapere-su-col-basset" class=""><strong>Cosa sapere su Colle Basset</strong></h2>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CD7WeSAFJR1/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p>&nbsp;</p>
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</blockquote>
<p class="">Sul Colle Basset è possibile riscontrare ben cinque ambienti comunitari: i ghiaioni di calcescisti alpini sono uno di questo, con vegetazione rara di <em>Achnatherum calamagrostis</em> e <em>Centranthus angustifolius. </em>Gli altri habitat sono costituiti da praterie basifile, il rodoreto umido con arbusteti nani di <em>Loiseleuria procumbens</em> e <em>Vaccinium gaultherioides</em> e alle quote inferiori i boschi di larice e pino cembro. Le <strong>farfalle </strong>sono gli abitanti per eccellenza di questo angolo alpino; in particolare due specie che popolano la <em>Erebia aethiopella </em>sul versante delle Alpi Marittime e la <em>Erebia mnestra </em>in Val di Susa.</p>
<h3 id="h-passeggiate-intorno-al-col-basset" class=""><strong>Passeggiate intorno al Colle Basset</strong></h3>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CSXujfOoRjT/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14"><p>&nbsp;</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CSXujfOoRjT/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/25fe.png" alt="◾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />HOLGER <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/25fe.png" alt="◾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (@xberg71)</a></p>
</blockquote>
<p class="">Proprio a due passi da Sestriere, una volta raggiunta la cima del Colle Basset potremmo approfittarne per fare una rigenerante passeggiata immersi nella natura e con uno scenario mozzafiato. Ad esempio da qui è facilmente raggiungibile il <strong>Lago Losetta</strong>, lungo un itinerario ad anello da Sestriere partendo da un parcheggio dove lasciare la moto.</p>
<p class="">La stessa <strong>Strada dell&#8217;Assietta </strong>che percorriamo per arrivare sul colle è in realtà una grande attrazione. Infatti si tratta del percorso militare più alto d&#8217;Europa, snodandosi interamente oltre i 2000 metri di altitudine. Passeggiare lungo questo tracciato assicura meravigliosi panorami sia sul versante della Val Chisone che su quello del Pian dell&#8217;Alpe. Non distante da Colle Basset, si trova il Colle delle Finestre sempre lungo l&#8217;Assietta.</p>
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		<title>È il terzo più grande del Piemonte e la sua bellezza saprà come stupirti in qualsiasi stagione dell&#8217;anno</title>
		<link>https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-il-terzo-piu-grande-del-piemonte-e-la-sua-bellezza-sapra-come-stupirti-in-qualsiasi-stagione-dellanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 11:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle propaggini delle Alpi Piemontesi, scoprite questo specchio d'acqua che custodisce tesori sin dalla preistoria. Tra cammini sacri e civiltà dell'Età del Bronzo, il Lago di Viverone nasconde nei suoi dintorni diversi siti patrimonio UNESCO... per non parlare della bellezza naturalistica. Allora cosa aspettiamo? Saliamo in sella e scopriamo il Lago di Viverone in moto da Torino a Vercelli. Lago di Viverone in moto. L'itinerario Mappa  Percorso Partiamo da Torino. Da Corso Grosseto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle propaggini delle Alpi Piemontesi, scoprite questo specchio d&#8217;acqua che custodisce tesori sin dalla preistoria. Tra cammini sacri e civiltà dell&#8217;Età del Bronzo, il Lago di Viverone nasconde nei suoi dintorni diversi siti patrimonio UNESCO&#8230; per non parlare della bellezza naturalistica. Allora cosa aspettiamo? Saliamo in sella e <strong>scopriamo il Lago di Viverone in moto da Torino a Vercelli.</strong></p>
<h2><strong>Lago di Viverone in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d359405.4642195461!2d7.7727234973230095!3d45.27093797871059!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47886d126418be25%3A0x8903f803d69c77bf!2sTorino%20TO!3m2!1d45.070312!2d7.686856499999999!4m5!1s0x47888497d6f3c5fd%3A0xc301c069e463cb58!2sIvrea%2C%20TO!3m2!1d45.467276399999996!2d7.8800589!4m5!1s0x47862914091dd451%3A0x9efbc2ecadba89a3!2sLago%20di%20Viverone!3m2!1d45.4173225!2d8.036519799999999!4m5!1s0x47864c8c53d43e6b%3A0x4553e3ff3d93ced1!2sVercelli!3m2!1d45.3202272!2d8.418573499999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1621502444048!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>Percorso</strong></h3>
<p>Partiamo da <strong>Torino</strong>. Da Corso Grosseto svoltiamo leggermente a sinistra per prendere lo svincolo in direzione Aeroporto/Tangenziale/Rivarolo. Continuiamo su RA10 e imbocchiamo l&#8217;uscita 1 verso Tangenziale. Prendiamo la destra al bivio, seguiamo le indicazioni per <strong>E66</strong> ed entriamo in <strong>A55/E64</strong>. A questo punto abbiamo imboccato una strada a pedaggio e teniamo la sinistra per continuare su <strong>E612</strong>, poi su <strong>A5/E25</strong> e prendiamo l&#8217;uscita per Ivrea. Alla rotonda prendiamo la prima uscita e imbocchiamo lo svincolo <strong>SS 565</strong> per Ivrea. Entriamo in SS565, prendiamo SP68 immersi nel verde e continuiamo su Via Castellamonte, Via Guglielmo Jervis, Via Pinchia che diventa Via Miniere, attraversiamo il Fiume Dora Bàltea ed eccoci al centro di Ivrea in 45 minuti circa.</p>
<p>Ripartiamo da Ivrea, precisamente da Corso Botta. Uscendo dalla rotonda prendiamo <strong>Strada Statale 26 della Valle d&#8217;Aosta</strong>. Proseguiamo su <strong>Corso Vercelli/SP228</strong>. Svoltiamo a destra e prendiamo Viale Lido Maggiore G. Arturo Croce. Svoltiamo a destra e arriviamo a Via Al Lago che in 20 minuti ci conduce al <strong>Lago del Viverone</strong>. Da Via Al Lago andiamo verso Viale Lido Maggiore G. Arturo Croce; svoltiamo a destra e prendiamo <strong>SP228</strong>, alla rotonda imbocchiamo ancora Via Ivrea/SP228. Giriamo a sinistra e prendiamo <strong>Strada Provinciale Viverone Alice</strong> <strong>&#8211; Castello/SP228/SP 593. </strong>Alla rotonda imbocchiamo SP143; alla terza rotonda usciamo alla seconda uscita e prendiamo <strong>Corso XXV Aprile/SP143</strong>. Ci immettiamo su <strong>Via per Torino/SP11</strong> e continuiamo su questa strada fino a prendere <strong>Tangenziale Ovest</strong>. Arriviamo a via Torquato Tasso, prendiamo Piazza Cesare Battisti ed eccoci al centro di <strong>Vercelli</strong>: la nostra tappa finale.</p>
<h2><strong>Lago Viverone, lo specchio d&#8217;acqua del Piemonte</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1037077234.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p><strong>Il Lago di Viverone è il terzo del</strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/"> <strong>Piemonte</strong></a><strong> per estensione</strong>. Questo specchio d&#8217;acqua di poco più di 5 chilometri quadrati sorge nel cuore della<strong> Serra d’</strong><strong>Ivrea</strong>, in un paesaggio caratterizzato dalla più imponente morena glaciale d’Europa. Nonostante il lago sorga in prossimità dell’autostrada A5 proveniente dalla Valle d’Aosta e della A4 Torino-Venezia, il Viverone non è completamente circondato da strade percorribili. Infatti le sponde sud-occidentali sono caratterizzate da una natura selvaggia e intensa che consente di avvicinarsi solamente a piedi o in barca; proprio queste zone sono perfette per il birdwatching. Una volta scoperto dove si trova il Lago di Viverone, scopriamo cosa vedere lì intorno.</p>
<p>Il Lago di Viverone ospita un antichissimo insediamento preistorico subacqueo che, a buon merito, è stato inserito nell&#8217;elenco dei Patrimoni dell’Umanità<a href="http://www.unesco.it/"> UNESCO</a> nel 2011 nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità. Si tratta dei resti di un <strong>antichissimo grande villaggio palafitticolo</strong> risalente all’<strong>età del Bronzo</strong> che conta ancora circa 5000 pali conficcati nel terreno tra paludi e pioppeti. Oltre a lasciar facilmente intuire l&#8217;assetto urbano, durante gli scavi sono stati ritrovati: spade, asce, spilloni e altri ornamenti femminili e molto altro ancora.</p>
<h3><strong>Via Francigena e Cammino di San Carlo al Viverone</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2021/05/lago-di-viverone_1247771575.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p>Proprio da Ivrea a Viverone, l&#8217;ultimo tratto del nostro itinerario, si snoda una tappa dell&#8217;antica <strong>Via Francigena</strong>. Ecco perché durante l&#8217;itinerario in moto incontriamo due splendide chiesette, anche recentemente restaurate: la <strong>Chiesa di San Pietro</strong>, nei pressi di Bollengo, e il &#8220;<strong><i>Gesiun</i></strong>&#8220;, un rudere in mezzo alla campagna di cui sono rimasti solamente i muri perimetrali e i resti di un affresco.</p>
<p>Il Cammino di San Carlo è un percorso secondario che confluisce in quello principale della Via Francigena. Lungo i 200 chilometri che costituiscono il tracciato originario a partire da Arona, il cammino tocca una ventina di santuari riconosciuti come il complesso dei <strong>Sacri Monti </strong>e anch&#8217;essi tutelati come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.</p>
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		<title>È la città che ha dato vita alla rivoluzione industriale italiana, e ancora oggi nelle sue acque si riflettono computer e macchine da scrivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 11:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio in moto attraverso la storia d'Italia. Questo percorso ti porterà alla scoperta di una delle città del Piemonte che ha rivoluzionato il Paese intero. La Rivoluzione industriale ha preso il via proprio nella città di Ivrea e nelle acque del Dora Baltea si vedono ancora i riflessi dei primi computer e delle prime macchine scrivere che hanno cambiato notevolmente la quotidianità di tutti gli italiani. Ivrea in moto. L'itinerario Mappa  Percorso Il nostro moto itinerario di oggi ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-la-citta-che-ha-dato-vita-alla-rivoluzione-industriale-italiana-e-ancora-oggi-nelle-sue-acque-si-riflettono-computer-e-macchine-da-scrivere/">È la città che ha dato vita alla rivoluzione industriale italiana, e ancora oggi nelle sue acque si riflettono computer e macchine da scrivere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio in moto attraverso la storia d&#8217;Italia. Questo percorso ti porterà alla scoperta di una delle città del Piemonte che ha rivoluzionato il Paese intero. La Rivoluzione industriale ha preso il via proprio nella città di Ivrea e nelle acque del Dora Baltea si vedono ancora i riflessi dei primi computer e delle prime macchine scrivere che hanno cambiato notevolmente la quotidianità di tutti gli italiani.</p>
<h2>Ivrea in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Il nostro moto itinerario di oggi ci porta proprio alla scoperta di questa splendida parte del Piemonte. Partenza e ritorno sono entrambi dalla città di <strong>Biella</strong>, che fa anche provincia. Ci dirigiamo subito verso la città di <strong>Ivrea</strong>, passando per Montalto Dora e lasciando un po&#8217; di tempo per la visita di questo nuovo sito Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p>Ovviamente non ritorniamo dalla stessa strada, ma ci allarghiamo un po&#8217; per tornare in provincia di Biella, andando a costeggiare, ad esempio, il <strong>Lago di Viverone</strong> e passando accanto alla Riserva Naturale Orientata delle Baragge.</p>
<p>Luoghi incantevoli da scoprire in sella alle vostre due ruote. E Biella e Ivrea possono anche essere il punto di partenza perfetto per andare alla scoperta delle montagne piemontesi e valdostane, situate solo qualche chilometro più in là.</p>
<p>A poca distanza c&#8217;è anche la<strong> Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Oropa</strong> con il suo santuario, ma anche la Riserva Naturale di Mont Mars, al confine proprio tra il Piemonte e la Valle d&#8217;Aosta.</p>
<h2>La città della rivoluzione industriale, Ivrea</h2>
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<p>Ivrea è entrata a far parte, nel 2018, della lista dei siti <strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO</strong>. La città della battaglia con le arance, che ogni anno viene riproposta come rievocazione storica in occasione dei festeggiamenti del Carnevale, ha ottenuto questo importante riconoscimento in occasione di una riunione che si è tenuta a Manama, nel Bahrein, pochissimo tempo fa.</p>
<p>“<strong>Ivrea Città Industriale del XX Secolo</strong>”, grazie alla sua architettura, ha conquistato i commissari, che hanno premiato gli sforzi degli eporediesi e di tutte le autorità locali per ridare a questa splendida zona del Piemonte una spinta per quello che riguarda il turismo. La città di Ivrea può raccontarci una storia davvero unica, che guarda al futuro.</p>
<p>La città piemontese è il 54esimo sito italiano premiato dall&#8217;UNESCO: storica sede dell&#8217;Olivetti, questo riconoscimento va anche al patron della storica casa tecnologica, Adriano Olivetti, che in tempi non sospetti ha avuto una visione umanistica e decisamente futuristica del lavoro. Ivrea è stata indicata come la città perfetta a rappresentare la <strong>rivoluzione industriale del Novecento</strong>. Ivrea è bagnata dalla Dora Baltea, uno dei principali affluenti del Po.</p>
<h3>La storia di Olivetti</h3>
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<p>La città industriale di Ivrea venne fondata da Camillo Olivetti a inizio Novecento, nel 1908. Voleva essere un esperimento per unire idee sociali e architettoniche nel mondo industriale, un fiore all&#8217;occhiello a livello industriale. Lo sviluppo maggiore si deve però a Adriano Olivetti e alla sua azienda di macchine da scrivere e computer.</p>
<p>L&#8217;architettura industriale che Olivetti ci ha lasciato in eredità è frutto della collaborazione con grandi architetti e urbanisti, del calibro di Luigi Figini e Gino Pollini. Un&#8217;architettura che ha saputo conquistare anche l&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/tag/siti-unesco-italia/">UNESCO</a>, dopo la candidatura presentata a gennaio 2017 dal Comune di Ivrea e dalla <strong>Fondazione Adriano Olivetti</strong>, insieme alla Fondazione Guelpa, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Banchette.</p>
<p>Il patrimonio architettonico costituisce il 70% del <strong>perimetro urbanizzato</strong> della città in provincia di Torino. Ci sono costruzioni residenziali, industriali e sociali di altissima qualità. La <strong>Fondazione Adriano Olivetti</strong> da 10 anni ha iniziato un processo di valorizzazione di tutto questo patrimonio architettonico, oggi eredità ricca e importante di un periodo florido e importante per tutto il Piemonte.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/piemonte-in-moto/e-la-citta-che-ha-dato-vita-alla-rivoluzione-industriale-italiana-e-ancora-oggi-nelle-sue-acque-si-riflettono-computer-e-macchine-da-scrivere/">È la città che ha dato vita alla rivoluzione industriale italiana, e ancora oggi nelle sue acque si riflettono computer e macchine da scrivere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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