Monferrato, le strade dei Saperi e dei Sapori in Piemonte | TrueRiders

Sapere e sapori del Piemonte: queste sono le colline “del patrimonio” che tutta l’Umanità ci invidia

Stefano Maria Meconi  | 28 Mag 2024  | Tempo di lettura: 5 minuti

Una terra così bella da esser diventata patrimonio dell’Umanità. E in un paese, come l’Italia, che di questi patrimoni ne ha ormai quasi sessanta, non dovrebbe essere certamente una sorpresa. Ma è difficile non rimanere sorpresi dalle bellezze del Monferrato, zona del Piemonte importante per la bellezza e per i suoi siti di rilevanza storica e culturale; qui sono presenti suggestivi borghi fortificati che proteggevano le comunità dalle possibili incursioni straniere che si muovevano nelle vaste pianure circostanti, oltre che i grandi vigneti dove vengono prodotti vini prestigiosi come il Grignolino e il Malvasia.
Insomma, una zona perfetta per essere percorsa su due ruote, in quanto le colline dell’astigiano sono molto morbide, grazie a strade che curvano in ampiezza con un saliscendi leggero. Pronti a partire?

1 Monferrato in moto. L’itinerario

1.1 Mappa

1.2 Percorso

Lasciamo Casale Monferrato e prendiamo SP7 in direzione di Coniolo Bricco, che raggiungiamo dopo poco meno di 9 chilometri. Sempre lungo la provinciale continuiamo per 5 km verso Pontestura, poi SP455-SP457var per 13 km fino a Moncalvo. Riprendiamo la Provinciale 457var fino al bivio di stazione di Castell’Alfero, poi SP22 fino a Bettola e SP2 per Montechiaro d’Asti. Sempre tramite la SP2 tocchiamo Casasco e Soglio in direzione di Cortazzone, risaliamo per Mongigletto e raggiungiamo Montafia. Prendiamo la SP10, poi SP78 per Albugnano. Infine, SP74/SP458 in direzione di Cocconato.

2 Colline di meraviglia: ecco cosa vedere nel Monferrato

2.1 Casale Monferrato

Casale Monferrato è una cittadina che in passato, intorno al ‘400, è stata capitale del Marchesato omonimo. Il suo centro storico è di una bellezza straordinaria in quanto vanta, oltre ad edifici storici civili importanti, un capolavoro architettonico religioso come la Sinagoga. Casale era una piazzaforte dei Gonzaga che fu sottoposta a ben quattro assedi, nel XVII, secolo da parte di spagnoli e francesi. Ai giorni nostri il viaggiatore che percorre le sue strade avrà l’impressione di visitare una città ottocentesca, anche in virtù della piazza con i portici, la torre medievale e la statua di Carlo Alberto a cavallo. Questo è il cuore della città, il luogo di ritrovo dei casalesi che amano trascorrere i giorni di festa seduti a un caffè o passeggiando nella piazza. Merita una visita anche il Duomo, che si trova alle spalle della piazza; fu edificato intorno al 1100 e rifatto nel XIX secolo. È gotica la chiesa di San Domenico, con il chiostro e la torre, visitabile raggiungendo via Caire, non lontano dalla piazza principale. Lungo via Mameli si potranno ammirare gli edifici costruiti nel XV secolo, giungendo in via Cavour dove si trova il chiostro di Santa Croce, eretto sempre nel XV secolo e che oggi ospita un museo civico. C’è da segnalare, per i motociclisti che si trovassero da queste parti la seconda domenica del mese, il mercato dell’antiquariato nei pressi del castello.

2.2 Pontestura e Sacro Monte di Crea


Facciata del Santuario di Serralunga di Crea, nel Monferrato

Percorrendo la SP 455, anche questa non particolarmente impegnativa, si raggiunge Pontestura, da cui ci si inoltra in una vallata che si restringe man mano che si percorre il rettilineo, fino a giungere in una zona costeggiata da colline più alte e immersa nel bosco. Si svolta in direzione di Serralunga raggiungendo il Sacro Monte di Crea (nel novero dei Sacri Monti del Piemonte, patrimonio UNESCO dell’umanità), attraverso una strada più stretta; è un santuario con 5 romitori e 23 cappelle, che nel Seicento fu eretto come luogo di preghiera in contrapposizione alla Riforma Luterana; le cappelle in origine erano visibili, oggi sono nascoste nel bosco, ma conservano ancora le statue in terracotta con immagini dei misteri del rosario; il progetto ha come autori il pittore Caccia, detto il Moncalvo e gli scultori fiamminghi Nicolas e Jean de Wespin.

2.3 Moncalvo

Moncalvo è un borgo che offre un panorama sulla pianura sottostante, che conduce lo sguardo verso la città di Asti. Il centro storico di Moncalvo merita una “breve” passeggiata a piedi: Moncalvo infatti è nel guinness dei primati in quanto è la città più piccola d’Italia. Il rettilineo che taglia il territorio in direzione Asti è suggestivo, in quanto le colline tornano basse e ci si ritrova nella veduta ormai familiare della campagna del Monferrato, coltivata a viti e cereali.

2.4 Gli altri borghi del Monferrato

In questo viaggio lungo le meraviglie del Monferrato avrai la possibilità di percorrere piccoli tratti di strada dove ti sembrerà di essere l’ultima persona sulla terra. Troverai stradine che si immergono nella campagna verdeggiante, come quella che arriva a Montechiaro, la cui chiesa romanica merita una visita; oppure quella per Cortazzone, che attraversa prati e boschi: la cittadina viene annunciata dal suo trecentesco castello costruito con mattoni rossi.

Montafia è un piccolo paese dove sono ancora visibili gli imponenti bastioni che sorreggevano il castello medievale; sempre sulla strada c’è un bivio che conduce alla chiesa romanica di San Secondo, edificio religioso dell’XI secolo: vale la pena parcheggiare la moto e visitare l’edificio all’interno, per ammirare i capitelli decorati con figure di animali fantastici.

Dopo aver ammirato le bellezze della chiesa di San Secondo, si può riprendere la marcia dirigendosi a Castelnuovo Don Bosco, dove nacque il sacerdote che fondò l’ordine dei Salesiani; la cittadina viene denominata terra di santi e di vini: qui si producono infatti il Malvasia e il Freisa. Vezzolano è famosa per la sua abbazia in stile gotico-romanico, uno dei monumenti più importanti di tutto il Piemonte; il chiostro all’interno del monastero benedettino presenta affreschi del Trecento mentre nella chiesa spiccano dei preziosi bassorilievi che raffigurano i profeti.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015



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