
Quarantaquattro chilometri e mezzo possono sembrare pochi sulla carta, ma tra le curve della Maremma diventano un piccolo viaggio nel tempo. Questo itinerario in moto unisce la pietra chiara di Massa Marittima, le acque profonde del Lago dell’Accesa e il profilo inconfondibile del Castello di Montemassi, immortalato nel celebre affresco del condottiero Guidoriccio da Fogliano.
È un percorso che si snoda su strade secondarie, dove il traffico è ridotto e l’asfalto segue docile il disegno delle colline. Qui la guida si fa più lenta, quasi contemplativa, tra campi coltivati, oliveti e i boschi delle Colline Metallifere. Lungo il tragitto si alternano soste panoramiche, borghi medievali silenziosi e tracce etrusche nascoste nella macchia. Un anello ideale per chi cerca una mezza giornata di moto fatta di paesaggi, storia e curve morbide, senza l’ansia delle grandi distanze.
Per un motoviaggio breve ma intenso in Maremma, Massa Marittima è un punto di partenza ideale: facilmente raggiungibile, con parcheggi comodi e un centro storico che merita una sosta prima ancora di indossare il casco. La cittadina, cuore delle Colline Metallifere grossetane, rivela subito il suo passato legato a miniere e commerci, con vicoli in pietra, scorci improvvisi e un impianto urbano ancora chiaramente medievale.
Vale la pena parcheggiare la moto nei pressi del centro e salire a piedi verso piazza Garibaldi, uno degli slarghi più scenografici dell’entroterra toscano. Qui dominano la Cattedrale di San Cerbone, il Palazzo Comunale e altri edifici che raccontano l’epoca del libero Comune. Prima di partire, è il luogo giusto per un caffè o una colazione abbondante: verrà buona più avanti, tra una curva e l’altra, quando il percorso si farà più solitario. Dal punto di vista motociclistico, Massa Marittima è un crocevia perfetto: da qui partono strade secondarie che si infilano tra colline, boschi e borghi minori, lontano dai flussi verso la costa.
Lasciata Massa Marittima, si imbocca la Strada Provinciale Accesa, la SP49, direzione Lago dell’Accesa. È qui che l’itinerario in moto comincia davvero a prendere ritmo: l’uscita dal centro urbano è rapida e, in pochi chilometri, l’ambiente cambia. L’asfalto si insinua tra boschi ombrosi, campi coltivati e brevi rettilinei che preparano a una sequenza di curve ravvicinate, da affrontare con guida fluida e sguardo sempre avanti.
Il Lago dell’Accesa appare quasi all’improvviso, incastonato in una conca carsica, con acque profonde dalle sfumature che vanno dal verde scuro all’azzurro. Oltre al fascino paesaggistico, qui entra in scena un’altra epoca: nei dintorni sono visibili le testimonianze di un insediamento etrusco attivo tra la fine del VII e il VI secolo a.C., oggi inserito nel Parco archeologico dell’Accesa. La moto va lasciata nelle aree consentite, per poi proseguire a piedi verso i punti panoramici e i percorsi segnalati.
Dal punto di vista della guida, questo primo tratto richiede attenzione soprattutto nei tratti in ombra, dove umidità e fogliame possono rendere il fondo scivoloso, in particolare in autunno e inverno.
Ripartendo dal lago in direzione est, la strada abbandona gradualmente il bosco fitto per aprirsi su un paesaggio più agricolo: campi, oliveti e colline morbide che raccontano una Maremma diversa da quella costiera. Le curve si alternano a tratti più scorrevoli, ideali per chi ama un’andatura regolare, senza eccessi, godendosi il paesaggio. All’orizzonte, su una dorsale rocciosa, compare il profilo del borgo di Montemassi, con le case raccolte ai piedi dei ruderi del castello.
Il Castello di Montemassi, attestato dall’XI secolo e un tempo legato alla famiglia Aldobrandeschi, domina ancora oggi la valle del fiume Bruna. Fu qui che nel 1328 le truppe senesi di Guidoriccio da Fogliano condussero l’assedio celebrato nel famoso affresco conservato nel Palazzo Pubblico di Siena. Salendo a piedi tra vicoli e scalinate si raggiungono i resti delle mura, il cassero e le strutture difensive che raccontano secoli di guerre e passaggi di potere.
Dalle terrazze panoramiche lo sguardo abbraccia la pianura maremmana, gli oliveti e i rilievi che chiudono l’orizzonte verso l’interno: un punto di vista privilegiato per capire perché questo avamposto fosse così strategico nel Medioevo.
L’ultimo tratto dell’itinerario collega Montemassi a Roccastrada, seguendo una strada secondaria che scende inizialmente tra campi e poderi isolati, per poi tornare a salire dolcemente verso i rilievi. È una sezione molto piacevole in moto: curve ben leggibili, brevi rettilinei, alcuni scorci aperti sulla campagna grossetana e sulla dorsale collinare che guarda verso Siena. Anche qui, però, occorre tenere conto di possibili residui di terra sull’asfalto, soprattutto in prossimità degli accessi agricoli.
Roccastrada appare appoggiata su una base di roccia trachitica, a circa 482 metri di altitudine. Il centro storico, con la chiesa di San Nicola e gli edifici in pietra, conserva ancora l’impronta medievale, mentre nelle zone moderne si concentrano bar, negozi e servizi utili per una sosta a fine giro. Qui è il momento di tirare le somme: Google Maps indica 44,5 chilometri e circa cinquanta minuti di guida effettiva, ma per godersi il viaggio è meglio considerare almeno mezza giornata, includendo visite e camminate.
Per organizzare al meglio il tour in moto è consigliabile verificare prima della partenza le condizioni del fondo stradale, soprattutto dopo la pioggia, e pianificare le soste a Massa Marittima, al Lago dell’Accesa e a Montemassi. Un breve itinerario, ma capace di racchiudere etruschi, Medioevo senese e paesaggi tipicamente maremmani.

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.
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