L’autostrada lo ha fatto dimenticare, ma questo passo resta una goduria per chi ama guidare

Fabio Belmonte  | 15 Ott 2026  | Tempo di lettura: 4 minuti

Affrontare il Passo del Brattello in moto significa scegliere consapevolmente di lasciare l’autostrada A15 alle spalle e tornare su una strada di montagna che segue ancora la forma naturale dell’Appennino tosco-emiliano. Tra Pontremoli e Borgo Val di Taro scorrono appena 31,2 chilometri, ma bastano poche curve per capire che non si tratta di un semplice trasferimento: qui il ritmo è dettato dai boschi, dai piccoli borghi e da un nastro d’asfalto che sale e scende con pendenze morbide ma continue.

Il passo, a circa 950 metri di quota, collega Lunigiana e Val di Taro, due territori diversi ma uniti da secoli di scambi, transiti e storie di frontiera. Per il motociclista è un itinerario da assaporare con calma, gestendo bene velocità e traiettorie, magari abbinando alla guida una sosta gastronomica a base di funghi e prodotti tipici emiliani.

Passo del Brattello in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Il viaggio in moto sul Passo del Brattello parte idealmente da Pontremoli, porta settentrionale della Lunigiana e snodo storico lungo la Via Francigena. Prima di infilare il casco, vale la pena concedersi una breve passeggiata nel centro, tra vicoli, ponti in pietra e il profilo del Castello del Piagnaro, che domina la valle del Magra e racconta le origini antiche del territorio.

Lasciata la cittadina verso nord, la strada comincia a salire dolcemente. Le case si diradano, l’ambiente cambia volto e l’atmosfera diventa subito più montana. Il tratto che conduce verso Migneno e Grondola è perfetto per prendere confidenza con il ritmo dell’itinerario: curve di raggio variabile, carreggiata non sempre ampia, qualche accesso laterale e possibili mezzi agricoli. Nonostante il traffico in genere contenuto, è una salita che va affrontata con guida pulita, sfruttando la coppia del motore più che il gas aperto, soprattutto dove la vegetazione chiude la visuale in uscita di curva.

Arrivati in zona Grondola, si avverte in modo chiaro il cambio di passo: la quota cresce, le curve iniziano a susseguirsi con maggiore frequenza e la strada invita a un’andatura regolare più che a forzature improvvise, lasciando fare il proprio lavoro alle sospensioni.

Il Passo del Brattello: tornanti, boschi fitti e crinale appenninico

 

Il cuore dell’itinerario è il Passo del Brattello, che sfiora i 950 metri di altitudine lungo il confine tra Toscana ed Emilia-Romagna. Qui la strada stringe il disegno, alternando curve ravvicinate, brevi rettilinei e tornanti che seguono fedelmente la morfologia del crinale. È un tratto che non premia la potenza della moto, ma la capacità di leggere il tracciato e di impostare traiettorie precise restando sempre dentro la propria corsia.

Gran parte dei versanti è coperta da boschi, con lunghi tratti in ombra anche nelle giornate estive. In autunno il fogliame sull’asfalto, specie se umido, può ridurre drasticamente l’aderenza; in inverno, neve e ghiaccio non sono un’ipotesi remota, per cui il controllo delle condizioni della strada diventa fondamentale. Nei punti più chiusi, la visuale ridotta richiede di tenersi lontani da ingressi aggressivi in curva e da tagli di traiettoria verso il centro carreggiata.

Dal punto di vista motociclistico, il Brattello è un classico passo appenninico: quota contenuta, pendenze regolari, carreggiata stretta in alcuni tratti. Non serve una maxi enduro o una sportiva estrema: una moto media, guidata con fluidità, permette di godersi al meglio questo collegamento storico tra Lunigiana e Val di Taro.

Discesa su Valdena e arrivo a Borgo Val di Taro tra borghi e sapori

 

Superato il valico, si entra in Emilia-Romagna e la strada comincia a digradare verso Valdena. La discesa si sviluppa tra versanti boscati, radure e piccoli nuclei abitati che raccontano la vita lungo l’Appennino parmense. Qui il rapporto tra montagna e presenza umana è ancora evidente: case isolate, terreni coltivati, pratiche agricole che seguono il ritmo delle stagioni.

Dal punto di vista della guida, la priorità diventa il controllo della velocità. Sfruttare il freno motore, soprattutto nelle moto bicilindriche, aiuta a mantenere un’andatura regolare, riducendo al minimo le frenate improvvise in prossimità delle curve. Nei tratti più aperti si gode di qualche scorcio sulla Val di Taro, ma è sempre meglio fermarsi nei punti sicuri per godersi il panorama.

Arrivando nel fondovalle, la strada si fa più scorrevole e conduce verso Borgo Val di Taro (Borgotaro), centro principale della valle e meta naturale di questo itinerario. Qui il consiglio è semplice: spegnere la moto e sedersi a tavola. Il celebre Fungo di Borgotaro IGP è il biglietto da visita gastronomico del territorio, protagonista di fiere e manifestazioni autunnali, ma anche di molti piatti tradizionali che trasformano il giro in moto in un’esperienza completa, tra curve e sapori.

Quando affrontare il Brattello in moto e consigli pratici di viaggio

I 31,2 chilometri tra Pontremoli e Borgo Val di Taro possono sembrare pochi, ma il Passo del Brattello richiede attenzione costante. La primavera offre temperature piacevoli, ma anche piogge improvvise e asfalti freddi nei tratti in ombra. L’autunno regala forse i colori più belli dell’Appennino, a prezzo però di foglie bagnate e umidità persistente nei boschi.

In estate, i fondovalle possono scaldarsi molto, mentre il valico resta più fresco, ideale per un’uscita giornaliera. L’inverno è la stagione più critica: neve e ghiaccio possono rendere il passo non percorribile in sicurezza, quindi è indispensabile informarsi sulle condizioni prima di partire. In ogni periodo, conviene verificare pneumatici, freni e pressione, oltre alle previsioni meteo.

Dal punto di vista logistico, è bene considerare che lungo il tratto di montagna i servizi sono limitati: meglio fare rifornimento nei centri maggiori e programmare eventuali soste a Pontremoli o Borgotaro. L’itinerario può essere inserito in un giro più lungo, sfruttando la vicinanza dell’autostrada A15 per rientri rapidi, ma sulla strada del Brattello i ritmi sono quelli di un valico appenninico: curve, salite e discese da rispettare, più che da sfidare.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di moto, viaggi e itinerari su due ruote. Amo scoprire strade panoramiche, borghi e destinazioni meno conosciute, condividendo informazioni e consigli pratici per chi vuole vivere ogni viaggio curva dopo curva.

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