Ci sono i Salassi, ma non spenderai molto più del previsto: ecco il percorso dei castelli nel cuore della regione più piccola d’Italia

Ci sono i Salassi, ma non spenderai molto più del previsto: ecco il percorso dei castelli nel cuore della regione più piccola d’Italia

È l’antico percorso che attraversa la Valle d’Aosta e regala scorci meravigliosi ai bikers, tra castelli, valli verdi, reperti archeologici e borghi secolari.
Antonia Festa  | 09 Apr 2026  | Tempo di lettura: 3 minuti

Nonostante le ridotte dimensioni, la Valle d’Aosta è ricca di paesaggi spettacolari, borghi incantevoli e passi alpini da favola. Si tratta, insomma, di un vero e proprio angolo di paradiso per i motociclisti. Tra i percorsi da non perdere, c’è quello che vi porterà alla scoperta della Strada dei Salassi. Questa via panoramica vi consentirà di ammirare i dintorni di Aosta da una prospettiva inedita e decisamente spettacolare. Il sentiero ha un nome dal fascino antico, che ne svela le origini; i Salassi, infatti, erano una popolazione di origine celtica insediatasi nella zona del Canavese e della valle della Dora Baltea e scontratasi ripetutamente con i Romani tra II e I secolo a.C.. Grazie a curve e vedute, questo mototour vi regalerà una piacevole giornata di svago!

Strada dei Salassi in moto. L’itinerario

Mappa

Itinerario

Partite da Aosta verso sud-ovest su Corso Battaglione Aosta. Percorrete Viale Piccolo S. Bernardo e imboccate la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta. Continuate fino a Rue Corrado Gex e seguite la SR22. Superate la Località Pommier e proseguite verso Rumiod. Continua verso Saint-Pierre, attraversate Villeneuve e imboccate nuovamente la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta, fino al Castello Sarriod de La Tour. Riprendete la strada verso la SR41, salite fino a Verrogne e procedete verso Bercher.

Dopo Bercher imboccate la SR41 in direzione sud. Attraversate Bellon e prendete Frazione Arpuilles Chacotteyes sulla SR38 per raggiungere Arpuilles. Da qui, scendete verso Aosta seguendo Viale del Gran S. Bernardo, passando per Via Challigne e Corso Saint-Martin-de-Corléans.

Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta, la SR22, la SR41 e la SR38. Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui.

Cosa vedere lungo la Strada dei Salassi

Il nostro itinerario parte da Aosta, città di origine romana di cui vi suggeriamo una visita prima (o anche dopo) che il mototour entri nel vivo. Sono numerosi i monumenti che caratterizzano il centro storico, tra cui l’Arco di Augusto, edificato nel 25 a.C. per celebrare la vittoria dei Romani sui Salassi per mano di Auto Terenzio Vallone Murena.

Saint-Pierre, invece, vi conquisterà con l’imponente bellezza di uno dei castelli arroccati più antichi della regione, l’omonimo Castello di Saint-Pierre. A poca distanza, c’è un’altra splendida costruzione dal sapore fiabesco, il Castello Sarriod de La Tour.


[foto @stefano carniccio/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

I chilometri da macinare lungo la Strada dei Salassi sono molti, ma sarete affascinati dalle curve e dagli scorci mozzafiato, che vi accompagneranno in successione attraverso Rumiod, Verrogne e Bellon. Agli amanti delle curve incontentabili raccomandiamo, però, di assecondare le deviazioni, cominciando dalla discesa (e successiva risalita) verso la frazione di Bercher.

La Strada dei Salassi si interrompe ad Arpuilles, frazione di Aosta posta a circa 1.000 metri sul livello del mare. Il tratto che vi separa dal rientro ad Aosta è breve ma tutto curve e, dopo circa 74 chilometri, pone fine al tour valdostano. L’itinerario, quindi, non dura molto ma ha un alto tasso di spettacolarità; la Strada dei Salassi in moto è davvero un percorso irrinunciabile, ideale sia per una giornata motociclistica diversa dal solito sia come tappa intermedia di un tour primaverile o estivo attraverso gli straordinari panorami alpini della Valle d’Aosta. Non ci rimane che raccomandarvi prudenza e augurarvi un buon viaggio!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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