Lago di Ridracoli e le Foreste Casentinesi

lago di ridracoli

Immerso nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, il Lago di Ridracoli è un importante bacino artificiale della Romagna. La sua forma allungata, che definisce quasi dei canyon, lo hanno reso nel tempo una grande meta turistica.

Visitarlo significa immergersi in uno spettacolo naturale unico per l’Emilia-Romagna. Ci troviamo infatti lontani dai fasti della Riviera, in un luogo senza caos, autenticamente bello.

Ci si arriva in moto, è vero, ma poi si può proseguire a piedi, in canoa o con battelli elettrici. L’incredibile ricchezza di questo luogo suggerisce numerose esperienze turistiche per ogni gusto.

Noi ovviamente inseriamo Ridràcoli (si pronuncia con l’accento acuto sulla A) in un percorso più vasto, che ti guiderà nell’Entroterra romagnolo tra borghi, boschi, laghi e foreste. Pronto a partire?

Tutto quello che c’è da sapere sul Lago di Ridracoli

Geografia

Ci troviamo a Bagno di Romagna, nella provincia di Forlì-Cesena. La zona è prossima al confine con la provincia di Arezzo, lungo l’Appennino tosco-romagnolo.

Il lago, che ha una superficie di 1,035 kmq, si estende per una lunghezza di 3400 metri occupando una gola tra le montagne; ecco perché la sua larghezza è molto ridotta, e arriva nel suo punto maggiore intorno ai 1000 metri.

La forma del lago è quella di un cavalluccio marino, con una “proboscide” a nord-ovest e due piccoli rami sul lato di meridione. Per arrivare al lago di segue la SS310 del Bidente, deviando in direzione Isola da Santa Sofia a Ridracoli.

La Diga di Ridracoli

diga di ridracoli
Una veduta notturna dell’ampia Diga di Ridracoli (oltre 400 metri in lunghezza e 100 in altezza)

Nel 1975 iniziarono i lavori per la costruzione di una grande diga che, nelle intenzioni dei progettisti, avrebbe fornito acqua potabile a tutta la Riviera Romagnola.

La Diga di Ridracoli, infatti, non ha una funzione prevalente di produzione elettrica ma ha permesso di creare un enorme invaso di acqua bevibile. I lavori di realizzazione della struttura, lunga 432 metri e alta 103,5 hanno richiesto ben otto anni di lavori.

Si tratta infatti di una zona molto isolata, con un terreno fragile che ha richiesto gravosi lavori di consolidamento del sottosuolo. Il complesso ha due canali principali e un bacino di smorzamento, dove si possono accumulare le acque in eccesso.

L’acqua che si accumula nel Lago di Ridracoli viene potabilizzata e, con un acquedotto, trasportata verso Rimini, Cesenatico e tutte le altre località rivierasche.

Cosa vedere nei dintorni del Lago di Ridracoli

La zona del Lago di Ridracoli, nonostante il suo apparente isolamento, è invece ricca di luoghi d’interesse da scoprire. Tutto il quadrante meridionale è infatti occupato da luoghi naturalistici, che fanno parte del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Particolarmente si può percorrere il bel Ponte alla Macchia, che conduce verso le Rovine de La Seghettina. Si tratta di un antico borgo, appartenente nel Cinquecento ai Conti Guidi di Ridracoli, che la Repubblica di Firenze donò all’Opera del Duomo.

Qui la lavorazione del legname, attraverso piccole segherie, ha sempre costituito uno dei motori economici della zona. Altre attività importanti sono l’allevamento e l’artigianato: si producono ancora oggi le stoffe dipinte con la ruggine e i testi, le “padelle” di terracotta che servono per realizzare la tipica piadina romagnola.

Il paesello di Ridracoli, costruito su una sponda del fiume Bidente, è introdotto dal ponte a schiena d’asino costruito su progetto di Giulio Gentili (XVIII secolo). Qui si trova l’Ecomuseo delle Acque, un museo a cielo aperto e diffuso dove scoprire l’impatto ambientale della diga sulla zona circostante.

bagno di romagna
Una coloratissima veduta di Bagno di Romagna

Molto bella Bagno di Romagna, uno dei comuni più estesi d’Italia nonostante i soli seimila abitanti. Qui si trovano delle importanti sorgenti termali, immerse nello scenario naturale della riserva di Sasso Fratino, un parco statale di 764 ettari fondamentale per l’ecosistema di zona, in quanto è una delle pochissime foreste intatte d’Italia.

L’estremità inferiore del Lago di Ridracoli dista, in linea d’aria, solo 4,2 chilometri dall’Eremo di Camaldoli. L’edificio, costruito tra il 1012 e il 1027, è occupato dalla Congregazione benedettina dei Camaldolesi, dei quali l’Eremo è la casa madre.

Lago di Ridracoli in moto

Mappa

Percorso

Il nostro percorso verso il Lago di Ridracoli inizia da Sant’Agata Feltria, comune della provincia di Rimini che, fino al 2009, apparteneva alle Marche insieme agli altri comuni dell’Alta Valmarecchia.

Circondato dalle colline della Valmarecchia, il bel borghetto ospita alcuni edifici di grande rilievo storico, come la Rocca Fregoso, costruita addirittura nel XII secolo. Passeggiando per i suoi vicoli si può percorrere il Percorso delle fontane, un itinerario tematico che culmina nella Fontana della Lumaca, disegnata dal poeta Tonino Guerra.

Seguendo la SP28 fino a Sarsina, ci allontaniamo da Sant’Agata Feltria con destinazione Bagno di Romagna. Superato il comune, ridiscendiamo lungo la SR71-SS3bis arrivando in 33 chilometri a Bagno di Romagna.

Il comune si trova non lontano da Verghereto, dove è possibile visitare il Monte Fumaiolo, da dove nasce il Tevere. Il “fiume sacro ai Romani” è ricordato con un monumento di epoca fascista: fu infatti proprio Benito Mussolini a voler modificare i confini tra Toscana ed Emilia-Romagna per includere nella provincia di Forlì – sua terra natia – le sorgenti del fiume.

monte fumaiolo
La fonte del Tevere, con il monumento del Ventennio al fiume sacro ai “destini di Roma”

Dopo aver dedicato una sosta alla zona, dove assaggiare le tipiche specialità della cucina romagnola, proseguiamo lungo la SR71 verso Santa Sofia prima, e Ridracoli poi. Ci troviamo sempre nel territorio comunale di Bagno di Romagna, che dista dalle sue frazioni rispettivamente 12,5 e 11,5 chilometri.

Complessivamente, da Bagno di Romagna al Lago di Ridracoli la distanza è di 32-33 chilometri, contando un ultimo tratto da fare a piedi. Nei mesi estivi è possibile navigare sul lago, grazie ai battelli elettrici del Parco nazionale delle foreste casentinesi.

Ritornati lungo la SS310 verso Santa Sofia, deviamo dunque in direzione di Berleta e Corniolo per raggiungere il Giardino botanico di Valbonella, anche detto l’Orto botanico d’Italia. Poco distante da Corniolo (3 km) si apre a una quota di 700 m s.l.m. ed è ampio circa 20.000 metri quadrati. Qui oltre 300 specie di flora autoctona ed esotica ricostruiscono un suggestivo esempio di biosfera “in miniatura”.

Il nostro percorso prosegue per 15 chilometri, concludendosi in corrispondenza di Castel dell’Alpe. Da qui si può decidere di proseguire per Forlì lungo la SS67 (52 km) o scendere verso Firenze (64 km), godendo ancora delle belle proposte panoramiche dell’Appennino tosco-romagnolo.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015