Lago di Vagli: la diga e il borgo fantasma della Garfagnana

lago di vagli

Un bacino di origine artificiale, circondato dalle montagne della Garfagnana e chiuso da una diga che ha ottant’anni di vita: è il Lago di Vagli

Ci troviamo in Toscana, e più precisamente nella zona montuosa della Garfagnana: un luogo che i veri motociclisti conoscono molto bene, e non è difficile capire perché. Qui, dal 1941 una diga ha trasformato il paesaggio circostante e ha sommerso secoli di storia, creando allo stesso tempo nuove visioni e panorami impareggiabili.

Perché visitare questa zona e scoprire i segreti che si celano dietro la Diga di Vagli? Continua a leggere e lo saprai!

Tutto quello che c’è da sapere sul Lago di Vagli

Lago di Vagli Lucca

Vagli Sotto, Lago di Vagli
Il borgo di Vagli Sotto, che sovrasta l’omonimo lago

A 563 metri d’altezza, immersi tra i grandi boschi della Garfagnana, incontriamo un lago recente, ma ormai ben consolidato nella sua fama. Tutte le guide turistiche, quando parlano di questa zona, non possono non citare il Lago Vagli, che è nato grazie alla costruzione – tra il 1940 e il 1948 – di una grande diga. I lavori, che erano stati iniziati prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, richiesero per questo più tempo del dovuto.

Nel 1948 l’acqua raggiunse il suo punto massimo, fino ai 92 metri. L’altezza media del lago è generalmente poco più bassa, intorno agli 86,5 metri. Il tutto, per l’incredibile numero di 35 milioni di metri cubi di acqua: come 14.000 piscine olimpioniche una accanto all’altra.

Vagli e il “lago svuotato”

Un lago artificiale, a differenza di uno naturale, ha un bisogno costante di manutenzione. Dagli argini da consolidare fino ai lavori sulla diga, è sempre importante che sia tutto sotto controllo. Nessuno, infatti, vorrebbe ritrovarsi una quantità d’acqua così grande pronta a tracimare lungo decine di chilometri di percorso.

Ecco perché, anche a Vagli, gli svuotamenti periodici del lago sono più frequenti di quanto sembri. Dalla fine dei lavori a oggi l’acqua è stata fortemente ridotta, o eliminata del tutto, ben quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1983 e nel 1994.

Il prossimo svuotamento, previsto nel 2021, permetterà i lavori sulla diga Vagli e soprattutto porterà alla luce qualcosa di decisamente particolare.

Svuotamento Lago di Vagli

Lago di Vagli
Il Lago di Vagli viene svuotato periodicamente per la manutenzione, rivelando l’antico borgo di Fabbriche di Careggine

Ogni volta che avviene lo svuotamento del Lago di Vagli, non solo si torna a vedere la vallata come era in origine, ma riemerge l’antico borgo di Fabbriche di Careggine. Questo paese fantasma venne abbandonato nel 1947, quando era ormai chiaro che le acque del lago, in via di riempimento, non avrebbero lasciato scampo alle case medievali.

Fabbriche nasce intorno al XIII secolo, quando dei fabbri – che provenivano da Brescia – si stabilirono qui in cerca di fortuna. Fu però dopo il 1755 che divenne una delle più grandi zone produttive del Nord Italia, con la costruzione della Via Vandelli e la concessione di numerosi benefici alla popolazione locale.

Dopo essere diventato un borgo specializzato nell’estrazione del marmo, nel 1941 l’allora regime fascista autorizzò lo sbarramento del vicino torrente Edron per produrre energia. I 146 abitanti, divisi in 31 case, dovettero lasciare così Fabbriche di Careggine e spostarsi a Vagli Sotto. Quest’ultimo divenne una copia perfetta del borgo duecentesco, solo qualche chilometro più in basso.

Ogni volta che avviene lo svuotamento del lago (le operazioni durano in genere qualche mese), l’abitato riemerge: molti edifici sono ormai ridotti a cumuli di mattoni. Solo la chiesa, con la cupola e il campanile, sono meglio conservati.

Lago di Vagli in moto

Mappa

Percorso

Dal mare al lago: per raggiungere il Lago di Vagli partiamo da La Spezia, città marinara del Levante e una delle tre sedi italiane di un arsenale militare (insieme ad Augusta in Sicilia e Taranto in Puglia).

Dopo aver visitato la bella località marittima, con il suo lungomare di inizio Novecento, seguiamo la Statale 446 in direzione di Santo Stefano di Magra, che dista una decina di chilometri.

Già qui, come nella vicina Sarzana, possiamo ammirare lo stile dei borghi liguri, con i numerosi edifici religiosi e gli stretti vicoli che richiamano alla memoria i carrugi genovesi.

Castello di Fosdinovo
Il camminamento orlato del Castello di Fosdinovo

Ad attenderci, dopo circa 37 chilometri, è Fosdinovo: porta della Lunigiana e antico marchesato indipendente. Qui è imperdibile la visita al Castello Malaspina, maniero fortificato del XII secolo. Nonostante sia una proprietà privata (appartiene alla famiglia Torrigiani-Malaspina) è aperto al pubblico e visitabile sei giorni su sette, tranne il martedì.

Lasciamo Fosdinovo e proseguiamo tra le colline e le vette dell’Alta Toscana, lungo la panoramica Statale 446, che diventa Provinciale 445 dalle parti di Gassano. La Lunigiana ci accompagna fino a Gramolazzo (37 chilometri), da dove un breve tratto di fondovalle ci porta a Piazza al Serchio.

L’antica Piazza Massese è circondata dal verde, in un contesto panoramico e incredibilmente rilassante. È la “porta” ideale che, dopo 15 chilometri, ci porta al Lago di Vagli.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015