Lago di Vico
Lago di Vico: percorso in moto nella natura viterbese

Il Lago di Vico, uno dei bacini lacustri più piccoli – e tuttavia più belli – del Lazio ben si presta all’idea di un viaggio su due ruote.

Tra laghi e riserve naturali, si può cogliere l’occasione al volo per assaggiare i piatti tipici del Lazio, la cui fama è conosciuta ben oltre i confini regionali.

Itinerario sul Lago di Vico

Mappa

Tappa 1. Da Bolsena al Lago di Vico

Prima di gustare al meglio un buon pranzo si parte sempre dall’antipasto in modo da preparare lo stomaco e le papille gustative ai sapori che seguiranno.

Per lo stesso motivo, prima di godere dello spettacolo del Lago di Vico l’antipasto dell’itinerario, cioè la sua prima tappa, deve partire necessariamente dalla città di Bolsena che si trova in provincia di Viterbo, sul confine con l’Umbria.

Bolsena si trova sulla sponda del lago che prende il suo stesso nome, un ambiente naturale molto suggestivo e dal forte impatto grazie alla sua natura ben preservata e alla massa di acqua ricavata all’interno di un antico cratere vulcanico. Per il resto prima di mettersi in viaggio vale la pena spendere qualche ora per visitare Bolsena e il suo centro storico, caratterizzato dalle architetture ereditiere delle impronte medievali. Per gli amanti della storia religiosa, Bolsena è la città in cui si celebra il Miracolo dell’Eucarestia.

Veduta della Rocca Monaldeschi della Cervara di Bolsena, con il lago sullo sfondo

Una volta fatta colazione sulle sponde del Lago ci si mette in viaggio lungo la SR2 da Bolsena in direzione Viterbo e poi verso il Lago di Vico. Questo tratto dell’itinerario è lungo intorno ai 45 chilometri per circa un’ora di viaggio. Trattandosi di una superstrada il tragitto è perlopiù rettilineo, con asfalto in buono stato senza particolari difficoltà.

Prima di arrivare a destinazione è d’obbligo fare una tappa nel capoluogo di Viterbo. Purtroppo non basta qualche ora per visitare tutta la città, specialmente se la voglia di mettersi in moto è tanta, ma è il tempo sufficiente per innamorarsene.

Viterbo è chiamata Città dei Papi per il fatto di essere stata sede del Papato dal 1254 fino al 1281, quando Martino IV, a causa dei moti antifrancesi contrari alla sua elezioni, si trasferì a Perugia.

Passeggiando per le sue strade, a piedi o in moto, si rimarrà indubbiamente affascinati dai suoi simboli come il Palazzo dei Papi risalente al XIII secolo, in cui sono esposte opere d’arte come la Benedizione del Cristo di Girolamo da Cremona. Il palazzo è inserito nel complesso di Colle del Duomo assieme alla Cattedrale di San Lorenzo, assolutamente da visitare. Sarà un piacere poi immergersi negli interi quartieri duecenteschi di Viterbo rimasti tutt’oggi intatti, tra cui la famosa Via San Pellegrino. Da notare le tantissime fontane sparse per il borgo con la forma a fuso costruite in peperino. Altri spunti sono poi il Museo Civico, la Chiesa di Santa Rosa (patrona della città) e le Terme dei Papi, in caso di sosta più prolungata.

Prima che la città di Viterbo rapisca completamente il viaggiatore è il caso di rimettersi in marcia verso la destinazione di questo itinerario, cioè la Riserva Naturale del Lago di Vico. Man mano che ci si allontana da Viterbo e ci si avvicina alla capitale Roma il paesaggio cambia radicalmente. Si abbandona la strada rettilinea e ci si immerge in un misto di curve e tornanti molto divertenti in piega specialmente per le moto sportive.

Il tratto si presenta particolarmente interessante anche per gli amanti delle enduro e simili, perché il Lago di Vico si trova sulla sommità di un antico vulcano spento, quindi le strade saranno perlopiù in salita senza tratti di particolare pendenza. Durante il tragitto non sarà raro incontrare altri motociclisti, anche se flotte si concentreranno di più in direzione opposta verso il più grande Lago di Bolsena.

Tappa 2. L’arrivo al Lago di Vico

Una volta arrivati di fronte al Lago di Vico la bocca si spalancherà di fronte alla bellezza dello specchio d’acqua. Non sarà la grandezza a colpire, dal momento che la riserva d’acqua si è creata grazie alle piogge e alle intrusioni in un cratere spento da millenni. Sarà invece di forte impatto per il motociclista viaggiatore tutta l’aria attorno al Lago, in cui la natura si conserva ancora perfettamente grazie ad una Riserva Naturale istituita appositamente che offre molte attrazioni ai suoi visitatori.

I più avventurosi potranno infatti posare la propria dueruote per gettarsi all’avventura su uno dei numerosi sentieri da trekking presenti nella zona, oppure fermarsi a fare un bagno, praticare kayak o semplicemente osservare la natura incontaminata. In particolare, gli appassionati di birdwatching saranno appagati dalle decine di specie che stanziano stabilmente o che sono solo di passaggio.

Gli insediamenti umani, vista la natura della zona, sono limitati solo alla città di Ronciglione, vicinissima al Lago, tappa ideale per gustare degli ottimi piatti tipici oppure sostare in occasione del Carnevale o del Jazz Festival. La città, come testimoniano i resti di un castello non visitabile, ha origine etrusche, le prime popolazioni che insediarono la zona. Essi sfruttarono il lago con alcuni tunnel sotterranei grazie ai quali deviarono l’acqua per favorire la crescita delle piantagioni vicine.

Sull’argine del Lago, al di là della spiegazione geologica, c’è una storia molto interessata legata al mito di Ercole. Si narra che il semidio, giunto in questa località, volle sfidare gli abitanti locali e per testare la loro forza conficcò la clava nella terra. Nessuno riuscì a estrarla così Ercole, deluso, la riestrasse dal terreno con una tale veemenza da formare un buco in cui poi fluirono le acque, dando origine al Lago di Vico.

Tappa 3. Bomarzo e Bracciano

Ora che sono state praticate le attività del Lago e magari fatta anche una pausa pranzo, il tragitto in moto è stato piuttosto breve e le energie di certo non mancheranno. A questo punto l’itinerario presenta diversi spunti per continuare: i più appassionati potranno muoversi alla volta dei vicini monti Cimini che hanno molte punte da conquistare e altrettanti punti panoramici.

Oppure la gita potrebbe proseguire passando per la via Cimina, una strada particolarmente piena di curve e tornanti diretta verso il paese di Bomarzo, sede di Villa delle Meraviglie, meglio conosciuta come il Parco dei Mostri dell’Orsini.

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Uno scorcio “ad alta quota” del Lago di Bracciano

Si tratta di uno dei parchi più particolari d’Italia, caratterizzato per la presenza di numerose grandi statue in pietra raffiguranti mostri di vario genere, meta di molti appassionati viaggiatori.

Infine, l’ultima tappa possibile sarebbe in direzione Roma verso il Parco Naturale di Bracciano – Martignano, dove è presente il Lago di Bracciano e i Monti Sabatini, un tratto pieno di curve e panorami. A questo punto, perché non valutare una notte nella capitale d’Italia di lì a pochi passi?

Informazioni utili per il motociclista

L’itinerario del Lago di Vico non è molto esteso quindi permette di raggiungere più località durante la stessa giornata. Per poter esplorare con calma tutte le attrazioni possibili si potrebbe dividere l’itinerario in più giorni, pernottando in uno dei numerosi ostelli e hotel presenti in zona.

Muovendosi per la rete di superstrade il tragitto sarà quasi sempre rettilineo, ma andando per le strade interne il percorso si riempie di curve e alcuni tornanti. Le strade, soprattutto quelle interne, sono in pendenza in alcuni punti visto che i Laghi sono tutti ricavati nei crateri di vulcani spenti.

Il periodo ideale per compiere questo itinerario va da marzo a ottobre non essendo mai le temperature troppo rigide. Fuori o agli estremi di questo periodo è possibile trovare del ghiaccio sull’asfalto.

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