Monte Peglia, la selva protetta dell’Umbria

Monte Peglia

Orvieto, la Valle del Tevere e poi lui: il Monte Peglia. Ci troviamo ovviamente in Umbria, il cuore pulsante della natura italiana. Una piccolissima regione circondata da giganti del turismo e dell’accoglienza come il Lazio e la Toscana.

Eppure lei, con i suoi borghi e con una storia millenaria, è sempre più la meta prediletta di un turismo attento e ricercato. Lo è ovviamente anche per i motociclisti, che cercano l’avventura e la passione su due ruote.

Questa montagna, in realtà un’alta collina, domina un angolo della regione che è generalmente piatto. Un luogo iconico dal quale godere un incredibile panorama sulle zone circostanti. E lungo il tragitto, tante sorprese che ci narrano la bellezza di una terra del cuore.

Pronti a partire?

Tutto quello che c’è da sapere sul Monte Peglia

Dove si trova?

Monte Peglia si trova in Umbria, e più precisamente nel comune di San Venanzo (Terni). Dista circa 9 chilometri in linea d’aria dal Lago di Corbara, 27 km dal Lago di Bolsena e 35 km da Perugia.

Ha un’altezza massima di 837 metri sulla vetta, dove si trovano numerose antenne e ripetitori TV. Proprio per la sua prominenza sulla zona, infatti, diffonde il segnale televisivo in gran parte della regione.

Tutto lo splendore della natura

La vetta del ternano è particolarmente interessante sotto il profilo naturale, tanto da ottenere un riconoscimento mondiale. Nel 2018, l’UNESCO ha riconosciuto il Monte Peglia come Riserva della biosfera. Cosa significa?

L’ente ONU che tutela cultura e natura ha riconosciuto in quest’angolo dell’Umbria un grande equilibrio tra uomo ed ecosistema. Un equilibrio che rende la zona un “polmone verde”, e non è difficile capire perché.

Nel territorio della Riserva naturale del Monte Peglia ci sono oltre mille specie vegetali e centinaia di specie animali (gatto selvatico, falco pellegrino, gambero di fiume etc.). Qui, addirittura, ci sono esemplari di flora e fauna che non si trovano altrove in Italia e nel mondo. Un luogo da visitare quindi con rispetto e sensibilità.

Cosa vedere sul Monte Peglia e nei dintorni

Abbiamo già citato la meraviglia della riserva naturale del Peglia, ma non è l’unico motivo per visitare la zona. La stessa località di San Venanzo, infatti, offre scorci di natura e di opera dell’uomo davvero indimenticabili.

La cittadina, di appena duemila abitanti, ospita poi un grande Parco vulcanologico. Sapevate, infatti, che l’Umbria un tempo ospitava numerosi vulcani? Qui ce ne erano ben tre, ormai estinti. Nel Museo storico-archeologico di San Venanzo si può vedere un esempio di venanzite, un minerale di origine vulcanica presente solo qui e in nessun’altra parte del mondo.

lago di corbara
Panorama sul Lago di Corbara, nella Bassa Umbria

Allontanandoci dal Monte Peglia, possiamo raggiungere il Lago di Corbara, immerso nel Parco fluviale del Tevere. Molto bella anche la vicina città di Orvieto, con il Pozzo di San Patrizio e il Duomo gotico. Risalendo verso il Perugino, infine, arriviamo a Città della Pieve, la “città di mattoni” della Val di Chiana.

Monte Peglia in moto

Mappa

Percorso

82 chilometri di puro piacere naturalistico e panoramico nel cuore della Bassa Umbria. Come star dell’itinerario, ovviamente, il Monte Peglia.

Partiamo però da Corbara, qualche chilometro più a sud. La località è facilmente raggiungibile tramite l’Autostrada A1 Milano-Napoli, uscita Baschi. Il Lago di Corbara, che nasce dallo sbarramento artificiale del Tevere, si trova poco prima della confluenza del “fiume di Roma” con il vicino Paglia.

Da qui ci immettiamo lungo la Statale 317 Marscianese, che unisce Colonnetta di Prodo a Perugia. Seguiamo il percorso per i 18 km che ci separano dal Monte Peglia, per poi proseguire fino all’incrocio con la Provinciale 104.

Scarzuola, Città Buzziana
La Scarzuola o Città Ideale di Tomaso Buzzi

Altri 18 km ci separano da La Scarzuola, uno splendido sito storico-naturalistico a Montegabbione. La Scarzuola divenne famosa quando, nel 1218, Francesco d’Assisi vi costruì un piccolo ricovero. Da lì sarebbe poi sorto un grande convento, per volontà dei Conti di Marsciano.

Grande fama al luogo la diede poi Tomaso Buzzi, un architetto proveniente da Milano che acquistò la proprietà del convento per farne una Città Ideale. La Città Buzziana, così viene anche chiamata, è un’antologia in pietra che richiama l’esperienza architettonica del classicismo.

Dal teatro erboso all’Acropoli (che richiama sette edifici storici europei e non solo), fino ai finti scavi archeologici, Buzzi volle realizzare una sorta di compendio in miniatura della bellezza del passato. Una città ideale, fittizia sì ma ispirata nel reale.

Monteleone d'Orvieto
Monteleone d’Orvieto, il balcone panoramico della Val di Chiana

Un susseguirsi armonico di curve ci ricorda la salita del Monte Peglia, ma la destinazione è un’altra: Monteleone d’Orvieto. Il borghetto, che sorge su una collina a 500 metri d’altitudine, permette un suggestivo affaccio sulla prospiciente Val di Chiana.

Siamo quasi giunti alla fine di questo itinerario: dopo aver apprezzato l’accogliente Città della Pieve (alcuni la ricorderanno come scenografia della serie TV Carabinieri, dei primi anni Duemila) proseguiamo lungo la Provinciale 146 arrivando infine a Chianciano Terme.

Da qui possiamo decidere di proseguire verso le terre di Montalcino o, riprendendo l’Autostrada A1, di tornare verso Roma o Firenze.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015