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Nebida a due ruote, lungo le strade della Sardegna

Pan di Zucchero - Nebida

Nebida è un vero gioiello paesaggistico, storico e culturale, dove si fondono la bellezza del mare e interessanti esempi di archeologia industriale. Ex villaggio minerario sulla costa sud-occidentale della Sardegna, oggi Nebida frazione del Sulcis-Iglesiente, è una rinomata località turistica. Si affaccia su una delle coste più belle e antiche del Mar Mediterraneo e rientra nel parco geominerario della Sardegna, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Una posizione lieve e affascinante che pone Nebida a metà tra la costa e le scogliere che si arrampicano verso l’alto. Una meta particolare che d’estate si popola di villeggianti che la scelgono per delle vacanze di mare in relax, lontano dai grandi circuiti ma immersi in una cornice naturale pazzesca.

Nebida oggi è quasi un paese fantasma e ospita un migliaio di abitanti. Si tratta di coloro che vi sono rimasti in seguito allo spopolamento avvenuto con la crisi dell’attività estrattiva negli anni Settanta. Agli inizi del Novecento, infatti, il centro sardo visse un periodo florido per via dei primi rilevanti lavori di ingegneria mineraria. Il villaggio cominciò così a vivere, arricchendosi di edifici di lavoro e civili e di tanti lavoratori impiegati nella miniera con le loro famiglie, arrivando a contare fino a tremila persone.

I cantieri della vecchia miniera piombo-zincifera di Nebida si arrampicano sulla montagna e si affacciano contemporaneamente sul mare. Un panorama naturale-industriale tra impianti, ciminiere, macchine a vapore e sale forni. Nella parte più in basso, sul litorale, un piccolo porticciolo per le imbarcazioni.

Visitare Nebida significa fare un salto nel tempo e nella storia del nostro Paese. Un tuffo nel passato in una parte della Sardegna dove sembra che il tempo si sia fermato in un paesaggio disseminato di pozzi e gallerie e pontili. Una meta ideale per chi ama riscoprire posti autentici e poco conosciuti da vivere in mille diverse forme di turismo.

Nebida, passeggiata panoramica in Sardegna

Chiusa la parentesi estrattiva, Nebida si è guardata intorno e ha capito che oltre le miniere c’era altro. C’era un tesoro inestimabile, quello che la circondava: la natura. A cavallo tra il mare e le rocce, il villaggio sardo offre degli scorci davvero suggestivi che lasciano tutti a bocca aperta.

Oltre il paesino in sé, tutti i dintorni di Nebida sono di ineguagliabile bellezza a partire dal suo Belvedere, una sorta di strada-balcone che corre lungo la costa rocciosa e si affaccia a picco sul mare su un comprensorio naturalistico bello come pochi.

Sulla costa più antica d’Europa si stagliano cinque imponenti faraglioni che “emergono” dal mare: scoglio il Morto, scoglio di Portu Nebida detto “il Veliero” per via della sua forma, i due faraglioni S’Agusteri e più in lontananza il famoso Pan di Zucchero che con i suoi 133 metri di altezza è lo scoglio più alto d’Europa. E poi ancora promontori da favola, insenature rocciose, scogliere antiche, calette d’acqua e falesie.

Un panorama da mozzare il fiato che può essere ammirato lungo il tragitto del Belvedere da percorre nella maniera che si preferisce: in bici, in moto, in auto o anche per un lungo trekking. Qui sono presenti diverse piazzole dove fermarsi e ammirare nel silenzio della natura la sua bellezza incommensurabile. E per chi ama un’adrenalina all’ultimo brivido c’è anche la possibilità di vivere questi luoghi in modo alternativo. Sulle meravigliose falesie, infatti, da anni si pratica l’arrampicata tradizionale o il free climbing.

A Nebida e nei dintorni sono ancora vivide le testimonianze di un passato non troppo lontano fondato sul lavoro duro dell’astrazione. Tante sono le gallerie, gli impianti ed i cantieri da poter visitare.

In moto lungo la costa di Nebida   

Mappa

Percorso

La costa di Nebida è tra gli itinerari da percorrere almeno una volta in moto. Per gli amanti delle due ruote, la Sardegna del sud è meta perfetta per un moto-tour a cavallo tra mare e montagna, due elementi così diversi che in questi luoghi selvaggi si sposano alla perfezione regalando un percorso immerso nel silenzio, nella bellezza e nella libertà che solo la natura sa restituire.

Un viaggio a due ruote lungo una costa frastagliata a picco sul mare con sullo sfondo gli antichi e imponenti faraglioni, le spiagge incontaminate di sabbia finissima e le antiche miniere abbandonate.

Partiamo da Iglesias per raggiungere in circa 30 chilometri Buggerru. Un itinerario in moto non eccessivamente impegnativo ma rigenerante per gli occhi e l’anima.

Capo Pecora, Buggerru
Capo Pecora a Buggerru, uno degli scorci più suggestivi viaggiando verso Nebida

Dal capoluogo Iglesias ci si dirige verso il mare, a Fontanamare percorrendo una strada che già da ora mozza il fiato per il suo paesaggio sul mare. Siamo sempre più vicini a Nebida.

Giunti nel villaggio della miniera è obbligatorio spegnere i motori e fare una passeggiata lungo il borgo, arrivando al Belvedere. Qui si apre la spettacolare veduta sui faraglioni. Poco più avanti, da non perdere è la laveria Lamarmora, una struttura ad archi e colonne costruita a fine Ottocento, simbolo pdell’archeologia mineraria sarda e ora patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO.

Si risale in sella per dirigersi verso Masua e la splendida valle detta Canal Grande protetta da pareti rocciose a strapiombo sul mare. In estate si può pensare anche ad un’altra sosta per un tuffo in questo mare fantastico e cristallino. Suggeriamo la Grotta delle Spigole che può essere raggiuta tramite una piccola strada sterrata.

Ultima tappa del moto-tour è Buggerru, altro antico borgo minerario al pari di Nebida che è testimone ed erede di un mondo ormai lontano ma che continua a vivere e parlare ancora oggi in una cornice paesaggistica stupenda.

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