Nove castelli di Arcevia, i gioielli dell’Anconetano

nove castelli di arcevia

Lo sapevate che le Marche sono una delle regioni più gettonate dai turisti italiani e internazionali? Capire perché, del resto, non è difficile. Dalla natura degli Appennini alle coste del Conero, dai borghi ai sapori della cucina, questa regione è un vero tesoro d’Italia.

Qui si trovano alcuni dei gioielli del nostro Paese, dalla città rinascimentale di Urbino alle eleganti piazze di Ascoli Piceno. Il tutto, senza tralasciare i nove Castelli di Arcevia. Sono proprio loro la destinazione di questo nuovo itinerario, perfetto per le giornate d’autunno.

Torniamo così a scoprire le bellezze italiane, all’insegna di quel turismo di prossimità che è fondamentale per il Bel Paese. Destinazioni non lontane da casa, dove trascorrere anche solo una giornata. Con la moto, poi, tutto diventa più facile e sono davvero pochi i legacci che ci limitano.

Immersi tra atmosfere tipicamente medievali, questi nove monumenti fanno tutti parte della provincia di Ancona. Bastano poche ore per toccarli tutti, ma nulla ci vieta di trascorrere un weekend nelle Marche. Di opzioni, del resto, ce ne sono a bizzeffe.

Tutto quello che c’è da sapere sui Nove castelli di Arcevia

Una storia che viene da lontano

Arcevia
Vista invernale su Arcevia, il borgo “cardine” dei nove castelli

I nove castelli di Arcevia si trovano a pochissimi chilometri uno dall’altro, quindici in tutto tra San Lorenzo in Campo (quello più a nord) e Avacelli (quello più a sud).

Prendono tutti il nome da Arcevia, questo bel borgo dell’anconetano che si trova all’imbocco degli Appennini, vicino la Gola della Rossa. L’antica Rocca Contrada cambiò il suo nome nel 1817, per decisione di Papa Pio VII, che veniva dalla non lontana Cesena.

Il significato di questo nuovo nome voleva evidenziare la sua storica rilevanza di città fortificata. Qui però i primi insediamenti risalirebbero addirittura a venticinquemila anni fa. A quei tempi risalirebbe una sorta di officina rudimentale nella quale le popolazioni di allora producevano degli strumenti per la caccia in selce.

Circa 5000 anni fa nacque Conelle, una cittadella protetta da un fossato, mentre il borgo attuale risalirebbe all’incirca all’XI secolo. I nove castelli, infine, sarebbero sorti tra il Trecento e il Quattrocento.

Tra amore e poesia: ecco i castelli

Avacelli

Circondato da un fittissimo bosco, il Castello di Avacelli fu costruito intorno al XIV secolo. Oggi ha le sembianze di un borghetto, il cui panorama spazia fino alle vicine Grotte di Frasassi.

Splendide le due chiesette, quella di San Lorenzo e di Sant’Ansovino. Quest’ultima, dell’XI secolo, pare che sia stata costruita dall’Ordine dei Templari, che ne tenne la proprietà fino al suo scioglimento.

Avacelli è anche famosa per la Sagra degli asparagi, che si tiene ogni anno nel mese di maggio.

Castiglioni

Si entra da una porta del Quattrocento, e subito ci si ritrova immersi in un mondo antico ma straordinariamente ben tenuto. Ecco Castiglioni, uno dei nove castelli di Arcevia, conosciuto soprattutto per la sua festa del pane.

Pare infatti che qui ci fossero, già seicento anni fa, un mulino e un forno “pubblici”, nei quali si cuocevano pagnotte e filoni destinati a durare per molti giorni.

Nelle due chiese di Sant’Agata e Santa Maria della Piana sono conservate splendide opere degli artisti locali Ercole Ramazzini e Andrea di Bartolo da Jesi, entrambi vissuti nel periodo pre-rinascimentale.

Caudino

Il più piccolo dei nove castelli di Arcevia, Caudino si trova alla fine di un bosco nel quale godersi una bella passeggiata. Disabitato in inverno, ma scelto come meta di villeggiatura in estate, è un borghetto dove il silenzio domina incontrastato.

Le mura fortificate dominano parte del perimetro, mentre la chiesa locale è dedicata a Santo Stefano.

Loretello

Nove castelli di Arcevia, Loretello
Il borgo-castello di Loretello

Dal più piccolo al più antico, il nostro viaggio tra i nove castelli di Arcevia prosegue verso Loretello, un castello che risale addirittura all’anno 1072. Furono i monaci di Fonte Avellana a rifugiarsi da queste parti, a caccia di un luogo perfetto per la meditazione e l’ascetismo.

Qui è molto diffusa, ancora oggi, la coltivazione dei cereali, delle olive e la produzione vinicole. Per ricordarne la storia è stato fondato il Museo della Civiltà Contadina.

Montale

Un po’ antico e un po’ moderno. Dei nove castelli di Arcevia quello di Montale è forse quello che ha saputo accogliere meglio i tempi contemporanei.

La sua cinta muraria è molto ben conservata, così come il campanile della Chiesa di San Silvestro. Da qui il panorama spazia fino al promontorio del Conero.

Nidastore

Nidastore
Castello di Nidastore

Saliamo a nord, fino quasi a toccare la provincia di Pesaro, per conoscere il Castello di Nidastore, ovvero “nido degli astori”. Qui infatti venivano allevati quei grandi uccelli che, in pieno Medioevo, erano una parte essenziale della caccia.

I toni ocra delle casette e di parte delle mura giunte fino a noi danno a tutto il complesso un aspetto elegante ma accogliente.

Palazzo

Palazzo d'Arcevia
Palazzo d’Arcevia

Palazzo d’Arcevia è forse il più “borgo” tra questi nove castelli: una serie di case ed edifici arroccati su una collina, che spunta quasi all’improvviso tra i boschi dell’Anconetano.

In cima all’abitato, la Chiesa dei Santi Settimio e Stefano domina tutto il complesso, e regala dei panorami che fanno bene agli occhi e al cuore. Un vero ventaglio di emozioni, di vicoli stretti e di ampie vedute sulle zone circostanti.

Piticchio

Piticchio
L’ingresso al Castello di Piticchio con la Torre dell’orologio

È il più famoso dei nove castelli di Arcevia, Piticchio, dal curioso nome e dalla carta d’identità celebre. Solo qualche anno fa, furono gli olandesi a scoprirlo e portarlo sulle TV di tutta Europa, forse anche prima di molti turisti italiani.

Si entra nel borgo passando per il grande arco dell’Ottocento, dal quale parte la Torre dell’Orologio. È uno dei simboli di Piticchio, insieme alla Parrocchiale di San Sebastiano, ai quadri di Ercole Ramazzini e alle mura del Quattrocento.

Passeggiare per i vicoli ben tenuti o sul cammino di ronda è un’esperienza irrinunciabile, che raccoglie e sintetizza tutta la bellezza di questa terra.

San Pietro in Musio

San Pietro in Musio
San Pietro in Musio con l’affresco dedicato all’apostolo e primo papa

Ultimo, ma non per importanza, tra i nove castelli di Arcevia, San Pietro in Musio risale all’inizio del Duecento. La sua conformazione è però del Quattrocento, intoccata da allora.

Bellissima la passeggiata della cinta muraria, sulla quale quasi all’improvviso spunta un affresco dedicato a San Pietro. Da visitare anche il vicino Santuario della Madonna di Montevago.

Nove castelli di Arcevia in moto

Mappa

Percorso

Il percorso dei nove castelli di Arcevia è una “passeggiata” nel cuore delle Marche anconetane. 50 chilometri, che – escludendo le soste – richiedono appena un’ora di guida.

Ognuno di questi borghetti merita però una visita approfondita: concedetevi una o due giornate. Qualunque sia la scelta partiamo da Avacelli, che da Castiglioni dista appena 5,4 chilometri lungo la Provinciale 44.

Oltrepassata Serra De’ Conti, ci attendono due borghetti molto vicini uno dall’altro, Montale e Piticchio (4 chilometri). Siamo proprio nel cuore dei nove castelli di Arcevia, ma il percorso ha ancora molto da svelarci.

Circa 7 chilometri ci separano da Loretello, il più antico dei nove. Dopo la visita, deviamo sulla Provinciale 59 in direzione di San Lorenzo in Campo, il più settentrionale dei castelli.

Ridiscendiamo verso Nidastore seguendo nuovamente la Provinciale 59, mentre è la SP14 che ci porta dritti a Palazzo (7,5 km) e finalmente ad Arcevia (10,3 chilometri).

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015

NOVE CASTELLI DI ARCEVIA

  • Lunghezza (km): 50.6
  • Durata: 1 ora e 15 minuti
  • Partenza: Avacelli
  • Arrivo: Arcevia
  • Principali località attraversate: Castiglioni, Montale, Piticchio, Loretello, San Lorenzo in Campo, Nidastore, Palazzo