Passo Aprica, in moto tra Brescia e Sondrio

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Il Passo Aprica, uno splendido motoitinerario in Lombardia. Con i suoi 1181 metri d’altezza, il Passo dell’Aprica è famoso anche per essere stato diverse volte protagonista nel ciclismo essendo tappa del Giro d’Italia.

Lo scopriamo con un itinerario di circa 150 chilometri che, partendo da Brescia, sfiora il Lago d’Iseo e congiunge le belle località turistiche di Darfo Boario Terme, Edolo e Aprica, prima di arrivare a Sondrio, quasi al confine con la Svizzera.

Mappa

Informazioni utili

  • Lunghezza: 147 chilometri
  • Durata: 3 ore
  • Partenza: Brescia
  • Arrivo: Sondrio
  • Principali località attraversate: Darfo Boario Terme, Edolo, Aprica

Passo Aprica in moto. L’itinerario

Un itinerario pensato per chi vuole evadere per una giornata e immergersi in una passeggiata motociclistica di tutto rispetto. I chilometri infatti non sono molti, appena 156 chilometri che verosimilmente si possono percorrere anche in meno di tre ore. Si parte da Brescia. La Leonessa d’Italia, nome con la quale è conosciuta la città reso famoso da Giosuè Carducci, nell’opinione pubblica degli italiani non è certo una meta turistica.

Questo non è vero, il capoluogo lombardo urbanisticamente è molto gradevole e capace di coniugare il passato rinascimentale di piazza della Loggia con complessi più moderni come piazza della Vittoria costruita intorno agli anni ’30. Questo per dire che se non l’avete mai vista una gita nel centro storico vale la pena. Ora però è tempo di dare il gas!

Da Brescia superate la tangenziale ovest e prendete la SP510 conosciuta anche come la strada statale Sebina Orientale qua spingetevi verso nord per raggiungere la costa del lago d’Iseo. Scenario suggestivo quello della strada del lungo lago che vi porterà a superarlo arrivando all’altezza di Darfo Boario Terme.

Qua si cambia strada, passando per la SS42 sulla destra si potrà ammirare il massiccio montuoso della Alpi Retiche meridionali, conosciuto anche come Gruppo dell’Adamello. Tornanti e curvi iniziano a essere interessanti. Si continua a salire, purtroppo la pecca è che la strada è abbastanza trafficata.

Lago Iseo

Dalle parti di Edolo si alternano strozzature con curve cieche e strette a parti di carreggiata più larghe. Arriviamo in prossimità del Passo Aprica che lambisce un pericoloso strapiombo che viene lasciato velocemente alle spalle non facendo godere appieno del panorama. Curva emozionante è quella dopo Corteno Golgi, peccato che non duri molto. Attenzione anche all’asfalto che in alcuni punti è vecchio e mal tenuto.

La parte del Passo Aprica da Tirano e Sondrio è molto più eccitante. Soprattutto perché la strada è in perfette condizioni. Il primo tratto veramente divertente: curve strette, controcurve altrettanto, molto fitte e ideali per chi ha uno stile di guida (e una moto) agile e altamente guidabile. Sul finale la strada si apre, i tornanti diminuiscono e la velocità rimane contenuta. Sono infatti pochi i tratti dove è possibile accelerare.

Terminato il valico si continua arrivando su un’altra statale degna di nota, la SS38 dello Stelvio che vi porterà fino a Sondrio costeggiando il fiume Adda. Nel complesso questo giro vi farà affrontare un passo non semplicissimo, un minimo di esperienza sulle due ruote serve. Incontrerete dei muri e un bello strapiombo che se sottovalutate potrebbe essere capace di farvi brutti scherzi. Insomma… occhio!

Arrivati a Sondrio ovviamente non potete redimersi dal fare una sosta enogastronomica. La città da questo punto di vista offre molto. Si parte dai pizzoccheri, primo piatto tipico della Valtellina che si deve assaggiare. Sono una sorta di tagliatelle dal colore tendente al grigio derivante dall’impasto preparato con farina di grano saraceno e di farina di frumento.

Il condimento tipico della zona è verza o costole di bietola, patate a pezzi, formaggio Casera, grana grattugiato, burro e aglio. Poi i Sciatt, a questo nome corrispondono delle ottime e croccanti frittelle tondeggianti di grano saraceno con cuore di formaggio. E se avete sete? Il Valtellina Superiore Inferno, un vino rosso molto strutturato e profumato.

Alessandro Ribaldi