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Passo della Mauria, le Alpi Carniche e il Veneto in moto

Passo Mauria in moto

Il Veneto e il Friuli Venezia Giulia sono due regioni che, motociclisticamente parlando e non solo, sanno regalarci emozioni stupende e strada da percorrere e ripercorrere per giungere in luoghi davvero incantevoli.

Come accade a chi si avventura lungo il Passo della Mauria, a 1298 metri sul livello del mare, che collega il paese di Lorenzago, che si trova in Cadore, con Forni di Sopra, in Carnia. Il valico è in Veneto, ma il confine con il Friuli Venezia Giulia è davvero molto vicino da raggiungere.

Il Passo Mauria si trova nelle Alpi Carniche e della Gail. Separa le Alpi Carniche, che si trovano a nord, dalle Prealpi Carniche, che si trovano invece a sud. Molte le curve immerse nel verde e nel paesaggio alpino che rendono questa strada molto amata dai motociclisti di tutto il mondo. Mentre in inverno la zona è presa d’assalto dagli amanti dello sci di fondo.

Poco sotto c’è anche un altro passo, detto della Morte: qui nel 1848 molti abitanti di queste terre morirono per respingere l’esercito austro-ungarico che avanzava.

Mappa

Informazioni utili

  • Partenza: Bassano
  • Arrivo: Tolmezzo
  • Durata: circa 3 ore e 24 minuti
  • Lunghezza: 189 chilometri
  • Principali località attraversate: Bassano del Grappa Belluno, Longarone, Passo della Mauria, Tolmezzo

Passo della Mauria in moto. L’itinerario

Il nostro viaggio parte da Bassano del Grappa, famosissima città del Veneto, non solo per la sua rinomata produzione di grappa, ma anche per il Ponte Vecchio o come viene comunemente chiamato Ponte degli Alpini. Qui sorge proprio la più antica distilleria d’Italia, che si affaccia sul fiume Brenta: lo sapevate che il ponte fu fatto saltare dai partigiani nel 1945 per proteggere la città? Poi, per fortuna, venne ricostruito due anni dopo!

Usciti dalla città, prendiamo la SS47 direzione Nord, deviando poi dopo Enego per prendere la SS50bis e la SP37 e la SP1 verso Nord-Est. Dirigiamoci verso Belluno, comune veneto che fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e del Patrimonio dell’Umanità delle Dolomiti dell’Unesco. Sicuramente merita una visita, per le sue architetture, la sua storia e anche per il panorama che si apre sulle montagne che distano pochissimo.

Puntiamo verso Nord costeggiando il fiume Piave lungo la SS51 per raggiungere la città di Longarone. La città in provincia di Belluno è tristemente famosa per una delle pagine più tragiche della nostra storia moderna. Il 9 ottobre del 1963 la città venne completamente distrutta a causa di una frana che si è staccata dal monte Toc e precipitata nel bacino artificiale della diga del Vajont. Il disastro provocò un’onda che superò la diga travolgendo il paese e causando la morte di 1917 persone, di cui 1.458 solo a Longarone. Una visita in quei luoghi è d’obbligo, sia per vedere la diga e immaginare quello che hanno vissuto le persone nella sera del disastro, sia per visitare magari il cimitero di Fortogna.

Riprendiamo la SS51, prima, e SS51bis, poi, dopo Pieve di Cadore (vicino si potrebbe visitare il Lago di Cadore), fino a Lozzo di Cadore, dove invece deviamo verso est per prendere la SS53 che ci porta direttamente al Passo della Mauria, prima, e al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, dopo.

Al Passo Mauria una piccola sosta rigenerante è assolutamente consigliata, anche per ammirare il panorama che si apre davanti ai nostri occhi e per respirare un’aria unica. Proseguendo e costeggiando il fiume Tagliamento si arriva prima ad Ampezzo e poi a Tolmezzo, una città che merita assolutamente di essere visitata.