Passo dello Spluga, il “Valico d’oro” dei romani

spluga_353521919

Il Passo dello Spluga è uno dei collegamenti fondamentali tra Italia e Svizzera,  si caratterizza per la sua agevole percorribilità, ma anche per la bellezza dei panorami. Sebbene rispetto al passato non abbia più una funzione davvero strategica, permane nell’immaginario come collegamento di livello.

A stupire il (moto)viaggiatore ci pensano numerosi fattori, come il fatto che qui esiste un collegamento tra nord e sud addirittura risalente all’epoca romana.

Tutto quello che c’è da sapere sul Passo dello Spluga

Cenni storici

La presenza di una prima strada che unisce le attuali Italia e Svizzera è accertata già sul Passo dello Spluga intorno al I secolo avanti Cristo. Furono infatti i Romani a realizzare una via consolare che univa Mediolanum al Lago di Costanza. Oggi le estremità del percorso corrispondono alle attuali città di Milano e Lindau (Baviera).

Chiamata anche Via Aurea Via Drusilla Augusta (in onore della terza moglie dell’imperatore Augusto, Livia Drusilla), oggi non ve ne sono quasi più tracce. Solo un ceppo miliare in pietra, trovato ad Arcore, ne ricorda la denominazione.

La strada fu fondamentale per permettere all’esercito dell’Urbe di conquistare la regione della Rezia, tra il 16 e il 7 avanti Cristo. Non solo questo: grazie agli abbondanti bacini auriferi, la zona era chiaramente molto contesa dalle popolazioni del tempo.

Il percorso “contemporaneo” è invece molto più recente: dopo l’invasione napoleonica del 1800 a opera del generale Macdonald, furono gli austriaci a costruire la strada tra il 1821 e il 1823. Lo Spluga, dopo l’Unità d’Italia, divenne però sempre meno frequentato grazie all’apertura dei più agevoli San Bernardino e San Gottardo.

Topografia

L’intero Passo dello Spluga è lungo 39 chilometri, senza distinzione in ambedue le direzioni (Italia – Svizzera e viceversa). Con una pendenza massima del 10%, non può essere considerato tra i più difficili dell’arco alpino. Il dislivello medio è del 5,92% con tratti generalmente tra il 6 e il 9,55% (tra l’inizio dei tornanti e la Galleria Pianazzo). Tra la diga e il Montespluga, a quota 1904, la strada diventa pressoché pianeggiante.

In tutto tra Chiavenna (333 m.s.l.m.) e il Passo Spluga (2113 m.s.l.m.) il dislivello superato è di 1780 metri

Passo dello Spluga in moto

Mappa

Percorso

Il nostro percorso parte da Montespluga, nei pressi dell’omonimo lago alpino, situato a una altitudine di 1.908 metri. Con le sue poche decine di abitanti, che appartengono ufficialmente al comune di Madesimo, Montespluga è l’ultimo avamposto italiano prima della “scalata” al passo dello Spluga, che segna il confine italo-svizzero.

Si tratta di una salita che, in condizioni climatiche favorevoli, non riserva particolari difficoltà. Percorrerla durante i mesi estivi (generalmente fino a ottobre) è piuttosto facile e al contempo piacevolmente emozionante.

Costruita tra il 1821 e il 1823, quando ancora le capacità tecniche erano “rudimentali”, il Passo dello Spluga presenta moltissimi tornanti e deviazioni che permettono di affrontare agevolmente il percorso sulle Dolomiti lombardo-svizzere, con una pendenza che, nel punto massimo, raggiunge il 10%.

Passo dello Spluga
Passo dello Spluga, le Alpi in moto tra Italia e Svizzera

Una volta oltrepassato il confine, si entra nel territorio di Splugen, il “corrispettivo” elvetico di Madesimo, e in particolare si può fare una sosta alla bella ed accogliente Berghaus Splügenpass, una sorta di “autogrill di montagna”, o per meglio dire un rifugio che si trova intorno ai numerosi torrenti della zona, come il Lengeggbach.

Da qui parte la discesa verso il territorio svizzero “vero e proprio”, proseguendo sulla strada segnata dal confine italiano, che è piacevolmente costeggiata dallo scorrere del torrente Huschrenbach. Dopo circa 20 chilometri, si arriva finalmente a Splugen, sulla quale insiste la Strada 13, una delle principali rotte di collegamento interno in Svizzera.

Sebbene il nostro tour del Passo dello Spluga sia terminato, la zona ci permette moltissime escursioni di montagna e non solo, dal Guggernull al Piz Curvér, passando per le bellezze di Davos e Chur, in direzione nord, oppure di Bellinzona, Lugano e Locarno in direzione sud, in prossimità con il confine segnato dal Lago Maggiore o dal Lago di Lugano.

Consigli utili

Passo dello Spluga chiusura

La strada, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga, è generalmente chiusa da novembre a maggio, a causa delle forti nevicate sulla zona. Una volta sgombrata dal residuo nevoso, la strada è percorribile per tutta l’estate e generalmente anche nel mese di ottobre.

L’accesso è libero per i mezzi inferiori a 18 tonnellate e con larghezza sotto i 2,3 metri. La segnalazione stradale è presente su ambedue i lati ed è facile da comprendere. Trattandosi di un paese non-UE, al confine con la Svizzera è presente un posto frontaliero, ma i controlli sono blandi visto il ridotto traffico.

Clima e meteo

Il clima sul Passo dello Spluga è fresco durante tutto l’anno, con le temperature minime che raramente salgono sopra i 10 °C. I mesi più caldi sono quelli da luglio a settembre con le massime fino a 15 °C. In inverno si raggiungono facilmente i -10 °C e tra dicembre e febbraio sono numerosi i giorni nei quali non si supera lo zero termica.

La neve è presente in inverno ma le precipitazioni sono ampiamente possibili in autunno e primavera e, occasionalmente, anche in estate.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015