Passo Pordoi

Il Passo Pordoi è un valico alpino situato sul confine tra il Trentino Alto Adige e la regione Veneto, ad un’altitudine di 2.239 metri sul livello del mare. Più precisamente si tratta di un passo dolomitico, posto a nord tra il Gruppo del Sella e a sud tra il Gruppo della Marmolada.

Questo passo mette in comunicazione due città: Arabba (frazione del comune di Livinallongo), situata in provincia di Belluno, e Canazei, nella Val di Fassa in Trentino Alto Adige (ad una distanza di soli 12 chilometri ma con ben 28 tornanti che si susseguono uno dopo l’altro).  Sul passo si trova una funivia che collega velocemente una delle cime più alte del Gruppo Sella (la più alta è il Piz Boè che si trova ad un’altitudine di 3.152 metri sul livello del mare), ovvero il Sass Pordoi.

Dal rifugio posto in cima alla vetta del Sass Pordoi si può godere di un’ampia vista sui massicci delle Dolomiti circostanti.

Il Passo Pordoi ha anche una valenza storica molto importante: questo valico di montagna è stato, infatti, teatro di alcuni conflitti durante la Prima guerra mondiale e qui si può ancora trovare, sul versante veneto, un ossario tedesco che raccoglie i resti di circa 500 soldati tedeschi caduti durante la Grande Guerra e di oltre 8.000 soldati austro-ungarici.

Al Passo Pordoi, inoltre, non poteva mancare una visita da parte del Giro d’Italia. Come per altri valichi alpini caratterizzati da salite rilevanti, infatti, anche il Pordoi rientra spesso nell’itinerario di questa manifestazione sportiva celebre su tutto il territorio nazionale.

Qui si trova anche una scultura commemorativa incisa nella roccia dolomitica, dedicata alla memoria di un grande ciclista italiano che ha contribuito a rendere celebre il Giro in tutto il Mondo: il grande Fausto Coppi.

Mappa

Cenni storici

Passo Pordoi
Lungo il percorso dolomitico incontriamo lo stupefacente Passo Pordoi

Il Passo Pordoi è situato in una bellissima zona con numerosi impianti di risalita per lo sci durante l’inverno e con bellissimi sentieri di trekking (più o meno impegnativi), vie ferrate e passeggiate da percorrere durante l’estate.

Nel 1963, inoltre, fu inaugurata la funivia che dal Passo Pordoi conduce fino a quello che viene definito il balcone più panoramico delle Dolomiti: il Sass Pordoi. Ai tempi era considerata una costruzione quasi futuristica, destinata a far conoscere il territorio ai molti turisti che si recavano in zona per sciare o per passeggiare. La funivia ha richiesto molti anni di duro e attento lavoro, soprattutto per progettare la costruzione di un’opera così complessa in un territorio così estremo (alcune pareti infatti non consentivano la possibilità di ancorare la funivia a piloni piantati nel terreno). Una grande sostenitrice del progetto fu Maria Piaz, una nota imprenditrice nata proprio in Val di Fassa.

Fu lei che, ancora prima della costruzione della funivia, acquistò quella che allora era una baracca in cima al Passo Pordoi, per trasformarla in un rifugio dove i viaggiatori potessero trovare ristoro durante il cammino e in cui potersi fermare per conoscere meglio il territorio. Fu la stessa Maria Piaz ad avere l’idea di costruire la funivia, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, e a contribuire alla sua realizzazione.

In passato dal Passo Pordoi partiva anche un’antica via molto importante: il cosiddetto Viel dal Pan che serviva agli antichi commercianti per portare il pane, uno dei beni di sostentamento principali della popolazione, tra il Trentino ed il Veneto. Quella via oggi è ancora percorribile tramite un comodo sentiero.

Itinerari consigliati per il Passo Pordoi

Passo Campolongo
Passo Campolongo, Trentino in moto

Per andare alla scoperta del Passo Pordoi si può partire sia da Canazei, sia da Livinallongo del Col di Lana. Partendo da Canazei bisogna seguire la Strada Statale 48, che parte da subito in salita. Anche i primi tornanti dei 28 totali non tardano ad arrivare, dopo poco più di un chilometro, infatti, iniziano le curve sempre più strette.

Bisogna prestare particolare attenzione perché su queste strade transitano spesso anche i ciclisti in allenamento che viaggiano a velocità piuttosto elevate, pertanto è bene rimanere sempre nella propria corsia di marcia e moderare la velocità in corrispondenza delle curve. Tra una curva e l’altra, in una strada circonda da alberi e cime montuose in lontananza, si superano numerosi hotel e rifugi dove è possibile pernottare e gustare la tipica cucina trentina. Con una brevissima deviazione sul percorso si raggiunge anche un piccolissimo laghetto alpino, il Laghetto Bergesse, dove fermarsi per una breve sosta e scattare qualche fotografia prima di arrivare a destinazione.

Dal Passo Pordoi la strada scende, sempre seguendo la Strada Statale 48, fino all’abitato di Livinallongo del Col di Lana, dalla parte Bellunese, passando per Arabba. Proprio da questo paese parte la strada di collegamento per un altro passo di montagna: il Passo di Campolongo. Chi vuole può fare questa deviazione di circa 5 chilometri, fino a raggiungere il valico.

Passo Pordoi e Sellaronda

Sellaronda, inverno strada
Una veduta del massiccio del Sella e della strada del Sellaronda in inverno

Il Passo Pordoi fa parte della famosa Strada delle Dolomiti costruita intorno all’inizio del Novecento per collegare Cortina d’Ampezzo con la provincia di Bolzano e per favorire lo sviluppo del turismo nelle valli Trentine e Bellunesi. La SS48 si snoda per quasi 160 chilometri partendo da Ora (in provincia di Bolzano) e arrivando ad Auronzo di Cadore (in provincia di Belluno), passando proprio per il Passo Pordoi. La Strada delle Dolomiti è senza dubbio molto affascinante da percorrere in moto durante la stagione estiva, ma anche piuttosto impegnativa per via dei dislivelli da affrontare e per le numerosissime curve lungo il percorso.

Il Passo Pordoi è anche uno dei quattro passi che fanno parte del Sellaronda, un giro ad anello che può essere percorso sia con gli sci a piedi durante l’inverno, sia con la moto durante la stagione estiva.

Si tratta di una strada davvero molto emozionante per gli appassionati di due ruote, con tratti in pendenza e con un’altitudine che rimane costante intorno ai 2.000 metri. Ovviamente curve e tornanti non mancano, per regalare emozioni anche ai motociclisti più esigenti!

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