Passo San Boldo o la Strada dei Cento Giorni

passo san boldo

PASSO SAN BOLDO

  • Lunghezza (km): 8.9
  • Durata: 15 minuti
  • Partenza: Campedei di Trichiana
  • Arrivo: Tovena di Cison di Valmarino
  • Altitudine (in m s.l.m.): 706
  • Chiusura invernale: No

Breve ma intenso: stiamo parlando del Passo San Boldo, uno dei valichi più incredibili non solo d’Italia, ma del mondo intero.

Questa splendida destinazione si trova in Veneto, e mette in comunicazione le Prealpi Bellunesi attraverso la Valmaremo e la Valbelluna.

Alto nel suo punto massimo appena 706 metri sul livello del mare, il valico è caratterizzato da un percorso fatto di curve e gallerie, che definiscono il panorama della SP635.

Il nome del passo, secondo fonti storiche, deriverebbe da una contrazione linguistica di Sant’Ippolito: dapprima Poltus, e infine Boldo, sarebbero state le trasformazioni del nome.

Tutto quello che c’è da sapere sul Passo San Boldo

Posizione

Situato tra la Valmaremo e la Valbelluna, il Passo San Boldo unisce i due comuni di Borgo Valbelluna e Cison di Valmarino. Ci troviamo al confine tra le province di Belluno e Treviso, nella parte più alta della regione. Qui, del resto, le strade d’autore non mancano di certo.

I numeri di un passo record

Se parliamo di record, quelli del Passo San Boldo non appartengono certo alle voci “altezza” e “pendenza”. Il valico è infatti situato a un’altezza di soli 700 metri, e il tratto più scenografico è lungo appena un chilometro.

L’intera strada che congiunge Campedei e Tovena è invece lunga 9 chilometri, con la maggior parte di curve e tornanti che si trova proprio sul lato di Cison di Valmarino (Treviso). Ma allora, cos’è che rende speciale il Sant’Ubaldo, come veniva spesso chiamato questo passo in passato?

È la sua costruzione, che permise – nei tragici anni della Prima guerra mondiale – di superare un difficile attraversamento delle Prealpi Vicentine. Una necessità per gli eserciti del Regno d’Italia e dell’Austria-Ungheria, che qui lottavano durante la Grande Guerra.

I lavori del ‘moderno’ Passo San Boldo furono iniziati dalle truppe italiane e guidati dall’ingegnere Giuseppe Carpenè. Poco dopo, però, la zona passò sotto il controllo austriaco e la strada fu completata in appena tre mesi dalle truppe di Vienna. La rapidità dei lavori fece sì che il Passo San Boldo fosse denominato anche “Strada dei Cento Giorni“.

Passo San Boldo moto

Cosa vedere sul Passo San Boldo

Tacciono le armi, e il turismo oggi è un modo per scoprire la natura che ci circonda. Così, la zona di Passo San Boldo è divenuta meta molto speciale da esplorare in sella. Qui i riders possono godersi, in neanche mille metri, una successione armonica di curve e gallerie che il genio di inizio Novecento ha lasciato in eredità alle generazioni a venire.

Decine e decine di metri di dislivello superate con un lavoro difficile e ardimentoso, quasi una muraglia incastonata tra le ali di roccia del Veneto: un’esperienza che racchiude in sé l’adagio di breve, ma intenso.

Prima di arrivare al valico, vale la pena fare una sosta all’Osteria La Muda. Si tratta di una antica dogana che, nel 1428, venne ceduta in gestione alle autorità del bellunese. Il locale divenne pochi anni dopo, nel 1470, un hospitia, ovvero un ricovero e albergo per i viandanti. Oltre mezzo millennio di storia che hanno fatto della Muda di San Boldo la più vecchia osteria del Veneto. Il menù che viene proposto è esclusivamente stagionale, fatto di prodotti e specialità locali, tra formaggi, gnocchi, salumi, zuppe, bigoli e casunziei (casoncelli).

Passo San Boldo in moto

Mappa

Percorso

Il percorso del Passo San Boldo è piuttosto semplice e, per certi versi, essenziale. Se si vuole ammirare la serie di tornanti e gallerie dal basso verso l’alto si parte da Tovena, sul lato trevigiano, e si risale in direzione Campedei. Se lo si vuole percorrere ‘in discesa’, invece, dal bellunese si percorre la strada in direzione sud.

Intorno al valico ci sono interessanti idee per allungare il viaggio. La zona del San Boldo si trova infatti molto vicina al Fiume Piave e al percorso tra Dolomiti e Mar Adriatico. Sono circa 60 i chilometri che distanziano la zona, poi, dal Cadore con i suoi angoli ad alta quota.

A soli 20 chilometri di distanza, infine, è possibile visitare il Molinetto della Croda, luogo iconico della provincia trevigiana.

Scopri anche il vicino Passo di Praderadego

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015