Passo Sella

Passo Sella si inserisce nel cuore delle Alpi, una delle zone più belle dell’Italia per i turisti su due ruote.

Questa zona, che segna il confine geografico tra il nostro paese e gli altri stati europei, è particolarmente battuta dai motociclisti durante la bella stagione. Grazie alla presenza di ristoranti, rifugi e baite, sono tanti i riders che vi si ritrovano, percorrendo itinerari di particolare pregio turistico.

Passo Sella. Cenni storici e curiosità

Il Passo Sella, attraversato dalla SS242 della Val Gardena e Passo Sella, si inerpica lungo le sponde delle Dolomiti fino ai 2.240 metri di altitudine. Un livello ragguardevole, non certo da record, al quale fa da contraltare la pendenza piuttosto impegnativa, con un massimo dell’11%.

Il valico è detto è detto Jouf de Sela in ladino fassano e Jëuf de Sela in e del ladino gardenese. L’influenza ladina, in questo territorio, è infatti estesa anche alla toponomastica di luoghi e strade.

L’importanza del Sella non è legata solo al mondo motociclistico, ma si estende anche alle due ruote ciclistiche. Qui, infatti, è passato per molte volte il Giro d’Italia, e vi si tiene la manifestazione Sellaronda Bike Day.

Dal 2017, nel periodo estivo, la circolazione sul Passo Sella è limitata a un numero prestabilito di mezzi a motore. La decisione, che ricade nell’iniziativa Green Days, vuole promuovere la mobilità sostenibile soprattutto in alta quota.

L’itinerario

L’itinerario in questione parte da Bolzano. Prima di partire vale la pena lasciarci attirare da alcune delle sue attrazioni principali, come il Museo Archeologico in cui è esposto Otzi, l’uomo proveniente dal ghiaccio, ma anche passeggiare per la centralissima Piazza Walther.

Una volta usciti da Bolzano si imbocca la strada in direzione del Monte Brennero. Un percorso che non “giunge a destinazione”, poiché si dovrà deviare dopo pochi chilometri in direzione dell’Alpe di Siusi.

Qui il panorama cambia radicalmente, non ci si troverà su sentieri di rocce e ghiaia o alti tornanti in montagna, bensì in una pacifica strada che passa tra boschi fitti e rigoglioso. In questo tratto bisogna prestare particolare attenzione perché la strada risulta essere molto stretta in certi punti.

Tuttavia, specialmente per chi si trova a guidare una maxi-enduro, è la strada perfetta perché fatta in salita, qualche curva e potrebbe cimentasi anche nell’offroad in alcune zone. Attenzione ai cavalli e agli animali selvatici che è facile incontrare lungo la carreggiata.

Una volta abbandonato il bosco delle Alpi di Siusi il panorama si allarga e si scorgeranno in lontananza le alte montagne che caratterizzano le Alpi. In particolare si noterà la vista dell’imponente Monte Sciliar che rompe la vastità monotona dei boschi di abeti.

Una buona idea per questo itinerario potrebbe essere quella di mettersi in moto qualche ora con dei vestiti più pesanti e prendere la seggiovia che sale a Compatsch che porterà i viaggiatori fino a un’altezza di ben 1835 metri. In inverno e nei primi periodi primaverili è ancora presente la neve e non è proprio un azzardo pensare qualche discesa prima dell’ora di pranzo con dell’attrezzatura noleggiata stesso sul posto, in modo da non doverla trasportare sulla moto.

Una volta ridiscesi a terra si prosegue verso la Val Gardena, terra che presenta il tipico paesaggio delle Alpi. Da un lato si avrà la vista dei boschi di pini e abeti che si alterneranno a enormi spazi verdi e colorati a macchie variegati dalle grandi coltivazioni o crescita naturale di fiori di vario genere. A questo proposito, molte di queste piante sono utilizzate nella preparazione di caramelle o anche di piatti tipici. Se si è vicini all’ora di pranzo vale la pena fermarsi in uno dei diversi ristoranti collocati all’interno delle baite in legno che caratterizzano il luogo.

Lungo la strada verso il Passo Sella ci si imbatterà nella città di Castelrotto e si arriverà poco dopo verso Ortisei in una strada in discesa molto gradevole da attraversare. Ortisei è la città meglio conservata del luogo in cui bisogna avventurarsi nel centro storico per osservare dal vivo le cartoline delle tabaccherie.

Il paesaggio circostante è disseminato di casette dallo stile tedesco con il tetto spiovente e fioriere collocate praticamente ad ogni finestra. Nel periodo ideale per visitare le Dolomiti – ovvero la primavera – si assiste a delle vere e proprie gare di decorazione di facciate di questi edifici.

Un’altra peculiarità della zona è quella di poter portare a casa un souvenir di eccezione, vistando in qualche bottega in cui si lavora e intaglia il legno, un’attività che nei secoli precedenti e tutt’oggi è tradizionale del luogo.

Una volta finita questa visita ci si rimette in moto e si passa attraverso Santa Cristina e poi Selva. Da qui il tratto diventerà più impegnativo dal momento in cui la strada sarà quasi completamente in salita e nel bosco, senza contare il gran numero di curve e tornanti che si incontreranno. Insomma, il momento adatto per divertirsi a piegare un po’, facendo sempre attenzione a chi arriva dall’altro lato e, anche qui, agli animali vaganti. Si procede all’ombra del Sasso Lungo e si attraversa il Passo Gardena.

Lungo il Passo Gardena si giungerà a un bivio dove prendendo la destra si arriverà alla destinazione di questo itinerario, cioè il Passo Sella.

Il Passo Sella si distingue dagli altri per essere più lungo e si inoltra nel vallone sotto il Sasso Lungo. Questa è indubbiamente la parte più divertente di tutto il tragitto, perché la strada diventa ampia e ed è piena di curve e tornanti che si alternano ai rettilinei con visibilità completa per prendere un po’ di respiro prima di piegarsi nuovamente a terra verso l’asfalto.

Una strada dalla carreggiata ampia e ben tenuta che darà la possibilità ai più tranquilli di ammirare lo spettacolare paesaggio che si poserà davanti ai propri occhi. Lungo il Passo Sella sono inoltre presenti diversi punti in cui poter fermare la moto e fermarsi ad ammirare il panorama. La prima parte del Passo Sella è quasi completamente in salita perché si sta andando a scalare le pendici del massiccio del Sella. A questo proposito i più avventurosi saranno stuzzicati all’idea di abbandonare la strada principale per dedicarsi, tramite vie secondarie, alla scalata del massiccio del Sella.

Lungo il passo sono molto frequenti gli incontri con tanti gruppi di motociclisti, molti dei quali fermi in alcuni locali presenti in zona.
Una volta dopo aver curvato abbondantemente fra le strade ricche di alpeggi da un lato ed imponenti montagne dall’altro, il ritorno verso Bolzano si fa passando per il Passo Pordoi verso Canazei.

Da qui si imbocca il Vigo di Fassa in direzione del Passo di Costalunga. Qui si prende una decisione: se tornare verso Bolzano o se deviare di qualche chilometri verso il Lago di Carezza, chiamato anche ‘Lago Arcobaleno’ per via degli spettacolari colori che lo caratterizzano. C’è una leggenda che narra che questo nome derivi da un mago che gettò l’arcobaleno stesso nelle acque per via di un amore non corrisposto.

Informazioni utili per il motociclista

Le strade delle Alpi sono adatte a tutti i tipi di moto ma si rivelano piuttosto impegnative, data la presenza di curve e tornanti. Sono quindi raccomandate gomme in ottimo stato e protezioni prima di mettersi alla guida.

Nell’attraversare i diversi passi i dislivelli sono parecchi quindi gran parte dell’itinerario si svolgerà in salita oppure in discesa. Passando fra zone aperte e zone boschive sono da tenere in considerazione gli sbalzi termici a volte piuttosto rigidi, quindi è consigliato un abbigliamento a strati.

Il periodo migliore per visitare il luogo per non imbattersi in temperature troppo rigide è durante la primavera o l’estate.

Stefano Maria Meconi