
Esistono strade che vengono attraversate per raggiungere semplicemente una destinazione, altre invece diventano esse stesse il motivo del viaggio. Oggi andiamo alla scoperta di un valico appenninico che appartiene alla seconda categoria. Siamo al Passo dei Mandrioli, a 1.173 metri d’altitudine e collega Bagno di Romagna con Badia Prataglia in provincia di Arezzo. Questo rappresenta uno dei passaggi più belli tra Emilia Romagna e Toscana. È immerso nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, e regala panorami che cambiano ad ogni curva, boschi secolari ed una strada capace di conquistare soprattutto noi motociclisti. Vieni con noi e scopri il vero gioiello di questo passo: le celebri Scalacce.
Il nostro itinerario parte da Arezzo per poi tornarci a formare quasi un anello, attraversando diversi comuni e sfruttando il Passo dei Mandrioli per entrare in Emilia Romagna. Proprio partendo da Arezzo si prende via Giuseppe Garibaldi in direzione di via Petrarca e dopo 150 metri si guida in direzione di SR71 a Bagno di Romagna per 54km. Saremo così arrivati al Passo dei Mandrioli pronti per attraversarlo. Si procede in direzione nordovest su SR71 Umbro Casentinese Romagnola/SR71. Dopo 10,8km si svolta a destra e si prende SP137 seguendo le indicazioni per Verghereto. Dopo 5,7km si svolta ancora a destra e si entra nella E45/SS3bis verso Roma. Percorsi 15km si prende l’uscita Pieve S. Stefano Nord verso Piev S. Stefano Nord/SS208/Caprese Mich. Lo/Chiusi della Verna/La Verna. Così dopo 200 metri si svolta a sinistra e prendendo strada provinciale Tiberina eccoci arrivati a Pieve Santo Stefano.
Qui si procede verso via della Verna per 140 metri e poi svoltiamo leggermente a destra per rimanere su SP 208 della Verna. Dopo 3km svoltiamo a sinistra e prendiamo SP47 per poi svoltare a sinistra e prendere via Ponte Singerna. Continuiamo così su via Strapolino per 1,2km e poi su SP47 per 2,8km. Eccoci arrivati a Manzi in provincia di Arezzo. Qui si prende SP47 in direzione SS73 a Anghiari per 15,9km. Poi seguamo SS73 in direzione di via Simone Martini ad Arezzo e si prende l’uscita verso Arezzo da SS73 dopo quasi 25km. Continuiamo così su via Simone Martini per tornare al punto di partenza. Avremo così completato l’anello dopo 144km ed un totale di 2 ore e 53 minuti di viaggio.

La storia di questo passo è direttamente collegata alla funzione di ponte tra due territori che, nonostante appartengano a regioni diverse, condividono la stessa anima appenninica. Fin dai tempi antichi quest’area è stata sfruttata come punto di passaggio per commercianti, viandanti e pastori che attraversavano la dorsale montuosa spostando merci e bestiame tra la Romagna e il Casentino.
Con il passare dei secoli il percorso venne progressivamente migliorato fino a diventare l’attuale Strada Statale 71 Umbro Casentinese Romagnola. Questa una delle arterie più panoramiche di tutto l’Appennino centrale. Oggi il Passo dei Mandrioli rappresenta un vero confine geografico tra Emilia Romagna e Toscana, ma più che dividere è una porta che unisce due territori ricchi di tradizioni, piccoli borghi e sapori autentici.
Per chi arriva dalla Romagna il punto ideale di partenza è Bagno di Romagna. Qui la strada comincia a salire in modo graduale, attraversando fitti boschi di faggio e castagno che accompagnano fino alla cima del valico. Per quanto riguarda il versante toscano, la discesa conduce verso Badia Prataglia, uno dei centri più caratteristici del Casentino da cui è possibile proseguire verso Camaldoli, Poppi e Bibbiena.
Uno dei motivi più importanti che rende celebre e tra i più apprezzati dai motocilisti il Passo dei Mandrioli sono le Scalacce. Questo tratto, situato sul versante romagnolo, è composto da una lunga successione di curve ravvicinate, tornanti e cambi di direzione che si sviluppano seguendo perfettamente il profilo della montagna. È una strada profondamente tecnica, ma mai estrema. Qui il piacere della guida si sviluppa dall’alternanza continua tra curve veloci e pieghe più strette, sempre immerse in un contesto naturale di particolare bellezza.
L’asfalto, generalmente in ottime condizioni, e la carreggiata sufficientemente larga rendono il percorso particolarmente apprezzato da motociclisti ed anche automobilisti. Durante la bella stagione non è raro che si incontrino gruppi di ‘centauri’ provenienti da tutta Italia, molti dei quali ritengono le Scalacce una vera meta di pellegrinaggio motociclistico.
Ogni curva offre una prospettiva diversa sui boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, mentre il traffico, di solito contenuto nei giorni feriali, permette di vivere la strada con il giusto ritmo. Lungo il percorso sono, inoltre, presenti diversi punti in cui potersi fermare per una sosta, ammirare il panorama circostante o viversi il silenzio dell’Appennino.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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