Val Nure, gli Appennini in motocicletta

val nure_125720363

VAL NURE

  • Lunghezza (km): 139
  • Durata: 3 ore
  • Partenza: Piacenza
  • Arrivo: Chiavari
  • Principali località attraversate: Grazzano Visconti, Santo Stefano d'Aveto

Forse non tutti conoscono la Val Nure (o Val di Nure), situata tra Emilia-Romagna e Liguria, ma sicuramente in molti rimarranno affascinati dalle bellezze che offre.

Valichi appenninici che raggiungono i 1.500 metri d’altezza, suggestivi scorci naturali definiti all’omonimo fiume, ma non solo. Interessanti anche i suoi comuni, dove colline e montagne si alternano in scenari d’autore.

Per chi vuole scoprire l’Appennino ligure in modo originale e diverso dal solito, è sicuramente una destinazione adatta. La vicinanza a Bologna e Milano, peraltro, la rendono una destinazione consigliata anche per un breve mototour nel weekend.

Tutto quello che c’è da sapere sulla Val Nure

Una vallata breve, ma intensa

Vallata fluviale che devia dagli Appennini fino alla Pianura Padana, la Val Nure disegna una sorta di collegamento naturale tra le montagne e il Po.

È infatti il più lungo fiume d’Italia il tributario delle acque del Nure, lungo appena 75 km e a carattere torrentizio, quindi stagionale. Il fiume scorre pressoché per intero in Emilia-Romagna, ovvero nella provincia di Piacenza. In Lombardia, dove si immette nel Po, percorre solo 1200 metri, un tratto brevissimo.

Il punto più alto della zona è Fontana Gelata di Ferriere, a 1.479 m s.l.m. mentre il punto più breve è a Caorso (Piacenza), 46 m s.l.m.

Il borgo di Grazzano Visconti

Grazzano Visconti
Grazzano Visconti, il borgo ‘ricostruito’ che risale alla fine del Trecento

A Vigolzone, comune storico della provincia di Vicenza, è possibile visitare il Castello di Grazzano Visconti. A onor del vero si tratta di un borghetto, costruito per ospitare Giovanni Anguissola e Beatrice Visconti, duchessa di Milano, a fine XIV secolo.

Il complesso, rimasto nelle disponibilità della famiglia Anguissola fino al 1870, passò poi di proprietà a Guido Visconti di Modrone, il cui figlio Giuseppe iniziò un complesso lavoro di “ricostruzione” di Grazzano Visconti.

Da originale struttura medievale, i lavori – protrattisi per buona parte di inizio Novecento – trasformarono il borghetto in un laboratorio di architetture neogotiche e rinascimentali. Ne è un esempio la Piazza del Biscione (simbolo di Milano), che ospita una torre merlata e il Palazzo del Podestà, edifici in cotto e marmo.

Una vera curiosità, Grazzano Visconti, per la quale il Guido venne ricompensato da Vittorio Emanuele III con il ducato. Una curiosità: tra i figli di Giuseppe Visconti di Modrone c’era anche Luchino Visconti, il celebre regista italiano che, tra i suoi titoli, aveva quello di Conte di Lonate Pozzolo.

Val Nure in moto

Mappa

Percorso

Viene detta La Primogenita, poiché fu la prima a votare l’annessione al nascente Regno d’Italia. Piacenza è una delle “prime figlie” dell’Italia Unita, oltre ad essere una città splendida. Destinazione ricca di elementi storici, come la Chiesa di Sant’Antonino e lo splendido Palazzo Comunale.

Lasciata Piacenza, ci spostiamo in direzione della SS45, per introdurci sulla SP35 in direzione Niviano. Dopo una decina di chilometri incontriamo Grazzano Visconti, l’originale borgo del quale abbiamo appena parlato. Da qui, proseguiamo verso Ponte dell’Olio e deviamo sulla SS654, destinazione Bettola.

Nonostante i suoi “appena” 329 metri sul livello del mare, Bettola può essere considerata una località di mezza montagna, essendo la porta d’ingresso della Val Nure, con le montagne che iniziano a comparire progressivamente.

Proseguendo il viaggio, in direzione di Farini, notiamo che il percorso diventa pienamente montuoso. I tornanti “staccano” il corso del Fiume Nure: in poco tempo si arriva a 424 metri a Farini, mentre Ferriere è a 626.

Da qui, il percorso entra pienamente nel range “montagna”, salendo fino a Selva, frazione di Ferriere che sorge a 1.107 metri, e subito dopo proseguendo verso il Passo dello Zovallo, che con i suoi 1.405 metri d’altezza ci introduce nel territorio della provincia di Parma.

Santo Stefano d'Aveto
Santo Stefano d’Aveto, che si raggiunge attraverso il Passo dello Zovallo

Il punto più alto prima di giungere a Santo Stefano d’Aveto, però, si trova intorno al Passo dello Zovallo. Il passo è situato a 1.519 metri d’altezza, mentre scendendo si raggiunge appunto Santo Stefano d’Aveto, a 1.017 m s.l.m.

1.207 abitanti, e un panorama straordinario, che spazia tra il Groppo Rosso e il Maggiorasca. Santo Stefano d’Aveto ha davvero poco di “genovese”, pur appartenendo a questa provincia.

Lasciamo il comune e, per alcuni chilometri, seguiamo ancora il percorso della SS654, che termina ufficialmente a Rezzoaglio. Da qui, infatti, la strada cambia denominazione in SP586, iniziando una progressiva discesa verso la Riviera di Levante, e toccando in progressione Cabanne, Borzonasca, Mezzanego e Carasco, dove incontriamo il profilo tortuoso del Torrente Entella che, come il nostro viaggio, terminerà a Chiavari.

TrueRiders