Valle Isarco e i siti religiosi dell’Alto Adige

valle isarco

Siamo all’estremo nord d’Italia, in una zona dove la natura ha deciso di dare spettacolo: è la Valle Isarco, meta prediletta del turismo Green in ogni momento dell’anno.

Il Passo del Brennero, principale collegamento tra Italia e Austria dista solo 30 chilometri. Più o meno la stessa lontananza dai due parchi naturali più celebri del Südtirol, il Puez Odle e il Fanes-Sennes-Braies.

Questa zona, dove sentirete parlare in massima parte tedesco, non è però celebre solo per le vette delle Alpi Breonie e delle Dolomiti. C’è qualcosa che forse non ti aspetti, lontana dai fasti di Madre Natura, a fare di questo angolo altoatesino una meta irrinunciabile: sono i suoi siti religiosi.

In un breve ma intenso viaggio di circa 50 chilometri, infatti, visiteremo due antichi monasteri, quello di Novacella e di Sabiona. Entrambi molto celebri nella zona, sono una destinazione di viaggio che, con la loro bellezza, cancella le distanze.

Scopriamoli insieme, e prepariamoci a un perfetto itinerario di montagna… ma non solo.

Valle Isarco, la terra dei monasteri

Le due “tal” dell’Alto Adige

L’Alto Adige o Südtirol ha una particolare organizzazione del territorio, che riflette le sue origini culturali austriache. La provincia è infatti divisa in otto comunità comprensoriali, che in tedesco vengono chiamate bezirksgemeinschaften.

La zona della Valle Isarco si divide in due: l’Alta Valle Isarco (Wipptal) e la Valle Isarco vera e propria, detta Eisacktal. È proprio in quest’ultima che si concentrano alcuni dei siti che andremo a scoprire fra poco.

Un territorio ricco di montagne e fiumi, tra i quali appunto l’Isarco, che da il nome alla vallata. Il tutto, senza dimenticare emozionanti destinazioni turistiche, capitanate da Bressanone. Antica sede vescovile, Brixen (questo il suo nome tedesco) è celebre per il suo coloratissimo centro storico, tra portici e palazzi merlati. A dominare la città, i profili del Duomo di Santa Maria Assunta e della Weißer Turm, la Torre Bianca (o torre dell’orologio) alta ben 72 metri.

L’Abbazia di Novacella, il simbolo della Valle Isarco

abbazia di novacella
I ricchi interni dell’Abbazia di Novacella

Un grande edificio bianco spunta nel verde della Valle Isarco, non lontano da Bressanone. Ecco l’Abbazia di Novacella, fondata nel 1142 e retta, sin da allora, dai monaci che seguono l’antichissima regola di Sant’Agostino.

Questo complesso religioso viene considerato come il più importante, oltre che il più grande di tutte le Alpi. Fu proprio per questo motivo che, nel 1956, Papa Pio XII diede alla chiesa la dignità di basilica minore.

A fondare il Kloster Neustift fu, nel 1142, Hartmann di Bressanone, vescovo della città e futuro beato. Per lui fu una sorta di prosecuzione del lavoro che, come preposto, aveva iniziato a Klosterneuburg, nella Bassa Austria.

L’Abbazia di Novacella che ammiriamo oggi non è il complesso originale, poiché tutti gli edifici sono stati rimaneggiati o ricostruiti nel corso dei secoli. A stupirci sono soprattutto le mura fortificate, che proteggono l’intero complesso dall’esterno. Per accedervi, infatti, bisogna passare dentro un ponte coperto.

All’interno si nota la “stratificazione” degli stili, dal romanico al gotico, fino ad arrivare agli interventi rococò del Settecento. È una situazione piuttosto ricorrente in tutta la Valle Isarco, terra di sintesi delle varie influenze artistiche europee.

La Basilica di Santa Maria Assunta, ad esempio, è arricchita da decori in oro e affreschi dal gusto tipicamente seicentesco. La biblioteca dell’Abbazia di Novacella è ancora più recente: il grande salone, opera di Antonio Giuseppe Sartori, risale infatti al 1773.

abbazia di novacella
Il Castello dell’Angelo, ovvero la Cappella di San Michele nell’Abbazia di Novacella

Presenza davvero curiosa è quella del Castello dell’Angelo, una piccola cappella consacrata a San Michele che ha proprio la forma di un castello, con tanto di merlature e torrette difensive. Pare che sia stata ispirata dagli edifici presenti in Terra Santa. Le sue forme ricordano molto da vicino quelle di Castel Sant’Angelo a Roma.

Per gli amanti del buon vino, l’abbazia ospita anche una celebre cantina vinicola del territorio. Qui si producono i tradizionali vini altoatesini, dal Müller-Thurgau al Pinot Grigio, passando per l’immancabile Gewürztraminer.

Monastero di Sabiona

Valle Isarco, monastero di sabiona
La rupe di Chiusa, sulla quale si erge l’antico complesso del Monastero di Sabiona

Scendiamo di qualche decina di chilometri in direzione di Chiusa e raggiungiamo il Monastero di Sabiona, la culla spirituale del Tirolo (inteso come regione storica).

Il complesso di Säben, che sorge su una rupe piuttosto elevata dal fondovalle, ha origini antichissime. Gli storici hanno addirittura dimostrato che la Cattedrale, un tempo sede vescovile dell’intero Tirolo, risalirebbe al V secolo d.C.

Potrebbe essere stato Ingenuino da Sabiona, intorno al 578, a volere la costruzione del complesso come primo titolare della diocedi di Sabiona. La diocesi, infatti, per oltre quattro secoli ebbe il controllo di tutta la zona tirolese, prima di essere soppressa nel X secolo a Bressanone. Oggi l’antica diocesi non esiste più, ma il suo “titolo ecclesiastico” viene comunque assegnato ad alcuni vescovi per mantenerne la tradizione.

Oggi il Monastero di Sabiona, con il suo panorama su tutta la Valle Isarco, include l’edificio monasteriale, la Cappella di Santa Maria (o Cappella delle Grazie) e la Chiesa della Santa Croce.

Valle Isarco in moto

Mappa

Percorso

Un piccolo tour della Valle Isarco ma che ha due frecce al suo arco, quelle di cui abbiamo appena parlato: Novacella e Sabiona. Sarebbe decisamente veloce raggiungerle passando per l’Autostrada del Brennero (A22), ma ci priverebbe del fascino tipico dell’Alto Adige.

Facciamo allora una variazione sul tema e, lasciata l’Abbazia di Novacella, seguiamo Via Brennero per raggiungere il centro di Bressanone, meta irrinunciabile a queste latitudini.

Bressanone
La Weißer Turm di Bressanone, o Torre Bianca

Una volta visitata Brixen, ci attendono le curve della Provinciale 29, che risale le cime alpine in direzione di Plancios. È da qui che si diramano molte piste da sci, con gli impianti di risalita del Kreuztal e del Plose.

Giunti alle sponde del Sass de Putia, il nostro itinerario prosegue verso sud-ovest lungo la Provinciale 163. Un tratto meno impegnativo, ma non per questo meno ricco di suggestioni tipiche della Valle Isarco.

Decisamente piacevole è il tratto che attraversa l’abitato di San Pietro, alla stregua delle curve della Provinciale 74 dalle quali si vede il serpentone della A22.

Al Monastero di Sabiona, poco fuori Chiusa, giungiamo così con qualche altra curva che regala viste da sogno, degne di parecchi scatti con fotocamere o smartphone. Scegliete voi il mezzo giusto!

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015