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Alghero-Bosa in moto, in viaggio sulla strada panoramica più bella della Sardegna

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Alghero, la “capitale catalana” in Sardegna e Bosa, l’antica città regia del Logudoro. Due realtà uniche dell’isola mediterranea legate dalla Alghero-Bosa, una delle strade panoramiche più incredibili d’Italia e del mondo, soprattutto una realtà ben consolidata nel mondo dei viaggi in moto.

In soli 53 chilometri (metro più, metro meno) l’Alghero-Bosa rappresenta non solo uno dei luoghi turistici per eccellenza della Sardegna, ma anche un incredibile tesoro di panorami, paesaggi e luoghi, tanto che dalle parti di Villanova Monteleone, Alghero e Bosa si è pensato di candidare la Litoranea Alghero-Bosa a divenire Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Peraltro, l’Alghero-Bosa è forse uno dei pochi esempi di urbanizzazione, pur necessaria, in una zona che è riuscita, anche in tempi di forte antropizzazione, a conservare un carattere prettamente verde, dove i declivi sull’azzurro mare sardo, le fitte zone di macchia mediterranea e le spiagge sono stati minimamente toccati da case, palazzi e resort, con buona pace del motociclista (e del viaggiatore in genere) che decide di percorrere l’Alghero-Bosa su due/quattro ruote.

Come si può immaginare, il viaggio alla scoperta della Strada litoranea Alghero-Bosa parte proprio da Alghero, uno dei centri turistici più apprezzati del sassarese. Quinta città della Sardegna in termini demografici, Alghero – come già accennato – è una cosiddetta “isola linguistica”, poiché vi si è mantenuto saldo nel corso dei secoli l’uso del catalano, in misura tale che la Generalitat de Catalunya, ovvero il governo (con mire indipendentistiche) della regione spagnola ha deciso di aprire ad Alghero una sua delegazione, caso peraltro piuttosto atipico.

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Uno dei panorami dell’Alghero-Bosa, la celebre strada turistica della Sardegna

Dalla policroma cupola della Chiesa di San Michele, rappresentazione del barocco sardo, passando per l’antico Palazzo Machín fino ad arrivare al magnifico scenario naturalistico di Capo Caccia, con l’Escala del Cabirol e le Grotte di Nettuno, Alghero è capace di stupire e di far sostare anche il motociclista più “voglioso” di mangiar strada per una giornata all’insegna della cultura e della scoperta.

Lasciato il centro storico di Alghero, si costeggia il Parco Tarragona e si prosegue su Via Manzoni in direzione del Lungomare Valencia. Si prosegue su Viale della Resistenza fino all’imbocco della Strada Provinciale 105, primo passo verso l’Alghero-Bosa vera e propria. Il percorso si inerpica lungo lo straordinario panorama costiero del sassarese, proseguendo per circa 20 chilometri fino al confine tra la provincia di Oristano e quella di Sassari, dove la strada cambia denominazione in Strada Provinciale 49, pur senza modificare il percorso.

Pregevolissima e incontaminata, la natura di questi luoghi attraversa quasi il “nulla”, poiché non vi sono comuni lungo il percorso, che dunque è ancor più apprezzabile e ricco di suggestioni. L’Alghero-Bosa, si sa, è la strada migliore per chi vuole recuperare un rapporto stretto e fedele con la natura.

Una breve deviazione verso sud, quasi un rettilinea, ci porta infine, al termine del percorso, in direzione del Lungo Temo Giorgio Amendola. Il fiume prosegue verso l’entroterra, così come la strada “fluviale” che, in pochi minuti, ci consegna la vista della bella Bosa, comune di appena 8.000 abitanti incastonato in una vallata verdissima. La degna conclusione di una strada eccezionale, l’Alghero-Bosa appunto.