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Da Parma a La Spezia lungo il Passo della Cisa


Prima dell’Autostrada A15, prima degli spostamenti di massa di turisti e merci, l’Emilia Romagna e la Riviera ligure erano collegate dalla Strada Statale 62, lungo il Passo della Cisa.

Oggi vogliamo ripercorrere un “percorso del passato” in sella alle nostre due ruote, viaggiando lungo la SS 62 della Cisa, attraversando tre regioni (Emilia Romagna, Toscana e Liguria) e superando gli Appennini centro-settentrionali, in un paesaggio che, dalla pianura alla montagna, e poi dalla montagna al mare, vira e cambia più volte, regalandoci paesaggi d’eccezionale bellezza.

Lasciata Parma, percorriamo un piccolo tratto extraurbano, lungo lo Stradone Martiri della Libertà, che ci introduce nel percorso della SS62, una strada statale istituita, almeno ufficialmente, nel 1928, ma la cui origine è ancora più antica.

Il percorso si immerge subito nella natura emiliana, seguendo per alcune decine di chilometri lo scorrere, lento e algido, del Fiume Taro, che ci accompagna da Parma a Collecchio, e da qui fino a Fornovo di Taro, quando la SR62 inizia a deviare sia dal percorso della A15, nata alcuni decenni fa per favorire gli spostamenti veloci verso la Liguria e la costa tirrenica, e sia da quello del fiume Taro.

Già in corrispondenza di Piantonia prima, e di Castellonchio poi, il percorso inizia a salire verso le vette degli Appennini, e il paesaggio cambia, trasformandosi nella bellezza che è tipica dei monti del Nord Italia, con boschi fitti che sembrano “proteggere” i pochi automobilisti, e nel nostro caso motociclisti, che qui passano ogni giorno.

Giunti in corrispondenza di Berceto, inizia la vera e propria “scalata” al Passo della Cisa, che mette in comunicazione il parmense con la provincia toscana di Massa-Carrara. La Cisa è un passo storico e peculiare per diversi motivi: innanzitutto la pendenza piuttosto agevole, tra l’8 e l’8,5, ma anche e soprattutto il fatto che sia aperto tutto l’anno, poiché le nevicate, pur copiose, ne hanno sempre permesso la percorribilità, anche nei mesi invernali.

L’altezza del Passo della Cisa, poi, è piuttosto ridotta: il punto più alto è a 1.041 metri d’altezza, e qui è possibile sostare per un momento e visitare lo splendido Santuario di Nostra Signora della Guardia, un antico edificio di gusto gotico, costruito al termine di una lunga e ripida scalinata in pietra.

Entrati in territorio toscano, ripartiamo in direzione sud, e completiamo il percorso della Cisa, che corre per circa 20 chilometri verso Pontremoli, uno dei borghi più belli e caratteristici della Lunigiana, nel quale visitare, tra gli altri, la splendida Concattedrale di Santa Maria del Popolo e il Castello del Piagnaro, che domina l’abitato medievale.

La SR62 si avvicina alla A15, in questa seconda parte di viaggio, e spesso l’unico tratto di divisione tra le due strade è rappresentato dal Fiume Magra, che devia verso sud-est in corrispondenza di Santo Stefano di Magra, dove riceve le acque del Vara, nella zona protetta del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra.

Una volta oltrepassata la “congiunzione” tra i due fiumi, la SER62 si trasforma in SS330, e ci conduce, in circa 15 chilometri, verso la nostra meta finale, La Spezia, dove finalmente – nel pieno del territorio ligure, ma a pochi passi dalla Toscana – ammiriamo il Mar Tirreno, con la bella Baia di La Spezia che definisce la zona più meridionale delle Cinque Terre.