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In moto lungo la Val Nure, lungo i passi più alti dell’Appennino

valnure

Forse non tutti conoscono la Val Nure (o Val di Nure), situata tra l’Emilia Romagna e la Liguria, ma sicuramente in molti rimarranno affascinati dalle strade che offre.

Valichi appenninici che raggiungono (e in alcuni casi superano) i 1.500 metri d’altezza, per un viaggio che dalle lande padane, e piacentine nella fattispecie, si inerpica lungo i rilievi che “delimitano” nord e centro Italia e, riscendendo, vanno ad abbracciare la splendida Riviera di Levante, in Liguria.

Insomma, un itinerario che in soli 140 chilometri ci fa vivere mare e montagna, alti e bassi, e sicuramente sarà tra i vostri preferiti. Pronti a partire?

 

1° tappa – Da Piacenza a Bettola



piacenza

La chiamano spesso La Primogenita, poiché fu la prima a votare l’annessione al nascente Regno d’Italia. Piacenza è dunque una delle “prime figlie” dell’Italia Unita, oltre ad essere una città splendida, ricca di elementi storici, come la Chiesa di Sant’Antonino e lo splendido Palazzo Comunale.

Lasciata Piacenza, ci spostiamo in direzione della SS45, per introdurci sulla SP35 in direzione Niviano. Dopo una decina di chilometri incontriamo Grazzano Visconti, un piccolo borgo davvero particolare, che meriterebbe la sosta, se il tempo lo permette. Da qui, proseguiamo verso Ponte dell’Olio, dove deviamo sulla SS654, che seguiamo per poco più di 12 chilometri, fino ad arrivare a Bettola.

 

2° tappa – Da Bettola a Santo Stefano d’Aveto



bettole

Nonostante i suoi “appena” 329 metri sul livello del mare, Bettola può essere considerata una località di mezza montagna, essendo la porta d’ingresso della Val Nure, con le montagne che iniziano a comparire progressivamente. 

Proseguendo il viaggio, in direzione di Farini, notiamo che il percorso diventa pienamente montuoso, con i primi importanti tornanti che “staccano” il corso del Fiume Nure, e con un primo innalzamento della quota, che dai 300 metri circa di Bettola arriva a 424 a Farini, e i 626 della vicina Ferriere.

Da qui, il percorso entra pienamente nel range “montagna”, salendo fino a Selva, frazione di Ferriere che sorge a 1.107 metri, e subito dopo proseguendo verso il Passo dello Zovallo, che con i suoi 1.405 metri d’altezza ci introduce nel territorio della provincia di Parma. Il punto più alto prima di giungere a Santo Stefano d’Aveto, però, si trova intorno al Passo dello Zovallo, a 1.519 metri d’altezza, mentre scendendo si raggiunge, in alcuni chilometri, Santo Stefano d’Aveto, già situato in territorio ligure, dall’alto dei suoi 1.017 metri sul livello del mare.

 

3° tappa – Da Santo Stefano d’Aveto a Chiavari



chiavari

1.207 abitanti, e un panorama straordinario, che spazia tra il Groppo Rosso e il Maggiorasca. Santo Stefano d’Aveto ha davvero poco di “genovese”, pur appartenendo a questa provincia. 

Lasciamo il comune e, per alcuni chilometri, seguiamo ancora il percorso della SS654, che termina ufficialmente a Rezzoaglio. Da qui, infatti, la strada cambia denominazione in SP586, iniziando una progressiva discesa verso la Riviera di Levante, e toccando in progressione Cabanne, Borzonasca, Mezzanego e Carasco, dove incontriamo il profilo tortuoso del Torrente Entella che, come il nostro viaggio, terminerà a Chiavari.