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Istria e Dalmazia, itinerario in moto lungo le strade dell’Adriatico

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Trieste, Capodistria, Pola e Fiume. Una città italiana e tre città, una appartenente alla Slovenia e due alla Croazia. Un itinerario in moto lungo le città che furono italiane e che ancora oggi stupiscono e incantano i visitatori.

Un’idea di viaggio su due ruote lungo l’Istria e la Dalmazia, quelle regioni appartenute all’Italia a cavallo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, e che conservano una importante impronta culturale legata al Bel Paese. 310 chilometri di percorso internazionale, da scoprire insieme. Pronti a partire?

1° tappa – Da Trieste a Pola 

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Il “Canal Grande” di Trieste

La città irredenta, Trieste, antico punto di riferimento della Venezia Giulia e più grande porto in Italia per numero di merci che vi passano in entrata e in uscita. Questa splendida città, che mescola architetture mediterranee e mitteleuropee, ci accoglie con lo splendido Castello di Miramare, la Piazza Unità d’Italia e l’antica Cattedrale di San Giusto.

Una volta usciti dalla città in direzione della Zona industriale, passiamo per Aquilinia lungo la SP15 e oltrepassata Vignano e Belpoggio, ci ritroviamo già in territorio sloveno. In pochi chilometri, lungo la strada 741/H5, raggiungiamo Capodistria, dalla quale poi proseguiamo sulla 625 verso Gracischie; da qui continuiamo sulla 208 e, in una decina di chilometri, entriamo in Croazia, seguendo la Strada 201 fino a Mani Mlun.

Da qui, proseguiamo sulla Strada 44 in direzione di Montona e, una volta raggiunta Štuti, seguiamo la Strada 21 che in circa 50 chilometri di percorso ci permette di arrivare a Pola, prima tappa del nostro viaggio in moto.

 

2° tappa – Da Pola a Fiume

pula - Istria e Dalmazia, itinerario in moto lungo le strade dell'Adriatico
L’Arena di Pula, l’antico anfiteatro della città

Capoluogo storico e culturale dell’Istria, Pola (o Pula) è la “città dei sette colli”, alla pari di Roma. Splendidamente arricchita da monumenti proprio di epoca romana e non solo, come gli anfiteatri, questa bella città istriana ospita ancora oggi un 4% della popolazione di madrelingua italiana, il secondo gruppo linguistico più numeroso dopo quello croato, ed è infatti una città bilingue, dove cartelli e indicazioni sono fornite in croato e in italiano. Pula/Pola, insomma.

Lasciata Pola riprendiamo la strada in direzione nord, entrando nell’entroterra croato. Seguiamo la Strada 66 per quasi cento chilometri, con la costa adriatica che ci accompagna da Fianona fino ad Abbazia e, da qui, direttamente verso Fiume, punto più orientale del nostro viaggio.

 

3° tappa – Da Fiume a Trieste

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La Cattedrale della città croata di Fiume, detta anche Rijeka

Fiume/Rijeka è una città dalle caratteristiche molto diverse da Pola, soprattutto dal punto di vista architettonico. È infatti scandita da monumenti e palazzi dal gusto più europeo, con alcune eccezioni, come ad esempio la Cattedrale di San Vito, e ancora oggi la sua presenza italiana costituisce il secondo gruppo demografico e linguistico della città (pur con un ridottissimo 2%).

Dopo esserci concessi una bella sosta in città, ripartiamo alla volta di Trieste. Seguiamo la stessa strada dell’andata fino a Matulji, da dove deviamo sulla Strada 8 (che costeggia l’Autostrada A7, che porta fino a Lubiana, capitale slovena) fino al confine di Pasjak, lungo la Strada Europea E61. Entrati in Slovenia, proseguiamo sulla E61 verso Starod e Castelnuovo d’Istria, passando per Obrov, Matteria e Cosina, fino ad arrivare al confine italiano.

Seguiamo dunque la SS14, che tocca Pesek/Pese di Grozzana e, passando per Basovizza, prosegue lungo Via Carnaro per rientrare finalmente a Trieste città.