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Passo Cibiana, a due ruote sulle vette del Veneto

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In sella nel cuore delle Dolomiti tra curve sempre diverse con virate improvvise. Un motopercorso divertente ma non facile  

L’itinerario di oggi è un po’ diverso dal solito. TrueRiders propone a tutti i bikers un motopercorso divertente ma poco conosciuto, attraverso un valido di montagna abbastanza complicato ma che promette grandi emozioni.

Ci troviamo a 1.530 metri d’altezza sul livello del mare, nella provincia di Belluno e nel cuore delle Dolomiti: ci troviamo per la precisione sulle vette del Veneto e percorreremo sulle due ruote il Passo Cibiana. Sarà un itinerario in piena montagna, che percorrerà la Strada statale 347 del Passo Cereda e del Passo Duran che mette in comunicazione Forno di Zoldo con Cibiana di Cadore. Passeremo quindi attraverso un valico che collega la Val di Zoldo e la Valle del Boite. Un viaggio in sella a stretto contatto con il verde ed il silenzio della natura.

Passo Cibiana in moto: il percorso

La strada che percorreremo, come anticipato, si snoda tra le vette delle Dolomiti collegando due grandi valli, non c’è da aspettarsi, quindi, un tragitto da granturismo. Davanti a noi, infatti, troveremo una strada un po’ complicata: lunga e stretta, ripida, non facile da percorrere e che richiede molta attenzione. Ma nulla è impossibile per i bikers più allenati che di certo non si faranno intimorire da una strada non perfetta ma interessante e sicuramente affatto noiosa da percorrere.

La SP 347 in alcuni tratta, per via della folta vegetazione, può essere un po’ disagevole perché quasi completamente all’ombra e con asfalto sdrucciolevole quindi occhi ben aperti. Inoltre non ha linee di demarcazione al centro, l’asfalto non è sempre in ottime condizioni ed è piena di curve, tutte diverse. Insomma un percorso divertente ma non per chi si trova alle prime armi. Grande pregio quella di essere una strada veramente tranquilla, poco frequentata che permette di sgasare ma anche rilassarsi emotivamente nel cuore della montagna.

Ma parliamo del lato divertente quanto impegnativo, il percorso. Il Passo Cibiana è davvero un valico complesso da affrontare. Tralasciando la prima parte abbastanza tranquilla perché alquanto pianeggiante, il resto del tragitto promette bene ma da fare con attenzione. Da Cibiana di Cadore, infatti, inizia la parte più “aggressiva” del nostro viaggio: inizierà, infatti, una serie di curve che sembrerà non finire mai, tornante dopo tornante, fino in cima. Parliamo di gomiti stretti che si alternano a passaggi da fare in velocità, con virate improvvise e difficili senza escludere bruschi tornanti e pendenze con percentuali importanti.

Insomma c’è da divertirsi ma anche da stare attenti. Una vera strada di montagna con tutte le sue complessità oltre che bellezze. Percorrerete dei tratti dove sentirete solo l’eco del rombo della vostra moto, tagliando in due fitti boschi, incontrando sul vostro percorso in moto qualche cartello stradale, poche macchine e delle caratteristiche baite di montagna.

Passo Cibiana in moto: dove fermarsi

Siamo in alta montagna ma cose da vedere e scoprire ce ne sono anche qui. Se siete non solo degli accaniti biker ma anche dei curiosi turisti potreste fare una sosta e salire oltre 2000 metri. Spegnete i motori e avventuratevi verso il Monte Rite, non ve ne pentirete. Vi sembrerà di trovarsi immersi in un osservatorio naturale, quasi a sfiorare le nuvole. La strada, lunga oltre 6 km da fare a piedi, o con un servizio navetta a pagamento, non è molto agevole ma ne varrà davvero la pena. In cima potrete anche visitare, tra giugno e settembre, il Museo delle Nuvole allestito sui resti di un vecchio forte. Una galleria d’arte che narra la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico, con grande spazio alla collezione di Reinhold Messner, da cui il museo prende anche il nome.

In inverno, invece, se siete amanti dello sport potrete fare una sosta per dedicarvi a qualche sport invernale o a delle escursioni sul Monte Rite.

Altra nota di merito, quella per Cibiana: non solo un gioiello di alta montagna ma anche il paese dei murales, un museo a cielo aperto davvero affascinante.

Se invece desiderate fare una sosta più lunga e godere appieno della montagna potrete fermarvi e soggiornare presso il Rifugio Remauro, aperto sia d’estate che d’inverno. Sarete immersi e circondati da pascoli e boschi disseminati di piccole baite di legno per un relax ad alta quota.