TrueRiders

Sikkim, la splendida regione indiana da scoprire su due ruote

shutterstock 419393245 740x494 - Sikkim, la splendida regione indiana da scoprire su due ruote

Il Sikkim è un piccolo stato dell’India nordorientale, che confina con il Tibet, il Nepal e il Bhutan, e si trova immerso tra le vette dell’Himalaya, dunque in una posizione particolarmente favorevole per chi ama le strade di montagna.

Divenuto uno degli stati dell’India solo nel 1975, il Sikkim è all’incirca poco più piccolo dell’Umbria – come termine di paragone – ma la sua collocazione e caratteristica geografica è appunto quella di avere numerose vette, come dimostra peraltro il percorso in moto che ti andiamo a proporre.

Stavolta, infatti, il viaggio in moto ci porterà da Gangtok, capitale dello stato del Sikkim, fino a Katao, situata 144 chilometri più a nord della capitale, a una altitudine di quasi 4.600 metri sul livello del mare. La zona di Katao è definita la Svizzera del Sikkim, poiché è particolarmente frequentata dagli amanti dello sport invernale, e da chi vuole ammirare i ragguardevoli panorami dell’Himalaya innevato.

Zona particolarmente remota, quella di Katao si raggiunge con alcune ore di viaggio, ma è importante sottolineare che, per arrivare da queste parti, va richiesto un permesso (ILP, Inner Line Permit) ed, essendo una zona al confine con la Repubblica Popolare di Cina, le restrizioni ai viaggi non di gruppo e i controlli possono essere molto stringenti. Se però un po’ di burocrazia non vi preoccupa, organizzatevi, perché questi luoghi meritano davvero.

Lasciata Gangtok, ci si immette sulla NH10, ma alcuni chilometri dopo vale la pena fare una breve sosta al Monastero di Gonjang, dove viene ricordato Rigzin Pema Choephel, sesta reincarnazione del Terton Shakya Zangpo. L’edificio, dai colori e dalle forme molto suggestive, è anche un centro di studio per monaci, che apprendono gli insegnamenti religiosi, la lingua tibetana e l’inglese.

Si segue poi la Gangtok – Chungthang Road per circa 16 chilometri, proseguendo poi il percorso intorno a Dickchou in direzione nord. Qui la strada si apre in splendidi tornanti che, poco dopo, incontano il fiume Tista, seguendone il percorso fino a Kazor.

Da qui deviamo verso est, proseguendo fino a Tung, Chungthang, Khedum (dove poi possiamo ammirare la Foresta di Lachung) e Lachung. A 2.900 metri circa, Lachung è divenuta solo negli ultimi anni una meta turistica di rilievo, grazie alle minori restrizioni alla circolazione da parte del governo indiano, che ha aperto la città (il cui nome significa “piccolo passo”) al turismo locale e mondiale.

Lachung si possono visitare la splendida Valle di Yumthang e il Monastero di Lachung, una gompa che appartiene alla scuola tibetana del Nyingma, la più antica delle quattro scuole del buddhismo tibetano.

Da Lachung (dove è presente una sede dell’esercito indiano) a Katao il percorso è piuttosto arduo, con un dislivello di circa 2.000 metri su una lunghezza di circa 25 chilometri. Come già detto, è doveroso contattare le autorità locali e verificare, oltre ovviamente alle condizioni meteorologiche, l’effettiva percorribilità della strada e la possibilità di raggiungere Katao.