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Tour in moto delle Alpi Francesi, dalla Maddalena al Colle dell’Agnello

maddalena

Scavalchiamo il confine, e immergiamoci nelle bellissime atmosfere delle Alpi Francesi. Un itinerario che parte e torna in Italia, ma che si svolge tutto Oltralpe.

Dal Colle della Maddalena, nel basso Piemonte, ci dirigeremo verso lo storico Colle di Vars, per poi salire, deviando dal percorso, sul Colle dell’Izoard e, tornando a “meridione”, fin verso il Colle dell’Agnello, in prossimità di Chianale e del Monte Viso, nuovamente in Piemonte.

Un itinerario non lunghissimo, circa 120 chilometri (soste e deviazioni escluse), ma di grande fascino, piuttosto morbido e senza particolari difficoltà tecniche, dunque adatto a motociclisti meno esperti e appassionati di montagna, che vogliono ammirare paesaggi nuovi e unici, come il Parco naturale del Queyras, le salite dell’Izoard e l’alta Provenza.

 

1° tappa – Dal Colle della Maddalena al Col du Vars

Il nostro viaggio inizia sul Colle della Maddalena (o Col de Larche, nella denominazione francese), lungo la SS 21. Con una lunghezza di 34 chilometri e una pendenza vicina all’8%, il Maddalena unisce Valle Stura e Val d’Ubaye tutto l’anno, e raggiunge un’altezza massima di 1.996 metri.

Dopo aver attraversato il confine, segnato dal piccolo Lago della Maddalena (in Italia) e dalla Chapelle de la Madeleine (in Francia) proseguiamo sulla D900, che ti trasforma in D902 in prossimità di Saint-Paul-sur-Ubaye, da dove inizia la salita al Colle di Vars.

Il passo (2.111 metri, con una pendenza del 12%) è amatissimo dai ciclisti e dai motociclisti, per il suo panorama e i tornanti, che spaziano sull’Ubaye e la valle di Briançon, mentre il percorso in sé è piuttosto breve, essendo inferiore ai 10 chilometri. Scendendo, si passa per la zona di Vars, una nota località sciistica ricca di impianti di risalita, piste da sci e torrenti stagionali, che ci accompagnano fino a Guillestre.

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2° tappa – Dal Vars all’Izoard

Da qui, entriamo nella zona del Queyras e, sempre proseguendo sulla D902, saliamo verso la deviazione di Villargaudin, dove continuiamo a seguire la strada e iniziamo la salita all’Izoard. Si tratta di una salita molto più impegnativa delle precedenti: il Colle dell’Izoard, conquistato da Bartali nel 1948 e da Coppi nel 1949 (a Coppi, insieme a Bobet, è dedicato un monumento in zona Casse Deserte), è alto infatti 2.631 metri, uno dei più alti di Francia e d’Europa, e presenta una lunghezza di 36 chilometri, su una pendenza massima dell’11,3%.

L’Izoard, inoltre, è percorribile solo in estate: le forti nevicate e le avverse condizioni meteo lo rendono impraticabile da ottobre fino a giugno, riservando ai soli mesi di luglio, agosto e settembre le bellissime ascensioni, con una sosta consigliata al Refuge Napoléon (2.280 metri) e al Museo del cicloturismo.

Percorriamo la D902 in direzione inversa e, una volta scesi, ci ritroviamo sulla D947, che seguiamo per alcuni chilometri fino a La Casse, dove ci stacchiamo e, virando verso sud, ci immettiamo sulla D5 fino a Molines-en-Queyras, e da qui sulla D205-D205ST, dove iniziamo la scalata al Colle dell’Agnello.

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3° tappa – Dall’Izoard all’Agnello

Il Colle dell’Agnello è il terzo passo più alto d’Europa, subito dopo l’Iseran e lo Stelvio, con una altezza massima di 2.748 metri, percorribile solo da giugno a ottobre, in entrambe le direzioni (dall’Italia sulla SP251, dalla Francia sulla D205ST, come già accennato), e una pendenza massima del 15%.

Passare l’Agnello è una esperienza davvero suggestiva: tornanti spesso molto in pendenza attraversano una natura incontaminata, brulla e silenziosa, definita da pochissime presenze umane, come il Rifugio Col Agnel (in Francia), dove in molti si fermano la notte per ammirare le stelle; l’assoluta mancanza di abitazioni e insediamenti, infatti, rende il Colle dell’Agnello amatissimo da astrofili e appassionati di stelle.

Con la discesa verso Chianale, in territorio italiano, termina il nostro percorso dei Colli francesi (e italiani), un saliscendi di un centinaio di chilometri e quattro passi che merita sicuramente una giornata intera, o anche un weekend, per la ricchezza dei panorami e il silenzio che questi luoghi emanano.

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