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#BuonaStrada in Transilvania, giorno 14: da Valbone a Monopoli.


Quattordicesimo giorno di viaggio in moto verso la Transilvania con Marco. Il ritorno in Italia, da Valbone a Monopoli.

L’ultima tappa del nostro emozionante moto-itinerario verso la Transilvania, si torna in Italia.

Informazioni utili:

  • Chilometri percorsi: 566 (incluso traghetto)
  • Spesa carburante: 15euro

Giorno 14: da Valbone a Monopoli.

Anche questa notte ho dormito da Dio, con il rumore del ruscello a soli 70 cm dalla tenda! Ma la cosa più divertente, è stata la sveglia di questa mattina. Invece della classica suoneria della sveglia, sono stato svegliato dal belato delle pecore! Stavano a pascolare proprio dove avevo posizionato la tenda. Ripongo per l’ultima volta tutta l’attrezzatura da bivacco al suo posto e vado a fare colazione.
Cristian e Claudia ancora dormono. Stamattina sono diretto a Tirana. Sono gli ultimi giorni di questo bellissimo viaggio. Sono un po’ triste…!
Ho quasi finito di caricare la moto. Claudia e Cristian mi raggiungono, beviamo un caffè insieme, ci scambiamo i numeri di telefono e ci siamo ripromessi che ci rivedremo a Berlino, oppure in Puglia o Sicilia. Ci salutiamo con degli abbracci e riprendo la mia strada.
Ancora una volta l’Albania mi stupisce. Dopo aver ripercorso la stessa strada di ieri fino a raggiungere Fierzë, imbocco la SH22 direzione Tirana.
Quest’ultima è un lungo serpentone fatto di curve che attraversa tutte le Alpi e si ricongiunge con la SH5 che ti riporta di nuovo nella costa. Ci sono circa 42 gradi. Riusciamo ad andare senza problemi. Anche se il sole picchia c’è quel vento fresco dovuto altitudine che riesce a compensare.
Sono così preso dal divertimento della guida che dopo circa 60 km mi rendo conto di essere in riserva e di aver già sfruttato il 60% di essa. Per fortuna arrivato alla SH5, la strada è in discesa. Spengo la moto e silenziosamente scendo.
Dopo 15 km trovo il primo distributore di benzina. Il benzinaio è più felice di me quando mi vede arrivare, vede la targa, ed esclama: “italiano, italiano dove vaiii?? Full full benzinee”. È così felice del mio arrivo che credo io sia il primo cliente della giornata o addirittura da qualche giorno.
Piccola sosta a Pukë per pausa caffè e nuovamente in marcia. La strada è veramente deserta durante la mattinata. Incrocio soltanto qualche auto e un paio di motociclisti.
Raggiungo la costa e mi metto nel traffico più intenso, la strada che collega le principali città dell’Albania Scutari, Durazzo, Tirana e Valona. In realtà raggiungendo Tirana ho chiuso il cerchio del mio viaggio in anticipo di due giorni.
Mi viene in mente di fare un salto a Durazzo, vorrei chiedere se posso spostare la data del biglietto, cioè invece di partire il 16, magari partire stasera. Faccio una sorpresa alla mia morosa e ne approfitto in questi due giorni ancora di ferie per pulire bene Zazzá che sta ridotta malissimo.
L’agenzia apre alle 17:00. decido di aspettare e per fortuna riesco a spostare la partenza. Sono molto in anticipo per l’imbarco e quindi decido di trascorrere un po’ di tempo facendo un giro dentro Durazzo.
All’imbarco sono uno dei primi, stavolta però chiedo al personale addetto di farmi parcheggiare davanti per uscire prima allo sbarco. Il mio compagno di cabina è Saverio, un signore di 87 anni di Bari, che è venuto in Albania per qualche giorno con la sua “amica albanese”, una signora che lavorava da lui come badante. Capisco che la sua amica lo ha ripulito per bene, perché il povero Saverio ha solo qualche moneta in tasca. Ha fame! Vedo in lui la figura di un nonno che ho sempre desiderato. Parla in dialetto, scherza con tutti, racconta tutti i fatti del XX sec. e sopratutto si incazza facilmente. Al povero ragazzo del bar lo ha fatto a merda quando ci ha chiesto 3€ per una Peroni. Me lo porto a spasso per la nave, gli offro la cena che divora come non ci fosse un domani e lo metto a letto. Trascorro un pò di tempo sul ponte e quando ritorno in cabina lo trovo ancora sveglio.
Non è facile prendere sonno. Sò che domani mattina tutto finirà, arriverò in garage, scaricherò la moto ed inizia la vita di tutti i giorni! Però è giusto che sia così, perché è uno stimolo in più per ripartire nuovamente e cercare la buonastrada.