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#BuonaStrada in Transilvania, giorno 7: da Bran a Cartisoara


Settimo giorno di viaggio in moto verso la Transilvania con Marco. La Romania in sella, la tratta da Bran a Cartisoara.

Il viaggio continua passando per il castello di Dracula per arrivare a Cartisoara tra chilometri percorsi e amici incontrati.

Informazioni utili:

  • Chilometri percorsi: 215
  • Spesa carburante: 10 euro
  • Spesa pernottamento: 5 euro

Giorno 7 – Da Bran a Cartisoara

 

da Bran a Cartisoara

 

Stanotte dormo di nuovo in tenda. Zazzá sta vicino a me e pertanto i sogni prendono un’altra forma: mia madre che mi prepara le scacce (foccaccia tipica siciliana) con patate e cipolla, sogno di fare l’amore con la mia morosa e quindi tutto va liscio come l’olio.
Comunque, per la cronaca, ieri sera chiamo mio fratello, anche lui in Romania per un piccolo tour nella Transilvania con una coppia di amici e alla mia domanda dove stannoalloggiando, mi risponde che stanno a Bran a un centinaio di metri rispetto al mio campeggio. Lo raggiungo e ceno con loro. Pertanto ci diamo appuntamento per l’indomani per visitare il castello di Bran, detto volgarmente in siciliano: “u castellu ri Tragula!”.
Puntuale alle 9:00, davanti all’ingresso del parco dove è situato il castello; facciamo il biglietto di ingresso, circa 35 Leke e ci avviamo verso l’ingresso del castello. Sarà per le storie raccontate o per la sua forma architettonica, ma il castello di Bran dá quella sensazione spettrale. Posizionato sopra una piccola collina di roccia, le sue finestre si affacciano nel paesino e in tutta la valle. È ristrutturato da poco e le stanze sono veramente tantissime, ognuna di esse rappresenta un’ora della giornata del Conte o addirittura una stanza dedicata per alcuni tipi di “servizi”, come la stanza della tortura. Non ho seguito nessuna guida turistica, ho voluto ricostruire la storia del Conte con la mia immaginazione, come ad esempio una bella fanciulla che si perde nel parco e lui con dei modi da gentleman gli succhia il sangue dal collo! Il giro dura un’ora e mezza circa.
da Bran a Cartisoara
Alla fine ritorniamo di nuovo alle moto, saluto mio fratello e la compagnia e ognuno si dirige verso le proprie strade, loro vanno direzioni a Brasov, io verso laTransfăgărășan. Per fortuna la strada per raggiungere una delle strade più belle del mondo è altrettanto meravigliosa, ad eccezione della parte finale che, mia culpa, per tagliare e accorciare il tracciato, percorriamo una strada molto secondaria e per lo più dissestata. Ma sia per me che per Zazzá, dopo aver percorso la sh75 in Albania, questa sembra un vicolo di un centro storico. Mi rendo conto che siamo quasi arrivati, da un bellissimo movimento di motociclisti, e naturalmente ci scambiamo il saluto. Le insegne, con i 152 km, mi indicano che sono alle porte della Transfagarasan!
Si è detto che è una delle strade più belle del mondo e c’è un motivo! Dall’inizio fino alla fine a Cartisoara, sono semplicemente e pure curve. L’asfalto è buono, un ottimo grip e ti puoi semplicemente divertire senza dare anche tanto gas, anche perché questa strada va goduta metro per metro percependone i profumi della natura e godendosi lo spettacolo che ti circonda. Mi fermo spesso a fare delle foto, tengo perennemente accesa la GoPro.
Ad un certo punto il navigatore mi indica che sono arrivato a destinazione, cioè il campeggio dove avrei dovuto pernottare. Ma ero troppo preso dalla strada e decido di andare dritto. inizio a salire di quota. l’aria è più fresca e ci sono molti turisti. C’è chi sfida la montagna in bicicletta e chi semplicemente si gode lo spettacolo in moto. Quando si dice che il mondo è piccolo, io penso che spesso dipende da noi, dopo qualche chilometro finalmente incontro Andrea e il suo compagno di viaggio. Erano fermi in una piazzola di sosta, lui mi riconosce subito, ed io altrettanto, un ragazzone alto sempre col sorriso e che ti trasmette tanta serenità. Il toscano puro l’ho conosciuto durante il mio primo elefantentreffen. ci siamo conosciuti per caso in autogrill e abbiamo deciso di trascorrere il weekend dell’elefanten insieme.
Andrea ed il suo compagno di viaggio sono in tour in Transilvania.hanno già girato la Serbia e sono arrivati da qualche giorno in Romania. Trascorriamo qualche ora insieme, pranziamo con una salsiccia comprata in un baracchino vicino dei salatini tipici del posto, il tutto nella cornice della Transfagarasan. Loro sono saliti dall’altro versante e mi raccontano che è chiuso in quanto in corso c’è una gara di biciclette. Tentiamo comunque, anche se con esito negativo. Decido di scendere nuovamente giù per ritornare al campeggio. Ripercorro di nuovo gli 11 km indietro. Arrivato a campeggio, che a primo impatto lo ritenevo un pò squallido e senza servizi saluto Andrea e l’amico che decide di ritornare di nuovo su ripercorrere la Transfagarasan e trovare un posto successivamente dopo.
L’altro versante dopo il tunnel è veramente unico ha una piccola somiglianza con la Trollstigen in Norvegia, percorso due anni fa. Riesci a vedere il serpentone dall’alto, il tutto tagliato da delle cascate e fiumi. non ci sono alberi quindi riesco a vedere bene il tracciato. A velocità bassa mi fermo a fare delle foto e commento da solo le curve e il panorama. Comunque la zona è molto trafficata da turisti ciclisti e soprattutto motociclisti. Tutto sommato questo è un bene! Mi dicevano che la strada era pessima, ma onestamente tutto ciò non l’ho riscontrato per nulla.

 

Lascio la valle, raggiungo #Cartisoara e mi metto alla ricerca di un posto dove fermarmi a dormire, ne trovo uno! È abbastanza convincente dai vari cartelli che stanno per strada. seguo le indicazioni e mi portano in un posto carino campeggio, veramente pulito, sono disponibile anche delle camere al prezzo di €22 ma io con solo €5 piazzo la mia bella tenda e mi sistemo l’attrezzatura e attendo la notte per dormire. Ci sono due ragazzi e una ragazza che stanno preparando la cena, sono rumeni. Mi vedono da solo e con una grande forma di ospitalità mi chiamano e mi fanno trascorrere una bellissima serata offrendomi da bere e mangiare. Anche loro sono motociclisti, alla fine si sa, se metti insieme un ducatista un Kawaliere, un hondista la discussione deve uscire per forza, naturalmente con battute e risate. Grazie anche a loro, concludo una delle più belle giornate del tour un po’ stanco e assonnacchiato mi metto in tenda e cerco di dormire.