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#BuonaStrada in Transilvania, giorno 9: da Obârşia Lotrului a Rozaje


Nono giorno di viaggio in moto verso la Transilvania con Marco. Dalla Romania al Montenegro, la tratta da Obârşia Lotrului a Rozaje.

Tra ruote forate e chilometri in sella lasciamo la Romania per approdare in Montenegro.

Informazioni utili:

  • Chilometri percorsi: 625
  • Spesa carburante: 43 euro
  • Spesa pernottamento: 15 euro

Giorno 9: da Obârşia Lotrului a Rozaje.

Transalpina
Credo che oggi sia stata la giornata più entusiasmante e faticosa di questo viaggio.
Comunque, il dettaglio di ieri sera è che il caso ha voluto che si fermassero a dormire nello stesso posto gli amici rumeni con cui ho trascorso la serata a Cartisoara. Il loro percorso previsto per oggi, sarebbe stata Transfaragasan e la Transalpina. Ci tengo comunque a precisare che la 67C non è la transalpina. La Transalpina infatti è una parte della 67c che attraversa il punto più alto delle Alpi rumene. Con i ragazzi trascorriamo la serata. Gli offro la cena per ricambiare la loro ospitalità della sera precedente. Andiamo a dormire!
Stamattina è toccato a me percorrere la vera transalpina; quel pezzo di strada con dei bellissimi tornanti e non solo, che trovi nelle foto su internet, oppure sui magneti che vendono i negozi di souvenir. Prendo il caffè con Abi, il mio amico rumeno. Sono le 8:30. In strada non c’è quasi nessuno. Nonostante l’aspetto sia perfetto, cerco comunque di tenere una velocità moderata, i tornanti sono molto stretti e sei costretto a farle anche di prima o al massimo di seconda. Gli enormi abeti o pini presenti sulla gran parte della 67C, salendo di quota, spariscono. Si vede soltanto del prato e il serpentone fatto di asfalto.
L’aria è abbastanza fresca. Tira anche un po’ di vento, infatti sono costretto a tenere Zazza quando la metto a cavalletto per scattare delle foto poiché rischia di cadere a terra. Con molta calma e fermandomi spesso, mi godo la mia transalpina. Non so se lo è già ma io insegnerei l’Unesco patrimonio dell’umanità e dei motociclisti!
Il navigatore mi segna che arriverò alle 12:40 al campeggio che dista circa 100 km dalla mia posizione. Durante la pianificazione dei miei viaggi cerco sempre di lasciare qualche giorno libero così da garantirmi qualche sosta in più o addirittura sopperire a qualche imprevisto. Provo a impostare sul navigatore la tappa di domani. In realtà, la giornata di domani, serve per attraversare tutta la Serbia fino a raggiungere il Montenegro. Il navigatore indica che arriverò a destinazione per le 17:40. la città è quasi al confine con il Montenegro. Pertanto decido di anticipare la tappa di domani!
Con molta calma mi dedico alla guida. Il tempo e i chilometri scorrono. Raggiungo il confine con la Serbia. La dogana si trova proprio sul Danubio. In questa parte del territorio, le acque del Danubio vengono sfruttate con le centrali idroelettriche sia Romania che in Serbia. Il controllo in entrambe le dogane è abbastanza veloce. Entro in territorio serbo. Inizia a scendere percorrendo strade prevalentemente di campagna. Decido di fare una decina di chilometri in autostrada e nonostante tutto riesco a divertirmi facendo pure qualche passo di montagna.
Sono quasi a metà strada e sento che la moto in piega non va bene, come se il posteriore scivolasse. Penso: avrò finito la gomma, ma soprattutto mi impongo di non guardare dietro. Il sottoscritto va a buttare l’occhio sulla ruota posteriore e praticamente ho forato! Verifico bene il pneumatico e non trovo nessun chiodo o altro che avesse potuto creare la foratura. Niente, torno indietro per qualche metro dove trovo un distributore di benzina. Provo a ringonfiare la gomma e sento che perde sul bordo. Il benzinaio mi consiglia un gommista a 2 km. Mi dirigo sul posto! Ahimé, non lo trovo. Ritorno indietro e vedo un deposito pieno di gomme. È una piccola officina con uno smontagomme. Sulla vetrata c’è un cartello con i numeri telefonici. Provo a chiamare ma naturalmente in Serbia il roaming non è valido.
Tento di riparare la gomma utilizzando il gonfia e ripara ma con esito negativo! Fortuna vuole che dei ragazzi chiamano il tipo che abita di fronte. Esce di casa assonnato e si avvicina. Vede che sono un po’ disperato. Gli chiedo di aiutarmi perché l’unico che può farlo, dal momento che intorno non c’è nessuno. Sono su una strada di campagna con un distributore di benzina e qualche casa di contadini. Guarda la moto e secondo me si lancia una sfida con se stesso. Fortunatamente ho con me una camera d’aria di scorta. Lui non parla inglese e chiede supporto al figlio che ha il mio stesso nome. A mio parere stava pulendo la stalla a seguito del cattivo odore che emanava.
Comunque, sorrideva e con grande umiltà anche lui mi ha dato una mano. Tiriamo su la moto con il cric dell’auto, smontiamo la ruota e iniziamo la procedura di sostituzione della camera d’aria. Utilizzando lo smontagomme mi graffia il cerchio. Lì non ho resistito, infatti è partito un bestemmione seguito da varie amen. Lui ha capito! Dice al figlio di farmi mettere del nastro isolante sul bordo del cerchio. Tutta la procedura con attrezzi arrangiati dura circa un’oretta e mezza. Il caldo è soffocante. Tutti e tre sudiamo come dei matti però riusciamo a mettere in piedi Zazza. Sono stanco ma anche soddisfatto e felice. Gli chiedo quanto costa il suo disturbo ed entrambi e padre e figlio con un gran sorriso mi dicono: no, non pagare! No problem! Nonostante i miei vari tentativi, lui non accetta soldi, ma riesco a mollare solo €5 al figlio.
Ci salutiamo con il sorriso e continuo perennemente a ringraziarlo. Riprendo il mio percorso verso Novi Plazar. La strada tutto sommato è divertente anche in questa zona. Attraverso un piccolo parco naturale. l’asfalto in alcuni punti è dissestato. Trovo un paio di volte la polizia in moto che con molta tranquillità ci scambiamo il saluto. Sono le 19:00 ho raggiunto la città, c’è la presenza di molte culture e religioni, dai musulmani e cristiani (e infatti vedo delle moschee in lontananza).
Transalpina
Raggiungo l’albergo, entro e alla reception non c’è nessuno. Dopo vari tentativi vado via e chiedo info per un altro albergo dove in questo momento c’è in corso i festeggiamenti di un matrimonio. Anche questo hotel chiuso! Credo che la Serbia mi abbia dato abbastanza per oggi. Verifico la distanza per la prossima città in Montenegro che dista a circa 60 km. Decido di lasciare questa nazione!
La mia strada secondaria di campagna a parte qualche casa di contadino non c’è nulla. Vedo nella lontane montagne la pioggia che va giù. Non faccio neanche tempo a mettere l’antipioggia che inizia a piovere a dirotto, ma per fortuna riesco a indossarlo sotto la tettoia della dogana serba. La pioggia si fa ancora più consistente. Dopo circa 12 ore di moto sono un po’ stanco. Trovo un albergo a 20 km dalla dogana, percorsi sotto un acquazzone e nebbia.
Finalmente raggiungono l’albergo e senza neanche vedere recensioni o altro mi fermo all’interno del parcheggio, quest’ultimo sotterraneo e letteralmente pieno di auto. anche qui un matrimonio! Questo però è un matrimonio gipsy, con musica tipica, vestiti e colori accesi!
Finalmente dopo tanta attesa il proprietario mi fa parcheggiare la moto all’interno, entrando però dalla reception, cioè l’ingresso pedonale fino a raggiungere il garage, perché era bloccato dalle auto degli invitati al matrimonio. Nonostante tutto la camera è confortevole, e per oggi sono €15 spesi bene.