Colletta di Castelbianco, il borgo ‘rinato’ delle Alpi Marittime

È sempre il momento giusto per una giornata in moto nelle Alpi Marittime, a scoprire i borghi dell’entroterra ligure: luoghi così antichi e così vicini all’affollata riviera, eppure così poco conosciuti se non dai visitatori più attenti. Colletta di Castelbianco è un paese che vale la pena andare a esplorare, perché è il frutto di un innovativo restauro che gli ha donato una seconda vita. E ora ti diciamo di cosa si tratta. 

Tutto ciò che c’è da sapere su Colletta di Castelbianco

Prima di partire in moto per raggiungerlo, con l’itinerario in moto e tutte le informazioni, qualche cenno sulla sua storia particolare e unica, che l’ha portato a diventare, da “paese fantasma”, a “primo borgo telematico” d’Italia. 

Dove si trova Colletta di Castelbianco

Colletta di Castelbianco è una frazione del comune sparso di Castelbianco, che si trova in provincia di Savona (Liguria). Si trova a circa 300 metri sul livello del mare, ai piedi delle Alpi Marittime. 

Sopra la borgata si possono vedere i ruderi del vecchio castello dei Clavesana, ormai distrutto. 

Storia di Colletta di Castelbianco

Colletta di Castelbianco è un borgo di origine medievale, di proprietà dei marchesi di Clavesana. Interamente costruito in pietra, fu fondato probabilmente come difesa contro i Saraceni nel XIII secolo.

Un episodio che segna la storia del paese è il devastante terremoto del 1887, che danneggia gravemente la zona, e causa il progressivo spopolamento: una lenta emorragia di abitanti che porta il borgo a essere completamente abbandonato intorno alla metà del Novecento. 

Alla fine degli anni ’90 inizia la rinascita: viene effettuato un restauro generale dell’antico scenario urbano, nel rispetto dei materiali e delle tecniche costruttive originarie, su progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo. 

Inoltre il paese viene dotato di una sofisticata infrastruttura tecnologica: un progetto di telematizzazione – ideato da Valerio Saggini e progettato da Valerio Saggini e Stefania Belloni – che ha consentito ai nuovi abitanti di beneficiare delle risorse di telecomunicazione all’avanguardia. 

Gli abitanti possono così godere della pace offerta dalla posizione isolata del villaggio, rimanendo pienamente connessi col mondo, e avere la possibilità di “telelavoro”. L’invito, dunque, è trascorrere più tempo possibile a Colletta (o addirittura trasferire la propria residenza). 

Attività, attrazioni, cose da fare

Colletta di Castelbianco è un paese in cui si incrociano molti sentieri da trekking e percorsi per mountain bike. Per gli appassionati di free climbing, sono molto note le palestre di roccia di questa zona: sono conosciute col nome di Oltrefinale, poiché riferimento di tutti quelli che frequentano anche le pareti di Finale.

Anche l’agricoltura dà segni di rinascita: nel 2005 il paese ha avuto il suo primo raccolto di olive dopo 30 anni, e ha iniziato la produzione di piccole quantità di olio d’oliva di alta qualità dalle olive taggiasche locali.

Premi e riconoscimenti a Colletta di Castelbianco

Colletta di Castelbianco è inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia

Inoltre è stato insignito della Bandiera Verde di Legambiente, con la motivazione “un paese tornato a vivere grazie all’ospitalità diffusa e alla condivisione sostenibile degli spazi, modello di sintesi tra tutela ambientale e potenzialità tecnologiche”. Un riconoscimento che premia non soltanto l’estetica, ma anche la gestione dei servizi attraverso sistemi sinergici sostenibili: un esempio concreto di modello esportabile fra i paesi italiani.

Inoltre, nel 2006 è stato assegnato il premio inglese “Homes Overseas Awards” nella categoria “Miglior Restauro” per il lavoro dell’architetto Giancarlo De Carlo. 

Colletta di Castelbianco in moto, l’itinerario

Poiché Colletta di Castelbianco è sicuramente un luogo unico e speciale, è un’ottima idea andare a scoprirlo in moto. Le strade dell’entroterra ligure sono la manna per i motociclisti: curve, tornanti, salite, sfide continue, e borghi bellissimi in cui immergersi. 

Inoltre, abbiamo anche l’opportunità di passare su uno dei più noti valichi liguri, il Colle di Nava. 

Mappa

Informazioni utili

  • Partenza: Albenga (SV)
  • Arrivo: Albenga (SV)
  • Lunghezza: 90,1 km
  • Durata: 2 ore e 4 minuti
  • Tappe: Colle di Nava
  • Altitudine massima: 934 m.s.l.m. (Colle di Nava)

Percorso

La partenza è da Albenga, la “classica” Liguria balneare, ma che in pochi km ti porta sulle ripide alture dell’entroterra. Prendi la via in direzione Decathlon, e continua sulla SP582. Svolta subito a sinistra sulla SP453 costeggiando il Fiume Centa. 

Continua dritto fino a immetterti nella SS28, che sale direttamente al Colle di Nava – tratto scelto da molti piemontesi come “alternativa” alla classica autostrada per scendere al mare. 

Prosegui fino al Ponte di Nava, che attraversa il fiume Tanaro. Successivamente gira a destra per attraversare nuovamente il fiume Tanaro: sei sulla SP216 (in Piemonte), strada che ti porta a scendere per rientrare in Liguria. 

Continuando sulla SP14 arriverai a Colletta di Castelbianco: è il momento di spegnere il motore e fare una visita tra le case in pietra del “primo borgo telematico d’Italia”. 

Per tornare al punto di partenza scendi sempre attraverso la SP14, e una volta oltrepassato il torrente Pennavaira gira a destra sulla SP582. Oltrepassa Cisano sul Neva, e continuando sempre dritto tornerai ad Albenga. Se vuoi finire in bellezza con un tuffo nel mare, te lo sei meritato!

Nuovi itinerari nell’entroterra ligure ti aspettano, seguendo i nostri consigli che aggiungiamo qui sotto.

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COLLETTA DI CASTELBIANCO

  • Lunghezza (km): 90.1
  • Durata: 2 ore e 4 minuti
  • Altezza massina (m s.l.m.): 934
  • Chiusura invernale: No
  • Partenza: Albenga
  • Arrivo: Albenga
  • Principali località attraversate: Colle di Nava