Cattaro – Podgorica e la Strada dei 50 tornanti in moto


La Strada dei 50 Tornanti è la più spettacolare del Montenegro, e ha poche rivali anche nel resto d’Europa. È una sfida continua curva dopo curva, da vincere in sella alla moto, conquistando come premio una vista pazzesca sul mare. Curve a gomito, strettoie da brividi, gallerie scavate nella roccia: ha tutto ciò che ci fa letteralmente impazzire! Parte da Cattaro e porta a Podgorica; scommettiamo che sarà la prima avventura che inizierai appena sbarcato nel Paese balcanico. 

Cattaro – Podgorica e la Strada dei 50 tornanti, l’itinerario in moto

La Strada dei 50 tornanti raggiunge altitudini non elevatissime ma comunque ragguardevoli, che arrivano quasi ai mille metri: meglio percorrerla nei mesi dal tempo più favorevole, dalla primavera all’autunno. Per arrivare in Montenegro in moto è consigliabile il traghetto: la tratta più veloce è quella dal porto di Bari a quello di Bar. Poco lontano dal porto c’è il punto di partenza: Cattaro (Kotor), che sorge sulle cosiddette Bocche di Cattaro, considerate il fiordo più meridionale d’Europa insieme a quello di Amalfi. L’arrivo è a Podgorica, capitale dello Stato balcanico. 

Mappa

Dettagli

  • Partenza: Cattaro
  • Arrivo: Podgorica
  • Lunghezza: 79,2 km
  • Durata: 1 ora e 46 minuti
  • Tappe: Njeguši, Cettigne

Itinerario

Il percorso entra subito nel vivo. Da Cattaro procedi in direzione sud-est da E65/E80 verso Ulica 2. Alla rotonda, prendi la 2ª uscita e rimani su E65/E80. Svolta a destra in Beauty spa Zana e prendi la strada P22. Svolta a sinistra in Fort Trojica e prendi la Strada P1, che rappresenta la denominazione ufficiale della Strada dei 50 Tornanti. Inizia così la temibile Kotor Serpentine, strada quasi “da cartolina” con una sequenza cadenzata ma inesorabile di curve a gomito che si arrampicano sulla montagna. Ci troviamo sulle pendici del Monte Lovcen, e potrai dire di aver fatto l’impresa quando sarai arrivato a Njeguši, che con i suoi 910 m.s.l.m. è il centro abitato più alto che incontri. 
La P1 continua il suo percorso costeggiando il Parco Naturale del Monte Lovcen, e conduce fino a Cettigne (690 m.s.l.m.) antica capitale reale del Montenegro. Dopo il centro abitato svolta a sinistra sulla strada M2.3, che progressivamente scende fino a Podgorica, punto d’arrivo del tuo percorso. 

Tutto ciò che c’è da sapere sulla Strada dei 50 Tornanti

Strada dei 50 Tornanti
Uno scorcio della Strada dei 50 Tornanti, Kotor-Cattaro sullo sfondo

La Strada dei 50 tornanti del Montenegro è da non confondere con un’altra, conosciuta con lo stesso nome, che collega la località italiana di Limone Piemonte con quella francese di Breil sur Roya (in questo caso i tornanti sarebbero per la precisione 46). Come è ovvio è molto labile la differenza tra “curva” e “tornante”, ma è indubbia la bellezza – e la durezza – della strada montenegrina, che è una delle più belle d’Europa. 

Breve storia e caratteristiche della Strada dei 50 Tornanti

La strada panoramica conosciuta come Strada dei 50 Tornanti è stata progettata dall’ingegnere Croato Josip Slade, ed è stata costruita dagli austriaci tra il 1879 e il 1884. È completamente asfaltata. La parte iniziale, poco dopo la partenza da Cattaro, costituisce la leggendaria Kotor Serpentine, con i primi 25 tornanti numerati.
Volendo addentrarsi nelle strade più ripide all’interno del Parco Nazionale Lovcen, dopo la cittadina di Cetinje si può raggiungere il Mausoleo di Njegos, sulla cima del Jezerski Vrh (1.657 m.s.l.m.), dedicato all’eroe montenegrino Petar II Petrović-Njegoš. Il monumento si può visitare: il biglietto costa 3 €, e bisogna salire 461 gradini per arrivare al cospetto delle due enormi statue raffiguranti due donne che sorvegliano la tomba.

Cosa vedere a Cattaro, antica città medievale

Cattaro
Gole di Cattaro, un tratto della strada che domina Kotor

Le Bocche di Cattaro sono una regione naturale e storico-culturale che nel 1979 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità UNESCO. In particolare la città di Kotor, borgo fortificato medievale affacciato sull’acqua, merita una visita al suo interno. Il centro storico ha vie strette e tortuose, lungo le quali si scoprono diverse chiese in stile romanico, tra cui la Cattedrale di San Trifone. La maggiore attrazione espositiva è il Museo marittimo, che racconta la storia nautica del paese montenegrino. Dal centro abitato partono molti sentieri escursionistici che – anch’essi con diversi “tornanti” come la strada carrozzabile! – salgono alle pendici del monte Lovcen.

Cosa vedere a Podgorica, capitale del Montenegro

Ponte del Millennio, Podgorica
Il Ponte del Millennio di Podgorica

Una delle attrazioni più amate di Podgorica è la Torre dell’Orologio (Sahat Kula), esempio di architettura ottomana, che domina dall’alto il centro storico. L’edificio di 16 metri è stato costruito nel 1667 da un eminente cittadino, Hadzi Pasha Osmanagic; secondo la leggenda l’orologio sarebbe stato acquistato in Italia. È uno dei pochi monumenti che hanno miracolosamente scampato i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Altri luoghi da scoprire sono il moderno Ponte del Millennio sul fiume Morača e il ponte di pietra sul Ribnica. Andando a sud della città, nella valle di Zeta-Skadar, si trova il Parco Nazionale del lago di Scutari, con diversi monasteri medievali, spiagge, e una grande varietà di specie di uccelli. 

Dove mangiare e dove dormire

Per dormire a Cattaro ci sono diverse possibilità, spesso a prezzi molto abbordabili. Antika Guesthouse (Ulica 2) ha un’ottima vista panoramica, ed è in posizione comoda per visitare la Cattedrale di San Trifone e il centro storico. A Podgorica puoi trovare un hotel in posizione centrale con parcheggio gratuito andando al Apart Hotel Compliment (Central Point, Marka Radovića, 15 Lamela A).

Dove mangiare? A Cattaro consigliamo Konoba Scala Santa (Trg od Salate) nella città vecchia, un ristorante dove mangiare specialità locali a base di pesce. A Podgorica non farà male ritrovare un po’ di Italia al Lupo di Mare (Trg Republike 22) per assaporare nuovamente la cucina mediterranea che amiamo e che fa parte della nostra storia, così come della storia montenegrina!

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