Chi ha detto che uno sportivo non ha classe? Triumph Daytona 660 vuole convincerti del contrario

Chi ha detto che uno sportivo non ha classe? Triumph Daytona 660 vuole convincerti del contrario

Leonardo Anchesi  | 18 Gen 2024  | Tempo di lettura: 4 minuti

Daytona, un nome che evoca diverse cose: un orologio di lusso per gli appassionati di gioielli, un importante circuito automobilistico per chi ama il motorsport oppure una delle moto più iconiche del mondo Triumph. E a noi, appassionati biker e lettori di TrueRiders, interessa proprio l’ultimissimo aggiornamento di questo modello, ormai divenuto un classico del segmento sport della casa nata sotto l’egida della Union Jack. Presentata pochi giorni fa, la Triumph Daytona 660 si presenta al balcone del 2024 particolarmente agguerrita, pronta ad affrontare il mercato del nuovo anno con il coltello fra i denti e sfidare le altre pretendenti al trono del segmento sportive a colpi di cavalli e Nm di coppia. Sarà un sfida interessante e solo il mercato, giudice supremo, potrà dare il suo giudizio finale sulla Daytona 660; nel frattempo, noi di TrueRiders, ve la raccontiamo.

Tre è il numero perfetto

Daytona 660 è spinta da un motore 3 cilindri

Cominciamo dal motore. Triumph punta sul classico tre cilindri, un propulsore che è una vera e propria icona, questa volta portato a livelli di raffinatezza mai raggiunti prima. I cavalli erogati sono 95 e Nm di coppia 69; ma il dato che lascia a bocca aperta è la disponibilità della potenza, già a disposizione del pilota all’80% a 3.125 giri. Il tre cilindri si riconferma quindi un motore estremamente bilanciato ed elastico. Questi numeri si trasformano in movimento grazie a un cambio a 6 marce di tipo meccanico, per biker duri e puri, agevolato solo da una frizione antisaltellamento, ausilio ideale per rendere ancor più fluida la guida. Tre le opzioni di guida selezionabili: Road, per tutti i giorni, Rain, destinata ai periodi piovosi, e Sport, dedicata a chi dalla Daytona cerca solo il massimo.

Tre modalità di guida regalano emozioni uniche

Ognuna di queste mappe va ad agire sulla risposta dell’acceleratore, di tipo ride-by-wire, e sull’intervento del traction control. Il tutto con consumi oltre i 20 km con un litro che, seppur non chi compra una moto del genere non si preoccupi di quanta benzina debba metterci dentro, fanno comunque piacere.

Ciclistica sportivissima con un tocco british

Linea snella e sfuggente

Tuttavia, un ottimo motore è niente senza una ciclistica adeguata. E in Triumph questo lo sanno bene e lo hanno anche dimostrato. Il telaio è di tipo perimetrale in acciaio tubolare, perfetto per tenere la moto ben salda nelle curve e adeguatamente elastica nei cambi di direzione. Gli ingegneri Triumph hanno affidato il reparto sospensioni a Showa, che sfoggia il top di gamma con una forcella Big Piston anteriore e un mono posteriore di livello più che top. I freni sono della casa, con doppio disco da 310mm flottanti all’anteriore e con un disco fisso da 220mm al posteriore; forse, per questo ultimo aspetto, ci si poteva aspettare qualcosa di meglio. Neanche a dirlo, immancabile l’ausilio del sistema ABS, importantissimo, anzi fondamentale per la sicurezza di noi biker. Il tutto contenendo il peso in soli 201 kg, elemento che rende ancor più scattante la Daytona.

L’elettronica non manca ma il prezzo è ancora un mistero

I fanali full led illuminano anche la notte più buia

Come ormai il mondo del motociclismo comanda, la Daytona è fornita anche di una discreta quantità di elettronica e tecnologia. Delle mappature ne abbiamo già parlato; quello che non vi ho detto è che hanno inserito la possibilità di escludere completamente il controllo elettronico della trazione, opzione destinata solo ai piloti più esperti. Dietro il cupolino fa bella mostra di sé uno schermo TFT dal quale è possibile tenere sotto controllo tutti i parametri della moto. Insomma, Triumph ci ha raccontato tutto di questa Daytona 660; tuttavia, il prezzo è ancora sconosciuto, ma la moto è pre-ordinabile. Non ci aspettiamo comunque grosse sorprese, atteso che sul mercato UK la moto costa pochi spiccioli meno di 10.000€.

Credit foto:
Sito ufficiale Triumph
Tutti i diritti riservati

Leonardo Anchesi
Leonardo Anchesi

Garfagnino DOC e Sardo di adozione, sono uno storico dell’arte (da qualche anno) e biker sin dalla più tenera giovinezza. Ho iniziato a collaborare con TrueRiders nel 2023 per mettermi in gioco nel campo della scrittura e ho voluto cominciare scrivendo di qualcosa che amo particolarmente: la moto e tutto ciò che le ruota attorno.



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