Pungi come un'Ape, vola come una Vespa: la storia di Piaggio, il brand che ha messo l'Italia in sella

Pungi come un’Ape, vola come una Vespa: la storia di Piaggio, il brand che ha messo l’Italia in sella

Leonardo Anchesi  | 05 Nov 2023  | Tempo di lettura: 4 minuti
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Fra i tanti marchi esistenti, ce ne sono alcuni che hanno realmente contribuito a scrivere la storia d’Italia, come la Piaggio, un brand il cui solo nome evoca la quint’essenza del made in Italy. Nata per tutt’altri scopi, oggi il marchio pontederese è una delle espressioni più caratteristiche delle due ruote tutte al Tricolore grazie anche, dettaglio non da poco, alla proprietà ancora completamente nostrana. Per nostra fortuna, di fatti, nonostante i diversi passaggi di mano che si sono susseguiti negli anni, la Piaggio è sempre rimasta saldamente in mani italiane. Ma ora mettetevi comodi, prendetevi qualche minuto e venite con noi a scoprire la storia della Piaggio, l’azienda che ha motorizzato gli italiani e contribuito in modo sostanziale alla industrializzazione del nostro Bel Paese.

In origine era legname

L’Automotrice M2 serie 50 fu uno dei grandi successi ferroviari di Piaggio

Eh sì, strano ma vero, ma come ogni tanto accade, anche le origini di Piaggio sono ben lontane del mondo delle due ruote. Siamo nel 1884 e a Sestri Levante, non lontano da Genova, il giovane ventenne Rinaldo Piaggio, figlio del cavalier Enrico Piaggio, noto imprenditore nel settore del legname, fonda la propria azienda per la produzione di arredi navali. Ma Rinaldo è una mente vulcanica e, non pago, agli inizi del XX secolo, nel pieno delle grandi innovazioni industriali del secolo, estende il suo settore d’interesse anche alle carrozze ferroviarie, industria nascente e forte crescita. Rinaldo intuisce, forse prima di molti altri, che il settore dei trasporti è il futuro e, sulle note di questo adagio, abbraccia anche l’industria aeronautica, missione tutt’ora condotta grazie alla Piaggio Aerospace.

Piaggio P.11

Insomma, un vero imprenditore a tutto tondo, un uomo dalla mente instancabile che nel giro di quarant’anni muta la propria azienda di nicchia in una industria multidisciplinare destinata alla produzione di aerei, elettrodomestici e materiale ferroviario di gran pregio, come lo stesso treno reale, il convoglio dedicato alla famiglia Savoia. Nel 1924 acquista una fabbrica a Pontedera e viene quindi celebrato lo storico matrimonio fra la Piaggio e la cittadina della provincia di Pisa, un’unione che tutt’oggi è in vita e sta per compiere il primo secolo. Nel 1926 il vulcanico Rinaldo fonda addirittura  la prima compagnia aerea per il trasporto di passeggeri, la SANA (Società Anonima di Navigazione Aerea).

Finale Ligure

Dopo aver letto tutto questo (ah, dimenticavo, brevettarono anche il DAT 3, il primo elicottero con pale a giunto cardanico e manovrato da un uomo), chi avrebbe mai detto che la vera svolta per la storia della Piaggio sarebbe stata un piccolo insetto, anche piuttosto fastidioso?

Vespa, non c’è altro da dire

Vespa 125 del 1952: Vespa raggiunse il milionesimo esemplare in soli 10 anni

E giungiamo a grandi falcate al 1946, precisamente al 23 aprile di quell’anno: l’Italia è, per buona parte, ancora un cumulo fumante di macerie dopo 5 anni di guerra, di cui poco meno della metà caratterizzati da uno straziante conflitto civile e da una occupazione nazista tanto arrogante quanto violenta. Tuttavia, gli Italiani non si lasciano abbattere tanto facilmente e nelle strade c’è grande ottimismo: grazie a una ferrea forza di volontà e un po’ di aiuto made in USA, il Paese sta rinascendo dalle proprie ceneri.

In questo contesto, tragico e positivo allo stesso tempo, ove il vecchio Rinaldo è venuto a mancare circa otto prima, grazie al figlio Enrico, dotato delle stessa lungimiranza imprenditoriale del padre, e all’ingegner Corradino d’Ascanio nasce un piccolo mezzo a due ruote a scocca portante, uno scooter, diremo noi oggi, dal nome talmente semplice da non poter essere dimenticato: Vespa, la moto a cui va il merito di aver, da un lato, reso grande la Piaggio e, dall’altro, di aver dato un’opportunità di mobilità al popolo italiano.

SH1306320625Piaggio Ciao, un altro grande successo del grande brand

A lei seguirono molti altri grandi successi, destinati a soddisfare ogni tipo di utenza, dalla più esigente alla più giovane e scapestrata. Ciao, Ape, Sì, Boxer sono solo alcuni dei nomi che si sono susseguiti attraverso i decenni, tutti accomunati dall’essere grandi successi di mercato e con la medesima missione: raggiungere le case di tutti gli Italiani appassionati di due ruote (e non solo).

Credit foto:
Automotrice M2 – Wikipedia
Piaggio P.11 – Wikipedia
Stabilimento Finale Ligure – Sito Piaggio
Vespa 125 del 1952 – Wikimedia

Leonardo Anchesi
Leonardo Anchesi

Garfagnino DOC e Sardo di adozione, sono uno storico dell’arte (da qualche anno) e biker sin dalla più tenera giovinezza. Ho iniziato a collaborare con TrueRiders nel 2023 per mettermi in gioco nel campo della scrittura e ho voluto cominciare scrivendo di qualcosa che amo particolarmente: la moto e tutto ciò che le ruota attorno.



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