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Compagni di viaggi in moto: come organizzare un viaggio in compagnia

Compagni di viaggi in moto: come organizzare un viaggio in compagnia

Meglio viaggiare soli o in gruppo? Se alla guida solitaria preferite il rombo di altri motori, ecco alcuni consigli utili per organizzare un viaggio in moto in compagnia

Spirito di avventura, esperienze di guida sempre nuove a contatto con incantevoli paesaggi naturali, curve e tornanti adrenalici: per molti bikers, mototurismo vuol dire tutto questo, ma anche qualcosa di più, vale a dire la possibilità di vivere la propria passione con dei compagni di viaggio. Che si tratti di un passeggero o di una comitiva di amici, per molti motociclisti condividere una semplice domenica di svago o un tour più complesso con altre persone può però rivelarsi un’esperienza sì davvero speciale ma – inutile nasconderlo – anche stressante, laddove il feeling con il resto del gruppo non si riveli quello giusto. Per evitare inconvenienti, ecco allora qualche utile consiglio per organizzare un viaggio in moto in compagnia.

Prima di procedere, una precisazione mai troppo scontata. Come ci piace sempre ricordare, mototurismo e motociclismo significano per noi innanzitutto libertà di vivere il proprio amore per le due ruote. Se pensate quindi che il tour ideale sia in solitaria, non fatevi problemi. Ricordate anzi che – almeno in questo – siete in buona compagnia! Girare da soli del resto vuol dire potersi fermare quando si vuole, concedersi deviazioni dell’ultimo minuto, scegliere autonomamente il proprio itinerario e non sono pochi i motociclisti che preferiscono viaggiare così,  senza troppe condizioni.

Compagni di viaggio in moto: passeggero sì oppure no?

Organizzare un viaggio in moto in compagnia: il passeggero
Viaggiare in moto in compagnia… di un passeggero

Partiamo da una compagnia risicata per numero, ma non certo per “impegno” dato lo stretto contatto e la condivisione del mezzo, il passeggero. Con la premessa che vale sempre per prima cosa ciò che suggerisce il buon senso, gli accorgimenti di cui tener conto non sono pochi perché, a differenza di quello che a volte credono ingenuamente i guidatori meno esperti, avere un passeggero a bordo è ben diverso dal trascinare con sé un peso ulteriore. Si perde maneggevolezza, aumentano spazi e tempi di frenata, si rendono necessari piccoli accorgimenti tecnici (come regolare la pressione degli pneumatici) e, soprattutto, si diventa responsabili delle proprie azioni di guida anche per un’altra persona. Va detto però che, in un’ottica sia di sicurezza sia di piacevolezza dell’esperienza, anche il passeggero deve fare la sua parte, evitando da un lato movimenti bruschi e sbilanciamenti improvvisi e assecondando, dall’altro, quelli del conducente senza ostacolarlo. Da non sottovalutare quando si viaggia in coppia, anche la dinamica di situazioni solo apparentemente meno insidiose, come salite o discese dal mezzo durante le soste o eventuali stop (ad esempio, i semafori) durante la guida.

Questione di feeling, innanzitutto. Inutile a dirsi che coppie di viaggio rodate sono in una situazione privilegiata perché spesso sono esperienza e consuetudine a fare la differenza. Se vi capitasse invece di avere “zavorre” meno abituali – sempre più numerosi sono ad esempio i forum o i gruppi sui social che consentono di trovare compagni di viaggio all’occorrenza – la comunicazione diventa fondamentale: date delle istruzioni precise di comportamento al vostro passeggero soprattutto se non esperto e concordate anche eventuali segnali convenzionati, come leggere pacche sulle spalle, per intendervi facilmente nel corso del tour. Punto quest’ultimo cui possono, almeno in parte, rinunciare quanti dotati di interfono.

Un’ultima raccomandazione riguarda infine abbigliamento ed equipaggiamento tecnico. Sinceratevi che il vostro passeggero non sappia solo dove tenersi (una delle preoccupazioni spesso più diffuse tra i neofiti), ma che abbia anche tutto quel che serve per viaggiare comodo e sicuro. Un errore comune riguarda ad esempio il “casco di riserva”: affinché comfort e protezione siano al loro massimo sarebbe infatti opportuno che il passeggero indossasse un casco quantomeno della sua taglia.

Come organizzare un viaggio in moto in compagnia

Compagni di viaggio in moto: meglio soli o in gruppo?
Viaggiare in moto: meglio soli o in compagnia?

Cambiano invece criticità ed elementi cui prestare attenzione per i viaggi in moto in compagnia di altri bikers. Anche in questo caso, utile attenersi ad alcune regole di base, pur con la doverosa premessa che molto dipende dalla dimensione della comitiva e, ancora una volta, dal livello di conoscenza (motociclistica) reciproca dei partecipanti al tour. Sembrerà banale ma, soprattutto in caso di gruppi poco consolidati, già l’organizzazione e la condivisione di orari, eventuali tappe, soste e strade da percorrere è cruciale per evitare spiacevoli inconvenienti o malumori.

Che sia ancora una volta il buon senso a prevalere: evitate di proporre itinerari ardui o impegnativi a motociclisti di cui non conoscete trascorsi o livello d’esperienza su due ruote. Meglio partire da viaggi che consentano un’andatura più rilassata e, in ogni caso, mai concedersi una guida “troppo sportiva” che non tenga appunto conto delle necessità degli altri membri del gruppo. D’altra parte, non fate neppure l’errore opposto di muovervi a maglie troppo serrate, trasformando il gruppo in un ostacolo anche per gli altri guidatori presenti su strada in quel momento. Meglio ad esempio procedere sfalsati e soprattutto mantenere la giusta distanza di sicurezza affinché una frenata improvvisa non getti il panico all’interno dell’intera compagine.

Per comitive particolarmente numerose sono addirittura spesso raccomandate delle autentiche formazioni in cui il ruolo cruciale sarà ovviamente giocato dalla cosiddetta testa e, quindi, dalla “scopa” che chiude la colonna, nonché da eventuali “pali” che si assumano il compito di raccordare il gruppo segnalando alla testa problemi di sorta. Anche in questo caso, però, raccomandiamo che la logica del gruppo coeso non vada a discapito del buon senso.  La compagnia è importante, ma le proprie sensazioni lo sono ancora di più. Se non vi convince un certo tipo di andatura non sentitevi quindi obbligati ad assecondarla, predisponete piuttosto dei puntelli in cui ritrovarvi con i bikers che eventualmente vi seguono o procedono lungo il percorso.

Comunicazione, elasticità e capacità di adattamento sono insomma condizioni essenziali nella ricerca di compagni d’avventura in moto, ma avere qualche piccola regola fondamentale cui attenersi lo è altrettanto per mantenere ordine e armonia nella comitiva e organizzare un buon viaggio in compagnia. E se invece non siamo riusciti a convincervi ad abbandonare la vostra passione per le scorribande in solitaria, nessun problema… l’importante è divertirsi, rigorosamente in sella!