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Il mondo delle donne in sella, tra miti da sfatare e nuove consapevolezze

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Quante volte le donne  sono le “vittime” preferite degli uomini sulle battute inerenti la guida e, ogni volta, la chiosa è sempre la stessa: «Donne al volante pericolo costante» con la solita risatina sarcastica e varie frecciatine sull’affidabilità del gentil sesso su strada? Ecco, è ora di sfatare il mito, sia a due che quattro ruote!

Negli ultimi anni il fenomeno delle quote rosa nel mondo delle due ruote è sempre più diffuso e in rapida ascesa: in Italia se ne attestano circa 10.000 e possono vantare anche un Campionato italiano per Motocicliste dal 2006. Storicamente si hanno testimonianze di donne in sella già a partire dal 1916 con le sorelle Van Buren che si cimentarono in un viaggio coast to coast negli Stati Uniti d’America, mentre, sessant’anni dopo, l’impavida Elspech Beard ha voluto addirittura intraprendere un giro del mondo in moto percorrendo in tre anni 48.000 miglia.

TrueRiders, portale che abbraccia una parte importante di pubblico motociclistico femminile, vuole sfatare tutti questi luoghi comuni sul rapporto conflittuale tra le donne e  i “motori”, rassicurando le motocicliste e dando uno smacco alle vecchie “voci di corridoio” sulla guida al femminile. Secondo i dati dell’infografica: Uomini e Donne al volante- Tutta la verità  promossa da automobile.it, sito che si occupa anche del mondo a due ruote, il vecchio pregiudizio è in realtà una mera diceria, e mettendo a confronto l’esperienza di guida del mondo maschile e femminile i dati non sono poi così diversi!

Sembra, infatti, che il “pericolo costante” delle strade non sia solo il gentil sesso, come per anni è stato tramandato, ribadito e sottolineato in maniera spesso triviale e a volte con toni troppo goliardici. Secondo i dati, infatti, non ci sarebbero sostanziali differenze tra i sinistri maschili (70%) e quelli femminili (71%) su strade urbane, mentre su altre strade il “triste” primato è tutto maschile: 23% contro il 21% della quota femminile.

I chilometri macinati dagli uomini sembrano essere di più rispetto a quelli delle bikers, anche se, in realtà, la differenza non è sostanziale: i primi coprono una distanza pari a quella Roma-Manila (11.500 km), mentre le donne si fermano a circa 10.600 km percorrendo solo mille chilometri in meno. Posto il fatto che le distanze percorse siano più o meno simili, veniamo al nodo cruciale della storia, sulla “pericolosità della guida delle donne” ebbene, care motocicliste, ecco il momento della rivalsa!

Per quanto riguarda le aree geografiche sulla pericolosità della guida quelle più a rischio si collocano nell’area settentrionale italiana, dove uomini e donne si  aggiudicano un ex aequo sulla percentuale di incidenti 29% , a seguire si colloca il centro Italia in cui si ha un 24% della quota femminile contro il 23 % maschile, mentre il sud sfata il mito della pericolosità delle donne su strada maggiore rispetto a quella maschile con un 16% contro il 17% della controparte.

Le motocicliste sono più pragmatiche, ma anche le più ambiziose su strada e, nonostante ciò, risultano essere le più prudenti alla guida con una maggiore propensione al rispetto delle regole e alla capacità di mantenere il self-control in maniera migliore rispetto alla controparte maschile che raggiunge livelli di stress sette volte superiori a quelli femminili, soprattutto, nel traffico. Le donne osano, si cimentano in grandi sfide, ma senza mai perdere il buonsenso.

Purtroppo, però, il pensiero comune ha ormai consolidato il preconcetto sul fatto che le donne debbano essere più insicure e mascherino meno lo stress, anche se di fatto i dati parlano chiaro.

Automobile.it ha anche ricercato le origini di questa credenza, purtroppo, così diffusa e difficile da sradicare, trovando risposte nel luogo comune che la distrazione e l’insicurezza  siano i difetti principali che sono la base, soprattutto tra i giovani, dell’associazione mentale sbagliata (e dai toni un po’ maschilisti) che non riesce a trovare una soluzione.

Sicuramente non sarà facile abbattere il pregiudizio, ma come ogni battaglia legata al femminile, non sarà la difficoltà a scoraggiare l’animo ribelle e sempre determinato di una donna con il piede sull’acceleratore verso i propri obiettivi.

Uomini e donne al volante: tutta la verità in un'infografica
Infografica a cura di automobile.it